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	<title>Dissapore &#187; arcangelo dandini</title>
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		<title>Un grande classico di tutte le sfide tra i caffè più belli di Roma &#124; Caffè Propaganda vs Settembrini</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Dec 2011 14:29:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Cagnetti Leonardo Romanelli</dc:creator>
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<p><strong>CAFFE&#8217; PROPAGANDA</strong>. Questa Roma non sembra avere così paura della crisi, se le nuove aperture non si fermano, e comprendono anche luoghi ambiziosissimi che vogliono coniugare <em>coolness</em> e genuinità, come il <a title="Caffè Propaganda" href="http://www.caffepropaganda.it/" target="_blank">Caffè Propaganda</a>, che potrebbe&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/mangiare-fuori/un-grande-classico-di-tutte-le-sfide-tra-i-caffe-piu-belli-di-roma-caffe-propaganda-vs-settembrini/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-43999" title="Caffè Propaganda e Settembrini" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/Caffè-Propaganda-e-Settembrini.jpg" alt="" width="500" height="643" /></p>
<p><strong>CAFFE&#8217; PROPAGANDA</strong>. Questa Roma non sembra avere così paura della crisi, se le nuove aperture non si fermano, e comprendono anche luoghi ambiziosissimi che vogliono coniugare <em>coolness</em> e genuinità, come il <a title="Caffè Propaganda" href="http://www.caffepropaganda.it/" target="_blank">Caffè Propaganda</a>, che potrebbe clamorosamente mettere d&#8217;accordo i tromboni gastrofanatici e le garrule voci di chi vuole solo spassarsela.</p>
<p><strong>SETTEMBRINI</strong>. Per capire il successo di <a title="Settembrini" href="http://ristorantesettembrini.it/" target="_blank">Settembrini</a> è bene andarlo a vedere da vicino: sembra facile apparecchiare tutti i giorni un caffé, un ristorante di livello, una pasticceria di qualità servendo vini non banali e avere successo. Di pubblico, di critica, economico.</p>
<p><strong>CAFFE&#8217; PROPAGANDA</strong>. La posizione non potrebbe essere più strategica: il Colosseo è a due passi e parcheggiare nei dintorni non è un problema. Il posto è splendido, ampio, luminoso, ceramiche in stile metropolitana di Parigi (che scopriamo essere in realtà italianissime) e dosi di sfarzo e fighetteria che ci fanno girare la testa. Non c&#8217;è dubbio, questo è uno dei locali più belli di Roma, se non il più bello in assoluto!</p>
<p><strong>SETTEMBRINI</strong>. Il lavoro non si ferma qui, c’è già una libreria “vera” che ha  aperto di fronte con il cibo di Settembrini, a seguire ci saranno  panini, insomma menti fervide che aguzzano l’ingegno e decidono di  portare avanti progetti che non restano isolati.</p>
<p><strong>CAFFE&#8217; PROPAGANDA</strong>. La prima anima del Caffè Propaganda alberga in un lungo, splendido bancone di rovere e zinco, dietro al quale si muove un team di mixologist e bartender acrobatici guidato da Emanuele Broccatelli, tornato alle origini dopo un&#8217;esperienza a Londra. Rimango molto favorevolmente impressionato da una variazione sul tema spritz: Franciacorta, rabarbaro, Ricard, ciliegia sotto spirito e scorza d&#8217;arancia. Fresco e accattivante, con quel contrappunto di amarognolo che gli dona profondità, un sapore tutt&#8217;altro che banale per iniziare una serata in modo diverso. E per finirla, il bancone dei distillati è ben attrezzato, ed è bello scorgere in lista nomi come la tequila Ocho o il rum millesimato di Caroni.</p>
<p><strong>SETTEMBRINI</strong>. Lo spazio esterno ha il suò perché, permette di mangiare direttamente per  strada in una sorta di mercato dell’antiquariato open air, con la sede  RAI vicina così come altri uffici da pubblico potenziale in arrivo.  L’interno si rifà ad arredi moderni, quasi minimal, toni giocati tra il  beige ed il nero. Personale efficiente e sorridente, il che non guasta:  bello sentire le scuse da chi ha sbagliato a dire che  nell’appetizer c’era la crema di piselli, quando invece era  sedano.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-44000" title="Caffè Propaganda e Settembrini" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/Caffè-Propaganda-e-Settembrin.jpg" alt="" width="500" height="667" /></p>
<p><strong>CAFFE&#8217; PROPAGANDA</strong>. La seconda anima è quella culinaria, e qui dormiamo sonni tranquilli con la supervisione di Arcangelo Dandini a coordinare una squadra di sei giovani. La pasta Garofalo “cacio e unto” (essenzialmente una gricia) ha la firma del suo autore sopra, consistenza e sapidità con il punto esclamativo che ci aspetteremmo da una ricetta di Arcangelo, che da maestro dei fritti lancia “Supplizio”: supplì di riso, crocchetta di patate e mozzarella, crostino di burro e alici Rizzoli. Gli ingredienti sono votati alla qualità totale: salumi e formaggi sono selezionati da <a title="Parma &amp; Co" href="http://www.parmaeco.it/" target="_blank">Parma &amp; Co</a> (un posto milanese uberfigo che ridefinisce il concetto di salumeria), e scorrendo il tabloid che contiene il menu troviamo spaghettoni di Benedetto Cavalieri, burro di malga, uova di quaresima (qualsiasi cosa esse siano, Google in questo caso non mi è amico) e ingredienti biologici ovunque possibile. La carta dei vini è salomonicamente divisa: vini naturali nella pagina sinistra, gli altri a destra, con una selezione piccola ma intelligente e destinata a crescere, con la facile previsione che la porzione più esigente della clientela costituisca un incentivo a stupire anche su questo livello.</p>
<p><strong>SETTEMBRINI</strong>. A pranzo il menu è ristretto, con solo una parte di ciò che è possibile  trovare la sera: la palamita con riduzione di lime è perfetta per equilibrio nonostante l’agrume solitamente accentratore. I ravioli di pollo e  patate aggraziati ma timidi: nessuna spezia in  evidenza, nemmeno un’erba aromatica a caratterizzarli. Pure i tagliolini coprono la quota &#8220;minimal&#8221;, ma la gamma di sfumature è pià ragionevole e il gioco riesce. Farina e acqua nella pasta, riduzione  di acqua di pomodoro nel condimento, fonduta di scamorza a sostenere, slurp, ce n&#8217;è ancora?</p>
<p><strong>CAFFE&#8217; PROPAGANDA</strong>. La terza anima di Propaganda, quella pasticcera, è la più francese, visto che entriamo nel regno di <a title="Stephane Betmon" href="http://www.stephanebetmon.com/home.html" target="_blank">Stephane Betmon</a>, 36 anni e un curriculum di tutto rispetto che comprende il primo e il secondo nome che vorremmo leggerci sopra, ossia Pierre Hermé e Ladurée. Inevitabile che la proposta di macaron sia messa in primo piano, ma forse quello al peperoncino è un po&#8217; troppo estremo per poterlo usare come termine di paragone; Creme Caramel e zuppa inglese, invece, rivelano una mano elegante e sicura, risultando equilibrati e mai pesanti. Aperto dalle 12 all&#8217;una, il locale vuole essere un posto in cui c&#8217;è ragione di entrare a qualsiasi ora, per un the (con un assortimento di miscele <a title="Marlage Freres" href="http://www.mariagefreres.com/" target="_blank">Mariage Freres</a>), uno spuntino, un drink o un pasto della velocità che si ritiene opportuna.</p>
<p><strong>SETTEMBRINI</strong>. Il secondo è da capire, con il vitello cotto nell’olio e servito con patate  viola croccanti in superficie e puré come base, talmente buono che si fa preferire alla carne. I dolci sono ben  impostati, con la torta di yogurt cremosa ma non barocca, lo strudel  profumato con salsa vaniglia (che  sarebbe migliore servito caldo). Buona la piccola pasticceria.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-44001" title="Caffè Propaganda e Settembrini" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/Caffè-Propaganda-e-Settemb.jpg" alt="" width="500" height="668" /></p>
<p><strong>CAFFE&#8217; PROPAGANDA</strong>. Insomma, questo Caffè Propaganda vuole essere tante cose, ma riuscirà ad esserlo sempre e comunque, anche a locale strapieno? Vedremo, ma può ben darsi, del resto i nomi che ci sono dietro -Maurizio Bistocchi, Richard Ercolani e soprattutto Gianca, fondatore del Goa e del Ketumbar- sono quelli cui affiderei le sorti del pianeta Terra se queste dipendessero dal far funzionare un locale a Roma. Indipendentemente dal tasso di gastrofanatismo, che qui è senza dubbio elevato. Segno dei tempi.</p>
<p><strong>SETTEMBRINI</strong>. La carta dei vini è vivace, profonda e curiosa, insinua la voglia di sfogliare e ordinare, difficile che venga abbandonata sul tavolo, malgrado la cordialità del sommelier. Tre portate, a pranzo, escluso vino e coperto che non si pagano, 40 euro.</p>
<p>[<em>Crediti | Link: Caffè Propaganda, Settembrini, Parma &amp; Co, Stephane Betmon, Mariage Freres, testi | Caffè Propaganda: Fabio Cagnetti, Settembrini: Leonardo Romanelli</em>]</p>
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		<title>Next Opening Roma: Caffè Propaganda</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Nov 2011 13:21:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenza Fumelli</dc:creator>
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<p>Dal 20 di Novembre in poi ogni giorno è buono. Sembra che i &#8220;men at work&#8221; di Maurizio Bistocchi, imprenditore romano già ideatore dei <em>Replay Store</em> con il pallino dell&#8217;alta gastronomia, e Giancarlo Battafarano, proprietario di un giga-locale nel&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/primo-piano/next-opening-roma-caffe-propaganda/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-42101" title="Caffè propaganda" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/Caffè-propaganda.jpg" alt="" width="640" height="480" /></p>
<p>Dal 20 di Novembre in poi ogni giorno è buono. Sembra che i &#8220;men at work&#8221; di Maurizio Bistocchi, imprenditore romano già ideatore dei <em>Replay Store</em> con il pallino dell&#8217;alta gastronomia, e Giancarlo Battafarano, proprietario di un giga-locale nel quartiere di Testaccio, il <a title="GoaClub" href="http://www.goaclub.com/" target="_blank">Goa</a>, siano ormai prossimi alla fine: apre a Roma &#8220;Caffè Propaganda&#8221;,  in via Claudia 15. Colosseo a vista.</p>
<p><img class="aligncenter size-large wp-image-42103" title="tè copia" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/tè-copia1-419x600.jpg" alt="" width="419" height="600" /></p>
<p>Ecco quello che sappiamo:</p>
<p>- In cucina la consulenza è di Arcangelo Dandini, noto proprietario e chef dell&#8217;Arcangelo di Roma. Nessun primo chef, per il momento, ma una squadra addestrata per eseguire i piatti del ristoratore romano il cui motto è:  tradizione prima di tutto.</p>
<p>- Pasticceria e menù del bar affidati a una vecchia conoscenza dei golosi romani (ha da poco lasciato il  locale multi-gatro-funzionale in Prati, <a title="Settembrini" href="http://ristorantesettembrini.it/" target="_blank">Settembrini</a>):  Monsieur le Macaron: Stephane Betmon, apprezzato pasticcere francese.</p>
<p>- L&#8217;arredamento è tutto italiano con un occhio che guarda Parigi e l&#8217;altro New York. Le piastrelle in ceramica dell&#8217;Etruria sono in stile metro. Il bancone, da far impazzire di gioia qualsiasi barman, è in legno e zinco, direttamente dall&#8217; <a title="Atelier Nectoux" href="http://www.atelier-nectoux.fr/uk/" target="_blank">Ateliers Nectouxs</a></p>
<p><img class="aligncenter size-large wp-image-42104" title="Bancone copia" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/Bancone-copia-396x600.jpg" alt="" width="396" height="600" /></p>
<p>- L&#8217;apertura della cucina sarà, fatto insolito a Roma, a orario continuato dalle 12 am alle 12 pm, si mangia con la carta del bar (quella a cura di Stephane Betmon): piatti caldi, sfizi, panini, salumi d&#8217;eccellenza. Naturalmente c&#8217;è anche il menù gourmet di Arcangelo Dandini, più complesso e strutturato.</p>
<p>- Da mane a sera si potrà usufruire della pasticceria: tè e tisane, cocktail realizzati da un giovane barman della scuola Mixology e ampia carta dei vini con sezione dedicata ai Vini <span style="text-decoration: line-through;">Talebani</span> Naturali.</p>
<p><img class="aligncenter size-large wp-image-42109" title="sala copia" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/sala-copia-419x600.jpg" alt="" width="419" height="600" /></p>
<p>- Il menù del Caffè Propaganda sarà stampato una volta a settimana e donato ai clienti sottoforma di quotidiano da sfogliare. All&#8217;interno ricette, racconti, approfondimenti sui prodotti. In due lingue per avvantaggiare il turista.</p>
<p>- Gli spazi principali saranno 4: un dehor, una sala con circa 80 sedute, uno spazio relax- caffetteria e naturalmente, l&#8217;ingresso con il grande bancone.</p>
<p>Per ora questo è quanto siamo riusciti a sapere. Che ne dite? <strong>Riusciranno i nostri eroi a rapire cuore e portafogli dei gastrofanatici capitolini? Settembrini restarà solo un ricordo sbiadito?</strong></p>
<p>[<em>Crediti | Goa, Settembrini, Atelier Nectoux, immagini: Lorenza Fumelli</em>]</p>
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		<title>Aliberti e Dissapore regalano &#8220;Memoria a mozzichi&#8221; di Arcangelo Dandini</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jul 2011 08:12:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Bernardi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Se l&#8217;iscrivono al campionato delle più inarrivabili. mangiatoie di cucina romana. ever., non è che uno possa fare un plissé. Parlo di Arcangelo, il ristorante di Arcangelo Dandini nel cui menu figura un bizzarro capitolo: &#8220;<strong>la guerra al pepe</strong>&#8220;. Non&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/cucina/aliberti-e-dissapore-regalano-memoria-a-mozzichi-di-arcangelo-dandini/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-36917" title="Memorie a mozzichi" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/MEMORIA-A-MOZZICHI_cover_LOW.jpg" alt="" width="291" height="433" />Se l&#8217;iscrivono al campionato delle più inarrivabili. mangiatoie di cucina romana. ever., non è che uno possa fare un plissé. Parlo di Arcangelo, il ristorante di Arcangelo Dandini nel cui menu figura un bizzarro capitolo: &#8220;<strong>la guerra al pepe</strong>&#8220;. Non c&#8217;era pepe nell&#8217;amatriciana originale, tantomeno nella gricia, per cui <a title="Puntarella Rossa" href="http://www.puntarellarossa.it/2011/07/07/cacio-e-pepe-arcangelo-versus-allan/" target="_blank">pepe zerovirgola anche oggi</a>. La carbonara? Non è un piatto romano. Il bacon, poi diventato  guanciale, ce l&#8217;hanno messo gli americani nel &#8216;45. La cacio e pepe? Figurarsi, troppo semplice per i Papi, troppo costosa per il popolo. Trovate questi e altri inconfessabili punti di vista sulla cucina romana in <a title="Amazon.it" href="http://www.amazon.it/MEMORIA-MOZZICHI-RICETTE-Gargantua-Pantagruel/dp/8866260045/ref=sr_1_1?ie=UTF8&amp;qid=1310456338&amp;sr=8-1" target="_blank">Memoria a Mozzichi, le ricette della cucina romana</a> (rilegato, 254 pagine, 16 €), il libro per Aliberti Editore scritto da Arcangelo Dandini con Betta Bertozzi, autrice televisiva e commentatrice di preistorici blog enogastro.</p>
<h3>DISSAPORE REGALA MEMORIA A MOZZICHI</h3>
<p>Arcangelo Dandini non ha nulla contro il pepe o le inesattezze sulla cucina romana, purchè i due fenomeni non si presentino contemporaneamente. Invece ognuno di voi &#8212; lo so &#8212; ha almeno un vero nemico nelle cose edibili o potabili. <strong>Qualcosa che non mangerebbe nemmeno se lo pagassero</strong>. Orsù, non fate i sussiegosi e diteci cos&#8217;è. Regaliamo 3 copie di “Memoria a mozzichi” a chi lascia i commenti  migliori entro le 24 di domani 13 luglio, non siate  telegrafici.</p>
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		<title>Festa a Vico &#124; Gli chef stellati scelgono i 10 migliori piatti degli chef emergenti</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jun 2011 15:18:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenza Fumelli</dc:creator>
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<p>E finalmente qui a Vico si è cominciato a fare sul serio. Ieri sera il Bikini, lo stabilimento balneare di Vico Equense, ha ospitato la prima delle due serate dedicate agli assaggi, quella dal titolo &#8220;è solo l&#8217;inizio&#8221; per&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/primo-piano/festa-a-vico-gli-chef-stellati-scelgono-i-10-migliori-piatti-degli-chef-emergenti/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-35349" title="Festa al Bikini" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/bikini1.jpg" alt="" width="700" height="526" /></p>
<p>E finalmente qui a Vico si è cominciato a fare sul serio. Ieri sera il Bikini, lo stabilimento balneare di Vico Equense, ha ospitato la prima delle due serate dedicate agli assaggi, quella dal titolo &#8220;è solo l&#8217;inizio&#8221; per chef emergenti e per ristoranti appena avviati. Il colpo d&#8217;occhio è pazzesco: un gigantesco e affollatissimo villaggio vacanze per gourmet con più di 50 banchetti in stile street food occupati da altrettanti giovani e talentuosi chef. C&#8217;è persino l&#8217;animazione: un dj-set a cura dei musicisti Roy Paci e Pau dei Negrita (foto in basso a sinistra)</p>
<p>Il gioco funziona così: bicchiere-muniti, gli ospiti si spostano da un banchetto all&#8217;altro dove gli chef preparano e servono il piatto scelto per la Festa. All&#8217;inizio non è facile capire cosa vale davvero la pena assaggiare e la certezza è quella di non poter testare tutte le offerte. Ma basta aspettare una mezz&#8217;ora e le voci tra gli ospiti cominciano a girare incontrollate.</p>
<p>Tra tutte le opinioni, ho scelto di affidarmi a 10 giudici di eccezione che hanno decretato <strong>i 10 piatti migliori della serata</strong> (secondo loro e sulla base degli assaggi fatti). Alle loro scelte voglio aggiungere le proposte di due chef con base a Roma: le Ali di Galletto, curry e ananas di Roy Caceres del Metamorfosi e il Raviolo cacio e pepe con carciofi, gamberi e limoni di Luigi Nastri di Settembrini. Buonissimi entrambi i piatti.</p>
<p>Cominciamo:</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-35350" title="Andrea Berton e il suo piatto" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/a.berton.jpg" alt="" width="700" height="264" /></p>
<p>Lo chef del Trussardi alla Scala, l&#8217;altissimo Andrea Berton, si è preso una cotta per la piadina dei ragazzi della comunità di Sampa. Io ho provato la combinazione fontina e pancetta, ottima.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-35351" title="Moreno Cedroni e il suo piatto" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/cedroni1.jpg" alt="" width="700" height="264" /></p>
<p>Moreno Cedroni, lo chef della Madonnina del Pescatore di Senigallia, ha scelto l&#8217;hamburger alla piastra di Lorenzo Cogo, ristorante El Coq di Marano Vicentino (VI). Piccolo ma davvero esplosivo.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-35352" title="Mauro Uliassi e il suo piatto" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/uliassi1.jpg" alt="" width="700" height="264" /></p>
<p>Anche l&#8217;altro grande Chef della cittadina marchigiana, Mauro Uliassi, ha gradito la carne: il mini-burger tre fegati di Gionata Rossi, ristorante Ossidiseppia di Firenze. Goloso.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-35353" title="Roy Paci e Roberto Liberati" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/paci-liberati.jpg" alt="" width="700" height="265" /></p>
<p>Uno dei piatti più acclamati della serata è stato quello di Adriano Baldassare del nuovo Salotto Culinario di Roma: Vico incontra l&#8217;Egeo. Si tratta della insolita combinazione tra testina di maiale e Scampo.  E&#8217; anche la scelta di Roy Paci e del Macellaio romano Roberto Liberati, omonima Bottega.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-35354" title="Piergiorgio Parini" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/parini.jpg" alt="" width="700" height="263" /></p>
<p>Altro piatto forte della serata dedicata agli emergenti è  la Rapa affumicata della chef Antonia Klugmann, Antico Foledor Conte Lovaria, Pavia di Udine. Per Piergiorgio Parini, chef del Povero Diavolo di Torriana, questa è stata la portata migliore in assoluto.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-35356" title="Pau e Arcangelo Dandini" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/pau1.jpg" alt="" width="700" height="264" /></p>
<p>Per Pau, cantante dei Negrita, il vincitore è uno solo: il romano Arcangelo Dandini con i suoi magnifici Supplì.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-35357" title="Teo Musso" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/teomusso.jpg" alt="" width="700" height="264" /></p>
<p>Il birraio Teo Musso ha fatto invece una scelta de panza: tra tutti i banchetti, la signora del ristorante &#8216;e Curti in provincia di Napoli lo ha conquistato oltre ogni apsettativa con il suo ragù d&#8217;agnello e piselli.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-35358" title="Antonino Cannavacciuolo e il suo piatto" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/cannavacciuolo.jpg" alt="" width="700" height="264" /></p>
<p>Antonino Cannavacciuolo ha selezionato un altro ragù, quello Secondo Riccardo realizzato dallo chef <em>resident</em> del Bikini Domenico De Simone. Squisito.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-35359" title="Marco Bolasco" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/bolasco1.jpg" alt="" width="700" height="264" /></p>
<p>Infine, il curatore delle guide Slow Food, Marco Bolasco, ha optato per la Cipolla di zucchero soffiato ripiena di formaggio di capra fresco e cipolla caramellata, uno dei piatti più amati dagli ospiti della serata, realizzato da chef Mattias Perdomo de Al Pont De Ferr di Milano.</p>
<p>Se eravate presenti ieri sera al Bikini, lasciate la vostra opinione perché nessuno di noi ha potuto assaggiare tutto, quindi bisogna raccogliere il maggior numero di testimonianze per elaborare un giudizio verosimile. Per chi non ci era: spero che il racconto possa servire per immaginare in quale paradisiaco inferno siamo caduti noi qui, e il deliro sta per ricominciare.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-35360" title="Colazione a Vico " src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/colazione-1.jpg" alt="" width="700" height="523" /></p>
<p>In attesa della serata di questa sera, quella dei Big, all&#8217;Hotel Moon Valley di Vico ho consumato una strepitosa colazione realizzata, tra gli altri, dal pasticcere Franco Aliberti di Vite, San Patrignano. Così. Tanto per iniziare bene la giornata!</p>
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		<title>8 novità imperdibili dell&#8217;inverno romano 2011</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Dec 2010 16:33:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimiliano Tonelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Di cosa si parlerà  a Roma a cavallo tra 2010 e 2011? Dove si ritroverà la folla incontrollabile dei <em>foodie</em> capitolini? Quali sono le novità imperdibili della città italiana più gastrovivace del momento? Sopriamole insieme.</p>
<p></p>
<p>LA CUCINA. Di <strong>Roy</strong>&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/mangiare-fuori/8-novita-imperdibili-dellinverno-romano-2011/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Di cosa si parlerà  a Roma a cavallo tra 2010 e 2011? Dove si ritroverà la folla incontrollabile dei <em>foodie</em> capitolini? Quali sono le novità imperdibili della città italiana più gastrovivace del momento? Sopriamole insieme.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-28615" title="Roy Caceres del ristorante Metamorfosi" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/ROY-CACERES-foto-Altissimoceto1.jpg" alt="" width="468" height="312" /></p>
<p>LA CUCINA. Di <strong>Roy Caceres</strong> al ristorante Metamorfosi, zona Parioli. Davvero dovrebbe andare qualcosa molto, ma molto storto, se di questo ristorante non si sentisse parlare nelle prossime settimane. Perché, nonostante l’atmosfera del locale non sia proprio quella che ci piace, l’impronta di questo chef che ha conquistato <em>l’asterisco gommato</em> alla Locanda Solarola e che fino a pochi mesi fa ha fatto faville al ristorante Pipero di Albano Laziale, è di grandissimo impatto. Con aspirazioni, sulla piazza romana, diciamo da Top Five. Esagerato?<a title="Metamorfosi" href="www.metamorfosiroma.it" target="_blank"> Metamorfosi</a><em>, Via Giovanni Antonelli 30</em>.<br style="clear: both;" /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-28621" title="Il Tricolore di Roma" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/Schermata-2010-11-27-a-07.34.391.png" alt="" width="468" height="351" />IL CROISSANT. <strong>Di Tricolore</strong>, nuova scuoladicucina-negoziettofoodie-cateringchic-paninotecagurmé. Pluriosannato dai blog di ogni terra emersa, questo posticino nel Rione Monti non aspetta altro che qualcuno bussi alla sua finestrella di vetro e che richieda, a seconda dell’orario, un po’ di pane di altissimo lignaggio, un cornetto e un panino imbottito di robe molto buone. Ma il must dell’inverno 2011 sarà il loro <strong>croissant al burro francese</strong>. Dopo l’eccesso di precipitazioni piovose, sicuramente l’argomento più dibattuto in città nell’ultima settimana. Che la sfida <a title="Tricolore" href="http://www.tricoloremonti.it/" target="_blank">Cristalli di Zucchero vs Settembrini Cafè</a> apparecchiata da Dissapore qualche tempo fa, sia già roba da rottamare? <em><a title="Tricolore" href="http://www.tricoloremonti.it/" target="_blank">Tricolore</a>, Via Urbana 126</em>.<br style="clear: both;" /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-28620" title="OS Club di Roma" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/OSCLUB1.jpg" alt="" width="468" height="311" />IL BRUNCH. <strong>Da</strong> <strong>OsClub</strong>, se smette di piovere, beninteso. Il luogo, è bene dirlo per non creare troppe aspettative, deve ancora rodare. Non dal punto di vista della cucina che gira come un orologio sull’oliato meccanismo di Iolanda che qui si è trasferita proponendo una linea gourmet e una più <em>hosterieggiante</em>, ma piuttosto sull’ambiente, sul layout degli spazi, sull’illuminazione (grr!!!), sulla divisione dei compiti. Siamo nel cuore del Colle Oppio, a uno sputo dal Colosseo e dentro un parco di pini secolari che guardano alle Terme di Traiano e alla Domus Aurea; tutto questo fuori, ma dentro? Cosa siamo, anzi dove siamo dentro l’OsClub? In un lounge, in una discoteca, in un negozio gourmet, in un ristorante gastronomico? Insomma in un posto trendy o in un posto goloso? O tutte e due le cose insieme con tutte le complicazioni per metterle insieme? Aspettando di trovare la quadra, benvenuti al brunch domenicale: Os ha un dehor che non teme confronti e se i finesettimana regaleranno qualche raggio di sole non ci sarà assolutamente partita. Scommettiamo? <em><a title="Os Club" href="http://www.osclub.it/home-page" target="_blank">Os Club\Iolanda</a>, Via delle Terme di Traiano 4a</em>.<br style="clear: both;" /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-28616" title="Il ristorante del Macro" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/MACRO-RISTORANTE.jpg" alt="" width="468" height="312" />LA CENA. <strong>Nel nuovo ristorante del Macro</strong>. Ehssì, a Roma apre una nuova pappatoia dentro ad un museo, con buona pace dell’Antonello (Colonna) nazionale. Sarà dentro il Macro, presso Porta Pia, in un’architettura unica per Roma griffata dall’archistar francese Odile Decq. Volete la notizia? Bhe, gira voce che a cucinare (il caterer Nicolai in cooperation col Gambero Rosso gestiscono il nuovo locale) sarà Marco Milani, nome noto ai gourmet romani più attenti. Primo servizio in assoluto per la blindatissima cena voluta da Enel il 2 dicembre. Opening ad inviti il 3 e poi, dal 4 dicembre si dovrebbe partire con l’apertura al pubblico. <em><a title="Museo Macro" href="http://www.macro.roma.museum/" target="_blank">Museo Macro</a>, Via Nizza angolo Via Cagliari</em>.<br style="clear: both;" /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-28614" title="Il Percento a Roma" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/PERCENTO.jpg" alt="" width="468" height="312" />IL KOSHER. <strong>Di Percento</strong>. Confessiamolo, ancora non lo abbiamo provato. Però gente di cui ci fidiamo ne parla niente male. Si tratta di un nuovo concetto –e già questo basterebbe per una visita- di ristorante kosher. Dietro i fornelli una giovane promessa direttamente da Tel Aviv, tal Michal Levy. Sarà la cucina ebraica più hype dell’inverno? <em>Percento, Via Sora 48</em>.<br style="clear: both;" /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-28659" title="Caffè Settembrini" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/settembrini-insegna.jpg" alt="" width="468" height="363" />IL GELATO. <strong>Da Settembrini Cafe</strong>. Sì, ancora lui. Chiaramente non ci troviamo nella stagione migliore per coni e coppette. Si pela di freddo e su sette giorni che servono per fare una settimana, otto son piovosi. Però una nota la volevamo fare anche sul gelato, perché si è parlato tanto tanto del nuovo concetto di <em>bar by Settembrini</em>, ma mai o quasi si è accennato che questo luogo è anche un&#8217;eccellente gelateria (e presto, dall’altra parte della strada, il gelato avrà il suo locale autonomo, tra l’altro). E allora noi vogliamo sbilanciarci: nel prossimo trimestre i forzati della novità-a-tutti-i-costi il gelato lo verranno a divorare qui. Per arrivare a casa degli amici con una vaschetta di squisitezze e pigliarsi lo sfizio di dire “buono eh? Non è né della Fatamorgana, né di Torcé, né di San Crispino, né del Settimo Gelo e né di chiunque altro vi possa venire in mente. Indovinate un po’…”. <em><a title="Ristorante Settembrini" href="http://www.ristorantesettembrini.it/" target="_blank">Settembrini Caffe</a>, Via Settembrini 27</em>.<br style="clear: both;" /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-28618" title="Il Conter di Roma" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/CONTER.jpg" alt="" width="468" height="312" />L’APERITIVO. <strong>Da Conter</strong>. Da Conter, ma certo. Nuovo bar-concept all’angolo tra Via Merulana e Piazza San Giovanni in Laterano, ovvero come può essere un vecchio bar capitolino se decide di non perire sotto la scure della crisi e di ri-lanciare la propria immagine. Da Conter si viene per un buon lievito, per un caffe seduti in un ambiente giusto assai, per un pranzo veloce-ma-goloso, da qualche tempo per una cena, ma soprattutto per l’aperitivo. Quando, insomma, dalla cucina escono le specialità della casa che, guarda un po&#8217;, si sottotitola “pagnottelle e vino”. Le pagnottelle sono ‘contenitori’ di pane di farro dove inserire, a seconda dei casi, ricette di zucca&amp;taleggio o porcini&amp;patate. Una risposta ai celeberrimi e celebrati trapizzini? Ebbene sì. E poi, a sentire i bene informati, in cucina ci sarebbe lo zampino della brava Gaia Giordano, la stessa che stava al Convivio, da Glass, al Cuoco Nero e che oggi è residente presso l’ottimo (e troppo poco chiacchierato) Satollo. <em>Conter, Piazza di San Giovanni in Laterano</em>.<br style="clear: both;" /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-28619" title="Arcangelo Dandini" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/28827_1383161233566_1668035190_880549_6595993_n.jpg" alt="" width="468" height="351" />IL TRASLOCO. <strong>Di Arcangelo</strong>. Ops, c’è sfuggita una notizia riservata. Vabe, ormai l’abbiamo detto. Arcangelo Dandini, seccato di mancare l’appuntamento con la stella francese solo e soltanto per colpa di un locale forse non all’altezza della sua cucina, si sposta di là dal fiume. E si sposta con… Gusto, dopo averci pensato su 28 volte (sì, sì, è un messaggio cifrato). Abbiamo sbagliato previsione? Non sarà questo il trasloco dell’inverno. Beh, pace: sbaglia solo chi rischia, no?<br style="clear: both;" /></p>
<p>[<em>Fonti: Metamorfosi, Tricolore, Os Club, Museo Macro, Settembrini, immagini: Facebook, Viaggiator Gourmet</em>]</p>
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		<title>(Quasi) tutto quello che avreste voluto sapere del Dissapore Day di Roma</title>
		<link>http://www.dissapore.com/primo-piano/tutto-quello-che-avreste-voluto-vedere-al-dissapore-day-di-roma/</link>
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		<pubDate>Mon, 22 Mar 2010 07:01:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio Cortese</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><em><span style="font-size: 80%;">Con la scusa di ringraziare i lettori che hanno affollato il Dissapore Day di Roma, parliamo di noi: ettipareva. Ce ne scusiamo, ma con il video e le prime foto è ufficialmente aperta la ego-section. </span></em><em> </em></p>

<p style="text-align: left;"><em></em>&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/primo-piano/tutto-quello-che-avreste-voluto-vedere-al-dissapore-day-di-roma/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><span style="font-size: 80%;">Con la scusa di ringraziare i lettori che hanno affollato il Dissapore Day di Roma, parliamo di noi: ettipareva. Ce ne scusiamo, ma con il video e le prime foto è ufficialmente aperta la ego-section. </span></em><em> </em></p>
<div style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="510" height="300" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/uA2fqumv420&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="510" height="300" src="http://www.youtube.com/v/uA2fqumv420&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></div>
<p style="text-align: left;"><em> </em>E’ stata la settimana più difficile. Una settimana trascorsa a organizzare il <em>Dissapore Day</em> e nel frattempo, giusto per renderci la vita più semplice, a rivoluzionare il nostro piccolo network gastronomico. Risultato? <em><span id="more-17533"></span></em>Siamo rimasti quasi tre giorni al buio ma forse ne è valsa la pena. Restyling grafico, l&#8217;arrivo del foodblog <a title="Spigoloso" href="http://www.spigoloso.com/" target="_blank">Spigoloso</a>, e <a title="Papero Giallo" href="http://blog.paperogiallo.net/" target="_blank">Papero Giallo</a> di Stefano Bonilli, il papà di tutti i gourmet, che ora fa parte della squadra. Weekend di bagordi meritato, speriamo.</p>
<p><em><img class="aligncenter size-full wp-image-17556" title="Dissapore Day" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/4450943081_f8f795bbe2_o1.jpg" alt="" width="333" height="500" /></em></p>
<p>Tutto è cominciato lo scorso venerdì pomeriggio con una birra all’<a title="Open Baladin" href="http://www.openbaladin.com/" target="_blank">Open Baladin</a>, nella nuova sede romana.</p>
<p><em><img class="aligncenter size-full wp-image-17536" title="Open Baladin, Roma" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/4393648772_3d2aaacf69.jpg" alt="" width="500" height="375" /></em></p>
<p>Breve ma obbligatoria sosta da <a title="Roscioli" href="http://www.anticofornoroscioli.com/ristorante.htm" target="_blank">Roscioli</a>, risto-gastronomia conosciuta nell&#8217;ambiente come &#8220;ufficio&#8221; di Stefano Bonilli per prelevare l&#8217;ex direttore del Gambero Rosso. Alessandro Roscioli sa trattare molto bene gli amici degli amici. Un assaggio di cacio e pepe per tutti.</p>
<p><em><img class="aligncenter size-full wp-image-17537" title="Assaggio di Cacio e Pepe di Roscioli a Roma" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/242.jpg" alt="" width="500" height="280" /></em></p>
<p>Pochi metri e siamo in Via dei Chiavari per la cena al ristorante &#8220;<a title="Il Sanlorenzo" href="http://www.ilsanlorenzo.it/" target="_blank">Il Sanlorenzo</a>&#8220;, <em>corner fish</em> di Enrico Pierri, napoletano trapiantato a Roma. Scoperta della serata, le vongole. Queste.</p>
<p><em><img class="aligncenter size-full wp-image-17538" title="Le formidabili vongole del ristorante San Lorenzo di Roma" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/314.jpg" alt="" width="500" height="280" /></em></p>
<p>Provengono dal lago di Caprolace, dalle parti di Sabaudia. Si trovano in bacini dove confluiscono acqua dolce di lago e salata di mare. Non le cercate in giro, non le troverete. Un’ottima cena subito digerita grazie allo sforzo fisico compiuto per separare il nostro esperto di mitili, Antonio Tomacelli da Cerignola, dalle vongole del <em>Sanlorenzo</em>.</p>
<p>Il giorno dopo, sabato 20 marzo è il &#8220;D-Day&#8221;. Eccoci al ristorate &#8220;<a title="Open Colonna" href="http://www.opencolonna.it/home.asp" target="_blank">Open Colonna</a>&#8220;, ore 13.</p>
<p><em><img class="aligncenter size-full wp-image-17539" title="La porta rossa che conduce all'ultimo piano dell'Open Colonna" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/414.jpg" alt="" width="500" height="456" /></em></p>
<p>Arrivano i nostri: Antonio Tomacelli, Alessandro Morichetti, Giulia Graglia.</p>
<p><em><img class="aligncenter size-full wp-image-17541" title="Antonio Tomacelli, Alessandro Morichetti, Giulia Graglia" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/510.jpg" alt="" width="500" height="280" /></em></p>
<p>Ci sono anche due fotografi VERI per l’occasione. Maurizio Camagna e Michele Tabozzi.</p>
<p><em><img class="aligncenter size-full wp-image-17543" title="Maurizio Camagna e Michele Tabozzi" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/94.jpg" alt="" width="500" height="424" /></em></p>
<p>L&#8217;esperto di chef e ristoranti Leonardo Ciomei con signora.</p>
<p><em><img class="aligncenter size-full wp-image-17544" title="Leonardo Ciomei e signora" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/76.jpg" alt="" width="500" height="280" /></em></p>
<p>L&#8217;arrivo dei lettori.</p>
<p><em><img class="aligncenter size-full wp-image-17545" title="I lettori di Dissapore arrivano all'Open Colonna" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/64.jpg" alt="" width="500" height="280" /></em></p>
<p>Il fedelissimo lettore Errico.</p>
<p><em><img class="aligncenter size-full wp-image-17546" title="Il lettore Errico" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/81.jpg" alt="" width="500" height="280" /></em></p>
<p>Una carbonara a Cuba. Il commentatore Massimo D’Alma e Dania.</p>
<p><em><img class="aligncenter size-full wp-image-17549" title="Il lettore Massimo D'Alma e Dania" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/1312.jpg" alt="" width="500" height="296" /></em></p>
<p>Piccoli gourmet crescono. Ecco Gea.</p>
<p><em><img class="aligncenter size-full wp-image-17550" title="La piccola Gea" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/102.jpg" alt="" width="375" height="498" /></em></p>
<p>Un grazie al padrone di casa, Antonello Colonna. Alcuni appassionati lasciano in custodia i loro sigari in questi cassetti nel “Humidor” dell’Open Colonna. Il più prezioso vale ottomila euro. Soldi in fumo? Chi non ha provato l&#8217;aroma di un “Gran fumata vintage Davidoff Dom Perignon 1986”, non può saperlo.</p>
<p><em><img class="aligncenter size-full wp-image-17553" title="Antonello Colonna e i sigari nell'humidor" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/1110.jpg" alt="" width="500" height="294" /></em></p>
<p>Ci sarebbe piaciuto fotografare i piatti di Antonello Colonna o le magiche pizze di <a title="Adesso mi diverto" href="http://adessomidiverto.blogspot.com/" target="_blank">Gabriele Bonci</a> ma alla fine della scala che conduce alla nostra sala, i volenterosi addetti al servizio armati di vassoi, hanno sempre trovato una dogana molto severa. Solerti gourmet che hanno puntualmente sequestrato la preziosa merce. Fortunatamente, non ci sono stati presidi tra la cucina di Arcangelo Dandini e i nostri tavoli.</p>
<p>Ore 21 al ristorante L&#8217;Arcangelo.</p>
<p><em><img class="aligncenter size-full wp-image-17554" title="Spaghetti con l'aglio rosso di Arcangelo Dandini" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/IMG_0624okok1.jpg" alt="" width="341" height="500" /></em></p>
<p>Meno male che nessuno ci ha visto. Cosa penserebbe una persona normale di 35 “gastrofanatici” che fotografano all&#8217;unisono dei favolosi spaghetti invece di sbafarseli all&#8217;istante? Vogliamo parlare poi del fiume di Primitivo di Manduria e di Negroamaro (Soloperto, Taurino) che c&#8217;è voluto per dissetarli? Ecco il padrone di casa, Arcangelo Dandini, visibilmente soddisfatto. Perché tutti hanno apprezzato i suoi piatti oppure perché la Roma ha appena vinto quattro a due con l’Udinese?</p>
<p><em><img class="aligncenter size-full wp-image-17557" title="Arcangelo Dandini" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/147.jpg" alt="" width="500" height="280" /></em></p>
<p>La festa del primo compleanno di <em>Dissapore</em> è andata, ma non dovrete aspettare molto per la prossima. Seguiteci per scoprire quando e soprattutto dove. Già vi aspetta un battello&#8230;</p>
<p>[Riprese e montaggio video: Giulia Graglia. Link: Spigoloso, Papero Giallo, Open Baladin, Roscioli, Il Sanlorenzo, Open Colonna, Adesso mi diverto. Immagini: Maurizio Cortese, <a title="Sovversivi del gusto" href="http://sdg.simplicissimus.it/2009/09/22/arcangelo-dandini-questo-e-luomo-questa-la-materia/" target="_blank">Marco Salazotto</a>, <a title="Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/22879180@N00/4393648772/" target="_blank">Flickr/Bio</a>, <a title="Il canto del vino" href="http://cantodelvino.it/2010/03/21/dissapore-day-roma/" target="_blank">Michelangelo/Il Canto del vino</a>]</p>
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		<title>Quando a fare la recensione del suo ristorante è il cuoco</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 10:54:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Arcangelo Dandini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><span style="font-size: 80%"><em>Finora il racconto è stato un privilegio del critico, ma cosa succede quando un cuoco recensisce il suo ristorante? Abbiamo chiesto ad Arcangelo Dandini di riferire i piatti cucinati per noi di Dissapore. Attenzione parliamo di &#8220;Arcangelo&#8221;, il <strong>migliore ristorante</strong></em></span>&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/mangiare-fuori/quando-a-fare-la-recensione-del-suo-ristorante-e-il-cuoco/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 80%"><em>Finora il racconto è stato un privilegio del critico, ma cosa succede quando un cuoco recensisce il suo ristorante? Abbiamo chiesto ad Arcangelo Dandini di riferire i piatti cucinati per noi di Dissapore. Attenzione parliamo di &#8220;Arcangelo&#8221;, il <strong>migliore ristorante di cucina romana del mondo</strong>.</em></span></p>
<p>Mettevi comodi e rilassati, volendo dirvi che l&#8217;infanzia ha formato lo stile della mia  cucina e il modo in cui faccio la spesa, devo necessariamente passare per un breve racconto. Che è anche il resoconto di una cena che ho servito a quattro gourmet della squadra di <em>Dissapore</em>, capitati nel mio ristorante una sera d&#8217;inverno (parafrasando Italo Calvino). Un racconto che inizia da <em>Fiumé</em>, il cui nome significa animelle, metafora del Tevere simbolo di Roma; dell&#8217;aringa  affumicata, patrimonio prezioso per chi doveva conservare il cibo attraverso l&#8217;affumicatura (fumé/fiumé, scontato francesismo); e del <em>buondì Motta</em>, proprio  lui, attraverso la forma dialettale&#8221; fiju me&#8217;&#8221;( figlio mio), legato alla  colazione e al richiamo di mamma Anna.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-15002" title="Fiumé, un piatto di Arcangelo Dandini" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/IMG_0589comp2.jpg" alt="Fiumé, un piatto di Arcangelo Dandini" width="450" height="307" /><br />
Le animelle di gola di vitello le ho cotte insieme a  un battuto di salvia e rosmarino e un leggero brodo di zafferano. Opulente  animelle che verranno braccate da elementi ostili, amari e aromatici ma che non  cederanno il passo mai, finendo per cedere solo al vostro  palato.</p>
<p>Vi racconto poi del <em>Viaggio d&#8217;inverno a Rocca  Priora</em>, nel quale alcuni  ingredienti legati al territorio come le ramolacce (sorta di broccoletto selvatico) verranno servite  a mo&#8217; di frittata. O del <em>Panunto</em>, micropanino con la <a title="Gustoblog" href="http://www.gustoblog.it/post/3307/la-stringata" target="_blank"> stringata di maiale nero di Bernardino Lombardo</a>; oppure di una stuzzicante insalata &#8220;primo sale&#8221; di pecora, abbinata a pere acciughe e agrodolce. Tornando al <em>Viaggio d&#8217;inverno</em>, per me è una pietanza essenziale, quasi un madeleine. Rievoca le gite a cavallo che durando giorni interi necessitavano  di cibi facilmente trasportabili o eseguibili all&#8217;aperto con l&#8217;immancabile padella di ferro. E&#8217; facile da preparare e senza fronzoli. Bastavano due uova, uno spicchio di pecorino primo sale, una  pera, il guanciale stagionato (oggi sostituito dalla stringata di cui sopra), il pane, una quantità infinitesimale di salsa agrodolce, e le ramolacce che  crescevano e crescono ancora spontanee intorno ai miei amati colli romani. Bastava coglierle e condirle con il grasso del guanciale.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-15004" title="La preparazione della Carbonara di Arcangelo Dandini" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/carbonara_1.jpg" alt="La preparazione della Carbonara di Arcangelo Dandini" width="450" height="450" /><br />
Siamo arrivati alla pasta, e il deja vu si fonde  con la realtà. Ossignore, è arrivato il momento di parlare della cottura. Allora, quando parlo di cottura  della pasta fuoriesce il maniaco che è in me: non accetto compromessi. Per me il dente non e&#8217; un&#8217;indice ma un&#8217;ossessione che rievoca vecchie diatribe familiari (soprattutto con mio padre Stefano). Le discussioni duravano ore, basate su domande del tipo: &#8220;In un piatto di pasta conta più il condimento o la cottura? Il nodo della questione è l&#8217;esecuzione, non a caso la risposta era invariabilmente: &#8220;l&#8217;esecuzione è il risultato&#8221;. Punto.</p>
<p>Ma il grano della pasta, cioè la quintessenza  del sapore, si avverte di più se cuociamo la pasta vicino &#8220;al chiodo&#8221; (dente tenace), ma facendo così, c&#8217;è il rischio che la mantecatura risulti approssimativa, poco equilibrata. Domande, domande, domande che volteggiano nelle  teste dei puristi. Nel tempo ho scoperto che a essere fissati per la cottura della pasta sono davvero in tanti.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-15006" title="Rigatoni di Verrigni alla Carbonara cucinati da Arcangelo Dandini" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/carbonara_3.jpg" alt="Rigatoni di Verrigni alla Carbonara cucinati da Arcangelo Dandini" width="460" height="345" /><br />
Il racconto continua con il piatto più controverso  della cucina italiana: la carbonara. Da me preparata con i rigatoni  <a title="Verrigni" href="http://www.verrigni.com/storia.php" target="_blank">di Verrigni</a>. La storia o meglio, l&#8217;analisi della storia, ci porta alle  antiche origini abruzzesi della &#8220;cacio e ova&#8221;. Ma oggi, a quella ricetta aggiungiamo il guanciale, così lo scenario storica cambia. Cari gastrofanatici, eccoci negli United States of America, ci siamo appena svegliati e Rachel Ray sta  preparando la prima colazione in cucina. A parte gli scherzi, io la   &#8220;cacioeova cor guanciale&#8221;, la preparo sgrassando il guanciale (che gli  americani scambiarono per la loro pancetta/bacon, in quanto il guanciale, come  l&#8217;aringa, si affumicava al dolce fumo dei camini), manteco le uova a freddo  senza albume, aggiungo  il pecorino, un&#8217;inezia di pepe tostato al  momento&#8230; e amen!</p>
<p>Ora mi fermo un secondo e riprendo fiato perché nella famosa sera d&#8217;inverno il  ritmo di lavoro nel mio ristorante è aumentato, sono sull&#8217;uscio della cucina e decido: Rigatoni  di Verrigni alla Matriciana (scritto cosi, con la m). Simbolo della  cucina pastorale, urbanizzato per merito di un cuoco di Amatrice, anche questo  piatto prende spunto, anzi nasce, da una pietanza chiamata &#8220;cacio e unto&#8221; (aridaije cor pecorino). A Roma nella prima meta&#8217; dell&#8217;ottocento vennero  aggiunti il pomodoro e il peperoncino, cioe&#8217; tre, dico 3, sapori, cambiando in  maniera radicale l&#8217;impianto organolettico del piatto.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-15009" title="Il menù del ristorante Arcangelo di Roma" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/IMG_6893ok.jpg" alt="Il menù del ristorante Arcangelo di Roma" width="460" height="495" /><br />
Io preparo la matriciana sempre con l&#8217;adorata sauté di ferro (ritorna la padella), peggior conduttore di  calore a memoria d&#8217;uomo, che al solo contatto con il guanciale lo irretisce e lo  brunisce rendendolo croccante, non molle e incosistente (in questo caso il segreto è il  taglio, ma stavolta <em>nun me la canto</em>). Niente cipolla né tantomeno vino: francescana, asciutta, rigorosa nella sua semplicità, con quel  pizzico di peperoncino per dare vitalità alla dolcezza del pomodoro e  far risaltare la sapidità del pecorino. Siamo arrivati quasi alla fine, dico quasi perché il piatto che sto per raccontarvi  parla dei giorni nostri e dell&#8217;incontro con il &#8220;Michelangelo dei pizzaioli romani&#8221;, Gabriele Bonci. Massimo esperto di lievitazione e cuoco  dalle intuizioni geniali, talvolta vicino al parossismo sperimentale,  ma che davanti all&#8217; aglio rosso si commuove e inizia a balbettare.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-15008" title="Spaghettoni Benedetto Cavalieri all’aglio rosso e parmigiano stravecchio (dedicati a Gabriele Bonci da Arcangelo Dandini)" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/spaghettoni_31.jpg" alt="Spaghettoni Benedetto Cavalieri all’aglio rosso e parmigiano stravecchio (dedicati a Gabriele Bonci da Arcangelo Dandini)" width="460" height="344" /><br />
Ecco, Gabriele è la sintesi tra avanguardia e radici della tradizione. Il piatto che gli ho dedicato è: <em>Spaghettoni di  <a title="Il giornale del cibo" href="http://www.ilgiornaledelcibo.it/tra-frigo-e-dispensa/prodotto.asp?scheda=La+Pasta+Di+Benedetto+Cavaleri&amp;id=240" target="_blank">Benedetto Cavalieri</a>, aglio rosso, parmigiano stravecchio e mosto cotto.</em> Nel quale, gli  spaghetti con il grano di Maglie facilitano la passerella degli altri ingredienti, tutti così nervosi e a tratti esuberanti. La pasta con la cifra del  suo grano, leggasi dolcezza, assume il ruolo di arbitro imparziale tra gli  elementi aromatici, piccanti e sapidi. Come in un molle cuscino dove riposare, gli ingredienti si adagiano e  dormono cullati dal sapore.</p>
<p>Avrei  concluso, rimane il  dessert. L&#8217;<em>Anabasi</em>, sotto forma di torcione di fegato d&#8217;oca e biscotti Plasmon, è una vera regressione all&#8217;età infantile. Ricordi che puntano dritti all&#8217;apice  gustativo, il fegato d&#8217;oca, summa del delirio organolettico e  spiegazione del viaggio, dell&#8217;<em>Anabasi</em>. Sono partito dai biscotti plasmon per approdare al  fegato grasso. E così, cari gourmet, ho concluso. Arcangelo Dandini, Oste in Roma.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-15010" title="I supplì di riso extramenù preparati da Arcangelo Dandini" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/suppli_21.jpg" alt="I supplì di riso extramenù preparati da Arcangelo Dandini" width="460" height="603" /><br />
Immagini di Marco Salzotto e Francesco Arena (<a title="Scatti di gusto" href="http://www.scattidigusto.it/2010/01/14/rigatoni-spaghettoni-e-trippa-alla-maniera-dellarcangelo/" target="_blank">Scatti di Gusto</a>).</p>
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		<title>Quando (tornerete) a Roma. Il meglio della città in 10 indirizzi</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Aug 2009 08:57:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Bernardi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><span style="font-size: 85%"><em>10 posti da non mancare quando tornerete a Roma, scelti per </em><em>Dissapore</em> dalle biondissime <a title="Senza Panna" href="http://senzapanna.blogspot.com/" target="_blank">Daniela Delogu</a> e <a title="Il Cuoco Nero" href="http://mauriziosantin.blogspot.com/" target="_blank">Giulia Mancini</a>. Dove non indicato diversamente, le immagini sono di <a title="Flick &#124; Roberto</span>&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/mangiare-fuori/quando-tornerete-a-roma-il-meglio-della-citta-in-10-indirizzi/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 85%"><em>10 posti da non mancare quando tornerete a Roma, scelti per <em>Dissapore</em> dalle biondissime <a title="Senza Panna" href="http://senzapanna.blogspot.com/" target="_blank">Daniela Delogu</a> e <a title="Il Cuoco Nero" href="http://mauriziosantin.blogspot.com/" target="_blank">Giulia Mancini</a>. Dove non indicato diversamente, le immagini sono di <a title="Flick | Roberto Granatiero" href="http://www.flickr.com/photos/sarkio" target="_blank">Roberto Granatiero</a>, </em></span><span style="font-size: 85%"><em>uno dei fotografi più promettenti </em></span><span style="font-size: 85%"><em>tra gli specializzati in <em>Food&amp;Wine</em>.</em></span></p>
<p>TRATTORIE<br />
<strong>1) L&#8217;Arcangelo</strong> -  Via GG Belli 59/61.  Tel:  06 321.09.92.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-7528" title="Stefania e Arcangelo Dandini + la Carbonra dell'Arcangelo" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/arcangelodandini.jpg" alt="Arcangelo Dandini e la Carbonra dell'Arcangelo" width="606" height="300" /></p>
<p>Trattoria o Ristorante? Mah, il dubbio rimane.  Perché il locale è elegante, il servizio affabile, l&#8217;apparecchiatura raffinata, e per complicare le cose, i piatti della tradizione evolvono con buona creatività. Allora, trattoria o ristorante? Voi consigliatelo comunque il locale di Stefania e Arcangelo Dandini. Così, per non sbagliare. (Conto medio: 50€)</p>
<p><span id="more-7526"></span></p>
<p><strong>2) Trattoria Monti</strong> &#8211; Via di San Vito, 13a. Tel: 06 446.65.73.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-7529" title="L'ingresso della Trattoria Monti" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/trattoria-monti.jpg" alt="L'ingresso della Trattoria Monti" width="449" height="300" /><span style="font-size: 85%"><em>Foto | Flickr &#8211; Utente | <a title="Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/photogourmet/1861209717/" target="_blank">Photogourmand</a></em></span></p>
<p>Per farvi un&#8217;idea della Trattoria Monti pensate alla sala da pranzo di una famiglia marchigiana che vive da tempo a Roma. Con annessa cucina a vista da dove escono cremini, olive fritte, la pasta tirata a mano dalla signora Franca, e per chiudere il pasto dolci di una bontà disarmante. Il servizio è cordiale, eccellente il rapporto qualità-prezzo. A pochi passi da S. Maria Maggiore, questo è il posto dove le cose si fanno per bene. (Conto medio: 35€)</p>
<p>RISTORANTI<br />
<strong>3) Glass Hostaria</strong> &#8211; Vicolo del Cinque, 58. Tel: 06 583.35.903. <a title="Glass Hostaria" href="http://www.glass-hostaria.com/" target="_blank">Sito</a>.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-7530" title="Cristina Bowerman, chef del Glass Hostaria" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/glass_granatiero.jpg" alt="Cristina Bowerman, chef del Glass Hostaria" width="450" height="300" /></p>
<p>Contrasto è la prima parola che mi viene in mente quando penso al ristorante guidato da Cristina Bowerman. Nell&#8217;arredo che pur tra vetro e acciaio, sposa perfettamente i colori caldi di Trastevere, e nel menù che cerca sapori inediti partendo da ingredienti tradizionali. L&#8217;attenzione per i particolari è maniacale, vedi impeccabile servizio navetta organizzato per ovviare all&#8217;annoso problema del parcheggio in centro. (Conto medio: 40€).</p>
<p><strong>4) All&#8217;Oro</strong> -Via Eleonora Duse, 1e. Tel. 06 979.96.907. <a title="All'Oro" href="http://www.ristorantealloro.it/default.aspx" target="_blank">Sito</a>.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-7531" title="Lo chef Riccardo Di Giacinto al lavoro nel suo ristorante: All'Oro. Accanto il Tiramisu di baccalà" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/alloro.jpg" alt="Lo chef Riccardo Di Giacinto al lavoro nel suo ristorante: All'Oro. Accanto il Tiramisu di baccalà" width="465" height="300" /></p>
<p>Riccardo di Giacinto ha lavorato con chef molto apprezzati come Ferran Adrià e Marco Pierre White, solo per nominarne due, assimilando la loro tendenza alla perfezione. Il ristorante è una piccola gemma dal design curato. Sui tavoli eleganti in legno scuro spiccano i 16 piatti che compongono il menù, cambiati continuamente. Il pane fatto in casa è buonissimo, i dolci tra i migliori di sempre. La carta dei vini è ridotta e include solo etichette italiane. (Conto medio: 50-60€)</p>
<p>SALUMERIE CON CUCINA<br />
<strong>5) Roscioli</strong> &#8211; Via dei Giubbonari, 21. Tel: 06 687.52.87. <strong>Il Forno e le specialità</strong>: Via dei Chiavari, 34. Tel: 06 686.40.45. <a title="Roscioli" href="http://www.anticofornoroscioli.com/homepage.htm" target="_blank">Sito</a>.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-7532" title="Roscioli: la Salumeria con cuina, uno dei fratelli, il Forno" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/roscioli1.jpg" alt="Roscioli: la Salumeria con cuina, uno dei fratelli, il Forno" width="405" height="444" /></p>
<p>Per i romani lo storico mercato di Campo de&#8217; Fiori incarna il piacere di fare la spesa. A pochi passi ci sono l&#8217;Antico Forno Roscioli che sforna pane, pizza, biscotti da 4 generazioni. E la salumeria con cucina dove i fratelli Pierluigi e Alessandro selezionano specialità alimentari che si possono acquistare o ritrovare come ingredienti della cucina succulenta. Si mangia al bancone o seduti ai richiestissimi tavoli. Una specie di paradiso del palato. (Conto medio: 50-60€)</p>
<p>ENOTECHE<br />
<strong>6) La Barrique </strong> &#8211; Via del Boschetto 41b. Tel 06 478.25.953.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-7533" title="Torta e vino da dessert all'enoteca La Barrique" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/barrique.jpg" alt="Torta e vino da dessert all'enoteca La Barrique" width="225" height="300" /></p>
<p>Molto amata da chi vuole bere bene il locale di Fabrizio Pagliardi ha proposte interessanti a tutte le ore. A pranzo, menu veloce con i piatti del giorno e la selezione di salumi e formaggi. Aperitivo sfizioso poi a cena, carpacci di cervo, di bovino biologico o di pesce. I dolci al cucchiaio si abbinano a una ricca scelta di vini da dessert fino al dopo-teatro. Impressionante scelta di etichette, italiane e straniere con predilezione per gli Champagne. (Conto medio: 25€).</p>
<p><strong>7) Casa Bleve</strong> &#8211; via del Teatro Valle 48/49. Tel: 06 686.59.70, <a title="Casa Bleve" href="http://www.casableve.it/" target="_blank">Sito</a>.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-7534" title="Casa Bleve " src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/casableve.jpg" alt="Casa Bleve " width="402" height="301" /><span style="font-size: 85%"><em>Foto | Flickr &#8211; Utente | <a title="Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/gavinz/979947770/" target="_blank">GavinZ</a></em></span></p>
<p>Sarebbe bello avere una casa così: spazi ampi, soffitti alti, ambienti di gusto vagamente liberty. E una carta dei vini pregevole, degustabile anche al bicchiere, cui si aggiunge il banco gastronomia con selezione di piatti freddi. Un luogo ameno per staccare dalla città ma proprio nel cuore della Roma ministeriale. In pochi altri posti al mondo una muro sbrecciato di epoca augustea convive con una cantina tecnologica dove è possibile affittare spazi per conservare le proprie bottiglie. (Conto medio: 35-40€).</p>
<p>BIRRA<br />
<strong>8 Bir &amp; Fud</strong> &#8211; via Benedetta 23. Tel: 06 589.40.16. Bottega Bir &amp; Fud: via Luca Valerio 41. <a title="Bir&amp;Fud" href="http://birefud.blogspot.com/" target="_blank">Blog</a>.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-7535" title="Bir&amp;Fud" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/birfud1.jpg" alt="Bir&amp;Fud" width="451" height="300" /><span style="font-size: 85%"><em>Foto | Flickr &#8211; Utente | <a title="Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/giuliaedenrico/2590205251/" target="_blank">Giulia e Enrico</a></em></span></p>
<p>Lavoro, passione e un po&#8217; di fortuna danno buoni risultati. E&#8217; stato così anche per Manuele Colonna, Leonardo di Vincenzo, Fabio Spada e Gabriele Bonci che unendo le reciproche forze hanno dato vita da qualche anno a Bir&amp;Fud. Si viene spesso, senza sapere se è per mangiare o solo per provare le birre della sterminata carta, tra le quali molte ottime italiane. Tanta scelta vi disorienta? Chiedete al personale, riceverete consigli preziosi. Le cose che non riuscite a provare, si possono comprare nel negozio di specialità che ha lo stesso marchio. (Conto medio: 25€).</p>
<p>PIZZA<br />
<strong>9) Pizzarium</strong> &#8211; Via della Meloria 43. Tel 06 397.45.416.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-7536" title="Gabriele Bonci da Pizzarium" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/pizzarium.jpg" alt="Gabriele Bonci da Pizzarium" width="400" height="300" /></p>
<p>Dopo aver iniziato la carriera come cuoco, Gabriele Bonci ha  scoperto il mondo della lievitazione naturale. Oggi la sua è una delle migliori pizze al taglio di Roma. Tra i motivi le materie prime sceltissime: farina, lievito madre, olio, pomodoro e mozzarella. Se trovate il banco vuoto significa che nel laboratorio c&#8217;è grande fermento. Arriveranno arancini e supplì cotti al momento con la coda alla vaccinara, tanto per fare un esempio, o le crocchette patate e baccalà. Dalla pizza di patate con la spolverata di tartufo bianco alla semplice pomodoroe mozzarella, tutto qui vi darà grande soddisfazione. Per chi ha sete c&#8217;è un&#8217;interessante scelta di birre artigianali. (Conto medio: 5-15€).</p>
<p>GELATERIE<br />
<strong>10) Gelato Torcè</strong> &#8211; Viale dell&#8217;Aeronautica, 105 Tel: 06 512.89.48. <a title="Il Gelato di Claudio Torcè" href="http://web.tiscali.it/ilgelatodiclaudiotor/" target="_blank">Sito</a>.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-7537" title="Il gelato all'azoto liquido di Claudio Torcé" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/1248451668688_00f94e27.jpg" alt="Il gelato all'azoto liquido di Claudio Torcé" width="450" height="300" /><span style="font-size: 85%"><em>Foto | Repubblica.it</em></span></p>
<p>Lo zabaione alla malvasia puntinata carezza la lingua quasi fosse velluto. Il limone con semi di papavero e un tocco di zenzero libera dall’arsura estiva. Il cioccolato <em>Araguani</em> porta il pensiero in Venezuela. Il gusto Ricotta, caffè e sambuca chiude la bocca dei romani. Anche i gusti salati hanno grande fascino: il cacio e pepe, le arachidi anche se il mio preferito è il gelato di riso nero con burro e sale. Una delle poche gelaterie italiane che prepara il gelato con l&#8217;azoto liquido. Per Claudio sta per iniziare l&#8217;avventura del franchising.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-7539" title="Daniela Delogu e Giulia Mancini" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/giulia1.jpg" alt="Daniela Delogu e Giulia Mancini" width="582" height="250" /></p>
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		<title>Roma &#124; L&#8217;Arcangelo e la scottante verità sulla pasta scotta</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Jun 2009 16:48:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Delogu</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mangiare Fuori]]></category>
		<category><![CDATA[amatriciana]]></category>
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		<category><![CDATA[Roma]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><em><span style="font-size: 85%">Se diciamo delle dosi esagerate d&#8217;invidia provate per l&#8217;amico che inizia a leggere un libro bellissimo, non so: L&#8217;Informazione di Martis Amis, vi immedesimate? Stessa cosa quando qualcuno va a <a title="Puntarella Rossa" href="http://puntarellarossa.blogspot.com/2009/04/larcangelo-via-belli-59-06-3210992.html" target="_blank">L&#8217;Arcangelo</a>, nostra &#8220;trattoria&#8221; di riferimento a</span></em>&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/mangiare-fuori/roma-larcangelo-e-la-scottante-verita-sulla-pasta-scotta/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><img class="alignleft size-full wp-image-5796" title="L'Arcangelo a Roma" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/l9272archangelo-big-2.jpg" alt="L'Arcangelo a Roma" width="335" height="251" /><span style="font-size: 85%">Se diciamo delle dosi esagerate d&#8217;invidia provate per l&#8217;amico che inizia a leggere un libro bellissimo, non so: L&#8217;Informazione di Martis Amis, vi immedesimate? Stessa cosa quando qualcuno va a <a title="Puntarella Rossa" href="http://puntarellarossa.blogspot.com/2009/04/larcangelo-via-belli-59-06-3210992.html" target="_blank">L&#8217;Arcangelo</a>, nostra &#8220;trattoria&#8221; di riferimento a Roma. Così, saputo che la blogger <a title="Senza Panna" href="http://senzapanna.blogspot.com/" target="_blank">Senza Panna</a> stava per farlo, le abbiamo chiesto di dirci come è andata.</span></em></p>
<p>Non è facile mangiare bene a Roma, molta offerta poca qualità. Il ristorante all&#8217;Arcangelo è un posto sicuro, da consigliare d&#8217;impeto per i piatti della tradizione  capitolina, come le famose carbonara e (a)matriciana, insieme alle altre proposte semplici e deliziose. Ma in Via Belli, a due passi da Piazza Cavour, si viene anche per il torcione  di foie gras con pane speziato e frutta caramellata o per dolci interessanti come il cioccolato bianco con un filo d&#8217;olio, e capperi nella versione con o senza  zenzero candito.</p>
<p>Questa volta però il mio piatto preferito è stato il baccalà messo sotto sale con la crema di patate. Le  stesse patate che <a title="YouTube" href="http://www.youtube.com/watch?v=bWPsyIUlZUM" target="_blank">Gabriele Bonci</a> (il &#8220;Michelangelo dei pizzaioli&#8221; secondo Vogue) mette nelle squisite pizze di Pizzarium, le ho riconosciute per il colore giallo oro e per il sapore  inconfondibile.</p>
<p>Ho mosso un unico appunto al patron Arcangelo Dandini, la cottura  della pasta. A me piace che sia al dente ma quella proposta dall&#8217;Arcangelo, secondo il gusto napoletano, è al limite della durezza. Una cosa che può non incontrare il favore di tutti.</p>
<p>Le  foto dei  piatti <a href="http://senzapanna.blogspot.com/2009/06/arcangelo.html">sono qui</a>. Quella qui sopra è di <a title="Dining City" href="http://www.diningcity.com/rome/ristorantelarcangelo21/index_it.jsp" target="_blank">Dining City</a>.</p>
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