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	<title>Dissapore &#187; hamburger</title>
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		<title>Burgheria a Torino: l&#8217;hamburger senza sensi di colpa</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 17:55:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Soban</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p></p>
<p>Per anni, io e i miei amici appassionati di hamburger senza sensi di colpa (non le polpette di carne congelata con cipolla disidratata a lungo sinonimo di fast food) ci siamo sentiti strani. Oggi abbiamo capito perché. Oggi che&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/mangiare-fuori/burgheria-a-torino-lhamburger-senza-sensi-di-colpa/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-47435" title="La piastra" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/piastra.jpg" alt="" width="620" height="354" /></p>
<p>Per anni, io e i miei amici appassionati di hamburger senza sensi di colpa (non le polpette di carne congelata con cipolla disidratata a lungo sinonimo di fast food) ci siamo sentiti strani. Oggi abbiamo capito perché. Oggi che l&#8217;hamburger non è più solo unto, insano e globalizzato ma buono, possibilmente pulito e giusto, e venduto in un numero crescente di locali chiamati amburgherie (M**Bun, La Granda, Ham Holy Burger&#8230;).</p>
<p><strong>Anzi Burgherie</strong>.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-47436" title="Hamburgher" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/hamburgher.jpg" alt="" width="620" height="396" /></p>
<p>Che a Torino sono già due. Menu striminzito (3 hamburgher fissi, più un “protagonista” che cambia settimanalmente), birre industriali ma non   troppo (Theresianer, Riegele, Franziskaner), carne orgogliosamente irlandese (la <em>solita</em> fassona piemontese è troppa magra, dicono) almeno fino a quando non   alleveranno le loro vacche di razza   charolais. Particolare rilassante: niente discriminazioni di  portafoglio, a differenza di locali analoghi, negli ultimi mesi nati come funghi a Torino, Milano e Genova i prezzi sono alla portata di tutti.</p>
<p>Discorso a parte per le patatine fritte.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-47437" title="Le patatine della Burgheria" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/Le-patatine-della-Burgheria.jpg" alt="" width="619" height="344" /></p>
<p>Doppia frittura, alla prima segue un riposo in frigo di    8/10 ore, all&#8217;altra un trattamento aromatizzante con 5 spezie diverse. Ci sono voluti 3 mesi per trovare la  patata    perfetta, sempre tagliata a mano, con il quoziente di amido necessario per limitare l&#8217;accesso all&#8217;olio di    arachidi, scelto perché ha il punto di fumo più alto. Risultato: lasciano basiti tanto sono croccanti. (Alla Burgheria rivendicano la superiorità del fritto con il metodo belga &#8211;altrochè french fries, secondo loro&#8211; usato fin dal 1781, allorché i valloni sostituivano i piccoli pesci della Mosa, introvabili d&#8217;inverno, proprio con le patate.</p>
<p>Nel negozio-miniatura di via delle Rosine, che viste le dimensioni vincola al   take-away (l&#8217;altro è più grande con sedute, tavoli e giochi per   intrattenere i bambini), ho testato il   Baconburgher, preferendolo al protagonista della settimana condito con salsa di carciofi, autoprodotta come tutte le altre.</p>
<p>Buona la carne cotta 3 minuti per   lato con tanto di cronometro, ma la fassona, bisteccosa e ben cotta <a href="http://www.dissapore.com/mangiare-fuori/ham-holy-burger-a-milano-lhamburger-buono-a-12-euro/" target="_blank">come   da HAM a Milano</a>, invita di più. Stuzzicanti gli altri ingredienti, specie i formaggi, gorgonzola, edamer e fontina, o i singolari   cetrioli tedeschi.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-47449" title="Il menu" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/1218.jpg" alt="" width="465" height="620" /></p>
<p>Infine il pane. La biovetta migliore mai abbinata a un hamburgher. Questa non è un&#8217;opinione, è una celebrazione. Sfornato ogni giorno in un piccolo forno di via del Carmine usando ottime farine e olio d&#8217;oliva, appartiene agli stessi giovani e intraprendenti italo-sloveni che hanno realizzato la <a title="Burgheria" href="http://burgheria.it/" target="_blank">Burgheria</a>.</p>
<p>[Crediti | <em>Link: Dissapore, Burgeria, immagini: Andrea Soban</em>]</p>
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		<title>Ham Holy Burger a Milano: l&#8217;hamburger (buono) a 12 euro</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 17:34:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Soban</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p style="text-align: center;"></p>
<p>&#8220;Ciò che sta ai panini come l&#8217;Apple ai computer&#8221;. La risposta appartiene a degli amici milanesi cui mi ero limitato a chiedere: &#8220;cosa mangiamo oggi&#8221;? L&#8217;Apple dei panini è ovviamente l&#8217;hamburger, e l&#8217;hamburger che non è un&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/mangiare-fuori/ham-holy-burger-a-milano-lhamburger-buono-a-12-euro/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-46378" title="Ham Holy Burger" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/ham.jpg" alt="" width="620" height="465" /></p>
<p>&#8220;Ciò che sta ai panini come l&#8217;Apple ai computer&#8221;. La risposta appartiene a degli amici milanesi cui mi ero limitato a chiedere: &#8220;cosa mangiamo oggi&#8221;? L&#8217;Apple dei panini è ovviamente l&#8217;hamburger, e l&#8217;hamburger che non è un hamburgher ma, sempre nell&#8217;interpretazione degli amici milanesi, &#8220;una tentazione tormentosa e impudica un po&#8217; cara ma ne vale la pena&#8221;, si mangia da <a href="http://www.hamholyburger.com/" target="_blank">Ham Holy Burger</a> in via Palermo 15, nuovo format di ristorazione veloce parente stretto di Rossopomodoro e altre insegne napoletaneggianti di quello stesso circuito. Autodefinizione: Accademia dell&#8217;Hamburger Gourmet. Con tutte le maiuscole.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-46379" title="Ham interno" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/interno_ham.jpg" alt="" width="620" height="465" /></p>
<p>Va la faccio breve. La prima idea cardinale è l&#8217;iPad. Si ordina solo attraverso la tavoletta della Apple (tutto torna), i camerieri quasi non ti si filano. La seconda è la carne di razza piemontese presidio Slow Food come già nei M**Bun torinesi, e a la Granda nel pane.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-46380" title="Hamburger aperto" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/hamburger-aperto.jpg" alt="" width="620" height="465" /></p>
<p>Ci sono 5 scelte per ogni voce di menu, che siano panini, insalate, vini o  birre artigianali. Ci sono anche le patate tagliate a mano e le bevande fatte in casa, inizio a capire come mai per i frequentatori di paninoteche milanesi Ham Holy Burger somigli un&#8217;esperienza mistica.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-46381" title="iPad" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/ipad1.jpg" alt="" width="620" height="703" /></p>
<p>Ma l&#8217;ordine con l&#8217;iPad è rognoso, causa disagi tra i  clienti e non pochi disservizi in sala. E le molte possibilità di personalizzarlo non aiutano. Dopo aver scelto il mio hamburger con facoltà di aggiungere o togliere ingredienti, mentre controllavo il prezzo delle patatine e delle bibite, ho potuto perfino indicare il grado di cottura.</p>
<p>La webcam puntata sul cuoco che preparava il mio panino ha reso più rilassante l&#8217;attesa, insieme alla pagina di un sito lasciata aperta dal cliente che mi ha preceduto (hey, esiste già la t-shirt con la scritta &#8220;<a title="Lipsia Design" href="http://shop.lipsiadesign.com/it/prodotto/97742-vada-a-bordo-cazzo-t-shirt-tsrtmncl-vadaabordo-t-shirt-del-giorno" target="_blank">Vada a bordo, ca**o</a>&#8220;). Ho fatto in tempo a giocare con un app che modifica le fotografie e altre cose geek per noi bambinoni cresciuti.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-46382" title="Chips e limonata" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/chips_limonata.jpg" alt="" width="620" height="465" /></p>
<p>Un trucco che funziona. Ho pagato un hamburger 12 euro (dodici!) senza neanche accorgermene, e non era nemmeno griffato Gualtiero Marchesi.</p>
<p>Per inciso, il mio beatburger (180gr. di pura carne piemontese &#8220;medium cooked&#8221;, con lardo stagionato alle erbe, funghi alla brace, flakes di caciocavallo e radicchio rosso accompagnato da una ciotolina di miele) era veramente buono, con il pane fresco rallegrato da una punta di dolce. Buone anche le patate tagliate a mano a sfoglia e quelle a spicchi, solo un po&#8217; unte, servite con un piattino di 5 salse diverse. Eccesso di personalizzazione.</p>
<p>Ho bevuto una squisita limonata fatta in casa, più simile al vero mojito della Bodeguita del Medio a l&#8217;Avana di molti pseudo coktail che gli vorrebbero somigliare. Questione birre: potevo scegliere tra Lurisia, Menabrea e Baladin.</p>
<p>E mi sono guardato intorno: clientela selezionata dal conto finale, più da ristorantino che da hamburgeria. Ma lo slogan iniziale, ricordate l&#8217;Accademia dell&#8217;Hamburger Gourmet?, nel caso dell&#8217;Ham Holy Burger è abbastanza vero.</p>
<p>Malgrado l&#8217;iPad.</p>
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		<title>Angoli di street food che solo a Torino: M**Bun e Grom</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Jul 2011 11:50:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Morichetti</dc:creator>
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<p>L&#8217;idea <a title="Dissapore" href="http://www.dissapore.com/primo-piano/davide-nella-forma-di-un-ghiotto-hamburgher-contro-goliamcdonalds-lespansionista-americano/" target="_blank">mi è piaciuta subito</a> e non vedevo l&#8217;ora di provare M**Bun, trasposizione a km 0 del fast food anglosassone. Fosse un piatto dell&#8217;aristochef (© Massimo Bernardi) Massimo Bottura, il panino di M**Bun si chiamerebbe &#8220;Storia&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/mangiare-fuori/angoli-di-street-food-che-solo-a-torino-mbun-e-grom/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-37587" title="Un angolo di Corso Siccardi a Torino" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/foto24.jpg" alt="" width="620" height="412" /></p>
<p>L&#8217;idea <a title="Dissapore" href="http://www.dissapore.com/primo-piano/davide-nella-forma-di-un-ghiotto-hamburgher-contro-goliamcdonalds-lespansionista-americano/" target="_blank">mi è piaciuta subito</a> e non vedevo l&#8217;ora di provare M**Bun, trasposizione a km 0 del fast food anglosassone. Fosse un piatto dell&#8217;aristochef (© Massimo Bernardi) Massimo Bottura, il panino di M**Bun si chiamerebbe &#8220;Storia di un manzo piemontese che torna in città vestito a festa&#8221; ma qui non ci sono velleità gourmet.<span id="more-37382"></span></p>
<p>Il locale all&#8217;angolo tra corso Siccardi e via Cernaia a Torino è carino, fast ma slow. Resiste il modello della catena replicabile all&#8217;infinito ma la personalizzazione è riuscita, fare il verso a McDonald&#8217;s suonando il proprio blues è una figata, McDonald&#8217;s permettendo. A ogni elemento global (cetriolino finto, Coca Cola, panino vagamente ignominioso, usa-e-getta di minima spesa e massima resa) ne corrisponde uno local, dagli ingredienti alle ricette fino alle stoviglie.</p>
<p>Come d&#8217;abitudine ho allestito il mio personalissimo test della digeribilità. I <a title="MBun" href="http://www.mbun.it/sito/top-menu/men.html" target="_blank">menù</a> costano 9, 10, 11 euro: panino, patate fritte commestibili e bibita. Ho scelto una birra artigianale che viene dalla Val di Susa e si chiama SorA&#8217;laMA&#8217;. C&#8217;erano anche chinotto e gazzosa Lurisia, non mi pare di aver visto Coca Cola. Primo panino il <em>M**Bun</em>, carne e poco altro. Classico, non grasso, gustoso. Seconda scelta il <em>Sensa cognisiun</em>, fassone 100% e bagna caôda. Non da svenire di piacere ma sapori buoni, lo riprenderei sensa esitasiun. Doppia porzione di patate, assaggio di carne cruda nelle tre versioni <em>piemunteisa</em> (olio e limone), <em>franseisa</em> (olio, senape, capperi, acciughe), <em>mediterranea</em> (olio, olive, pomodorini, peperoncino) e seconda birra, questa volta la rossa M**Rusa.</p>
<p style="text-align: left;">Sono stato previdente e ho skippato l&#8217;ora di punta, alle 12 servizio veloce e niente coda. Paghi alla cassa e ti richiamano al bancone attraverso un telecomando a vibrazione. In cucina non c&#8217;è la brigata di Ferràn Adrià ma tanti ragazzi, a occhio tutti italiani, che assemblano panini magari con la laurea in tasca. Non mi aspettavo niente di diverso, l&#8217;assenza di stranieri in cucina è una diversità rispetto ai fast food ma decido di tenermi alla larga dalla facile sociologia del panino.</p>
<p style="text-align: left;">Con l&#8217;addome evidentemente non ancora logoro sono uscito insieme al mio compagno di merende per entrare nella porta accanto, la porta di Grom. Cambia radicalmente la tonalità di fondo &#8211; dal rosso in ogniddove si passa al celeste/bianco/blu &#8211; ma non la musica. Tutto è bioqualcosa, il gelato è buono, non dico meglio o peggio della gelateria x, ma buono, fatto spesso con ingredienti provenienti da Presidi Slow Food (in Piemonte capita spesso, e chi lo fa ci tiene a dirlo).</p>
<p style="text-align: left;">Tra menù di M**Bun gelato del Grom accanto, uno cui piacciono le cose fatte ammodino fa una pausa-pranzo effetto tonico con 15 euro.</p>
<p style="text-align: left;">Da M**Bun mi sono piaciuti idea e realizzazione, non mi aspettavo per niente la cucina della nonna come <a title="Cibario" href="http://cibario.wordpress.com/2011/07/04/mbrut/" target="_blank">altri e più illustri critici</a>, ma un&#8217;idea sostenibile alternativa all&#8217;originale, così è stato. Intorno a me famiglie, coppiette, donne in carriera, professionisti ben vestiti e turisti. Ho provato a indagare i motivi di una clientela così eterogenea, siamo pur sempre in un&#8217;agrihamburgheria, ma come detto era la giornata della sospensione della sociologia da panino, per cui lascio a voi le conclusioni.</p>
<p style="text-align: left;">Però, angoli si street food così, avercene in giro per l&#8217;Italia.</p>
<p style="text-align: left;">[<em>Crediti | Link: Dissapore, M**Bun, Cibario, immagine: Alessandro Morichetti</em>]</p>
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		<title>Torino, Salone del libro &#124; 11 posti &amp; 11 libri</title>
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		<pubDate>Thu, 12 May 2011 14:15:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Bernardi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Da oggi inizia il <a title="Salone del Libro" href="http://www.salonelibro.it/" target="_blank">Salone del Libro</a>. Per ogni affezionato lettore, partendo dai suoi gusti in fatto di libri, abbiamo scovato il posto dove andare. Il tasso di <em>feisbucchismo</em> (condivisione) s&#8217;impenna partecipando all&#8217;elenco.</p>
<p></p>
<p>(1)&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/mangiare-fuori/torino-salone-del-libro-11-posti-11-libri/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da oggi inizia il <a title="Salone del Libro" href="http://www.salonelibro.it/" target="_blank">Salone del Libro</a>. Per ogni affezionato lettore, partendo dai suoi gusti in fatto di libri, abbiamo scovato il posto dove andare. Il tasso di <em>feisbucchismo</em> (condivisione) s&#8217;impenna partecipando all&#8217;elenco.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-34345" title="Dolci &amp; decorazioni e Il Bicerin" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/torino10.jpg" alt="" width="620" height="231" /></p>
<p>(1) Torino è ancora il posto dove il consueto pediluvio mattutino si accompagna a  colazioni dolcissime. <a title="Platti" href="http://www.platti.it/" target="_blank">Caffè Platti</a>, Mulassano, Venier, <a title="Bicerin" href="http://www.bicerin.it/ita/index.html" target="_blank">Bicerin</a>, <a title="Pfatish" href="http://www.pfatisch.com/it/locale_storico_torino.php" target="_blank">Pfatisch</a> rappresentano il rapporto Caffè/Felicità più favorevole del Paese, non vorrai mancarlo. Se poi ti prende la fregola di imparare, <a title="Dolci &amp; Decorazioni" href="http://www.amazon.it/Dolci-decorazioni-Alice-Valentina-Gigli/dp/8861070531/ref=sr_1_1?s=books&amp;ie=UTF8&amp;qid=1305200388&amp;sr=1-1" target="_blank"><em>Dolci &amp; Decorazioni</em></a> di Valentina Gigli è lo zen del <em>cake-design</em>, <a title="Dissapore" href="http://www.dissapore.com/tag/valentina-gigli/" target="_blank">ne ha parlato</a> anche Dissapore. Nessuna torta ti sarà preclusa.<span id="more-34314"></span></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-34344" title="Le ricette dei designer e Slurp" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/torino5.jpg" alt="" width="620" height="266" /></p>
<p>(2) Ossessionato dal design, bisognerebbe aprire una pratica per farti smettere, ma la tua non è una passione in scadenza. Avrai di certo comprato <a title="Amazon.it" href="http://www.amazon.it/ricette-designer-progetti-punta-forchetta/dp/8877947160" target="_blank"><em>Le ricette dei designer 2</em></a> o forse vai al Salone per farlo. Bene, sei destinato ad essere la prossima vittima del look&amp;feel di <a title="Slurp Torino" href="http://www.slurptorino.it/" target="_blank">Slurp</a>, il più innovativo, pazzesco, <em>fashionista</em> modello di ristorazione visto di recente in città. In via Massena, 26.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-34346" title="Hamburghers e un hamburger di M**Bun" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/torino9.jpg" alt="" width="620" height="232" /></p>
<p>(3) Ti piace l&#8217;hamburger (tanto che ti sei accattato <a title="Amazon.it" href="http://www.amazon.it/Hamburger-St%C3%A9phanie-Bulteau/dp/8896621127/ref=zg_bs_508822031_44" target="_blank"><em>Hamburger</em></a> di Stéphanie Bulteau, il prontuario per i devoti), ma per distinguerlo dal volgare cugino americano, alzi un po&#8217; il sopracciglio e lo chiami <em>l’amburgher</em>? Sei nella città giusta, in Corso Siccardi 8 ha appena aperto <a title="M**Bun" href="http://www.mbun.it/sito/index.php" target="_blank">M**Bun</a>, hamburger a km 0 + verdura, dolci birre artigianali e vino, esclusivamente locali.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-34347" title="L'arte della pizza e Libery" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/torino7.jpg" alt="" width="620" height="286" /></p>
<p>(4) No, davvero. Tu senza pizza non sai stare. E <em>guardumpò</em> Torino è attrezzata alla bisogna. Senti, fai così: al Salone compri <a title="Amazon.it" href="http://www.amazon.it/Larte-della-pizza-Simone-Padoan/dp/8879069659/ref=sr_1_1?ie=UTF8&amp;qid=1305207922&amp;sr=1-1" target="_blank"><em>L&#8217;arte della pizza</em></a> di Simone Padoan, così ti fai un&#8217;idea di cosa passa per pizza a nord del 45° parallelo, poi di corsa al Libery, in via Legnano 14, dove dall&#8217;olio al pomodoro fanno la pizza solo col meglio del meglio. Iamme&#8230; iamme&#8230;</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-34348" title="Manhattan a tavola e lo Scannabue" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/torino1.jpg" alt="" width="620" height="301" /></p>
<p>(5) Uff, a Torino impera la malagastronomia e non c&#8217;è mai niente di nuovo&#8230; STOP. Non c&#8217;è niente di nuovo un corno! Prova <a title="Scannabue" href="http://www.scannabue.it/" target="_blank">Scannabue</a>, <a title="Il Consorzio" href="http://www.ristoranteconsorzio.it/home.html" target="_blank">Il Consorzio</a>, <a title="Magorabin" href="http://www.magorabin.it/User/" target="_blank">Magorabin</a> poi mi dici se non sazi la voglia di neo. Neo-tutto: neo-deli, neo-bistrot, neo-chic, e quando sei lì, cura la nevrosi da nuovo con <a title="Amazon.it" href="http://www.amazon.it/Manhattan-tavola-Delicatessen-bistrot-trattorie/dp/8895177436/ref=sr_1_1?ie=UTF8&amp;qid=1305208183&amp;sr=1-1" target="_blank"><em>Manhattan a tavola</em></a>, Woody sarà la tua musa.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-34349" title="La pasta madre e la panetteria di Andrea Perino" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/torino4.jpg" alt="" width="620" height="262" /></p>
<p style="text-align: left;">(6) Si dà il caso che tu non veda aldilà di lievito madre e fermentazioni, farine esoteriche e rinfreschi. Hai letto tutto <a title="La pasta madre" href="http://www.amazon.it/madre-ricette-illustrate-stuzzichini-salati/dp/8850653581/ref=sr_1_1?ie=UTF8&amp;qid=1305208223&amp;sr=1-1" target="_blank"><em>La pasta madre</em></a> e ora vuoi sfamare la passione anche nella città del Salone. Vai spedito alla Tradizione di Andrea Perino, la bottega di via Cavour al 10. L&#8217;inarrivabile fornaio panifica con regole d&#8217;altri tempi impastando solo farine bio. C&#8217;è pure la caffetteria-pasticceria.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-34350" title="Il vegan in cucina e Mezzaluna" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/torino6.jpg" alt="" width="620" height="308" /></p>
<p style="text-align: left;">(7) Sei un vegan ipersentimentalizzato, lo sei anche in trasferta, insomma. Ovviamente hai nello scaffale di casa <a title="Amazon.it" href="http://www.amazon.it/vegan-cucina-ricette-latticini-cucinare/dp/8875073945/ref=sr_1_1?ie=UTF8&amp;qid=1305208299&amp;sr=1-1" target="_blank"><em>Il vegan in cucina</em></a> del guru Stefano Momentè, ma a Torino come fai? Tranquillo, si va al <a title="Mezzaluna" href="http://www.mezzalunabio.it/" target="_blank">Mezzaluna</a>, in Piazza Emanuele Filiberto, 8/d, vegano e bio da 15 anni, piccolo, buono, caro, a conduzione familiare. Per rifornimenti c&#8217;è anche la gastronomia.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-34351" title="Il pesce e un piatto del Molo16" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/torino8.jpg" alt="" width="620" height="271" /></p>
<p style="text-align: left;">(8) Gli altri facciano come vogliono, tu sei <em>pescista</em> per la vita. Del tipo che divora i libri con le ricette, per cui ti sei già impossessato di <a title="Amazon.it" href="http://www.amazon.it/cucinare-problemi-successo-Illustrati-Gastronomia/dp/8837049943/ref=sr_1_1?ie=UTF8&amp;qid=1305208390&amp;sr=1-1" target="_blank"><em>Il pesce</em></a>, l&#8217;ultimo della serie. Fai sfoggio di narcisimo girando il pianeta con la lista dei risto di pesce, beh, casomai avessi un buco su Torino, segnati <a title="Molo16" href="http://www.ristorantemolo16.it/" target="_blank">Molo 16</a>, <a title="Ristorante Brandè" href="http://www.ristorantebrande.com/" target="_blank">Brandè</a> e <a title="Il bastimento" href="http://www.ristorantebastimento.it/" target="_blank">Il bastimento</a>, non hai idea di come stanno bene i <em>pescisti</em> a Torino.</p>
<p style="text-align: left;"><img class="aligncenter size-full wp-image-34352" title="Elogio dell'invecchiamento e l'enoteca Bordò" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/torino3.jpg" alt="" width="620" height="292" /></p>
<p style="text-align: left;">(9) Il tema sono i vinofighetti, diciamolo meglio, il tema sei tu che hai polverizzato <a title="Amazon.it" href="http://www.amazon.it/dellinvecchiamento-scoperta-migliori-italiani-sommelier/dp/8804571624/ref=zg_bs_508822031_21" target="_blank"><em>Elogio dell&#8217;invecchiamento</em></a>. Che non ti sposti se non sai in quale enoteca finire la serata. <a title="Bordò" href="http://www.enotecabordo.it/" target="_blank">Bordò</a> in via Palazzo di Città, 19/A brucia l&#8217;agguerrita concorrenza comparando Piemonte e Toscana, da dove vengono le due sorelle che l&#8217;hanno messo su. Pappa al pomodoro, formaggi occitani e una lista di etichette in mescita lunga quanto una processione.</p>
<p style="text-align: left;"><img class="aligncenter size-full wp-image-34353" title="Il gelato estemporaneo e la gelateria Alberto Marchetti" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/torino2.jpg" alt="" width="620" height="265" /></p>
<p style="text-align: left;">(10) Una città e il suo tasso d&#8217;inarrivabilità gastronomica si misurano dal numero di gelaterie elettrizzanti, e poche in Italia possono tener dietro a Torino (tutte cose che sai avendo letto <a title="Amazon.it" href="http://www.amazon.it/gelato-estemporaneo-invenzioni-molecolare-italiana/dp/8820049155/ref=zg_bs_508822031_29" target="_blank"><em>Il gelato estemporaneo</em></a>, un saputello come te l&#8217;ha fatto di certo). <a title="Alberto Marchetti" href="http://www.albertomarchetti.it/" target="_blank">Alberto Marchetti</a> è l&#8217;ultimo arrivato ma supera agevolmente a destra le sbadigliose gelaterie seriali, e ogni altro credibile concorrente. In Corso Vittorio Emanuele II, 24 bis.</p>
<p style="text-align: left;"><img class="aligncenter size-full wp-image-34354" title="La riedizione dell'Artusi e il Pastis" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/torino101.jpg" alt="" width="620" height="272" /></p>
<p style="text-align: left;">(11) Nessuno mette mai abbastanza in evidenza la relazione tra soul-food e paradiso. Nessuno tranne te, che ti sei letto <a title="Amazon.it" href="http://www.amazon.it/SCIENZA-CUCINA-PRIMA-EDIZIONE-1891/dp/8809767357/ref=sr_1_4?ie=UTF8&amp;qid=1305208549&amp;sr=1-4" target="_blank"><em>l&#8217;Artusi</em></a> per la 627esima volta, ma era la prima versione (1891) appena rimasterizzata. E che per primo hai identificato il soul-food nazionale: piatti della tradizione, caldi, poveri, verdure, pesce azzurro, molta anima e prezzi possibili. A Torino ti aspettano Pastis e <a title="Facebook" href="http://www.facebook.com/pages/Dausin-cibi-vicini/113510190664" target="_blank">Dausin</a>, non puoi più dire di esserne all&#8217;oscuro.</p>
<p style="text-align: left;">Bonus. Manca l&#8217;abbinamento col libro ma chi cerca una trattoria vada pedalando all&#8217;Osteria di Porta Po e per un grande rapporto prezzo/felicità c&#8217;è sempre Eataly.</p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: left;">
]]></content:encoded>
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		<title>Amburgherie di Torino &#124; La Granda vs M**Bun</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Apr 2011 06:18:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carmelita Cianci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p></p>
<p>Con quel tocco di patriottismo che uno non si capacita, il post-25 aprile è per Torino, capitale di tante cose, oggi come 150 anni fa, incluso l&#8217;hamburger. Anzi, <em>l&#8217;amburgher</em>, per distinguerlo dal cugino americano, un po&#8217; volgare. Per ribadirlo&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/mangiare-fuori/amburgherie-di-torino-la-granda-vs-mbun/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-33694" title="M**Bun" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/mcbun1.jpg" alt="" width="620" height="464" /></p>
<p>Con quel tocco di patriottismo che uno non si capacita, il post-25 aprile è per Torino, capitale di tante cose, oggi come 150 anni fa, incluso l&#8217;hamburger. Anzi, <em>l&#8217;amburgher</em>, per distinguerlo dal cugino americano, un po&#8217; volgare. Per ribadirlo in meno di un mese si sono aperti due locali a tema, lo scorso 31 marzo: <a title="La Granda il mezzo al pane" href="http://www.lagrandainmezzoalpane.it/" target="_blank">La Granda in mezzo al pane</a> (marchio che appartiene a Eataly, catena di supermercati per gourmet), e <a title="M**Bun" href="http://www.mbun.it/sito/index.php" target="_blank">M**Bun</a> il 19 aprile. Obbligatorio un confronto tra i due, un <em>versus</em> per dirla con Dissapore. Detto, fatto.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-33695" title="M**Bun" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/IMG_0943.jpg" alt="" width="620" height="465" /></p>
<p><strong>M**BUN, Corso Siccardi 8/A</strong>. Siamo in pieno centro all’incrocio con Via Cernaia, la zona è di passaggio e molto frequentata. E’ il primo M**Bun (dal piemontese Mac Bun: solo buono)  in città; l’originale è nato neanche un paio d’anni fa a Rivoli, da un’idea di Graziano Scaglia (allevatore di razza bovina piemontese) e soci, proponendo attraverso la filiera corta un hamburger a km 0. Anche ortaggi, formaggi, pane, dolci, birre artigianali e vino, sono esclusivamente locali.</p>
<p>L’aspetto del locale è in tutto e per tutto fast food style (anche se <em>slow</em> in questo caso): il concept è semplice colorato a tinte rosse e bianche. L’ambiente è comprensibilmente giovane, ma le famiglie non mancano. Atmosfera amichevole. Il menù (scritto in piemontese) è ricco e oltre alle proposte di hamburger (a partire da 4,50 Euro), si trovano svariati piatti del territorio: carne cruda, robiole al forno, bagna caôda, bonet e così via. E&#8217; possibile di scegliere anche la combinazione panino+patatine+bibita/birra a partire da 9 Euro.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-33696" title="Hamburger Tuma" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/IMG_9803.jpg" alt="" width="620" height="465" /></p>
<p>Ho ordinato un <em>hamburger tuma</em> (con formaggio), patatine,  polpette fritte, birra artigianale.</p>
<p>Servizio efficiente: telecomandino in mano per la chiamata e tempo d’attesa poco più di 5 minuti. Il panino è abbondante, il pane morbido,  la carne molto buona, tenera e cotta al punto giusto. E&#8217; servito in un sacchetto monouso e biodegradabile, come posate e bicchieri.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-33699" title="Le patatine di M**Bun" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/IMG_9788.jpg" alt="" width="620" height="465" /></p>
<p>Le patatine sono discrete ma migliorabili.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-33700" title="La Granda in mezzo al pane" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/IMG_0980.jpg" alt="" width="620" height="465" /></p>
<p><strong>LA GRANDA IN MEZZO AL PANE, Piazza Solferino 16/A</strong>. Spostandosi di poco, proseguendo lungo Via Cernaia, si arriva in Piazza Solferino all’hamburgheria di Eataly. Anche se c’è la fila per entrare, i tempi d’attesa per l’ordine non sono lunghissimi. Lo stile del locale su due piani è meno fast food rispetto a M**Bun. Le luci sono leggermente soffuse, le pareti in muratura, il bancone semicircolare abbraccia l’area bar dalle sfumature nere che conferiscono un tocco di eleganza. La cucina è a vista. Atmosfera vivace e frequentazione anche qui prettamente giovanile.</p>
<p>Il menù è simile a quello M**Bun, le proposte sono hamburger, carne cruda, robiole al forno, zuppe, birre artigianali.  Le alternative sono hot dog, kebab e i dolci d’autore del pasticcere Luca Montersino. Si dà molto risalto agli ingredienti impiegati com&#8217;è evidente leggendo il menù: la carne è  quella del Presidio Slow Food de La Granda, il pane è prodotto dall&#8217;ottimo forno Delper con le farine di Mulino Marino (quelle del pizzaiolo romano Gabriele Bonci, per capirci), le salse sono rigorosamente bio di Cereal Terra e le verdure sono selezionate e scelte. I prezzi partono da 5 Euro per l’hamburger classico, ma è possibile prendere anche in questo caso la combinazione panino+patatine+bibita/birra a partire da 9 Euro.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-33701" title="Hamburger Cispanciotto" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/IMG_0998.jpg" alt="" width="620" height="465" /></p>
<p>Il mio ordine: <em>hamburger cispanciotto</em> (con pancetta affumicata selezionata da Pezzani e formaggio fondant), patatine, birra super Baladin.</p>
<p>Tempo d’attesa per il ritiro circa 10 minuti (segnale del telecomandino anche in questo caso). Ammetto che trattandosi di Eataly le aspettative erano alte, purtroppo l’hamburger mi ha delusa sia nella presentazione che per il sapore: ho trovato la carne secca e insipida, la pancetta molto salata, il pane asciutto.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-33702" title="Le patatine di La Granda" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/IMG_1011.jpg" alt="" width="620" height="465" /></p>
<p>Le patatine (servite in un contenitore <em>very fast food</em>)  molli ed eccessivamente unte.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-33703" title="M**Bun vs La Granda" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/panino-copy.jpg" alt="" width="620" height="413" /></p>
<p><strong>IL VERDETTO</strong>. Le due amburgherie sono simili nel menù, nella scelta di prodotti esclusivamente locali, nei prezzi, e sono anche vicine geograficamente parlando. Al primo confronto M**Bun esce sicuramente vincitore, <em>l’amburger</em> è più invitante, ben presentato (e fotogenico!), ma soprattutto buono, gustoso. L’aspirante panino gourmet di Eataly ha tradito le aspettative, gli ingredienti super <em>brandizzati</em> saranno di primissima qualità (come per M**Bun), ma il risultato lascia perplessi.</p>
<p>La Granda in mezzo al pane è un&#8217;operazione di marketing riuscita, ma per ora una replica sottotono dell’originale M**Bun.</p>
<p>__ __ __ __ __</p>
<p>Gli altri post della serie Versus: <a title="Dissapore" href="http://www.dissapore.com/cucina/la-spesa-mercato-del-contadino-vs-supermercato/" target="_blank">La spesa: mercato del contadino vs supermercato</a>, <a title="Dissapore" href="http://www.dissapore.com/mangiare-fuori/pizzerie-di-roma-la-gatta-mangiona-vs-la-fucina/" target="_blank">Pizzerie di Roma | La gatta mangiona vs La Fucina</a>, <a title="Dissapore" href="http://www.dissapore.com/mangiare-fuori/roma-caffe-settembrini-vs-e-cristalli-di-zucchero/" target="_blank">Roma | Caffè Settembrini vs Cristalli di Zucchero</a><em>.</em></p>
<p><em></em>[<em>Crediti | Link: La Granda, M**Bun, immagini: Carmelita Cianci</em>]</p>
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		<title>15 cose inarrivabili e i posti migliori del mondo per mangiarle</title>
		<link>http://www.dissapore.com/cucina/15-cose-inarrivabili-e-i-posti-migliori-del-mondo-per-mangiarle/</link>
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		<pubDate>Fri, 01 Apr 2011 09:17:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Bernardi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p></p>
<p>Hai pensato ai macaron? Sono chiaramente i macaron di quella pasticceria parigina. Bistecca? Sì ma solo nella sublime trattoria toscana. Insomma, conta cosa mangiamo ma anche DOVE, e se la messa in scena è incantevole tanto meglio. Di seguito&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/cucina/15-cose-inarrivabili-e-i-posti-migliori-del-mondo-per-mangiarle/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-32794" title="Il prosciutto della vita?" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/Schermata-2011-01-29-a-09.54.25-copia.png" alt="" width="620" height="390" /></p>
<p>Hai pensato ai macaron? Sono chiaramente i macaron di quella pasticceria parigina. Bistecca? Sì ma solo nella sublime trattoria toscana. Insomma, conta cosa mangiamo ma anche DOVE, e se la messa in scena è incantevole tanto meglio. Di seguito trovate 15 cose inarrivabili i posti migliori del mondo per mangiarle, ma se volete dirci dove avete <em>sdraiato</em> nonsò, il kebab ogni epoca, un prosciuttone, le patate fritte, fate come a casa vostra.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-32777" title="Colatura di Alici Delfino Battista" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/Colatura-di-Alici-Battista.jpg" alt="" width="199" height="173" /><strong>IL POSTO MIGLIORE PER LA COLATURA DI ALICI</strong>.<br />
Tutti coloro che hanno fatto la molto raccomandabile esperienza di mangiare la linguina alla colatura di alici del ristorante <a title="Acquapazza" href="http://www.acquapazza.it/#" target="_blank">Acquapazza</a> di Cetara con me, ricordano distintamente i sospiri di riconoscenza. Lì vicino c&#8217;è il negozietto di <a title="Delfino Battista" href="http://www.delfinobattistasrl.it/home.htm" target="_blank">Delfino Battista</a>, piccolo laboratorio di conserve alimentari. Attenti, potrebbe diventare una nuova ossessione.</p>
<p><em>Ristorante AcquaPazza, Corso Garibaldi, 38 – Cetara, Salerno. Tel.089 26 16 06</em>.</p>
<p><span id="more-32550"></span><br style="clear: both;" /></p>
<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-32790" title="LE MARCHE' AUX HUITRES " src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/Schermata-2011-04-01-a-09.25.52.png" alt="" width="200" height="133" />IL POSTO MIGLIORE PER LE OSTRICHE</strong>.<br />
Una brasserie di fronte ai parchi ostreari (leggi: allevamenti) di Digione? Orrore! Gli zigomi che state arricciando sono la ragione per cui noi abbiamo mangiato le più inarrivabili ostriche del pianeta e voi ancora no. Ma per rimediare basta accomodarsi in uno degli spartani divanetti rossi vista mare di <a title="Le Marche aux huitres" href="http://www.lemarchedelhuitre.com/" target="_blank"><em>Le Marché aux huitres</em></a>, e nutrirsi di Marennes d’Oléron, Utah Beach, perfino delle famose Gillardeau. Son soddisfazioni. <em> </em></p>
<p><em>Le Marché aux huitres <strong> </strong>12, rue Bannelier &#8211; Digione</em>.<br style="clear: both;" /><br />
<strong><img class="alignleft size-full wp-image-32787" title="Il Kat'z Deli di New York" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/377870404417DRD_Small.jpg" alt="" width="200" height="148" />IL POSTO MIGLIORE PER IL PASTRAMI</strong>.<br />
Nato dalla necessità di conservare la carne prima che inventassero il frigorifero, il pastrami è un piatto di origine rumena molto diffuso negli Stati Uniti. Si fa con carne di manzo messa in salamoia, essiccata, insaporita con spezie e aromi, quindi affumicata e cotta al vapore. Solo per le dimensioni del panino alla segale che lo contiene, farcito con senape e sottaceti, <a title="Katz Deli" href="http://www.katzdeli.com/" target="_blank">Kat&#8217;z</a> è il tempio del pastrami. Si tratta del Deli di New York consegnato alla storia dal finto orgasmo di Meg Ryan. <em></em></p>
<p><em>Katz Deli</em> <em>205 E Houston Street at Ludlow Street, New York</em>.<br style="clear: both;" /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-32784" title="Mostarda di peperoni" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/prod2.jpg" alt="" width="200" height="141" /><strong>IL POSTO MIGLIORE PER LA MOSTARDA DI PEPERONI</strong><br />
Di <a title="Dario Cecchini" href="http://www.dariocecchini.com/" target="_blank">Dario Cecchini</a>, il macellaio-poeta-imprenditore di Panzano in Chianti apparso in un libro di sucesso, che sta per diventare <a title="Eater" href="http://eater.com/archives/2011/03/22/bill-bufords-heat-gets-a-film-deal.php" target="_blank">un film</a>, ormai sapete tutto. Una cosa potrebbe esservi sfuggita, la più inarrivabile <a title="Dario Cecchini" href="http://www.dariocecchini.com/prod_mostarda.html" target="_blank">mostarda mediterranea</a> mai mangiata. Un giorno in cui avete tempo per giocare al piccolo critico, provatela, poi mi dite. <em></em></p>
<p><em>Macelleria Cecchini Via XX Luglio, 11 Panzano in Chianti Firenze.</em> <br style="clear: both;" /><br />
<img class="alignleft size-full wp-image-32788" title="Shake Shack" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/Schermata-2011-04-01-a-08.51.07.png" alt="" width="200" height="132" /><strong>IL POSTO MIGLIORE PER GLI HAMBURGER</strong><br />
Dopo aver <em>sdraiato</em> alcune tonnellate di panini da McDonald&#8217;s ci si disintossica andando in terapia da <a title="Shake Shack" href="http://www.shakeshacknyc.com/" target="_blank"><em>Shake Shack</em></a>. Quando sarete a New York, prenotate la visita in uno dei 5 chioschi della mini-catena (ora anche a Miami e Saratoga), assaggiato il loro hamburger inizierete a dire perfidie di <em>McDo</em>.</p>
<p><em>Shake Shack, Madison Square Park, Madison Avenue e East 23RD St</em>.<br style="clear: both;" /><br />
<strong><img class="alignleft size-full wp-image-32791" title="Oasi degli Angeli" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/Kurni-2006.jpg" alt="" width="200" height="150" />IL POSTO MIGLIORE PER IL POLLO ARROSTO</strong>.<br />
Il vino prodotto da suo marito è famoso, si chiama <a title="Kurni" href="http://www.kurni.it/homeita.html" target="_blank">Kurni</a>. Ma l&#8217;agriturismo dell&#8217;azienda agricola Oasi degli Angeli di Cupra Marittima poggia sulle spalle minute di Eleonora Rossi. E insomma, ecco, ci vuole una densità di neuroni pari al sodio nell’acqua della pubblicità, per non capire che il pollo cresciuto e cucinato da lei è senza rivali. <em></em></p>
<p><em>Azienda Agricola Oasi degli Angeli C. da S.Egidio, 50 &#8211; Cupra Marittima (AP)</em>.<br style="clear: both;" /><br />
<strong><img class="alignleft size-full wp-image-32792" title="Fosselmans" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/images38.jpg" alt="" width="200" height="158" />IL POSTO MIGLIORE PER IL MILKSHAKE</strong>.<br />
Ogni uomo ha diritto a un milkshake che lo costringa a riempire diari di viaggio estasiati. Il problema è che quel milkshake, combo ultraterreno tra gelato artigianale e latte biologico, si fa a Los Angeles. Peggio, ad Alhambra, un sobborgo di Los Angeles, dove <a title="Fosselmans" href="http://www.fosselmans.com/" target="_blank">Fosselmans</a> lo prepara dal 1924. E&#8217; comunemente definito, e senza imbarazzi, il milkshake migliore del mondo.</p>
<p>F<em>osselmans 1824 W. Main St. Alhambra, CA 91801</em>.<br style="clear: both;" /></p>
<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-32779" title="Sassicaia" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/sassicaia061.jpg" alt="" width="200" height="170" />IL POSTO MIGLIORE PER L VINO</strong><br />
Far l’amore nelle vigne (cit.) per una settimana. Non in tutte le vigne. Nemmeno in tutte le vigne italiane. Ma di notte, nelle sette vigne del <a title="Sassicaia" href="http://www.sassicaia.com/index_ita.html" target="_blank">Sassicaia</a>: Castinglioncello, Doccino, Quercione, San Martino, Mandrioli, Sassicaia e Aianova. <em></em></p>
<p><em>Tenuta San Guido loc. Le Capanne, 27 &#8211; Bolgheri, Livorno</em>.<br style="clear: both;" /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-32789" title="Jean-Paul Hevin a Parigi" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/boutique-mottepicquet.jpg" alt="" width="200" height="149" /><strong>IL POSTO MIGLIORE PER IL CIOCCOLATO</strong>.<br />
Non si può prescindere da <a title="JP Hévin" href="http://www.jphevin.com/" target="_blank">Jean-Paul  Hévin</a>, i ciocofan nazionali, accecati da più iconiche pasticcerie parigine, ci stanno mettendo troppo a capirlo. Gli innesti con i formaggi sono strepitosi, trasformare roquefort, livarot o formaggi di  pecora leggermente zuccherati, in una mousse ariosa ricoperta di cioccolato sembrava un azzardo, e invece. Best seller delle 4 boutique  è <a title="Jean-Paul Hevin" href="http://www.jphevin.com/catalogue.php?type=expediables&amp;id_produit=283" target="_blank"><em>le</em> <em>sein chocolat</em></a>, combinazione <em>colest-erotica </em>di latte al  cocco, olio di mandorle, e cioccolato ripieno allo zenzero.</p>
<p><em>Jean-Paul Hévin 231, rue Saint-Honoré &#8211; Paris 1er</em>.<br style="clear: both;" /></p>
<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-32783" title="Le saline Ettore e Infersa" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/Schermata-2011-04-01-a-06.48.23.png" alt="" width="200" height="171" />IL POSTO MIGLIORE PER IL SALE</strong><br />
Il tratto dell&#8217;imbarcadero di fronte l&#8217;isola di Mozia (TP) è punteggiato da mulini a vento e montagnole di sale grattato al Mediterraneo. Se pensate di farla finita non esiste posto migliore. In alternativa, entrate nel museo delle Saline <a title="Saline Ettore e Infersa" href="http://www.salineettoreinfersa.com/" target="_blank">Ettore e Infersa di Marsala</a>. Per pochi euro vi lasciano sgranocchiare 8 tipi di sale, inclusi i famosi soffioni: in fondo, la vita è meravigliosa.</p>
<p><em>Museo del Sale e Saline Ettore e Infersa, Contrada Ettore Ettore Infersa &#8211; Marsala. Tel. 0923 96.69.36</em>.<br style="clear: both;" /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-32780" title="L'azienda agricola Terre di Shemir" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/Schermata-2011-04-01-a-06.14.30.png" alt="" width="200" height="137" /><strong>IL POSTO MIGLIORE PER OLIO EXTRAVERGINE D&#8217;OLIVA</strong><br />
Pensatevi adagiati su una poltrona king-size nel verdeggiante giardino di un baglio trapanese dopo un mattino di nuotate. Davanti a voi, sfacciatamente, Favignana. E&#8217; doveroso comprare da Francesco Pellegrino, proprietario del baglio, una bottiglia di <a title="Terre di Shemir" href="http://www.terredishemir.com/schedaolio.asp?olio=1" target="_blank"><em>U Trappitu</em> intenso</a>, ottenuto da olive di varietà Nocellara Cerasuola e Biancolilla. Mentre all’orizzonte, ruvida e prepotente, è comparsa Marettimo. <em></em></p>
<p><em>Azienda agricola Terre Di Shemir, Guarrato, Trapani. Tel. 0923 86.53.23</em>.<br style="clear: both;" /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-32781" title="Birre Cittavecchia" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/Schermata-2011-04-01-a-06.35.09.png" alt="" width="200" height="175" /><strong>IL POSTO MIGLIORE PER LA BIRRA</strong><br />
Sopraffatti da lattine policrome piene di liquido moribondo abbiamo dimenticato che sapore ha la vera birra. In inverno, il <a title="Cittavecchia" href="http://www.cittavecchia.com/main.html" target="_blank">birrificio artigianale Cittavecchia</a> aggiunge alla gamma la San Niccolò, una birra viva, non filtrata, non pastorizzata, speziata con cardamomo e bucce d’arancio. Il 6 Dicembre a Trieste si beve fresca, appena sboccata, in bottiglioni da due litri, di solito al Caffè Illy in via Delle Torri, al 3.</p>
<p><em>Birrificio Artigianale Cittavecchia, Viale Stazione di Prosecco 5/c Sgonico, Trieste. Tel. 040 25.10.60</em>.<br style="clear: both;" /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-32786" title="La pizzeria Pepe" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/Schermata-2011-04-01-a-08.29.27.png" alt="" width="200" height="145" /><strong>IL POSTO MIGLIORE PER LA PIZZA</strong><br />
A una cinquantina di km da Napoli, anche se si può iscrivere a pieno  titolo tra le pizzerie napoletane, <a title="Antica Pizzeria Pepe" href="http://www.anticapizzeriapepe.it/" target="_blank">il locale dei fratelli Pepe</a> è meta di  pellegrinaggio per i veri pizzafan. Non foss’altro per quel vezzo di  restare l’unica pizzeria italiana dove l’impasto si fa ancora a mano. A  mano, capito? Chi ama il calzone ripieno di scarola sa che per mangiarlo  non c’è altro posto nel pianeta. <em></em></p>
<p><em>Antica Pizzeria Pepe, piazza Porta Vetere, 4 &#8211; Caiazzo (CASERTA). Tel. 0823 86.84.01</em>.<br style="clear: both;" /><br />
<img class="alignleft size-full wp-image-32793" title="La Capanna di Eraclio" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/110410_ferrara-2010_97341.jpg" alt="" width="200" height="133" /><strong>IL POSTO MIGLIORE PER I FRUTTI DI MARE</strong><br />
<a title="La capanna di Eraclio" href="http://www.lacapannadieraclio.com/" target="_blank">La Capanna di Eraclio</a> a Codigoro, capitale della Bassa, parla la lingua degli scampi,  dei gambarìn, delle moeche, dei bisàt, dei pesci San Pietro, e delle  alghe. Il fritto: una lingua  scoppiettante e dolce. Poi c&#8217;è il vapore: canocchie, polipetti, mazzancolle  e le verdurine  croccanti con la maionese fatta in casa (mangiate quella  maionese e poi  potrete anche morire). Se invece giocate sporco, andate con gli spaghetti alla chitarra con  aragosta, verdure croccanti e olio  allo scalogno. <em></em></p>
<p><em>La Capanna di Eraclio via Per Le Venezie, 21 &#8211; Codigoro (FE)</em>.<br style="clear: both;" /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-32782" title="La focaccia di Priano" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/IMG_02631.jpg" alt="" width="200" height="150" /><strong>IL POSTO MIGLIORE PER LA FOCACCIA</strong><br />
Capisco che fare colazione con la focaccia di <a title="Priano" href="http://www.priano.info/storia.html" target="_blank">Priano</a> inzuppata nel cappuccino, come si usa a Genova, può essere per molti un pensiero che sfida la logica, ma credetemi, è una cosa che dopo dà dipendenza. <em></em></p>
<p><em>Pasticceria Priano di Stefano, Bruno e Katia – Via Carlo Camozzini, 76r, 16158 Voltri (GE). Tel. 010 6136477</em>.<br style="clear: both;" /></p>
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		<item>
		<title>Didascalizzami questo &#124; McDonald&#8217;s, buono da morire</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Sep 2010 14:14:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Bernardi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><span style="font-size: 80%;"><em>Non vorrei dire noi l&#8217;avevamo detto ma: noi l&#8217;avevamo detto. Guardate il video e mettetevi alla prova con</em> &#8220;<em>Didascalizzami questo&#8221;.</em><br />
</span></p>

<p>&#8220;Sul lettino dell&#8217;obitorio c&#8217;è un cadavere che ha ancora in mano un hamburger. Compare il marchio McDonald&#8217;s e lo slogan modificato ad hoc: &#8220;I&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/primo-piano/didascalizzami-questo-mcdonalds-buono-da-morire/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 80%;"><em>Non vorrei dire noi l&#8217;avevamo detto ma: noi l&#8217;avevamo detto. Guardate il video e mettetevi alla prova con</em> &#8220;<em>Didascalizzami questo&#8221;.</em><br />
</span></p>
<div style="text-align: center; margin-bottom: 20px;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="550" height="305" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/zUxIXQza-dM?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="550" height="305" src="http://www.youtube.com/v/zUxIXQza-dM?fs=1&amp;hl=it_IT" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></div>
<p>&#8220;Sul lettino dell&#8217;obitorio c&#8217;è un cadavere che ha ancora in mano un hamburger. Compare il marchio McDonald&#8217;s e lo slogan modificato ad hoc: &#8220;I was lovin&#8217; it&#8221; (Mi piaceva). E&#8217; lo spot di un&#8217;organizzazione americana senza scopo di lucro che vuole segnalare i rischi del fast food&#8221; [<a title="Repubblica.it" href="http://tv.repubblica.it/copertina/di-mcdonald-s-si-puo-morire-lo-spot-shock/53239?video=&amp;ref=HRESS-7" target="_blank">Repubblica.it</a>]</p>
<p><span id="more-25513"></span>La didascalia di <em>Dissapore </em>è “McDonald&#8217;s, buono da morire&#8221;, okay, adesso tirate fuori la vostra.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>(A-weema-weh, a-weema-weh) Nella giungla, la maestosa giungla, il leone non dorme stanotte</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jun 2010 06:30:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Bernardi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>— Lumache?<br />
— Beh, lumache sì, dai.</p>
<p>— I tacchini?<br />
— Roba per americani, ma se capita&#8230;</p>
<p>— Spigole, nemmeno a dirlo<br />
— Perché che t&#8217;hanno fatto le spigole, forse che la faccia da pesce lesso ti&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/primo-piano/a-weema-weh-a-weema-weh-nella-giungla-la-maestosa-giungla-il-leone-non-dorme-stanotte/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-22110 alignleft" title="Leone" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/Schermata-2010-06-23-a-23.39.44.png" alt="" width="215" height="121" />— Lumache?<br />
— Beh, lumache sì, dai.</p>
<p>— I tacchini?<br />
— Roba per americani, ma se capita&#8230;</p>
<p>— Spigole, nemmeno a dirlo<br />
— Perché che t&#8217;hanno fatto le spigole, forse che la faccia da pesce lesso ti dà fastidio?</p>
<p>— Ma le spigole hanno gli occhi<br />
— Non mi sveglio la notte, non mi rimorde la coscenza per gli occhi delle spigole.</p>
<p>— La carne di cavallo è ricca di proteine, la consigliano alle donne in gravidanza&#8230;<br />
— Scusa se ti interrompo, ma il ragù con la carne di cavallo l&#8217;hai mai assaggiato?</p>
<p>— Attento a come rispondi: gli uccellini, il ghiro?<br />
— Cacciagione? Slurp! In Calabria di ghiri ne mangiano 20 mila ogni anno, e se devo essere onesto&#8230; ecco&#8230; anche io una volta&#8230;</p>
<p>— Ma sei proprio incorreggibile, gli animalisti ti odieranno. Adesso però va di moda l&#8217;esotico, io ci provo.<br />
— Spara&#8230;<br />
— <a title="Virgilio Notizie" href="http://notizie.virgilio.it/notizie/esteri/2010/06_giugno/23/usa_hamburger_di_leone_per_festeggiare_i_mondiali,24904848.html" target="_blank">Mai mangiato un hamburger di leone?</a> Sai, <a title="Facebook" href="http://www.facebook.com/pages/Mesa-AZ/il-Vinaio/103787518900?v=wall&amp;ref=search&amp;__a=18" target="_blank">lo fanno al Vinaio</a>, un ristorante di Phoenix, Arizona, in occasione dei mondiali sudafricani. Per 22 dollari ti danno patate speziate, pannocchie di granturco e un  hamburger fatto con la carne di leone mescolata al macinato di bue, è per dargli la consistenza  giusta.<br />
— EH NO, PASSO, IL LEONE E&#8217; TROPPO ANCHE PER ME. <strong>Che razza di vino bevi sulla carne di leone?</strong></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;hamburger di Andrea Berton, il McItaly e la terza via</title>
		<link>http://www.dissapore.com/cucina/lhamburger-di-andrea-berton-il-mcitaly-e-la-terza-via/</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Apr 2010 11:10:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio Cortese</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cucina]]></category>
		<category><![CDATA[andrea berton]]></category>
		<category><![CDATA[chips di patate]]></category>
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		<category><![CDATA[trussardi alla scala]]></category>

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		<description><![CDATA[<p></p>
<p>Cos&#8217;hanno in comune <strong>Andrea Berton</strong>, chef del ristorante Trussardi alla Scala a Milano, 40 anni da San Vito al Tagliamento, e <strong>Luca Zaia</strong>, ex ministro delle politiche agricole, 42 anni da Conegliano? Voglio dire, a parte essere nati in&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/cucina/lhamburger-di-andrea-berton-il-mcitaly-e-la-terza-via/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-19197" title="Il Trussardi Caffè a Milano" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/167.jpg" alt="" width="562" height="434" /></p>
<p>Cos&#8217;hanno in comune <strong>Andrea Berton</strong>, chef del ristorante Trussardi alla Scala a Milano, 40 anni da San Vito al Tagliamento, e <strong>Luca Zaia</strong>, ex ministro delle politiche agricole, 42 anni da Conegliano? Voglio dire, a parte essere nati in due paesi del ricco e operoso nord est? Ai gastrofanatici non sarà sfuggito che le loro strade si sono incrociate grazie a un panino. Al Trussardi Caffè, due passi dalla Scala di Milano, Berton <a title="Newsfood" href="http://www.newsfood.com/q/3a5d8ab5/lhamburger-perfetto/" target="_blank">ha  inserito nel menù</a> il panino con l’hamburger migliore del mondo alla (poco) modica cifra di <strong>22 euro</strong>.</p>
<blockquote><p>“La semplicità di questo piatto non è sinonimo di  banalità. Perché il risultato non sia scontato, tutti gli  ingredienti sono di prima scelta e preparati ad arte. La carne  riveste un ruolo fondamentale,  è il «pezzo forte» di  questo piatto”.</p></blockquote>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-19199" title="Andrea Berton con l’ hamburger di manzo e chips di patate alla paprika" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/andrea.jpg" alt="" width="562" height="494" /></p>
<p>Zaia ha promosso con entusiasmo il panino McItaly definito <a title="Ministero delle Politiche Agricole" href="http://www.politicheagricole.it/InEvidenza/20100126zaia_McItaly.htm" target="_blank">un&#8217;ancora di salvezza per gli agricoltori italiani</a> nonché uno spot per gli alimenti italiani nel mondo.</p>
<blockquote><p>&#8220;McItaly è un grande obiettivo realizzato. Un network mondiale come McDonald&#8217;s rappresenta un importante sbocco per i nostri contadini. Non potevamo perdere quest&#8217;occasione&#8221;.</p></blockquote>
<p>Due scuole di pensiero opposte, la prima si rivolge a un segmento di mercato, una nicchia. La seconda è legata alla legge dei grandi numeri.</p>
<p>Non sono mai stato contro McDonald’s dal punto di vista ideologico, e non lo sarò fino a quando qualcuno proverà che i suoi prodotti fanno male alla salute. Anzi, riconosco alla catena americana il merito sociale di vendere cibo alla portata di tutte le tasche.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-19200" title="L’ hamburger di manzo e chips di patate alla paprika" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/169.jpg" alt="" width="562" height="320" /><br />
Giorni fa sono stato anche al Trussardi caffè per provare il famoso panino con l’hamburger di Andrea Berton. Non pensavo che all&#8217;ora di pranzo di un giorno feriale il locale potesse essere pieno. Sarà che siamo nel cuore della Milano finanziaria, ma con prezzi come questi, in nessun altro luogo d’Italia avremmo atteso 20 minuti prima di sederci nello splendido dehors progettato dal botanico francese Patrick Blanc, quelli dei &#8220;giardini verticali&#8221;.</p>
<p>Lo chef Andrea Berton porta avanti il ristorante di Trussardi, al piano superiore, con molto successo, in pochi anni è riuscito a conquistare due stelle Michelin. Dalla stessa cucina arrivano piatti più veloci per il <em>Caffè</em> al piano terra. Certo, non siamo in un posto per tutti, non ce la vedo una  classica famiglia italiana di quattro persone spendere più di 100  euro per un panino e una bibita a testa. Ciò nonostante, l<em>’ hamburger di manzo e chips di patate alla paprika</em> è una vera delizia. La qualità della carne si avverte al primo boccone così come per il panino, fatto lievitare naturalmente solo con lievito madre.</p>
<p>Mentre seduto al tavolo sbranavo l’hamburger più buono e caro della mia vita riflettevo su una possibile “terza via”. Fra il panino del Trussardi Caffè e il McItaly c’è l’immenso.</p>
<p>Conoscete una catena, non per forza italiana, che sia riuscita a sposare l&#8217;informalità, la velocità e i prezzi contenuti, il <strong>fast food</strong> insomma, con la <strong>buona cucina</strong>, l&#8217;attenzione per il prodotto, magari il km zero? O trovate che siano solo chiacchiere perché certe prospettive cozzano inevitabilmente con i numeri?</p>
<p>[Una delle immagini e' di Claudio Sacco]</p>
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		<title>McChavez</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Jan 2010 16:28:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Tomacelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Per <a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/esteri/201001articoli/50873girata.asp  " target="_blank">spezzare le reni</a> a McDonald&#8217;s, il colonizzatore odiato da ogni compañero, Hugo Chavez ha inaugurato nei giorni scorsi il primo fast food della catena di stato Comerso. Tra canti e balli in diretta tv, il presidente&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/primo-piano/mcchavez/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-13633" title="hugo-chavez" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/hugo-chavez.jpg" alt="hugo-chavez" width="257" height="274" />Per <a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/esteri/201001articoli/50873girata.asp  " target="_blank">spezzare le reni</a> a McDonald&#8217;s, il colonizzatore odiato da ogni compañero, Hugo Chavez ha inaugurato nei giorni scorsi il primo fast food della catena di stato Comerso. Tra canti e balli in diretta tv, il presidente venezuelano ha detto basta all&#8217;hamburger multinazionale, e sotto con <strong>l&#8217;<em>arepa</em></strong> (un panzerotto fatto con la farina di mais ripieno di carne e salumi). Ventre a terra contro il capitalismo, basco e tuta rossa d&#8217;ordinanza, Chavez ha servito panini e pulito il bancone come un qualsivoglia cameriere.</p>
<p>Ma quali chimere del libero mercato. La <em>polpetta</em> statale, in vendita a soli 5 bolivar (40 centesimi), &#8220;<em>romperà la spina dorsale all&#8217;imperante speculazione capitalista che saccheggia il popolo</em>&#8220;. Mica briciole (di panino).</p>
<p>L&#8217;<em>arepa</em> è solo il primo di una serie di prodotti che la <em>Comerso</em> venderà a poco più del prezzo di produzione. Seguiranno, si dice, abiti, medicine, elettrodomestici, perfino auto che costeranno il 50% in meno dei prodotti <em>capitalisti. </em></p>
<p>Tutti d&#8217;accordo? Sì, se non fosse per i soliti disfattisti. Di sicuro delle mele marce secondo cui la Comerso pratica certi prezzi perché riceve sovvenzioni dallo stato incompatibili con la libera concorrenza. Ma nel Paese in cui il 40% per cento del bilancio nazionale proviene da esportazioni di petrolio (statalizzato) ha senso parlare di mercato libero? Nel dubbio, buon appetito compagno Chavez.</p>
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