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	<title>Dissapore &#187; guida</title>
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		<title>Domani al via Pitti Uomo: manuale di sopravvivenza per chi vuole mangiare a Firenze</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Jan 2012 18:13:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leonardo Romanelli</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Da domani, compratori, curiosi, sfaccendati, gente molto glam popolerà Firenze per la 3 giorni di Pitti Uomo. Se i ristoratori attendono ansiosi di risollevare gli affari, con questa temperie non esattamente floridi, per i clienti non invitati ai party esclusivi, cioè per la maggior parte di noi, mangiare fuori può diventare un incubo. Ho compilato una guida per chi desidera calarsi nello zoo del <em>fescion</em>, ma soprattutto per chi no.</p>
<h3>APERITIVO</h3>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-46010" title="Porfirio Rubirosa" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/364.jpg" alt="" width="250" height="158" />PORFIRIO RUBIROSA</p>
<p>A due passi dalla Fortezza da Basso, sede di Pitti Uomo, è ormai un classico: ci si ferma per una sosta rilassante dopo fiera, meglio se in orario precoce. Sushi per accompagnare buoni cocktail. [Foto: FirenzeChapter]<br style="clear: both;" /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-46011" title="Zoe" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/6110.jpg" alt="" width="250" height="154" />ZOE</p>
<p>Siamo nella <em>rive gauche</em> fiorentina, quartiere di San Niccolò. Uno dei locali di Lorenzo Segre: se cercate un posto il rifugio degli hipster, entrate in uno dei suoi cocktail bar, gremiti di giovanotti sbordanti nella strada circostante [Foto: Digispace]<br style="clear: both;" /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-46012" title="Negroni" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/openings10-.jpg" alt="" width="250" height="164" />NEGRONI</p>
<p>Stesso marciapiede, a due passi dallo ZOE, clientela più agée, è il bar dove fu girato nel 1975, “Amici miei”. E&#8217; il <em>meeting point</em> per l’aperitivo  di chi prosegue la serata nei locali <em>pesanti</em>, dove la cena è sostanziosa (specie per il portafoglio).<br style="clear: both;" /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-46013" title="Dolce Vita" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/571.jpg" alt="" width="250" height="164" />DOLCE VITA</p>
<p>In piazza del Carmine, quartiere di San Frediano, uno dei bar emblema della città fin dal nome. Discreto l’angolo wine bar e non solo per i cocktail, c&#8217;è una bella lista di vini al bicchiere. [Foto: Digispace]<br style="clear: both;" /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-46014" title="Bar Argentina" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/arge1.jpg" alt="" width="250" height="167" />BAR ARGENTINA</p>
<p>Con il suo nome non lo conosce nessuno, ma a Firenze basta dire che è quel bar dove, la sera, il marciapiede si affolla così tanto da tracimare sui viali di circonvallazione, e tutti capiscono: tra piazzale Donatello e piazza Beccaria. [Foto: GoldWord]<br style="clear: both;" /></p>
<h3>BISTECCA</h3>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-46015" title="Perseus" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/ristorante-perseus-ristorante_fgrvd.T0.jpg" alt="" width="250" height="173" />PERSEUS</p>
<p>In viale Don Minzoni, macina almeno 200 coperti a sera, dunque fila assicurata visto il successo crescente. Ambiente <em>furbo</em>, grandi pinzimoni in attesa e ricarichi sul vini da infarto contenuto. Ma per la carne questo e altro. <br style="clear: both;" /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-46016" title="Mamma Rosa" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/winebar.jpg" alt="" width="250" height="157" />MAMMA ROSA</p>
<p>In Borgo San Jacopo, non è solo per turisti. Il prezzo di vendita della bistecca è calcolato a porzione non all’etto, si cucina nel carbone. Un tuffo nel passato con i piatti della tradizione e felici incursoni negli anni &#8216;60 del secolo scorso.<br style="clear: both;" /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-46017" title="da Burde" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/da_burde_ristorante_trattoria_florence_firenze.jpg" alt="" width="250" height="190" />BURDE</p>
<p>E che faccio, non cito il <em>nostro</em> Andrea Gori? Siccome la sera il locale è chiuso, tranne il mercoledì, è obbligatorio fermarsi a pranzo, magari l’ultimo giorno tornando a casa, tanto per viaggiare con il sapore di Firenze in bocca (accoppiata bistecca e vino, qui bevuto a ricarichi bassi).<br style="clear: both;" /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-46018" title="La Piazzetta" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/Schermata-2012-01-09-a-17.34.22.png" alt="" width="250" height="163" />LA PIAZZETTA</p>
<p>Ufficialmente è una pizzeria, però la carne è buona e la griglia a carbone. In zona perfetta, cioè vicino all’autostrada zona Firenze Sud, viene buono se più che animare la <em>nightlife</em> ci si vuole buttare nel letto, distrutti, subito dopo cena.<br style="clear: both;" /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-46019" title="Antico Ristoro di'Cambi" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/Schermata-2012-01-09-a-17.38.22.png" alt="" width="250" height="173" />ANTICO RISTORO DI’CAMBI</p>
<p>Ideale per chi ha il mito dell&#8217;osteria: tavoli vicini, panchetti scomodi, scenografia calda e rustica, rumore di sottofondo che non è proprio un brusio, quartiere popolare. A questo aggiungete una bistecca ottima. <br style="clear: both;" /></p>
<h3>A COLPO SICURO</h3>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-46020" title="Giostra" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/tavolo3.jpg" alt="" width="250" height="153" />GIOSTRA</p>
<p>Le guide lo segnalano perché lo fa l&#8217;americana ZAGAT. Consiglio: andateci con un fiorentino che conosca il proprietario, così il prezzo cambia. Ci si chide come possa essere strapieno malgrado le tante alternative. Però è così. <br style="clear: both;" /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-46021" title="Il Santo Bevitore" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/Schermata-2012-01-09-a-17.43.34.png" alt="" width="250" height="163" />IL SANTO BEVITORE</p>
<p>Sempre pieno, figuriarsi in questi giorni;  meglio saltare l’aperitivo e precipitarsi alle 19. Oppure tirare tardi e sedersi a notte inoltrata: ora poi che Alain Ducasse lo ha eletto a sua tavola fiorentina del cuore, anche la critica internazionale lo adora.<br style="clear: both;" /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-46022" title="Acqua al due" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/Schermata-2012-01-09-a-17.45.56.png" alt="" width="250" height="175" />ACQUA AL DUE</p>
<p>Caso evidente di inspiegabile successo trentennale: ha lanciato per primo in città gli assaggi dei primi, poi quelli dei formaggi, infine la tagliata all’arancia (sic!). Ancora, in stagione, si trova in carta il risotto alle fragole. Tuffo negli anni &#8216;80, ideale per i nostalgici.<br style="clear: both;" /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-46023" title="Fuor d'acqua" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/image_home_1.jpg" alt="" width="250" height="152" />FUOR D’ACQUA</p>
<p>Amato dalle modelle, va da sé, perennemente a dieta, e detto così non è un grande complimento. Per chi vuole farsi vedere, per mantenersi leggeri, per mangiare pesce a Firenze, malgrado aumentino a vista d&#8217;occhio i locali che lo propongono. <br style="clear: both;" /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-46024" title="Lungarno23" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/Lungarno231.jpg" alt="" width="250" height="168" />LUNGARNO 23</p>
<p>Sappiamo che in presenza di carne buona, <em>lokescion</em> centrale e curata, clienti diversamente carnivori anche l’hamburger può essere (radical) chic. Se si vuole proseguire la serata in centro senza particolari problemi di etichetta, mangiare con le mani è consentito.<br style="clear: both;" /></p>
<h3>RIFUGI</h3>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-46025" title="Pane e Vino" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/Schermata-2012-01-09-a-17.50.00.png" alt="" width="250" height="158" />PANE E VINO</p>
<p>Successo trentennale, cibo e vino scelti con cura, prezzi iper-corretti,  e il bello è che molti ancora non lo conoscono, approfittatene. Tra l&#8217;altro si mangia fino a mezzanotte. <br style="clear: both;" /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-46026" title="Isabelle" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/cafe_bar.jpg" alt="" width="250" height="166" />ISABELLE</p>
<p>Appena aperto nella centralissima Via Tornabuoni, sembra il salotto di casa, visti i 20 coperti. Dalla finestra del primo piano  si osserva la chiesa di Santa Trinità mangiando piatti benfatti e bevendo senza prosciugare il portafoglio. Da provare subito. <br style="clear: both;" /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-46027" title="Oliviero" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/Schermata-2012-01-09-a-17.53.03.png" alt="" width="250" height="170" />OLIVIERO</p>
<p>In via delle Terme, una sicurezza: ambiente tranquillizzante anche per ex ragazze in libera uscita, cucina divisa tra creativo e tradizione, vini che spaziano dai naturali alle etichette affermate, servizio impeccabile. <br style="clear: both;" /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-46028" title="Tre Soldi" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/Schermata-2012-01-09-a-17.55.43.png" alt="" width="250" height="157" />TRE SOLDI</p>
<p>Zona Campo di Marte, ancora mi tocca spiegare ai fiorentini che in quel posto, di fronte al cinema Fiorella, c’è un ristorante e non la pizzeria che tutti pensano. Due salette raccolte, cucina originale specie per la città, prezzi abbordabili, gestione familiare. [Foto: 2Spaghi]<br style="clear: both;" /></p>
<h3>FUORIPORTA</h3>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-46029" title="Sanesi" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/Schermata-2012-01-09-a-17.58.15.png" alt="" width="250" height="178" />SANESI</p>
<p>Lastra a Signa significa uscire a Firenze Scandicci: qui si trova l’antica trattoria, che più fiorentina non si può. Bistecca paradisiaca, menu da tipica trattoria toscana, informalità ma stare prezzi più sostenuti. <br style="clear: both;" /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-46030" title="Tullio" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/Schermata-2012-01-09-a-18.00.09.png" alt="" width="250" height="163" />TULLIO</p>
<p>Montebeni è un luogo magico. A due passi da Firenze, in aperta campagna, vicino alla più conosciuta Settignano: in estate si viene per prendere il fresco, in inverno per mangiare la bistecca e gli altri piatti tradizionali della famiglia Bacciottti, gradito il fritto misto. <br style="clear: both;" /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-46031" title="Toscani da sempre" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/MG_4963.jpg" alt="" width="250" height="167" />TOSCANI DA SEMPRE</p>
<p>A Pontassieve la locanda con cucina di Stefano Frassineti, <em>one man show</em> che si divide tra sala e cucina con la complicità dei familiari. Cucina toscana mai ovvia, ambiente <em>antico</em> con arredo da osteria moderna. Per chi vuole poi assaggiare il Chianti Rufina, è il posto giusto. <br style="clear: both;" /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-46032" title="Padellina" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/DaPadellina2.jpg" alt="" width="250" height="164" />PADELLINA</p>
<p>Sulla strada che porta a Greve in Chianti, soddisfa l&#8217;esigenza di una bistecca eseguita alla perfezione, e di sentire la Divina commedia a memoria, specialità del posto. Ambiente raccolto, piacevoli riferimenti alla tradizione nel menu con un buon peposo. Bella selezione di vini del Chianti Classico.</p>
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		<title>Foodies 2012: &#8220;la NON guida dei NON gourmet&#8221;, per citare lo slogan ufficiale fingendo di comprenderne il senso</title>
		<link>http://www.dissapore.com/primo-piano/foodies-2012-la-non-guida-dei-non-gourmet-per-citare-lo-slogan-ufficiale-fingendo-di-comprenderne-il-senso/</link>
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		<pubDate>Thu, 10 Nov 2011 14:21:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenza Fumelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Cari piccoli lettori, questa mattina siamo tornati nella sede romana del Gambero Rosso, la Città del Gusto. Non ne avevamo abbastanza? Dopo la guida dei ristoranti di Roma, quella Nazionale e la Tre bicchieri sui vini d&#8217;Italia, forse sì. Questa&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/primo-piano/foodies-2012-la-non-guida-dei-non-gourmet-per-citare-lo-slogan-ufficiale-fingendo-di-comprenderne-il-senso/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-42558" title="Foodies 2012" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/Schermata-2011-11-10-a-14.08.50.png" alt="" width="170" height="230" />Cari piccoli lettori, questa mattina siamo tornati nella sede romana del Gambero Rosso, la Città del Gusto. Non ne avevamo abbastanza? Dopo la guida dei ristoranti di Roma, quella Nazionale e la Tre bicchieri sui vini d&#8217;Italia, forse sì. Questa volta però, più che una guida, si presenta una &#8220;NON guida dedicata ai NON gorumet&#8221;, citando lo slogan ufficiale dell&#8217;evento e fingendo di comprenderne il senso. Alle 11.30 infatti, è stata presentata la guida &#8220;Foodies&#8221;, giunta ormai alla seconda edizione e realizzata anche quest’anno in collaborazione con Negroni. A seguire pranzo in terrazza NON gourmet ma molto foodie (abbattetemi).</p>
<p>Come <a href="http://www.dissapore.com/cucina/va-dove-ti-porta-il-cibo-la-guida-dei-foodies-2011/">un anno fa</a>, anche l&#8217;evento di oggi, bonificato dalla maggioranza dei grandi nomi del giro enogastro, si concentrava su botteghe, enoteche, pizzerie, paninoteche, gelaterie, ristoranti e osterie scelte da un <em>gruppo</em> di cosiddetti &#8220;Foodies&#8221;, cioè &#8220;gli affezionati italiani del food&amp;drink&#8221; (che detto così fa un po&#8217; esercito della salvezza.)</p>
<p>Vediamo i risultati del 2012, ecco i premi &#8220;Foodies&#8221;, i più importanti se così si può dire, per la categoria “mangiare”:<br />
ristorante Consorzio (Torino),<br />
pizzeria Percorsi di Gusto (L’Aquila),<br />
ristorante Reale (Castel di Sangro, L’Aquila)<br />
gastronomia Timpani &amp; Tempura (Napoli).</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-42559" title="Stefano Callegari e Giancarlo Casa" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/foto-131.jpg" alt="" width="600" height="448" /></p>
<p style="text-align: center;"><em>Stefano Callegari di Pizzeria Tonda e Giancarlo Casa della pizzeria La gatta mangiona</em></p>
<p>Per la categoria  “comprare”:<br />
panetteria Vulaiga (Fobello, Vercelli),<br />
azienda agricola Il Feudo (Zocca, Modena),<br />
catering Food on the road (Roma)<br />
pasticceria Russo (Santa Venerina, Catania).</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-42560" title="Antonio Tubelli" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/2103.jpg" alt="" width="600" height="448" /></p>
<p style="text-align: center;"><em>Antonio Tubelli di Timpani &amp; Tempura</em></p>
<p>Accendono invece la stellina &#8220;Foodies&#8221; per la categoria &#8220;Mangiare&#8221;:</p>
<p>PIEMONTE<br />
Locanda del Borgo Antico, Barolo (CN),<br />
Il CascinalenuovoIsola d’Asti (AT),<br />
Slurp, Torino,</p>
<p>LIGURIA<br />
Cappun Magru in Casa di Marin, Riomaggiore (SP),</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-42561" title="Fooders e Vincenzo Mancino" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/foto-132.jpg" alt="" width="600" height="448" /></p>
<p style="text-align: center;"><em>Fooders e Vincenzo Mancino della bottega DOL</em></p>
<p>LOMBARDIA<br />
Ristorante Macelleria Motta, Bellinzago Lombardo (MI),<br />
Nicola Cavallaro, Milano (appena chiuso),<br />
Enocratia, Milano,<br />
LaTaste, Seregno (MB),</p>
<p>VENETO<br />
Saporè, San Martino Buon Albergo (VR),<br />
Osteria Sottoriva, Verona,</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-42562" title="Niko Romito e Marzia Buzzanca" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/foto-29.jpg" alt="" width="600" height="448" /></p>
<p style="text-align: center;"><em>Niko Romito del Casadonna di Castel di Sangro e Marzia Buzzanca della pizzeria Percorsi di Gusto</em></p>
<p>TRENTINO ALTO ADIGE<br />
Taubers, VitalChienes/Kiens (BZ),</p>
<p>EMILIA ROMAGNA<br />
Osteria del Gran Fritto, Milano Marittima (RA),<br />
Nud e Crud, Rimini,<br />
Da Amerigo, Savigno (BO),</p>
<p>TOSCANA<br />
Il Cernacchino, Firenze,<br />
Atman, Pescia (PT),</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-42563" title="Alcune pagine della guida" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/foto-35.jpg" alt="" width="448" height="600" /></p>
<p style="text-align: center;"><em>Alcune pagine della guida</em></p>
<p>MARCHE<br />
Fish Ittiturismo, Grottammare (AP),</p>
<p>UMBRIA<br />
L’Alberata, Collazzone (PG),</p>
<p>LAZIO<br />
Aminta, Genazzano (RM),<br />
Arcangelo, Roma,<br />
La gatta mangiona, Roma,<br />
Tonda About Pizza, Roma<br />
Remigio, Roma,</p>
<p>MOLISE<br />
Ribo Guglionesi (CB),</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-42564" title="Consorzio di Torino" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/foto-4.jpg" alt="" width="600" height="448" /></p>
<p style="text-align: center;"><em>I ragazzi del Consorzio di Torino</em></p>
<p>CAMPANIA<br />
Ottavonano Atripalda (AV),<br />
Pane e Cocco’s, Cetara (SA),<br />
La Stanza del Gusto, Napoli,</p>
<p>PUGLIA<br />
Pashà, Conversano (BA),</p>
<p>CALABRIA<br />
La Romana, Crotone,<br />
Dattilo, Strongoli (KR),</p>
<p>SICILIA<br />
Kursaal Kalhesa, Palermo,<br />
Cibus, Palermo,<br />
Pocho, San Vito lo Capo (TP),</p>
<p>SARDEGNA<br />
Retroburger, Cagliari,<br />
Gastronomia e Paninoteca Loi, Nuoro,<br />
La Rosa dei Venti, Sennariolo (OR),</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-42565" title="Remigio" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/foto-41.jpg" alt="" width="600" height="448" /></p>
<p style="text-align: center;"><em>Antonello Giammarco, Fabrizio Pagliardi e Stefano Scialanga dell&#8217;enoteca Remigio di Roma</em></p>
<p>Per la categoria &#8220;Comprare&#8221;:</p>
<p>PIEMONTE<br />
Mighetto, Asti,<br />
Bir&amp;Flut, Rivoli (TO),</p>
<p>LIGURIA<br />
Douce, Genova,</p>
<p>LOMBARDIA<br />
Gelato Giusto, Milano,</p>
<p>VENETO<br />
La Capreria, Montegalda (VI),</p>
<p>TRENTINO ALTO ADIGE<br />
Acherer, Brunico/Bruneck (BZ),</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-42566" title="Altre pagine della guida" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/foto-210.jpg" alt="" width="448" height="600" /></p>
<p style="text-align: center;"><em>Altre pagine della guida</em></p>
<p>FRIULI VENEZIA GIULIA<br />
SaluMare, Trieste,</p>
<p>EMILIA ROMAGNA<br />
Alessandra Spinsi Vecchia Scuola Bolognese, Bologna,</p>
<p>TOSCANA<br />
La bottega della frutta, Firenze,<br />
Gino Cacino, Siena,</p>
<p>MARCHE<br />
Gelateria Carboni, San Benedetto del Tronto (AP),</p>
<p>UMBRIA<br />
Macelleria Tagliavento, Bevagna (PG),<br />
Pizzoni Panis et Vinum, Foligno (PG),</p>
<p>LAZIO<br />
The Fooders, Roma,</p>
<p>PUGLIA<br />
Antica Casa di Gesù, Altamura (BA),</p>
<p>BASILICATA<br />
Vero Lucano, Matera (MT).</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-42567" title="Marco Bottega e staff" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/foto-51.jpg" alt="" width="600" height="448" /></p>
<p style="text-align: center;"><em>Marco Bottega e lo staff del ristorante Aminta di Gennazzano, Roma</em></p>
<p>Questi i nomi dei vincitori. Forse nessuna assoluta novità ma senza dubbio qualche indirizzo da provare. La cosa più interessante, si mormora, avverrà stasera. E&#8217; già noto il menù che alcuni premiati dalla NON guida andranno a preparare e ve lo mostriamo grazie all&#8217;illustrazione di Francesca Barreca dei nostri Fooders,  tra i cuochi dell&#8217;evento. Fortunato chi sarà presente al costo di €40.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-42568" title="Menu della cena" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/menu-foodies-def-def.jpg" alt="" width="425" height="600" /></p>
<p>Oltre naturalmente al <strong>commento dei risultati</strong> o magari, ancora meglio, alle <strong>vostre segnalazioni su botteghe e indirizzi <em>foodie</em> del cuore</strong>, devo farvi una domanda, altrimenti stanotte non ci dormo. E la domanda è:  cosa rende diverso un Foodie da un Gourmet? Eh?</p>
<p>[<em>Crediti | Link: Dissapore, immagini: Lorenza Fumelli, illustrazione: Francesca Barreca]</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.dissapore.com/primo-piano/foodies-2012-la-non-guida-dei-non-gourmet-per-citare-lo-slogan-ufficiale-fingendo-di-comprenderne-il-senso/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>23</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>E&#8217; facile scegliere il vino se sai come fare: 20 nuove regole per il gastrofanatico</title>
		<link>http://www.dissapore.com/vino/e-facile-scegliere-il-vino-se-sai-come-fare-20-nuove-regole-per-il-gastrofanatico/</link>
		<comments>http://www.dissapore.com/vino/e-facile-scegliere-il-vino-se-sai-come-fare-20-nuove-regole-per-il-gastrofanatico/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 07 Oct 2011 10:59:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Tomacelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vino]]></category>
		<category><![CDATA[aprire una bottiglia senza cavatappi]]></category>
		<category><![CDATA[carta dei vini]]></category>
		<category><![CDATA[cavatappi]]></category>
		<category><![CDATA[champagne rosè]]></category>
		<category><![CDATA[decanter]]></category>
		<category><![CDATA[guida]]></category>
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		<category><![CDATA[nuovi accoppiamenti]]></category>
		<category><![CDATA[sideways]]></category>
		<category><![CDATA[sommelier]]></category>
		<category><![CDATA[terroir]]></category>

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		<description><![CDATA[<p></p>
<p>Se l&#8217;unica cosa che sapete fare alla velocità della luce è aspettare, beh, l&#8217;attesa è finita. Da oggi ogni gastrofanatico degno di questo nome ma in evidente, comprensibile difficoltà col vino può sfogliare la sua bibbia.<span id="more-40465"></span></p>
<p><a title="GQ" href="http://www.gq.com/food-travel/wine-and-cocktails/201110/new-rules-wine-guide?currentPage=all" target="_blank">E&#8217; questa</a>,&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/vino/e-facile-scegliere-il-vino-se-sai-come-fare-20-nuove-regole-per-il-gastrofanatico/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-40640" title="20 nuove regole per scegliere il vino" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/new-rules-of-wine-628.jpg" alt="" width="620" height="428" /></p>
<p>Se l&#8217;unica cosa che sapete fare alla velocità della luce è aspettare, beh, l&#8217;attesa è finita. Da oggi ogni gastrofanatico degno di questo nome ma in evidente, comprensibile difficoltà col vino può sfogliare la sua bibbia.<span id="more-40465"></span></p>
<p><a title="GQ" href="http://www.gq.com/food-travel/wine-and-cocktails/201110/new-rules-wine-guide?currentPage=all" target="_blank">E&#8217; questa</a>, noi l&#8217;abbiamo solo tradotta, al massimo geolocalizzata. Cosa pensate delle nuove 20 regole? Vogliamo aggiungerne altre?</p>
<h3><img class="size-full wp-image-40646 alignright" title="Relax" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/340x_toast_2_722.jpg" alt="" width="250" height="305" /><strong>01. </strong><strong>RILASSATEVI.</strong></h3>
<p>Non preoccupatevi se avvicinando il naso al bicchiere non sentite &#8220;sentori netti di Big Babol&#8221;, &#8220;note evidenti di cavallo sudato&#8221; o &#8220;aromi fognari&#8221;.</p>
<p>Se prendete le note di degustazione della stessa bottiglia (identico vitigno, identica annata) di due diversi critici, sembra quasi che non abbiano bevuto il medesimo vino.</p>
<p>Che è un po&#8217; come dire che il vostro pgiudizio vale quanto il loro.</p>
<p>Bevete allora.</p>
<p>Decidete cosa vi piace.</p>
<p>E se notate &#8220;profumi di fiori cimiteriali&#8221; nel Riesling, tenetelo per voi.<br style="clear: both;" /></p>
<h3><strong><span style="color: #888888;">02.</span> OH SI, CONOSCIAMO LA STORIA DEL TERROIR, PER FAVORE NON RACCONTATELA PIU&#8217;.</strong></h3>
<p>La storia del terroir è l&#8217;equivalente vinicolo della teoria dell&#8217;aristocrazia. Sei come sei nato. O sei Château Margaux o non sei Château Margaux. Questo è quanto. Ovviamente, le uve coltivate in luoghi diversi hanno gusti diversi, è quasi una banalità, nessuno la contesta. Ma prima che finiscano nel bicchiere accadono molte cose. Pensate anche voi che il lavoro di uno chef trasformi e migliori il cibo. Il lavoro di chi produce vino non è meno complesso di quello che fa uno chef.</p>
<h3><strong><span style="color: #800000;">03.</span> IMPARATE A USARE IL WEB.</strong></h3>
<p>Usate questi (o altri) siti per comprare il vino:</p>
<p><a title="Designwine" href="http://www.designwine.com/" target="_blank">Designwine</a>.</p>
<p><a title="Wineshop" href="http://www.wineshop.it/" target="_blank">Wineshop.it</a></p>
<p><a title="Everywine" href="http://www.everywine.biz/" target="_blank">Everywine.biz</a></p>
<h3><strong><span style="color: #ff0000;">04.</span> APPLICATE IL TURN OVER ALLA LISTA DELLA SPESA.</strong></h3>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-40647" title="Cambiate spesso vini e abbinamenti" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/wine-package-wine-takeout-300.jpg" alt="" width="250" height="336" />Gli enofili sono come gli allenatori di calcio che non applicano il turnover lasciando molti talenti in panchina. Pinot e Cabernet giocano sempre ma il Riesling? Raramente si toglie la tuta. Proviamo a movimentare la situazione.</p>
<p>Se di solito bevete Nebbiolo significa che andate in sclero per la classica, potente eleganza dei grandi Barolo. <em>L&#8217;alternativa</em>. Da una vita sentite dire l’aglianico è il barolo del sud: è arrivata l’ora di provarlo. Profondo e imponente, fa pronunciare la parola magica dell&#8217;enofighetto: mineralità. Il vulcano si sente eccome. <em>Uno da provare</em>. Basilisco Aglianico del Vulture doc.</p>
<p>Se di solito bevete Sangiovese significa che provate un trasporto sensuale per tutti i frutti, niente asprezza. <em>L’alternativa</em>. Siete abbastanza grandi per scoprire il Montepulciano del Molise. Poche bottiglie di livello e &#8217;sta volta Di Pietro non c&#8217;entra. Uno da provare: Don Luigi Rosso Molise Doc &#8211; Di Majo Norante.</p>
<p>Se di solito bevete Pinot grigio significa che avete una forte inclinazione per le certezze, meglio non correre rischi, specie a cena con gli amici. <em>L’alternativa</em>. Verdicchio uber alles. Alcuni dei migliori bianchi in circolazione sono Verdicchi, in particolare le bottiglia d’annata. Uno da provare: Collestefano o Coroncino. O il totem del Verdicchio: Villa Bucci, uno dei pochi bianchi in grado di durare decenni.</p>
<p>Se di solito bevete Franciacorta significa che stravedete per le bollicine che fa figo ordinare al ristorante. <em>L’alternativa</em>. Pro-sec-co, vivaddio. Freschissimo, agrumato e con il miglior scatto alla risposta in circolazione. <em>Uno da provare</em>. Anche pi di uno: Bele Casel Colfòndo, Zanotto Colfòndo, Casa Coste Piane Colfòndo, Costadilà&#8230; insomma, capito, no? Col fondo è un’altra cosa.</p>
<h3><strong><span style="color: #000000;"><span style="color: #ff00ff;">05.</span> BOTTIGLIA DA 100 EURO E HAMBURGER: W I NUOVI ACCOPPIAMENTI.</span></strong></h3>
<p>Nemmeno immaginate quanto lo champagne sia l&#8217;abbinamento ideale con i gamberetti al sesamo, la zuppa di pinne di pescecane o il maiale in agrodolce. Se poi è un Comte de Vogüé Musigny del &#8216;61, che per inciso va a 7.000 euro, significa che il mondo vi sorride. Accompagnare vini estremamente risolutivi con zozzonerie poco elaborate aiuta a concentrarsi su cosa si beve. Scolare Bordeaux con un hamburger iz da nu loud!</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-40645" title="Il bicchiere conta" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/wine.jpg" alt="" width="620" height="349" /></p>
<h3><strong><span style="color: #993300;">06.</span> IL BICCHIERE CONTA.</strong></h3>
<p>Tutto ciò che vi serve davvero per apprezzare il vino è un bicchiere. State lontano dalle panzane del bicchiere ideale per ogni varietà, ne basta uno semplice, anzi universale. Girate il bicchiere, areate il vino e lasciate che esprima tutto il suo carattere.</p>
<h3><strong><span style="color: #ff6600;">07.</span> CON LO CHAMPAGNE ROSE&#8217; NON SI FA SOLO LA DOCCIA ALLE SPOSE.</strong></h3>
<p>Piuttosto, abbinatelo con il pesce, la carne, il dessert. E quando ci aprono una bottiglia di champagne rosé al ristorante, ci sentiamo un po&#8217; viziati.</p>
<h3><strong><span style="color: #ff9900;">08.</span> MA NON ACCENDETE MUTUI PER LE BOLLICINE.</strong></h3>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-40641" title="Champagne" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/wine-package-bubbles-300.jpg" alt="" width="250" height="316" />Provate questi champagne.</p>
<p>POL ROGER: Extra Cuvée de Réserve.</p>
<p>Gessoso e salino, floreale, anche  nocciolato ma più che altro allegro. 35 euro in  enoteca.</p>
<p>BOLLINGER: Spécial Cuvée.</p>
<p>Colazione a letto con brioche, burro e bollicine dinamiche. 45 euro in enoteca o al supermercato.</p>
<p>MOET  Et CHANDON: Grand Vintage 2002.</p>
<p>Impatto sontuoso, bocca piena e decisa, finale di pompelmo e  cedro. Le jeux sont fait. 55 euro in enoteca o al supermercato.<br style="clear: both;" /></p>
<h3><strong><span style="color: #808000;">09.</span> HEY SOMMELIER, NON E&#8217; IL 1953.</strong></h3>
<p>Smettetela di dare la carta dei vini all&#8217;uomo più vecchio, grasso, e apparentemente ricco del tavolo.</p>
<h3><strong><span style="color: #008000;">10.</span> UNA CARTA DEI VINI GRANDE COME LO SCHERMO DEL TELEFONINO E&#8217; GIA&#8217; ABBASTANZA.</strong></h3>
<p>Oh, sempre tu, sommelier, hai tutte le annate di Gaja dal 1961 nella tua carta delle riserve? Chi se ne importa, è l&#8217;equivalente enofilo del <em>name-drop</em> (citare nomi importanti simulando amicizia per darsi importanza). A meno che, nel 300% di ricarico che applichi sia incluso l&#8217;incontro di persona con Angelo Gaja. Un menu deve dire qualcosa dello chef, lo stesso vale per la carta dei vini e il sommelier. Allora fai una scelta, preferiamo una pagina concentrata e ben fatta a un tomo che non basta una notte per leggere. Non vogliamo 11 pagine di vini che l&#8217;intero principato di Monaco non potrebbe mai permettersi di bere.</p>
<h3><strong><span style="color: #008080;">11.</span> COMPRARE IL VINO GIUSTO E&#8217; COME GIOCARE ALLA ROULETTE RUSSA.</strong></h3>
<p>Ma ci sono siti che vi aiutano, provate questi:</p>
<p><a title="Lavinium" href="http://www.lavinium.com/" target="_blank">Lavinium</a> (dovrebbe ancora esserci  una rubrica sui  vini del supermercato)</p>
<p><a title="Vaindante Bevitore" href="http://ilviandantebevitore.blogspot.com/" target="_blank">Il viandante bevitore</a> (specie per il vino del sud)</p>
<p><a title="Vini Naturali" href="http://www.vininaturali.it/" target="_blank">Vini Naurali</a> (per i vini bio e appunto, narturali)</p>
<p>E va da sé: <a title="Intravino" href="http://www.intravino.com/" target="_blank">Intravino</a>.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-40644" title="Cavatappi semplici " src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/shutterstock_13782721_copy.jpg" alt="" width="620" height="349" /></p>
<h3><strong><span style="color: #33cccc;">12.</span> E IL CAVATAPPI?</strong></h3>
<p>Non lasciatevi bidonare da oggetti di design estremo e ovviamente ipercostosi, tutto ciò di cui avete bisogno è un cavatappi a vite con tagliacapsule. Punto.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-40642" title="Aprire il vino con una scarpa" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/Schermata-2011-01-24-a-13.46.52.png" alt="" width="620" height="331" /></p>
<h3><strong><span style="color: #0000ff;">13.</span> E IN CASO DI EMERGENZA NON VI SERVE NEANCHE IL CAVATAPPI.</strong></h3>
<p>Non avete un cavatappi sotto mano? Niente panico. Seriamente, uno stupido tappo di sughero non può bloccarvi, aprite la bottiglia con una scarpa. Per primo togliete la stagnola dal  collo della bottiglia. Secondo: scegliete una scarpa con la suola  spessa, e trovate il modo per tenere saldamente la bottiglia. Terzo:  provate, e fermatevi prima che il tappo venga completamente fuori così  non sprecate neanche una goccia del prezioso liquido. <a title="Spigoloso" href="http://www.spigoloso.com/vino/5-modi-alternativi-per-aprire-una-bottiglia-di-vino/" target="_blank">Qui</a> trovate altri 4 metodi per aprire una bottiglia di vino senza cavatappi.</p>
<h3><strong><span style="color: #00ccff;">14.</span> E PER FAR DECANTARE IL VINO NON VI SERVE UN COSTOSO DECANTER.</strong></h3>
<p>Il vino ha bisogno di respirare ma deve necessariamente farlo in un decanter in vetro soffiato da 200 euro. Spendeteli piuttosto per comprare una, due, tre, cinque, sei bottiglie. Svuotatele e fatele decantare in una normale caraffa. Maledizione, non avete neanche quella? Togliete i fiori da quel vaso, sciaquatelo, asciugatele e metteteci il vino. Ossigenarlo è ciò che veramente conta.</p>
<h3><strong><span style="color: #333399;">15.</span> E PER AMOR DEL CIELO, NON ANNUSATE IL TAPPO.</strong></h3>
<p>No, seriamente, cosa cercate esattamente quando lo fate?</p>
<h3><strong><span style="color: #666699;">16.</span> SCUSA SIDEWAYS, MA IL MERLOT NON FA SCHIFO.</strong></h3>
<p>Le vendite di Merlot non si sono certo fermate perché nel film Sideways Paul Giamatti strillava che non avrebbe bevuto &#8220;nessun fottuto Merlot&#8221;. Al suo meglio, tipicamente a Bordeaux, il Merlot è fra le uve più nobili &#8212; morbida, potente e profumata &#8212; e non deve essere per forza Château Pétrus. Restiamo in Italia. Il Falesco umbro costa pure poco, e per chi se lo può permettere c&#8217;è il Montiano.</p>
<h3><strong><span style="color: #808080;">17.</span> IL VINO ROSSO CALDO LO BEVI TU.</strong></h3>
<p><img class="alignright size-full wp-image-40643" title="Vino rosso freddo" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/wine-package-cold-red-300.jpg" alt="" width="250" height="339" />Al ristorante non lasciate che vi servano vino rosso caldo.</p>
<p>Se la bottiglia arriva sul vostro tavolo a temperatura ambiente non vergognatevi.</p>
<p>Dite al cameriere di raffreddarlo.</p>
<p>Basta qualche grado.</p>
<h3><strong><span style="color: #000000;"><span style="color: #993366;">18.</span> E CERTI ROSSI VAN BEVUTI ANCORA PIU&#8217; FREDDI. </span></strong></h3>
<p>Leggeri, poveri di tannini e piuttosto acidi, sono i vini rossi che funzionano meglio se freddi.</p>
<p>I francesi li chiamano &#8220;vini dissetanti&#8221;.<br style="clear: both;" /></p>
<h3><strong><span style="color: #ff0000;">19.</span> VINO IN LATTINA? CASOMAI ALLA BOTTE.</strong></h3>
<p>Tra tappo, etichetta, vetro e alluminio se ne va almeno un euro e ancora non abbiamo bevuto una goccia. Dunque, perché lo facciamo? La botte è il modo migliore per conservare il vino sia rosso che bianco, e negli ultime tempi, grazie a Dio, stiamo capendo che il vino non dev&#8217;eesere per forza <span style="text-decoration: line-through;">soffocato</span> confinato in una bottiglia. Speriamo che sempre più persone armati di caraffa vadano a prendersi il vino nella cantina più vicina.</p>
<h3><strong><span style="color: #808000;">20.</span> E SOPRATTUTTO, NON SIATE SCHIAVI DEI PUNTEGGI.</strong></h3>
<p>Certo, i punteggi sono utili quando non abbiamo altri metodi di valutazione. Ma tutti quei numeri sono solo valutazioni personali. Se il Barbaresco vi rimbalza, tutti i punteggi del mondo non ve lo faranno piacere. E alla fine, il vostro è il solo palato che conta.</p>
<p>[<em>Crediti | Link: GQ, Spigoloso. Geolocalizzato con l'aiuto del sommelier Andrea Gori</em>]</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Best. Bar. Evah. (Sennò Colzani, bar d&#8217;Italia 2012 del Gambero Rosso)</title>
		<link>http://www.dissapore.com/primo-piano/best-bar-evah-senno-colzani-bar-ditalia-2012-del-gambero-rosso/</link>
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		<pubDate>Thu, 29 Sep 2011 15:15:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Bernardi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[2012]]></category>
		<category><![CDATA[andrea colzani]]></category>
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		<category><![CDATA[marco colzani]]></category>

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		<description><![CDATA[<p></p>
<p>Bene, adesso che sono usciti i <a title="Gambero Rosso" href="http://www.gamberorosso.it/index.php?option=com_k2&#38;view=item&#38;id=291917:bar-d%E2%80%99italia-2012-colzani-%C3%A8-il-bar-dell-anno&#38;lang=it&#38;Itemid=1" target="_blank">Bar d&#8217;Italia 2012 del Gambero Rosso</a>, adesso siete contenti? Adesso potete andare a gugolare i nomi di Andrea e Marco Colzaghi, da Cassago (LC) &#8212; Brianza profonda &#8212; proprietari&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/primo-piano/best-bar-evah-senno-colzani-bar-ditalia-2012-del-gambero-rosso/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-40255" title="Caffelatte a Firenze" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/bar.jpg" alt="" width="700" height="411" /></p>
<p>Bene, adesso che sono usciti i <a title="Gambero Rosso" href="http://www.gamberorosso.it/index.php?option=com_k2&amp;view=item&amp;id=291917:bar-d%E2%80%99italia-2012-colzani-%C3%A8-il-bar-dell-anno&amp;lang=it&amp;Itemid=1" target="_blank">Bar d&#8217;Italia 2012 del Gambero Rosso</a>, adesso siete contenti? Adesso potete andare a gugolare i nomi di Andrea e Marco Colzaghi, da Cassago (LC) &#8212; Brianza profonda &#8212; proprietari del bar dell&#8217;anno, <a title="Colzani" href="http://www.c-colzani.com/" target="_blank">Colzani</a>: selezione, tostatura e torrefazione del caffè, prodotto in casa, cioccolato fatto praticamente sotto gli occhi dei clienti, brioche di lievito madre, yogurt di capra e linea salata in crescita. Oppure, invece di pensare &#8220;questo me lo farei&#8221; (il bar) con le classifiche degli altri, fate il deserto attorno al Gambero Rosso (essù, si fa per dire) e santificare l&#8217;istituto della colazione <strong>raccontando non già il vostro bar dell&#8217;anno, ma il Best. Bar. Evah</strong>.</p>
<p>Nel frattempo vi dico del mio. L’avevo lasciato quanti anni fa?, non so. L’ho ritrovato ieri, ed è tutto lì. Il <strong>Caffellatte di Firenze in via degli Alfani 39/r</strong> ha tutto, anche i difetti. Qualcuno diceva: a volte è un set anni &#8216;60 allestito perfettamente, però gli difetta la tensione drammatica; a volte dice tutto. Dice tutto il cappuccione dentro la grande tazza bianca (3,50€), prendilo in mano, schizzati un baffo con la schiuma, metti dentro quel che vuoi, pane tostato con burro e marmellata bio o una fetta di torta cioccolato e pere con la crema (5€), che mica mi ricordavo c&#8217;aveva la pasta così buona. Dice tutto lo yogurt con frutta fresca e muesli, la sua bontà inconsapevole e densa, una fuga dal piccoloborghesume delle nostre diete proteiche. Dice tutto il burro Maremma (1,80€ per 125 g), consegnato alla pruderie antidigiuno dal grasso che cola giù per le dita, e i pavimenti consumati, e il far breton (4,50€), e il cucinino per preparare la crema vera, e le uova al cucchiao, e il caffé d’orzo in acqua minerale, e il cesto dei cachi. Dice tutto quel qualcuno che entrando dice: &#8220;che gran calma c&#8217;è qui dentro&#8221;. Perché è inevitabile che i nostri Best. Bar. Evah. finiscano per somigliarci un po&#8217;.</p>
<p>[<em>Crediti | Link: Gambero Rosso</em>]</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Ci sono solo 3 parole per definire la guida 2012 che mette pari merito Glass e Al Ceppo e queste 3 parole sono: Gambero Rosso Roma</title>
		<link>http://www.dissapore.com/primo-piano/ci-sono-solo-3-parole-per-definire-la-guida-2012-che-mette-pari-merito-glass-e-al-ceppo-e-queste-3-parole-sono-gambero-rosso-roma/</link>
		<comments>http://www.dissapore.com/primo-piano/ci-sono-solo-3-parole-per-definire-la-guida-2012-che-mette-pari-merito-glass-e-al-ceppo-e-queste-3-parole-sono-gambero-rosso-roma/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 16 Sep 2011 12:58:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenza Fumelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p></p>
<p>E&#8217; andata così. Alle 11.30 mi chiama affannata una cara amica dicendo: &#8220;Ma ti rendi conto???&#8221;. &#8220;Cooosa?&#8221;, rispondo. &#8220;La guida Roma 2012 del Gambero Rosso è in vendita&#8230; ma la presentazione ufficiale sarà solo lunedì 19!!!, controlla su Facebook&#8221;.&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/primo-piano/ci-sono-solo-3-parole-per-definire-la-guida-2012-che-mette-pari-merito-glass-e-al-ceppo-e-queste-3-parole-sono-gambero-rosso-roma/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-39476" title="La Feltrinelli che per qualche ora ha venduto la guida Roma 2012 del Gambero Rosso" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/foto26.jpg" alt="" width="700" height="444" /></p>
<p>E&#8217; andata così. Alle 11.30 mi chiama affannata una cara amica dicendo: &#8220;Ma ti rendi conto???&#8221;. &#8220;Cooosa?&#8221;, rispondo. &#8220;La guida Roma 2012 del Gambero Rosso è in vendita&#8230; ma la presentazione ufficiale sarà solo lunedì 19!!!, controlla su Facebook&#8221;. Apro Facebook, e in effetti c&#8217;è uno scambio di <em>rumor</em> tra alcuni amici, in particolare Alberto Rinaudo afferma di aver trovato la guida alla Feltrinelli di viale Giulio Cesare a Roma, e dà pure qualche risultato della guida. Così esco di corsa e vado all&#8217;edicola numero 1: niente. Numero 2: niente. Numero 3: ancora nulla. Chiamo quindi l&#8217;ufficio stampa del Gambero Rosso e la gentilissima Stefania mi dice che c&#8217;è senz&#8217;altro un errore, di chi però non è chiaro.</p>
<p>Corro quindi alla Feltrinelli di via Appia. Il direttore mi dice che la guida c&#8217;è ma nei cartoni, e mi placca mentre tento di entrare in magazzino. Poi guardandomi serio dice: &#8220;signorina, la guida sarà in vendita dal 20 set. Probabilmente a Giulio Cesare si sono sbagliati!&#8221; &#8220;Sbagliaaaati?&#8221;, faccio molto sorpresa, poi mi rassegno e torno a casa. Ecco quindi i dati generosamente donati dal fortunato Alberto a <a title="Scatti di gusto" href="http://www.scattidigusto.it/2011/09/16/esclusiva-tutti-i-voti-della-guida-gambero-rosso-roma-2012/" target="_blank">Scatti di gusto</a>.</p>
<p><strong>(10)</strong> Vecchia Pineta di Ostia, 80 (+3).</p>
<p><strong>(10)</strong> Salotto Culinario, 80 (New Entry).</p>
<p><strong>(10)</strong> Arcangelo, 80 (-).</p>
<p><strong>(9)</strong> Il Funghetto di Latina, 81 (-).</p>
<p><strong>(9)</strong> Il Focarile, 81 (-).</p>
<p><strong>(9)</strong> Os Club, 81 (New Entry)</p>
<p><strong>(9)</strong> All&#8217;oro, 81 (+1).</p>
<p><strong>(8)</strong> Antica Pesa, 82 (+2)</p>
<p><strong>(7)</strong> Glass Hostaria, 83 (+2)</p>
<p><strong>(7)</strong> Al Ceppo, 83 (+1).</p>
<p><strong>(7)</strong> Metamorfosi, 83 (New Entry)</p>
<p><strong>(7)</strong> Sanlorenzo, 83  (+3).</p>
<p><strong>(7)</strong> Il Granchio di Terracina, 83 (+1).</p>
<p><strong>(7)</strong> Acqua Pazza di Ponza, 83 (+1).</p>
<p><strong>(6)</strong> Oliver Glowig dell&#8217;Aldovrandi Palace, 84 (New Entry)</p>
<p><strong>(6)</strong> L&#8217;Acquolina, 84 (+3).</p>
<p><strong>(6)</strong> L&#8217;Angolo d&#8217;Abruzzo, 84 (-)</p>
<p><strong>(6)</strong> Settembrini, 84 (+2)</p>
<p><strong>(5)</strong> Pascucci al  Porticciolo, <span style="text-decoration: line-through;">Anzio</span> Fiumicino, 85 (+2)</p>
<p><strong>(5)</strong> La Parolina, 85 (+1).</p>
<p><strong>(5)</strong> La Posta Vecchia di Ladispoli, 85 (+4).</p>
<p><strong>(4)</strong> La Torre di Viterbo, 87 (+ 2).</p>
<p><strong>(4)</strong> Open Colonna, 87 (-).</p>
<p><strong>(4)</strong> Convivio Troiani, 87 (+3).</p>
<p><strong>(3)</strong> La Trota di Rivodutri, 89 (-).</p>
<p><strong>(3)</strong> Il Pagliaccio, 89 (- 2).</p>
<p><strong>(2)</strong> Le Colline Ciociare, 90 (-). Tre forchette.</p>
<p><strong>(1)</strong> La Pergola dell&#8217;Hotel Cavalieri Hilton, 94 (-). Tre forchette.</p>
<p>Fuori dalla Top Ten: Giuda Ballerino, Agata e Romeo con 79, l’Antico Arco con 78, l’Incannucciata con 77.</p>
<p>Premio Tre bottiglie a Roscioli, Casa Bleve e Del Gatto.</p>
<p>Ora, non so voi, ma io avrei un po&#8217; da ridire su alcune cose:</p>
<p>&#8211; Le Colline Ciociare al n. 2 e non al n. 1.<br />
&#8211; Settembrini troppo basso in classifica.<br />
&#8211; Glass pari merito con Al Ceppo non si può vedere. Con tutto il rispetto per Al Ceppo.<br />
&#8211; All&#8217;Oro solo nono, ma stiamo scherzando?<br />
&#8211; Arcangelo di Arcangelo Dandini ancorato agli 80 punti e qui raggiunto dalla Vecchia Pineta di Ostia, non lo scriverebbe nemmeno il più vertiginosamente incompetente tra i miei amici.<br />
&#8211; Perché Giuda Ballerino tanto in basso?</p>
<p>[<em>Crediti | Link Scatti di Gusto, immagine: Lorenza Fumelli</em>]</p>
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		<title>Diamo ordine al caos delle gelaterie artigianali: le 25 migliori d&#8217;Italia</title>
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		<comments>http://www.dissapore.com/cucina/diamo-ordine-al-caos-delle-gelaterie-artigianali-le-25-migliori-ditalia/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 28 Jul 2011 15:26:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Bernardi</dc:creator>
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<p>Una cosa è essere il cronista richiesto di una classifica delle migliori gelaterie artigianali. Il cronista svolgerà il compito, più o meno adeguatamente, poi tornerà alle sue incombenze magari con un pezzo sul rendimento dei btp a 10 anni.&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/cucina/diamo-ordine-al-caos-delle-gelaterie-artigianali-le-25-migliori-ditalia/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-37699" title="Gelato artigianale" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/gelato-fatto-in-casa-copia.png" alt="" width="700" height="412" /></p>
<p>Una cosa è essere il cronista richiesto di una classifica delle migliori gelaterie artigianali. Il cronista svolgerà il compito, più o meno adeguatamente, poi tornerà alle sue incombenze magari con un pezzo sul rendimento dei btp a 10 anni. Tempo un mese e avrà dimenticato quella classifica. Altro è essere l’uomo più contento del mondo perché stai per compilare la classifica delle migliori gelaterie artigianali, non importa se <a title="Dissapore" href="http://www.dissapore.com/mangiare-fuori/vacanze-volume-due-guida-completa-al-gelato-artigianale/" target="_blank">l&#8217;hai più o meno fatto un anno fa</a>. Io quando un gelato ha la capacità di diventare argomento di conversazione metto su le facce, e bisogna credere alle facce, specie se la gamma di espressioni va dal giocondo al compiaciuto. Perché il gelato artigianale è un mondo, e io stravedo per chi ne sa creare uno.</p>
<p>Anche Eleonora Cozzella giorni fa ha esaltato lo strapotere del gelato artigianale con <a title="L'Espresso Food&amp;Wine" href="http://espresso.repubblica.it/food/dettaglio/Gelati-Italia-ecco.i-migliori/2156960" target="_blank">una mini-guida divisa per regioni</a>, ma temo abbia fatto troppo assegnamento su episodi minori tipo il campionato italiano dei gelatieri, così la classifica esclude posti capaci di trasformare i 15 minuti di popolarità del gelato artigianale in un&#8217;eternità.</p>
<p>Sono consapevole che si vive meglio non avendo certezze. Che classificare &#8212; primo, quinto e sedicesimo &#8212; è a volte sintomo di sgangherata inadeguatezza. Che saperla così lunga da elencare ogni luogo cruciale per non sbagliare quando prendiamo un gelato è difficile, ma c&#8217;ho provato, ecco.</p>
<p><strong>Menzione d&#8217;onore</strong> per un buon numero di gelaterie, escluderle mi avrebbe fatto soffrire e non ero pronto. Mordono i garretti alle favolose 25: Gelatauro di Bologna, Caprice di Pescara, Bepi di Padova, Strumia di Sommariva del Bosco (Cuneo), Serafini di Lavis (Trento), Ape Regina di Subiaco (Roma), Bedont di Brescia, Cassia Vetus di Loro Ciufenna (Arezzo), Zampolli di Trieste.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-37650" title="Agrigelateria San Pe" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/photo1-16.jpg" alt="" width="450" height="312" />(25) <a title="Agrigelateria San Pé" href="http://www.agrigelateria.eu/jcms/index.php" target="_blank">AGRIGELATERIA SAN PE&#8217;</a>, strada di San Pietro di Rivetta &#8211; Poirino, Torino; via Nizza, 230 &#8211; Torino (presso Eataly); via Bossolasco, 6/4 &#8211; Torino.</p>
<p>Ha dato inizio al fenomeno delle Agrigelaterie, mangiatoie con annessa azienda agricola che produce in proprio il latte per il gelato. Per decrittarne il successo bisogna ricordare che è la gelateria di Eataly, la catena di negozi per gastrofanatici. Produce un gelato di riconosciuto valore, molto genuino, che spicca nel fior di latte, anche se nessun militante del gelato artigianale ha mai gridato al miracolo. Da poco è anche all&#8217;Agricafè di Torino.<br style="clear: both;" /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-37649" title="Caffè Sicilia" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/photo1-8.jpg" alt="" width="450" height="314" /></p>
<p>(24) <a title="Facebook" href="http://it-it.facebook.com/pages/Caff%C3%A9-Sicilia-Noto/59815635165" target="_blank">CAFFE&#8217; SICILIA</a>, corso Vittorio Emanuele III, 125 &#8211; Noto, Siracusa.</p>
<p>Per carità cristiana verso chi che non c’è mai stato, sorvolo sulla perfezione della pasticceria di Corrado Assenza, uno dall&#8217;appetito famelico per il nuovo, al punto che il gusto del 2010 è stato l&#8217;insalata assoluta. Pasticceria e granite superano il gelato, ma escludere il caffè del corso di Noto dai 25 indirizzi cruciali del gelato artigianale sarebbe stata lesa maestà. Per completezza d&#8217;informazione, Assenza è anche un po&#8217; cuoco, anni fa il NYTimes <a title="New York Times" href="http://www.nytimes.com/2005/03/30/dining/30sici.html?pagewanted=1&amp;_r=1" target="_blank">lo paragonò</a> a Nino Graziano e Ciccio Sultano.<br style="clear: both;" /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-37648" title="Pastorino" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/photo1-6.jpg" alt="" width="450" height="311" />(23) <a title="Gelateria Pastorino" href="http://www.gelateriapastorino.it/" target="_blank">PASTORINO</a>, via Vittorio Veneto, 31 &#8211; Calice Ligure, Savona.</p>
<p>Non tutti i gelatisti ispirati dal sacro furore lo conoscono, <a title="Gelateria Pastorino" href="http://www.gelateriapastorino.it/ingredienti.htm" target="_blank">ma a leggere gli ingredienti</a> sarebbe il caso di precipitarsi verso Calice Ligure. Pochi gusti, buona rotazione degli ingredienti, brillante rapporto prezzo/felicità. I Pastorino appartengono alla schiera che rivendica con orgoglio la scomunica di grassi idrogenati, emulsionanti di sintesi e coloranti. Oltre ai gusti classici caldamente consigliata la crema di ricotta con salsa di fichi.<br style="clear: both;" /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-37646" title="Makì" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/photo1-7.jpg" alt="" width="450" height="350" />(22) <a title="Facebook" href="http://it-it.facebook.com/pages/Gelateria-Artigianale-Mak%C3%AC/184521545256" target="_blank">MAKI&#8217;</a>, piazza degli Avveduti, 1 &#8211; Fano (Pesaro).</p>
<p>Dice: &#8220;Antonio Luzi è uno scontroso&#8221;. No, Antonio Luzi è pignolo, attento, accurato e un po&#8217; gli sembra che debbano esserlo anche i suoi clienti. Ma dopo 5 anni ha smussato gli angoli. Il suo gelato è tutto nell&#8217;aspetto, anzi per essere precisi nel colore. Naturale, lontano dalla stereotipo del gelato muscoloso e grasso, rilucente e finto, trova il suo vessillo nel pistacchio. A volte più sostanza non guasterebbe ma tra i gelati (ri)provati nel 2011 è stato uno dei pochi a non prosciugarmi il palato.<br style="clear: both;" /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-37645" title="Fiordiluna" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/photo1-12.jpg" alt="" width="450" height="336" />(21) <a title="Fiordiluna" href="http://www.fiordiluna.com/" target="_blank">FIORDILUNA</a> , via della Lungaretta, 96 &#8211; Roma.</p>
<p>L&#8217;adesione alla rete del Commercio Equo e Solidale li rende simpatici ad alcuni meno ad altri, ma il punto è che bravi sono bravi, eccome. Non solo con il gelato, anche nella lavorazione del cioccolato, squisite tavolette e praline. Rotazione stagionale degli ingredienti, specie della frutta, che trasformata in gelato da fresca è effettivamente un&#8217;altra cosa. Fornitori impeccabili e niente coni, come vuole una deriva purista che assegna il primato alla tristanzuola coppetta.<br style="clear: both;" /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-37643" title="Gelati Divini" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/photo1-2.jpg" alt="" width="450" height="348" />(20) <a title="Gelati Divini" href="http://www.gelatidivini.it/index.htm" target="_blank">GELATI DIVINI</a>, piazza Duomo, 20 &#8211; Ragusa Ibla, Ragusa.</p>
<p>Il &#8220;divini&#8221; del nome segnala l&#8217;attività originale della bottega affacciata nella piazza presidiata dal barocco di San Giorgio, un&#8217;enoteca. Qualche anno fa Rosaria Rosso iniziò proprio incrociando gelato e vini, specie dell&#8217;Isola, e &#8212; tah-dah! &#8212; è nata una stella. Va da sé che pistacchio, mandorla e fico d&#8217;india siano il vanto della casa continuamente impegnata in esperimenti interessanti, nell&#8217;estate 2011 è toccato al pomodoro pachino. In vendita nella bottega anche golosità assortite.<br style="clear: both;" /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-37641" title="Officina del gelo" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/photo1-3.jpg" alt="" width="450" height="315" />(19) <a title="Avalon" href="http://officinadelgeloavalon.eu/" target="_blank">OFFICINA DEL GELO AVALON</a>, corso delle Libertà, 44 &#8211; Bolzano.</p>
<p>Latte fresco, panna e yogurt sono a tiro di maso, e la rete di fornitori creata da Paolo Coletto, gelatiere d&#8217;esperienza e classe, è il vero patrimonio della casa. I gusti alla frutta, specie fragole, lamponi e ribes sono cose che diventa urgente provare se non l&#8217;avete ancora fatto. Altro nocciolo della questione: il prezzo, corretto è dir poco.<br style="clear: both;" /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-37639" title="La Bottega del Gelato" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/photo1-21.jpg" alt="" width="450" height="337" />(18) <a title="La bottega del gelato" href="http://www.labottegadelgelato.it/" target="_blank">LA BOTTEGA DEL GELATO</a>, via Pergolesi, 3 &#8211; Milano.</p>
<p>Entrate e vi chiedono con prontezza la prima impressione, forse faticate a dire: &#8220;che bel posto!&#8221;. Forse anche &#8220;ma che simpatici&#8221;. Stavamo parlando di gelato, tuttavia, non è così? E in questa istituzione milanese il gelato, orgogliosamente classico, onesto e senza abbellimenti estetici non ha mai deluso.<br style="clear: both;" /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-37637" title="De Coltelli" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/photo1-11.jpg" alt="" width="450" height="349" />(17) <a title="De Coltelli" href="http://www.decoltelli.it/" target="_blank">DE COLTELLI</a>, lungarno Pacinotti, 23 &#8211; PISA.</p>
<p>Il pistacchio crudo (non tostato) proposto l&#8217;anno scorso allo <a title="Sherbeth Festival" href="http://www.sherbethfestival.it/edizione2011/" target="_blank">Sherbeth Festival</a> di Cefalù, incontro di riferimento della gelosfera, ha fatto strabuzzare gli occhi ai siciliani, che pur scettici hanno molto apprezzato. E nel 2011 la novità è un più vezzoso gelato alla pera con il pepe rosa. Per la carica innovativa i fratelli De Coltelli sembrano esuberanti ma alla base del loro credo c&#8217;è un gelato rigoroso per l&#8217;assenza di aromi di sintesi e nella conservazione: il banco ovviamente è a pozzetti.<br style="clear: both;" /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-37635" title="L'albero del gelato" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/photo1-14.jpg" alt="" width="450" height="314" />(16) <a title="Albero dei gelati" href="http://www.alberodeigelati.it/" target="_blank">ALBERO DEI GELATI</a>, via Santa Valeria, 93 &#8211; Seregno, Milano; via Volta, 1 – Cogliate, Milano; piazza Cavour, 12 – Barlassina, Monza.</p>
<p>Il nome (relativamente) nuovo del gelato artigianale in Brianza. Relativamente perché i punti vendita sono già 3, tutti assistiti da una rete fornitori fidati e il più possibile a filiera corta. Autarchia brianzola? Non proprio, nocciola piemontese e liquerizia calabra sono gusti molto amati, ma tra gli stagionali e i 14 sempre presenti non mancano bizzarrie come gorgonzola e noci. Tutto è naturale, biologico, verde, compostabile e riciclabile (parlavo del pack non del gelato).<br style="clear: both;" /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-37633" title="Sartori" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/photo1-15.jpg" alt="" width="450" height="314" />(15) <a title="Sartori" href="http://www.gelateriasartori.it/" target="_blank">SARTORI</a>, piazza Luigi di Savoia, 1 &#8211; Milano.</p>
<p>Dal dopoguerra il chiosco vicino alla stazione centrale è una sicurezza per i milanesi, per di più un esemplare unico nella gelosfera nazionale di pregio. Nelle preferenze dei clienti il re è il famoso Nocciolato fatto con le noccioline  tostate. I  principi sono sono i super classici cioccolato e crema.<br style="clear: both;" /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-37632" title="Cremeria Gabriele" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/photo1-18.jpg" alt="" width="450" height="355" />(14) <a title="Cremeria Gabriele" href="http://www.facebook.com/pages/CREMERIA-GABRIELE/47914777071" target="_blank">CREMERIA GABRIELE</a>, corso Umberto I, 8 &#8211; Vico Equense, Napoli.</p>
<p>Ai primi segnali di dipendenza dal limone igp della costiera sorrentina e dalla ricotta al passito e fichi  caramellati rallentante, consigliava un post di Dissapore. Se questi sono i cavalli di battaglia dei fratelli Cuomo, l&#8217;altra tentazione cui prima o poi si cede è il babà in funzione del cono o della coppetta. Lussi che solo in un gastrocosmo a sé come Vico Equense ci si può permettere.<br style="clear: both;" /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-37631" title="Fatamorgana" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/photo1-17.jpg" alt="" width="450" height="350" />(13) <a title="Fatamorgana" href="http://www.gelateriafatamorgana.it/" target="_blank">FATAMORGANA</a>, via Lago di Lesina, 9 &#8211; via G. Bettolo, 7 &#8211; Roma.</p>
<p>Maria Agnese Spagnuolo un po&#8217; vezzosa lo è fin dal nome. Come i suoi gusti, che le son valsi il soprannone di &#8220;poetessa del gelato&#8221;, poetessa nel senso di persona dotata di un notevole grado di immaginazione, a volte anche eccesso di fantasia. Però, però. Lei celiaca ha aperto una gelateria dove tutti i gusti sono senza glutine, combinando ingredienti incombinabili con risultati ammalianti come in senape e lime o cioccolato al tabacco. I gusti classici, specie pistacchio e nocciola, restano tra i più convincenti di Roma. Alla fine il mondo delle fate non è poi così svenevole.<br style="clear: both;" /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-37630" title="Brunelli" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/photo1-22.jpg" alt="" width="450" height="350" />(12) <a title="Enocioccolateria Brunelli" href="http://www.enocioccogelateriabrunelli.it/Enter.htm" target="_blank">ENOCIOCCOLATERIA BRUNELLI</a>, piazza Vittorio Emnuele II &#8211; Agugliano, Ancona.   Paolone lavora molto bene ed è fissato con la naturalità.</p>
<p>Dall&#8217;alto del suo status di maestro del gelato, Paolo Brunelli può permettersi molto, anche di lasciare la zona gelateria del suo insediamento nella piazza di Agugliano (albergo, ristorante, enoteca, gelateria) in condizioni di semi-abbandono come l&#8217;ho trovata di recente. Creatività, selezione ferrea degli ingredienti, molti dei quali ascrivibili al tesoretto locale: visciola e anicini, crema Brunelli al profumo di Varnelli, lamponi con lacrima di Morro D’Alba sono i suoi marchi di fabbrica. Sembra voglia farsi da solo anche i coni, noi conisti ultraortodossi facciamo il tifo. Molto buono anche il cioccolato.<br style="clear: both;" /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-37627" title="Cappadonia" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/photo1-5.jpg" alt="" width="450" height="311" />(11) CAPPADONIA, via Roma, 153 &#8211; Cerda, Palermo.</p>
<p>Antonio Cappadonia, di Cerda, una cinquantina di km da Palermo, è una specie di ideologo del gelato artigianale. In realtà autodidatta, si è impegnato seriamente a fare della sua gelateria-pasticceria in via Roma e poi dello Sherbet Festival di Cefalù due destinazioni obbligate per veri gelatisti, contando su gusti classici come il pistacchio o innovativi tipo il famoso carciofo spinoso di Cerda (coltivazione tipica delle Madonie). Dite la verità, pensate di poter resistere al gelato alla manna di Castelbuono?<br style="clear: both;" /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-37615" title="Stefino" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/photo1-13.jpg" alt="" width="450" height="370" />(10) <a title="Stefino" href="http://www.stefino.com/" target="_blank">STEFINO</a>, via Galliera, 49b &#8211; via Riva Reno, 7a (solo gelati veg); via Dettori &#8211; Cagliari.</p>
<p>Cruciale tra le (non poche) ottime gelaterie di Bologna, rispetta in pieno le sacre scritture del settore escludendo coloranti, aromi  artificiali e stabilizzanti o rimpiazzando lo zucchero di barbabietola sbiancato con quello di canna. Nel 2008 ha perfino aperto <em>Stefino Veg</em>, versione vegan e nonostante questo fonte di salivazione. L&#8217;impeccabile rotazione stagionale degli ingredienti assicura gusti di frutta e granite buonissime.<br style="clear: both;" /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-37614" title="Il Gelato di Claudio Torcè" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/photo1-9.jpg" alt="" width="450" height="298" />(9) <a title="Cluadio Torcè" href="http://www.ilgelatodiclaudiotorce.it/" target="_blank">Il GELATO DI CLAUDIO TORCE&#8217;</a>, via dell’Aeronautica, 105 &#8211; v.le Aventino, 59 &#8211; Roma; v.le Prassilla, 39 &#8211; Roma Casal Palocco; v.le delle Repubbliche Marinare, 101 &#8211; Roma Ostia; piazzale Lagosta, Milano.</p>
<p>Dovete appartenere a una civiltà aliena per non sapere dei gusti  destabilizzanti di viale dell’Aeronautica a Roma. Solo a titolo di esempio: Philadelphia e noci, Anacardi e birra Ceres. Ma Claudio Torcè non li prepara per qualche disfunzionalità di tipo  narcisistico, ve ne accorgerete provandoli. Resta solo da capire se son buoni tutti e millemila (oltre cento). Mentre la moltiplicazione delle sedi dice tutto sul successo romano di Torcè, l&#8217;apertura milanese è stata accolta con un po&#8217; di freddeza.<br style="clear: both;" /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-37612" title="Sanelli" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/photo1-201.jpg" alt="" width="450" height="349" />(8) <a title="Facebook" href="http://it-it.facebook.com/pages/Gelateria-Sanelli-Salsomaggiore-Terme/110731462292374" target="_blank">SANELLI</a>, piazza del Popolo, 2/1, &#8211; Salsomaggiore Terme, Parma.</p>
<p>Sanelli è il profeta dell&#8217;azoto. Sì, vabbè, e allora? Lasciamo stare e parliamo di un gelato capace di convertire il tesoretto locale in gusti riusciti tipo parmigiano, gorgonzola, crema al miele, ortica e sambuco. La ex latteria è nello stesso posto da 50 anni, né il suo aspetto né quello di Sanelli richiamano audaci sperimentazioni ma, azoto a parte, qui si mescolano zafferano e sesamo, sciroppo d’acero e noci con risultati sempre piacevoli. <br style="clear: both;" /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-37610" title="Al Pelmo" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/photo1-23.jpg" alt="" width="450" height="346" />(7) AL PELMO, Piazza Santa Caterina, Dont di Zoldo Alto &#8211; Belluno.</p>
<p>Per la serie forse non tutti sanno che, la tradizione locale vuole che la Val di Zoldo, nell&#8217;alto bellunese, abbia fatto da sfondo alla nascita del &#8220;miglior gelato al mondo&#8221; quello zoldano appunto. In effetti la zona offriva il meglio per produrlo: latte, panna, uova, frutti di bosco ma anche neve e ghiaccio. Oggi zoldani sono alcuni gelatieri in servizio tra Austria e Germania ma per fortuna molti sono rimasti in zona. Tra questi in valle anche la gelateria Al Soler, tuttavia i gusti cremosi di questa minuta gelateria di Piazza Santa Caterina sono anche migliori.<br style="clear: both;" /></p>
<p><a title="Gelato Giusto" href="http://www.gelatogiusto.it/" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-37609" title="Gelato Giusto" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/photo1-10.jpg" alt="" width="450" height="329" /></a></p>
<p><em> </em>(6) <a title="Gelato Giusto" href="http://www.gelatogiusto.it/" target="_blank">GELATO GIUSTO</a>, via San Gregorio, 17 &#8211; Milano.</p>
<p><em>It&#8217;s &#8220;Gelato Giusto&#8221; time</em>. In un paio d&#8217;anni la giovanissima Vittoria Bortolazzo, milanese, aria da prima della classe, s&#8217;è presa il centro della scena con una botteguccia in zona Porta Venezia e un gelato di fattura estremamente naturale come descritto a caratteri cubitali dietro il banco. E&#8217; una pasticcera fatta e finita con esperienze a Londra e Parigi che eccelle nella lavorazione del cioccolato, non a caso il sorbetto al cioccolato senza panna o latte del Gelato Giusto è probabilmente <strong>il gusto dell&#8217;anno</strong>. Buoni perfino i coni di cialda sempre freschissima.<br style="clear: both;" /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-37608" title="Vivoli" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/photo1-24.jpg" alt="" width="450" height="350" /></p>
<p>(5) <a title="Vivoli" href="http://www.vivoli.it/" target="_blank">VIVOLI</a>, via Isola delle Stinche, 7r &#8211; Firenze.</p>
<p>Tra i primi 10 è il meno allineato con il sancta sanctorum della nuova gelateria artigianale italiana. Nel senso che il gelato di Vivoli non è forse immunne dall&#8217;uso di materie scomunicate. Ma non includerlo, e in posizione di assoluto vertice, più che servizio alla realtà è una masturbazione. Specie perché nel pianeta una crema come la sua non l&#8217;abbiamo ancora mangiata.<br style="clear: both;" /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-37604" title="Soban" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/photo1.jpg" alt="" width="450" height="342" /></p>
<p>(4) <a title="Soban" href="http://www.gelateriasoban.com/" target="_blank">SOBAN</a>, piazza Gramsci, 23 &#8211; Valenza &#8211; via S. Lorenzo, 99 &#8211; Alessandria.</p>
<p>Andrea Soban, 35 anni, è un caso abbastanza unico in Italia. Al contrario, speriamo che diventi un modello. Usa il computer come un prolungamento delle dita e il suo sito, il New York Times dei siti dei gelatai, è uno spettacolo. Voleva perfino vendere gelato online ma per ora (come al sottoscritto) non gli è riuscito. Okay, suppongo vogliate anche sapere com&#8217;è il suo gelato. La nocciola Igp non ha pari in Italia, cosa alla quale non è estraneo il doppio indirizzo piemeontese delle gelaterie. Anche se l&#8217;influenza delle origini venete rende i gusti alla frutta colpi bassi dai quali non vi riprenderete tanto facilmente.<br style="clear: both;" /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-37605" title="Carapina" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/photo1-25.jpg" alt="" width="450" height="350" /></p>
<p>(3) <a title="Gelateria Carapina" href="http://gelateriacarapina.simplicissimus.it/" target="_blank">CARAPINA</a>, P.zza G.Oberdan, 2/r &#8211; Via Lambertesca, 18/r &#8211; Firenze.</p>
<p>Si rischia l’imprecisione tanto è impetuosa la rotazione <a title="Gelateria Carapina" href="http://gelateriacarapina.simplicissimus.it/gusti-nel-banco/" target="_blank">dei gusti</a>.  Solo frutta di stagione, latte intero, pozzetti a carapina (appunto)  con coperchi, e per ingredienti il meglio del meglio. Gli ultimi <em>talk of the town</em> sono: Primolatte al miele di  girasole, Neroassoluto, un sorprendente  gusto al parmigiano, mentre l’evergreen resta la Crema al Vin Santo con   biscotti di Prato. Un po&#8217; troppo smanioso di imporsi, credo che Simone Bonini debba essere orgoglioso di ciò che ha fatto. Dopo la seconda apertura fiorentina sembra che Roma sia la prossima meta.<br style="clear: both;" /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-37606" title="Neve di latte" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/photo1-19.jpg" alt="" width="450" height="332" /></p>
<p>(2) <a title="Facebook" href="http://www.facebook.com/group.php?gid=39247442938&amp;v=wall" target="_blank">NEVE DI LATTE</a>, Via Luigi Poletti, 6 &#8211; Roma.</p>
<p>Gelataio di singolare abilità, competenza e originalità, il mestro Ermanno Di Pomponio ha chiuso <em>Il Mio  Gelato Naturale</em> in via Pereira per aprire il più confortevole <em>Neve di latte</em>. Schiere di fan  adoranti giurano che pure in questa reincarnazione i suoi gusti siano i migliori in assoluto, e quel cioccolato Amedei Chuao, quel pistacchio di Bronte o quel pinolo di Pisa (50 euro al kg ognuno) sembrano in effetti insuperabili. Non tutti i gusti costano tanto, &#8217;sta volta Di Pomponio è riuscito a contenere i prezzi di molte fragranze entro i 25 euro. Ingredienti stagionali, sceltissimi, bio e biodinamici come è giusto che sia in posto del genere, esaltati dal genio di un grande gelatiere.<br style="clear: both;" /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-37607" title="Alberto Marchetti" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/1161.jpg" alt="" width="450" height="394" /></p>
<p>(1) <a title="Alberto Marchetti" href="http://www.albertomarchetti.it/" target="_blank">ALBERTO MARCHETTI</a>, Corso Vittorio Emanuele II, 24/bis &#8211; Torino.</p>
<p>Il più inarrivabile gelato mangiato quest&#8217;anno. Il secondo superlativo che uso è freschissimo, perché questa è la sensazione istantanea che danno i gusti di Alberto Marchetti. Sulla piazza del gelato artigianale da qualche anno prima del boom, allievo di Gianpaolo Valli, ora valente tecnico Carpigiani, Marchetti è un&#8217;istigazione ai trigliceridi per gli abbinamenti assassini tra croccante e zabajone (ovviamente  preparato fresco ogni mattina) e tra cioccolato ultrafondente e amarena. Destino beffardo, a Torino è ancora meno conosciuto, MOLTO meno conosciuto di Grom. Anche lui (giustamente) smanioso di emergere, eccede nella ricerca di collaborazioni con i grandi chef, che finora non ha dato grandi risultati tenendolo spesso distante dal suo laboratorio. Ancora una cosa: prepara le sole granite siciliane con   la <em>coppola</em>, più brioche  artigianali e panna, che valga la pena mangiare fuori dalla Sicilia.<br style="clear: both;" /></p>
<p>[<em>Crediti | Link: Dissapore, L'Espresso Food &amp; Wine. Immagini: Castellari.it, Bridge and tunnel club, Veneto Facile, <a title="Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/37505614@N04/" target="_blank">Flickr/Italian Best Shop</a>, Senza Panna, Wordplay, Serious Eats, <a title="Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/29090777@N02/" target="_blank">Flickr/Waitinginthedark</a>, Di gelato in gelato, <a title="Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/16410931@N06/" target="_blank">Flickr/Pao74</a>, Sicilia Informazioni, Starchefs, Willy or wonthe</em>]</p>
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		<title>Prossima fermata: Carnevale di Venezia &#124; 10 indirizzi imperdibili</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Feb 2011 16:29:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Bernardi</dc:creator>
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<p><strong></strong>In un quarto d’ora di dettagliatissima spiegazione non saprei dirvi cosa succede al Carnevale di Venezia, so solo che inizia oggi alle 19 con il <em>Grand Brindisi</em> (bel nome!) e prosegue fino all&#8217;8 Marzo.<span id="more-31252"></span></p>
<p>In mezzo una gran&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/mangiare-fuori/prossima-fermata-carnevale-di-venezia-10-indirizzi-imperdibili/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-31299" title="Maschere al Caffè Florian di Venezia" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/Venice-carnival-Costumed-0081.jpg" alt="" width="553" height="347" /></p>
<p><strong></strong>In un quarto d’ora di dettagliatissima spiegazione non saprei dirvi cosa succede al Carnevale di Venezia, so solo che inizia oggi alle 19 con il <em>Grand Brindisi</em> (bel nome!) e prosegue fino all&#8217;8 Marzo.<span id="more-31252"></span></p>
<p>In mezzo una gran profusione di maschere, fritole (frittelle) e cicheti (stuzzichini). Siccome qualcuno potrebbe capitarci, magari torna utile un elenco di locali frequentabili, &#8216;che a Venezia son rari. Allora mentre vi fate venire in mente qualche nome da  aggiungere nei commenti,  procediamo con un’altra infornata di indirizzi.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-31282" title="Naranzaria" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/NARANZARIA_650.jpg" alt="" width="600" height="415" /></p>
<p><strong>NARANZARIA</strong>. Se devo indicare a un non indigeno dove si trova Campo San Giacometo taglio corto: &#8220;scavalca il ponte di Rialto e gira l&#8217;angolo&#8221;. Ora, proprio lì, al tramonto, per gli imprevedibili flussi di sintonia che si mettono in moto in certi momenti, sembra ritrovarsi praticamente ogni veneziano tra 20 e i 40 anni. L&#8217;imperativo è scrollarsi di dosso la settimana e stappare una bottiglia di vino locale con gli amici. Le guide non hanno fatto in tempo a segnalare il fenomeno perché abbastanza recente, ma non è detto che duri a lungo. Ritrovo di riferimento della nuova movida <em>giacometese</em> è <a title="Naranzaria" href="http://www.naranzaria.it/it-home.htm" target="_blank">Naranzaria</a> (San Polo 130), la sola osteria che alle glorie veneziane tipo la polenta all&#8217;anatra unishe i patti sushi e tabulé. Curiosità: le naranzarie erano i magazzini per la conservazione degli agrumi.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-31283" title="Enoteca Schiavi" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/winetasting_650.jpg" alt="" width="600" height="415" /></p>
<p><strong>CANTINONE GIA&#8217; SCHIAVI</strong>. Se fritole di Carnevale a parte, il vero motivo per cui siete a Venezia è <em>cichetare</em> (leggi: andare per cicheti, gli stuzzichini veneziani), allora dirigetevi verso il defilato quartiere di San Barnaba, nel sestiere di Dorsoduro, e ordinate un bicchiere di Amarone all&#8217;Enoteca Gia Schiavi (Dorsoduro, San Trovaso, 992). Poi, se il tempo lo permette, uscite fuori, sedetevi e ciondolate i piedi dal ponte accanto agli artisti o alle coppie di giovani veneziani doc che si ritrovano per <em>ciacolare</em> prima di cena. Qualcuno vi dirà che Brad Pitt e Angelina Jolie sono stati qui con i loro bambini. Carramba! <strong>QUANTO SI SPENDE</strong>. Cicheti a 1 €, bottiglie di vino da 10 € in su.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-31284" title="Cosa si mangia Al Vecio Marangon" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/full_138558.jpg" alt="" width="600" height="403" /></p>
<p><strong>AL VECIO MARANGON</strong>. All&#8217;intersezione di certi vicoli secondari, per trovare Al Vecio Marangon (Campiello Centro Pietro, Dorsoduro 1220), nato da poco ma già riferimento per i cacciatori di bacari (da <em>far bacàra</em>, baldoria, mangiando e bevendo in compagnia) basta dirigersi verso i festosi capannelli di giovani dalle t-shirt creative che arrotolano sigarette in prossimità dell&#8217;ingresso. Dentro è uno spasso: una minuscola <em>cicheteria</em> con pochi tavoli in  legno, la cucina a vista e una carrellata di piatti e piattini da perdere la testa. Non basta, il bello è che si può scialare anche a Venezia, i prezzi sono  assolutamente onesti. Rito obbligatorio: il baccalà mantecato con un buon vinello fresco. <strong>QUANTO SI SPENDE</strong>. 30/35 €.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-31285" title="I piatti di Antiche Carampane" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/antiche_650.jpg" alt="" width="600" height="415" /></p>
<p><strong>ANTICHE CARAMPANE</strong>. A dispetto del *nome, una specie di nick per le prostitute che affollavano il centro di Venezia nel 1300, <a title="Antiche Carampane" href="http://www.antichecarampane.com/antiche-carampane-venezia/ristorante-antiche-carampane-venezia.htm" target="_blank">Antiche Carampane</a> (San Polo, 1911), è il tipo di locale romantico dentro cui hai sempre sognato di infilarti una volta nella vita. Anche la zona, subito passato Campo San Polo, è insolitamente tranquilla. Per arrivarci è possibile che vi perdiate, cosa che a Venezia fa parte del gioco, può aiutarvi cercare il cartello scacciaturisti esposto all&#8217;ingresso: &#8220;No Lasagne, No Pizza, No Menù Turistico&#8221;. I camerieri vi accolgono con una colorita recita del menù, cui, di solito, fa seguito il dolce tormento degli antipasti di pesce, crudi e cotti. Una volta qui, i veneziani difficilmente rinunciano alla triglia dell&#8217;imbriago                 col vino rosso. <strong>QUANTO SI SPENDE</strong>: 50 €. *Si chiama così perché ha un torbido passato da bordello.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-31286" title="Ostaria da Rioba" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/76139_113719682027608_100001687291671_93407_5592826_n.jpg" alt="" width="600" height="400" /></p>
<p><strong>OSTARIA DA RIOBA</strong>. Il più risolutivo indirizzo della città per il risotto o la polentina con le schie (i gamberetti della laguna) si trova al 2553 di fondamenta della Misericordia, sestiere di Cannaregio, e deve il nome al celebre facchino di pietra di Campo dei Mori. Si viene all’<a title="Rioba" href="http://www.rioba.it/rioba/rioba01.htm" target="_blank">Ostaria Da Rioba</a> anche solo per lo spritz, ma quando senti snocciolare da Eloisa Milner, la proprietaria, piatti promettenti come il polpo lesso, la crema di zucca con i funghi chiodini, gli spaghetti con scampi alla busara, i  tonnarelli neri con il pesto di pomodori secchi, realizzi che andare in altri posti non avrebbe senso. <strong>QUANTO SI SPENDE</strong>. Non abusando della carta  dei  vini la spesa è di 35/40 €.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-31288" title="Il moderno Lineadombra " src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/Lineadombra-_650.jpg" alt="" width="600" height="415" /></p>
<p><strong>LINEADOMBRA</strong>. Non è il solo ristorante moderno di Venezia, ma probabilmente il migliore. Moderna anche la cucina: quando il tempo lo consente ci si accomoda nella decadente terrazza galleggiante con vista  sulla Giudecca per mangiare  la millefoglie di scampi con cipolle e mele verdi. Al contario, se il tempo non consente, una volta arrivati alle Zattere, verso la Punta della Dogana (Dorsoduro, 19) chiedete un tavolo all&#8217;interno dove mangiare estetizzanti piatti veneziani tra legno, acciaio e un soffuso accompagnamento musicale. Guardando fuori dal <a title="Lineadombra" href="http://www.ristorantelineadombra.com/flash/index_ita.html" target="_blank">Lineadombra</a>, più che a Venezia penserete di essere ad Amsterdam. Lineadombra offre una delle cantine più fornite d&#8217;Italia. <strong>QUANTO SI SPENDE</strong>. 50/60 €.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-31290" title="Pasticceria Tonolo" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/31hours-span-articleLarge1.jpg" alt="" width="600" height="380" /></p>
<p><strong>PASTICCERIA TONOLO</strong>. Quando sei a Venezia fai come i veneziani&#8230; allora, prego, dirigetevi con fiducia verso l&#8217;affollata <a title="Facebook" href="http://www.facebook.com/pages/Pasticceria-Tonolo/241837699115" target="_blank">Pasticceria Tonolo</a> (Dorsoduro 3764 in Calle San Pantalon), cui è attribuibile una delle esposizioni di torte secche (sacher, crostate, plum cake, petit flour), pasticceria mignon e monoporzioni (mousse al cioccolato, bavarese ai lampini, tiramisu) più letali della città. Ma essendo a Carnevale torna utile ricordare che da Tonolo si viene soprattutto per le proverbiali frittelle allo zabaione. <strong>QUANTO SI SPENDE</strong>. Prezzi poco veneziani, 1 euro per un bombolone.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-31291" title="Alle Testiere" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/testiere.png" alt="" width="600" height="400" /></p>
<p><strong>ALLE TESTIERE</strong>. Tutti sappiamo cosa si dice di Venezia, una città splendida dove mangiamo male e a prezzi esagerati. Reputazione meritata e per certi versi inevitabile, intendiamoci, ma dire che tutto fa schifo non è un servizio alla realtà, è una masturbazione. Lo dimostra la giovane gestione di questa minuscola sala (9 tavoli) specializzata in   solidi piatti di pesce. Prezzi trasparenti, ingredienti locali, impegno nel mantenere la tradizione veneziana. Per i calamari con le castrature uno potrebbe venirci apposta a Venezia, ma l&#8217;elenco dei piatti che cambiano la vostra idea di come si mangia in città passa dal baccalà mantecato agli gnocchi ai calamari, fino ai ravioli di zucca al nero di seppia, accoppiati a eccellenti vini locali come l&#8217;Orto o il Sant&#8217;Erasmo. Trovate <a title="Alle Testiere" href="http://www.osterialletestiere.it/" target="_blank">Alle Testiere</a> in Sestiere Castello, 5801, prima di andarci però ricordatevi di prenotare. <strong>QUANTO SI SPENDE</strong>. 35/40 €.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-31292" title="Il Vecio Fritolin" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/71a3cb155f8dc89bf3d0365288219936.jpg" alt="" width="599" height="414" /></p>
<p><strong>VECIO FRITOLIN</strong>. Siccome è il momento dei bacari, il rischio di <em>bacarizzare</em> tutto è elevato, distinguiamo. Un fritolin è un locale <em>storico</em> che ha mantenuto l&#8217;usanza di friggere il pesce e soprattutto, di servirlo dentro il cartoccio da asporto. Non c&#8217;è solo questo nel ristorante prediletto da Johnny Depp e Angelina Jolie durante le riprese del film The Tourist, la scelta degli ingredienti è seguita con attenzione da Irina Freguia, la proprietaria, e la presentazione dei piatti è molto  accurata. Il <a title="Vecio Fritolin" href="http://www.veciofritolin.it/it" target="_blank">Vecio Fritolin</a>, che si trova in Calle della Regina 2262 nel sestiere Santa Croce, è stato segnalato anche nell&#8217;ultima edizione della Guida Michelin. <strong>QUANTO SI SPENDE</strong>. 45/50 €.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-31293" title="Caffè Rosso" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/caffèrosso.png" alt="" width="600" height="399" /></p>
<p><strong>CAFFE&#8217; ROSSO</strong>. Uno dei bar di Campo Santa Margherita, il campo &#8220;più famoso di tutta Venezia&#8221; per gli universitari di Cà Foscari e Cà Rezzonico, che in estate, quando il bar è aperto tutto il giorno, prendono d&#8217;assalto i tavolini sulla piazza per un caffè o una fetta di torta. Immancabili cicheti e ombre (bicchieri di vino) ovviamente, oltre a una buona selezione di vini locali. Servizio veloce specie al tramonto, quando i tavoli del bar sono particolarmente ambiti per l&#8217;aperitivo. QUANTO SI SPENDE. Spritz a 2 €, cocktail a 4/5 €, prezzi aumentati per chi si accomoda all&#8217;aperto.</p>
<p>[<em>Crediti | Link: Naranzaria, Antiche Carampane, Ostaria da Rioba, Lineadombra, Facebook, Alle Testiere, Vecio Fritolin. Immagini: Guardian, Facebook, New York Times</em>]</p>
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		<title>Guida ai ristoranti Bunga Bunga d&#8217;Italia (2)</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Jan 2011 15:28:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Tomacelli</dc:creator>
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<p>Beh? Che fine ha fatto la guida dei ristoranti Bunga Bunga d&#8217;Italia? Sembra ieri che sguinzagliavamo i fratelli dell&#8217;Internez per radunare i risto eletti dalle Papi-Girls a filiali del condo di via Olgettina (o era Orgettina?). <a title="Dissapore" href="http://www.dissapore.com/mangiare-fuori/guida-ai-ristoranti-bunga-bunga-ditalia/"&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/mangiare-fuori/guida-ai-ristoranti-bunga-bunga-ditalia-2/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-30454" title="Alessandra Sorcinelli, ex meteorina del Tg4 di Emilio Fede" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/alessandra.jpg" alt="" width="654" height="399" /></p>
<p>Beh? Che fine ha fatto la guida dei ristoranti Bunga Bunga d&#8217;Italia? Sembra ieri che sguinzagliavamo i fratelli dell&#8217;Internez per radunare i risto eletti dalle Papi-Girls a filiali del condo di via Olgettina (o era Orgettina?). <a title="Dissapore" href="http://www.dissapore.com/mangiare-fuori/guida-ai-ristoranti-bunga-bunga-ditalia/" target="_blank">Invece son bell&#8217;e passati 3 mesi</a>. E&#8217; tempo di aggiornamenti, e se la prima volta a dispensare consigli era Karima Keyek, in arte <strong>Ruby Rubacuore</strong>, oggi tocca ad Alessandra Sorcinelli, ex meteorina del Tg4 di Emilio Fede e <a title="Il Fatto Quotidiano" href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/01/22/squillo-e-cash-2/87830/" target="_blank">utilizzatrice finale di ben 13 bonifici</a> provenienti dalla banca di B, per un totale di 115 mila euro. Una credibile insomma, che nei locali ci va e non ha paura di spendere. Allora cari fratelli, mentre vi fate venire in mente qualche nome da aggiungere nei commenti,  noi procediamo con un&#8217;altra infornata di ristoranti Bunga Bunga d&#8217;Italia.</p>
<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-30404" title="Radetzky Cafe in Corso Garibaldi a Milano" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/radetzky-cafe-corso-garib-006.jpg" alt="" width="350" height="269" />RADETZKY, Corso Garibaldi, Milano</strong>.</p>
<p>Tra tutti i bar per <em>morti di fama</em> di Corso Garibaldi è quello prediletto dalle Papi-Girls. Aperitivi sgomitanti e cotè gastronomico che non va oltre i salatini, offre maschi facoltosi e poco più che trentenni, perché se non lo sapevate, tra un Bunga e l&#8217;altro perfino alle ragazze di B è concesso di uscire dal reparto geriatria. Pagare 8 euro per un mojito non è un problema, la bega casomai è arrivare al bancone superando le ammucchiate stile pogo al concerto dei Sex Pistols.<br style="clear: both;" /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-30405" title="Il giardino all'aperto dell'Hotel Bulgari" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/dehor2.jpg" alt="" width="350" height="263" /><strong> </strong></p>
<p><strong>BULGARI HOTEL, via privata fratelli Gabba, 7b</strong>, <strong>Milano</strong>.</p>
<p>Chi ci va spiega il perché ripetendo asinamente le parole dei comunicati stampa: &#8220;il salotto immerso nel verde&#8221;&#8230; &#8220;il giardino chic nel  quadrilatero della moda&#8221;. Occhio ai prezzi, nel tempio del diminutivo (risottini, mozzarelline, pomodorini), il <em>Bulgari</em>, cocktail a base  di gin Aperol e frutta fresca sta a 20 euro. Non un problema per le bonificate da B, che tra le crudité del <a title="Bulgari Milano" href="http://www.bulgarihotels.com/en-us/milan/bar-and-restaurant/il-giardino" target="_blank">giardino minimal di un hotel esclusivo</a> provano a ritoccarsi l&#8217;immagine, come se tette, labbra e zigomi non fossero abbastanza. Ai gastrofanatici va segnalata la (distratta) presenza dello chef, curiosamente uno bravo: Elio Sironi.<br style="clear: both;" /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-30416" title="Il Finger's di Milano" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/maison-krug_600x3981.jpg" alt="" width="350" height="257" /><strong>FINGER&#8217;S, Via Gerolamo Emiliani 2, Milano</strong>.</p>
<p>Cielo, siamo tornati al 2005 o cosa? Pretendere che le meteorine stiano al passo con i volubili gusti dei gastrofanatici è troppo, ma si può chiedere perfino a loro di andare oltre <a title="Finger's su Facebook" href="http://www.facebook.com/group.php?gid=35303001471" target="_blank">il locale di cucina nippo-creativa</a> dello chef per metà brasiliano Roberto Okabe. Sarà che le ragazze del Rubygate non rinuncerebbero al sushi per&#8230; bè, dipende dall&#8217;offerta, ma van bene anche sashimi o chirashi o i carpacci di pesce proposti su un letto di gazpacho, dove il letto non è quello che pensate voi, spiritosi. Dovesse andare male con B o con Spinelli, il suo ragioniere, qui qualche calciatore si può sempre rimorchiare, e bere una caipiroska al frutto della passione con Seedorf suona promettente.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-30450" title="La Risacca" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/Schermata-2010-11-25-a-15.00.131.png" alt="" width="350" height="234" /><strong>LA RISACCA &#8220;6&#8243;, via Marcona, 6 ang. Via B. Cellini, Milano</strong>.</p>
<p>Non poteva mancare. E&#8217; qui che di recente Emilio Fede ha rimediato un pugno da Gian Germano Giuliani, l&#8217;industriale farmaceutico titolare dell’Amaro Medicinale Giuliani. <a title="Dissapore" href="http://www.dissapore.com/primo-piano/la-risacca-di-milano-ristoranti-che-meriterebbero-la-stella-michelin/" target="_blank">Ricordate</a>? L’ex calciatore Stefano Bettarini che fa parte dell’entourage di Lele Mora — paraninfo personale di Fede e B — gli aveva insidiato la giovane moglie: Ilenia Iacono, e per ritorsione Giuliani se l&#8217;era presa col direttore del Tg4. Ecco, tra un Pacchero al tonno e una Lasagnetta al pesto alla <a title="Risacca 6" href="http://www.larisacca6.it/index.php?" target="_blank">Risacca &#8220;6&#8243;</a> di settantenti ruggenti se ne vedono un tot, di volta in volta accompagnati da giovani, avvenenti, vistose ragazze made in Bunga Bunga.</p>
<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-30453" title="Dal Bolognese" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/dal-bolognese-2.jpg" alt="" width="350" height="232" />DAL BOLOGNESE, Piazza della Repubblica, 13 Milano</strong>.</p>
<p>Alla &#8220;fidanzata stabile&#8221; tirata fuori da B nel videomessaggio per stroncare le malelingue non ha creduto nessuno. (Casomai uno &#8220;stabile di fidanzate&#8221;, per info rivolgersi al condo di via Olgettina, 65). Del resto, basta passare una serata nel <a title="Dal Bolognese" href="http://www.dalbolognese.it/" target="_blank">ristorante</a> di Alfredo Tomaselli per capire che le ragazze sensibili alle barzellette del premier si contano a vagonate. E proprio dai divanetti rossi del locale è iniziata la scalata al regno del Drago di molte bungabunghiste intercettate nei verbali dei giudici, tra un gran carrello dei bolliti servito agli anziani cavalieri, e fumanti piatti di tortelloni in brodo per loro. E come tutti sanno, tortelloni fa rima con Berlusconi.</p>
<p>[<em>Fonti: Dissapore, Il Fatto Quotidiano, Bulgari, Facebook, Risacca 6, Dal Bolognese, immagini: Unione Sarda, Guardian, Viaggiatore Gourmet, La Risacca 6</em>]</p>
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		<title>Spago Guida, la Zagat de Noantri?</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Dec 2010 11:13:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Gori</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-28804" href="http://www.dissapore.com/primo-piano/spago-guida-la-zagat-de-noantri/attachment/spagoguida_2011/"></a>Tra i primi esempi di impresa 2.0 nazionale, <a title="2spaghi" href="http://www.2spaghi.it/" target="_blank">2Spaghi</a> ha molto fatto parlare di sé, generalmente in <a title="Ninja Marketing" href="http://www.ninjamarketing.it/2010/12/02/2spaghi-il-crowdsourcing-in-chiave-gastronomica/" target="_blank">termini entusiastici</a>. Come mai questo clamore? Dalla celebre guida americana <a title="Zagat" href="http://www.zagat.com/" target="_blank">Zagat</a> in poi,&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/primo-piano/spago-guida-la-zagat-de-noantri/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-28804" href="http://www.dissapore.com/primo-piano/spago-guida-la-zagat-de-noantri/attachment/spagoguida_2011/"><img class="alignright size-full wp-image-28804" title="spagoguida_2011" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/spagoguida_2011.jpg" alt="" width="500" height="375" /></a>Tra i primi esempi di impresa 2.0 nazionale, <a title="2spaghi" href="http://www.2spaghi.it/" target="_blank">2Spaghi</a> ha molto fatto parlare di sé, generalmente in <a title="Ninja Marketing" href="http://www.ninjamarketing.it/2010/12/02/2spaghi-il-crowdsourcing-in-chiave-gastronomica/" target="_blank">termini entusiastici</a>. Come mai questo clamore? Dalla celebre guida americana <a title="Zagat" href="http://www.zagat.com/" target="_blank">Zagat</a> in poi, si è sempre invocato qualcuno che raccogliesse in un sol posto recensioni e commenti sulle cene al ristorante della <em>very normal people</em>, ma per riuscirci abbiamo dovuto aspettare la rivoluzione 2.0. La <em>Spago Guida</em> è la prima guida italiana basata su contenuti generati esclusivamente dagli utenti del sito 2Spaghi, non critici gastronomici, ma appunto, semplici appassionati.</p>
<p>E&#8217; la base di partenza per un discorso più ampio, attraverso i <a title="Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Codice_QR" target="_blank"><em>qr code</em></a> (codici a barre che fotografati col telefonino rimandano a una pagina web) i lettori della guida possono approfondire la conoscenza di un ristorante, e in futuro arriveranno l&#8217;applicazione per smartphone e i <em>check-in</em> à la Foursquare premiati dai ristoratori. Insomma, la parola d&#8217;ordine di 2Spaghi per il 2011 sembra essere <a title="Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Crowdsourcing" target="_blank">crowdsourcing</a>.</p>
<p>Sfogliando le pagine scopriamo che la guida copre locali di diverso tipo, etnici, pizzerie, case del popolo (?) fino al risto per gourmet, cosa che è allo stesso tempo la sua forza (coinvolge tutti) e il punto debole (gli acquirenti delle guide sono snob). Una redazione controlla l&#8217;autenticità dei commenti per evitare elogi o stroncature fasulle.</p>
<p>Approfittando della presentazione a Firenze, abbiamo parlato della guida con Michele Ruini, co-fondatore di 2Spaghi.</p>
<div style="text-align: center; margin-bottom: 20px;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="550" height="330" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/QW9qRY5cz5Y?hl=it&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="550" height="330" src="http://www.youtube.com/v/QW9qRY5cz5Y?hl=it&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></div>
<p>[<em>Fonti: 2Spaghi, NinjaMarketing, Zagat, Wikipedia</em>]</p>
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		<title>Guida ai ristoranti Bunga Bunga d&#8217;Italia</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Nov 2010 15:39:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Tomacelli</dc:creator>
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<p>Fratelli dell&#8217;Internet, uniamo gli sforzi, e in nome dello spirito collaborativo che ci distingue facciamo questa <strong>guida dei ristoranti Bunga Bunga d&#8217;Italia</strong>. Mentre sui simboli manca ancora l&#8217;accordo (divieto di accesso o freccione del senso unico?) è fuori discussione&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/mangiare-fuori/guida-ai-ristoranti-bunga-bunga-ditalia/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-27432" title="Le foto inedite di Ruby Rubacuore a La Kascia" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/ruby.jpg" alt="" width="700" height="525" /></p>
<p>Fratelli dell&#8217;Internet, uniamo gli sforzi, e in nome dello spirito collaborativo che ci distingue facciamo questa <strong>guida dei ristoranti Bunga Bunga d&#8217;Italia</strong>. Mentre sui simboli manca ancora l&#8217;accordo (divieto di accesso o freccione del senso unico?) è fuori discussione che la curatrice debba essere Karima Keyek, in arte <strong>Ruby Rubacuore</strong>, la (ex) minorenne che con le sue rivelazioni ha inguaiato Silvio Berlusconi. A parte <a title="La Kascia" href="http://www.lakascia.com/index.php?view=category&amp;catid=33&amp;option=com_joomgallery&amp;Itemid=190" target="_blank">le foto inedite che abbiamo scovato</a>, avete letto <a title="Repubblica.it" href="http://www.repubblica.it/politica/2010/11/02/news/ruby_il_premier_un_istituzione_si_comporti_di_conseguenza-8672951/?ref=HRER1-1" target="_blank">cosa ha dichiarato</a> nell&#8217;intervista data a Oggi? &#8220;Pasta al pomodoro, timballo  tricolore; gelato al pistacchio. Pensavo che ad Arcore si  mangiasse meglio&#8221;. Coraggiosa, no?</p>
<p>Ora cari fratelli, la prima domanda scomoda. Chi la compra una guida così? Tutte coloro che aspirano a un ministero per esempio, tanto nei ristoranti Bunga Bunga prima o poi qualcuno ti nota, e non dev&#8217;essere per forza la Questura.</p>
<p>Mentre vi fate venire in mente qualche nome da aggiungere nei commenti, noi procediamo con la prima infornata di ristoranti Bunga Bunga a pieno titolo.</p>
<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-27428" title="Giannino" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/24.png" alt="" width="325" height="226" />Ristorante Giannino &#8211; Milano.<br />
</strong><a href="http://www.giannino.it" target="_blank"> </a>Nostalgia della &#8220;Milano da bere&#8221;? Beh, il menù del <a title="Giannino" href="http://www.giannino.it/" target="_blank">ristorantone</a> sul quale Il Fatto Quotidiano <a title="Il Fatto Quotidiano" href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/02/milano-di-mezzo-c%E2%80%99e-un-tartufo-regalato/74744/" target="_blank">è andato giù pesante</a>, sembra un trattato di archeologia. Già l&#8217;Homo erectus nel Paleolitico mangiava la &#8220;bresaola della Valtellina con rucola e scaglie di Parmigiano&#8221;, invece la &#8220;scaloppa di vitello al Marsala&#8221; risale al Giurassico. Giannino è il Quartier Generale del premier nella capitale morale italiana (ops!). Anche gli altri clienti illustri non sono malaccio, si va dal capo ultras del Milan (legato al padrino Pepè Onorato) all&#8217;europarlamentare Licia Ronzulli, la signora addetta allo smistamento di Villa Certosa. Smistamento di cosa non ve lo dico. In questo tempio del gusto il premier ha incontrato per la prima volta Ruby Rubacuore, voglio dire. Era il 14 Febbraio, San Valentino.</p>
<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-27429" title="Armani Nobu" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/139.png" alt="" width="325" height="241" />Ristorante Armani Nobu &#8211; Milano<br />
</strong>L&#8217;Anoressic Lounge di via Manzoni resta un posto tremendamente chic. <a title="Armani Nobu" href="http://www.armaninobu.it" target="_blank">Caldo come un obitorio</a>, è frequentato da modelle fameliche alla disperata ricerca di té verde. Ovviamente, con una clientela del genere, il ristorante è la riserva indiana di <a title="Clandestino Web" href="http://www.clandestinoweb.com/number-news/79564-feste-e-ragazze-al-bunga-bunga-di-arcore-indagati-fede-lele-mora-e-mi.html" target="_blank">Nicole Minetti</a>, igienista dentale del Cavaliere sempre in cerca di &#8220;vergini da offrire al Drago&#8221; (cit. Veronica Berlusconi). E&#8217; qui che la moderna paraninfa incontra per la prima volta Ruby Rubacuore.<br style="clear: both;" /></p>
<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-27430" title="Pitosforo" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/33.png" alt="" width="325" height="244" />Ristorante Pitosforo &#8211; Portofino<br />
</strong>Nella nostra guida, fratelli, non può mancare un <a title="Pitosforo" href="http://www.delfino-portofino.it/ita/pitosforo/ristorante.htm" target="_blank">ristorante</a> a Portofino, il luogo di villeggiatura delle mummie vip. Ma quale Afef, ma quale Tronchetti Provera, a svecchiare il turismo della ridente località ligure ci pensa Ruby Rubacuore, sempre lei, che nella veranda con vista del Pitosforo, la cui cucina sembra ispirarsi al transatlantico Rex, ha <a title="Corriere" href="http://www.corsera.it/notizia.php?id=3063" target="_blank">festeggiato</a> l&#8217;agognato 18° compleanno, quello che l&#8217;ha liberata dalle noie della Questura. E dalla fastidiosa mascherina sugli occhi che fa tanto minorenne.<br style="clear: both;" /></p>
<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-27431" title="La Kascia" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/42.png" alt="" width="325" height="213" />Ristorante La Kascia &#8211; Arenzano<br />
</strong>Ancora Liguria. In questo locale Ruby Rubacuori ha avviato una promettente carriera da cubista, lasciando tracce di sè nella preziosa <a href="http://www.lakascia.com/index.php?view=category&amp;catid=33&amp;option=com_joomgallery&amp;Itemid=190" target="_blank">galleria dei ricordi</a> (2009). In pratica <a title="La Kascia" href="http://www.lakascia.com/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=125&amp;Itemid=185" target="_blank">La Kascia</a> è il <em>visual</em> del pensiero Berlusconiano, tanto ricorda la casa del Grande Fratello. Potremmo definirlo un <em>Risto-bar-lounge-disco-salaricevimenti-pizzeria-spiaggia, </em>non necessariamente in quest&#8217;ordine. Alle signore si sconsiglia l&#8217;abito lungo, come è intuibile dalle foto. Che uno guarda e non può fare a meno di pensare: &#8220;devo avvisare la questura&#8221;. Ah, i pensieri comunisti!<br style="clear: both;" /></p>
<p>[<em>Fonti: La Kascia, Repubblica, Armani Nobu, Clandestino Web, Pitosforo, Corriere, La Kascia, immagini: La Kascia</em>]</p>
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