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	<title>Dissapore &#187; islanda</title>
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		<title>I cibi più nauseanti del mondo (o anche: 8 schifosissimi motivi per cui metà dei connazionali in vacanza all&#8217;estero non rinuncia alla cucina italiana)</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Aug 2011 15:38:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Tomacelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cucina]]></category>
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		<description><![CDATA[<p></p>
<p>Uova marce. Larve di insetti. Semi passati per il tratto digestivo di un gatto. Gli italiani sono fighi, intelligenti e aperti quanto volete, <a title="Repubblica.it" href="http://finanza.repubblica.it/News_Dettaglio.aspx?code=632&#38;dt=2011-08-08&#38;src=TLB" target="_blank">ma in vacanza all&#8217;estero la metà non rinuncia alla cucina italiana</a>, a costo&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/cucina/i-cibi-piu-nauseanti-del-mondo-o-anche-8-schifosissimi-motivi-per-cui-meta-dei-connazionali-in-vacanza-allestero-non-rinuncia-alla-cucina-italiana/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-38225" title="Lo zibetto mangia i semi del caffè rosso" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/Schermata-2011-08-08-a-16.47.59.png" alt="" width="619" height="399" /></p>
<p>Uova marce. Larve di insetti. Semi passati per il tratto digestivo di un gatto. Gli italiani sono fighi, intelligenti e aperti quanto volete, <a title="Repubblica.it" href="http://finanza.repubblica.it/News_Dettaglio.aspx?code=632&amp;dt=2011-08-08&amp;src=TLB" target="_blank">ma in vacanza all&#8217;estero la metà non rinuncia alla cucina italiana</a>, a costo di assumere ignobili patacche. Poi ci sono gli altri, appartenenti a un sottogenere di gastrofighettismo da esploratori estremi, disposti a ingoiare qualunque cosa pur di spuntare una nuova casella nella lista del cibo più stravagante del pianeta. Che in fatto di eccentricità a prova di nausea ha davvero molto da offrire.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-38226" title="Balut" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/a4-balut1.jpg" alt="" width="350" height="264" />Probabilmente il punto più basso è il balut, 50 centesimi al pezzo.</p>
<p>Il <strong>balut</strong> è un piatto <strong>filippino</strong> che consiste in un uovo d&#8217;anatra fecondato.</p>
<p>Quando il becco e le piume sono visibili, con il tuorlo ancora insanguinato, si fa bollire l&#8217;uovo con qualche  spezia e poi si mangia.</p>
<p>Spuntino altamente proteico oltre che afrodisiaco.<br style="clear: both;" /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-38227" title="Hàkarl" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/hakarl.jpg" alt="" width="350" height="233" />Vanto della cucina <strong>islandese</strong>, l’<strong>hàkarl</strong> deve il suo caratteristico sapore (si dice sia il sapore dell&#8217;antipatia che qualcuno prova per noi) alla carne di squalo sepolta e lasciata marcire sottoterra, quindi essiccata per mesi sulla riva al mare.</p>
<p>Contrariamente a quel che un italiano penserebbe, il forte odore di ammoniaca è una garanzia, significa che la carna è ben stagionata.</p>
<p>Diversamente l&#8217;hakarl può essere tossico a causa del forte contenuto di acido urico.<br style="clear: both;" /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-38232" title="Escamole" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/5755237557_76bd2a0039.jpg" alt="" width="350" height="233" />Però Però.</p>
<p>Un mangiatore seriale di Big Mac, per quanto italiano, potrebbe trovare esaltante il sapore di certe stranezze.</p>
<p>Prendi l&#8217;<strong>escamoles</strong>, conosciuto con il nomignolo di caviale <strong>messicano</strong>.</p>
<p>Il gusto di nocciola, leggermente burroso, è dovuto alle larve contenute nelle grosse uova che una specie di formiche deposita sotto le piante di agave.<br style="clear: both;" /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-38233" title="Kopi Luwak" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/article-2000209-0C726D8C00000578-523_468x314.jpg" alt="" width="350" height="225" />Il <strong>Kopi Luwak</strong> è un caffè <strong>indonesiano</strong> ricavato dagli escrementi di zibetto.</p>
<p>Se non avete familiarità con questo animale, il parente della mangusta mangia i semi della pianta del caffè rosso.</p>
<p>Che digeriti ed espulsi sotto forma di&#8230; escrementi, sono alla base del Kopi Luwak.</p>
<p>Tanto è aromatico e buono che i migliori bar di New York lo vendono a 30 $ alla tazza.<br style="clear: both;" /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-38228" title="Larve di api" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/a2-larve1.jpg" alt="" width="350" height="249" /></p>
<p>Le <strong>larve di api</strong> sono considerate in <strong>Thailandia</strong> l’equivalente dei popcorn, ricercati e divorati con altrettanta voracità.</p>
<p>Queste larve sono disponibili in versione  panata o solo fritta, condite con sale, pepe e altre spezie.</p>
<p>Uno snack  pieno di proteine e simile nel sapore ai gamberetti.</p>
<p>A giudicare dal prezzo, 1 euro a bustina, e dal presunto gusto, meriterebbero un assaggio.<br style="clear: both;" /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-38229" title="Zuppa di saliva di volatile " src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/a3b-saliva1.jpg" alt="" width="350" height="288" />Perfino il più estemo degli esploratori potrebbe andare in dificoltà con <strong>la zuppa di sputo di volatile</strong>.</p>
<p>Iniziamo dicendo che la saliva di questo uccello, appartenente alla famiglia delle rondini, costa come una manovra economica.</p>
<p>In <strong>Cina</strong> è  l’ingrediente fondamentale di una zuppa dolce nota come &#8220;nido di uccello&#8221;. Molto nutriente, ricca di ferro, di calcio, di potassio e magnesio  viene prescritta dai medici ai pazienti debilitati.</p>
<p>Infine,  poichè la zuppa è una fonte di collagene, le donne la mangiano per  mantenere la pelle morbida e tonica. Costa 1.500 euro al kg.<br style="clear: both;" /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-38230" title="Natto" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/natto-spoonful.jpg" alt="" width="350" height="263" />All&#8217;ammiratissima cucina <strong>giapponse</strong> si deve il <strong>Natto</strong>, raffinata pietanza ottenuta lasciando marcire un tipo di fagioli di soia.</p>
<p>L&#8217;aspetto ricorda neanche troppo vagamente una potente vomitata post sbronza, come vedete.</p>
<p>Mentre il profumo è tale e quale a un paio di Superga portate senza  calze.</p>
<p>Dopo la finale olimpica della maratona, voglio dire.<br style="clear: both;" /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-38231" title="Casu Marzu" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/a5-casumarzu1.jpg" alt="" width="350" height="245" />Ma sperare in un suolo patrio indenne da stramberie ripugnanti, lo dico ai 5 italiani che in vacanza all&#8217;estero non rinunciano alla <strong>cucina italiana</strong>, è pura utopia. Vogliamo parlare del <strong>Casu Marzu</strong>?</p>
<p>Molti sanno che la specialità sarda è un formaggio a latte di pecora popolato di larve.</p>
<p>Nati  dalle uova che le mosche depongono all&#8217;interno della forma, i vermicelli hanno un ruolo importante, in pratica più sono vivaci e saltano, più il cacio è buono.</p>
<p>Bisogna solo avere l&#8217;avvertenza di proteggere gli occhi, uno sprovveduto potrebbe essere colto di sorpresa da un salto più energico. Cosa volete che sia per 47 euro al kg!</p>
<p>Ora, per favorire la fase dialettica sono costretto a chiedervi, ma sappiate che ne avrei fatto volentieri a meno, se nel corso di qualche vacanza esotica <strong>avete osato provare almeno una di queste ripugnanti specialità</strong>. <strong>O anche altro</strong>, se siete così coraggiosi da confessarlo. E se di conseguenza, vi si può rubricare tra gli appartenenti al sottogenere di gastrofighetti noti come esploratori estremi.</p>
<p>[<em>Crediti | Link: Repubblica.it, immagini: Flickr, Daily Mail, Daily Telegraph</em>]</p>
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		<title>La razione kappa ai tempi del Vulcano</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Apr 2010 06:13:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Caffarri</dc:creator>
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<p>Ho dormito alle falde del vulcano <em>Eyakiudoqhwxykgiqdohjokull</em> nell’estate del 1988, rimasta memorabile per quel viaggio, e per il Barolo <em>Sperss</em> di Gaja. L’Islanda è indimenticabile per due motivi: primo, è una collezione straordinaria di paesaggi; secondo, è costosa come&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/primo-piano/la-razione-kappa-ai-tempi-del-vulcano/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-19098" title="Vulcano EYJAFALLAJOKULL" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/vulcano.jpg" alt="" width="512" height="341" /></p>
<p>Ho dormito alle falde del vulcano <em>Eyakiudoqhwxykgiqdohjokull</em> nell’estate del 1988, rimasta memorabile per quel viaggio, e per il Barolo <em>Sperss</em> di Gaja. L’Islanda è indimenticabile per due motivi: primo, è una collezione straordinaria di paesaggi; secondo, è costosa come il veleno. Nessuno dovrebbe morire senza aver visto l’Islanda: che è l’unico paese al mondo senza alberi, abitato solo da belli e da grassi, e dove i cani devono chiedere il permesso per procreare. Curioso paese: terra ribollente, con l’orizzonte che sembra sempre lontano cento metri. Era così costoso – e io così sgranato* &#8211; che mi portai 14 cene nello zaino assieme alla tenda e al sacco a pelo: n.7 porzioni di P.Reggiano Stravecchio, n.2 cacciatorini economici, n.2 confezioni di wustel. Il resto non lo ricordo, mentre ricordo benissimo che un caffè costava 18mila lire. Del 1988.</p>
<p>Quell’esperienza mi è tornata alla mente osservando i mille milioni di passeggeri vagolanti per aerostazioni, stazioni e stazioni marittime in questi giorni, sul punto di morte per inedia, deprivazione e disidratazione. Eccone alcuni campioni.</p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-19092" title="Razione K" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/razK_insieme-130x100.jpg" alt="" width="130" height="100" />1.<strong> Quello della razione K</strong>. L’uomo “k” ha un’impostazione schiettamente militaresca, e non si fa mai cogliere impreparato. Ha sempre nella tasca interna del giaccone una barretta di cioccolato nero e una bottiglietta di cordiale.<br style="clear: both;" /></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-19094" title="minerale" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/minerale-130x100.jpg" alt="" width="130" height="100" />2.	<strong>La ragazza idrosolubile</strong>. La ragazza idrosolubile è venuta su con la pubblicità della plin plin, e gira sempre con la bottiglietta di minerale nella borsetta. Naturale, fuori frigo e con basso contenuto di sodio. Qualcuno le ha detto che “deve bere molta acqua”, quindi non sarà certo un’eruzione epocale a fermarla.<br style="clear: both;" /></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-19095" title="uova sode" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/uova-sode-130x100.gif" alt="" width="130" height="100" />3.	<strong>Quelli della nonna Piera</strong>. Mia nonna Piera infilava sempre 12 uova sode nella borsetta anche se doveva andare in pellegrinaggio a San Luca. Di questi esemplari però se ne vedono  pochi.<br style="clear: both;" /></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-19096" title="ciclisti" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/ciclisti-130x100.jpg" alt="" width="130" height="100" />4.	<strong>Quelli dello sport</strong>. Dalla sacca sportiva emerge l’integratore salino e la barretta nutritiva, tanto per evitare il calo di zuccheri provocato dall’immane su-e-giù dalle scale mobili.<br style="clear: both;" /></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-19097" title="clark gable" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/clark-gable-130x100.jpg" alt="" width="130" height="100" />5.	<strong>Quelli che non devono chiedere mai</strong>. Alti, slanciati, con qualche capello grigio, stanno ritti in mezzo al crocevia dei <em>gate</em> guardando fisso l’orizzonte attraverso i vetri. Quando apprendono che il volo è stato cancellato sfiorano lo schermo del telefono e prenotano al Grand Hotel, gente che viene, gente che va.<br style="clear: both;" /></p>
<p>Perché al vulcano si deve pur sopravvivere.</p>
<p><em>*sgranato = in reggiano, senza grana, al verde.</em></p>
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		<title>La frase del giorno &#124; Effetti collaterali del gurismo</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Apr 2010 08:17:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Bernardi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Che la nube vulcanica islandese sia indietreggiata per lo spavento di un incontro ravvicinato con Bertolaso (ipotesi 1). O che gli areoporti italiani siano stati riaperti perché le previsioni di una pioggia di cenere sull&#8217;Italia&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/primo-piano/la-frase-del-giorno-effetti-collaterali-del-gurismo/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><img class="aligncenter size-full wp-image-19045" title="La frase del giorno" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/Immagine-115.png" alt="" width="488" height="472" /></p>
<p style="text-align: left;">Che la nube vulcanica islandese sia indietreggiata per lo spavento di un incontro ravvicinato con Bertolaso (ipotesi 1). O che gli areoporti italiani siano stati riaperti perché le previsioni di una pioggia di cenere sull&#8217;Italia erano esagerate (ipotesi 2, più probabile), l&#8217;eruzione del vulcano <span>Eyjafjallajökull ci ha reso ansiosi. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span id="more-19031"></span></p>
<p style="text-align: left;"><span>E pur dovendo sopportare una pioggia ben più molesta, dal momento che ogni giornale del pianeta si è strenuamente impegnato a stimare i danni della catastrofe &#8211; e 63.000 voli cancellati su, e 20 milioni di euro persi giù, niente frutta fuori stagione qui, quanto guadagnano taxi, pullman e treni lì &#8211; il pensiero di un&#8217;imminente fine del mondo (2012?) si è impadronito nei nostri cervelli. </span></p>
<p><span><a title="Dolce è la vita" href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=128&amp;ID_articolo=274&amp;ID_sezione=&amp;sezione=" target="_blank">A parte quello di Carlo Petrini</a>.</span></p>
<p><span>Ora, con tutta l&#8217;esorbitante</span> ammirazione per l&#8217;uomo di sinistra vecchio stampo, per il  fondatore di  Slow Food, per il venerabile <em>maitre à peinser</em> eco-gastronomico, per colui che sempre detterà la nostra agenda di gastrofanatici, non è che &#8217;stavolta, pensando in specie alle tribù che smoccolano negli aeroporti, Carlo Petrini ha detto una stronzata?</p>
<p>O sono io?</p>
<p>[Fonti: Dolce la vita, immagine: Reuter]</p>
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		<title>Padre, perdonali perché non sanno quello che fanno</title>
		<link>http://www.dissapore.com/primo-piano/padre-perdonali-perche-non-sanno-quello-che-fanno/</link>
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		<pubDate>Sun, 01 Nov 2009 11:00:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Bernardi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p></p>
<p>Lunghe file e incidenti ieri a Reykjavik per accaparrarsi l&#8217;ultimo <em>Big Mac</em>. Da lunedì l’Islanda sarà una delle poche nazioni europee, insieme alla Bosnia e all’Albania, <a title="Internazionale" href="http://www.internazionale.it/home/?p=8557" target="_blank">a non avere</a> fast food a marchio McDonald’s. <span id="more-10645"></span>Jon&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/primo-piano/padre-perdonali-perche-non-sanno-quello-che-fanno/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-10646" title="Clienti in fila in uno dei 3 McDonald's di Reykjavik, in Islanda" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/capt.photo_1257020994675-1-0.jpg" alt="Clienti in fila in uno dei 3 McDonald's di Reykjavik, in Islanda" width="450" height="300" /></p>
<p>Lunghe file e incidenti ieri a Reykjavik per accaparrarsi l&#8217;ultimo <em>Big Mac</em>. Da lunedì l’Islanda sarà una delle poche nazioni europee, insieme alla Bosnia e all’Albania, <a title="Internazionale" href="http://www.internazionale.it/home/?p=8557" target="_blank">a non avere</a> fast food a marchio McDonald’s. <span id="more-10645"></span>Jon Ogmundsson, direttore generale dell’azienda in Islanda, ha dichiarato che non era più sostenibile tenere aperti i ristoranti in Islanda, a causa dell’aumento dei costi d’importazione delle materie prime e della crisi economica che non dà segni di ripresa. [Internazionale, immagine: Yahoo News]</p>
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