Eataly Vs Esselunga: Prova d’assaggio

Nel giugno 2015 è stato il putiferio. Fatta la spesa da Esselunga e da Eataly, i redattori del settimanale Panorama avevano confrontato 30 prodotti identici per marca e confezione.

Verdetto lampante: 26 per cento di risparmio sui prodotti da scaffale e 28 per cento sugli alimenti freschi, ovviamente a vantaggio di Esselunga.

La risposta di Oscar Farinetti, vale a dire due pagine pubblicitarie comprate sul Corriere della Sera, provava a dimostrare che la differenza tra i 30 prodotti era “la qualità”. Per la precisione: filiere controllate, assenza di OGM e italianità.

Durante il fine settimana siamo stati anche noi da Esselunga e da Eataly per aggiornare la faccenda con un Prova d’assaggio, che ha confrontato alcuni prodotti, freschi e non, presenti in entrambi i negozi.

Con un vezzo in più: controllare se, un anno e mezzo dopo l’articolo di Panorama, comprare da Esselunga gli stessi prodotti da scaffale è ancora conveniente rispetto a Eataly. Seguono tre esempi a caso, diversi da quelli elencati 18 mesi fa da Panorama.

— Cedrata Tassoni:

da Esselunga costa 2.26 euro, lo stesso formato sale a 2.98 euro da Eataly.

cedrata tassoni esselunga

cedrata tassoni eataly

— Pane Carasau dei F.lli Carta:

ormai molto diffuso, da Eataly costa due euro al chilo in più rispetto a Esselunga, al netto del fatto che spesso si trovi in offerta.

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— Cioccolato Altromercato:

1,89 euro da Esselunga e 2,30 euro da Eataly, dove il prezzo è contenuto se paragonato ad altre tavolette di cioccolato ma superiore al “prezzo consigliato”.

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Verificato che le cose stanno come le avevamo lasciate riguardo agli stessi prodotti da scaffale, confrontiamo adesso alcuni prodotti freschi e non presenti nelle due catene, precisando che abbiamo fatto la spesa a Torino, all’Esselunga di Corso Traiano e nel negozio Eataly Lingotto.

1) PANETTERIA – LA BAGUETTE

Partiamo dalle basi: una buona spesa non può prescindere dal pane. E si dà il caso che entrambi i punti vendita possano vantare un laboratorio di panificazione a vista.

ESSELUNGA

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Abbiamo scelto un prodotto comune, la baguette, chiamata “bastoncino francese” da Esselunga: peso esiguo e 50 centesimi di prezzo.

Com’è?

Quelli che parlano bene direbbero che il pane è male alveolato. In altre e più comprensibili parole, la mollica presenta fori in genere piccoli, ma comunque diseguali, e distribuiti in modo poco uniforme. Viene da pensare al lievito di birra e a una lievitazione affrettata. La lista degli ingredienti non ci smentisce: farina “00”, acqua, sale e lievito di birra.

Colore uniforme che tende al lucido, consistenza spugnosa, è un pane migliore rispetto alla media che si trova nei supermercati, ma dodici ore dopo il filoncino tipo baguette è già indurito e poco mangiabile.

Prezzo al chilo: 3.50 euro

Voto: 6

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EATALY

Il pane più venduto da Eataly si chiama Rustico, il migliore, in base a nostre esperienze precedenti, è il pane alle olive (8,50 euro al chilo, per la cronaca).

Tutto il pane viene fatto nel laboratorio con farine Mulino Marino. L’impiego del lievito madre incide sul costo, nel senso che l’impasto appesantito dal lievito madre rende possenti i vari formati. Per capirsi, nonostante il prezzo al chilo della nostra baguette sia di 3.90 euro, un singolo filoncino costa 1.60 euro.

Com’è?

Disponibile solo in versione bio, la simil-baguette è fatta con farina di grano tenero di tipo “O” e buratto di tipo “2”. Poi acqua, lievito madre, sale integrale e lievito di birra.

Elenco impeccabile che si sente eccome: l’aspetto è grezzo, la crosta abbastanza spessa e gli alveoli della mollica suggeriscono lievitazione lenta e cottura accurata. Il profumo lievemente acidulo svela l’impiego di lievito madre. Buono, e ancora buono il giorno dopo.

Prezzo al chilo: 3.90

Voto: 9

2) FOCACCIA LIGURE

Esselunga

prova d'assaggio; pane; esselunga

Restiamo in argomento con la focaccia, altro classico acquisto da supermercato per quanto evoluto.

Esselunga propone una focaccia ligure dall’elenco ingredienti piuttosto lungo: farina di grano tenero tipo “00”, acqua, olio di oliva, strutto, olio extra-vergine di oliva, lievito di birra, sale, fiocchi di patate, estratto di malto.

Com’è?

Discreta, ma poco aromatica già appena scartata. Anche dura e non abbastanza oleosa.

Prezzo al chilo: 7, 30 euro

Voto: 6.5

prova d'assaggio; pane; eataly

EATALY

La versione di Eataly è più simile a quel che ci si aspetta da una focaccia ligure.

Com’è?

Morbida e dallo spessore irregolare, molto unta, intensa nel sapore grazie all’olio extravergine, il solo impiegato nella ricetta insieme a farina di grano tenero tipo “0”, lievito di birra, sale, malto e acqua. In Liguria e non solo se ne trovano di migliori ma non è niente male, nonostante il prezzo abbastanza elevato.

Prezzo al chilo: 9 euro

Voto: 7.5

3) BANCO TAGLIO – FORMAGGI

Se parlassimo di chicche casearie, formaggi iper-stagionati e blu dalle venature fitte, Eataly vincerebbe a mani basse: non esiste supermercato paragonabile per varietà della selezione e sfumature odorose.

Per un gioco ad armi pari la nostra scelta cade sull’immancabile gorgonzola DOP: la sfida è tra il prodotto migliore di ogni contendente.

GORGONZOLA

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ESSELUNGA

Una buona scelta è importante, Esselunga non delude. Il banco formaggi ha un rapporto qualità-prezzo notevole, si può addirittura decidere tra due gorgonzola dolci.

Com’è?

Il più costoso, nonché più bello, è odoroso, molto muffato, lievemente giallognolo e dal sotto-crosta imbrunito.

Prezzo: 14.99

Voto: 9

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EATALY

Il reparto formaggi con la maggiore presenza di presìdi Slow Food prevede un solo gorgonzola. Prendiamo quello che c’è.

Com’è?

Un Gorgonzola DOP di Novara molto tradizionale, scioglievole, freschissimo. Cremoso anche più del Gorgonzola comprato da Esselunga è francamente più dozzinale. Il gorgonzola medio reperibile nei supermercati.

Prezzo al chilo: 13.50 euro

Voto: 6

4) BANCO TAGLIO – PROSCIUTTO CRUDO

Nel reparto salumi i ruoli s’invertono: da Eataly un prodotto diffuso come il prosciutto crudo San Daniele è disponibile in cinque versioni diverse, per produttori e affinamento, mentre da Esselunga ne troviamo uno solo, diciotto mesi di stagionatura, un classico

ESSELUNGA

prova d'assaggio; esselunga; prosciutto crudo prova d'assaggio; esselunga; prosciutto crudo

Si potrebbe anche chiudere un occhio sul taglio mal riuscito che rende le fette troppo spesse e irregolari, ma sul sapore mai.

Com’è?

Le fette sono reticolate di grasso, le tracce della delicatezza tattile tipica del prosciutto friulano sono poco evidenti. Se fosse in offerta, magari, sarebbe più accettabile.

Prezzo al chilo: 32,90 euro

Voto: 5

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EATALY

Altra storia da Eataly. Morbido, ben affettato e con la giusta distribuzione di grasso, questo San Daniele diciotto mesi di Eataly batte nettamente quello di Esselunga.

Com’è?

Come un guanto in pelle, se preso tra le mani, in bocca il grasso si scioglie in pochi secondi. Costa molto però, anzi, costa davvero troppo, per questo prende un voto in meno.

Prezzo al chilo: 37,80 euro

Voto: 7.5

5) ORTOFRUTTA – TOPINAMBUR

Il reparto ortofrutticolo di Esselunga è più fornito rispetto a quello di Eataly, questo tuttavia punta più sulla stagionalità.

Ciò detto, è inverno e il topinambur, la “rapa tedesca” diventata una presenza fissa prima nelle cucine stellate poi in quelle di casa nostra, non può mancare in entrambi i negozi.

ESSELUNGA

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Ce lo vendono in vaschetta da 500 grammi, prendere o lasciare. Già lavato (ma la mamma ci ha spiegato che non dobbiamo fidarci, nel dubbio lo rilaviamo) e piuttosto fresco, lo tagliamo a pezzi grossolani e lo inforniamo con poco olio e un pizzico di sale.

Com’è?

Risultato: asciutto, con la buccia secca e parecchio spessa. Ne abbiamo mangiati di migliori, spesso e ovunque. Maluccio.

Prezzo al chilo:  4.76 euro

Voto: 5.5

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EATALY

Da Eataly la verdura, riposta con cura in cesti di vimini e rinfrescata col vaporizzatore manco fosse pesce spada, non invita il consumatore che guarda al risparmio. Il topinambur, che abbiamo trovato a un prezzo nella media, è una gradita eccezione.

Ci serviamo e tendiamo il sacchetto alla commessa (da Eataly gli ortaggi non si possono pesare in autonomia, temono probabilmente le mani lunghe), che batte lo scontrino. Arrivati a casa, riserviamo alla rapa lo stesso trattamento di quella acquistata da Esselunga.

Com’è?

Risultato migliore: il topinambur resta più carnoso all’interno, più profumato e la buccia sottile lo rende croccante senza infastidire il palato.

Prezzo al chilo: 4.90 euro

Voto: 8

6) CARNE – NODINI DI SUINO

Anche in questo caso, il paragone non è sull’ampiezza dell’offerta, confrontiamo invece lo stesso prodotto. Perché la macelleria di Eataly è una vetrina di carni frollate, interiora messe in vetrina a guisa di gioielli e tagli di Fassona piemotese di cui è difficile ricordare tutti i nomi.

Quella di Esselunga, invece, è un enorme scaffale di pezzi già tagliati e messi dentro il cellophane. Insomma, al netto della qualità, di cui non c’è motivo di dubitare, la scenografia è molto diversa.

Optiamo per il nodino di suino, cioè la braciola di maiale (quindi ricavata dalla lombata) compresa di una parte di filetto. In entrambi i casi la filiera è completamente italiana.

ESSELUNGA

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Com’è?

Leggermente asciutta una volta cotta, viene equilibrata dal sottile strato di grasso e dalla piccola sezione di filetto. Un risultato che rende il prezzo, davvero contenuto, ancora più conveniente.

Prezzo al chilo: 5,5 euro

Voto: 7.5

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EATALY

Com’è?

Apprezzabile che la carne di maiale sia rimasta succosa nonostante la cottura, cosa rara. Ma ci aspettavamo un sapore più deciso e per inciso, anche un taglio migliore, da una bistecca di maiale piuttosto costosa.

Prezzo al chilo: 10.20 euro

Voto: 7

7) BANCO FRIGO – LATTE

L’eterna rincorsa al prezzo più basso pregiudica spesso il sapore. Volevamo sapere se fosse così anche nei punti vendita dei due nostri contendenti di oggi.

ESSELUNGA

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Il livello del primo prezzo di Esselunga è superiore alle aspettative, si tratta di un prodotto a marchio del supermercato che costa poco ma non è il latte grigiastro e scipito a cui siamo fin troppo abituati, purtroppo.

Com’è?

Discreto, anche se la patina lasciata sul bicchiere dal grasso nonché la persistenza del sapore sono modeste. Alla fine resta un retrogusto dolciastro, peccato.

Prezzo al litro: 85 centesimi

Voto: 6

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EATALY

Anche Eataly ha un primo prezzo, ebbene sì. E’ il latte fresco dell’Azienda Agricola Molino Piero, in provincia di Asti.

Com’è?

Ci sembra migliore, consistenza densa e sapore più intenso. Come suggerisce la tabella nutrizionale la percentuale di grasso è superiore rispetto al latte di Esselunga: 3,9 grammi di grassi contro 3,6 grammi del precedente. Per noi, sempre concentrati sul sapore, è un buon segno. Per altri, più attenti alla linea, non è detto che lo sia.

Prezzo al litro: 1,60 euro

Voto: 7.5

8. PESCHERIA – ORATA PESCATA

Il reparto del pesce di Eataly è quello del tonno rosso, del gambero viola e delle ostriche di sei provenienze diverse. Esselunga punta più sul sacchetto di cozze per la spaghettata della domenica o sul prodotto pulito e imbustato, a un prezzo decisamente più umano.

Ma un’orata al sale resta sempre un’orata al sale, decidiamo se vale la pena comprarla nella pescheria scenografica o nel supermercato che ha fatto scuola a tutti gli altri per il rapporto qualità/prezzo.

ESSELUNGA

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Il commesso Esselunga ci propone due trattamenti: la vaschetta con il pesce d’allevamento già pulito e deliscato, o la versione “premium price“, ovvero l’orata pescata nel Mar Mediterraneo occidentale, eviscerata al momento.

Com’è?

Scegliamo la seconda opzione e ci ritroviamo al cospetto di una tra le migliori orate mai assaggiate nella versione più essenziale: cotta al forno con un po’ di sale grosso per una mezz’oretta, a 180 gradi. Volutamente poco condito, il pesce è saporito, la consistenza burrosa con la giusta umidità.

Prezzo al chilo: 24.90 euro

Voto: 9

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EATALY

Premessa: si faccia qualcosa per smaltire la coda al banco del pesce di Eataly Lingotto. Chessò, aggiungete un inserviente, ma non è possibile aspettare un quarto d’ora mentre chi ti precede nella fila si fa pulire le seppie per i prossimi trentacinque risotti.

Ad ogni modo, per dirla come va detta, il pesce da Eataly è bello come il sole e caro come il fuoco. Ma noi non abbiamo chiesto un trancio di pesce spada da 48 euro al chilo, bensì una semplice orata. Anche in questo caso, quella d’allevamento ci farebbe risparmiare: 16.90 euro al chilo contro i 26 del pescato, ovviamente dal Mediterraneo. Scegliamo quest’ultimo.

Com’è?

Nonostante il prezzo più caro rispetto a Esselunga, Eataly non ci dà maggiore soddisfazione. Anzi: la polpa dell’orata rimane piuttosto asciutta, il sapore è fin troppo delicato e, come se non bastasse, lo scarto maggiore.

Prezzo al chilo: 26 euro

Voto: 6.5

Verdetto finale

Eataly batte Esselunga 5 a 3.

Dalla loro parte, gli”alti cibi” di Farinetti risultano minuziosamente scelti, anche quando sono più semplici che “alti”. L’asso nella manica è il reparto del pane e derivati.

In media i prezzi sono elevati ma lo è anche il livello dei prodotti, tanto da farci dire che il rapporto qualità/prezzo non è comunque disprezzabile.

Ma in questa disciplina specifica, il rapporto qualità/prezzo appunto, resta difficile per chiunque fare meglio di Esselunga.

Chiara Cavalleris Chiara Cavalleris

commenti (33)

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  1. Pewccato che qui nel centro italia in generale Esselunga non si sa neppure cosa sia

    1. che intendi per centro Italia?
      sotto l’A11 è profondo sud…

  2. Eataly è una manna per chi vive all’estero, in Italia ovviamente ci sono opzioni più convenienti.
    Ma sono due negozi diversi, Eataly è più votato alle eccellenze (quelle vere), Esselunga ha alcune eccellenze ma resta un supermercato.
    Il pane di Esselunga non è diverso da quello di altri supermercati, da Eataly è un’eccellenza invece, con farine di eccellenza e lievito madre, non c’è paragone.
    Anche la scelta è diversa e più ampia e specifica, vedasi i prosciutti…dire “San Daniele” è una cosa, dire “Dok Dall’Ava” è un qualcosa in più, e non poco.

  3. Capisco che un confronto fatto su prodotti sia sempre molto difficile e talora poco proponibile.
    Resta una costante a, a mio avviso, che si coglie dalla lettura di questo bel servizio.
    Eataly pratica prezzi esorbitanti.
    Esselunga è catena a prezzi non del tutto convenienti.
    Eataly vuole essere una vetrina di eccellenze e qualche volta ci riesce, prezzo a parte.
    Esselunga – con prodotti di media qualità – pratica tecniche commerciali astute e ben orchestrate per indurre il cliente a comperare anche cio’ che non gli serve.
    Due esempi che mi fanno esclamare: ATTENTI A QUEI DUE !

    1. Esselunga rispetto alla maggior parte dei concorrenti dello stesso tipo, cioè supermercati e non discount, ha prezzi inferiori, non lo dico io bensì le varie ricerche dei giornali specializzati. Per quanto riguarda la qualità , trovo che sia più che media nella maggior parte dei casi, con alcune eccellenze. Il confronto mi lascia un po’ basito in alcuni aspetti, confrontare il latte “unbranded” di Esselunga con un prodotto semiartigianale di Eataly, non è indicata la provenienza della carne di suino, aspetto che va ad incidere sul prezzo ed infine il San Daniele, ne esistono tanti tipi e quindi la stagionatura vuol dire tutto o niente, inoltre il confronto è stato fatto fra un crudo tagliato al banco ed uno in vaschetta in atmosfera modificata( tagliato da Eataly) , quindi il prezzo di 37,90 €/kg non è assolutamente caro, visto che gli equivalenti salumi nella GDO viaggiano sui 45/50 € base chilo.

    2. Gentile Paolo Parma, provo immediatamente a chiarire i punti che la lasciano basito: il prosciutto tagliato in giornata da Eataly arriva direttamente dall’affettatrice a fianco e presenta lo stesso identico prezzo. Vero, in molti casi i salumi in vaschetta hanno un prezzo elevatissimo, anche in supermercati ben meno blasonati; ma in questo caso il prezzo corrisponde a quello del salume appeso. Ho scelto l’unico San Daniele presente in Esselunga al momento dell’acquisto, che era un 18 mesi di stagionatura, appunto e mi sono regolata in base a quello per selezionare uno dei tanti (tantissimi) San Daniele presenti da Eataly. Certo, ne esistono tanti tipi, ma la stagionatura incide anche parecchio sul prezzo finale. Quindi partendo da una linea comune, ho confrontato un prodotto che è estremamente venduto, diffuso e sopratutto, che può essere utilizzato come metro di paragone per due distributori differenti come Eataly e Esselunga. La questione del latte è molto semplice: ho fatto un confronto sul primo prezzo, indipendentemente dal brand o, come giustamente sottolinea lei, dal non-brand. Comprenderà che il discorso sul prezzo base del latte va al di là di private label e prodotti a marchio. La domanda alla base era: quanto costa, com’è e (anche) qual è il latte meno caro che troviamo in uno e nell’altro?

    3. Grazie per la delucidazione per quanto riguarda prosciutto e latte, per quest’ultimo però , rimango della mia idea. Se si vuole vedere la catena più conveniente in assoluto, penso sia inutile fare il confronto, mentre se l’intenzione è quella di confrontare il prezzo di prodotti similari, il ragionamento non mi torna. Esselunga, come tutta la GDO, pratica la politica del “primo prezzo” attraverso prodotti senza marchio o con il logo interno Fidel, Eataly, ovviamente, non ha questa politica e quindi “quello che costa di meno” da loro sarà sempre un prodotto di qualità , mentre in Esselunga difficilmente potrà essere un prodotto sopra la media.

  4. La media dei voti non è tanto differente: 6,8 per esselunga, 7,4 per eataly. Sufficienza piena per la grande distribuzione, mentre la rivendita di alta eccellenza dovrebbe studiare ed applicarsi di più. Curiosamente minima anche la differenza nella spesa totale che si realizzerebbe comprando quei prodotti per unità di misura: 12 euro a favore di esselunga. Prezzi eccessivi qui o conenuti di là?

  5. La scelta appare capziosa e lascia qualche dubbio sui criteri di scelta e assaggio (topinambur, davvero basilare..). L’unica cosa certa e’ che stessi prodotti e stessi marchi da Eataly costano sempre di piu’.

  6. Non si possono confrontare mele con pere. Il confronto corretto è su articoli a stesso marchio, come fatto da Panorama, o su articoli confezionati equivalenti. Paragonare pesce o carne, quando è risaputo che eataly punta su allevatori selezionati d’eccellenza ed esselunga fa grande distribuzione in senso stretto, rappresenta un assurdo.

    1. ma che glielo diciamo a fare?
      lo saprà anche l’articolista…

  7. Non mi sembra un confronto logico.

    Ovvio che i prodotti migliori come qualità costano di più.

    Il punto sono i prodotti uguali che costano di più da una parte che dall’altra. che era la questione dietro l’articolo di panorama.

    il fatto che abbia vinto eataly 5 a 3, mah, alla fine se togli il reparto panetteria, finiscono pari…

    1. Ma nemmeno quello: nessuno va da Eataly per comprare la cedrata Tassoni, visto che la trovi anche alla Coop (da me Esselunga non c’è), ma visto che sei lì, la compri, e sei disposto a pagarla 50 centesimi in più per non fermarti in un altro supermercato.

      E poi fare i confronti sul fresco, su pochi articoli scelti in modo peculiare e una tantum, ha poco senso.

  8. Trovo le cosiderazioni di Paolo Parma in gran parte fondate e significative.
    Mi permetto solo di rilevare che in certe zone – e ripeto sottolinendo solo in certe zone – Famila pratica prezzi davvero nettamente inferiori rispetto ad Esselunga, specie quando si tratta di sbaragliare la concorrenza.
    Parlo di prezzo e non di caratteristiche dell’offerta o di qualità.
    Magari a distanza di 30 chilometri la stessa Famila pratica prezzi spropositati allorquando non vi siano competitori e si può vivere di rendita.
    Questo succede ad esempio dove vivo : da due anni è presente Famila.
    Con una politica aggressiva basata sul prezzo ha già fatto chiudere due supermercati, mettendo poi in crisi anche Coop e Conad.
    Abito in una cittadina di provincia.
    Ritengo quindi che generalizzare sui livelli di prezzi praticati da certe catene (paragonandoli tra di loro ) sia (impresa) quasi impossibile specie quando una di queste vuole entrare a tutti i costi in ambiti tradizionalmente in balia della concorrenza.

  9. dovreste fare un inchiesta sul taglio del prosciutto nei supermercati…ormai non ne trovi uno che si salvi.
    Non dico di chiamare lo spagnolo da millemila euro al giorno ma ci sarà una via di mezzo

    1. Da quando le aziende pretendono che i mestieri all’interno di un supermercato, vengano eseguiti da stagisti a 5/600€ al mese, la qualità del servizio è in picchiata, complice anche il lavoro domenicale, che ha aumentato i costi del lavoro senza essere accompagnato da significative crescite di fatturato. Tantissime catene di GDO e GDA sono alla canna del gas, ma continuano ad aprire punti vendita per conquistare quote di mercato o per diventare appetibili per una futura vendita del gruppo, e i comuni sono ben contenti di avere soldi provenienti da oneri di urbanizzazione e tasse locali . Ci sono alcune province del nord che sono ad un livello di saturazione del mercato senza precedenti.

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