Crema alla nocciola: Giudizio Universale

Prendetevela con i geni, le endorfine e tutto ciò che ci spinge a disintegrare senza alcun ritegno il vasetto di una crema al cacao. È parte di un codice prestabilito dall’evoluzione, di un disegno divino (scusate, sono in picco glicemico).

Giudizio Universale si è immolato per voi ancora una volta, ingurgitando abnormi quantità di creme spalmabili alla nocciola scelte come sempre tra gli scaffali di alcove per gastrofanatici (mentre la Prova d’Assaggio è un test sui prodotti in vendita nei supermercati).

E adesso mi rivolgo a te, artigiano alchimista dalle manine d’oro, che con maestria adagi golosità alla nocciola in eleganti vasetti. Meriti il paradiso per averci fatto godere, il purgatorio o addirittura la dannazione eterna per aver inquietato le nostre papille. Abbiamo dunque deciso d’ora in poi di mandarti dove meriti: paradiso, purgatorio o inferno dei ghiottoni (valutazioni in linea con Giudizio Universale).

Paura, eh?

CONTENDENTI

Guido Gobino Selezione, crema spalmabile al gianduia (220 gr, € 12.90)
Marco Colzani, Cacao e Nocciole del Piemonte, crema spalmabile (280 gr, € 8.50)
Amedei, Crema Toscana alla Nocciola (200 gr, € 12.00)
Teo&Bia, Crema alla Nocciola (212 gr, € 8.00)
Guido Castagna, + 55 Crema alle nocciole (100 gr, € 7.50).

CRITERI DI VALUTAZIONE

L’assaggio si svolge in gruppo e “alla cieca”. Come di consueto si utilizzano schede ad hoc, che stavolta contenevano, ad esempio, descrittori quali “consistenza” (dove lo zero poteva ricordare quella di uno sciroppo e il nove di un panetto di burro “mascarponato”) e omogeneità (legata all’eventuale presenza di oli in sospensione e/o di nocciole tritate o altre materie prime).

Chi scrive ha come sempre l’ingrato compito di istruire il gruppo prima dell’assaggio e di interpretare i risultati del test.

Ambasciatore porta pena eccome, ma mai si erge a giudice monocratico, MAI. Dunque, alla luce di tutta ‘sta cremosità dai sentori tostati, chi ci avrà fatto toccare le arcate celesti del gusto? Chi gli inferi papillari?

PARADISO

teo e bia

TEO&BIA

[ingredienti: nocciole (47% min), zucchero di canna bio, cacao amaro bio]

Trovare la quadratura del cerchio con soli tre ingredienti è faccenda da veri equilibristi del gusto. Il naso è un trionfo di nocciole tostate (mediana 6 su scala 0-9) e cacao (mediana 7), un gioco a rimpiattino che lascia un lungo ricordo di sé.

Non ci sono altri orpelli, non servono.

Dolcezza predominante e consistenza non impattante che alleggerisce la deglutizione (mediana 4 su scala 0-9). Se non vi lasciate intimidire dall’aspetto potreste gioire esattamente come è capitato a noi.

Non utilizzando emulsionanti è possibile che le sostanze oleose si separino dal resto della massa e salgano in superfice, nel caso non dovrete fare altro che dare una rimestata prima dell’assaggio. Godimento assicurato.

[Mentre scorgevo l’elenco ingredienti di questo prodotto mi è tornata in mente una chiacchierata fatta qualche tempo fa con Andrea Trinci, talentuoso torrefattore toscano, con (dice lui) “l’hobby del cioccolato”. Una frase su tutte mi ha fatto sorridere “io dico sempre che gli ingredienti in ricetta dovrebbe conoscerli anche tua nonna e per contarli dovrebbero bastarti le dita di una mano”, chiaro direi. Non l’ho mai ringraziato per quella illuminante chiacchierata, lo faccio qui, ora]

gobino

GUIDO GOBINO

[ingredienti: nocciole piemonte IGP (45%), zucchero, cacao magro in polvere, latte scremato, lecitina di soia (senza OGM), bacche di vaniglia Bourbon del Madagascar].

C’è tutto. Tutto quello che serve per ingolosire i palati: aspetto invitante, superficie liscia, cremosità ideale da spalmare e mangiare a cucchiaiate.

Naso intenso e ampio dove svettano sentori tostati, seguiti da quelli ascrivibili a latte (e derivati) e vaniglia, ovvero due degli ingredienti indicati in ricetta (quanto mi gaso quando i giudici beccano i sentori senza sapere cosa stanno assaggiando).

Anche l’equilibrio delle sensazioni gustative ci ha convinti. Per completezza di informazione va detto che è l’unica tra le creme in assaggio a contenere lecitina di soia, utilizzata per la sua capacità di tenere unite in emulsione sostanze non miscelabili (tipo acqua e grassi). Limitandosi all’elenco ingredienti sembrerebbe il prodotto più “costruito”, ma come dire, avercene.

PURGATORIO

colzani

MARCO COLZANI

[ingredienti: nocciole Piemonte IGP (45%), zucchero di canna, cacao in polvere, vaniglia naturale]

L’aspetto ingolosisce, la consistenza è perfetta. In olfazione diretta ci è impossibile non notare la giusta sfrontatezza con cui si esprime la nocciola, i riecheggi retrolfattivi però ci hanno turbati.

Seppur con intensità diverse, tutti i giudici hanno colto le medesime sensazioni. Ho potuto scorgere nei loro volti quell’attimo di smarrimento tipico di chi cerca di dare un nome a una sensazione olfattiva e gioisce poi nel vedere che la sua scheda contiene un descrittore adatto: “caramello, zucchero bruciato” e più in generale un tostato che rasenta il bruciacchiato.

Anche la nocciola sembra avere subito un’ossidazione violenta (leggasi bruciatura). Non sappiamo se fosse voluta o meno, quindi legata a questo lotto, sappiamo quello che ci hanno suggerito i nostri palati. Se vi piacciono i “tostati scuri”, saprei cosa consigliarvi.

amedei1

AMEDEI

[ingredienti: nocciola Tonda Gentile Trilobata (47% min), zucchero di canna, latte scremato in polvere, pasta di cacao, cacao, vaniglia]

La riassumerei così: se apro un barattolo di crema mi aspetto che abbia una consistenza cremosa e non quella di un macro gianduiotto strizzato in un barattolo.

A pensarci bene non solo l’aspetto ci ha ricordato il cioccolatino in “golden dress code”, anche colore e sensazioni olfattive ci hanno riportato con la mente a quel mondo.

Un mondo che amiamo, sia inteso, ma vorremmo magari anche poterlo spalmare sul pane. A tal proposito qualche indicazione in etichetta non guasterebbe (conservare sopra i tot. °C, ad esempio)

castagna

GUIDO CASTAGNA

[ingredienti: nocciola Piemonte IGP (68%), zucchero, cacao, burro di cacao]

Anche in questo caso non ci ha convinti la consistenza burrosa che rende difficoltoso l’assaggio (mediana 7 su scala 0-9). Le sensazioni tattili ci hanno ricordato il burro montato (qualcosa in cui sia stata inglobata aria), la sensazione di avere sostanze grasse in bocca è molto presente.

“Burroso” anche il naso, in particolare quanto percepito per via retrolfattiva. La nocciola è ovviamente presente, ma l’intensità delle sensazioni ascrivibili al burro è dominante (mediana 8).

Buono l’equilibrio delle sensazioni gustative. Anche in questo caso qualche indicazione in etichetta sulla corretta conservazione sarebbe utile. Vi piace il burro? Fatevi sotto!

E all’inferno direte voi? Noi e la nostra infinita golosità, senza alcun dubbio.

Cosa avremmo dovuto assolutamente assaggiare e ci siamo persi? Su, datemi altri motivi per tostarmi negli inferi del gusto.

Stefania Pompele Stefania Pompele

commenti (24)

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  1. ah la nocciola tribolata 😉 io adoro la montersino che voi non avete assaggiato…mi sa ci vuole un altro panel !!!!

  2. L’altra sera ho preparato la crema di nocciole in casa.
    Ho utilizzato una pasta di nocciole 100% con cioccolato al latte che era rimasto immangiato in frigorifero e non sapevo come usare (cacao e pasta di cacao, zucchero, latte in polvere). Percentuale 60% (cioccolato) e 40% (pasta nocciole)

    Fuso il cioccolato a bagnomaria e mentre ancora tiepido aggiunto la pasta di nocciole col suo olio, mescolato bene, lasciato raffreddare. Davvero niente male 🙂

  3. sono d’accordosu Amedei,e’ deludente una crema cacao cosi’ compatta,seppure sia gustosa,ma alla fine non vale i 10 euro della spesa.Tra quelle fuori elenco,sono un fan della Baratti,che e’ soffice e buonissima

    1. La Baratti é la Novi rimarchiata buona ma trattasi di prodotto industriale.

    2. hai ragione,cose che succedono quando un’azienda acquista piu’marchi(Elah Dufour in questo caso)comunque si parla di 45 per cento di nocciole,non parlerei proprio di prodotto industriale,anche se si trova nella GDo,ma non in tutti i supermercati

  4. metterei nel lotto pure Domori (ok, scontato) e la crema gianduia di Bodrato.

  5. L’articolo esordisce con la dicitura “creme al cacao”, ma vedo che il tema è svolto su creme alla nocciola (primo e principale ingrediente per tutti i prodotti). Ma non sono due cose diverse?
    Dalla posizione in etichetta, mi pare che in tutti i prodotti il cacao sia un ingrediente ben minoritario

    1. il pressapochismo di alcuni redattori è una battaglia persa….

    2. Daniela, con il barattolo davanti e gli ingredienti ben in vista, più che pressapochismo direi che è dislessia da cottura. Suvvia.

  6. ma quanto accidenti costa sta benedetta trilobata piemontese al kilo ? 200 euro ?

    1. E’ una varietà speciale, Vanni, leggi meglio: nocciola triBolata, non la volgare triLobata che si usa nelle creme dei poracci! 😉

  7. +55 = 75 E/kg.
    Sembra una formula esoterica, in realtà è uno sproposito.

  8. Suggerisco la Caffarel, stranamente fuori gara, ma ottima. Si sentono le nocciole (40%, IGP piemontesi), c’è il burro di cacao, è bella cremosa…e non costa poi troppo, sui 20 e qualcosa euro al chilo se non erro.

  9. Ma sono l’unico a pensare che l’aggiunta di latte ad una crema fatta con semi oleosi e cacao come questa, la rovini? Il latte ne volgarità e addolcisce troppo il sapore a mio avviso, che dovrebbe invece esaltare la materia prima specie se pregiata

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