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	<title>Dissapore &#187; immondizia</title>
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		<title>Non si butta via niente</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Jul 2009 06:24:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Tomacelli</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-6839" title="immagine-5" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/immagine-5.png" alt="immagine-5" width="511" height="511" />La spesa al supermarket mi uccide a colpi di noia. Sono tra quelli che, dopo la terza corsia, russano alla grande e si schiantano contro il banco frutta: se mi incrociate, occhio! Ma esiste un modo più divertente per fare la spesa scansando la trimurti coda-commesse-bancomat? Si che c&#8217;è, basta andare nel retro e <em>ravanare</em> tra sacchi d&#8217;immondizia zeppi di delizie <em>aggratis!</em></p>
<p><span id="more-6838"></span></p>
<p>Mentre voi chiamate la neuro io, lista alla mano, comincio la mia spesa dal pane: guarda quante belle fette di pane in cassetta! Sono proprio fortunato: questo ipermercato butta via la prima e l&#8217;ultima fetta per avere panini tutti uguali, fanno 13.000 fette di pane al giorno. A me ne bastano una decina in tutto.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-6843" title="immagine-61" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/immagine-61.png" alt="immagine-61" width="524" height="331" /></p>
<p>Adesso tocca al pesce, chiuso in un bustone che peserà tonnellate! Sono gli scarti dell&#8217;industria ittica, tanto buon pesce di modesto valore commerciale ma molto nutriente, specie se fatto &#8220;a zuppa&#8221;, mmhh che buono!</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-6844" title="immagine-71" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/immagine-71.png" alt="immagine-71" width="400" height="258" /></p>
<p>Per contorno ci vorrebbero delle belle verdurine, magari bio&#8230;vediamo&#8230;terzo bustone e zac&#8230;zucchine e pomodori  ancora freschi e poi patate in quantità buttate via perché appena macchiate: un vero delitto! Tolta la macchiolina finiranno fritte in padella ma ci vorrebbe dell&#8217;olio e poi ketchup e maionese che ai bambini piace tanto: dove trovarli?<br />
<img class="aligncenter size-full wp-image-6846" title="immagine-81" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/immagine-81.png" alt="immagine-81" width="344" height="258" />Facile. Nel reparto &#8220;appena scaduti&#8221;, quarto bustone a destra, insieme a biscotti, creme e confezioni di carne. Tutta roba costosissima degna di un gourmet come me! Se credono di fermarmi spruzzando sopra un po&#8217; di vernice, si sbagliano di grosso. Non lascerò marcire cibo ancora buono, perdio!</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-6847" title="immagine-9" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/immagine-9.png" alt="immagine-9" width="592" height="223" /></p>
<p>Reparto frutta, adesso: i sacchetti neri traboccano di banane fuori mercato perché troppo diritte e arance gettate via per controllare i prezzi: troppa produzione incide sul valore. Dal magazzino all&#8217;immondizia, e da lì nel mio sacchetto della spesa!<br />
<img class="aligncenter size-full wp-image-6848" title="immagine-10" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/immagine-10.png" alt="immagine-10" width="452" height="331" />Io per oggi ho finito la spesa, se volete cominciate voi, tanto ce n&#8217;è per tutti. Non ci credete?</p>
<p>Con il cibo prodotto ogni anno nel mondo, si potrebbero sfamare 12 miliardi di persone, il doppio della popolazione mondiale, mentre un miliardo di persone muore silenziosamente di fame. È questo il vero delirio: l&#8217;uomo inquina, avvelena, sfrutta e distrugge risorse che finiranno sprecate in un sacco d&#8217;immondizia. Le <a href="http://www.guardian.co.uk/environment/gallery/2009/jul/19/food-waste" target="_blank">tremende immagini</a> che abbiamo scelto, sono tratte dal libro di Tristram Stuart &#8220;<span><em><a href="http://www.liber-ate.org/" target="_blank">Waste: Uncovering the Global Food Scandal</a></em><em>&#8220;</em></span>. Tristram è un simpatico ragazzo che, negli anni difficili dell&#8217;università, si è cibato a costo zero grazie agli scarti di supermercati e negozi. Orgogliosamente si dichiara <a href="http://www.guardian.co.uk/environment/2009/jul/19/freegan-environment-food" target="_blank">Freegan</a>, uno che vive dei rifiuti della società dei consumi. È sua l&#8217;ultima foto e, se proprio non vi va di seguirlo in questa &#8220;missione&#8221;, pensate a lui la prossima volta che spingerete il carrello: e rimanete svegli, mi raccomando!</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-6850" title="immagine-14" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/immagine-14.png" alt="immagine-14" width="412" height="312" /></p>
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