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	<title>Dissapore &#187; degustazione alla cieca</title>
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		<title>Checchè tu ne dica, la Pepsi è più buona della Coca Cola. Firmato, le tue papille</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jun 2010 09:28:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara Porro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>C’è una vignetta dei Peanuts in cui Charlie  Brown sta bevendo una cioccolata calda, seduto in cucina. &#8220;Che buona  questa cioccolata&#8221; &#8211; pausa &#8211; &#8220;anche se sarebbe più buona con uno chalet  innevato intorno&#8221;. <a title="Intravino" href="http://www.intravino.com/vino/5-cose-da-non-fare-entrando-in-unenoteca-almeno-5/" target="_blank">Come si diceva</a>&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/cucina/checche-tu-ne-dica-la-pepsi-e-piu-buona-della-coca-cola-firmato-le-tue-papille/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-22118" title="coca-vs-pepsi" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/coke-vs-pepsi.jpg" alt="" width="414" height="246" />C’è una vignetta dei Peanuts in cui Charlie  Brown sta bevendo una cioccolata calda, seduto in cucina. &#8220;Che buona  questa cioccolata&#8221; &#8211; pausa &#8211; &#8220;anche se sarebbe più buona con uno chalet  innevato intorno&#8221;. <a title="Intravino" href="http://www.intravino.com/vino/5-cose-da-non-fare-entrando-in-unenoteca-almeno-5/" target="_blank">Come si diceva anche su Intravino</a>, il blog del <em>Dissapore</em> network dedicato al vino, è esperienza comune notare che il sapore di un cibo o di un vino è più o  meno buono a seconda del contesto &#8211; spesso succede in vacanza. (In  vacanza capita spesso anche con gli uomini, in realtà. In spiaggia  sembrano chissà che e quando li rincontri in città sono sciapi, una  delusione irrimediabile. Ma sto divagando). Quando diciamo che qualcosa &#8220;sembra&#8221; più buono, che cosa stiamo dicendo  veramente? Dal 1975 in avanti, la Pepsi ha finanziato un’iniziativa,  la “Pepsi Challenge”, che funziona così: si chiede a dei passanti,  selezionati casualmente, di assaggiare in una degustazione alla cieca un  bicchiere di Coca Cola e uno di Pepsi, e di indicare poi una  preferenza.</p>
<p>Risultato: significativamente più persone dicono di  preferire la Pepsi rispetto alla Coca Cola, una proporzione ribaltata  rispetto a quella che ottiene quando gli assaggiatori sanno quale delle  due bevande sia nel bicchiere. (Mi rendo conto che il test avalla  appieno la tesi della Pepsi, e quindi del committente, ma esperimenti  simili sono stati ripetuti da molte altre istituzioni, e i risultati  vanno nello stesso senso).</p>
<p>Tesi: il marketing aggressivo e capillare della Coca Cola persuade a tal  punto i consumatori della superiorità del prodotto da far loro  trascurare il messaggio proveniente dagli organi di senso, che dicono:  mi piace di più la Pepsi.</p>
<p>Ma si tratta davvero di una verità che trascuriamo, o è un’altra verità?</p>
<p>Pensiamo all&#8217;effetto placebo nei farmaci. Come è universalmente  noto, esiste un effetto reale legato all&#8217;assunzione di un farmaco  “finto” quando il paziente è convinto che il medicinale contenga un  principio attivo: con gli antidolorifici, il paziente dichiara di  sentire meno dolore. Ma è solo <em>convinto</em> di sentire meno dolore?  No, non funziona così, l&#8217;effetto placebo non rimane ad un livello  superficiale: effettivamente il dolore è diminuito. Questo avviene  perchè il cervello rilascia endorfine <em>alla sola idea</em> di stare  assumendo un antidolorifico.</p>
<p>Lo stesso accade con la Coca-Cola: il marketing non si limita a farci  &#8220;sospendere il giudizio&#8221;, bensì lo influenza in profondità e lo  modifica. Il livello emozionale si intreccia con il livello sensoriale e  dà un’impronta differente alla sensazione di piacere.</p>
<p>Quindi, dove si trova il sapore?  Non solo nelle papille gustative, ma anche nella corteccia prefrontale,  insieme alle cose che abbiamo imparato ad amare e a cui siamo  affezionati, <em>brand</em> inclusi. <a title="Social Cognitive and Affective Neuroscience" href="http://scan.oxfordjournals.org/content/3/1/1.full?sid=a687cbc1-683d-4177-9fbc-59f044bc1d67" target="_blank">Un articolo pubblicato sul prestigioso <em>Social  Cognitive and Affective Neuroscience</em></a> dice infatti che “i  danni alla corteccia prefrontale cancellano le differenze riferibili al  brand nelle preferenze rispetto alle bevande tipo cola” (questo era il  titolo: mitico. Voglio abbonarmi a <em>Social Cognitive and Affective  Neuroscience</em>!)</p>
<p>Insomma: la risposta alla domanda “che  sapore ha? È buono?” è una funzione del contesto in cui una pietanza o  una bevanda viene gustata, e cambia realmente quello che pensi ti  piaccia.</p>
<p>[<em>Fonti: Intravino, <em>Social Cognitive and Affective  Neuroscience,</em> immagine: <a title="Uyungs" href="http://uyungs.wordpress.com/2008/10/15/perang-merek-coca-cola-vs-pepsi/" target="_blank">Uyungs</a></em>]</p>
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		<title>D-Day &#124; Diario di viaggio del Dissapore Day</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 17:39:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Bernardi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><em>In Dissapore we trust</em>. Sì, va bene, potrebbe pensare il piccolo lettore, ma se avete organizzato il primo <em>D-Day</em> a Napoli, perché non ne parlate? Riprendersi da due giorni di favolosità richiede tempo, mettere insieme i pezzi, anche. (Ferrigno era&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/gallery/d-day-diario-di-viaggio-ai-tempi-di-twitter/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>In Dissapore we trust</em>. Sì, va bene, potrebbe pensare il piccolo lettore, ma se avete organizzato il primo <em>D-Day</em> a Napoli, perché non ne parlate? Riprendersi da due giorni di favolosità richiede tempo, mettere insieme i pezzi, anche. (Ferrigno era il preseparo o il pizzaiolo?). Epperò, sottolineato ancora una volta quanto lontani siamo dalla normalità, il momento è arrivato. Gustatevi la <em>gallery</em> con una precauzione. Certe foto farebbero morire di colesterolo una camerata intera di cardiologia. Enfasi su colesterolo.</p>
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		<title>Segnatevi la data &#124; Sabato 21 novembre è il D-Day</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 10:22:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Bernardi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Con il futuro incerto e il passato che è appunto, passato, viene facile ricordarsi del motivetto fatalista intonato da Doris Day ne <em>L&#8217;uomo che sapeva troppo</em> di Alfred Hitchcock. <span><span id="msgtxt5184407887">♫ </span></span><a title="Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Que_Sera,_Sera_%28Whatever_Will_Be,_Will_Be%29" target="_blank">Que sera, sera, whatever will be, will be</a> <span><span id="msgtxt5184407887">♫</span></span>. E&#8217;&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/primo-piano/segnatevi-la-data-sabato-21-novembre-e-il-d-day/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-10420" title="Napoli, pendino Santa Barbara" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/3948006911_c759c06271.jpg" alt="Napoli, pendino Santa Barbara" width="338" height="450" />Con il futuro incerto e il passato che è appunto, passato, viene facile ricordarsi del motivetto fatalista intonato da Doris Day ne <em>L&#8217;uomo che sapeva troppo</em> di Alfred Hitchcock. <span><span id="msgtxt5184407887">♫ </span></span><a title="Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Que_Sera,_Sera_%28Whatever_Will_Be,_Will_Be%29" target="_blank">Que sera, sera, whatever will be, will be</a> <span><span id="msgtxt5184407887">♫</span></span>. E&#8217; in momenti come questo, dice chi ci capisce, che cerchiamo gratificazioni con più passione di sempre. Istantanee e (se possibile) a basso costo. Dissapore propone il <strong>D-Day</strong>. “D-Day”, voi direte, che roba è? E&#8217; il giorno di <em>Dissapore</em>, 24 ore (o più) trascorse a fare cose che ci piacciono, tipo condividere l’entusiasmo per cibo&amp;cucina, cercando di spendere poco. Ma andiamo con ordine.</p>
<p><strong>Sabato 21 novembre</strong> alle <strong>12:30</strong> il primo D-Day comincia al <a title="Google Maps" href="http://maps.google.it/maps?f=q&amp;source=s_q&amp;hl=it&amp;geocode=&amp;q=piazza+domenico+maggiore+5-8,+napoli&amp;sll=40.840827,14.251328&amp;sspn=0.28259,0.555496&amp;ie=UTF8&amp;hq=&amp;hnear=Piazza+San+Domenico+Maggiore,+5,+80134+Napoli,+Campania&amp;ll=40.853455,14.254653&amp;spn=0,359.982641&amp;t=h&amp;z=16&amp;iwloc=A&amp;layer=c&amp;cbll=40.848644,14.254951&amp;panoid=ohBGkSmiMSUmfu6qGbKT2w&amp;cbp=12,257.12,,1,-1.87" target="_blank">Gran Caffè Aragonese</a>, in <strong>Piazza San Domenico Maggiore 5-8</strong> nel centro storico di <strong>Napoli</strong>. Siamo a pochi minuti (a piedi) dalla stazione centrale di Piazza Garibaldi, e a 10 minuti di taxi da Capodichino, l&#8217;aeroporto napoletano.</p>
<p>Saluti, convenevoli, aperitivo. Quindi pochi metri per sistemare il bagaglio in albergo, e alle <strong>13:30</strong> andiamo in uno dei templi della pizza napoletana, il vicinissimo <a title="Sorbillo" href="http://www.accademiadellapizza.it/" target="_blank">Sorbillo</a>, in <strong>via dei Tribunali 32</strong>. Pizza (indimenticabile) + birra = <strong>6 €</strong>. Concluso il doveroso rituale, una breve camminata ci permette di vedere i famosi pastori di Via San Gregorio armeno, il <em>mondo a parte</em> della <a title="La Napoli Sotterranea " href="http://www.lanapolisotterranea.it/home_ita.htm" target="_blank">Napoli Sotterranea</a>, e sempre in zona, la <a title="Museo San Severo" href="http://www.museosansevero.it/" target="_blank">Cappella San Severo</a>. L&#8217;ingresso nei musei costa dai 6 agli 8 € a testa.</p>
<p>Un po&#8217; di riposo in albergo e alle 20 ci ritroviamo al ristorante <a title="Palazzo Petrucci" href="http://www.palazzopetrucci.it/home.html" target="_blank">Palazzo Petrucci</a> di <strong>Piazza San Domenico Maggiore, 4</strong>, (&#8220;<a title="Papero Giallo" href="http://blog.paperogiallo.net/2008/02/post_8.html#comment-74878" target="_blank">un fiore nato su un monte di pietra</a>&#8220;) dove ci accoglie una pazzesca <strong>degustazione alla cieca di mozzarella di bufala campana</strong>. Cinque i caseifici coinvolti, due del versante salernitano: <a title="Vannulo" href="http://www.vannulo.it/home.html" target="_blank">Vannulo</a> e <a title="Rivabianca" href="http://www.rivabianca.it/" target="_blank">Rivabianca</a>, e due di quello casertano: <a title="Costanzo" href="http://www.mozzarellacostanzo.com/default.do" target="_blank">Minicaseificio Costanzo</a> e <a title="La Baronia" href="http://www.labaronia.com/home.htm" target="_blank">La Baronia</a>, più un intruso scelto dal ristorante. Vediamo chi vince la sfida. Questo è solo l&#8217;antipasto, cui ovviamente segue la cena. Il menù degustazione costa <strong>45 €</strong>, vino e mozzarelle comprese. I vini sono il <em>Fiano doc</em> 2008 e l&#8217;aglianico del taburno riserva 2006 <em>Terre di rivolta</em>, della <a title="Fattoria La Rivolta" href="http://www.fattorialarivolta.it/italiano.html" target="_blank">Fattoria La Rivolta</a> di Torrecuso, Benevento. Rispettivamente secondo miglior vino bianco biologico dell&#8217;anno e <em>4 Bottiglie</em> nella guida <em>Vini d&#8217;Italia 2010</em> de L&#8217;Espresso.</p>
<p>E ora gli alberghi. Sempre a due passi da <em>Palazzo Petrucci</em>, abbiamo scelto questi hotel: <a title="Hotel Piazza Bellini" href="http://www.hotelpiazzabellini.com/" target="_blank">Piazza Bellini</a>, in via <strong>Santa Maria di Costantinopoli</strong>, e <a title="Hotel Neapolis" href="http://www.hotelneapolis.com/" target="_blank">Neapolis</a>, in <strong>via Francesco Del Giudice, 13</strong>. Il primo perché ci fa spendere meno del previsto, <strong>65 €</strong> per la doppia uso singola, <strong>75 €</strong> per la doppia. Il secondo perché ci fa spendere poco, <strong>50 €</strong> per la singola, <strong>75</strong> per la doppia.</p>
<p><strong>Domenica 22 novembre</strong>: la musica è finita, gli amici se ne vanno. Non prima di aver fatto una ricca colazione a base di sfogliatelle nella gloriosa <a title="Pasticceria Scaturchio" href="http://www.scaturchio.it/" target="_blank">Pasticceria Scaturchio</a> di Piazza San Domenico Maggiore 19, sennò che domenica è.</p>
<p>Chi vuole esserci lo scriva nei commenti o a <a href="mailto:dillo@dissapore.com">dillo@dissapore.com</a>, la nostra casella di posta elettronica. Stessa cosa se vi servono informazioni logistiche e consigli, Maurizio Cortese, napoletano doc, sarà felice di aiutarvi. Dico, vorrete mica mancare il primo D-Day?</p>
<p>Imamgine: Flicr/Shamballah</p>
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		<title>Test sulle penne rigate &#124; Guarda cosa ti Combino</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Sep 2009 07:28:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>leo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Il <em>blind panel</em>, cioè, la degustazione alla cieca, si faceva nel forum di Gamberorosso.it, poi spopolato dall&#8217;indifferenza della nuova proprietà. Lo fanno ancora le associazioni di consumatori tipo <a title="Which?" href="http://www.which.co.uk/" target="_blank">Which?</a> in Gran Bretagna o <a title="Altroconsumo" href="http://www.altroconsumo.it/" target="_blank">Altroconsumo</a>&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/cucina/test-sulle-penne-rigate-guarda-cosa-ti-combino/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <em>blind panel</em>, cioè, la degustazione alla cieca, si faceva nel forum di Gamberorosso.it, poi spopolato dall&#8217;indifferenza della nuova proprietà. Lo fanno ancora le associazioni di consumatori tipo <a title="Which?" href="http://www.which.co.uk/" target="_blank">Which?</a> in Gran Bretagna o <a title="Altroconsumo" href="http://www.altroconsumo.it/" target="_blank">Altroconsumo</a> in Italia. Dove non si vedono spesso confronti tra prodotti rispetto alla Francia (penso al mensile <em>60 millions de consommateurs</em>) o ai paesi anglosassoni abituati da decenni di pubblicità comparativa. <em>Dissapore</em> ci ha provato con la pasta secca. Alla sua maniera. Cioè, dividendo l&#8217;Italia in 4 piccoli gruppi di <em>gastrofanatici</em> guidati dalla lettrice Gumbo Chicken di Torino (Nord), da <a title="Senza Panna" href="http://senzapanna.blogspot.com/" target="_blank">Daniela Delogu</a>, già nostra corrispondente romana (Centro) e dalla forumista Tizi di Palermo (Sud). Più un quarto gruppo coordinato da me in Toscana.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-9204" title="I contendenti" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/pasta.jpg" alt="I contendenti" width="618" height="150" /></p>
<p><strong>I contendenti</strong> | Abbiamo testato 4 marche di penne rigate nella confezione da 1/2 chilo reperibili in tutta Italia. 1) <a title="Lidl" href="http://www.lidl.it/it/home.nsf/pages/i.home" target="_blank">Combino</a>, pasta primo-prezzo degli hard-discount Lidl a <strong>29 centesimi</strong>. 2) <a title="Barilla" href="http://it.primopiatto.barilla.com/home/htm/home.htm" target="_blank">Barilla</a>, prezzo medio al supermercato: <strong>70 centesimi</strong>. 3) <a title="Voiello" href="http://home.voiello.it/" target="_blank">Voiello</a>, prezzo medio al supermercato <strong>1 euro</strong>. 4) <a title="Cocco" href="http://www.pastacocco.com/ita/index.htm" target="_blank">Cocco</a>, pasta artigianale comprata in gastronomia al prezzo medio di <strong>1,70 euro</strong>.</p>
<p><strong>Le regole</strong> | Gli assaggiatori conoscono le marche della pasta ma non sanno in che ordine vengono servite. Il condimento della pasta, anche se preparato a distanza, è lo stesso per tutti: un semplice pomodoro e basilico. Si votano il <em>flavour</em> (sapore), l&#8217;aspetto visivo, la consistenza, l&#8217;omogeneità della cottura, la verifica della cottura, la capacità di assorbimento e la collosità. Obiettivo? Quello di ogni <em>gastrofanatico</em>, stabilire quale tra le 4 marche di pasta è la più buona, la migliore dal punto di vista organolettico.</p>
<p>Risultati | <strong>4°)</strong> <strong>Barilla</strong>: 12,50 su 20. <strong>3°)</strong> <strong>Voiello</strong>: 13 su 20. <strong>2°)</strong> <strong>Combino</strong>: 13,10 su 20. <strong>1°) Cav. Cocco</strong>: 13,60 su 20. Tutte le marche si sono difese bene, è il caso di dire che le separa un&#8217;incollatura. Buona prova della <em>low-cost</em> Combino, secondo alcuni prodotta da un glorioso pastificio in incognito. L&#8217;assaggio migliore è la pasta artigianale del Cavalier Cocco di Fara di San Martino, capitale della pasta in Abruzzo.</p>
<p>Altri risultati | Categoria flavour &#8211; <strong>n.1: Voiello</strong>. Aspetto visivo &#8211; <strong>n.1: Combino</strong>. Consistenza &#8211; <strong>n.1: Cav. Cocco</strong>. Omogeneità della cottura &#8211; <strong>n.1: Cav. Cocco</strong>. Verifica della cottura &#8211; <strong>n.1: Cav. Cocco</strong>. Capacità di assorbimento &#8211; <strong>n.1: Cav. Cocco</strong>. Collosità &#8211; <strong>n.1: Combino</strong>. Di seguito, il dettaglio dei risultati, sia parziali che totali (per il Sud solo totali).</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-9206" title="Voti parziali e totali del gruppo di gastrofanatici NORD" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/nord.jpg" alt="Voti parziali e totali del gruppo di gastrofanatici NORD" width="350" height="382" /><span style="font-size: 85%"><em>I voti del Nord</em></span><em></em></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-9207" title="Voti parziali e totali del gruppo di gastrofanatici Centro" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/centro.jpg" alt="Voti parziali e totali del gruppo di gastrofanatici Centro" width="350" height="387" /><span style="font-size: 85%"><em>I voti del Centro</em></span></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-9208" title="I voti del gruppo di gastrofanatici SUD" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/sud.jpg" alt="I voti del gruppo di gastrofanatici SUD" width="350" height="15" /><span style="font-size: 85%"><em>I voti (solo totali) del Sud</em></span><em></em></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-9209" title="I voti parziali e totali del gruppo di gastrofanatici TOSCANA" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/toscana.jpg" alt="I voti parziali e totali del gruppo di gastrofanatici TOSCANA" width="350" height="387" /><span style="font-size: 85%"><em>I voti della Toscana</em></span></p>
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		<title>Chinotti contro: Lurisia Vs Sanpellegrino</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Jun 2009 07:49:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Caffarri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[chinò san pellegrino]]></category>
		<category><![CDATA[chinotto]]></category>
		<category><![CDATA[Chinotto Lurisia]]></category>
		<category><![CDATA[degustazione alla cieca]]></category>
		<category><![CDATA[degustazione coperta]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Dopo aver ipotizzato l&#8217;intervento dei sommelier per fronteggiare l&#8217;<em>escalation </em>delle <a title="Acque" href="http://www.dissapore.com/primo-piano/a-quando-i-sommelier-dellacqua/">acque minerali &#8220;estreme&#8221;</a> tocca oggi a una delle più popolari bevante gassate: il Chinotto, assaggiato in degustazione <em>coperta</em> esclusivamente per i lettori di Dissapore. (azz!)</p>
<p></p>
<p><strong>Lurisia</strong> &#124;&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/primo-piano/chinotti-contro-lurisia-vs-sanpellegrino/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo aver ipotizzato l&#8217;intervento dei sommelier per fronteggiare l&#8217;<em>escalation </em>delle <a title="Acque" href="http://www.dissapore.com/primo-piano/a-quando-i-sommelier-dellacqua/">acque minerali &#8220;estreme&#8221;</a> tocca oggi a una delle più popolari bevante gassate: il Chinotto, assaggiato in degustazione <em>coperta</em> esclusivamente per i lettori di Dissapore. (azz!)</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-5427" title="Chinotto Lurisia" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/chinotti005.jpg" alt="Chinotto Lurisia" width="500" height="374" /></p>
<p><strong>Lurisia</strong> | Offerto in bottiglino di vetro trasparente dal design vagamente snob, ha etichetta  simil-austera e grafica anni &#8216;50, un po&#8217; troppo strombazzato il richiamo: <em>&#8220;il Vero Chinotto&#8221;</em>, <em>&#8220;presidio Slow Food del Chinotto di Savona&#8221;</em>. Aspetto birroso, schiuma finissima quasi cremosa, molto persistente: invita alla facile analogia con una trappista ambrata. L&#8217; effervescenza &#8211; di piccolissimo calibro &#8211; è quasi impercettibile, ma durevole. Solo le tracce di spuma si arrampicano sul vetro. Il profumo è ampio e seducente, include il chiaro descrittore dell&#8217;agrume oltre ad una nitida nota di rabarbaro. Delicato ma avvolgente, pulito. Chiude con un&#8217;intrigante eco medicamentosa.<br />
Decisamente liscio l&#8217;assaggio, caratterizzato dalla sensazione di sciroppo, un po&#8217; molle. Il sorso procede senza sobbalzi, con parabola perfetta seppur molto dolce: solo al termine ritorna il retrogusto agrumato, piuttosto lungo. Il tipico versante amaro resta in sottofondo.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-5428" title="Chinò San Pellegrino" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/chinotti006.jpg" alt="Chinò San Pellegrino" width="500" height="374" /></p>
<p><strong>Sanpellegrino Chinò</strong> | In <em>pet</em> da 0,50 è il famoso <em>&#8220;altro modo di bere scuro&#8221;</em>, bevanda di grandissime tirature. Molto prosaico ma molto studiato il layout, lascia un po&#8217; di spazio ai grafici che costretti nell&#8217;angusto ambito dell&#8217;etichetta scura, fanno del loro meglio per conferire una sensazione di dinamismo. Nel bicchiere ha la tipica sfumatura &#8220;cola&#8221;, con spuma subito esaurita. Nessuna adesività sul vetro, spiccata risorgiva. Il profumo, stretto tra caramello e china, tra linearità e persistenza, è più monocorde che rigoroso. Solo all&#8217;uscita risulta una virgola d&#8217;alluminio, di cui si farebbe anche a meno. L&#8217;assaggio mostra tra l&#8217;effervescenza una spiccata prevalenza del caramello, con un seguito ancora dolce. Nel mezzo spicca il tono amaro varietale, mentre nel retrogusto resta soprattutto il ricordo dello zucchero bruciato, privo di particolari finezze.</p>
<p>LA SFIDA.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-5429" title="La sfida tra il chinotto Lurisia e Chinò San Pellegrino" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/211.jpg" alt="La sfida tra il chinotto Lurisia e Chinò San Pellegrino" width="500" height="668" /></p>
<p>Alla degustazione <em>cieca</em> &#8211; anche se per la verità nel calice i prodotti sono riconoscibili all&#8217;occhio del consumatore navigato &#8211; il chinotto Lurisia risulta nettamente superiore nei profumi, credibili e veri, quasi raffinati, mentre il Chinò risente di un passo più pesante. Nell&#8217;assaggio quest&#8217;ultimo recupera qualche posizione, pur senza manifestare particolari sfumature, dove il Lurisia tende a mostrare un lato eccessivamente sciropposo seppur decisamente più affine al frutto.<br />
Vince Lurisia ma ai punti: soprattutto tenendo conto della colossale differenza di prezzo: Lurisia in vendita a 1,50 € &#8211; pari a 5,45 euri il litro, contro gli 84 eurocent del Chinò pari allo scherzo di 1,68 euri il litro. Differenza 225%.</p>
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