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	<title>Dissapore &#187; mcdonald&#8217;s</title>
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		<title>Napalmizzata #McDstories, la campagna Twitter di McDonald&#8217;s</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 17:41:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Tomacelli</dc:creator>
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<p>Cattive notizie per McDonald&#8217;s, e per le campagne di marketing via Twitter; per quelle che si affidano alla venerazione dei fan globali sperando di creare un buon ritorno d&#8217;immagine nei social network. Tutto inizia quando la catena di fast&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/primo-piano/napalmizzata-mcdstories-la-campagna-twitter-di-mcdonalds/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-46706" title="Tweet anti McDonald's" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/photo1-238.jpg" alt="" width="500" height="200" /></p>
<p>Cattive notizie per McDonald&#8217;s, e per le campagne di marketing via Twitter; per quelle che si affidano alla venerazione dei fan globali sperando di creare un buon ritorno d&#8217;immagine nei social network. Tutto inizia quando la catena di fast food più famosa del mondo compra due tweet, li accompagna all&#8217;hashtag #McDstories e sollecita i racconti dei clienti. All&#8217;inizio va tutto bene.</p>
<p>Ma non è detto che le storie nei social network, proprio perché social, debbano necessariamente essere a lieto fine. Ancora qualche minuto e <a title="Punto Informatico" href="http://punto-informatico.it/3412028/PI/News/twitter-cose-che-succedono-solo-mcdonald.aspx" target="_blank">iniziano i commenti negativi</a>, chi non ama hamburger e fast food trasforma rapidamente le buone intenzioni in un clamoroso autogol. Al punto che, mannò, ma uffa, il quotidiano britannico Daily Mail arriva a compilare <a title="Daily Mail" href="http://www.dailymail.co.uk/news/article-2090862/McDstories-McDonalds-Twitter-promotion-backfires-users-share-fast-food-horror-stories.html" target="_blank">una lista dei tweet più trash</a> che  il McHashtag ha offerto.</p>
<p>Si va da &#8220;Io una volta ho trovato un&#8217;unghia nel Big  Mac&#8221;, a &#8220;Mi state dicendo che il McDonald&#8217;s utilizza carne vera?&#8221;,  passando per &#8220;Mangiai lì nell&#8217;ottantanove. Vomitai. Ora sono  vegetariano&#8221;.</p>
<p>I racconti delle spiacevoli sorprese abbinate a panini e negozi proseguono fino a quando McDonald&#8217;s decide di mettere da parte l&#8217;hashtag ormai compromesso. E malgrado parli, con la consueta dose di faccia tosta, di una risposta comunque positiva, ammette che &#8220;non tutto è andato come desiderato&#8221;.</p>
<p>No, in effetti, e il fallimento della campagna twitter <a title="Financial Times" href="http://www.ft.com/cms/s/0/6de5a21e-46b3-11e1-bc5f-00144feabdc0.html#axzz1kULPcjpL" target="_blank">finisce in prima pagina</a>. Ma forse McDonald&#8217;s aveva spettative ancora peggiori.</p>
<p>Pensate anche voi ciò che penso io? E cioè che potremmo continuare a raccontare le #McDstories qui su Dissapore. E&#8217; facile, basta cambaire l&#8217;hashtag in #McHorrors.</p>
<p>[Crediti | <em>Link: Punto Informatico, Daily Mail, Financial Times</em>]</p>
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		<title>Lo sdoganamento finale: Repubblica si accorge del Panino Gourmet</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Dec 2011 15:10:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ricbrig</dc:creator>
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<p>E&#8217; un problema generazionale. Il panino ha smesso i panni da pausa pranzo aggiustata alla meglio degli anni &#8216;80 per trasformarsi in capriccio del mondo gourmet. Dai foodblogger ai grandi chef, nessuno è immune dalla voglia di tentare la&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/primo-piano/lo-sdoganamento-finale-repubblica-si-accorge-del-panino-gourmet/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-45222" title="Il panino dello chef Enrico Crippa con tratufo, pancetta, aringhe e pane alle nocciole" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/1-copia3.jpg" alt="" width="620" height="412" /></p>
<p>E&#8217; un problema generazionale. Il panino ha smesso i panni da pausa pranzo aggiustata alla meglio degli anni &#8216;80 per trasformarsi in capriccio del mondo gourmet. Dai foodblogger ai grandi chef, nessuno è immune dalla voglia di tentare la rivoluzione del genere, timbrando col prorio nome un succulento medaglione di carne cotto alla perfezione, avvolto da salse, formaggio, bacon, verdure, e infine pane croccante. La trasformazione del panino non è sfuggita ai quotidiani nazionali, talmente cruciale che ieri, in pieno periodo di panettoni e torroni, Repubblica.it <a title="Repubblica.it" href="http://www.repubblica.it/cronaca/2011/12/21/news/panini_da_chef-26964844/?ref=HRESS-1" target="_blank">invitava i lettori a mandare foto</a>. Soggetto? Proprio lui, il panino: gourmet, bio, da tutti i giorni che sia.</p>
<p>La moda del panino raffinato corre parallela a quella dello “street food” e spesso le due strade si intersecano. Oltremanica e oltre-oceano, il panino e’ spesso identificato con l’iconico hamburger e con il fast (qualche volta “junk”) food.</p>
<p><strong>&#8211;</strong> Nel 2004, Ferran Adria’, lo chef più famoso del mondo, apre <em>Fast Good</em> a Madrid per dimostrare che è un uomo del popolo e sa scendere sulla Terra a preparare un hamburger o un tramezzino. E senza sifone!</p>
<p><strong>&#8211;</strong> Nel 2007, l&#8217;aristochef britannico Heston Blumenthal dedica all’hamburger <a title="Vimeo" href="http://vimeo.com/28030554" target="_blank">una puntata</a> del suo show: “Alla ricerca della perfezione”. La ricetta, oggetto di una prova di Masterchef Australia 2011, ha richiesto 3 ore di preparazione (inclusive di patatine fritte milkshake). Cade l’aggettivo &#8220;Fast&#8221;.</p>
<p>&#8211; Nel 2011, il titolo di Masterchef UK e’ andato a Tim Anderson che, per la finale, prepara 3 tipi di mini-burger. Anderson e’ il piu’ sincero di tutti, a lui Burger King piace e <a title="Guardian" href="http://www.guardian.co.uk/tv-and-radio/2011/may/02/tim-anderson-masterchefs-burger-king" target="_blank">non fa nulla per nasconderlo</a>. E’ lo sdoganamento finale.</p>
<p>In Italia il panino non e’ solo hamburger, che, anzi, diventa popolare solo negli anni 80 (quando era &#8220;troppo giusto&#8221; andare al <em>Mac</em>). Tuttavia, a giudicare dalle prime foto dei lettori di Repubblica e’ proprio l’hamburger a farla da padrone. Mi sarei aspettato piu’ fantasia. Dove sono i tramezzini, nessuno che abbraccia la moda del <em>wrap</em>?</p>
<p>Abbiamo tutti almeno due o tre tipi di panino cui ci sentiamo legati. Io, restando in Italia, mi divido tra il <strong>tramezzino con coppa di toro</strong> della Cantina Do Mori di Venezia, e il <strong>panino con la porchetta</strong> (rigorosamente nella rosetta) degli <em>zozzoni</em> di Roma. E’ da Lo zozzone che il panino diventa street food (enfasi su street) all&#8217;ennesima. C&#8217;è stato perfino Anthony Bourdain, il divo della cucina americana, come documenta l&#8217;episodio del suo nuovo programma “The Layover” <a title="Travel Channell" href="http://www.travelchannel.com/tv-shows/the-layover/episodes/rome-2" target="_blank">girato a Roma</a> , dove compare, tra l’altro, uno straripante Gabriele Bonci, il &#8220;Michelangelo della pizza romana&#8221; (© Vanity Fair versione americana).</p>
<p>A ben guardare, pertanto, i quotidiani italiani scoprono tardi la “rivoluzione copernicana” del panino, captata dalla blogosfera eoni fa. E’ servito forse  il celebre Gualtiero Marchesi, con i suoi scrausi panini per McDonald&#8217;s, perché l’eco e poco altro, arrivasse al grande pubblico.</p>
<p>A dirla tutta, anche l’idea di mandare foto dei panini non é nuova. Il foodblog Cavoletto di Bruxelles <a title="Cavoletto di Bruxelles" href="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/10/voglia-di-panini.pdf" target="_blank">ha raccolto 85 ricette di panini proposti da lettori</a> ben prima del suo “Libro del Cavolo”, e BBQ4all.it, indirizzo obbligato per gli amanti del barbecue, quest’anno ha organizzato un <a title="Bbq4all" href="http://bbq4all.it/blog/news/best-burger-photo-contest-%7C-ecco-i-vincitori.html" target="_blank">concorso fotografico per hamburger</a>.</p>
<p>Di questa “rivoluzione” abbiamo capito alcune cose.</p>
<p>1) Il panino d’autore non e’ troppo per vegetariani, a fare moda è un forte orientamento carnivoro. Ci sono delle eccezioni, ma sembra poco probabile che qualcosa chiamato &#8220;veggie burger&#8221; riesca a imporsi, dobbiamo ammetterlo. Tuttavia confesso che, da buon onnivoro, qualche tendenza vegetariana potrebbe sfuggirmi.</p>
<p>2) La seconda lezione è che il riscatto del panino, una volta tanto, passa per gli uomini. Con qualche eccezione (la dea domestica Nigella Lawson ci prova con i suoi <a title="Nigella" href="http://www.nigella.com/recipes/view/sexy-burgers-684" target="_blank">sexy burger</a>).</p>
<p>Sarà il panino, nel 2012, a salvarci dai macaron e dalla definitiva invasione delle cupcake decorate? A fine anno è sempre il momento di essere ottimisti.</p>
<p>[Crediti |<em> </em><em>Link:</em> <em>Repubblica.it, Vimeo, Guardian, Travel Channel, Cavoletto, Bbq4All, Nigella. Immagine: </em><em></em><em>Francesco Vignali</em>, <em>Paninodautore.it</em>]</p>
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		<title>Adagio di McDonald&#8217;s, un tamarrerrimo remix del nulla</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Oct 2011 10:46:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Soban</dc:creator>
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<p>So bene che nessuno mi obbliga a intrattenere relazioni stabili con McDo, ma volete mettere la soddisfazione di scrivere che <em>McItaly Adagio</em>, il secondo <em>McMarchesi</em>, nel senso di secondo panino con griffe del riverito Maestro Gualtiero Marchesi dopo <em>Vivace</em>,&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/primo-piano/adagio-di-mcdonalds-un-tamarrerrimo-remix-del-nulla/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-41958" title="Adagio McDonald's" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/adagio.jpg" alt="" width="620" height="465" /></p>
<p>So bene che nessuno mi obbliga a intrattenere relazioni stabili con McDo, ma volete mettere la soddisfazione di scrivere che <em>McItaly Adagio</em>, il secondo <em>McMarchesi</em>, nel senso di secondo panino con griffe del riverito Maestro Gualtiero Marchesi dopo <em>Vivace</em>, disponibile nei McDonald&#8217;s nazionali da ieri, è la cosa più mal fatta, canaglia e avvilente mai vista! Almeno, queste erano le intenzioni. Ma Dissapore che scrive per partito preso dopo aver diffusamente chiarito <a title="Dissapore" href="http://www.dissapore.com/primo-piano/con-i-panini-mcitaly-vivace-e-adagio-oltre-a-minuetto-gualtiero-marchesi-puo-stringere-la-mano-al-collega-ronald-mcdonalds/" target="_blank">come</a> la <a title="Dissapore" href="http://www.dissapore.com/primo-piano/mcitaly-vivace-anatomia-di-un-panino/" target="_blank">pensa</a> sul &#8220;tradimento&#8221; di Marchesi e tutto l’hype che c’è attorno, rischia di essere più noioso del Tedio Evo.</p>
<p>Per cui vi dirò le cose come sono.</p>
<p>Al netto della fascinazione da ex-teenager anni &#8216;80 cresciuto nel mito della nostrana  <em>Burghy</em> (per i primi 10 minuti sono stato assediato dalle coscione delle <em>sfitinzie</em> del Drive In e altri pruriginosi ricordi tipo l&#8217;esatta citazione di Enzo Braschi, paninaro ante-litteram: &#8220;questo fast food è trooooooppo giusto per spararmi un paninazzo e  smerigliare la gargarozza&#8221;), Adagio è un tamarrerrimo remix del nulla. Non voglio infierire, beninteso, questo mi è sembrato. Roba che gioca nella stessa categoria di un <em>CBO</em> o di un <em>McWrap</em>, gli altri buzzurri panozzi di McDonald&#8217;s.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-41959" title="Confronto Adagio: dal vivo e in pubblicità" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/photo171.jpg" alt="" width="620" height="349" /></p>
<p>Non che mi aspettassi altro, ma forse ieri sera chi mi ha preparato l&#8217;Adagio si sentiva in colpa per appropriazione indebita del Made in Italy, nonsò.</p>
<p>La fidanza giura che all&#8217;uscita, ormai in completo trasnfer, mi ha di nuovo sentito <em>quotare</em> Braschi: &#8220;Troooooppo scarso&#8230; non me lo meritavo&#8230; Uald Bois Uald Bois!</p>
<p>[<em>Crediti | Link: Dissapore, immagini: Andrea Soban</em>]</p>
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		<title>McItaly Vivace: anatomia di un panino</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Oct 2011 11:32:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampiero Prozzo</dc:creator>
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<p>&#8220;Mangiarli m’interessa zerovirgola, è il concetto&#8221;. Partirei da qui, <a title="Dissapore" href="http://www.dissapore.com/primo-piano/con-i-panini-mcitaly-vivace-e-adagio-oltre-a-minuetto-gualtiero-marchesi-puo-stringere-la-mano-al-collega-ronald-mcdonalds/" target="_blank">da queste parole</a> sui panini McItaly Vivace e Adagio che Gualtiero Marchesi ha recentemente ideato per McDonald&#8217;s, scritte da Massimo Bernardi. In evidente stato di carogna causa&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/primo-piano/mcitaly-vivace-anatomia-di-un-panino/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-41315" title="McItaly Vivace di McDonald's" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/photo156.jpg" alt="" width="640" height="480" /></p>
<p>&#8220;Mangiarli m’interessa zerovirgola, è il concetto&#8221;. Partirei da qui, <a title="Dissapore" href="http://www.dissapore.com/primo-piano/con-i-panini-mcitaly-vivace-e-adagio-oltre-a-minuetto-gualtiero-marchesi-puo-stringere-la-mano-al-collega-ronald-mcdonalds/" target="_blank">da queste parole</a> sui panini McItaly Vivace e Adagio che Gualtiero Marchesi ha recentemente ideato per McDonald&#8217;s, scritte da Massimo Bernardi. In evidente stato di carogna causa &#8220;tradimento&#8221;. A me viceversa, scrupoloso osservante della regola <strong>prima provare poi parlare</strong>, mangiarli interessa eccome. Così, in una specie di <em>rehab</em> al contrario, eccomi da McDonald&#8217;s.</p>
<p>Anatomia di un panino, dunque. Prima però permettete 2 parole su Gualtiero Marchesi. Colui che ha aperto il raviolo e cucinato l’oro entrando di diritto nella mitologia moderna dei ristoranti con Bonvesin de la Riva, l’Albereta e infine il Marchesino. Gualtiero Marchesi, un tempo noto come &#8220;il creatore dell&#8217;alta cucina italiana&#8221; e che oggi sotto la gigantesca M gialla inneggia, per meno di cinque euro, al colesterolo funebre (&#8220;Vivace&#8221; <a title="Il fatto alimentare" href="http://www.ilfattoalimentare.it/mcdonalds-gualtiero-marchesi-hamburger-vivace-685-kcalorie.html" target="_blank">contabilizza 685 kca</a>).</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-41316" title="Tovaglietta di tessuto in omaggio" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/Mc-Donals-021.jpg" alt="" width="640" height="480" /></p>
<p>Lo ordino &#8220;Vivace&#8221;, hamburger di carne bovina, spinaci spadellati, maionese alla senape, bacon croccante e cipolla dolce dentro un panino ai semi di girasole. “Non è ancora molto richiesto, è troppo nuovo” mi risponde la solerte commessa dietro il bancone allungandomi la tovaglietta in tessuto, omaggio per il lancio. La confezione è sobria, potrei dire elegante, un box cartonato con indicazioni e foto del caso. In tutta onestà, la danza dell&#8217;accoppiamento a mezzo panino inizia con le narici gratificate dagli odori.</p>
<p>Il primo morso, diversamente dal primo sorso di birra il cui godimento andrebbe innalzato a racconto letterario, rivela un panino morbido e caldo e saporito contrastato dai multivitaminici semi di girasole.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-41317" title="McItaly Vivace" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/photo157.jpg" alt="" width="640" height="427" /></p>
<p>Altri quattro morsi e la cipolla ha la peristenza di una Gauloises senza filtro, però in versione marinata. Bacon e spinaci passano inossservati come un servizio politico del Tg1. La bontà della maio non si discute, ma è tanta, non so da che parte iniziare a contare le 685 kcal, che ormai tutte in fila nello stomaco si organizzano per la ola.</p>
<p>Mi immolo per la causa. Torno alla cassa e ritiro il “Minuetto”, rivisitazione in chiave &#8220;cummenda&#8221; del tiramisu che la Bindi esegue su licenza (ricetta) del Divin Marchesi. A sacrificarsi alla crema di mascarpone, cucchiaiabile ma simile a una somministrazione endovenosa di zucchero, è una fetta di panettone al caffè tempestata di uvetta e canditi. Più che un dessert da abbinare al “Vivace” una menu degustazione completo.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-41318" title="Minuetto" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/photo158.jpg" alt="" width="640" height="501" /></p>
<p>E se completate la digestione potete ripresentarvi da McDonald&#8217;s per il lancio di’ “Allegro”, l&#8217;altro panino made in Marchesi, c’e’ tempo fino al 26 ottobre. Ma sappiate che, siccome perseverare è diabolico, il vostro nome finirà dritto nella <em>Walk of Shame</em>.</p>
<p>Altre recensioni dei panini di Marchesi per McDonald&#8217;s.</p>
<p><a title="Saporito Blog" href="http://saporitoblog.wordpress.com/2011/10/05/mcmarchesi-vivace-adagio-e-minuetto/" target="_blank">McMarchesi: Vivace, Adagio e Minuetto</a>.<br />
<a href="http://dezgeist.blogspot.com/2011/10/gualtiero-marchesi-da-mc-donalds.html">Gualtiero Marchesi da McDonald&#8217;s</a>.<br />
<a title="Francesco Costa" href="http://www.francescocosta.net/2011/10/11/vivace-con-gioia/" target="_blank">Vivace con gioia</a>.<br />
<a title="Dissapore" href="http://www.gustoblog.it/post/7891/gualtiero-marchesi-per-mc-donalds" target="_blank">Gualtiero Marchesi per McDonald&#8217;s</a>.</p>
<p>[<em>Crediti | Link: Dissapore, Il fatto alimentare, Saporitoblog, Dezgeist, Francesco Costa, Gustoblog. Immagini: Giampiero Prozzo</em>]</p>
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		<title>Perché McDonald&#8217;s vuole disperatamente essere Slow Food?</title>
		<link>http://www.dissapore.com/primo-piano/perche-mcdonalds-vuole-disperatamente-essere-slow-food/</link>
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		<pubDate>Mon, 10 Oct 2011 12:08:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Bernardi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p></p>
<p>Arriverà un giorno in cui saranno le barzellette a ridere di noi. Quando mi hanno detto che <a title="Dissapore" href="http://www.dissapore.com/primo-piano/con-i-panini-mcitaly-vivace-e-adagio-oltre-a-minuetto-gualtiero-marchesi-puo-stringere-la-mano-al-collega-ronald-mcdonalds/" target="_blank">Gualtiero Marchesi si era messo con McDonald&#8217;s</a> ho pensato che quel giorno fosse arrivato.<span id="more-40768"></span></p>
<p>Ma l&#8217;indomani è stata&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/primo-piano/perche-mcdonalds-vuole-disperatamente-essere-slow-food/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-40772" title="Pubblicità McDonald's e contropubblicità Slow Food a confronto" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/slowmac2.jpg" alt="" width="620" height="451" /></p>
<p>Arriverà un giorno in cui saranno le barzellette a ridere di noi. Quando mi hanno detto che <a title="Dissapore" href="http://www.dissapore.com/primo-piano/con-i-panini-mcitaly-vivace-e-adagio-oltre-a-minuetto-gualtiero-marchesi-puo-stringere-la-mano-al-collega-ronald-mcdonalds/" target="_blank">Gualtiero Marchesi si era messo con McDonald&#8217;s</a> ho pensato che quel giorno fosse arrivato.<span id="more-40768"></span></p>
<p>Ma l&#8217;indomani è stata McDonald&#8217;s ad aumentare lo spread tra sé e i neuroni comprando questa <a title="Ninja Marketing" href="http://c-r-e-a-t-e.it/2011/10/il-marketing-che-non-vogliamo-gualtiero-marchesi-e-mcdonalds/" target="_blank">pagina pubblicitaria</a> sul Corriere. Cui Slow Food, inserendosi nel trend degli indignatos, <a title="Slow Food" href="http://www.slowfood.it/sloweb/C2744B88189671E173WL52FD92BA/slow-vs-fast" target="_blank">ha risposto con quest&#8217;altra</a>. Tanto per far capire che non sono lì a velicarsi il batacchio (reazione apprezzabile anche in nome del lessico: via un avverbio, ristabilità la verità).</p>
<p>Ma siccome non è la giornata della sospensione della morale, in quanto uomini di mondo una cosa ve la chiederò, <strong>perché McDonald&#8217;s vuole così disperatamente essere Slow Food?</strong></p>
<p>&#8220;Slow e fast non possono andare d&#8217;accordo, tanto meno per esigenze pubblicitarie&#8221;, osserva Slow Food, &#8220;sono due approcci diversi. Alla vita, al mondo, al cibo&#8221;. Parole sentite dagli anni del Topexan, luogocomunismi evidenti a tutti, perfino a chi sta al terzo mojito.</p>
<p>Non a McDonald&#8217;s, bramoso di essere wow come Slow Food. Perché? Un paio di risposte prima delle vostre.</p>
<p>(1) Il rosicamento genera mostri. McDo, colpevole d’essere meno buono, pulito e giusto insiste per giocare nello stesso campionato con la tigna di chi non supera i traumi infantili, di chi deve dimostrare troppe cose non  importa  quanti successi professionali ottenga.</p>
<p>(2) Siccome i <em>fastfudisti</em> lo sanno che non si comprano prodotti ma aspirazioni, il diritto a far parte di un gruppo, allora cercano spiragli di splendore riflesso. Che ne sapete voi di cosa si prova a essere per tutta la vita Brufolazzi, l&#8217;adolescente zimbello di Tapparella, la canzone degli Elio, che nessuno invitava alle feste?</p>
<p><strong>P.S.</strong> La risposta di Slow Food è stata lesta e niente male, ma se vuole dare a McDonald&#8217;s una ragione per piangere <a title="YouTube" href="http://www.youtube.com/watch?v=5mo5KQKiNwQ" target="_blank">trova tutto qui</a>.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-40773" title="La pubblicità &quot;Ciao sono un Mac, ciao sono un PC“" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/Schermata-2011-10-10-a-12.05.56.png" alt="" width="620" height="389" /></p>
<p>[<em>Crediti | Link: Dissapore, Ninja Marketing, Slow Food]</em></p>
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		<title>Con i panini McItaly Vivace e Adagio oltre a Minuetto Gualtiero Marchesi puo stringere la mano al collega Ronald McDonald&#8217;s</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Oct 2011 12:18:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Bernardi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p></p>
<p>Mettersi con McDonald&#8217;s è un gesto così gratuitamente autopunitivo che non mi stupirei se Gualtiero Marchesi cambiasse il nome del suo ristorante in: &#8220;Presto Chiuso&#8221;. E voi siete pregati di sorvolare sul fattore nostalgia che quello tanto ci frega.&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/primo-piano/con-i-panini-mcitaly-vivace-e-adagio-oltre-a-minuetto-gualtiero-marchesi-puo-stringere-la-mano-al-collega-ronald-mcdonalds/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-40422" title="Gualtiero Marchesi e il team McDonald's" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/Gualtiero-Marchesi-e-il-team-McDonalds.jpg" alt="" width="700" height="466" /></p>
<p>Mettersi con McDonald&#8217;s è un gesto così gratuitamente autopunitivo che non mi stupirei se Gualtiero Marchesi cambiasse il nome del suo ristorante in: &#8220;Presto Chiuso&#8221;. E voi siete pregati di sorvolare sul fattore nostalgia che quello tanto ci frega. Gualtiero Marchesi ERA <a title="La Cucina Italiana" href="http://www.lacucinaitaliana.it/Default.aspx?idPage=3659" target="_blank">il cuoco che ha creato l’alta cucina italiana</a>, ERA il cuoco che per primo ha  avuto le 3 stelle Michelin e per primo in Italia le ha restituite  sdegnato, ERA il cuoco che ha creato un ‘topos’ gastronomico con  il raviolo aperto o con il risotto con foglia d’oro. Oggi è solo un avanzo di Nouvelle Cuisine invecchiato male.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-40440" title="Ora di pranzo, davanti al McDo di Piazza Duomo" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/299.jpg" alt="" width="700" height="523" /></p>
<p>In un qualunque McDonald&#8217;s d&#8217;Italia, per la serie &#8220;grandi classici della stanchezza&#8221;, dal 5 ottobre e per 6 settimane <a title="Ansa" href="http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2011/10/04/visualizza_new.html_695506150.html" target="_blank">troverete i panini</a> <em>McItaly Vivace</em> (bacon, spinaci saltati, cipolla marinata, hamburger bovino e maionese con grani di senape, a 4,70 euro),<em> McItaly Adagio</em> (pane ricoperto di mandorle a pezzetti, mousse di melanzane, pomodori a  fette, melanzane in agrodolce, hamburger bovino e ricotta salata, a 4,70 euro), oltre a <em>Minuetto</em> (una fetta di panettone con salsa al caffe&#8217; e una crema di mascarpone con canditi e mandorle, a 2,50 euro scontata, a 2 euro se aggiunta al menu).</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-40436" title="Pubblicità e realtà dei nuovi panini McDonald's" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/photo148.jpg" alt="" width="700" height="600" /></p>
<p>Mangiarli m&#8217;interessa zerovirgola, è il concetto. Tipo che Slow Food, nata vent’anni fa per contrastare il primo McDonald’s italiano aperto in Piazza di Spagna a Roma, mi diventa culo e camicia col <em>junkfudista</em> americano per un pugno di dollari. Come già detto per l&#8217;allora <em>mcministro</em> leghista Luca Zaia, <a title="Dissapore" href="http://www.dissapore.com/tag/mcitaly/" target="_blank">questa è svendita del Made in Italy</a>, poche balle.</p>
<p>Dice Marchesi: &#8221;Ho osservato da vicino, senza pregiudizi, i giovani: ogni giorno 200mila ragazzi  sotto i 25 anni mangiano qui: e allora  perché non provare a fargli  assaggiare qualcosa di estraneo al loro  abituale modo di mangiare?&#8221;</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-40438" title="Pubblicità e realtà del nuovo Minuetto McDonald's" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/photo1-127.jpg" alt="" width="700" height="332" /></p>
<p>Ettepareva che nella ricetta propagandististica dell&#8217;anziano cuoco non ci finivano i giovani? Aspettiamoci a breve la filastrocca sui tanti prodotti italiani movimentati. Quando tutti sanno che gli unici prodotti italiani movimentati da McDonald&#8217;s sono gli attrezzi di Tecnogym.</p>
<p>[<em>Crediti | Link: La Cucina Italiana, Ansa, Dissapore. Immagini: McDonald's e <a title="Appunti digola" href="http://www.appuntidigola.it/2011/10/04/mcitaly-e-gualtiero-marchesi/" target="_blank">Appunti digola</a></em>]</p>
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		<title>Angoli di street food che solo a Torino: M**Bun e Grom</title>
		<link>http://www.dissapore.com/mangiare-fuori/angoli-di-street-food-che-solo-a-torino-mbun-e-grom/</link>
		<comments>http://www.dissapore.com/mangiare-fuori/angoli-di-street-food-che-solo-a-torino-mbun-e-grom/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 26 Jul 2011 11:50:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Morichetti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p></p>
<p>L&#8217;idea <a title="Dissapore" href="http://www.dissapore.com/primo-piano/davide-nella-forma-di-un-ghiotto-hamburgher-contro-goliamcdonalds-lespansionista-americano/" target="_blank">mi è piaciuta subito</a> e non vedevo l&#8217;ora di provare M**Bun, trasposizione a km 0 del fast food anglosassone. Fosse un piatto dell&#8217;aristochef (© Massimo Bernardi) Massimo Bottura, il panino di M**Bun si chiamerebbe &#8220;Storia&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/mangiare-fuori/angoli-di-street-food-che-solo-a-torino-mbun-e-grom/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-37587" title="Un angolo di Corso Siccardi a Torino" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/foto24.jpg" alt="" width="620" height="412" /></p>
<p>L&#8217;idea <a title="Dissapore" href="http://www.dissapore.com/primo-piano/davide-nella-forma-di-un-ghiotto-hamburgher-contro-goliamcdonalds-lespansionista-americano/" target="_blank">mi è piaciuta subito</a> e non vedevo l&#8217;ora di provare M**Bun, trasposizione a km 0 del fast food anglosassone. Fosse un piatto dell&#8217;aristochef (© Massimo Bernardi) Massimo Bottura, il panino di M**Bun si chiamerebbe &#8220;Storia di un manzo piemontese che torna in città vestito a festa&#8221; ma qui non ci sono velleità gourmet.<span id="more-37382"></span></p>
<p>Il locale all&#8217;angolo tra corso Siccardi e via Cernaia a Torino è carino, fast ma slow. Resiste il modello della catena replicabile all&#8217;infinito ma la personalizzazione è riuscita, fare il verso a McDonald&#8217;s suonando il proprio blues è una figata, McDonald&#8217;s permettendo. A ogni elemento global (cetriolino finto, Coca Cola, panino vagamente ignominioso, usa-e-getta di minima spesa e massima resa) ne corrisponde uno local, dagli ingredienti alle ricette fino alle stoviglie.</p>
<p>Come d&#8217;abitudine ho allestito il mio personalissimo test della digeribilità. I <a title="MBun" href="http://www.mbun.it/sito/top-menu/men.html" target="_blank">menù</a> costano 9, 10, 11 euro: panino, patate fritte commestibili e bibita. Ho scelto una birra artigianale che viene dalla Val di Susa e si chiama SorA&#8217;laMA&#8217;. C&#8217;erano anche chinotto e gazzosa Lurisia, non mi pare di aver visto Coca Cola. Primo panino il <em>M**Bun</em>, carne e poco altro. Classico, non grasso, gustoso. Seconda scelta il <em>Sensa cognisiun</em>, fassone 100% e bagna caôda. Non da svenire di piacere ma sapori buoni, lo riprenderei sensa esitasiun. Doppia porzione di patate, assaggio di carne cruda nelle tre versioni <em>piemunteisa</em> (olio e limone), <em>franseisa</em> (olio, senape, capperi, acciughe), <em>mediterranea</em> (olio, olive, pomodorini, peperoncino) e seconda birra, questa volta la rossa M**Rusa.</p>
<p style="text-align: left;">Sono stato previdente e ho skippato l&#8217;ora di punta, alle 12 servizio veloce e niente coda. Paghi alla cassa e ti richiamano al bancone attraverso un telecomando a vibrazione. In cucina non c&#8217;è la brigata di Ferràn Adrià ma tanti ragazzi, a occhio tutti italiani, che assemblano panini magari con la laurea in tasca. Non mi aspettavo niente di diverso, l&#8217;assenza di stranieri in cucina è una diversità rispetto ai fast food ma decido di tenermi alla larga dalla facile sociologia del panino.</p>
<p style="text-align: left;">Con l&#8217;addome evidentemente non ancora logoro sono uscito insieme al mio compagno di merende per entrare nella porta accanto, la porta di Grom. Cambia radicalmente la tonalità di fondo &#8211; dal rosso in ogniddove si passa al celeste/bianco/blu &#8211; ma non la musica. Tutto è bioqualcosa, il gelato è buono, non dico meglio o peggio della gelateria x, ma buono, fatto spesso con ingredienti provenienti da Presidi Slow Food (in Piemonte capita spesso, e chi lo fa ci tiene a dirlo).</p>
<p style="text-align: left;">Tra menù di M**Bun gelato del Grom accanto, uno cui piacciono le cose fatte ammodino fa una pausa-pranzo effetto tonico con 15 euro.</p>
<p style="text-align: left;">Da M**Bun mi sono piaciuti idea e realizzazione, non mi aspettavo per niente la cucina della nonna come <a title="Cibario" href="http://cibario.wordpress.com/2011/07/04/mbrut/" target="_blank">altri e più illustri critici</a>, ma un&#8217;idea sostenibile alternativa all&#8217;originale, così è stato. Intorno a me famiglie, coppiette, donne in carriera, professionisti ben vestiti e turisti. Ho provato a indagare i motivi di una clientela così eterogenea, siamo pur sempre in un&#8217;agrihamburgheria, ma come detto era la giornata della sospensione della sociologia da panino, per cui lascio a voi le conclusioni.</p>
<p style="text-align: left;">Però, angoli si street food così, avercene in giro per l&#8217;Italia.</p>
<p style="text-align: left;">[<em>Crediti | Link: Dissapore, M**Bun, Cibario, immagine: Alessandro Morichetti</em>]</p>
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		<title>Il rapporto prezzo/felicità più favorevole della vostra carriera</title>
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		<pubDate>Tue, 17 May 2011 08:42:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Bernardi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Non è mai troppo tardi per chiederti <strong>se esiste il rapporto prezzo-felicità inarrivabile</strong>, e visto che ci sei, tentando il match point, per deliberare <strong>a quale locale che conosci appartiene</strong>. Voi lettori cosa ne pensate? Il rapporto prezzo-felicità inarrivabile deve&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/mangiare-fuori/il-rapporto-prezzofelicita-piu-favorevole-della-vostra-carriera/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non è mai troppo tardi per chiederti <strong>se esiste il rapporto prezzo-felicità inarrivabile</strong>, e visto che ci sei, tentando il match point, per deliberare <strong>a quale locale che conosci appartiene</strong>. Voi lettori cosa ne pensate? Il rapporto prezzo-felicità inarrivabile deve assecondare quel muro del pianto un tempo noto come il vostro conto in banca, per cui meno pago meglio è, punto? O il rapporto prezzo-felicità inarrivabile appartiene al posto che ricambia i vostri faticati risparmi con palpitazioni a nastro?</p>
<p>Diciamo meglio.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-34532" title="Le ostriche e il mare, uno dei piatti del Noma di Copenhagen" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/EW-AK703_pallin_G_20110511100407.jpg" alt="" width="350" height="234" /><strong>Com&#8217;è secondo voi il rapporto prezzo-felicità </strong>del <a title="Dissapore" href="http://www.dissapore.com/primo-piano/rene-redzepi-no-non-ce-del-marcio-in-danimarca/" target="_blank">Noma</a> di Copenhagen, che una giuria di esperti ha eletto per la seconda volta consecutiva il ristorante migliore del mondo?</p>
<p>180 euro vini esclusi (ma anche 140 o 90 a pranzo) per cenare nel locale più influente e, con l&#8217;imminente chiusura del <em>Bulli</em> di Ferran Adrià, più provocatorio del pianeta sono comunque troppi? O una cucina che valorizza lo stimolante ambiente nordico, basata esclusivamente su ingredienti che provengono dalle zone circostanti, e per questo in grado di farvi ripensare l&#8217;atteggiamento nei confronti del cibo, non ha prezzo?<br style="clear: both;" /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-34533" title="Il menu del Pizzarium di Roma" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/menu.jpg" alt="" width="350" height="233" /><strong>Com&#8217;è secondo voi il rapporto prezzo-felicità </strong>del <a title="Dissapore" href="http://www.dissapore.com/cucina/boncitudine-estrema-2-cronaca-di-unassuefazione/" target="_blank">Pizzarium</a> di Roma, lo spaccio della pizza di Gabriele Bonci, mangiata la quale tutto appare finalmente chiaro: la vita, la morte, Photoshop, l’estinzione dei dinosauri, Sandro Bondi, la fotosintesi clorofilliana, l&#8217;oroscopo, il quarto segreto di Fatima?</p>
<p>Meglio pagare 13 euro al kg e beneficiare della pizza bianca che più che una pizza è la rappresentazione di un&#8217;epoca, l&#8217;epoca-Bonci appunto, o girare i tacchi infilandosi nel primo postarello che capita, tanto, in fondo, <em>ecchessaramai</em>, l&#8217;ho sempre detto io che una pizza vale l&#8217;altra?<br style="clear: both;" /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-34534" title="Il menu Happy Meal di McDonald's" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/happy.jpg" alt="" width="350" height="210" /><strong>Com&#8217;è secondo voi il rapporto prezzo-felicità </strong>del menù <a title="McDonald's" href="http://www.mcdonalds.it/#/menu-happy-meal/" target="_blank">Happy Meal</a> di McDonald&#8217;s, come dire: la cosa edibile che più di ogni altra dissimula il panico che ci attanaglia al momento del conto?</p>
<p>5 euro (credo) per un panino, le patatine, la bottiglietta di minerale e un dessert (ora non esageriamo) sono okay. Ma purché il pane, per quanto pieno di intrugli chimici, mi piaccia. Non ditemi da dove viene la carne io la voglio goduriosa. Le patatine devono essere buone anche se mi trapassano il fegato.  Avvelenatemi, siate ruffiani, ma fatemi mangiare bene. Invece tutto pare inutilmente salato o dolciastro, molliccio e triste.<br style="clear: both;" /></p>
<p>Allora, cari affezionati lettori, qual è il rapporto prezzo-felicità più favorevole della vostra carriera, e a quale locale appartiene?</p>
<p>[<em>Crediti | Link: Dissapore, McDonald's. Immagini: Wall Street Journal, Viaggiatore Gourmet, McDonald's</em>]</p>
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		<title>L&#8217;hamburger augurabile, altro che Ciociaria di McDonald&#8217;s</title>
		<link>http://www.dissapore.com/gallery/lhamburger-augurabile-altro-che-ciociaria-di-mcdonalds/</link>
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		<pubDate>Fri, 01 Apr 2011 13:48:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Bernardi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Come <a title="Dissapore" href="http://www.dissapore.com/primo-piano/sapessi-come-strano-trovare-eataly-al-posto-dello-smeraldo-a-milano/" target="_blank">rivelato a febbraio</a>, ieri Eataly, la catena italiana di negozi per gourmet, <a title="Repubblica Torino" href="http://torino.repubblica.it/cronaca/2011/03/31/foto/hamburger_made_in_granda-14342498/1/" target="_blank">ha aperto in piazza Solferino a Torino</a> il primo dei due piccoli spazi tematici previsti entro maggio. Si tratta di&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/gallery/lhamburger-augurabile-altro-che-ciociaria-di-mcdonalds/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come <a title="Dissapore" href="http://www.dissapore.com/primo-piano/sapessi-come-strano-trovare-eataly-al-posto-dello-smeraldo-a-milano/" target="_blank">rivelato a febbraio</a>, ieri Eataly, la catena italiana di negozi per gourmet, <a title="Repubblica Torino" href="http://torino.repubblica.it/cronaca/2011/03/31/foto/hamburger_made_in_granda-14342498/1/" target="_blank">ha aperto in piazza Solferino a Torino</a> il primo dei due piccoli spazi tematici previsti entro maggio. Si tratta di <a title="Facebook" href="http://www.facebook.com/lagrandainmezzoalpane.eataly" target="_blank"><em>La Granda in mezzo al pane</em></a>, hamburger d&#8217;autore fatto con il pane di Roberto Perino (Delper), le  farine biologiche macinate a pietra (Mulino Marino), la Robiola di  Roccaverano, la cipolla rossa di Tropea, e via così. Niente a che vedere con <em>Ciociaria</em>, il <a title="Appunti digola" href="http://www.appuntidigola.it/2011/04/01/bogataj-mcdonaldizzare-la-ciociaria/" target="_blank">terrificante <em>wannabe</em> italiano</a> di McDonald&#8217;s. A breve seguirà un punto vendita <strong>riservato alla pasta</strong>, ovviamente con risto a tema, in via Lagrange, sempre a Torino. [<em>Crediti | Link: Dissapore, Facebook, Repubblica Torino, Appunti Digòla, immagini Repubblica Torino</em>]</p>
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		<title>Polpetteria di Napoli &#124; Niente ottusi doppi sensi, la polpetta non è un boccone avvelenato</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Feb 2011 10:44:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampiero Prozzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Indirizzi]]></category>
		<category><![CDATA[Mangiare Fuori]]></category>
		<category><![CDATA[alternative]]></category>
		<category><![CDATA[cuoppo fritto]]></category>
		<category><![CDATA[la polpetteria]]></category>
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<p>“Son soddisfazioni”. E un sorriso si stampa sul volto di Giuseppe,  che insieme al fratello serve i clienti dietro un lungo bancone di vetro. Capita che due 15enni abbiano ordinato a gran voce  “IL SOLITO” e ora stringono orgogliosamente&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/mangiare-fuori/polpetteria-di-napoli-niente-ottusi-doppi-sensi-la-polpetta-non-e-un-boccone-avvelenato/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-31104" title="Le polpette della Polpetteria di Napoli" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/polpetteria11.jpg" alt="" width="550" height="550" /></p>
<p>“Son soddisfazioni”. E un sorriso si stampa sul volto di Giuseppe,  che insieme al fratello serve i clienti dietro un lungo bancone di vetro. Capita che due 15enni abbiano ordinato a gran voce  “IL SOLITO” e ora stringono orgogliosamente tra le mani un panino con 3 tornite polpette al ragù. Altro che McItaly (il panino di McDonald&#8217;s patrocinato dall&#8217;ex ministro Luca Zaia). Qui siamo al Vomero, quartiere collinare di Napoli, dove tra boutique, bar e altre amenità, è spuntata da pochi mesi un&#8217;anomale scritta arancio su campo viola : <a title="La polpetteria" href="http://www.lapolpetteria.it/index.htm" target="_blank">LA POLPETTERIA</a>.</p>
<p>Proprio nel quartiere partenopeo che ha visto chiudere i locali del <em>McDo</em> per mancanza di clienti, la sfida continua, e se non avete intercettato il gran momento della polpetta (il recente film d&#8217;animazione “<a title="Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Piovono_polpette" target="_blank">Piovono polpette</a>”, “<a title="Slow Food Milano" href="http://www.slowfoodmilano.it/letti-per-voi/il-riposo-della-polpetta.html" target="_blank">Il riposo della polpetta</a>” fortunato libro di Massimo Montanari, docente di storia dell&#8217;alimentazione all&#8217;Università di Bologna, e mettiamoci anche gli adepti della “<a title="Facebook" href="http://www.facebook.com/group.php?gid=61370840335" target="_blank">Confraternita della polpetta</a>” inevitabilmente su Facebook) è probabile che la vostra vita sociale stia cercando di dirvi qualcosa.</p>
<p>Interviene la moglie di Giuseppe: &#8220;Il fatto è che l’offerta di spuntini ci sembrava abbastanza piatta, ma mangiare veloce non significa rinunciare ai pregi della buona carne o dei formaggi pregiati, allora noi serviamo vitellone marchigiano e maiale nero casertano, provola e ricotta di Agerola, nonchè lo splendido pesce azzurro del golfo in un formato semplice e popolare&#8221;. La polpetta, appunto. &#8220;E’ antica ma sembra il frutto di un incontro tra cervelli del marketing: esteticamente rassicurante, facile da mangiare, versatile”</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-31105" title="Il menù della Polpetteria" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/Polpetteria-028.jpg" alt="" width="550" height="429" /></p>
<p>La scelta è addirittura imbarazzante: polpette, solo polpette, sempre polpette, polpette di carne, di verdura, di pesce da mangiare nel piatto o in mezzo a un panino, polpette nella versione  “cuoppo fritto” da asporto con 10, 20 o 30 polpettine miste di carne e di patate.</p>
<p>Chi vuole stupirsi provi le polpette di bufalo in riduzione di aglianico e cioccolato,  e per prepararsi al caffè&#8230; le polpette dolci, <em>chevvelodicoafare</em>. Riso, vaniglia e uva sultanina, crema gialla fritta con amarene, cioccolato al limoncello con granella di mandorle. Uscirete liberati per sempre da ottusi doppisensi, la polpetta non sarà mai più un boccone avvelenato.</p>
<p>[<em>Crediti | La Polpetteria, Wikipedia, Slow Food Milano, Facebook, immagini: Giampiero Prozzo</em>]</p>
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