Il meglio che si compra da Eataly in 10 prodotti gourmet

Eataly sì, Eataly no, Eataly bum, la discussione infinita. Puoi dir di sì puoi dir di no, ma questa è la vita.

Molti lettori di Dissapore hanno il profilo dell’entusiasta di Eataly. Ci si perdono, ci si abboffano; trovano molte cose buone nello stesso posto e potrebbero passarci le giornate.

Per contro l’hipsterismo indomito li fa guardare intorno con sospetto, trovano certi prezzi inavvicinabili (specie nel reparto pescheria), e che la qualità non sia sempre quella che dovrebbe.

Impossibile dimenticare quelli che fanno le pulci a Farinetti perché in Italia non è ammesso avere successo.

Attenzione però, oggi non si fa filosofia. Siamo tornati nel primo punto vendita (Torino Lingotto) per darvi una lista di 10 prodotti da comprare quando andate da Eataly, a quattro anni di distanza dalla prima volta.

10. EQUIK

Un classico del commercio equo e solidale: i prodotti delle multinazionali sono brutti e cattivi, storpiamone i nomi! Caso emblematico quello di Equik: per caso vi ricorda una bevanda al cioccolato di Nestlé?

Dietro questo barattolo di cacao solubile bio, di cui ben conosciamo il sapore e che vi consigliamo caldamente, c’è un’azienda non molto nota ma che diffonde i suoi prodotti in maniera capillare: Crastan di Gello Pontedera (PI). In questo caso produce per Altromercato.

INGREDIENTI: zucchero integrale di canna bio (69%), cacao magro bio (30%), correttore di acidità (carbonato di potassio), emulsionante (lecitina di soia), aroma naturale di vaniglia.

Prezzo al chilo: 11 euro

9. VENTRICINA DI ENRICO

Mi sono imbattuta in questa formidabile ventricina, salume tipico del territorio al confine tra Abruzzo e Molise, durante una manifestazione gastronomica. Da quando ho scoperto che è in vendita da Eataly fatico a non metterla nel carrello.

Salume ottenuto da parti nobili del suino, di solito si presenta in forma di insaccato. Non è facile trovare una versione in barattolo altrettanto cremosa e ben amalgamata.

Produce l’azienda Fracassa di Teramo, abbastanza conosciuta nel giro dei gastrofanatici; questo è probabilmente il suo prodotto migliore.

INGREDIENTI: grasso di suino, carne di suino, sale marino integrale, spezie, zucchero, conservante (potassio nitrato).

Prezzo al chilo: 26 euro.

8. POMODORINI GIALLI

Se non fosse per il leggero sussulto provocato dai prezzi, l’atmosfera nel reparto ortofrutta di Eataly sarebbe idilliaca: tutto riposto nei rustici cestini di vimini: ordinato, pulito, non ammaccato. Chissà, forse è un trucco per farli dimenticare quei prezzi. Noi, per esempio, mentre porgevamo all’inserviente tre porri di Cervere degni di una hola in curva li abbiamo trascurati.

Menzione d’onore per i pomodori. Non so se capita anche a voi, noi li troviamo sempre in forma, dolci e freschi, mai plasticosi, in particolare i pomodori ciliegini gialli.

Prezzo al chilo: 7,90 euro

7. KETTLE CHIPS

Se è vero che le Kettle Chips, “Patatine tradizionali cucinate a mano”, lo siano davvero come recita l’etichetta non sappiamo.

Ma in nome del sapore estremamente risolutivo che hanno le patatine anglosassoni accettiamo volentieri anche le mezze verità. La versione più famosa è al pepe nero, questa volta abbiamo preferito la novità, sempre con identica soddisfazione.

INGREDIENTI: patate, olio di girasole, maltodestine da patata, lievito essiccato, sale marino, rosmarino essicato, prezzemolo essiccato, estratto di lievito in polvere, estratto di rosmarino, olio di oliva. Se vi sembra un elenco lungo (e quindi sinonimo di scarsa salubrità), date uno sguardo alle altre concorrenti; c’è da impallidire.

Prezzo al chilo: 16, 20 euro

6. VINO SFUSO

Visto che sono 505 milioni i litri di vino totali venduti dalla grande distribuzione durante il 2016, per un valore complessivo di 1,5 miliardi di euro, e insomma, scegliere non è facile, una cosa che i supermercati tradizionali dovrebbero copiare da Eataly è la presenza costante di un esperto nel reparto enoteca.

Anche perché spendendo più dei canonici 6 euro a bottiglia, come capita spesso da queste parti (in realtà si va dai 5 di qualche prosecco in offerta a infinito, considerando etichette di Barolo o Amarone invecchiati), il buon consiglio è un servizio gradito.

Oggi tuttavia parliamo di vino sfuso, molto ambito dalla categoria dei pensionati. Alle dieci e mezza del mattino sembra di stare alle Poste, con tanti over sessantacinque che fanno la coda con la tanichetta vuota in mano. Il vino arriva dalle cantine di Fontanafredda, proprietà di Oscar Farinetti. Dev’essere per questo che il rapporto qualità-prezzo è così conveniente.

Prezzi al litro: 2,90 euro (base dolcetto)

5. BIRRA ARTIGIANALE – LOVERBEER

Chiudendo un occhio (o anche tutti e due) sulla Peroni Gran Riserva e qualche altro esemplare industriale, la gamma di birre artigianali, da Eataly, supera di una spanna ogni altro grande distributore.

Si distinguono per il prezzo conveniente le bottiglie da 37,5 cl di Valter Loverier, guru delle birre acide e delle Iga (Italian Grape Ape), quelle caratterizzate dall’impiego di mosto d’uva. L’ottimo birrificio si chiama Loverbeer, i lettori attenti sanno che ne abbiamo già parlato.

Per trovare prezzi simili bisogna andare a Marentino (TO), sede del birrificio.

Prezzo al litro: da 20,8 a 26 euro

4. PANE RUSTIC

Notoriamente propensi ai piemontesismi, quelli di Eataly hanno chiamato “Rustic” il loro pane “entry level”, il primo prezzo insomma. Sempre ben propagandato, viene piazzato a spot in diverse zone dei punti vendita, persino alle casse.

Resta pur sempre un ottimo prodotto venduto a prezzi concorrenziali, se si considera che ogni tipo di pane non fatto con farina bianca e lievito di birra finisce tra i “pani speciali”, portando il prezzo oltre i tre euro e mezzo al chilo.

INGREDIENTI: Farina Buratto di tipo 2 bio, lievito madre, acqua, sale.

3. CICCIOLI CROCCANTI

I perbenisti delle diciture le chiamano “Greppolette casarecce”, ma tutti noi li conosciamo meglio come ciccioli. Se per vostra sfortuna non li avete ancora provati, questi snack tutt’altro che dietetici ma pruriginosi sono pezzetti di lardo, che nel lardo friggono, prima di essere pressati in modo da ottenere delle saporite chips.

Provenienti dal modenese, vengono prodotti da Gigi il Salumificio, di Castelnuovo Rangone (MO).

INGREDIENTI: ciccioli, sale, spezie, aromi.

Prezzo al chilo: 15, 80 euro

2. CARNE FROLLA

L’attuale ascesa potrebbe far pensare a una nuova moda in voga tra i gastrofissati, in realtà la carne morbida sottoposta al processo di frollatura, o “dry aging” (invecchiamento a secco) si trovava da Eataly in tempi non sospetti.

Per capirsi meglio: la carne stagiona perdendo i propri liquidi (e circa il 20% del peso) a una temperatura vicina ai zero gradi, per poi essere mangiata il più possibile cruda. La frollatura ideale va dai tre mesi in poi, ma può già considerarsi pronta dopo quindici giorni.

Nonostante non si trovi solo da Eataly, la carne frolla di fassona de La Granda (consorzio di allevatori della razza piemontese), ha il suo perché. Avvertimento per chi non l’ha mai acquistata: il prezzo al chilo non si discosta molto da quanto pagherete per una bistecca, dato il peso specifico dell’alimento.

Prezzo al chilo: 39,60 euro (variabile)

1. CEVRIN DI COAZZE

Chiamatelo opportunismo o vista lunga, sta di fatto che la scelta di distribuire meglio di chiunque altro i prodotti dei presìdi Slow Food, non facilmente rintracciabili, ha pagato eccome. Sia in termini di immagine per Eataly, che di fatturato.

Prendete per esempio il Cevrin di Coazze, simil-robiola a base di latte caprino proveniente dalla Val Sangone, nonché dai comuni di Coazze e Giaveno in provincia di Torino.

Un formaggio dall’aspetto di un’innocua toma ma che annusata rivela un’ondata di profumi da record, in primis legno e aromi erbacei. I produttori sono rimasti tre, se trovate la formaggetta non fatevela scappare.

Prezzo al chilo: 34, 80 euro.

Chiara Cavalleris Chiara Cavalleris

10 aprile 2017

commenti (11)

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  1. In realtà la ventricina teramana è un prodotto diverso dal salume che si produce tra Abruzzo e Molise ( ventricina vastese)

  2. Credo sia kettLe e non kettIe. E se non sbaglio le ho viste nella normale GDO.

    1. Anche io le ho viste nella normale distribuzione, ma per quando possa essere un relativo motivo di vanto (non è certo il prodotto qualitativamente migliore di Eataly) al Pam, per esempio, non mi pare che ci siano tutti i gusti. Stesso discorso per certe tisane molto ricercate, per fare un altro esempio. E’ un prodotto che ho citato per la varietà nella distribuzione, non per la sua presenza in sè sullo scaffale.

  3. Ahahah Gigi… abito vicino al paesotto in questione, luogo dove il suino è venerato, giusto per dire nella piazzetta principale è presente una statua in bronzo di un bel ninetto (come si dice da queste parti)
    Passando tutti i giorni per lavoro lungo queste strade, saltano al naso i periodi di produzione di questi ciccioli frolli, dove si respira nell’aria questo odore di unto e bisunto, non sarà il massimo ma viene fame!

    1. I ciccioli sono davvero buonissimi.
      Mangiati caldi appena pressati sono squsiti.
      Tuttavia , bisognerebbe avere “uno stomaco di lamiera” per digerirli proprio per l’alta presenza del grasso che contengono e che li rende pesantissimi.
      Beato chi se li puo’ permettere !

  4. Le Kettie chips sono come le snikers tarocche della Mike lol.

  5. Che io sappia, le patatine degne di tal nome devono contenere patate e sale, poi fritte in olio. Punto.
    Lieviti ed estratti di lieviti per cosa mi servono quando voglio mangiare delle patatine? E l’estratto di rosmarino a cosa serve se c’è già del rosmarino secco?!
    Comunque si, l’elenco è troppo lungo, e ci sono altre patatine (non so se loro “concorrenti”) che costano pure meno fatte coi 3 ingredienti che ho citato.
    ————— —- —–
    Carne frolla? Quella è la pasta…io l’ho sempre sentita chiamare carne frollata 😉

    1. In realtà l’estratto di lievito serve per dare sapore. Fa anche bene visto che contiene anche vitamine. Comunque per estratto di rosmarino si intende rosmarino classico. Riguardo alla lista beh quelle sono le spezie:
      Quello che dici te sono le classiche chips solo sale, queste hanno anche le spezie per darli più sapore.

  6. Carne frollata tre mesi? Mi sembra una esagerazione, con 25 giorni persino la podolica risulta masticabile figuriamoci la piemontese. Ciccioli troppo cari, qui in Spagna si produce il torrezno, in quel di Soria, ed ha prezzi ben piú accessibili, snack buonino ma alla lunga stufa. Farinetti é bravo a mio avviso ma dovrebbe andare di piú al Sud….in generale ho visto pochi prodotti meridionali, persino le acciughe le prende in Spagna invece che da delfino battista.

  7. il pane di Eataly a Milano è fantastico…ottimi anche i Ragu di La Granda

  8. Anch’io vado da Eataly, soprattutto se ho una cena o qualcosa di particolare e non riesco ad andare da macellaio/panettiere/fruttivendolo/mozzarellaio separatamente (cosa che quando posso faccio).

    Cosa vado a comprare apposta:
    – farine: mulino marino, casillo e altre, qualità molto buone che NON trovi nella grande distribuzione (almeno a milano) e uso per pane e lievitati;
    – carne, te la sottovuotano se lo chiedi;
    – pasta di gragnano;
    – pelati (per la pizza perfetti);
    – spezie (es curry in polvere di varie tipologie);
    – paste di frutta secca per pasticceria/gelati e cioccolato domori sempre per pasticceria.

    Cosa compro già che sono li:
    -mozzarella fiordilatte e formaggi
    – prosciutto crudo di 27-30 mesi e salumi in generale, sempre buoni
    – pane (rustic)
    – marmellate/miele/pomodori secchi etc

    Se capita e mi serve, prendo anche frutta o verdura, ma onestamente considerati i prezzi, quella del mio fruttivendolo è decisamente migliore, non c’è paragone. Pesce: ho provato un paio di volte, ma è decisamente un no – inutilmente caro.
    Vino e birra soltanto se mi serve, sul vino soprattutto trovo meglio e meno caro in molte enoteche

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