Mascari

Pasqua a Venezia: segnatevi queste 5 botteghe del gusto

Segreti ben tenuti nella città più turistica del mondo

State programmando una breve vacanza a Venezia per Pasqua. Il giro in gondola mano nella mano l’avete previsto, l’aperitivo sognante alle Zattere con il tramonto sullo sfondo anche.

Ma metti caso che una volta lì vi venga l’uzzolo di fare come i veneziani doc.

E cioè, esaurito il tour di rito, fare la spesa nelle botteghe e nei negozi tradizionali per portare a casa con una bella scorta di souvenir.

Sappiate che, se è possibile schivare magneti a forma di gondola e cappelli di paglia modello Alberto Sordi, si possono anche evitare biscotti duri come marmo e pasta cazzetti tiricore (un tipo di pasta).

Procuratevi una borsa capiente, lasciatevi guidare ma niente lista: quando siete lì decidono naso e stomaco.

1. Mascari, Calle degli Spezieri 381- Sest. San Polo

Mascari

Impossibile sbagliarsi. Fatto il Ponte di Rialto (venendo da San Marco), proseguite dritti e a un certo punto, eccola, la bottega delle delizie per antonomasia.

50 anni di storia per un’attività di famiglia, quella di Luciano e Sonia, oggi in mano ai figli Gabriele e Gino.

Tre vetrine in cui perdersi. Se non avete le idee chiare su cosa comprare il tempo medio di scelta rischia di allungarsi a qualche ora.

La selezione di marmellate, tè, biscotti, vini, miele, frutta secca, salse e senapi, spezie, olii, sottolii e aceti è notevole. Si trova il meglio di Venezia e dell’Italia intera.

2. Pantagruelica, Campo San Barnaba – Sest. Dorsoduro

Pantagruelica

Il nome dice tutto. Siamo in campo San Barnaba e questa bottega, nonostante le dimensioni ridotte, offre una buona concentrazione di golosità.

Esiste dal 1997 e il titolare lavora nel settore da 31 anni.

Sceglie i prodotti con cura: tutte le cose esposte (dai salumi al vino, passando per pasta e formaggi) occhieggiano dagli scaffali per un motivo: il principio guida è il contatto diretto con i produttori, senza intermediari.

banco

Se avete tempo, fermatevi a chiacchierare il proprietario: forse è un sognatore, ma è convito che le botteghe storiche di Venezia possano ancora avere la meglio sull’offerta standardizzata e sul basso prezzo senza qualità.

Da Lorenzo

3. Gastronomia da Lorenzo, Calle dei fabbri 4666 – Sest. S. Marco

Serenissima

Bottega nata agli inizi del ‘900. E’ piccola ma la scelta c’è, eccome.

Prosciutti italiani e spagnoli, formaggi, aceti balsamici tradizionali, tartufi, vini, mostarda e confetture artigianali. I

l titolare si presenta con il fifì. Vale la pena entrarci solo per questo.

4. Pastificio Serenissima, Salizzada dei Greci 3455 – Sest. Castello

E’ un laboratorio artigianale con negozio annesso. L’attuale titolare ha rilevato l’azienda dal suo vecchio datore di lavoro.

E’ uno degli ultimi laboratori in città: la produzione è vastissima.

Un consiglio? La pasta ripiena: provate quella con il baccalà e in stagione, quella con il radicchio di Treviso. Se non vi basta ci sono anche gli gnocchi (e per quelli con la zucca vale la pena farsi una bella passeggiata per arrivare fin qui).

5. Pastificio Rizzo, Salizada S. Giovanni Grisostomo 5778 – Sest. Cannaregio

Quattro generazioni e una scelta di pasta fresca e secca che di certo non facilita il compito agli indecisi cronici, che si ritrovano ad osservare tutto con occhi sbarrati.

Tagliolini, tagliatelle, pappardelle, ravioli, quadrucci con ripieno di carne, prosciutto crudo e ricotta e spinaci.

Cercate di programmare i vostri acquisti dopo pranzo: il rischio di mangiarsi i tortellini crudi è altissimo.

[Immagini: Caterina Vianello]

Caterina Vianello Caterina Vianello

commenti (1)

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  1. Venezia è magica, meravigliosa, con una storia culinaria impressionante, nella quale ha detenuto per secoli primati e monopoli. Consiglio a tutti il libro della brava Carla Coco “Venezia in cucina”, leggendolo sono rimasto molto colpito di quanto importante sia stata questa città per la storia culinaria italiana e forse anche oltre confine. Grazie per questo articolo, e per gli altri su Venezia, aiutano a vedere più da vicino le cose belle e culinariamente importanti di questa città. Senza campanilismi, sono Veneto, ma penso proprio che questa bellissima città meriti di più, purtroppo ora è una cartolina per turisti che non sanno realmente quanto ci sia dietro a tutto quel carrozzone di souvenir, e questo dovrebbero saperlo anche molti Veneziani (per fortuna non tutti), che a vivere di rendita si sono ingobbiti sul portafogli.