Pandoro: prova d’assaggio

Il mondo, nel periodo natalizio, si divide in quelli da pandoro e quelli da panettone (che solitamente odiano i canditi, oppure odiano l’uvetta, e quindi forse farebbero prima a scegliere un altro dolce). Non c’è scampo, è inutile.

Anche sulle tavole più tradizionaliste, quelle dove a Natale il carrello dei dolci espone ogni dolce regionale in una quantità di innumerevoli varianti.

Anche nelle sale da pranzo delle nonne più brave in cucina, che hanno iniziato a impastare dolci a novembre, per essere pronte per il pranzo di Natale.

Anche sui vassoi d’argento delle famiglie di gourmet, dove ogni dolce è griffato dalla pasticceria più rinomata della città.

Anche in tutte queste tavole natalizie, quando si stappa lo spumante, arriva la piramide di cartone con sacchetto da scuotere per far scendere lo zucchero a velo a mo’ di neve.

È tradizione, che lo si voglia o no.

Come è tradizione che poi, dopo averne tagliato un paio di fette, quel pandoro rimanga lì, nel migliore dei casi per un numero infinito di colazioni a caffellatte (personalmente adoro la capacità di inzuppo a spugna del pandoro). Nel peggiore, a essere impastato di nuovo dalle sapienti mani della nonna per la colomba pasquale, come leggenda metropolitana vuole.

Insomma, neanche noi ci sottraiamo alle tradizioni. E, come d’abitudine nei nostri test, mettiamo in classifica il pandoro. E se l’anno scorso, nella nostra prova d’assaggio natalizia, abbiamo guardato soprattutto alla “burrosità” del pandoro, quest’anno siamo alla ricerca della ricetta più equilibrata, quella del pandoro perfetto.

Abbiamo scelto sette tra le marche di pandoro più diffuse nella grande distribuzione.

CONTENDENTI

Maina A
Balocco B
Paluani C
Le Grazie D
Tre Marie E
Melegatti F
Bauli G

CRITERI DI GIUDIZIO

pandori prova dassaggio

Aspetto visivo
Packaging
Ingredienti
Analisi Gustativa

Il test si è svolto alla cieca, assaggiando il pandoro a temperatura ambiente, senza zucchero a velo.

#7 Balocco (B)

pandoro balocco

— Giudizio: ho ceduto alla tentazione della confezione-regalo di latta, sia perché particolarmente carina, sia perché nella versione base il pandoro Balocco era praticamente introvabile nei supermercati. In ogni caso, è un pandoro che non mi ha convinto granché, perché decisamente meno dolce e gustoso rispetto agli altri contendenti.
— Aspetto visivo: una fetta bella piena e compatta, leggermente meno alta di quelle degli altri contendenti.
— Packaging: la confezione-regalo in latta è molto carina, mentre la confezione normale è praticamente identica a quella della Paluani, e a parte il rosso natalizio non mi trasmette granché.
— Ingredienti: farina di frumento, uova fresche, zucchero, burro, lievito naturale – emulsionanti: mono e digliceridi degli acidi grassi – latte fresco pastorizzato – sale – burro di cacao – aromi.
— Analisi gustativa: un pandoro che in bocca risulta un po’ secco e poco burroso, oltre a mancare della dolcezza che cerco in un prodotto da fine pasto.
— Prezzo: 7,87 €/ Kg
— In breve: andrebbe coperto con tonnellate di zucchero a velo.

VOTO: 5

#6 Bauli (G)

pandoro bauli

— Giudizio: non mi ha convinto questo pandoro che, esattamente come l’anno scorso, mi sembra un po’ poco gustoso.
— Aspetto visivo: molto lucido e dalla consistenza piena e uniforme.
— Packaging: complimenti per aver osato con il viola.
— Ingredienti: farina di grano tenero tipo “0”, Uova fresche, Zucchero, Burro, Lievito naturale (glutine), Emulsionanti: Mono- e digliceridi degli acidi grassi, Sale, Latte scremato in polvere, Burro di cacao, Aromi.
— Analisi gustativa: un pandoro che in bocca pare leggermente spugnoso (probabilmente, nel caffellatte sarebbe perfetto), ma che manca della dolcezza necessaria a farmi innamorare.
— Prezzo: 4,90 €/ Kg
— In breve: se non le abbiamo usate tutte sul pandoro Balocco, le tonnellate di zucchero a velo, servono ora.

VOTO: 6

#5 Melegatti (F)

pandoro paluani

— Giudizio: non so se sia cambiata la ricetta, ma l’ho trovato molto migliorato rispetto al giudizio dell’anno scorso.
— Aspetto visivo: bel colore chiaro e lucido
— Packaging: blu e oro sono una combinazione molto natalizia, anche se un po’ classica. Certo, sempre meglio che la personalizzazione con Valerio Scanu.
— Ingredienti: farina di frumento, uova fresche, burro, zucchero, lievito naturale, emulsionante: mono e digliceridi degli acidi grassi di origine vegetale, sciroppo di glucosio – fruttosio, latte scremato in polvere, sale, burro di cacao, aromi.
— Analisi gustativa: un pandoro morbido, che ha un gusto abbastanza equilibrato e non troppo stucchevole. Certo, non particolarmente dolce. Rimane persistente un certo gusto d’uovo non proprio piacevole.
— Prezzo: 4,90 €/ Kg
— In breve: apprezziamo il miglioramento. O siamo noi che siamo diventati più buoni?

VOTO: 6 +

#4 Maina (A)

pandoro maina

— Giudizio: scusa? Io ci sono rimasta male. Ho tagliato la mia fetta di pandoro, e in mezzo ho trovato un buco. Il sapore non era neanche male, ma ho avuto bisogno di un po’ di tempo per riprendermi dalla delusione.
— Aspetto visivo: colore un po’ pallido e fetta vuota nel centro.
— Packaging: non convince l’uso del bianco, per quanto faccia candore natalizio.
— Ingredienti: farina di grano tenero tipo “0”, Uova fresche, Burro , Zucchero, Latte intero fresco pastorizzato, Lievito naturale (contiene frumento), Fruttosio, Emulsionanti: mono e digliceridi degli acidi grassi, Burro di cacao, Sale, Aromi.
— Analisi gustativa: un pandoro non troppo dolce né troppo burroso, dal gusto abbastanza neutro e tutto sommato equilibrato. Persiste un certo retrogusto vanigliato.
— Prezzo: 5,80 €/ Kg
— In breve: il buco col pandoro intorno

VOTO: 6 ½

#3 Paluani (C)

pandoro paluani

Giudizio: se l’anno scorso aveva vinto la classifica, è perché il metro di giudizio era stato il burro. Quest’anno, sono alla ricerca di un gusto più equilibrato, e francamente l’ho trovato un filo troppo burroso per i miei gusti.
Aspetto visivo: una volta tagliata la fetta, manca un pezzetto di cuore (non è una frase metaforica, intendiamo dire che la fetta non è proprio bella piena). Sigh.
Packaging: questo total red a me inquieta un po’. Promosso il font d’ispirazione vintage.
Ingredienti: farina di frumento, zucchero, burro, uova fresche, latte fresco intero pastorizzato, lievito naturale (frumento), emulsionanti: mono e digliceridi degli acidi grassi, burro di cacao, sale, aromi.
Analisi gustativa: all’assaggio, la crosta risulta un po’ secca, mentre il cuore è particolarmente morbido e gustoso, con un nettissimo sapore di burro che, per quanto mi riguarda, persiste anche un po’ troppo in bocca.
Prezzo: 6,90 €/ Kg
In breve: burrosissimo

VOTO: 7

#2 Le Grazie (D)

pandoro le grazie

— Giudizio: prodotto da Maina per Esselunga, è un pandoro che mi ha soddisfatto senza che dovessi bere litri d’acqua per liberarmi dal gusto dolce in bocca.
— Aspetto visivo: un pandoro austero, bello alto compatto. Fondo leggermente troppo cotto.
— Packaging: (troppo) minimal. Per non parlare della scelta del rosa pallido.
— Ingredienti: farina di frumento, uova fresche italiane da galline allevate a terra, zucchero, burro, latte intero fresco italiano pastorizzato, lievito madre, fruttosio, emulsionanti: mono e digliceridi degli acidi grassi, burro di cacao, sale, lievito di birra, aromi.
— Analisi gustativa: all’assaggio, un pandoro dal gusto equilibrato, non troppo dolce né troppo burroso, piacevole senza essere invadente.
— Prezzo: 6,40 €/ Kg
— In breve: tanta grazia

VOTO: 7 +

#1 Tre Marie (E)

pandoro tre marie

— Giudizio: L’ha sempre detto mia mamma, che il pandoro delle Tre Marie non ha rivali. E, come tutte le mamme, ha ragione lei.
— Aspetto visivo: è quello da cui tagliamo la fetta più invitante, compatta e piena.
— Packaging: molto elaborato, poco natalizio, di sicuro differente dagli altri contendenti.
— Ingredienti: farina di frumento, burro, uova fresche, zucchero, lievito naturale (frumento), emulsionante: mono e digliceridi degli acidi grassi; latte fresco intero pastorizzato, burro di cacao, sale, aromi.
— Analisi gustativa: un gusto molto piacevole, con il giusto grado di dolcezza e “burrosità”. Quanto alla consistenza, non mi sarebbe dispiaciuto trovarlo un po’ più morbido.
— Prezzo: 10,90 €/ Kg
— In breve: Finalmente (anche nella Grande Distribuzione) è Natale.

VOTO: 7 ½

COSA ABBIAMO IMPARATO

pandoro

Intanto, che gli aromi sono dappertutto. Non importa quanto burro usi, quanto zucchero a velo metti, evidentemente il consumatore ha bisogno di quel qualcosa in più per farsi piacere un prodotto. Sperando almeno che si parli di aromi naturali.

Altra cosa che abbiamo imparato, è che non si sfugge dall’effetto emozionale del Natale.

Parliamoci chiaro: abbiamo assaggiato dei dolci buoni, ma riusciamo a pensarne di più golosi, di più piacevoli, di più dolci. Ma non di più natalizi. E questo ha indubbiamente influenzato i nostri giudizi.

Ultima cosa che abbiamo imparato, ma che in fondo già sapevamo: se davvero dovete aprirli per fare il botto con lo spumante e poi lasciarli lì nei mesi a venire, questi poveri pandori, pensateci bene, dopo aver guardato i prezzi al chilo.

Valentina Dirindin Valentina Dirindin

commenti (12)

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  1. Gli “aromi” sono un ingrediente ben definito del pandoro (e del panettone). Si tratta dell'”aroma pandoro” e “aroma panettone”.
    Esiste precisa ricette di pasticceria per prepararlo quando vuoi cimentarti con il panettone fatto a casa; oppure te lo comperi, boccettina da 100cc, 1,20€.
    In una produzione industriale questo è un ingrediente che in etichetta va sotto la dicitura “aromi”. Se fai il panettone in casa va sotto la dicitura “il mio ingrediente segreto” 😉

  2. Ennesima riconferma che tra i prodotti industriali si deve andare su Tre Marie per la scelta migliore.

    1. Non necessariamente, anche se Tre Marie resta senz’altro tra i prodotti top. Il pandoro Le Grazie è molto valido (senza tra l’altro aromi artificiali) ed anche il Vergani (realizzato con farine in parte “integrali”) è meritevole di essere menzionato.

  3. A Natale per me esiste solo il panettone, veramente non giochiamo con i sentimenti.

  4. Perdonate la curiosità ma con i sette pandori avanzati che c’avete fatto?

    1. Ne avremo fino a Natale dell’anno prossimo. Ma non preoccuparti, non butteremo via nulla, siamo abili mangiatori d’avanzi.

    2. Mai provato ad utilizzare il pandoro avanzato per fare il tiramisù? Non è di certo la ricetta ortodossa….ma viene un dolce delizioso! 😀

  5. de “Le Grazie” apprezzo particolarmente il panettone basso senza canditi: lievito madre, non troppo dolce grazie alla mancanza della glassatura ma stracolmo di uvetta.
    la cosa che mi fa strano è che, come dite, è prodotto dalla Maina. Quindi dovrebbe essere più o meno pari al prodotto a marchio. come mai l’intromissione del Paluani?

  6. Io sono sempre quello che fa i conti della serva:
    faccio la spesa praticamente sempre solo da Esselunga, più o meno la linea Tre Marie costa tutta 10.90 al pezzo, non ho resistito e un Coeur de Milan l’ho dovuto prendere. Spero di resistere a non prendere un Re Noir (che forse costa leggermente di più).
    Venendo al dunque, ho già preso un panettone basso classico “Le Grazie”, un pandoro, e assaggerò quello senza canditi.
    Costavano 3.79 l’uno, ora ho visto che fino al 31 dicembre sono a 3.49 nel punto vendita dove vado io.
    I dolci natalizi Tre Marie sono più buoni? si.
    Valgono il triplo di questi “Le Grazie”? Per me no.

    1. Saggia considerazione. Specie di questi tempi. In cui le statistiche mostrano che i poveri in Italia arrivano quasi a un quarto delle popolazione residente. Nel Carrefour di zona vendono i Melegatti (pandoro o panettone) a 1.99 (e ben prima delle tradizionali svendite post natalizie, cosa che mi sembra un ulteriore specchio dei tempi). Al prezzo di due cornetti da bar (che poi sono quasi sempre dei prodotti industriali scongelati) prendi 1 kg di dolce natalizio (senza fresche nutrizioniste). Chiaramente non puoi confrontare una Panda con una Ferrari, ma c’e’ chi puo’ spendere 10-15 volte tanto per un dolce “buono”. Ma moltissimi sono contenti di poter almeno mangiare una fetta di pandoro da 20 cent

    2. oltre al discorso, giustissimo che fai tu, io non navigo nell’oro ma posso permettermi di comprare i “Tre Marie” o i “G.Cova” che ci sono nella grande distribuzione e costano una decina di euro abbondanti.
      il fatto è che scelgo di non comprare solo quelli, visto che al prezzo di un buon pane trovo dei dolci natalizi secondo me più che buoni e fatti con ingredienti giusti.
      oltre a valutazioni sul valore assoluto, cerco anche di contestualizzare cosa compri e quanto lo paghi.

  7. Anche questo anno mi sa che opterò per il pandoro Paluani. L’anno scorso l’ho scelto proprio grazie a questo sito, e sono rimasto molto soddisfatto.
    Voglio sperare che il “troppo burro” sia capitato nel pandoro acquistato, magari in quello che comprerò io non sarà così.
    Ma alla fine le tre marie costano troppo, e quello dell’esselunga è comunque prodotto da maina, e siccome il pandoro ufficiale maina è al quarto posto con un 6 e mezzo, non mi resta che affidarmi al Paluani.
    Poi sinceramente dalle foto, senza leggere le recensioni, avrei optato per la C o la F, perchè hanno un aspetto più invitante a mio giudizio.
    Grazie comunque. E fate queste recensioni anche l’anno prossimo vi raccomando.

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