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	<title>Dissapore &#187; morte</title>
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		<title>Tiziano Ferro e Alberico Nunziata fidanzati: il giorno in cui il gastrofanatismo è morto</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Dec 2011 09:50:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Bernardi</dc:creator>
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<p>Immagino un esame in uno di quei corsi fucina di velleitari gourmet, una roba tipo Master di giornalismo gastronomico, in cui, in un prossimo futuro al corsista venga chiesto <strong>in che giorno è morto il gastrofanatismo</strong>. Lo studente risponderà&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/primo-piano/tiziano-ferro-e-alberico-nunziata-fidanzati-il-giorno-in-cui-il-gastrofanatismo-e-morto/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-43970" title="La copertina di Vanity Fair" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/tiziano_ferro_vanity_fair1.jpg" alt="" width="478" height="539" /></p>
<p>Immagino un esame in uno di quei corsi fucina di velleitari gourmet, una roba tipo Master di giornalismo gastronomico, in cui, in un prossimo futuro al corsista venga chiesto <strong>in che giorno è morto il gastrofanatismo</strong>. Lo studente risponderà con la data dell&#8217;altro ieri, quando in un&#8217;intervista a Vanity Fair, il cantante confidenziale Tiziano Ferro ha lasciato intendere l&#8217;identità del suo fidanzato: <strong>Alberico Nunziata</strong>, già concorrente di Masterchef Italia.</p>
<blockquote><p>V.F. Come passa il tempo con gli amici?<br />
T.F. Abbiamo i nostri piccoli appuntamenti, anche un po’ cretinotti. Per esempio, al mercoledì ci riuniamo da me per vedere Masterchef. Ci troviamo in sette, otto, e io cucino qualche piatto ispirato alla puntata precedente. Inoltre abbiamo fatto una scommessa sul concorrente che arriverà in finale. Chi indovina vince una cena. Chi, invece, ha scelto uno chef che viene eliminato nelle prime puntate deve fare una penitenza: stare un minuto con una palata di ghiaccio nelle mutande”.<br />
V.F. Sta scherzando?<br />
T.F. No. E proprio nella scorsa puntata hanno eliminato <strong>il “mio” concorrente</strong>, quindi mi toccherà la palata. Ho già preparato i sacchettini di plastica con i cubetti per rendere la cosa meno atroce.</p></blockquote>
<p>All&#8217;intervista, il sito del Corriere ha fatto seguire <a title="Corriere.it" href="http://www.corriere.it/spettacoli/11_novembre_30/fidanzato-tiziano-ferro-alberico-nunziata_0fd35924-1b97-11e1-915f-d227e00dc4bd.shtml" target="_blank">un trafiletto</a> già in odore di Pulitzer per la capacità del giornalista di significare il suo spirito: &#8220;Di sicuro, i due in comune hanno una cosa: in passato sono stati entrambi obesi. Ed ora, entrambi, sono in perfetta forma&#8221;. Battutona.</p>
<p>E dov&#8217;era ieri sera Alberico Nunziata, mentre la marea montante del gossip lo inseguiva su Facebook, Twitter e ogni altro socialcoso? <a title="Dissapore" href="http://www.dissapore.com/primo-piano/liveblog-masterchef-undicesimo-episodio/comment-page-2/#comment-133517" target="_blank">Qui, su Dissapore</a>, a seguire Masterchef attraverso il liveblog di Sara Porro, come il resto di noi ormai entrati nel tunnel, incapaci di resistere alla nuova dipendenza. Confuso tra gli altri c&#8217;era anche un lettore, ancora inconsapevole che <a title="Dissapore" href="http://www.dissapore.com/primo-piano/liveblog-masterchef-undicesimo-episodio/comment-page-1/#comment-133439" target="_blank">il suo commento</a> avrebbe istillato in noi il dubbio più agghiacciante: <strong>il gastrofantismo è morto?</strong></p>
<blockquote><p>Mah! Dopo 10 puntate di Masterchef l’ovvia conclusione è che la cucina non è roba da  uomini: tra chef e concorrenti rimasti trovare qualcuno cui non piace il coso è difficile. Stesso mondo della moda.</p></blockquote>
<p>A parte una certa insofferenza, non sono le venature macho di questo commento che mi intriscono. Quanto la percezione che, deformato da decine di casi patologici sempre in Tv a giocare a tegamini, vip bimbiminkia pronti a salire sul carro del vincitore, milioni di libri venduti su ricette precarie e solo vagamente commestibili, e ora, il seguito omo inevitabilmente pubblico, per il movimento culturale che plasmato l&#8217;ultimo decennio, ovvero il gastrofanatismo, sia ormai arrivata l&#8217;ora del decesso.</p>
<p>Non più il prodotto di una cultura millenaria e segno incontrovertibile di gente capace di godersi la vita, ma un surrogato, una caricatura sempre al confine con la barzelletta. Vedi alla voce moda.</p>
<p>Ho solo mangiato pesante o <strong>possiamo certificare l&#8217;era gastrofanatica come roba da negozio di modernariato?</strong> Vogliamo chiudere questa spinosa faccenda una volta per tutte?</p>
<p>[<em>Crediti | Link: Corriere.it, Dissapore</em>]</p>
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		<title>Coraggio fatti ammazzare &#124; Con quale cibo tentare il suicidio?</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Sep 2010 07:06:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>The Fooders</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>I Giornali titolavano: ”Marco  Baccanelli dei Fooders trovato morto nella cucina del suo appartamento.  Causa: overdose da baccalà fritto”. Tranquilla mamma, non sto scrivendo  dall&#8217;aldilà. Il rock è vivo ma alcune delle sue  stelle si sono spente troppo presto, scegliendo&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/cucina/coraggio-fatti-ammazzare-con-quale-cibo-tentare-il-suicidio/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-25187" title="Elvis mangiava e beveva" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/elvis-being-elvis.jpg" alt="" width="450" height="258" />I Giornali titolavano: ”Marco  Baccanelli dei Fooders trovato morto nella cucina del suo appartamento.  Causa: overdose da baccalà fritto”. Tranquilla mamma, non sto scrivendo  dall&#8217;aldilà. Il rock è vivo ma alcune delle sue  stelle si sono spente troppo presto, scegliendo come uscita dalle  scene il suicidio (più o meno consapevole). La maggior parte di loro l&#8217;hanno fatto con le droghe,  ma se parliamo del <em>Re</em> Elvis <em>il bacino</em> Presley, più volte la  colpa é stata data alla sua pessima alimentazione.</p>
<p>Sul Magazine Rockstar, a metà degli  anni Novanta, uscì un articolo con ricetta allegata, sul panino che  probabilmente aiutò il signor Presley a tirare le cuoia.</p>
<p>Avrò avuto 13 anni e in bocca ancora  &#8220;il palato da latte&#8221; ma musica e cibo erano già le mie priorità,  così pensai: &#8211; <strong>facciamo questo panino!</strong> Andai da mia madre con  un post-it che riportava gli ingredienti da acquistare, ma lei ne volle  sapere di più e dopo la spiegazione gli ingredienti si raddoppiarono: <strong> avevo trovato un socio</strong>. Dopo il complesso assemblaggio il &#8220;mostro&#8221;  era lì, trasudava grassezza e disarmonia, sembrava parlare, come a  volerti dire: <em>love me tender, love me sweet</em>. Che ci crediate  o no a 13 anni riuscii a mangiarne (quasi) uno intero, e mia mamma mangiò  il suo e un pezzo del mio (ma lei è una fuori classe). In quel momento  mi sentivo proprio come lui, ma la cosa buffa è che a me Elvis non  è mai piaciuto.</p>
<p>Negli anni la ricetta di questo sandwich  è diventata nota ai più, il 27 dicembre 1995 <a title="Corriere della Sera" href="http://archiviostorico.corriere.it/1995/dicembre/27/Elvis_ucciso_dai_maxi_panini_co_8_9512272215.shtml" target="_blank">Il Corriere della Sera  scriveva</a> &#8220;Il colpevole principale della morte del re del rock  &#8216; n&#8217; roll sembra comunque essere stato un <strong>filone francese</strong> tagliato in  tre strati e imbottito con mezzo chilo di <strong>pancetta fritta</strong>, un grosso  barattolo di <strong>burro d&#8217;arachidi</strong> e un barattolo di <strong>marmellata di fragole</strong>,  fino a raggiungere oltre 30 centimetri di spessore. Il valore calorico  del panino, noto tra le forchette extraforti con il nome di  &#8220;Fool&#8217; s gold&#8221; (Oro del matto), e&#8217; di <strong>42 mila calorie</strong> e  negli ultimi anni di vita Presley ne mangiava due per cena&#8221;.</p>
<p>Fossi una rockstar grassa e depressa,  e perdipiù in declino, non sceglierei mai di togliermi la vita con  una tale zozzeria. Per il mio suicidio gastronomico scelgo le  polpette al sugo, i filetti di baccalà in pastella, i cartocci di alici, i lupini, i supplì rigorosamente al telefono, formaggi puzzosi e petti  di pollo panati.</p>
<p><strong>E tu, con quale cibo tenteresti il  suicidio?</strong></p>
<p>Coraggio, fatti ammazzare.</p>
<p><em><a href="http://www.thefooders.it/" target="_blank">Marco Baccanelli -The Fooders</a></em></p>
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<div style="text-align: left; margin-bottom: 20px;">[<em>Fonti: Corriere della Sera, video: Spokesman Review, immagine: Usuarios multimania</em>]</div>
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		<title>I funghi italiani sono buoni da morire</title>
		<link>http://www.dissapore.com/cucina/i-funghi-italiani-sono-buoni-da-morire/</link>
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		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 10:52:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Bernardi</dc:creator>
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<p>In poco più di tre settimane 22 persone sono morte in Italia cercando funghi, <a title="Google News" href="http://news.google.it/news/more?q=mushrooms+italy&#38;oe=utf-8&#38;rls=org.mozilla:it:official&#38;client=firefox-a&#38;um=1&#38;hl=en&#38;ie=UTF-8&#38;ncl=d5t4okn6jJ8-XIMKTvjGHCZnMImeM&#38;ei=QoB_TIGRFsPGswayz53lDw&#38;sa=X&#38;oi=news_result&#38;ct=more-results&#38;cd=1&#38;resnum=1&#38;ved=0CCUQqgIoADAA" target="_blank">strillavano ieri i giornali di mezzo mondo</a>, affrettandosi a spiegare che la causa non erano i funghi velenosi, come qualcuno avrebbe&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/cucina/i-funghi-italiani-sono-buoni-da-morire/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-24913" title="Porcini raccolti in Val di Sole, Trentino Alto Adige" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/funghi-A.jpg" alt="" width="614" height="421" /></p>
<p>In poco più di tre settimane 22 persone sono morte in Italia cercando funghi, <a title="Google News" href="http://news.google.it/news/more?q=mushrooms+italy&amp;oe=utf-8&amp;rls=org.mozilla:it:official&amp;client=firefox-a&amp;um=1&amp;hl=en&amp;ie=UTF-8&amp;ncl=d5t4okn6jJ8-XIMKTvjGHCZnMImeM&amp;ei=QoB_TIGRFsPGswayz53lDw&amp;sa=X&amp;oi=news_result&amp;ct=more-results&amp;cd=1&amp;resnum=1&amp;ved=0CCUQqgIoADAA" target="_blank">strillavano ieri i giornali di mezzo mondo</a>, affrettandosi a spiegare che la causa non erano i funghi velenosi, come qualcuno avrebbe potuto supporre, ma vieppiù le condizioni climatiche avverse, le calzature sbagliate, le cadute nei crepacci. Oh, il risvolto cinico della notizia è che questa fine-estate si annuncia da record, precoce e prolifica specie in alcune regioni.</p>
<p><span id="more-24912"></span></p>
<p>Merito del clima perché è piovuto tanto e ha tirato poco vento (il nemico giurato dei raccoglitori perché bastano pochi giorni di folate per rovinare la stagione) quindi la terra si è preparata al meglio per far nascere i funghi.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-24915" title="Funghi della Val di Sole e incontri lungo il percorso" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/funghi-B1.jpg" alt="" width="611" height="729" /></p>
<p>Gli esperti intervistati oggi dal Corriere (non online) sentenziano che <strong>il Bellunese</strong> promette bene per i porcini, gli ovuli e i gialletti, meno ricca invece la zona intorno ad <strong>Asiago</strong>. Baciato dalla fortuna l&#8217;entroterra di <strong>Savona</strong>, in Liguria, l&#8217;area intorno a <strong>Sassello</strong> è ricca di porcini e ovuli come il <strong>genovese</strong>, specie <strong>Voltaggio</strong> e <strong>Bosio</strong>. Bene pure il <strong>Cuneese</strong> (la <strong>Val Corsaglia</strong>) e la <strong>Lunigiana</strong> (<strong>Bagnone</strong>). Male il <strong>Trentino Alto Adige</strong>, regione di solito prospera di funghi: il clima sarebbe troppo freddo. Nella sua condizione di nullità rispetto ai fungaioli, il vostro qui, reduce da una breve vacanza sulle <strong>Dolomiti del Brenta</strong>, zona <strong>Val di Sole</strong>, smentisce clamorosamente. Porcini a pioggia, finferli, mazze di tamburo, spinaroli, prataioli, russole che sbordano fin sotto casa, una meraviglia. Certe polentate!</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-24916" title="Porcini e polente" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/funghi-C.jpg" alt="" width="614" height="824" /></p>
<p>Ovvio che nessuno mai dirà ai lettori di <em>Dissapore</em> affamati di sapere dove si trovano esattamente i funghi, perché spesso si riproducono nello stesso posto, anno dopo anno, e quindi figurati. Però sbirciando <a title="Funghi italiani" href="http://www.funghiitaliani.it/" target="_blank">certi forum <em>sull&#8217;Internez</em></a>, oppure notando le inspiegabili code di 6-7 kilometri che si formano all&#8217;alba in certi caselli dell&#8217;autostrada, vedi lo svincolo di <strong>Borgo Taro</strong> in provincia di <strong>Parma</strong>, possiamo capire il flusso. D&#8217;altronde, è lì che cresce l&#8217;unico porcino IGT italiano. Ciòdetto, se qualcuno mosso a compassione volesse svelare un po&#8217; di segreti, tipo non so, la giornata giusta, dove guardare, cosa significa averci l&#8217;occhio selettivo, che vegetazione dev&#8217;esserci intorno, sappia che noi qui siam tutt&#8217;orecchi. E che possiamo ricambiare con il decalogo del bravo fungaiolo messo a punto in questi giorni dal Corpo Forestale. AGGIORNAMENTO: E <em>Spigoloso</em> <a title="Spigoloso" href="http://www.spigoloso.com/cucina/di-stagione-pappardelle-ai-funghi/" target="_blank">ha pure la ricetta</a>!</p>
<p>1 &#8211; <strong>Itinerario</strong>. Documentarsi sull&#8217;itinerario e scegliere percorsi adatti alle proprie abilità fisiche e psichiche.<br />
2 &#8211; <strong>Informare</strong>. Comunicare i propri spostamenti prima di intraprendere l&#8217;escursione.<br />
3 &#8211; <strong>In gruppo</strong>. Evitare di inoltrarsi da soli nel bosco, la presenza di un compagno è garanzia di un primo soccorso.<br />
4 &#8211; <strong>Il Meteo</strong>. Consultare prima della partenza i bollettini meteo e osservare sul posto l&#8217;evoluzione delle condizioni.<br />
5 &#8211; <strong>Abbigliamento</strong>. Scegliere l&#8217;abbigliamento e l&#8217;attrezzatura adatta all&#8217;impegno e alla lunghezza dell&#8217;escursione.<br />
6 &#8211; <strong>Dubbi</strong>. Se non si è certi della commestibilità del raccolto, si può andare presso gli Ispettorati Micologici o all&#8217;Asl.<br />
7 &#8211; <strong>Quantità</strong>. Il raccolto giornaliero non deve superare i 3 kili a persona.<br />
8 &#8211; <strong>Rispetto</strong>. Non utilizzare rastrelli o uncini che possano danneggiare il micelio.<br />
9 &#8211; <strong>Pulizia</strong>. Pulire immediatamente il fungo dai residui di rami, foglie e terriccio per garantire la sua integrità.<br />
10 &#8211; <strong>Contenitori</strong>. I funghi raccolti devono essere trasportati in contenitori rigidi e areati.</p>
<p>[<em>Fonti: Google News, Funghi Italiani.it, immagini: iPhone 4 di Massimo Bernardi munito dell'applicazione CameraBag</em>]</p>
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		<title>E adesso è morto: Francesco Cossiga</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Aug 2010 15:24:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Bernardi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[francesco cossiga]]></category>
		<category><![CDATA[morte]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: center;"></p>
<p>Il mio blog di allora, <em>Peperosso</em>, era finito in una cosa di Camilla Baresani, <a title="Camilla Baresani" href="http://www.camillabaresani.it/index.shtml" target="_blank">la scrittrice</a>, appena pubblicata dal Corriere. Un articolo contro i fanatici dell&#8217;intolleranza gastronomica che citava l&#8217;imbarazzo di andare a&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/primo-piano/e-adesso-e-morto-francesco-cossiga/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-24361" title="Francesco Cossiga al ristornte con Assunta Almirante" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/Immagine-78.png" alt="" width="585" height="407" /></p>
<p>Il mio blog di allora, <em>Peperosso</em>, era finito in una cosa di Camilla Baresani, <a title="Camilla Baresani" href="http://www.camillabaresani.it/index.shtml" target="_blank">la scrittrice</a>, appena pubblicata dal Corriere. Un articolo contro i fanatici dell&#8217;intolleranza gastronomica che citava l&#8217;imbarazzo di andare a cena con gente di religioni diverse dalla propria. <a title="Peperosso" href="http://www.peperosso.info/2006/title_295/" target="_blank">Naturalmente ci avevo scritto un post</a>. A un certo momento nei commenti spunta un tizio che si firma Francesco Cossiga. Solo dopo ho saputo che, nella periodica riedizione di uno dei suoi molti &#8220;colpi di fulmine&#8221; intelletuali, l&#8217;ex un-sacco-di-cose, troppe per ricordarle tutte, era appena diventanto inseparabile amico della scrittrice. In quel momento per me era solo Francesco Cossiga, o uno che si spacciava per lui. <a title="Peperosso" href="http://www.peperosso.info/2006/title_350/" target="_blank">Alcune ricerche dopo</a> era solo Francesco Cossiga.</p>
<p>AHIME’, SONO IO…O LUI, A SECONDA DEL PUNTO DI VISTA DA CUI “MI” SI GUARDI O LO “SI” GUARDI! TENIAMO PRESENTE CHE IO (LASCIAMO STARE GLI “EX-”, “EX-”, “EX-” ECC. ECC.) SONO UNA PERSONA MOLTO COMUNE, E GIUDICO E PARLO COME LE PERSONE COMUNI…CERTO, IO AMMIRO LA BARESANI COME SCRITTRICE E COME SIGNORA, ANCHE SE DALLA VAGA ARIA PIU’ CHE DI SCRITTRICE, DI “ISTITRICE BRESCIANA”: MA IO, CRITICO LETTERARIO QUASI-MANCATO, SONO ANCHE AMMIRATORE DI CELINE E DI EZRA POUND, MA LI GIUDICO ENTRAMBI ANTISEMITI, IL PRIMO “FILO-NAZISTA” ED IL SECONDO “FILO-FASCISTA”. L’ “ISTITUTRICE BRESCIANA” NON E’ CERTO NE’ FILONAZISTA NE’ FILOFASCISTA, MA HA SCRITTO CONTRO IL CIBO KASHER E L’OSSERVANZA DA PARTE DEGLI EBREI DEI PRECETTI ALIMENTARI: E CIOE’ HA SCRITTO UN PEZZO “OGGETTIVAMENTE” ANTIEBRAICO! SE SARA’ INVITATA A CENA DA UNA AMICA ISLAMICA, E SARA’ CRITICATA O RESPINTA PERCHE’ PORTA DUE BOTTIGLIE DI VINO ED UNA OTTIMA TORTA-PIZZA AL PROSCIUTTO, E LEI PROTESTERA’, DIRO’ CHE LA SUA PROTESTA E’ OGGETTIVAMENTE “ANTI-ISLAMICA”.E SPERIAMO BENE PER LEI! FC</p>
<p>Lui, gourmet colto e inclita, aveva scritto con la proverbiale vis polemica una bonaria presa di distanza dall&#8217;articolo &#8220;oggettivamente antiebraico&#8221; della Baresani.</p>
<blockquote><p>Tempo fa vengo invitata a cena da un’amica italianissima e d’origine ebrea; un’altra ospite si era offerta di portare qualcosa di cucinato che servisse di rinforzo: ma, a causa di un fraintendimento, anziché una focaccia con la scarola aveva preparato una teglia di riso patate e cozze, tipico piatto della tradizione pugliese. Bene: nello sgomento degli invitati (nessuno dei quali d’origine ebrea), la teglia è rimasta chiusa nel sacchetto ed è tornata a casa con chi l’aveva cucinata. Abbiamo così appreso che fra i cibi religiosamente scorretti per gli ebrei non c’è solo il maiale (come per i musulmani), ma anche i ruminanti con unghie non biforcute (per esempio cavalli e conigli), i volatili non rapaci (poco male: mai sentito parlare di civetta arrosto), tutti i pesci privi di squame e lische (e qui la lista è impressionante: si va dalla pescatrice allo storione con relativo caviale, dall’anguilla alle sogliole e ai calamari, fino ad arrivare alle famigerate cozze).</p></blockquote>
<p>L&#8217;uomo che ha cambiato negli italiani la percezione del Presidente della Repubblica era fatto così. Per il gusto di polemizzare Francesco Cossiga non esitava a rampognare anche le persone cui voleva bene.</p>
<p>Un ricordo.</p>
<p>[<em>Fonti: Camilla Baresani, Peperosso, immagine: Corriere.it]</em></p>
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		<title>In morte di Esterina Sorbillo, la &#8220;storia della pizza napoletana&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Mar 2010 12:15:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gino Sorbillo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[morte]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>La notte del 23 marzo alle tre è <em>finita</em> mia zia Esterina, “la  storia della pizza napoletana” come è stata definita. Le volevano  bene in tanti ma l&#8217;amaro compito di avvisare parenti e amici è toccato a me. Nonostante Esterina&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/cucina/in-morte-di-esterina-sorbillo-la-storia-della-pizza-napoletana/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-17706" title="Esterina Sorbillo, scomparsa nei giorni scorsi a Napoli" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/3008055221_053b1cc190.jpg" alt="" width="300" height="449" />La notte del 23 marzo alle tre è <em>finita</em> mia zia Esterina, “la  storia della pizza napoletana” come è stata definita. Le volevano  bene in tanti ma l&#8217;amaro compito di avvisare parenti e amici è toccato a me. Nonostante Esterina fosse la prima di 21 figli, ventuno. Uno dei primi sms l’ho spedito all’amico Maurizio (Cortese) sapendo  che lui si sveglia quando io vado a dormire. Il giorno dopo gli ho spedito un altro sms chiedendogli, come cliente  storico della nostra pizzeria nonché profondo conoscitore delle nostre  tradizioni, di ricordarla sul Dissapore, che seguo con attenzione e  affetto dopo avervi conosciuto al D-Day nella mia pizzeria lo  scorso novembre.</p>
<p>La sua risposta è stata questa: “Forse Esterina sarebbe più contenta se a  ricordarla fossi proprio tu”. Così mi sono convinto a scrivere. Mio nonno Luigi Sorbillo ha fondato la pizzeria negli anni &#8216;30, tutti  gli svaghi di oggi allora non c’erano, si faceva esclusivamente vita di  quartiere, qui &#8220;ai tribunali&#8221;, in pieno centro storico. Posillipo, quartiere bene della città, poco distante, era considerato  luogo di villeggiatura, dove si andavano a fare i bagni d’estate.</p>
<p>Nonno Luigi si dava molto da fare, in tutti i sensi, e presa in sposa  Carolina Esposito, riuscì ad avere da lei ventuno figli. I nonni morirono presto e zia Esterina, la prima figlia, prese per mano  tutta la famiglia e, a soli quattordici anni, nel 1942, era già  pienamente coinvolta nell’attività. Poi la guerra, la carestia. Nel centro storico le pizzerie vendevano la  pizza con la formula “oggi a otto”, un’arcaica forma di finanziamento,  che dava la possibilità alla gente di sfamarsi e di pagare la pizza dopo  otto giorni.</p>
<p>Ha vissuto sessantatre anni in pizzeria, tutte le mattine a fare la  pasta nel retrobottega per poi andare nel borgo di Sant’Antonio a  comprare i pomodorini e a Porta Nolana per comprare il fiordilatte. All’esterno della pizzeria aveva il suo piccolo banchetto di un metro  quadrato dove friggeva le pizze, ho ancora negli occhi la folla che si  accalcava solo a sentirne l’odore. Amava il popolo, la sua fissazione era quella di mantenere i prezzi  bassi per consentire a tutti di affollare la pizzeria, soprattutto  agli studenti che venivano dalle università vicine.</p>
<p>Tanti di loro “se li cresceva” al punto da esserne orgogliosa quando  alcuni di loro sono diventati poi affermati professionisti. Dopo Gennaro Di Matteo, Ernesto Cacialli del “Presidente”, con mia zia  Esterina se ne va un altro pezzo di storia della nostra città.</p>
<p>A lei devo tutto, la ferrea cultura del lavoro che mi ha trasmesso e il  rispetto, sacro, per i clienti e se la mia pizzeria ancora oggi è  indicata, anche da voi, fra le migliori, il merito è da attribuire  esclusivamente a lei, a zia Esterina, la roccia della nostra famiglia. Grazie Massimo e grazie Maurizio per lo spazio che mi avete concesso. Un caro saluto a tutti i lettori di Dissapore.</p>
<p>[Gino Sorbillo è il titolare della <a title="Pizzeria Sorbillo" href="http://www.accademiadellapizza.it/" target="_blank">Pizzeria Sorbillo</a> di Napoli. Immagine: <a title="Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/cherryfe/3008055221/in/set-72157603701451755/" target="_blank">Flickr/Federica Di Lorenzo</a>]</p>
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		<title>Mangereste un babbuino?</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 10:26:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Bernardi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><em>&#8220;Ho sparato a un babbuino in Africa, mercoledì scorso, subito dopo pranzo. E l&#8217;ho ammazzato&#8221;</em>. Non esiste <em>core-business</em> più usurante che tenere una rubrica di recensioni di ristoranti. Zavorrato dalle 5 cose che devi scrivere a tutti i costi—menu, vino,&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/primo-piano/mangereste-un-babbuino/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><img class="alignleft size-full wp-image-10937" title="AA Gill" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/Gill360_637942a.jpg" alt="AA Gill" width="185" height="360" />&#8220;Ho sparato a un babbuino in Africa, mercoledì scorso, subito dopo pranzo. E l&#8217;ho ammazzato&#8221;</em>. Non esiste <em>core-business</em> più usurante che tenere una rubrica di recensioni di ristoranti. Zavorrato dalle 5 cose che devi scrivere a tutti i costi—menu, vino, servizio, ambiente, conto—non riesci mai a dire qualcosa di nuovo. E siccome dire qualcosa di nuovo è la sola ambizione che sia sensato avere, eccoci daccapo. <em> </em>L&#8217;eccezione alla regola si chiama AA Gill, genio e critico gastronomico nello stesso biglietto da visita (per quanto impossibile possa sembrare). E&#8217; lui il killer di babbuini, lo ha confessato in una insolita <a title="Times di Londra" href="http://www.timesonline.co.uk/tol/life_and_style/food_and_drink/eating_out/a_a_gill/article6882183.ece?token=null&amp;offset=0&amp;page=1" target="_blank">recensione</a> pubblicata dal <em>Times</em> di Londra domenica scorsa.</p>
<p>Apriti cielo.</p>
<p>I giornali concorrenti sono insorti (<a title="Guardian" href="http://www.guardian.co.uk/world/2009/oct/26/aa-gill-shot-baboon" target="_blank">uno</a>, <a title="Daily Telegraph" href="http://blogs.telegraph.co.uk/news/willheaven/100014858/it-was-supremely-stupid-of-aa-gill-to-shoot-a-baboon-for-a-restaurant-review/" target="_blank">due</a>, <a title="Daily Mail" href="http://www.dailymail.co.uk/news/article-1223054/Outrage-food-critic-AA-Gill-shoots-dead-inedible-baboon.html#ixzz0V8rmxaPF" target="_blank">tre</a>), la protezione animali lo ha definito un uomo incapace di avere rimorsi, perfino <em>Twitter</em> <a title="Twitter" href="http://twitter.com/search?q=%22AA%20Gill%22" target="_blank">ha reagito</a>. «Solo i leopardi mangiano i babbuini, non ho ucciso per questo. Volevo vedere cosa si prova a sparare a qualcuno» si è giustificato Gill, che era in Tanzania per un safari. La spiegazione non ha aiutato, nemmeno l&#8217;idea di raccontare i particolari della morte. «Ho colpito il primate da oltre 200 metri, perforandogli il polmone sinistro. Di solito i babbuini sono difficili da colpire , scappano, corrono e si arrampicano sugli alberi. Ma non questo. Questo è morto lentamente».</p>
<p>La reazione più acuta, comunque, arriva da un altro quotidiano. <a title="Business Standard" href="http://www.business-standard.com/india/news/sliced-baboon-for-breakfast/375571/" target="_blank">Scrive oggi</a> il <em>Business Standard</em> che, nonostante Gill affermi il contrario, la carne di babbuino è commestibile. In Africa, ci sono stati tentativi di aprire un mattatoio specializzato, falliti presumibilmente perché le scimmie somigliano molto all&#8217;uomo. Ma un gruppo di agricoltori si è messo in testa di vendere carne di babbuino sotto forma di salumi.</p>
<p>Cosa ci dicono queste storie? Che dobbiamo considerare l&#8217;ipotesi di non mangiare più la carne? E se continuiamo a farlo, non c&#8217;è una profonda incongruenza tra deplorare l&#8217;uccisione di un babbuino e ordinare un&#8217;altra porzione di pollo alla diavola?</p>
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		<title>L&#8217;ultima megastar</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Jun 2009 09:36:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Caffarri</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><em><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5664" title="Le ultime ore di Michael Jackson" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/400_mjackson_ambulance_newgraphic_090625-130x130.jpg" alt="Le ultime ore di Michael Jackson" width="130" height="130" />Don&#8217;t stop &#8217;til you get enough</em> era la canzone di apertura del Long Playing con il quale Michael Jackson nel &#8216;79 sbancò: &#8220;Off the Wall&#8221;. Purtroppo sarà ricordato per molto altro: il gran circo di fuochi d&#8217;artificio provocati dalla sua vita, condotta agli estremi del grottesco da una psiche crivellata di cicatrici. Capisco che per questo il Michael Jackson rimpianto dai lettori di Dissapore possa essere <a title="Polvere di Cru" href="http://studiocru.tumblr.com/post/130457547/il-mio-michael-jackson-era-gi-morto" target="_blank">l&#8217;altro</a>, ma la mitologia delle <em>star </em>ha smesso di interessarmi quando John Bonham &#8211; epico batterista degli Zeppelin &#8211; annegò in un mare di vodka.<br />
Sarebbe assai meglio ricordarlo per i due lampi di genio di una produzione non sterminata: dei suoi nove album non raramente pervasi da un certa tendenza al tedio, solo tre hanno avuto veramente un successo stellare.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-5665" title="2750447DH029_E56718029" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/504x_custom_1245967938836_michaeljackson_01-1.jpg" alt="2750447DH029_E56718029" width="504" height="717" /></p>
<p>Il primo lampo, la canzone di cui dicevo: in quel tempo &#8211; correva l&#8217;anno 1979 &#8211; c&#8217;era un muro di confine tra la &#8220;musica&#8221; e la &#8220;musica commerciale&#8221; governata dal tum-tum del quattro-in-cassa delle nascenti discoteche. Genesis, i Crimson, gli Zeppelin da una parte e Donna Summer e Barry White dall&#8217;altra. Eppure quel ritmo formidabile, quella sincope sulla terza battuta quasi a vuoto, quel falsetto acido, quel basso grondante i sudori di una intera generazione che si è dimenata con le sue vibrazioni nello stomaco bucarono il muro. Così come l&#8217;arpeggio finale, che è rimasto uno degli &#8220;<em>outro</em>&#8221; più copiati nella storia della musica popolare.<br />
Il secondo: aver consentito a Eddie Van Halen di suonare il più grande <a title="EVH" href="http://www.youtube.com/watch?v=AlNWf7IBDOQ">solo di chitarra</a> <em>heavy rock </em>dentro un pezzo <em>r&#8217;n'b</em> [Beat it, Thriller 1982]<br />
Fosse solo per questo Jacko avrebbe messo le mani sul suo sogno più grande, essere immortale.</p>
<p>[Polvere di Cru]</p>
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		<title>Neda voleva fare la guida turistica</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Jun 2009 10:32:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Bernardi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Il mondo è stato conquistato dalla morte di una giovane ragazza, Neda, uccisa domenica a Teheran da un colpo d&#8217;arma da fuoco, e ripresa in un <a href="http://video.corriere.it/?vxSiteId=404a0ad6-6216-4e10-abfe-f4f6959487fd&#38;vxChannel=Dal%20Mondo&#38;vxClipId=2524_b67d9afe-5dc7-11de-99a3-00144f02aabc&#38;vxBitrate=300"><span style="text-decoration: underline;">video sconvolgente</span></a> che ha fatto il giro del mondo. Ora cominciano a emergere&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/primo-piano/neda-voleva-fare-la-guida-turistica/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-5476" title="Neda-Agha-Soltan" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/custom_1245719368806_neda-agha-soltan_47642233.jpg" alt="Neda-Agha-Soltan" width="340" height="407" />Il mondo è stato conquistato dalla morte di una giovane ragazza, Neda, uccisa domenica a Teheran da un colpo d&#8217;arma da fuoco, e ripresa in un <a href="http://video.corriere.it/?vxSiteId=404a0ad6-6216-4e10-abfe-f4f6959487fd&amp;vxChannel=Dal%20Mondo&amp;vxClipId=2524_b67d9afe-5dc7-11de-99a3-00144f02aabc&amp;vxBitrate=300"><span style="text-decoration: underline;">video sconvolgente</span></a> che ha fatto il giro del mondo. Ora cominciano a emergere i dettagli. Il suo nome era Neda Agha-Soltan. Il governo iraniano ha negato l&#8217;autorizzazione per il funerale, la polizia ha proibito ai familiari di parlare con la stampa della sua vita e della sua morte, ma il Los Angeles Times è <a title="Los Angeles Time" href="http://www.latimes.com/news/nationworld/world/la-fg-iran-neda23-2009jun23,0,6240992.story?page=1" target="_blank">riuscito a parlare</a> con alcune persone che la conoscevano.</p>
<blockquote><p>Neda Agha-Soltan era nata Tehran, ci dicono, da un padre che lavorava per il governo e una madre casalinga. Erano una famiglia modesta, parte della nuova classe media del paese. Come molti nel vicinato, Neda credeva nei valori della religione islamica, dicono gli amici, ma era anche curiosa del mondo esterno, al quale aveva facile accesso attraverso la televisione satellitare, Internet, e ocasionali viaggi all&#8217;estero.</p>
<p>Seconda di tre figli, aveva studiato filosofia islamica all&#8217;Università di Teheran, e poi deciso di seguire una carriera nel settore del turismo. Aveva frequentato una scuola privata per diventare guida turistica, inclusi corsi di turco, dicono gli amici, sperando un giorno di accompagnare gruppi di iraniani in viaggio all&#8217;estero.</p>
<p>Viaggiare era la sua passione, e aveva messo da parte i risparmi per andare a Dubai, e tornare in Turchia, dove era stata due mesi fa. &#8220;Era una persona piena di vita&#8221;, ha detto il suo amico e insegnante di musica Hamid Panahi, &#8220;Mi dispiace così tanto, avevo molte speranze per questa ragazza&#8221;.</p></blockquote>
<p>Secondo gli amici, Neda era una brava cantante e prendeva regolarmente lezioni di piano.  Non era un&#8217;attivista politica, ma l&#8217;ingiustizia delle recenti elezioni iraniane l&#8217;aveva spinta a unirsi agli amici nella dimostrazione di sabato scorso, nonostante gli avvetimenti della famiglia, preoccupata che potessa capitarle qualcosa.</p>
<p>&#8220;Non vi preoccupate&#8230;Cosa volete che sia una pallottola&#8221;, avrebbe detto a un amico che esprimeva preoccupazione per la sua sicurezza. Gli amici dicono che c&#8217;era molto traffico, e siccome Neda non riusciva a raggiungere la dimostrazione, era scesa dall&#8217;auto insieme a tre persone. Poco dopo, si è sentito il rumore di uno sparo e Neda è caduta a terra con una pallottola nel petto. &#8220;Sto bruciando&#8221; sono state le sue ultime parole.</p>
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