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	<title>Dissapore &#187; felice al testaccio</title>
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		<title>Quali sono i ristoranti romani accusati da Jonathan Nossiter nell&#8217;intervista definita &#8220;siluro senza precedenti alla ristorazione&#8221;?</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Jan 2012 11:47:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Bernardi</dc:creator>
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<p>Qualcuno si è preso la briga, ieri, di definire sobriamente l&#8217;intervista che state per leggere &#8220;<a title="Il Gastronauta" href="http://www.gastronauta.it/taccuino-editoria-multimedia/radio-24/attacco-al-vino.html" target="_blank">un siluro senza precedenti alla ristorazione</a>&#8220;. Data al mensile GQ da <a title="Wikipedia" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Jonathan_Nossiter" target="_blank">Jonathan Nossiter</a>, americano, 50 anni, regista&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/primo-piano/quali-sono-i-ristoranti-romani-accusati-da-jonathan-nossiter-nellintervista-definita-siluro-senza-precedenti-alla-ristorazione/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-45823" title="Jonathan Nossiter su GQ" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/402233_224894757584804_100001928448424_483660_1918264904_n.jpg" alt="" width="620" height="413" /></p>
<p>Qualcuno si è preso la briga, ieri, di definire sobriamente l&#8217;intervista che state per leggere &#8220;<a title="Il Gastronauta" href="http://www.gastronauta.it/taccuino-editoria-multimedia/radio-24/attacco-al-vino.html" target="_blank">un siluro senza precedenti alla ristorazione</a>&#8220;. Data al mensile GQ da <a title="Wikipedia" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Jonathan_Nossiter" target="_blank">Jonathan Nossiter</a>, americano, 50 anni, regista e sommelier, uno con la vocazione per i famosi 15 minuti warholiani già fruiti nel 2009 con Mondovino, atto d&#8217;accusa sul mondo del vino candidato alla Palma d&#8217;oro a Cannes, prende di mira più che altro <strong>i ristoranti di Roma</strong>, il loro rapporto contronatura con i prezzi del vino, gonfiati fino al 1200%. A tutela di alcuni ristoratori romani, dei loro residui scampoli di fegato, si conviene che certi passaggi sono arditi.</p>
<p><strong>Sui ristoranti romani</strong>:</p>
<blockquote><p>&#8220;A Roma (ma quasi ovunque in Italia) se entrate da sprovveduti in un ristorante &#8212; che sia un tempio dell&#8217;haute cuisine o una semplice trattoria &#8212; quasi certamente vi serviranno del vino dal sovraprezzo esorbitante, oppure tossico, o che tradisce la propria identità storica (se non tutti e 3 insieme)&#8221;.</p></blockquote>
<p><strong>Sulla popolare trattoria Felice al Testaccio</strong>:</p>
<blockquote><p>&#8220;La trattoria romana Felice al Testaccio rappresenta un perfetto caso di studio. Il <em>Gambero Rosso</em>, come le altre guide, lo considera &#8216;una delle più affidabili cucine romanesche, autentica come l&#8217;ironia sorniona dei camerieri&#8217;. Ma che dire della lista dei vini, un massiccio e decrepito raccoglitore di fogli di carta infilati nella plastica? Nell&#8217;elenco predominano cantine industriali o semi-industriali di tutte le principali regioni d&#8217;Italia: non certo i vini peggiori, ma poco artigianali o autentici&#8221;.</p></blockquote>
<p><strong>E ancora</strong>:</p>
<blockquote><p>&#8220;Avendo consumato da Felice un pasto che sapeva di totale indifferenza,  ci sono tornato per capire quella lista dei vini grossa e flaccida. In  uno scambio degno dei primi film di Benigni, ho domandato al  responsabile alla cassa perché non avessero vini naturali nella lista.  Si è stretto nelle spalle: &#8216;Non ci interessa, ma non sono io che mi  occupo dei vini&#8217;. &#8216;Chi, allora?&#8217;, ho chiesto. &#8216;Un ragazzo, Maurizio&#8217;. &#8216;C&#8217;è?&#8217;. &#8216;No, non c&#8217;è. Viene solo alcune mattine, ma non è lui che  sceglie, le compra soltanto&#8217;. &#8216;Chi le sceglie?&#8217;. &#8216;L&#8217;enoteca che ce li  vende&#8217;. &#8216;E come si chiama l&#8217;enoteca?&#8217;. &#8216;Non lo so&#8217;. Per un ristorante,  lasciare che a scegliere i vini sia un&#8217;enoteca con le sue &#8216;considerazioni commerciali&#8217; è come delegare a uno sconosciuto la scelta  delle proprie pratiche sessuali. L&#8217;autenticità dell&#8217;emozione è la  stessa che ci si può attendere, per esempio, dalle signore di un&#8217;agenzia  pugliese di escort&#8221;.</p></blockquote>
<p><strong>Sul ristorante Convivio &#8211; Trojani</strong>:</p>
<blockquote><p>A Roma c&#8217;è un locale che è stato un punto di riferimento  negli anni del bunga bunga. Si chiama Il Convivio e ha una lista dei  vini con ricarichi che farebbero inorgoglire qualsiasi tangentomane.  Molti vini costano al bicchiere più di quanto il ristorante abbia pagato  la bottiglia: un sovrapprezzo del 1200% . Che dire, per esempio di un  bicchiere di Verdicchio Garofoli, semi-industriale, a 14 euro? In tutto  il mondo è considerato ragionevole un ricarico del 250%, anche se in  Italia e Francia data la vicinanza delle cantine, i ristoranti più  etici, come il Consorzio di Torino, scendono al 50%. Al Convivio invece,  si trovano i vini più comuni, come il Gavi La Scolca, a prezzi da  infarto: 51 euro per una bottiglia che ne costa 7 (ricarico del 700%).  Il supertuscan Masseto 1995 a 8.300 euro, un Pommerol Petrus del 1979?  6.480 euro.</p></blockquote>
<p><strong>Sul ristorante San Lorenzo</strong>:</p>
<blockquote><p>&#8220;Il San Lorenzo è un ristorante molto frequentato dai parlamentari  di spirito più moderno. La lista dei vini costituisce un passo avanti  rispetto al Convivio: selezione eclettica; molte etichette convenzionali  ma anche vini naturali e artigianali. Che piacere trovare il Trebbiano  d&#8217;Abruzzo di Emidio Pepe. Però è uno choc ritrovarsi a pagare 64 euro per un vino che ne costa 13 in cantina. Chi può distinguere allora nella lista del San Lorenzo tra uno  Chardonnay (26 euro contro 5 in cantina), uno Syrah (80 euro contro 19  in cantina) e etichette più <em>impegnate</em>? Una lista dei vini, specie  in un ristorante dove si pagano 4 euro a testa per il pane e 20 per una  porzione ridotta di spaghetti con una (?) acciuga poco distinguibile  dovrenne mostrare un minimo di coerenza&#8221;.</p></blockquote>
<p><strong>Su Casal del Giglio, azienda laziale che produce vino</strong>:</p>
<blockquote><p>&#8220;E&#8217; un&#8217;azienda nella   quale si usano  sostanze chimiche tossiche per qualsiasi cosa vivente  ma  che dice di  essere ecocompatibile per confondere chi non è  informato. Il giovane sommelier Francesco Romanazzi dell&#8217;Enoteca Bulzoni (per me la migliore di Roma) spiega: &#8216;Se vedi Casal del Giglio sulla carta di un ristorante, puoi essere sicuro che ci sono considerazioni commerciali. I romani lo comprano, lo bevono e lo amano perché rappresenta una certa sicurezza, come votare Pdl. Ma Casal del Giglio è un tradimento, un vino palesemente industriale, tecnico e ruffiano, fatto nel posto meno vocato al vino del mondo, lo so bene, i miei genitori ci abitano&#8217;.&#8221;</p></blockquote>
<p>Questo è quanto, ebbene, siete d&#8217;accordo su quel &#8220;siluro senza precedenti alla ristorazione&#8221;?</p>
<p>[Crediti | <em>Link: Il Gastronauta, Wikipedia. Immagine: GQ</em>]</p>
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		<title>I 5 piatti di pasta migliori di Roma</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 08:11:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Bernardi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>1 -<em> Tonnarelli cacio e pepe &#124; <a title="Felice al Testaccio" href="http://www.feliceatestaccio.com/" target="_blank">Felice al Testaccio</a></em><em> , via Mastro Giorgio, 29. Tel. 06 574 6800</em>. <span>«Felice è un uomo onesto, bravo e giusto/ e quando morirà / ci sarà in Paradiso</span>&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/cucina/i-5-piatti-di-pasta-migliori-di-roma/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>1 -<em> Tonnarelli cacio e pepe | <a title="Felice al Testaccio" href="http://www.feliceatestaccio.com/" target="_blank">Felice al Testaccio</a></em><em> , via Mastro Giorgio, 29. Tel. 06 574 6800</em>. <span>«Felice è un uomo onesto, bravo e giusto/ e quando morirà / ci sarà in Paradiso un gran trambusto/ Pure gli angeli perderan la brocca/ Cristo lo accoglierà con grande gusto/ Lo abbraccerà con l’acquolina in bocca/ e gli dirà, in mezzo a quel presepe/ “E vai Felì, facce ‘na cacio e pepe!». Roberto Benigni.<br />
</span></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-11368" title="I tonnarelli cacio e pepe di Felice al Testaccio" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/tonnarelli-cacioepepe-felice.JPG" alt="I tonnarelli cacio e pepe di Felice al Testaccio" width="500" height="300" /></p>
<p style="text-align: left;">2 &#8211; <em>Rigatoni alla carbonara | <a title="Quinto Quarto" href="http://www.ilquintoquarto.it/" target="_blank">Quinto Quarto</a>, Via della Farnesina, 13. Tel. 06 333 8768</em>. Spaghetti o rigatoni, alla bisogna. Senza olio. Anche per questo la carbonara è la migliore di Roma (se fossi Filippo Santarelli lo scriverei nell&#8217;insegna della trattoria). Mantecatura con l&#8217;acqua di cottura della pasta: <em>priceless</em>. <a title="Michele Marziani" href="http://www.michelemarziani.org/appuntidiviaggio/articolo.asp?articolo=227" target="_blank">Per saperne di più</a>.</p>
<p style="text-align: left;"><img class="aligncenter size-full wp-image-11371" title="I rigatoni alla Carbonara del ristorante Quinto Quarto di Roma " src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/705369210_88bb24a38c.jpg" alt="I rigatoni alla Carbonara del ristorante Quinto Quarto di Roma " width="500" height="371" /></p>
<p style="text-align: left;">3 &#8211; <em>Bucatini all&#8217;amatriciana | <a title="Il Convivio Troiani" href="http://www.ilconviviotroiani.com/ita/index.html" target="_blank">Il Convivio Troiani</a>, vicolo dei Soldati, 28. Tel. 06 688 05950</em>. L&#8217;ultima volta che sono uscito dal ristorante volevo percuotermi. Ridicolmente costoso. Non l&#8217;ho fatto per una questione di decenza e perché ho mangiato la matriciana della vita. Che è troppo breve per non averne due, l&#8217;altra è de <em>L&#8217;Arcangelo di via GG Belli 59/61</em>.  Fatta con gli spaghetti Cavalieri e il guanciale di Tolfa.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-11372" title="Bucatini all'amatriciana del ristorante Convivio di Roma" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/Schermata-2009-11-16-a-21.54.43.png" alt="Spaghetti all'amatriciana del ristorante Convivio di Roma" width="497" height="332" /></p>
<p style="text-align: left;">4 &#8211; <em>Tortello al rosso d&#8217;uovo con scaglie di tartufo | Trattoria Monti, via di San Vito 13/a. Tel. 06 446 6573</em>. La prima volta che mi sono trovato davanti questo oggetto i miei ormoni facevano festa. Un raviolone con il rosso d&#8217;uovo incastonato nella sfoglia, nascosto da una vigorosa grattata di tartufo nero. Si discute sull&#8217;origine del piatto. Marchigiano come <span style="text-decoration: line-through;">Agata e Romeo</span> Franca Camerucci, proprietaria della trattoria? <a title="Forchettine" href="http://forchettine.blogspot.com/2009/09/trattoria-monti-roma.html" target="_blank">Per saperne di più</a>.</p>
<p style="text-align: left;"><img class="aligncenter size-full wp-image-11373" title="Tortello al rosso d'uovo con scaglie di tartufo della Trattoria Monti di Roma" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/trattoria-monti.png" alt="Tortello al rosso d'uovo con scaglie di tartufo della Trattoria Monti di Roma" width="499" height="374" /></p>
<p style="text-align: left;">5 &#8211; <em>Strozzapreti lardo e pecorino | <a title="Trattoria da Danilo" href="http://www.trattoriadadanilo.it/index.html" target="_blank">Trattoria da Danilo</a>, via Petrarca 13. Tel. 06 772 00111</em>. L&#8217;inverno senza gli strozzapreti al lardo di Colonnata con pecorino di fossa dell&#8217;ex odontotecnico Danilo Valente, è una cosa da morire. Non fatevi idee sbagliate se dico che è un piatto per palati robusti, tutto sommato la cucina di Danilo e sua madre Lina non è nemmeno pesante. <a title="Puntarella rossa" href="http://puntarellarossa.blogspot.com/2009/04/da-danilo-via-petrarca-13-merulana.html" target="_blank">Per saperne di più</a>.</p>
<p style="text-align: left;"><img class="aligncenter size-full wp-image-11374" title="Strozzapreti lardo e pecorino della trattoria Da Danilo di Roma" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/3402300006_147af884f5.jpg" alt="Strozzapreti lardo e pecorino della trattoria Da Danilo di Roma" width="500" height="333" /></p>
<p style="text-align: left;">Immagini: Flickr/Motocchio/Wyninang/The Cooking Photographer/Dobsohn. Ispirazione: <a title="Senza panna" href="http://senzapanna.blogspot.com/2009/11/5-carbonare-5-roma-e-dintorni.html" target="_blank">Senza panna</a>.</p>
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		<title>5 alle 9: strilli quotidiani</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Mar 2009 07:55:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Bernardi</dc:creator>
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<p>1. Si può essere dolci nel dare le dimissioni? Sì, se le scrivete in una torta. [<a title="Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/neiltron/3351856161/" target="_blank">Neil Berret</a>/Flickr]<br />
2. Trippa e pajata a due passi da Wall Street. Come dicono Sora (Lella) a New York? [<a&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/primo-piano/5-alle-9-strilli-quotidiani-3/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1174" title="5alle9" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/5alle91.jpg" alt="5alle9" width="557" height="112" /></p>
<p>1. Si può essere dolci nel dare le dimissioni? Sì, se le scrivete in una torta. [<a title="Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/neiltron/3351856161/" target="_blank">Neil Berret</a>/Flickr]<br />
2. Trippa e pajata a due passi da Wall Street. Come dicono Sora (Lella) a New York? [<a title="Repubblica" href="http://roma.repubblica.it/dettaglio/la-sora-lella-sbarca-a-new-york/1607840" target="_blank">Laura Mari</a>/Repubblica]<br />
3. Food Revolution. In un lungo articolo il NYTimes spiega perché ci crede. Ignorata a lungo, l&#8217;idea di una catena del cibo più nutriente e sostenibile trova consensi a Washington [<a title="New York Times" href="http://www.nytimes.com/2009/03/22/business/22food.html?_r=1" target="_blank">Andrew Martin</a>/New York Times]<br />
4. Il New York Times apre la discussione sulle migliori trattorie romane, ecco la sua lista: I due ciccioni; Hostaria Romana; Osteria Qui se magna; Pigneto 41; Felice al Testaccio (&#8220;la migliore&#8221;). [<a title="New York Times" href="http://travel.nytimes.com/2009/03/22/travel/22choice.html" target="_blank">Danielle Pergament</a>/New York Times]<br />
5. Il Giornale, che attribuisce ad altri l&#8217;idea dell&#8217;orto a distanza (frutta e verdura scelte con un clic, direttamente a casa), non può sapere che Francesco Travaglini di <a title="Parco dei buoi" href="http://parcodeibuoi.com/" target="_blank">Parco dei buoi</a> lo fa dal 2005. [<a title="Il Giornale" href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=338276" target="_blank">Nino Materi</a>/Il Giornale]</p>
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