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	<title>Dissapore &#187; additivi</title>
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		<title>Sapore di sale, sapore di male</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 15:03:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Kapakkio</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-22543" title="Sale" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/questione_di_sale-232x300.jpg" alt="" width="232" height="300" />Che cos’è un additivo? Una sostanza naturale o artificiale che aggiunta in piccole quantità al cibo ne migliora certi aspetti (durata, consistenza) senza alterare marcatamente il sapore. C’è una crescente paura rispetto a queste sostanze ritenute a torto o a ragione la causa dei problemi di salute che affliggono molte persone, tipo: intolleranze, allergie, cancro. Spesso la paura è proporzionale all’esoticità del nome dell’additivo (lecitina, glutammato, agar-agar, metilcellulosa) e alla sua introduzione nella dieta umana. Pur rientrando in questa categoria, alcune sostanze non ci impressionano particolarmente, semplicemente perché l’uomo le usa da qualche millennio.</p>
<p>Il cloruro di sodio, il comune <strong>sale da cucina</strong>, è stato il primo additivo alimentare usato dall&#8217;uomo per trattare la carne appena cacciata, probabilmente nella zona corrispondente all’attuale Cina. Se oggi conserviamo il cibo sotto i cristalli bianchi lo dobbiamo anche a quei fantasiosi antenati. Ancora oggi, usando parole come &#8220;salario&#8221;, ci ricordiamo che il sale è stato per secoli l&#8217;articolo più commercializzato e tassato.</p>
<p>Altri alimenti molto conosciuti sono nati per la necessità di conservare il cibo durante i periodi di magra invernali e il sale, insieme all’affumicatura, ha giocato in questo un ruolo fondamentale: il baccalà, le alici sotto sale, tutti i salumi, le verdure conservate in salamoia, i crauti solo per ricordarne alcuni sono nati da una necessità.</p>
<p>L’avvento del frigorifero e il diffondersi del congelamento come tecnica di conservazione ha ridotto progressivamente dal dopoguerra ad oggi l’uso di questa sostanza consentendoci una sempre più facile accessibilità ai prodotti freschi.</p>
<p>Negli ultimi decenni però, la progressiva “industrializzazione” del cibo e il diffondersi del fast-food (quello che gli inglesi definiscono “highly processed food”) ha aumentato il consumo di sale pro-capite fino ad arrivare ad una media di 9-12 g al giorno in molti paesi del mondo mentre l’organismo umano è predisposto ad assumerne non più di 0,25 g.</p>
<p>C’è un ampia letteratura scientifica che dimostra come il sale sia responsabile non solo di disfunzioni quali l’aumento della pressione arteriosa e quindi dei disturbi di tipo cardiovascolare, ma anche che provochi danni ai reni, sia coinvolto nell’insorgenza dell’osteoporosi e sia uno dei principali fattori nell’insorgenza del cancro allo stomaco. Basti pensare che negli anni 30, prima dell’avvento della refrigerazione, il cancro allo stomaco era la prima causa di morte in Europa e in Giappone.</p>
<p>Nonostante l’uso ci sembri innocuo e naturale, per l’industria alimentare il sale rappresenta l’insaporitore più efficiente (e a basso costo) ma il consumo eccessivo che ne facciamo rappresenta uno dei problemi principali per la nostra salute.</p>
<p>E’ meglio saperlo quando ci preoccupiamo di conservanti, emulsionanti, coloranti e dolcificanti, <a title="Action Salt" href="http://www.actiononsalt.org.uk/evidence/docs/salt_&amp;_health_worldwide_he_2010.pdf" target="_blank">il nostro nemico peggiore ha un nome a noi familiare: sale</a>.</p>
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		<title>Cosa resterà della cucina molecolare?</title>
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		<pubDate>Fri, 28 May 2010 12:00:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Tomacelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><em><a rel="attachment wp-att-20956" href="http://www.dissapore.com/salute/cosa-restera-della-cucina-molecolare-2/attachment/fslhntzfni3ybi8-medium/"></a>Chi ci segue da un po&#8217; lo conosce come il commentatore Kapakkio. Il suo vero nome è Carmine Capacchione ed è uno del ramo. Lo capirete leggendo questo suo primo intervento come editor su Dissapore.</em><br />
L’associazione delle parole gastronomia e&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/salute/cosa-restera-della-cucina-molecolare-2/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a rel="attachment wp-att-20956" href="http://www.dissapore.com/salute/cosa-restera-della-cucina-molecolare-2/attachment/fslhntzfni3ybi8-medium/"><img class="alignleft size-medium wp-image-20956" title="cucina molecolare" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/FSLHNTZFNI3YBI8.MEDIUM-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Chi ci segue da un po&#8217; lo conosce come il commentatore Kapakkio. Il suo vero nome è Carmine Capacchione ed è uno del ramo. Lo capirete leggendo questo suo primo intervento come editor su Dissapore.</em><br />
L’associazione delle parole gastronomia e molecolare porterà con la mente i lettori di Dissapore immediatamente alle creazioni di Ferran Adrià e Heston Blumenthal, ai loro piatti giocati sulle consistenze (texturas) e sulla destrutturazione. Per i detrattori di questo tipo di cucina (Zapprick e Striscia la Notizia)  e i loro sostenitori queste parole avranno invece un  significato ben diverso: l’uso disinvolto degli additivi in cucina.  Additivi, in realtà, largamente impiegati nell’industria alimentare che i succitati cuochi ed altri loro seguaci hanno usato, forse in maniera talvolta leziosa, per creare nuove consistenze in cucina. Come già ampiamente chiarito qui ed altrove si tratta di addensanti di varia natura(xantana, agar agar, metilcellulosa) ed emulsionanti (lecitina) che consentono di ottenere gelatine e schiume non ottenibili con ingredienti “classici”. Non voglio ritornare sulla polemica pro e contro additivi ma sottolineare come questo sia solo un aspetto, e sicuramente non il più importante, della scienza che prende il nome di gastronomia molecolare.</p>
<p>Che cos’è quindi la gastronomia molecolare?</p>
<p>In accordo con i fondatori di questa disciplina Nicolas Kurti e Hervè This la gastronomia molecolare si può definire come la scienza che studia le trasformazioni che avvengono nelle sostanze di cui ci nutriamo per passare dagli ingredienti alla pietanza pronta per essere portata a tavola. Infatti, nonostante l’uomo possa mangiare anche vegetali o prodotti di origine animale crudi, normalmente ci nutriamo di cibi che subiscono processi di preparazione più o meno complicati.</p>
<p>La nascita di questa scienza hai noltre segnato due importanti novità di portata storica:</p>
<p>1)      La scienza dell’alimentazione che per decenni si era interessata solo ai processi industriali di produzione del cibo e ai problemi tecnologici connessi è entrata nelle cucine dei ristoranti e delle nostre case.</p>
<p>2)      Scienze come la fisica e la chimica sono diventate accessibili ad un pubblico più vasto, e Dissapore ne è un esempio, perché in questo caso l’oggetto dello studio è qualcosa presente nella vita quotidiana di tutti noi.</p>
<p>Perché alcuni cibi hanno un sapore terribile, anche se perfettamente commestibili, mentre altri sono così deliziosi? Quali sono le sostanze che conferiscono quel profumo così unico al basilico ligure? Perché un uovo cotto a 65 °C ha una consistenza e un sapore così diversi da un uovo sodo? Cosa succede alle proteine della carne durante la cottura? A tutte queste domande la gastronomia molecolare cerca di dare una risposta e attraverso la comprensione di questi fenomeni cerca la strada per arrivare a piatti più sani e più gustosi. L’esercizio stilistico fine a se stesso, l’aria di parmigiano e le sferificazione del cognac passeranno di moda, ma questo modo nuovo di guardare all’arte della preparazione dei cibi ha segnato e continuerà a farlo nei prossimi anni una svolta da cui, piaccia o no,  non torneremo più indietro.</p>
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		<title>Il verdetto di Nature: l&#8217;ordinanza anti-additivi di Francesca Martini è &#8220;ascientifica, irrazionale e caotica&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Mar 2010 08:30:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Bernardi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Non vorrei dire noi l&#8217;avevamo detto, ma: noi l&#8217;avevamo detto. E no, non è questione di fare i grossi, non ho bisogno che <em>Nature</em>, per quanto le venga riconosciuto il titolo di rivista scientifica più prestigiosa del mondo, <a title="Nature"&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/primo-piano/il-verdetto-di-nature-lordinanza-anti-additivi-di-francesca-martini-e-ascientifica-irrazionale-e-caotica/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-17733" title="Il sottosegretario Franchesca Martini, firmataria dell'ordinanza che viete gli additIvi chimici nei ristoranti italiani" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/Immagine-1711.png" alt="" width="250" height="318" />Non vorrei dire noi l&#8217;avevamo detto, ma: noi l&#8217;avevamo detto. E no, non è questione di fare i grossi, non ho bisogno che <em>Nature</em>, per quanto le venga riconosciuto il titolo di rivista scientifica più prestigiosa del mondo, <a title="Nature" href="http://www.nature.com/news/2010/100316/full/news.2010.125.html" target="_blank">mi confermi</a> che &#8220;Fornelli Polemici&#8221;, quella sottospecie di  inchiesta usata a intermittenza da Striscia la Notizia per randellare l&#8217;universo gurmé, altro non è che <a title="L'Espresso Food&amp;Wine" href="http://espresso.repubblica.it/food/dettaglio/cuochi-e-scienziati-in-difesa-della-cucina-molecolare/2123102" target="_blank">poltiglia per telegonzi</a>, specie se condotta <em>in ticket</em> con Francesca Martini, una che disistimo ancora di più, se possibile. Parlo, per capirci, del sottosegretario alla salute che ha firmato l&#8217;ordinanza anti-additivi nei ristoranti italiani, un miserabile bluff, un esercizio lessicale per dire tutto senza dire niente, pura telespazzatura elettorale con l&#8217;aggravante di aver ridotto il ministero a succursale di un programma tivvù. Sentenzia <em>Nature</em>:</p>
<blockquote><p>&#8220;Questa crociata a favore della tradizione è ascientifica e irrazionale, e comunque scritta in modo così caotico da non raggiungere i risultati che si era prefissata&#8221;.</p></blockquote>
<p>Non vorrei dire noi l&#8217;avevamo detto, ma: <a title="Dissapore" href="http://www.dissapore.com/primo-piano/perche-lordinanza-anti-additivi-di-francesca-martini-commissionata-da-striscia-la-notizia-e-un-bluff-per-telegonzi/" target="_blank">noi l&#8217;avevamo detto</a>.</p>
<p>&#8220;Un provvedimento &#8211; continua la rivista scientifica &#8211; che non ha  nemmeno avuto il supporto di <em>Slow Food</em>&#8220;, noto per l&#8217;impegno  nella tutela e valorizzazione dei prodotti della tradizione.</p>
<p>Ecco, a proposito. E&#8217; anche arrivato il momento di staccare il dito dal tasto &#8220;distruzione totale&#8221; che gli strenui difensori della tradizione tentano di premere da tempo. A questo, cioè a scardinare la teoria che accusa i cuochi di usare additivi chimici per compensare una modesta abilità, o perché usano prodotti di seconda scelta, ci ha pensato nientemeno che Slow Food nella persona del suo presidente Roberto Burdese.</p>
<blockquote><p>&#8221; E&#8217; un&#8217;ordinanza pasticciata che non piace a prescindere dallo scopo&#8221;.</p></blockquote>
<p>E lamentando il controsenso di un provvedimento che vieta gli additivi chimici alla ristorazione ma non all&#8217;industria, Burdese precisa che i cuochi presi di mira da Striscia la Notizia &#8211; il vero mandante della Martini &#8211; tipo nonsò, Massimo Bottura, Ferran Adrià, Heston Blumenthal: &#8220;usano quantità minime di additivi <strong>partendo da materia prima eccelsa</strong>. E&#8217; nell&#8217;industria invece che gli additivi chimici servono a nascondere carenze di qualità&#8221;.</p>
<p>Sferificare, addensare, emulsionare, gelificare, rendere frizzante, imprigionare i sapori, e cosivvia, di per sé non è un reato. Anzi, se fatto nel modo dovuto è progresso della cucina. Che uno è libero di apprezzare o meno, ma progresso rimane.</p>
<p>[Fonti: Nature, L'Espresso Food&amp;Wine]</p>
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		<title>Due o tre(cento) cose che ho da dire al sottosegretario Francesca Martini</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Jan 2010 08:06:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>JF Sebastian</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-large wp-image-13673" title="Francesca Martini e il suo chihuahua Max Laudadio (ex Laudadobermann)" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/Immagine-144-463x600.png" alt="Francesca Martini e il suo chihuahua Max Laudadio (ex Laudadobermann)" width="324" height="420" />Forse dipende dal tempo che passa ma quando succede  qualcosa di strano non mi sorprendo più. Mi chiedo per  un attimo cosa c’è sotto, poi… seguo il solo indizio  attendibile (e infallibile). La traccia dei soldi. Anche questa  volta è andata così. Quando nello scorso aprile Striscia la Notizia ha dato uno spazio incredibilmente ampio  a un argomento incredibilmente spigoloso come la cucina molecolare, spigoloso per il suo pubblico, ho subito pensato chi ne avrebbe  ricavato vantaggi  economici. La risposta, piuttosto semplice, era che da <a title="Dissapore" href="http://www.dissapore.com/tag/striscia-la-notizia/" target="_blank">un baccano diffamatorio</a> sulla ristorazione stellata avrebbero tratto giovamento alcuni ristoratori  rosiconi (o era &#8220;cazzoni&#8221;), la ristorazione di basso  livello e l’industria alimentare.</p>
<p>Ora, le prime  due categorie non avevano certo un peso economico e politico tale da  far pensare che dietro a tutto &#8217;sto circo potessero esserci loro. La  risposta, quindi, non poteva che essere la terza. Si trattava di una  manovra per aiutare l’industria alimentare, chi se ne frega se  a danno della cucina italiana di qualità.</p>
<p>Tesi fantascientifica? Sta di fatto che all’epoca i due  sponsor principali di <em>Striscia </em>erano la panna <em>Hoplà</em> e <em>Gran Soleil</em> (&#8220;il  nettare degli dei&#8221;).</p>
<p>Proviamo a capire meglio commentando insieme la trascrizione <a title="Striscia la Notizia" href="http://www.striscialanotizia.mediaset.it/" target="_blank">dell’intervista andata in onda l’altro giorno</a>,  protagonisti &#8220;L&#8221; (Max Laudadio) e &#8220;M&#8221; (Francesca Martini, bionda, piacente  e compiacente sottosegretario al Ministero del Lavoro, della Salute   e delle Politiche Sociali).</p>
<p><strong><em>L: “siamo  all’interno del ministero della salute. Onorevole, sottosegretario  di Stato, che cosa è successo?”<br />
M: “Beh,  ci siamo occupati di cucina molecolare,”</em></strong></p>
<p>Che, lo capirete,  è la tipica attività alla quale un’istituzione che si  chiama “Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali”  ci si aspetta che dedichi tempo e risorse (anche economiche). Cucina  molecolare, come no, l&#8217;argomento che angoscia milioni di italiani,  che – specie in un anno di boom economico come notoriamente è stato il 2009 – riempiono quotidianamente i venti ristoranti stellati d&#8217;Italia, spendendo centinaia di euro per degustare piatti strani. In Italia non ci sono emergenze maggiori.</p>
<p><strong><em>M: “proprio  su vostro input”</em></strong></p>
<p>Anche qui…  è vero che ormai sentiamo dire di tutto senza reagire,  ma è possibile accettare il concetto che un Ministero si occupi di  argomenti “su input” (aggiungo: ma chiedere a un politico di usare parole italiane è troppo?) di Striscia la  Notizia? Ma a questo punto cosa presentano a fare i programmi di Governo?  Si limitino a rinviare al palinsesto di Canale 5.</p>
<p><strong><em>M:</em> “(si tocca  i capelli insistentemente ad evidenziare la bionda chioma): <em>ho voluto  approfondire questo tema, perché…- eeeehhhh… noi abbiamo assoluto  bisogno di garantire la sicurezza degli elementi che vengono somministrati  ai nostri cittadini quando vanno in qualsiasi ristorante o in qualsiasi  esercizio pubblico.”</em></strong></p>
<p>La frase sembrerebbe  anche avere un senso, ma. (i) Il Ministero non sa, se non glielo dice <em>Striscia</em>, che deve vigilare sulla sicurezza del cibo? (ii) Fateci caso: si parla  subito di poca sicurezza del cibo mangiato nei ristoranti e negli esercizi pubblici. (iii) Notate anche che, casualmente, in tutta l’intervista non si dice nulla (non poco:  nulla) sugli elementi di pericolo riscontrati  in concreto nei cibi esaminati.</p>
<p><strong><em>M: “Ecco…  e quindi ho emanato un’ordinanza (sorride),”</em></strong></p>
<p>No dico, guardatela,  &#8217;sta Sottosegretaria… guardatela in faccia e sentitela parlare. Al  di là di quel sorriso, non vi inquieta il fatto che una così  abbia il potere di dire frasi come “ho emanato un’ordinanza” senza  che le sia messa la camicia di forza? La situazione è seria ma non drammatica (cit.), unica eccezione l’Italia, dove  la situazione è drammatica ma non seria.</p>
<p><strong><em>M: “un’ordinanza  che firmerò proprio qui in diretta con voi,”</em></strong></p>
<p>Al di là  della curiosa accezione del termine “diretta” riferita ad un’intervista  che veniva registrata, ma vi rendete conto? La firma  dell’ordinanza sulla cucina molecolare davanti alle telecamere. Signore,  ma cosa abbiamo fatto di male&#8230;?</p>
<p><strong><em>M: “che riguarda,  appunto… eeehhh… la possibilità”</em></strong></p>
<p>Certo: si chiama  “Ordinanza” non perché riguarda “ordini”, ma perché riguarda  “possibilità&#8221;.</p>
<p><strong><em>M: “di escludere  assolutamente da… eeeehhh… i piatti che trovate quando andate a  mangiare qualcosa, quei prodotti chimici che… eeeehhh… fanno parte  di quella cucina molecolare o destrutturata che voi ci avete sollecitato  appunto ad evidenziare”</em></strong></p>
<p>Voi avete capito?  Se si, mi spiegate? Quali sarebbero questi prodotti? In che modo dovrebbero  essere esclusi? Vietandone la vendita ai ristoratori? Vietandone l’uso?  Facendone una lista? Aggiungo: siamo sicuri che sia legale fare una  cosa simile? Perché non ne parla? Cosa ha fatto: ha scritto sull’ordinanza  che “sono vietati i prodotti chimici che fanno parte di cucina molecolare  o destrutturata, evidenziati da Striscia la Notizia” o ha scritto  qualcosa di meno idiota?</p>
<p>L’intervistatore  prosegue e, guarda caso, eccoci alla domanda che mette al sicuro la  posizione dei mandanti di questa sconcezza, gli industriali. Notate:  non si parla degli argomenti che sarebbe lecito attendersi se davvero si volesse tutelare la salute dei poveri cittadini  esposti al pericolo dei ristoratori. Non si parla, in altri termini,  di quali siano questi prodotti, come li si riconosce, come ci si può  accertare che i ristoratori non li usino, chi si può chiamare per fare  questi accertamenti, quali siano le sanzioni previste per la violazione  dei nuovi divieti, etc…</p>
<p>Nulla di tutto  questo: l’unico argomento del quale interessa parlare davanti al pubblico  di <em>Striscia</em> è il seguente:</p>
<p><strong><em>L.: “quindi  praticamente quelle quegli additivi chimici che venivano utilizzati,  che vengono utilizzati nella… nell’industria e che troviamo comunemente  quando andiamo al supermercato, nei ristoranti non si potranno più  usare”</em></strong></p>
<p>Toh, chi  se lo aspettava? Si parla di industria alimentare attraverso una  domanda che vuole scagionarla da ogni sospetto di pericolosità. La bionda Sottosegretaria non gli fa nemmeno finire la domanda e, sorridendo  come se fosse a un concorso per Miss, risponde:</p>
<p><strong><em>M.: “no,  no, perché l’industria li utilizza in forma minima”</em></strong></p>
<p>Ma cosa c***o  ne sa lei di come li usa l’industria e di quanto uso ne facciano i  ristoratori? Perché, allora, non spiega informando di cosa si tratta,  di quali pericoli si parla, di quale sarebbe l’utilizzo minimo di  questi (quali?) prodotti? Sta quindi dicendo che l’industria usa prodotti  chimici relativi alla cucina molecolare e destrutturata, ma siccome  li usa in quantità ridotte allora va bene? Se è così, come risponderebbe  alla domanda che certo non le fa &#8220;L&#8221;, e cioè: “cosa succede se  un consumatore mangia grandi quantità di un prodotto industriale? Infatti, se il tema è la quantità del prodotto chimico, dire  che l’industria ne usa “poco” non significa nulla e certo, non rassicura il consumatore che di quel prodotto, dovesse  mangiarne una grande quantità. In altri termini, se davvero esistesse  un prodotto chimico, utilizzato dall’industria e dalla cucina molecolare  che fosse pericoloso per la salute se ingerito  in quantità superiori, per esempio, al grammo, ciò potrebbe accadere  sia mangiando un prodotto industriale che lo contenga in modo leggero, sia mangiando  un piatto di cucina molecolare, no? Se davvero esistesse  un pericolo del genere,  allora anche l’industria dovrebbe prendere le doverose contromisure.</p>
<p><strong><em>M: “e sono  sostanze che fanno parte di una normativa europea”</em></strong></p>
<p>Che, come noto,  esiste anche per la ristorazione, ma cosa volete che importi alla bionda?</p>
<p><strong>M: <em>“e che  vengono calibrate per mantenere ad esempio la freschezza di un determinato  prodotto,”</em></strong></p>
<p>Si, mi sembra di averne sentito parlare. Credo si chiamino “conservanti”,  quei ritrovati chimici che si utilizzano nelle preparazioni alimentari  industriali per mantenere la freschezza di un determinato prodotto. Quindi i conservanti si possono utilizzare nell’industria ma non nella  ristorazione? A questo punto, se un cuoco birbone usasse prodotti industriali comprati al supermercato (l’Ordinanza vieterà anche  questo?) cosa succederebbe ai suoi piatti di cucina molecolare?</p>
<p><strong><em>M: “che nell’industria  subiscono dei processi di controllo di altissimo livello,”</em></strong></p>
<p>Come no, altissimo livello. Invece nei ristoranti si lancia nei piatti qualsiasi  veleno passi per le mani: non le vedete tutte quelle imprese di pompe  funebri fuori dai tristellati italiani? Ecco il messaggio che deve passare:  il cibo industriale è sano e sicuro, quello dei ristoranti, invece,  specie se di alto livello, è pericoloso. Bella roba, complimenti.</p>
<p><strong><em>M: “c’è  addirittura un responsabile  di questi processi di controllo.”</em></strong></p>
<p>Capite perché  ora possiamo stare tutti sicuri? C’è addirittura un responsabile  di “questi” (quali, non si sa) processi di controllo in Italia,  del resto, da sempre la nomina di un responsabile assicura il rispetto  delle norme, no? Su questa squallida affermazione torneremo alla fine.</p>
<p><strong><em>M: “Questo,  ovviamente, non avviene nella cucina di un ristorante”. (Sorride)”</em></strong></p>
<p>Al di là  del fastidio del sorriso, ma cosa ne sa la bionda? Niente, direi, visto  che non sa che il responsabile esiste per definizione ovunque ed è  il rappresentante legale del ristorante, il quale, ovviamente, risponde  delle eventuali conseguenze negative arrecate a terzi dal cibo da lui  somministrato. Ora, al di là di tutto, ma come fa una persona che occupa  quel posto a dire una fesseria del genere? Nei ristoranti non esiste  un responsabile? Ma nessuno può spiegarle che anche l’arroganza del  potere ha un limite?</p>
<p>Da ora in avanti,  i due maramaldeggiano. Così, infatti, prosegue l’intervistatore:</p>
<p><strong><em>L.:  “noi andremo, ad oggi, a mangiare e sarà  tutta roba naturale in questa maniera”</em></strong></p>
<p>Ma certo: noi  andremo a mangiare dovunque e sarà tutto naturale fuorché  al supermercato, dove i prodotti chimici vanno bene perché ci  sono i responsabili. Come definire del resto, se non naturale, una  cucina che prevede l&#8217;uso di panna industriale, dadi, e salumi pieni di di conservanti, tutti prodotti venduti  al supermercato?</p>
<p>La bionda,  sempre sorridendo, risponde:</p>
<p><strong><em>M.: “questo  assolutamente si.”</em></strong></p>
<p>Come dubitarne?</p>
<p><strong><em>M: “Quindi  Natale e Capodanno assolutamente sicuri non trovarsi prodotti chimici  inseriti così, d’amblais, dentro i piatti che ci vengono serviti”</em></strong></p>
<p>Lo so, si sta  parlando di una donna e non è il caso di infierire, ma… come si fa? Natale e Capodanno saranno sicuri?  Gli anni scorsi, invece, non ve le ricordate le stragi per avvelenamento  da tortellini in brodo? Il famoso “eccidio del Panettone” del 2006  ve lo siete dimenticati? Quelle festività rischiosissime perché  l’Italia veniva invasa da cuochi che inserivano “d’amblais”  (ROTFL! Signora, se non sa usare l’italiano lasci perdere il francese,  no?) prodotti chimici (quali?) nei loro piatti anziché usare dei bei  prodotti industriali, così ben calibrati?</p>
<p>Non solo: su  questo torneremo, ma… mettiamo anche che &#8217;sta cosa fantascientifica  sia vera (non lo è, ma mettiamo), si può sapere “cosa” i ristoratori  non dovevano mettere nei piatti a Natale, visto che non lo ha detto  nessuno?</p>
<p>Ma, aggiungo, se l’Ordinanza è contro la cucina molecolare che è praticata da un numero ristretto di  ristoratori in Italia, cosa c’entra questa comunicazione sui pranzi di  Natale e sui cenoni di Capodanno? Quando mai si è visto un pasto  di questi a base di cucina molecolare?</p>
<p>Riecco l’intervistatore…</p>
<p><strong><em>L.: “noi  siamo molto felici”</em></strong></p>
<p>Finalmente  una frase credibile, anche se per ragioni diverse da quelle che afferma.</p>
<p><strong>L: <em>“perché…  eeeehhh… l’inchiesta nostra verteva proprio sul fatto di far sapere  che cosa uno mangiasse ed invece questo va oltre perchè  il vietare (lei sorride a trentadue denti) gli additivi chimici vuol  dire ritornare alla tradizione (lei annuisce). Ci sono anche altri prodotti  gli additivi, ma anche le sostanze gassose se non sbaglio, giusto?”</em>.</strong></p>
<p>Ok, vai un’altra  botta di disinformazione: non abbiamo detto cosa sono &#8217;sti additivi chimici,  ma è passato il messaggio che il cibo industriale fa bene ed è naturale,  mentre al ristorante si rischia la pelle. Attenzione, ora la bionda sta per  dire delle cose che – in un paese più decente di questo  – comporterebbero la sfiducia al Governo:</p>
<p><strong><em>M.: “si,  anche su questo ho voluto approfondire,”</em></strong></p>
<p>Il che, visti  i risultati degli approfondimenti sul tema della cucina molecolare,  mi sembra un ottimo viatico.</p>
<p><strong><em>M: “interessarmene  ed escludere appunto queste sostanze gassose”</em></strong></p>
<p>Eh? Escludere?  Ho letto bene? Escludere?</p>
<p>Rileggiamo, non può essere vero.</p>
<p><strong>M: “interessarmene  ed escludere appunto queste sostanze gassose”</strong></p>
<p>Escludere,  ha detto davvero “escludere”, vi rendete conto, perché? Ecco  la spiegazione, che ha davvero dell’incredibile…</p>
<p><strong>M: <em>“che peraltro  hanno provocato</em> (fanno vedere una pagina web riguardante l’episodio  – avvenuto a Berlino &#8211; in cui un cuoco ha perso le mani cercando di  usare l’azoto liquido) <em>dei problemi anche di sicurezza sul lavoro.  Ricordiamo un cuoco ci ha rimesso addirittura le mani”.</em></strong></p>
<p>Vi è  chiaro, no? Un fesso a Berlino porta una bombola di azoto liquido  dalla fidanzata, ci gioca e perde le mani. Di coseguenza in Italia nei ristoranti non si possono più utilizzare? Prendete nota, comunque,  di quella frase: “hanno provocato dei problemi anche di sicurezza  sul lavoro. Ricordiamo un cuoco che ci ha rimesso addirittura le mani”,  perché verrà utile.</p>
<p align="justify"><strong><em>L.:</em> <em>“quindi  servono, dopo la firma che ora riprenderemo (lei continua a sorridere),  servono solo i tempi tecnici perché  questa possa diventare effettiva”.</em></strong></p>
<p><strong><em>M.: “si,  i tempi tecnici perché venga pubblicata in Gazzetta Ufficiale però  credo (sorride di nuovo) che nessun ristoratore vorrà… eeehhh…  trasgredire quello che è un parametro di sicurezza e di salute”</em></strong></p>
<p>Quale? Quale  sarebbe questo parametro, visto che non è stato detto da nessuna  parte ed in nessun modo? In che modo un ristoratore potrebbe adeguarsi?  Ovviamente non si sa, ma non importa: ciò che importava era, guarda  caso nel momento in cui si registra il massimo livello di consumo di  prodotti alimentari dell’anno, spiegare che ci si può fidare solo  dei cibi industriali. Il resto non era rilevante.</p>
<p><strong><em>M: “che  oggi il Ministero sancisce con Striscia la Notizia”.</em></strong></p>
<p>Qui siamo davvero  al delirio. Il Ministero sancisce con Striscia la Notizia? Ma chi  lo ha votato, Antonio Ricci? Chi ha dato il potere normativo in mano a Laudadio?  Siamo governati dal Gabibbo, dal tapiro d’oro, da mister Ventosa o  come cavolo si chiama?</p>
<p><strong><em>L.: “la  firma”</em></strong></p>
<p>Si vede la  mano della tipa che mette una firma, una pantomima agghiacciante.</p>
<p><strong><em>L: “per il  Ministro del Sottosegretario di Stato, Onorevole Francesca Martini.  Grazie mille per noi e anche principalmente per le persone che da oggi  in poi andranno al ristorante ed avranno la garanzia di mangiare la  tradizione italiana”</em></strong></p>
<p>Tradizione  italiana che, per inciso, si chiama <em>Hoplà</em> e <em>Gran Soleil</em>.</p>
<p><strong><em>M.: “quindi  buon Natale a tutti”</em> (sorrisone)<br />
<em>L.: “Buon Natale. Per adesso questo è tutto, ringrazio ancora, Onorevole,  Max Laudadio, per Striscia la Notizia, Roma”.</em></strong></p>
<p>Ora, la cosa che mi infastidisce di più non è la disinformazione scientifica,  nemmeno il danno che si sta facendo alla ristorazione di alto livello. Non  è neanche l’insopportabile sensazione di essere un paese governato  da un buffo pupazzone rosso che parla con accento ligure, ma è la <em>presaperilculo</em>, la solenne <em>presaperilculo</em>, l’inaccettabile <em>presaperilculo</em> rappresentata da questa frase, riferita a sostanze gassose  che, come l’azoto, sono state vietate perché “hanno provocato  dei problemi anche di sicurezza sul lavoro. Ricordiamo un cuoco che  ci ha rimesso addirittura le mani”.</p>
<p>Parliamone,  dei problemi di sicurezza sul lavoro, Sottosegretaria. Se non sbaglio lei fa parte del  Ministero del Lavoro, vero? Quindi conoscerà il sito <a title="Morti sul lavoro" href="http://mortisullavoro.worldpress.com" target="_blank">Morti sul lavoro</a>?<a href="http://mortisullavoro.worldpress.com/" target="_blank"></a></p>
<p>O no, forse non lo conoscerà perché troppo presa a occuparsi di seguire gli  “input” (ma come parli?) di Striscia la Notizia. E’ un  sito in cui si contano le vittime (non i feriti, innumerevoli, non  i fessi che si fanno male da soli giocando al piccolo chimico  con la fidanzata, solo le vittime, le persone che non ci sono più)  di incidenti sul lavoro. Ha presente quella materia di cui si dovrebbe  occupare il tuo Ministero, Sottosegretaria Martini? Ecco, nel solo  2009, sono oltre 350. Avevano un responsabile alla sicurezza identico a quello che garantisce la qualità dei prodotti  dell’industria alimentare. Come spiega che i loro parenti lascino quotidianamente messaggi disperati a chi non c’è più, nonostante  ciascuno di loro avesse un responsabile? Ci direbbe cos’ha fatto per  loro, e su quali l’input (ma come parli?)? Perché  di questi non si occupa mentre corre a firmare ordinanze se un fesso  si brucia le mani a Berlino?</p>
<p>Sono figlio  del mio tempo, Sottosegretaria. Non vorrei esserlo, ma lo sono. Non  mi scandalizzo del fatto che lei si muova ogni volta che <em>Striscia</em> chiama. Non mi scandalizzo se <em>Striscia</em> cerca di  fare soldi, mettendo su dal nulla un casino dannoso per dei  professionisti che hanno l’unico torto di cucinare bene. Nemmeno mi scandalizzo se prende spunto  da quest’occasione per sorridere ed ammiccare al suo elettorato, fresca di parrucchiere  e messa in piega.</p>
<p>Ciò che trovo insopportabile è  che lo faccia invocando la sicurezza sul lavoro. Ciò che rifiuto è che prenda in giro i drammi di mogli, genitori,  figli di persone che andavano tutelate. Ciò che non accetterò mai è che si possa calpestare per tornaconto personale anche il più puro dei sentimenti, anche il  più privato e forte dei dolori.</p>
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		<title>Il Paese (sur)reale. Mauro Moretti e Francesca Martini</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Dec 2009 12:17:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Bernardi</dc:creator>
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<p>Che non si dica che non conosciamo il <em>Paese Reale</em> e che ce l&#8217;abbiamo sempre con qualcuno. Solo che <em>Paese Reale</em> all&#8217;improvviso è un termine desueto. Surreale va meglio. Specie per un paio di cose capitate negli ultimi giorni,&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/primo-piano/il-paese-surreale-mauro-moretti-e-francesca-martini/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-13374 alignnone" title="Mauro Moretti" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/moretti_mauro250107_adn-400x300.jpg" alt="Mauro Moretti" width="334" height="299" /><img class="alignnone size-full wp-image-13375" title="Francessca Martini" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/ritaglio.jpg" alt="Francessca Martini" width="334" height="301" /></p>
<p>Che non si dica che non conosciamo il <em>Paese Reale</em> e che ce l&#8217;abbiamo sempre con qualcuno. Solo che <em>Paese Reale</em> all&#8217;improvviso è un termine desueto. Surreale va meglio. Specie per un paio di cose capitate negli ultimi giorni, i rimborsi di Trenitalia e l’ordinanza del Sottosegretario Francesca Martini che ha vietato l&#8217;uso di additivi nei ristoranti italiani. <strong>Cosa numero uno</strong>. Ora, voi sapete che dal 13 dicembre, con 35 minuti di ritardo non si ha più diritto al 50% di rimborso, «sta scritto nel regolamento europeo al quale abbiamo dovuto adeguarci» si è difesa Trenitalia. Ma <a title="Corriere" href="http://www.corriere.it/cronache/09_dicembre_20/milena_gabanelli_pendolare_frecciarossa_lettera_8b143774-ed41-11de-9ea5-00144f02aabc.shtml" target="_blank">chi si è letto</a> il malloppo di 40 pagine non ha trovato riferimenti al rimbor­so in caso di ritardi. Per cui, dire che le ferrovie italiane recepiscono la normativa comunitaria per difetto, in spregio del rispetto di noi viaggiatori, è dire poco.</p>
<p>Domanda inevitabile, in paesi meno surreali come fanno?</p>
<p>Se il vostro treno, che sarebbe dovuto arrivare tra mezzanotte e le 5 del mattino subisce un ritardo di almeno 60 minuti, <em>Deutschebahn</em>, la compagnia ferroviaria tedesca, vi restituisce fino a 80 euro per utilizzare un mezzo di trasporto alternativo con cui raggiungere la destinazione evitando di prendere il treno in ritardo. Chi non ha problemi con il tedesco e con l&#8217;inglese può <a title="Bahn.de" href="http://www.bahn.de/i/view/ITA/it/services/passenger_rights/passengers-rights-national-services.shtml" target="_blank">leggere qui</a>.</p>
<p><strong>Cosa numero due</strong>. Ieri <a title="Dissapore" href="http://www.dissapore.com/primo-piano/striscia-la-notizia-firmata-la-condanna-a-morte-della-cucina-molecolare/" target="_blank">ci interrogavamo</a> sul senso di un’ordinanza che proibisce l’uso degli additivi nei ristoranti annunciata il 23 dicembre in un programma televisivo. Prima di andare in tv non era meglio scambiare due parole con i ristoratori? Poi quali additivi, in quali ristoranti? E come hanno fatto notare i commentatori di <em>Dissapore</em>, da quando la linea del ministero <a title="Dissapore" href="http://www.dissapore.com/primo-piano/striscia-la-notizia-firmata-la-condanna-a-morte-della-cucina-molecolare/#comment-23423" target="_blank">dev&#8217;essere decisa</a> da Striscia la Notizia?</p>
<p>Chiediamoci anche in questo caso, in paesi meno surreali come fanno?</p>
<p><a title="Reuters" href="http://it.reuters.com/article/entertainmentNews/idITMIE5B907Y20091210" target="_blank">Leggete da voi</a>, pochi giorni fa in Spagna sono iniziati i lavori del primo polo scientifico per cuochi. L&#8217;Università di scienze gastronomiche, che offrirà una laurea quadriennale, e il Centro per l&#8217;innovazione e la ricerca gastronomica apriranno a San Sebastian nel settembre 2011. &#8220;Non solo la gastronomia è cultura e industria ma anche tecnologia e scienza&#8221;, ha detto il ministro della Scienza Cristina Garmendia durante la posa della prima pietra dell&#8217;università.</p>
<p>Loro Cristina Garmendia. Noi Francesca Martini. Surreale</p>
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		<title>Striscia la Notizia. Firmata la condanna a morte della cucina molecolare</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Dec 2009 11:48:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Tomacelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Peggio del <em>gelicidio</em> di queste ore cosa c&#8217;è? Un <a href="http://www.striscialanotizia.mediaset.it/" target="_blank">colpo alle spalle</a> quando meno te lo aspetti. Tipo a Natale, mentre sei troppo preso per realizzare che ti stanno massacrando. Lo assesta il sottosegretario di <em>&#8217;sti bla bla</em>&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/primo-piano/striscia-la-notizia-firmata-la-condanna-a-morte-della-cucina-molecolare/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-13344" title="L'onorevole Francesca Martini firma il contratto con gli italiani a Striscia la Notizia. E' la fine della cucina molecolare?" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/Immagine-521.png" alt="L'onorevole Francesca Martini firma il contratto con gli italiani a Striscia la Notizia. E' la fine della cucina molecolare?" width="242" height="228" />Peggio del <em>gelicidio</em> di queste ore cosa c&#8217;è? Un <a href="http://www.striscialanotizia.mediaset.it/" target="_blank">colpo alle spalle</a> quando meno te lo aspetti. Tipo a Natale, mentre sei troppo preso per realizzare che ti stanno massacrando. Lo assesta il sottosegretario di <em>&#8217;sti bla bla</em> Francesca Martini, versione femminile di Robin Hood però al contrario, lei protegge i ricchi e scava la fossa agli altri. Ieri sera Francesca Martini, complice Max <em>Laudadobermann</em> Laudadio, il decerebrato famoso per le inchieste farlocche di Striscia la Notizia sulla cucina molecolare, ha firmato in diretta un&#8217;ordinanza che <strong>proibisce l&#8217;uso di additivi nei ristoranti</strong>. Nei ristoranti, badate bene, non nelle industrie. Perché le industrie &#8220;garantiscono maggiori controlli sugli additivi&#8221; ha cinguettato alle telecamere il sottosegretario, mica come i cuochi, che come tutti sanno sono una massa di zotici ignoranti.</p>
<p>Ma poi, che significa un&#8217;ordinanza che proibisce l&#8217;uso degli additivi nei ristoranti? Quali additivi, quali ristoranti? E quale fottutissimo motivo spinge il governo fin dentro le cucine dei ristoranti oltrettutto su imbeccata dell&#8217;orrida <em>Striscia</em>? E fin dove il protagonismo mediatico dei governanti intende spostare l&#8217;asticella? Ma ditemi voi&#8230;</p>
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		<title>Cose di cui non sentivamo il bisogno: il nuovo libro di Zipprick, l&#8217;ammazzacuochi</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 18:35:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Tomacelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><em>Presto</em>, avvisate <em>Striscia la Notizia</em>. Il loro degno compare nell&#8217;inchiesta <em><a href="http://www.dissapore.com/mangiare-fuori/un-laudadobermann-senzosso/" target="_blank">Fornelli polemici</a></em>, Jorg Zipprick, ha vomitato fresco fresco l&#8217;ennesimo <a href="http://www.lexpress.fr/styles/saveurs/faut-il-se-mefier-de-ferran-adria_791120.html" target="_blank">libro</a> contro Ferran Adrià: <em>Les Dessous peu appétissants de la cuisine moléculaire. </em>Quali retroscena inquietanti ci svelerà stavolta il&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/primo-piano/cose-di-cui-non-sentivamo-il-bisogno-il-nuovo-libro-di-zipprick-lammazzcuochi/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><img class="alignleft size-full wp-image-10093" title="zipp" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/zipp.jpg" alt="zipp" width="227" height="198" />Presto</em>, avvisate <em>Striscia la Notizia</em>. Il loro degno compare nell&#8217;inchiesta <em><a href="http://www.dissapore.com/mangiare-fuori/un-laudadobermann-senzosso/" target="_blank">Fornelli polemici</a></em>, Jorg Zipprick, ha vomitato fresco fresco l&#8217;ennesimo <a href="http://www.lexpress.fr/styles/saveurs/faut-il-se-mefier-de-ferran-adria_791120.html" target="_blank">libro</a> contro Ferran Adrià: <em>Les Dessous peu appétissants de la cuisine moléculaire. </em>Quali retroscena inquietanti ci svelerà stavolta il nostro giornalista d&#8217;assalto? Sarà il colpo di grazia definitivo alla cucina molecolare e ai suoi profeti? Tranquilli ragazzi, il libro è fatto con la ricetta toscana cara al buon vecchio Zipprick: la <em>ribollita</em>. Visto il successo e il clamore suscitato dal suo penultimo capolavoro, l&#8217;instancabile giornalista ha rimescolato e ribollito le solite chiacchiere invertendo però i numeretti delle pagine. Le accuse sulle <em>gelatine metifiche</em>, per dire, non si trovano più a pag. 56 perchè Zipprick le ha spostate a pag.131. Si è fatto anche più furbo il volpone e questa volta copre tutte le sostanze incriminate con sigle e numeri che a noi <em>blogger</em> costeranno un tot di tempo per le traduzioni. Chi, infatti, dovrà spiegare agli spettatori che il pericolosissimo E300 altri non è che la vitamina C delle caramelle Zigulì? Noi, naturalmente, ma sappia il Laudadobermann che questa volta non la passerà liscia: ci sono cresciuti i dentini. E allora forza, svegliate Max Laudadio, quello dei lavori sporchi in cucina, e ditegli che <em>c&#8217;è trippa per i gatti!</em></p>
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		<title>Calippo Shots, la &#8220;cucina molecolare&#8221; da passeggio</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Jun 2009 08:32:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Gori</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Con le sue palline di ghiaccio al gusto di limone, <em>Calippo Shots</em> non è una novità. Ma questa è la prima estate post Striscia la Notizia, incluso lo tsunami di polemiche piombato sulla &#8220;cucina molecolare&#8221;, e rianimato di recente dai&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/mangiare-fuori/calippo-shots-la-cucina-molecolare-da-passeggio/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-5767" title="Calippo Shots" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/3657229590_357bdedf0c_m.jpg" alt="Calippo Shots" width="180" height="240" />Con le sue palline di ghiaccio al gusto di limone, <em>Calippo Shots</em> non è una novità. Ma questa è la prima estate post Striscia la Notizia, incluso lo tsunami di polemiche piombato sulla &#8220;cucina molecolare&#8221;, e rianimato di recente dai NAS con i sequestri di <a href="http://www.dissapore.com/salute/la-cucina-molecolare-di-ferran-adria-spiegata-a-striscia-la-notizia/" target="_blank">Texturas</a>, gli additivi per i professionisti della cucina del cuoco spagnolo Ferran Adrià. Tra questi la <a href="http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2008/07/20/" target="_blank">Carragenina</a>, discusso addensante usato <em>pensaunpo&#8217;</em> perfino nel <em>Calippo</em>. Unilever, proprietaria del marchio <a href="http://www.algida.it/novita_index.jsp" target="_blank">Algida</a>, gioca d&#8217;anticipo abbinando il gelato a <a title="Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/L%27era_glaciale_3" target="_blank">L&#8217;Era Glaciale 3 L&#8217;Alba dei dinosauri</a>, film per noi imprescindibile che vedremo a fine Agosto, protagonista il roditore Scrat. Che stavolta però si becca una bella dose di Carragenina e finisce sferificato.</p>
<p>Ecco le note d&#8217;assaggio.</p>
<p><strong>Ingredienti</strong>: Acqua, sciroppo di fruttosio, succo di limone concentrato 0,9%, olio vegetale, addensanti (carragenina, pectina), emulsionanti mono digligerici degli acidi grassi, acidificanti (acido citrico), coloranti (carbone vegetale), aromi, zucchero, sale, proteine del latte, edulcoranti (acesulfame-K, aspartame).<br />
<strong>Aspetto</strong> | Innocue <em>cacchette</em> di pecora bianche e nere. Carucce. [Voto: 5]<br />
<strong>Gusto</strong> | Il limone si sente ed è pure ben dosato. Finale di cola molto persistenze, la chiusura anche se leggermente amarognola è piacevole e invita alla successiva manciata di palline. [Voto 7,5]<br />
<strong>Modalità di consumo</strong> | A manciate appunto, se qualcuna cade sul costume tanto meglio, ci si rinfresca un po&#8217;. Il <em>Calippo</em> originale tuttavia era un&#8217;altra cosa&#8230; [voto: 8]<br />
<strong>Effetto molecolare</strong> | Palline ghiacciate ma morbide, com&#8217;è possibile? Che sia merito della carragenina? Chissà. Facciamo comunque notare che gli additivi brutalizzati da Striscia la Notizia sono perfino nel Calippo. [voto: 8,5]<br />
<strong>Calorie</strong> | La versione da 80 gr apporta solo 30 Kcal  per l&#8217;effetto dolcificante dell&#8217;aspartame e del fruttosio. Prodotto <em>light</em> e gusto <em>light,</em> Cola <em>Light</em>. [voto: 8]<br />
<strong>Video</strong> | Ritmo frenetico e trovate esilaranti. Restiamo in trepidante attesa del film.</p>
<p><object width="560" height="340" data="http://www.youtube.com/v/rhskSbh6EbA&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/rhskSbh6EbA&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
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		<title>La &#8220;Cucina molecolare&#8221; sponsorizza Striscia la Notizia!</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Apr 2009 04:26:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Tomacelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[additivi]]></category>
		<category><![CDATA[Big Picture]]></category>
		<category><![CDATA[cucina molecolare]]></category>
		<category><![CDATA[grassi idrogenati]]></category>
		<category><![CDATA[hoplà]]></category>
		<category><![CDATA[prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[striscia la notizia]]></category>
		<category><![CDATA[tre valli]]></category>

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		<description><![CDATA[<p></p>
<p>Gli additivi incriminati da Striscia la Notizia nell&#8217;<a title="Dissapore" href="http://www.dissapore.com/primo-piano/la-settimana-che-ha-cambiato-la-cucina-molecolare-per-sempre/" target="_blank">inchiesta</a> sulla cucina molecolare sono impiegati in molti prodotti dell&#8217;industria alimentare. Tipo la panna da montare Hoplà Tre Valli. Che, piccolo il mondo non trovate?, è stato <em><a title="Expansions" href="http://www.expansion.sm/#/news/" target="_blank">main sponsor</a></em>&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/primo-piano/la-cucina-molecolare-sponsorizza-striscia-la-notizia/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2820" title="La panna da montare Hoplà, sponsor di Striscia la Notizia" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/immagine-23.jpg" alt="La panna da montare Hoplà, sponsor di Striscia la Notizia" width="430" height="594" /></p>
<p>Gli additivi incriminati da Striscia la Notizia nell&#8217;<a title="Dissapore" href="http://www.dissapore.com/primo-piano/la-settimana-che-ha-cambiato-la-cucina-molecolare-per-sempre/" target="_blank">inchiesta</a> sulla cucina molecolare sono impiegati in molti prodotti dell&#8217;industria alimentare. Tipo la panna da montare Hoplà Tre Valli. Che, piccolo il mondo non trovate?, è stato <em><a title="Expansions" href="http://www.expansion.sm/#/news/" target="_blank">main sponsor</a></em> di <em>Striscia</em> per tutta la settimana di &#8220;Fornelli Polemici&#8221;.</p>
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		<title>La cucina molecolare di Ferran Adria spiegata a Striscia la notizia</title>
		<link>http://www.dissapore.com/salute/la-cucina-molecolare-di-ferran-adria-spiegata-a-striscia-la-notizia/</link>
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		<pubDate>Wed, 22 Apr 2009 05:45:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Tomacelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[additivi]]></category>
		<category><![CDATA[Big Picture]]></category>
		<category><![CDATA[carragenine]]></category>
		<category><![CDATA[cucina molecolare]]></category>
		<category><![CDATA[Ferran Adrià]]></category>
		<category><![CDATA[guar]]></category>
		<category><![CDATA[maltodestrine]]></category>
		<category><![CDATA[prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[striscia la notizia]]></category>
		<category><![CDATA[texturas]]></category>
		<category><![CDATA[xantan]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Qui sopra, le &#8220;Texturas&#8221; di Ferran Adria incriminate nell&#8217;<a title="Dissapore" href="http://www.dissapore.com/mangiare-fuori/contro-lesecuzione-sommaria-di-massimo-bottura/" target="_blank">inchiesta</a> sulla cucina molecolare di Striscia la Notizia. Sono barattoli che contengono gli stessi additivi impiegati dall&#8217;industria alimentare nei prodotti per l&#8217;infanzia, tipo Danito e Nesquik.</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2475" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/cucina_striscia.jpg" alt="cucina_striscia" width="540" height="744" />Qui sopra, le &#8220;Texturas&#8221; di Ferran Adria incriminate nell&#8217;<a title="Dissapore" href="http://www.dissapore.com/mangiare-fuori/contro-lesecuzione-sommaria-di-massimo-bottura/" target="_blank">inchiesta</a> sulla cucina molecolare di Striscia la Notizia. Sono barattoli che contengono gli stessi additivi impiegati dall&#8217;industria alimentare nei prodotti per l&#8217;infanzia, tipo Danito e Nesquik.</p>
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