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	<title>Dissapore &#187; additivi chimici</title>
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		<title>Ordinanza anti-additivi &#124; Com&#8217;è cambiata la vita dei ristoratori?</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Feb 2010 11:36:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Tomacelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Tocca farsene una ragione. L&#8217;ordinanza scaricabarile del sottosegretario alla sanità Francesca Martini è in vigore. Qualcosa va pur fatta. Già, ma cosa? In queste ore siamo sommersi dalle telefonate di amici ristoratori che chiedono chiarimenti su una legge che,  <em>figurati</em>,&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/primo-piano/ordinanza-anti-additivi-come-cambiata-la-vita-dei-ristoratori/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-16305" title="Immagine 17" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/Immagine-171.png" alt="Immagine 17" width="250" height="318" />Tocca farsene una ragione. L&#8217;ordinanza scaricabarile del sottosegretario alla sanità Francesca Martini è in vigore. Qualcosa va pur fatta. Già, ma cosa? In queste ore siamo sommersi dalle telefonate di amici ristoratori che chiedono chiarimenti su una legge che,  <em>figurati</em>, sembra scritta apposta per essere poco comprensibile. Informare i clienti è un divieto o un obbligo? La seconda che ho detto, ma il come farlo rimane un mistero. Mancano le norme di attuazione, quelle, per fare un esempio pratico, che obbligarono i locali pubblici a piazzare in bella vista la tabella &#8220;anti-alcol&#8221; con tutti gli indici e i bicchieri massimi consentiti.</p>
<p>Questa volta invece niente tabelle per le centinaia di additivi permessi dall&#8217;Unione Europea. Tocca arrangiarsi insomma, magari prendendo esempio dalle industrie alimentari, obbligate alla sola citazione della sigla (E220, E221, ecc.). Qualcuno si è già organizzato con una lista di ciò che usa in cucina da mostrare a chi ne fa richiesta, Nas compresi. Basterà? Chi può dirlo, d&#8217;altronde siamo nelle mani di gente che la lista ufficiale degli additivi neanche l&#8217;ha letta.</p>
<p>Se non ci credete, leggete l&#8217;articolo 1 (comma 3) per capire. Durante l&#8217;intervista di Striscia la Notizia, la Martini promise che avrebbe vietato l&#8217;azoto liquido per evitare incidenti. Ma nell&#8217;ordinanza leggiamo che &#8220;è fatto divieto di detenere sostanze gassose, <strong>ad eccezione degli additivi alimentari</strong>&#8220;. Insomma, lo ha vietato senza accorgersi che l&#8217;azoto è tra gli additivi permessi dalla UE con la sigla E941.</p>
<p>L&#8217;unica cosa positiva quando sei nelle mani degli improvvisati è che dimenticano anche cose essenziali per un&#8217;ordinanza, come ad esempio le pene per i trasgressori. Conoscendo la Martini e Max Laudadio però, sempre pronti a sguinzagliare le telecamere a caccia di fuffa, due precauzioni prendetele, almeno fino al 31 dicembre di quest&#8217;anno, poi basta perchè (già, perche?) scade. Voi ristoratori come vi state attrezzando?</p>
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		<title>Perché l&#8217;ordinanza anti-additivi di Francesca Martini commissionata da Striscia la Notizia è un bluff per telegonzi</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Feb 2010 08:31:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Tomacelli</dc:creator>
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<p>L&#8217;ordinanza del sottosegratario alla Salute Francesca Martini <a title="Gazzetta Ufficiale" href="http://www.gazzettaufficiale.it/guridb/dispatcher?service=1&#38;datagu=2010-02-18&#38;task=dettaglio&#38;numgu=40&#38;redaz=10A02089&#38;tmstp=1266522836634" target="_blank">pubblicata ieri</a> sulla Gazzetta Ufficiale è un miserabile bluff. Non contiene divieti, né mette al bando i cosiddetti &#8220;additivi chimici&#8221;. Non fatevi incantare quando Max <em>Laudadobermann</em> Laudadio, lo&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/primo-piano/perche-lordinanza-anti-additivi-di-francesca-martini-commissionata-da-striscia-la-notizia-e-un-bluff-per-telegonzi/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-16071" title="L'Ordinanza anti-additivi del sottosegretario Francesca Martini " src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/Schermata-2010-02-19-a-08.26.05.png" alt="L'Ordinanza anti-additivi del sottosegretario Francesca Martini " width="720" height="46" /></p>
<p>L&#8217;ordinanza del sottosegratario alla Salute Francesca Martini <a title="Gazzetta Ufficiale" href="http://www.gazzettaufficiale.it/guridb/dispatcher?service=1&amp;datagu=2010-02-18&amp;task=dettaglio&amp;numgu=40&amp;redaz=10A02089&amp;tmstp=1266522836634" target="_blank">pubblicata ieri</a> sulla Gazzetta Ufficiale è un miserabile bluff. Non contiene divieti, né mette al bando i cosiddetti &#8220;additivi chimici&#8221;. Non fatevi incantare quando Max <em>Laudadobermann</em> Laudadio, lo scagnozzo di Antonio Ricci, agiterà questo foglio di carta straccia sotto il naso di qualche milione di telegonzi a Striscia la Notizia. Prima di tutto perché Laudadio è un fottuto bugiardo. Quante volte ha ripetuto davanti alle telecamere &#8220;C&#8217;è l&#8217;ordinanza che vieta&#8221;? L&#8217;ultima volta lo ha fatto a <em>Identità Golose</em>, davanti al terrorizzato direttore artistico Paolo Marchi. Bene, anzi male. Perché il divieto non era affatto in vigore. Grazie a Dio esistono ancora leggi e garanzie in questo paese, il foglio firmato davanti alle telecamere era solo una farsa a uso e consumo di Striscia la Notizia. In realtà l&#8217;ordinanza è passata per la scure dei comitati di controllo, riducendosi a poco più di una burla. Per cui l&#8217;ordinanza ha effetto solo da oggi, cioè dopo la sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana. Ma vediamo cosa ordina il sottosegretario Martini al popolo dei ristoratori?</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-16073" title="L'ordinanza anti-additivi del sottosegretario Francesca Martini" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/Schermata-2010-02-19-a-09.24.00.png" alt="L'ordinanza anti-additivi del sottosegretario Francesca Martini" width="550" height="233" /></p>
<p>Sia chiaro una volta per tutte: <strong>non c&#8217;è nessun divieto nell&#8217;ordinanza</strong>, solo l&#8217;obbligo per i ristoratori di informare i clienti.</p>
<p>Nei due articoli (+ una decina di commi), un raffinato esercizio lessicale per dire tutto senza dire niente con carpiato e doppio avvitamento, si avvisa che &#8220;<em>Chiunque operi nel settore della ristorazione deve assicurare la corretta informazione ai consumatori sull&#8217;aggiunta di additivi  e  di miscele  di  additivi  nelle  preparazioni  alimentari  dallo  stesso effettuate.</em>&#8220;.</p>
<p>La montagna ha partorito il topolino.</p>
<p>Ma il vero capolavoro è nelle prime righe dell&#8217;articolo uno, quello che con mossa prevedibile, <em>Striscia</em> rivendicherà come la sua vittoria personale. Leggete attentamente:</p>
<p><em>A chiunque operi nel settore della ristorazione <strong>e&#8217; fatto divieto di detenere e di impiegare additivi </strong></em><em>e miscele di additivi  alimentari per i quali la normativa vigente ha stabilito campi e dosi massime di impiego, fatto salvo l&#8217;impiego di edulcoranti, </em><em><strong>a condizione  che  sia garantita la corretta informazione</strong></em><strong>.</strong></p>
<p>Se siete riusciti a districarvi tra i giochi di parole, dovreste aver capito che l&#8217;obiettivo era inserire a tutti i costi la parola magica d-i-v-i-e-t-o. &#8220;È fatto divieto a condizione che&#8221;. Salvo smentire tutto due righe dopo. In realtà, da oggi i ristoratori hanno semplicemente l&#8217;obbligo di informare i clienti dell&#8217;impiego di additivi. Sì, ma come farlo? L&#8217;illuminato sottosegretario leghista Francesca Martini non ce lo fa sapere. A voce? Nel menù, oppure con apposita tabella esposta?<em> Chilosà</em>, nelle dieci righe non c&#8217;è scritto nulla. E le pene per i trasgressori? Boh! L&#8217;ordinanza non dice, forse basterà un buffetto sulla guancia.</p>
<p>Ma se questo non vi basta, se volete la prova provata che tutto questo sbattersi del sottosegretario contro l&#8217;uso degli additivi era solo telecampagna elettorale, leggetevi la data di scadenza del provvedimento. Già, perché la medicina imposta da Francesca Martini ha una data di scadenza. E sapete quale?  Il <strong>31 dicembre 2010</strong>. Dopo quella data l&#8217;ordinanza decade e i ristoratori sono nuovamente liberi usare gli additivi che vogliono. Essù, ma si può?</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-16082" title="L'ordinanza anti-additivi del sottosegretario Faancesca Martini" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/Schermata-2010-02-19-a-09.40.06.png" alt="L'ordinanza anti-additivi del sottosegretario Faancesca Martini" width="550" height="307" /></p>
<p>Siete scettici? Non vi convince l&#8217;idea che dopo &#8217;sto tam tam mediatico tutto si risolva informando i clienti dei ristoranti che è stato impiegato il bicarbonato di sodio? Beh, un divieto stringente ci sarebbe, ma ho voluto tenerlo per ultimo, tipo ciliegina sulla torta.</p>
<p><em>A chiunque operi nel settore della ristorazione e&#8217; fatto divieto di detenere e di impiegare sostanze in  forma  gassosa  ad  eccezione degli additivi alimentari di cui al comma 2, fermo restando le  norme vigenti in materia di tutela  della  salute  e  della  sicurezza  nei luoghi di lavoro.</em></p>
<p>Come, ancora non avete capito? Spegnete il GAS zucconi, si torna alle cucine a legna!</p>
<p>P.s. Un consiglio: tra sessanta giorni l&#8217;ordinanza non sarà più visibile online, ragione per cui copiaincolliamo qui sotto i due articoli a futura memoria. Se vi dovesse capitare nel locale Max Laudadio sbattetegli in faccia il suo &#8220;divieto&#8221;. E poi mandatelo dove sapete.</p>
<pre>IL MINISTRO DELLA SALUTE 

  Visto il testo unico delle  leggi  sanitarie  approvato  con  regio
decreto 27 luglio 1934, n. 1265, e successive modifiche;
  Visto l'art. 650 del codice penale;
  Vista la legge 30 aprile 1962, n. 283,  sulla  disciplina  igienica
della produzione e della vendita delle sostanze  alimentari  e  delle
bevande;
  Visto l'art. 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833;
  Visto l'art. 117 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112;
  Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n.  300  e  successive
modificazioni;
  Vista la  legge  13  novembre  2009,  n.  172,  che  istituisce  il
Ministero della salute;
  Visto il regolamento (CE) 178/2002 del  Parlamento  europeo  e  del
Consiglio, che stabilisce i principi e  i  requisiti  generali  della
legislazione  alimentare,  istituisce  l'Autorita'  europea  per   la
sicurezza alimentare e fissa le procedure nel campo  della  sicurezza
alimentare;
  Visto il regolamento (CE) 852/2004 del  Parlamento  Europeo  e  del
Consiglio, sull'igiene dei prodotti alimentari;
  Visto il regolamento (CE) 853/2004 del  Parlamento  europeo  e  del
Consiglio, che stabilisce norme specifiche in materia di  igiene  per
gli alimenti di origine animale;
  Visto il regolamento (CE) 882/2004 del  Parlamento  europeo  e  del
Consiglio relativo ai controlli  ufficiali  intesi  a  verificare  la
conformita' alla normativa in materia di mangimi e  alimenti  e  alle
norme sulla salute e sul benessere degli animali;
  Visto il regolamento (CE) 1333/2008 del Parlamento  europeo  e  del
Consiglio del 16 dicembre 2008, relativo agli additivi alimentari;
  Visto il decreto del Ministro della salute  27  febbraio  1996,  n.
209, e successive  modificazioni,  concernente  la  disciplina  degli
additivi  alimentari  consentiti  nella   preparazione   e   per   la
conservazione delle sostanze alimentari;
  Visto il decreto legislativo 6 novembre 2007, n. 193, di attuazione
della direttiva  2004/41/CE  relativa  ai  controlli  in  materia  di
sicurezza alimentare e applicazione dei  regolamenti  comunitari  nel
medesimo settore;
  Visto il decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 109, e  successive
modificazioni, concernente l'etichettatura,  la  presentazione  e  la
pubblicita' dei prodotti alimentari;
  Visto, in particolare, il decreto  legislativo  n.  114  del  2006,
concernente l'attuazione delle direttive 2003/89/CE e  2005/63/CE  in
materia di  indicazione  degli  ingredienti  contenuti  nei  prodotti
alimentari;
  Visto l'ordinanza del Ministro  della  salute  recante:  «Requisiti
igienico-sanitari per il commercio dei prodotti  alimentari  su  aree
pubbliche» del 3 aprile 2002;
  Visto il decreto legislativo 9  aprile  2008,  n.  81,  concernente
l'attuazione dell'art. 1 della legge n. 123 del 2007  in  materia  di
tutela della  salute  e  della  sicurezza  nei  luoghi  di  lavoro  e
successive modifiche e integrazioni;
  Considerato che l'Autorita'  sanitaria,  nell'ambito  di  controlli
effettuati nel settore della ristorazione ha accertato la presenza  e
l'utilizzazione di additivi e miscele di additivi etichettati in modo
non conforme alla normativa vigente in materia e, comunque,  in  modo
tale da poter costituire un rischio per la salute pubblica;
  Acquisito il parere dell'Istituto superiore  di  sanita',  espresso
nella seduta del 9 giugno prot. n. ISS 29577/SVSA-AL.222.;
  Considerato  che  l'impiego  degli  additivi  alimentari  non  deve
indurre in errore i consumatori;
  Considerato, in particolare, che  l'assenza  delle  istruzioni  per
l'uso  sull'etichetta  degli  additivi,  delle  miscele  di  additivi
alimentari e ingredienti impiegati nella ristorazione puo' comportare
un rischio per i consumatori con esigenze dietetiche particolari;
  Considerato che l'impiego degli additivi alimentari deve presentare
vantaggi e benefici per i consumatori;
  Considerato che i richiamati motivi di urgenza  non  consentono  la
preventiva  notifica  alla  Commissione  dell'Unione  europea   della
presente norma, ai sensi della direttiva 98/34/CE  e  in  particolare
l'art. 9, paragrafo 7;
  Ritenuto necessario introdurre  disposizioni  urgenti  nel  settore
della  ristorazione  con  particolare  riguardo  alla  detenzione   e
all'impiego di additivi e miscele di additivi alimentari; 

                               Ordina: 

                               Art. 1 

  1. A chiunque operi nel settore della ristorazione e' fatto divieto
di detenere e di impiegare additivi e miscele di additivi  alimentari
per i quali la normativa vigente ha stabilito campi e dosi massime di
impiego, fatto salvo l'impiego di edulcoranti, a condizione  che  sia
garantita la corretta informazione.
  2. L'impiego, da parte degli  operatori  di  cui  al  comma  1,  di
additivi alimentari e loro miscele, per i quali la normativa  vigente
non  ha  stabilito  campi  e  dosi  massime,  e'  assoggettato   alle
disposizioni dell'art. 5 del regolamento  (CE)  n.  852/2004  nonche'
all'obbligo di informazione del consumatore.
  3. A chiunque operi nel settore della ristorazione e' fatto divieto
di detenere e di impiegare sostanze in  forma  gassosa  ad  eccezione
degli additivi alimentari di cui al comma 2, fermo restando le  norme
vigenti in materia di tutela  della  salute  e  della  sicurezza  nei
luoghi di lavoro.</pre>
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		<title>Nas e Striscia la Notizia contro le texturas di Ferran Adrià</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Jun 2009 09:25:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Bernardi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Concomitanza curiosa tra la fine della stagione televisiva di Striscia la Notizia—stasera l&#8217;ultima puntata—e l&#8217;operazione &#8220;Voli Pindarici&#8221;, che <a title="Dissapore" href="http://www.dissapore.com/primo-piano/i-nas-sequestrano-le-texturas-di-ferran-adria/#respond" target="_blank">come raccontavamo</a>, ha portato i carabinieri del NAS in un centinaio di ristoranti italiani per sequestrate &#8220;600 confezioni contenenti&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/primo-piano/nas-e-striscia-la-notizia-contro-le-texturas-di-ferran-adria/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-4658" title="I Nas a Striscia la Notizia" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/immagine-33.jpg" alt="I Nas a Striscia la Notizia" width="328" height="258" />Concomitanza curiosa tra la fine della stagione televisiva di Striscia la Notizia—stasera l&#8217;ultima puntata—e l&#8217;operazione &#8220;Voli Pindarici&#8221;, che <a title="Dissapore" href="http://www.dissapore.com/primo-piano/i-nas-sequestrano-le-texturas-di-ferran-adria/#respond" target="_blank">come raccontavamo</a>, ha portato i carabinieri del NAS in un centinaio di ristoranti italiani per sequestrate &#8220;600 confezioni contenenti additivi chimici&#8221; indicati in etichetta come prodotti alimentari. Altre irregolarità riguardavano la mancanza della data di scadenza e della traduzione in italiano degli ingredienti.</p>
<p>Detto che intervistare una persona o mettergli in bocca delle dichiarazioni, come <a title="Striscia la Notizia" href="http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/videoll.shtml?2009/06/C_35_video_9560_GroupVideo_filevideo.wmv" target="_blank">ha fatto</a> ieri sera l&#8217;inviato di Striscia la Notizia, Max Laudadio, sono campionati diversi, il sequestro &#8220;a titolo cautelativo&#8221; degli additivi, tra questi le <em>Texturas</em> del celebre cuoco Ferran Adrià, riattiva la <a title="Repubblica" href="http://www.repubblica.it/2009/06/sezioni/cronaca/chef-creativi/chef-creativi/chef-creativi.html?ref=hpspr1" target="_blank">resa dei conti</a> tra tifosi della cucina molecolare e <em>hooligan</em> della tradizione, che negli ultimi mesi ha infestato la discussione sulla cucina italiana. Con il rischio concreto di capire sempre meno malgrado i tentatvivi fatti (<a title="Dissapore" href="http://www.dissapore.com/tag/striscia-la-notizia/" target="_blank">anche da noi</a>) per spiegare come stanno le cose.</p>
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