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	<title>Dissapore &#187; bollito</title>
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		<title>Il pranzo della domenica. I bolliti</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Jan 2010 06:00:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Caffarri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p style="text-align: left;"><a href="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/cotechino2.jpg"></a>Sento già scricchiolare i gusci delle uova su cui sto camminando, mentre affronto l&#8217;enciclopedico tema del pranzo della domenica. Ma un buon food-jockey sa che non deve prendersi troppo sul serio, non è un giornalista nè uno speleologo&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/cucina/il-pranzo-della-domenica-bolliti/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><a href="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/cotechino2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-14306" title="Bolliti" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/cotechino2-300x200.jpg" alt="Bolliti" width="300" height="200" /></a>Sento già scricchiolare i gusci delle uova su cui sto camminando, mentre affronto l&#8217;enciclopedico tema del pranzo della domenica. Ma un buon food-jockey sa che non deve prendersi troppo sul serio, non è un giornalista nè uno speleologo degli ingredienti: è un ragazzo di campagna che racconta le cose raccolte qua e là, senza usare troppo Fratello Gugol. Ad esempio oggi non parleremo del <a href="http://www.osteriafrancescana.it/index_ita.html">bollito-non-bollito</a> di Massimo Bottura, uno dei piatti più citati commentati e straparlati degli ultimiseimila anni. Parleremo invece di quel bollito che in larghe fette d&#8217;Italia è stato fino a ieri, forse ieri pomeriggio tardi, il vero ed unico piatto della domenica.</p>
<p style="text-align: left;">Di certo lo era in Emilia per la sua duplice funzione: base per cuocere la pasta fresca, semplice o ripiena, e saggia pietanza di companatico. Dice: partenza con acqua fredda per avere un buon brodo, acqua calda per avere una buona carne. Non sono così sofistico da averne piena coscienza.</p>
<p>E&#8217; certo che con la composizione classica &#8211; un taglio da brodo di manzo, l&#8217;osso da gamba, un pezzo di gallina e gli odori &#8211; in un&#8217;ora emmezzo hai il tuo bel brodino: lo preferisco senza sale, da aggiustare alla fine, magari dopo averlo filtrato e fatto ritirare un poco. La carne sarà pronta in un tempo doppio e oltre, ma così il brodo ti resta limpido, e potrai farci cose assai fini come le tagliatelle in brodo, che sono sottilissimi tagli di pasta all&#8217;uovo spesso di risulta dalle sfoglie dei cappelletti.</p>
<p>Il bollito di casa non è un piatto complesso: queste poche varietà di carne vengono servite con l&#8217;appetitosa salsa verde d&#8217;acciughe e prezzemolo o la giardiniera di verdure. Lo puoi trovare integrato da cotechini o zamponi, o una delle mille versioni di cotenna ripiena: lo zucco, il vescovo, il cappello del prete. A Verona il bollito si serve con la pearà.</p>
<p>Molti ristoranti di varia umanità offrono i bolliti al carrello: non avremo più occasione di provare quello di Fini di cui si narrano epopee. I carrelli offrono molte referenze alle quali è difficile resistere: oltre ai manzi e alle galline per sommario esempio avrai la travolgente testina, rara e appagante, e le lingue,  In viaggio disordinato annotati <a href="http://www.clinicagastronomica.com/">Arnaldo &#8211; La Clinica Gastronomica</a>, a Rubiera tra Reggio e Modena o l&#8217;istituzione <a href="http://www.ristoranteciccarelli.it/">Ciccarelli </a>nei pressi di Verona: un tempo irrinunciabile trattoria della domenica oggi più ritrovo di <em>suv-drivers</em> ma sempre affidabile. Provato con gusto lo smisurato carrello di <a href="http://www.agostinocampari.com/">Agostino Campari</a> ad Abbiategrasso, che fa pranzo da solo, mentre si dice un gran bene del <a href="http://www.ilsambuco.it/appuntamenti.asp?lingua=ita">Sambuco</a> a Milano che dedica un giorno fisso -lunedì &#8211; solo al bollino, e mi manca.</p>
<p>Non è piatto da tutti i giorni, ma quando ribolle l&#8217;urgenza regala emozioni.</p>
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		<title>Torino, Italia. Multato il ristoratore che meritava una medaglia</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Apr 2009 12:11:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fiorenzo Sartore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>A naso—il vostro—questa è una storia vera o la favola della buonanotte? C&#8217;era una volta un ristoratore di Torino che voleva essere generoso. Nel suo ristorante, Il Grappolo, in via Cigliano, zona Corso Belgio, aveva deciso di vendere al prezzo&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/primo-piano/torino-italia-multato-il-ristoratore-che-meritava-una-medaglia/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2284" title="Mario Sasso, titolare del ristorante Il Grappolo di Torino" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/sasso01g.jpg" alt="Mario Sasso, titolare del ristorante Il Grappolo di Torino" width="300" height="230" />A naso—il vostro—questa è una storia vera o la favola della buonanotte? C&#8217;era una volta un ristoratore di Torino che voleva essere generoso. Nel suo ristorante, Il Grappolo, in via Cigliano, zona Corso Belgio, aveva deciso di vendere al prezzo simbolico di € 1 (uno), 2 (due) porzioni del suo bollito. Come dire, un bollito solidale. Nel quartiere ben presto la cosa si diffonde, e la sera pensionati e meno abbienti si mettono in coda per il bendidio a basso-costo. Il signor Mario, così si chiama, affigge un cartello giallo per notificare ai passanti la regalìa, e qui accade il fattaccio: il cartello non rispetta la norma, scatta l&#8217;esposto di un concittadino, e due gendarmi, anzi due agenti della municipale, arrivano e vergano un verbalone da 389 euri.</p>
<p>No, <a href="http://www.lastampa.it/Torino/cmsSezioni/cronaca/200904articoli/10182girata.asp">non si tratta di favola, ma di realtà</a>; capirlo è tanto più facile se chi legge è portatore sano di partita IVA, quindi abituato a simili nefandezze. Seguono considerazioni accessorie. La norma è sacra. Non possiamo metterci ad affiggere cartelli policromi in giro per la città, sia chiaro. Tuttavia.<br />
E&#8217; un po&#8217; di tempo che manco da Torino, e non so come sia messo il suo arredo urbano; spero meglio della mia città. Non so voi, ma se io mi guardo attorno non vedo il giardino dell&#8217;Eden, anche se i cartelli si piantano solo pagando adeguato tributo, io vedo una qualsiasi caotica metropoli occidentale con le centrali Enel, gli svincoli, le discariche, i riempimenti e altri obbrobri. Mi spiegate allora che senso ha tenere testa allo sfacelo multando un cittadino che meriterebbe una medaglia? Tutto questo, come scrive La Stampa, &#8220;nella Torino con l’acqua alla gola, i posti di lavoro che vanno in fumo, le pensioni che non bastano mai e le nuove povertà che s’affacciano&#8221;.</p>
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