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	<title>Dissapore &#187; pasticceria</title>
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		<title>Faccio torte, vedo gente&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Nov 2011 08:40:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Martina Liverani</dc:creator>
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<p>Avete fatto caso che ultimamente un numero sempre maggiore di vostre conoscenti si sta dedicando alla pasticceria? Infornano qualunque cosa, dai muffin ai cupcake, dalle madeleine ai macaron, dalle meringhe alle torte più elaborate. Decorano come forsennate, sacapposciano con&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/cucina/faccio-torte-vedo-gente/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-43374" title="Cupcake" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/cupcakes.jpg" alt="" width="620" height="349" /></p>
<p>Avete fatto caso che ultimamente un numero sempre maggiore di vostre conoscenti si sta dedicando alla pasticceria? Infornano qualunque cosa, dai muffin ai cupcake, dalle madeleine ai macaron, dalle meringhe alle torte più elaborate. Decorano come forsennate, sacapposciano con foga glasse di ogni colore. Dategli un kilo di pasta di zucchero, e loro, temerarie, riprodurranno fedelmente ogni cosa, in scala o a grandezza  naturale. E poi, pirottini, barattolini, tagliapasta, stampi in silicone, tortiere, siringhe, coloranti, praline: l’importante è realizzare decori “adorabili” (che ti sembra di mangiare una fiaba per bambini e non del vero cibo) e produrne una quantità industriale da spacciare a parenti, amici, colleghi, vicini di casa.</p>
<p>Niente a che vedere con le classiche torte di mele, le crostate, i ciambelloni. No, per carità: qua si parla di torte fashioniste! Piccole e burrose bombe caloriche, dispenser di colesterolo e diabete, dall’aspetto innocente e invitante e dal sapore discutibile. Si perché, ammettiamolo, normalmente le creazioni in questione sono più belle da vedere, che buone da mangiare.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-43375" title="Torte fashioniste" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/Schermata-2011-11-23-a-17.58.48.png" alt="" width="620" height="437" /></p>
<p>Qualche giorno fa ho incontrato una cara amica che ultimante avevo un po’ perso di vista. “Ehi come stai? Quanto tempo, eh?” “A casa tutto bene, il lavoro..solito tran tran, ma… adesso faccio torte!”</p>
<p>E non è l’unica, ho amiche che passano i weekend a fare corsi di pasticceria e decorazione, hanno trasformato la cucina in una Cupcake Factory e sognano di diventare Cake Designer professioniste. Fanno <em>sugar work</em> e <em>gumpaste</em>, praticano il <em>royal icing</em>, il <em>piping</em>, e il <em>modelling</em>.</p>
<p>E ogni occasione è  buona per fare una torta, o meglio, tante piccole tortine! Dal complemese del vicino di casa, all’onomastico del  portiere, dall’anniversario del primo dentino del figlio del collega al Carnevale Tibetano, dal Giorno della Costituzione di Andorra al solstizio di inverno.</p>
<p>Nulla di male, per carità. Ma non è che questa cosa ci sia sfuggita un po’ di mano? <strong>Perché stiamo <em>cupcaketizzando</em> ogni cosa?</strong> Davvero decorare torte e tortine è taumaturgico, catartico e rilassante come dicono?</p>
<p>[<em>Crediti |</em> <em></em><em>Martina Liverani è l'autrice del blog <strong><a title="Curvy Foodie Hungry" href="http://www.curvyfoodiehungry.it/" target="_blank">Curvy Foodie Hungry</a></strong>. Immagini: iStockphoto, Imeon design]<br />
</em></p>
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		<title>Weekend. Chi il calcio. Chi un film. Io osservo l’inesorabile trasformazione del mio addome</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Nov 2011 12:00:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Frascoli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><strong>FORNOSTAR (gente che per mangiare una pizza </strong><strong>va a Napoli</strong><strong>)</strong>.</p>
<p>I governi cambiano. Gli uomini passano. Le pizzerie <a title="La Notizia" href="http://www.enzococcia.it/pizzeria_la_notizia.html" target="_blank">La Notizia</a>, Pellone e <a title="Sorbillo" href="http://www.accademiadellapizza.it/" target="_blank">Sorbillo</a> restano una certezza. Ma accordare a Napoli un&#8217;ora extra-pizza per&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/primo-piano/weekend-chi-il-calcio-chi-un-film-io-osservo-l%e2%80%99inesorabile-trasformazione-del-mio-addome-2/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-42541" title="Presepe" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/presepe.jpg" alt="" width="350" height="233" />FORNOSTAR (gente che per mangiare una pizza </strong><strong>va a Napoli</strong><strong>)</strong>.</p>
<p>I governi cambiano. Gli uomini passano. Le pizzerie <a title="La Notizia" href="http://www.enzococcia.it/pizzeria_la_notizia.html" target="_blank">La Notizia</a>, Pellone e <a title="Sorbillo" href="http://www.accademiadellapizza.it/" target="_blank">Sorbillo</a> restano una certezza. Ma accordare a Napoli un&#8217;ora extra-pizza per passeggiare via San Gregorio Armeno è un buon passatempo. Sbalordirete per angioletti e pastorelli, ma infilare Julian Assange di Wikileaks nel presepe potrebbe rendervi persone migliori. E tra grotte, meccanismi per far girare i mulini, casette complete di balconi e lanterne trionfa il cibo. Guardare foto a lato, pliz.<br style="clear: both;" /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-42544" title="Trebbio a Subbiano" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/trebbio.jpg" alt="" width="350" height="218" /><strong>L&#8217;AGRITURISMO</strong>.</p>
<p>Carni di distruzione di massa alla <a title="Il Trebbio" href="http://www.fattoriailtrebbio.it/agriturismo/bed-and-breakfast.html" target="_blank">Fattoria Il Trebbio</a>, loc. Il Trebbio, 58 &#8211; Subbiano (AR) tel. 0575 487252, azienda agricola che alleva maiali di &#8220;Cinta senese&#8221; e &#8220;Grigio&#8221; dai quali arriva il Prosciutto del Casentino. Il latte per i formaggi da abbinare al miele locale, arriva viceversa dalle capre &#8220;Camosciate&#8221; delle Alpi. Eppoi le case coloniche ristrutturate con pietra a vista dai giovani proprietari. Nelle vicinanze: Camaldoli e La Verna. Prezzi: da 40 euro a persona.<br style="clear: both;" /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-42542" title="Lodi" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/r0013481.png" alt="" width="350" height="263" /><strong>&#8220;A l’usèl ingurt ghe s’ciopa ul gessò&#8221;</strong>.</p>
<p>Attenti a non farvi scoppiare il gozzo alla mistica <a title="Rassegna gastronomica del Lodigiano" href="http://www.rassegnagastronomica.it/index.php/it/la-rassegna-it" target="_blank">Rassegna gastronomica del Lodigiano</a> (23^ edizione) di scena a Lodi sino al 27 Novembre. Noto, non senza una certa soddisfazione, che se il nome non  viene nessuno ti costringe a inventarne uno, magari con risultati che vabbe&#8217;. Pure per questo la &#8220;Rassegna Gastronomica&#8221; mi piace. Poi ci sono zucca, vini, castagne, più che altro raspadüra (m&#8217;è venuta fame). E poiché dei ristoranti convenzionati non so quanto fidarmi, chiedo: ristorantino da consigliare?<br style="clear: both;" /></p>
<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-42543" title="Il caciucco di Alcide" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/DSC2186.jpg" alt="" width="350" height="233" />DULCIS IN FINDUS</strong>.</p>
<p>Sia lodato il Cacciucco. Sempre sia lodato. Anche se il 6° <a title="Caciucco Day" href="http://cacciuccoday.wordpress.com/" target="_blank">Cacciucco Day</a>, festa della super zuppa di pesce alla livornese, si svolge stranamente a Poggibonsi (SI), sabato 12, in quel del Ristorante Alcide. Ciò nonostante, la famiglia Ancillotti scongiura il pericolo del <span style="text-decoration: line-through;">caciucco</span> cacciucco Findus. Quest&#8217;anno l&#8217;obbligatoria gastrosfida è: Cacciucco Vs Brodetto di Vasto, i partecipanti ci facciano sapere chi ha vinto. Va bene anche un messaggino con le faccine.<br style="clear: both;" /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-42547" title="Celiachia e dieta mediterranea senza glutine" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/foto-28.jpg" alt="" width="350" height="263" /><strong>IL LIBRO</strong>.</p>
<p>Conoscere meglio una malattia come la celiachia e la dieta senza glutine, ovvero l&#8217;unica terapia. Anche questo è tempo libero. &#8220;<a title="Facebook" href="http://www.facebook.com/celiachiaedietamediterranea?sk=wall" target="_blank">Celiachia e dieta mediterranea senza glutine</a>&#8221; di Gianna Ferretti, alimentarista/blogstar con <a title="Trashfood" href="http://trashfood.com/" target="_blank">Trashfood</a>, e Letizia Saturni, specialista in scienza dell&#8217;alimentazione, è il libro consigliato per il fine settimana. Perché mangiare bene e <em>gluten-free</em> è possibile. (C&#8217;è pure la pizza).<br style="clear: both;" /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-42548" title="Viola di Liquirizia" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/Lucia4.jpg" alt="" width="350" height="233" /><strong>DACCI OGGI IL NOSTRO ATTACCO DI DIABETE QUOTIDIANO</strong>.</p>
<p>Impigriti dalla domenica milanese volete giocarvi a dadi chi prepara il <em>sunday breakfast</em>? A certi dubbi essitenziali non c&#8217;è miglior risposta: <a title="DiViolediLiquirizia" href="http://www.diviolediliquirizia.it/" target="_blank">diViolediLiquirizia</a>, in Via Madonnina 10, nel cuore di Brera. Boutique Pasticceria che lascia senza parole sui più svarati fronti (torte, pane, muffin, plumcake).<br style="clear: both;" /></p>
<p><strong>Avete segnalazioni da fare, eventi, indirizzi, film, letture per il weekend che volete condividere con i fratelli <em>gastrofan</em> dell&#8217;Internez?</strong> Usate pure i commenti, quanto a me cliccherò ossessivamente su refresh per sortire l&#8217;effetto sperato.</p>
<p>[<em>Crediti | Immagini: Dove</em>]</p>
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		<title>Tutti pasticceri con i regali di Guardini e Dissapore</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Oct 2011 07:46:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dissapore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p></p>
<p>A parole siamo tutti bravi. &#8220;In cucina faccio numeri che neanche Moira Orfei in mezzo alla pista!&#8221; &#8220;Cucino meglio di Massimo Bottura e nonna Papera insieme&#8221;. &#8220;Il mio stile non lo capirebbe l&#8217;Artusi, figurati se posso spiegarlo a te!&#8221;&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/cucina/tutti-pasticceri-con-i-regali-di-guardini-e-dissapore/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-41788" title="stampo" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/stampo.jpg" alt="" width="600" height="386" /></p>
<p>A parole siamo tutti bravi. &#8220;In cucina faccio numeri che neanche Moira Orfei in mezzo alla pista!&#8221; &#8220;Cucino meglio di Massimo Bottura e nonna Papera insieme&#8221;. &#8220;Il mio stile non lo capirebbe l&#8217;Artusi, figurati se posso spiegarlo a te!&#8221; Eh No, cari piccoli lettori: è il momento di dimostrare. DISSAPORE E GUARDINI REGALANO SET E STAMPI PER TORTE, CREME E CROSTATE.</p>
<p><a href="http://www.guardini.com/" target="_blank">Guardini di Volpiano (To)</a>, uno dei nostri sponsor, da 60 anni specializzato in creazioni di stampi da forno e nome noto del settore <em>world wide</em>, <strong>fa 3 super regali</strong> a chi DI-MOS-TRA almeno una delle doti richieste per essere un bravo pasticcere: la fantasia.</p>
<p>Avete a disposizione uno stampo da torte, quello della prima foto, lo stampo <em>Fettexfette</em>: immaginate di dover preparare <strong>10 tipi diversi di impasti</strong> da inserire nello stampo pre-porzionato, <strong>ognuno con un gusto diverso</strong>. Potete scegliere in base al colore, al sapore e addirittura ideare degustazioni a giro. O magari buttarvi sul comico se non vi resta che quello. <strong>Insomma, dovete dirci 10 gusti con i quali riempire lo stampo e preparare la multi-torta</strong>.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-41793" title="stampo2" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/stampo23.jpg" alt="" width="600" height="400" /></p>
<p>E&#8217; vero che quella dolciaria è un arte a sé, ma è anche vero che un bravo cuoco conosce almeno i fondamentali della pasticceria. I grandi del mestiere ricordano che è proprio nella creazione di dolci che si evidenziano talento, immaginazione e tecnica perciò avanti, ora tocca a voi.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-41794" href="http://www.dissapore.com/cucina/tutti-pasticceri-con-i-regali-di-guardini-e-dissapore/attachment/stampo3/"><img class="aligncenter size-full wp-image-41794" title="stampo3" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/stampo3.jpg" alt="" width="600" height="399" /></a>Noi sceglieremo i primi tre creativi in base al nostro personalissimo giudizio e, a questi, regaleremo lo stampo Fettexfette (1°classificato), il Set porta-creme (Crème-à-porter, seconda foto e 2° classificato) e il Box regalo <em>all-inclusive</em> per realizzare crostate (terza foto, 3° classificato).</p>
<p>Terreno di gioco? I commenti a questo post. Pronti? Via!</p>
<p>[<em>Crediti | Immagini: Guardini</em>]</p>
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		<title>Pasticceria &#124; Più contagioso di Angry Birds, è lo Sugarcraft</title>
		<link>http://www.dissapore.com/cucina/pasticceria-piu-contagioso-di-angry-birds-e-lo-sugarcraft/</link>
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		<pubDate>Tue, 26 Apr 2011 10:28:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenza Fumelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Adesso venitemi a dire che non avete mai giocato col Pongo, la mitica plastilina colorata con effetto anti-stress consigliata dai pediatri di tutto il mondo. Ecco, lo <em>Sugarcraft</em> non è poi così diverso.<span id="more-33610"></span></p>
<p>La moda di decorare le&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/cucina/pasticceria-piu-contagioso-di-angry-birds-e-lo-sugarcraft/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: center; margin-bottom: 20px;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="620" height="340" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/UO3rajoYY_U?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="620" height="340" src="http://www.youtube.com/v/UO3rajoYY_U?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></div>
<p>Adesso venitemi a dire che non avete mai giocato col Pongo, la mitica plastilina colorata con effetto anti-stress consigliata dai pediatri di tutto il mondo. Ecco, lo <em>Sugarcraft</em> non è poi così diverso.<span id="more-33610"></span></p>
<p>La moda di decorare le torte con questa tecnica anglosassone sta impazzando in ogni dove e se non ci credete, <a title="YouTube" href="http://www.youtube.com/results?search_query=sugarcraft&amp;aq=f" target="_blank">digitate <em>Sugarcraft</em> su YouTube</a>: vi si aprirà un universo di pupazzetti, casette, animaletti e interi paesaggi a volte straordinariamente riprodotti che manco gli scultori dell&#8217;antica Grecia. Utilizzando quintali di <a title="Cookaround" href="http://www.cookaround.com/yabbse1/showthread.php?t=69505&amp;page=1" target="_blank">pasta di zucchero</a>, maestri pasticceri, nonne, bambini e genitori molto creativi si cimentano nella realizzazione di piccoli capolavori da mangiare e non importa se i dolci non sono eccezionali, in questo caso l&#8217;unica cosa che conta è la bellezza, il divertimento e l&#8217;arte di stupire.</p>
<p>Valentina Gigli, maestra pasticcera esperta in Sugarcraft, tiene dei corsi presso la scuola di cucina romana <a title="A Tavola con lo chef" href="http://www.atavolaconlochef.it/" target="_blank">A Tavola con lo Chef</a> e incontra una media di 50 persone a settimana desiderose di imparare ogni segreto di questa pasticceria-giocattolo. C&#8217;è da chiedersi a cosa è dovuto il dilagare della nuova tendenza: il capriccioso bambino che è in noi sta attraversando una fase di protagonismo? Abbiamo finito di decoupare ogni scatola presente in casa e non ci interessa il giardinaggio? Realizzare con dovizia di particolari il nostro oggetto, animale o personaggio preferito e poi azzannarlo ci fa sentire onnipotenti? Mentre ringrazio la bravissima <a title="Valentina Gigli" href="http://www.valentinagigli.com/" target="_blank">Valentina Gigli</a> per avermi fatto tornare la voglia di giocare, aspetto delucidazioni da voi, lettori.</p>
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		<title>Roma &#124; Caffè Settembrini vs e Cristalli di Zucchero</title>
		<link>http://www.dissapore.com/mangiare-fuori/roma-caffe-settembrini-vs-e-cristalli-di-zucchero/</link>
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		<pubDate>Fri, 12 Nov 2010 09:10:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenza Fumelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p></p>
<p>Ci sono due bar a Roma. Due bar per ogni isolato, almeno. Due bar a volte anche nella stessa strada, a venti metri l&#8217;uno dall&#8217;altro. Ma ci sono due bar a Roma dove vale la pena entrare. Dissapore li&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/mangiare-fuori/roma-caffe-settembrini-vs-e-cristalli-di-zucchero/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-27815" title="Caffè Settembrini vs Cristalli di Zucchero" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/versus.jpg" alt="" width="700" height="276" /></p>
<p>Ci sono due bar a Roma. Due bar per ogni isolato, almeno. Due bar a volte anche nella stessa strada, a venti metri l&#8217;uno dall&#8217;altro. Ma ci sono due bar a Roma dove vale la pena entrare. Dissapore li ha messi a confronto con una piccola analisi narrativo-comparativa, tenendo conto delle differenze sostanziali, quelle tra una importante pasticceria e un importante bar gastronomia. Procediamo dunque: in campo schierati troviamo <a title="Settembrini" href="http://ristorantesettembrini.it/" target="_blank">Caffè Settembrini</a> (sito del ristorante) e <a title="Cristalli di Zucchero" href="http://www.cristallidizucchero.it/" target="_blank">Cristalli di Zucchero</a> (sito in allestimento, sigh), non uno contro l&#8217;altro, direi piuttosto uno accanto all&#8217;altro. Opinioni e preferenze, come sempre, spettano a voi.</p>
<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-27817" title="La gastronomia del bar Settembrini di Roma" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/settembrini-gastronomia.jpg" alt="" width="350" height="263" />Roma, ore 12.30, via Settembrini 21</strong><br />
L&#8217;insegna non c&#8217;è. O meglio c&#8217;è una piccola insegna nera verticale che riporta la scritta: Settembrini, ma manca quella del caffè, proprio accanto al ristorante. Un tempo Bar Giolitti, oggi Caffè Settembrini, passando per una breve prima fase di Sarà Settembrini. Fuori i tavolini sono disposti a ridosso del marciapiede, la strada è una delle più trafficate del quartiere Prati, il pubblico che lentamente affolla il bar è quello degli uffici lì accanto: molti attori e registi e impiegati Rai, la cui sede centrale si trova proprio a due passi.</p>
<p>Entro, c&#8217;è un lungo bancone pieno di dolci, una parte dedicata alla caffetteria ed un&#8217;altra alla gastronomia. La saletta dove si può mangiare si trova a sinistra della porta principale, è luminosa, elegante e con almeno quattro o cinque persone a servire. Lo staff è educato, molto formale, impostato, senza voler dire che questo rappresenti un difetto. Ordino al bancone un Chinotto (Lurisia) e una piadina arrotolata con insalata di pollo, lime e coriandolo: costo al banco <strong>2,50€</strong> il chinotto, <strong>2€</strong> il tramezzino.</p>
<p>Alla signora in cassa chiedo il menù, lei me lo cede non senza resistenze e aggiunge: &#8220;Però me lo deve riportare&#8221;.  &#8220;Si figuri &#8211; rispondo &#8211; mica glielo rubo&#8221;, e penso che in verità, per quello che devo fare, rapire il menù sarebbe l&#8217;ideale. Sulla copertina c&#8217;è scritto novembre 2010, dentro c&#8217;è veramente di tutto: oltre alla caffetteria più o meno standard troviamo una ricca scelta per il pranzo al &#8220;sacco&#8221;: panini mai banalmente assortiti, tipo: baccalà cipollotti e pomodorini arrosto o con lingua di vitello, poi tramezzini con vitello tonnato e valeriana oppure con gorgonzola sedano e mela, e ancora piadine arrotolate, focacce e fritti (il tutto tra i <strong>3€</strong> e i <strong>4.50€</strong>, i prezzi del menù comprendono il servizio al tavolo).</p>
<p>Per chi volesse consumare un vero e proprio pasto c&#8217;è una scelta del giorno e la possibilità di avere piatti dall&#8217;adiacente ristorante, i prezzi variano dagli <strong>8€</strong> di Pasta e Patate ai <strong>18€</strong> per la tagliata di manzo, gateau di patate e broccoli.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-27819" title="I dolci del bar Settembrini e della pasticceria Cristalli di Zucchero" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/dolci1.jpg" alt="" width="700" height="262" /></p>
<p>Ci sono i dolci fatti in casa dal loro artigiano francese (si va più o meno dai <strong>2€</strong> per le crostatine, fino ai <strong>4€</strong> dei dolci più complessi) e la scelta dei vini al bicchiere è almeno di sei o sette bottiglie per bollicine, bianchi e rossi (dai <strong>4€</strong> fino ai <strong>16€</strong> al bicchiere, il più caro è il rosso Nuits de Saint Georges 2005, Domanie de Montille), tutti selezionati dal sommelier di casa Luca Boccoli.</p>
<p>Mentre mi aggiro per il locale, un ragazzo dello staff si avvicina e mi chiede il perché di taccuino e foto, gli rispondo che devo scrivere un pezzo per Dissapore, un paragone tra loro e Cristalli di Zucchero. &#8220;Cristalli di Zucchero! &#8211; esclama &#8211; sono loro a fornirci i cornetti, sono tra i migliori a Roma&#8221;. Io annuisco e approfitto del contatto per avere delucidazioni sui costi: un caffè al banco costa <strong>0.80€</strong> (<strong>1.50€</strong> al tavolo), un cornetto <strong>0.90</strong> (<strong>1.50€</strong> al tavolo), un tramezzino <strong>2€</strong> (<strong>3€</strong> al tavolo). Per il resto, mi sembra di capire, c&#8217;è un ricarico di circa un euro in più per ogni cosa servita al tavolo. &#8220;Non scrivere male eh&#8221;, mi apostrofa uscendo, rispondo: &#8220;Certo che no&#8221; e penso, perché mai? in fondo la piadina era ottima, il servizio cortese, la scelta ampia.</p>
<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-27818" title="Il dehor di Cristalli di Zucchero" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/cristalli-dehor.jpg" alt="" width="350" height="413" />Roma, ore 13.45, via Val Tellina 114</strong><br />
L&#8217;insegna è grande e bene in vista, si trova proprio sopra l&#8217;unica entrata del locale. Quella che, a detta di molti, è la migliore pasticceria di Roma, da diversi anni si è trasformata in un bar con gastronomia, senza alterare la qualità delle opere di Marco Rinella, chef pasticciere di Cristalli di Zucchero. I tavolini sono solo nel dehor: si tratta di un piccolo terrazzino che da sulla strada e del cortile affianco al palazzo. Fuori c&#8217;è una signora con il suo caffè che legge il giornale, una coppia di colleghi di lavoro intenti a controllare scartoffie e un gruppo di ragazzi coinvolti in animato dibattito calcistico. Siamo nel vecchio e diversamente popolare Monteverde, famoso quartiere della capitale.</p>
<p>Entro, c&#8217;è un lungo bancone pieno di dolci che prosegue ad angolo con la zona gastronomia e caffetteria. All&#8217;interno si può mangiare solo in piedi, decido quindi di uscire e accomodarmi fuori. E&#8217; uno solo il giovane addetto ai tavoli, ha un fare educato, informale, per niente impostato, senza voler dire che questo rappresenti necessariamente un pregio. Chiedo il menù, lui mi fa presente che l&#8217;offerta è più ampia ed è possibile scegliere più facilmente al bancone, io ringrazio e ordino un chinotto (Lurisia) e un tramezzino con cotto S. Giovanni e crescenza (costo  <strong>5,70€</strong>:  <strong>2.50€</strong> il tramezzino, <strong>3.20€</strong> il chinotto, prezzo con servizio).</p>
<p>Mentre aspetto, osservo il pezzo di carta arrotolato dentro ad una stuoia di legno che fa da lista, la scelta non è molto ampia: oltre alla caffetteria più o meno standard, c&#8217;è un elenco generale di snack salati: minicroissant, bottoncini, lieviti farciti, quiche, tramezzini, pizzette e finger food. Il costo varia da <strong>1,50€</strong> dei minicroissant ai <strong>5€</strong> delle quiche. Ci sono anche insalate dai <strong>6€</strong> ai <strong>9€</strong>, credo dipenda dagli ingredienti per altro non specificati per nessuna delle proposte.</p>
<p>Non avendo informazioni sufficienti per la mia comparazione, termino il tramezzino (ottimo) ed entro a chiedere. Il ragazzo al bancone mi spiega che l&#8217;offerta varia di giorno in giorno, sono loro a preparare tutti gli snack e il ricarico rispetto al banco e di circa il 30% se si consuma al tavolo. Ne approfitto per fare altre domande. &#8220;Quanti vini avete?&#8221; , chiedo.  &#8220;Una tipologia di bianco e una di rosso, due Prosecchi e uno Champagne, il Duval-Leroy a 10€ al bicchiere &#8211; poi aggiunge &#8211; noi lavoriamo principalmente con la pasticceria, per chi volesse pranzare velocemente o fare aperitivo abbiamo un&#8217;offerta che di certo non è ampia ma è basata su prodotti di alta qualità che variamo spesso&#8221;. Abbasso lo sguardo sull&#8217;espositore della gastronomia ed effettivamente sembra tutto molto buono: tramezzini mortadella e carciofo arrosto (<strong>2.50€</strong>, come al tavolo?), croissant salati con tartare di salmone (<strong>4€</strong>) e mini perline, ovvero bicchierini variamente assortiti (<strong>1,80€</strong> a bicchierino).</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-27820" title="La piadina di Settembrini, il tramezzino di Cristalli di Zucchero" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/tramezzino.jpg" alt="" width="700" height="262" /></p>
<p>&#8220;E il caffè quanto costa?&#8221; &#8220;<strong>0.90€</strong> al banco. Il caffè servito al tavolo <strong>1,30</strong>&#8220;. Mi rendo conto che c&#8217;è una leggera confusione con i prezzi, do per buona la questione del 30% come ricarico sul servizio e penso di capire che non viene sempre applicata, come per i tramezzini. Il ragazzo torna a servire, sta componendo un vassoio con un trionfo di dolci, non resisto e assaggio un divino mini-tiramisù (<strong>0.70€</strong> ) poi saluto ed esco.</p>
<p>La sensazione principale è che <em>Cristalli</em> sia una grande pasticceria, tutto il resto è curato ma non centrale, un posto perfetto per il cioccolato caldo del pomeriggio o uno spuntino di ottima qualità.</p>
<p>Dicevamo che le opinioni e le preferenze spettano a voi.</p>
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		<title>Avanzi &#124; L&#8217;orsa Gemma in pasticceria, il labirinto di Franco Maria Ricci, e Lasandwich: la cosa peggiore mai vista</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Jul 2010 08:53:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Manuele Berti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><strong>1 -</strong> La bici a vapore (Mentos+Coca Cola) di David Letterman.<br />
<strong>2 -</strong> Cose che può fare l&#8217;iPad di Apple per il gastrofanatico (tipo il menù di un ristorante).<br />
<strong>3 -</strong> Ripescato &#8220;Abissi&#8221;, lo spumante invecchiato in acqua&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/gallery/avanzi-lorsa-gemma-in-pasticceria-il-labirinto-di-franco-maria-ricci-e-lasandwich-la-cosa-peggiore-mai-vista/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>1 -</strong> La bici a vapore (Mentos+Coca Cola) di David Letterman.<br />
<strong>2 -</strong> Cose che può fare l&#8217;iPad di Apple per il gastrofanatico (tipo il menù di un ristorante).<br />
<strong>3 -</strong> Ripescato &#8220;Abissi&#8221;, lo spumante invecchiato in acqua di mare.<br />
<strong>4 -</strong> Contro la legge-bavaglio arriva la pizza napoletana di Sorbillo.<br />
<strong>5 -</strong> L&#8217;amore di Gemma per i dolci, l&#8217;orsa marsicana di Scanno va in pasticceria<br />
<strong>6 -</strong> Franco Maria Ricci progetta il labirinto (culturale e gastronomico) più grande del mondo a Fontanellato di Parma.<br />
<strong>7 -</strong> Lasandwich, il mostruoso panino-lasagna di Tesco &#8211; <strong>Perché</strong>?<br />
<strong>8 -</strong> A Parigi la torta più alta del mondo ispirata alla Tour Eiffel.</p>
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		<title>Riusciranno i macaron di Ladurée a conquistare Milano?</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Apr 2010 11:01:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Bernardi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p style="text-align: center;"></p>
<p>Apertis verbis: amo i macaron. Che secondo voi fa più ridere come cosa in sé o in quanto associata a persona senza evidenti incertezze sessuali? &#8220;Massimo, devi uscirne&#8221; dicono i colleghi di genere. Sì, va bene, oggi&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/primo-piano/riusciranno-i-macaron-di-laduree-a-conquistare-milano/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-19710" title="Ladurée a Milano" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/la_duree_4.jpg" alt="" width="501" height="375" /></p>
<p>Apertis verbis: amo i macaron. Che secondo voi fa più ridere come cosa in sé o in quanto associata a persona senza evidenti incertezze sessuali? &#8220;Massimo, devi uscirne&#8221; dicono i colleghi di genere. Sì, va bene, oggi poi che tra muri a stucco e medaglioni  con &#8220;l&#8217;angelo pasticciere&#8221;, simbolo della maison, <a title="Corriere della Sera" href="http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/10_aprile_27/scorranese-1602916160103.shtml" target="_blank">Ladurée apre a Milano</a>. <em>Sìsì</em>, Ladurée, la pasticceria cui si attrubuisce l&#8217;invenzione dei macaron parigini, due gusci di pasta di mandorle che uniti per la prima volta nel 1930 &#8211; da Pierre Desfontaines, cugino dei Ladurée &#8211; sono diventati  un simbolo.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-19709" title="Il perfetto macaron" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/Immagine-313.png" alt="" width="501" height="333" /></p>
<p>E oggi mi piacerebbe avere un registratore sotto la camicia per acciuffare i commenti in via Spadari, capirete, siamo di fronte a Peck, icona della gastronomia italiana.</p>
<p>Sto anche meditando il suicidio, perché più che sul diktat della casa madre &#8220;in nessuna delle 4 pasticcerie parigine di Ladurée si consuma all&#8217;interno, ergo, neanche a Milano&#8221; (ma un soppalco accoglierà tavolini per il the), sono concentrato sul &#8220;gusto cool scelto da Sasha e Malia Obama: il gelsomino&#8221;. Mi sento sporco, cosa sono queste, tardive incertezze sessuali? E non sto nemmo a dirvi che i gusci si<em> vestono</em> a tema per ogni stagione: basilico e  liquirizia, rosa e violetta&#8230; ROSA e VIOLETTA, capite? O che esistono confezioni griffate, come i macaron di Christian   Louboutin, autore di scarpe mi dicono alquanto definitive.</p>
<p><a title="Cavoletto di Bruxelles" href="http://www.cavolettodibruxelles.it/" target="_blank">Cavoletto</a>, esci da questo corpo! In un sussulto d&#8217;orgoglio provo a ristabilire la maschia centralità. Ladurée non mi avrai, datemi  la Sacher di Cova e i tartufi di Sant&#8217;Ambroeus.</p>
<p>Ma secondo voi, a 8 (otto) euro al chilo, i macaron riusciranno a conquistare Milano?</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="510" height="300" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/VosRmpQsmPE&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="510" height="300" src="http://www.youtube.com/v/VosRmpQsmPE&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>[Fonti: Corriere, video: c6tv, immagini: <a title="Frizzifrizzi" href="http://www.frizzifrizzi.it/2010/04/30/laduree-a-milano-2/" target="_blank">Frizzifrizzi</a>, <a title="Serious Eats" href="http://www.seriouseats.com/2010/04/a-guide-to-paris-baked-goods.html" target="_blank">Serious Eats</a>]</p>
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		<title>Oltre il fallimento, la vera storia della pasticceria Scaturchio</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Apr 2010 09:47:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stanislao Porzio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Un pezzo della mia vita, che  ho condiviso con qualche milione di napoletani, andrà all&#8217;asta tra qualche giorno. Giovanni Scaturchio, la pasticceria che per un secolo  ha addolcito la vita non sempre facile dei partenopei, il 7 maggio sarà  messa&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/mangiare-fuori/oltre-il-fallimento-la-vera-storia-della-pasticceria-scaturchio/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un pezzo della mia vita, che  ho condiviso con qualche milione di napoletani, andrà all&#8217;asta tra qualche giorno. Giovanni Scaturchio, la pasticceria che per un secolo  ha addolcito la vita non sempre facile dei partenopei, il 7 maggio sarà  messa in palio al migliore offerente, dopo il fallimento del dicembre  scorso. Mi auguro che trovi un acquirente all’altezza delle sue  potenzialità,  a parer mio intatte <a title="La Gazzetta del Mezzogiorno" href="http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/cronaca/2010/2-aprile-2010/scaturchio-asta-si-parte-un-milione-1602765778085.shtml" target="_blank">nonostante i recenti sviluppi</a>.</p>
<p><img class="size-full wp-image-19646 alignleft" title="Ivanka Scaturchio in una foto risalente agli anni '70" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/1731.jpg" alt="" width="250" height="368" />In questo momento è inutile  piangere sul latte versato e squallido inseguire i pettegolezzi. Serve,  invece, mettere a fuoco quello che Scaturchio è stato e potrebbe  tornare ad essere. Per ricostruire quest’incredibile storia di qualità,  ho fatto una lunga chiacchierata con Erry Cannatello, figlio  di Ivanka Scaturchio, da poco scomparsa a 92 anni.</p>
<p>Il suo inizio si colloca 427  chilometri a Sud di Napoli, in un borgo calabrese arroccato sui monti  alle spalle di Vibo Valentia, Dasà. Sappiamo che negli ultimi  decenni dell’Ottocento c’era una piccola pasticceria, che produceva  soprattutto in occasione di feste e matrimoni, la cui titolare era la  primogenita di una grande famiglia del Sud, Rosa Scaturchio. Rosa ha nove fratelli. Francesco e Pasquale, il secondo e il terzogenito, sono anch’essi  pasticcieri. Crescendo, cominciano a considerare la loro abilità sprecata in un  paese di poche anime, e alla fine dell’Ottocento si trasferiscono  a Napoli. Non è più la capitale, ma resta un polo d’attrazione,  attento alle novità, in grado di premiare la qualità.</p>
<p>Nel 1903 Pasquale  acquisisce  una pasticceria in via Portamedina 22 (oggi ancora gestita dai  suoi eredi), mentre Francesco si intesta in via Toledo 401, vicino a  piazza Dante, un esercizio che diventerà pasticceria e fabbrica di  cioccolato. Dopo poco li raggiungerà anche la sorella Rosa, che metterà  la sua esperienza e la sua inventiva al servizio dei nuovi laboratori  partenopei.</p>
<p>In quell’epoca si prepara  tutto in casa, anche i semilavorati: la frutta candita, il naspro  (glassa di zucchero da colorare ad hoc), le bevande (latte di mandorla,  sciroppo di orzata, di amarena), la pasta di mandorle (zucchero e  mandorle  con varie profumazioni, da modellare, cuocere al forno e coprire di  naspro), la pasta reale (pasta di mandorle non cotta, con maggiore  quantità  di zucchero, utilizzata per “fruttini” simili alla frutta martorana  di Sicilia). Gli impasti vengono fatti a mano, senza ausilio di  macchine.</p>
<p>Qualche anno dopo arriva a  Napoli anche l’ultimo dei dieci fratelli Scaturchio, Giovanni,  nato l’11 febbraio 1892. Diventa il primo assistente  di Rosa che, di quindici anni più anziana di lui, ne farà il suo figlio  putativo; è stata sempre troppo impegnata per sposarsi.</p>
<p>Col passare del tempo, Giovanni   diventa un eccellente professionista. La sua carriera s’interrompe,  poi, a causa della Grande Guerra: Giovanni deve partire per il fronte.  Ma è fortunato: dal dramma del conflitto bellico esce vivo, vegeto  e sposato, con una donna che gli darà una grande famiglia e uno  straordinario  aiuto per la sua attività: Caterina Persolia  (grafia originale: Katharina Persolija). Salisburghese, nata nel 1898,  è una cittadina austro-ungarica di lingua tedesca e probabile origine  slava. Il 5 giugno 1918 i due sposi sono a S. Martino di Quisca  (Šmartno, frazione del comune di Brda/Collio, Slovenia), quando nasce  la prima figlia, Ivanka.</p>
<p>Finita la guerra, Giovanni  torna a Napoli e poco dopo apre il negozio di piazza San Domenico  Maggiore 19, sito nel Palazzo dei Duchi di Casa Calenda, disegnato  dal Vanvitelli. Il locale, che era stato con tutta probabilità rilevato  poco prima del conflitto mondiale,  era già pasticceria, di proprietà  di un parente di Giovanni con soci settentrionali, da cui il nome  Nord-Sud.</p>
<p><img class="aligncenter size-large wp-image-19648" title="Le classiche sfogliatelle di Scaturchio" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/sfogliatella00_large-700x217.jpg" alt="" width="700" height="217" /></p>
<p>Quando, nel 1919 (o  1920), Giovanni apre San Domenico, il suo repertorio si è arricchito:  ora spazia dai dolci classici napoletani, eseguiti con grandissima  perizia,  alle specialità asburgiche. Ha intuito che attingere alla tradizione  della moglie aumenterà l’originalità dell’offerta e attrarrà  nuovi clienti. Negli anni Venti, di Giovanni Scaturchio diventano  celebri  i babà, le sfogliatelle, le pastiere e tutti i  dolci natalizi, con l’aggiunta del susammiello importato  dalla Calabria; e contemporaneamente cominciano a imporsi anche lo  strudel di mele e quello di noci, la Sacher e i Buchteln  o Wuchteln, il cui nome troppo esotico viene italianizzato in  Briochina dolce del Danubio: una deliziosa infiorescenza di piccole  brioche ripiene di marmellata e crema pasticciera.</p>
<p>Caterina avrà altri cinque  figli; aiuta il marito in negozio ed è un motore inarrestabile.  Giovanni, fine pasticciere, è capace anche di gestire brillantemente  le pubbliche relazioni. Molto creativo e vocato alla vita di società  è anche il fratello Francesco, <em>tombeur de femmes</em> e  creatore  della fabbrica di cioccolato annessa al negozio di via Toledo 401.  L’amore  per ‘la’ diva del café chantant, <a title="Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Anna_Fougez" target="_blank">Anna Fougez</a> (al secolo Maria Annina Laganà  Pappacena), gli frutta un brevetto. Lei, capricciosa, gli chiede di  dedicargli un dolce, e lui inventa un medaglione ripieno: uno scodellino  in cioccolato fondente (diametro 10 cm, altezza 1,5 cm) farcito con  una ganache di ingredienti deperibili come ricotta, cioccolato  fondente, nocciola, resi conservabili da un mélange di liquori,  la ricetta segreta che ne rende possibile la conservabilità. Un primo  esempio di dolce a lunga conservazione del tutto naturale, senza alcun  additivo chimico.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-19643" title="Il brevetto del dolce &quot;Ministeriale&quot;" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/416.jpg" alt="" width="350" height="351" /></p>
<p>Francesco si rende conto di  aver creato un piccolo capolavoro e si adopera per essere insignito  del titolo di Fornitore della Real Casa. Ma le pratiche  burocratiche  sono interminabili. «Questo è un affare ministeriale», pare abbia  esclamato Francesco, in preda allo sfastirio Francesco. E il dolce è  diventato <a title="Scaturchio" href="http://www.scaturchio.it/la-pasticceria/il-ministeriale/" target="_blank"> il Ministeriale</a>,  che nel 1923, come si evince da una lettera [vedi foto],  risulta già brevettato. Rimarrà in produzione fino ai giorni nostri.</p>
<p>Nel 1929 c’è un altro  arrivo da Dasà: Francesco Cannatello, figlio di Francesca,   altra sorella Scaturchio, nato il 1° novembre 1913. Il giovane Ciccio ha cinque anni più di Ivanka, che a lui, ragazzo del profondo Sud,  deve piacere molto subito, con quell’aria mitteleuropea ereditata  dalla madre. Nasce tra i due un sentimento così forte, che sono disposti   a chiedere la dispensa papale per sposarsi, essendo cugini di I grado.  Anche queste nozze si celebrano durante una guerra, nel 1942.  Mentre il resto della famiglia è sfollata fuori città, loro due  resteranno  sotto le bombe a prendersi cura del negozio. La sorte è ancora propizia  alla famiglia e anche il secondo conflitto mondiale passa senza fare  troppi danni. Gli anni successivi vedono un ulteriore consolidamento  dell’attività.</p>
<p>Alla morte di Giovanni,  avvenuta  l’11 febbraio 1958, saranno Ciccio e Ivanka a prendere il suo  posto e quello di Caterina, coadiuvati successivamente  nell’amministrazione  dal fratello di lei Mario. Ciccio e Ivanka: lui il tecnico, lei  la mente inventiva.</p>
<p>Ciccio, tecnico sì, ma  creativo:  per esempio, propone ai suoi clienti una versione salata  (rustica, come si dice a Napoli) della Brioscina del Danubio,  che riscuote subito successo. È anche un artista della decorazione  all’italiana: con la ghiaccia reale (zucchero, bianco d’uovo e succo  di limone) disegna incredibili greche e ricami. Ciccio si distinguerà  anche come didatta, formando una miriade di pasticcieri campani tra  cui Calise di Ischia, Antignani di Pomigliano d’Arco, oggi nomi di  riferimento.</p>
<p>Ivanka, mente inventiva sì,  ma molto pratica. Lavora alla cassa. Incontra i clienti e prende le  telefonate. Amplia, arricchisce e rende più fine l’offerta della  pasticceria per matrimoni e feste. Inventa ricercate confezioni per  Natale e Pasqua. In una parola, è l’immagine della pasticceria e  lo resta fino al 2005.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-19644" title="Il bellissimo babà Vesuvio" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/320.jpg" alt="" width="600" height="359" /></p>
<p>Nel frattempo la creatività e l’amore per le pierre era stato ereditato anche dal figlio Erry  Cannatello che, tra l’organizzazione di congressi e quella di  grandi eventi, fa brevettare nel 1995 il dolce presentato al G7  napoletano  del 1994: il Babà Vesuvio. Suo fratello Walter,  con l’uscita di scena dello zio Mario, si occuperà della parte  organizzativa.</p>
<p>Vorrei, però, tornare a Ivanka.   La mia immagine di lei risale alla fine degli anni Settanta. Da liceale,  calmavo la fame pre-prandiale al banco della sua pasticceria. Lei,  stupenda  cinquantenne castano-ramata, era sempre lì, impeccabile, cortese. Un  personaggio d’altri tempi e d’altri luoghi, prestato chissà come  alla mia città. Che ha amato e contribuito a rendere migliore.</p>
<p>Stanislao Porzio è l’autore del libro “<a title="Guido Tommasi Editore" href="http://www.guidotommasi.it/parole-in-pentola/panettone/" target="_blank">Il Panettone</a>” (Guido Tommasi) e del <a title="Il panettone" href="http://ilpanettone.wordpress.com/" target="_blank">blog</a> omonimo.</p>
<p>[Fonti: Corriere del Mezzogiorno, Wikipedia, immagini: Stanislao Porzio, Scaturchio]</p>
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		<title>La pasticceria Scaturchio di Napoli chiude per debiti, com&#8217;è possibile?</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Apr 2010 15:28:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio Cortese</dc:creator>
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<p>La notizia è di quelle che ti arrivano come una pugnalata. “La storica pasticceria napoletana Scaturchio chiude per debiti”.</p>
<p><span id="more-18109"></span>Il nome Scaturchio evoca la storia gastronomica di Napoli, insieme ad altri prestigiosi nomi, come la pasticceria <em>Caflisch</em>, fondata nel&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/primo-piano/la-pasticceria-scaturchio-di-napoli-chiude-per-debiti-come-possibile/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-18110" title="La pasticceria Scaturchio di Napoli" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/3306513081_4586bdc5aa.jpg" alt="" width="500" height="375" /></p>
<p>La notizia è di quelle che ti arrivano come una pugnalata. “La storica pasticceria napoletana Scaturchio chiude per debiti”.</p>
<p><span id="more-18109"></span>Il nome Scaturchio evoca la storia gastronomica di Napoli, insieme ad altri prestigiosi nomi, come la pasticceria <em>Caflisch</em>, fondata nel 1827, o ancora Pintauro, regina incontrastata della sfogliatella napoletana. Sono antiche attività commerciali profondamente radicate nella cultura partenopea, che hanno servito papi, re d’Italia, e grandi del G7. Intorno a questi nomi sono stati coniati dei modi di dire, a Napoli, se entri in un luogo affollato, capita spesso di sentire qualcuno che dice “Tiene folla Pintauro!”.</p>
<p>Ma è anche una notizia che lascia interdetti. Napoletani o non, vi sarà capitato di passare per piazza San Domenico Maggiore, in pieno centro storico, e vedere la bottega di Scaturchio traboccante di gente. O di doversi accodare all&#8217;eterno capannello di persone in fila per prenotare il caffè o la sfogliatella del mattino. Allora mi domando, come può chiudere per debiti un’attività del genere?</p>
<p>Una domanda che trova conforto proprio nell’analisi fatta dal curatore, Pasquale Prisco: “<a title="Corriere del Mezzogiorno" href="http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/cronaca/2010/2-aprile-2010/scaturchio-asta-si-parte-un-milione-1602765778085.shtml" target="_blank">I miei conti indicano un residuo attivo annuale pari a 150 mila euro</a>”. Eppure ci sono debiti per <strong>nove milioni di euro</strong>.</p>
<p>C&#8217;è poi da aggiungere, che l’attività della pasticceria non era limitata alla sola vendita al banco. Da anni forniva i suoi prodotti, soprattutto i famosi “ministeriali” al cioccolato &#8211; marchio brevettato &#8211; ai vari ministeri romani e addirittura al Vaticano.</p>
<p>La notizia coincide con la morte, avvenuta qualche giorno fa, della novantaduenne Ivanka Scaturchio, che ha portato avanti per tanti anni la pasticceria fondata nel 1905.</p>
<p>I gastrofanatici, quelli napoletani in particolare, si augurano che l&#8217;asta prevista per il prossimo 7 maggio, si parte da un milione di euro, porti buone notizie, cioé che la pasticceria, inclusa anche <a title="Dissapore" href="http://www.dissapore.com/gallery/d-day-diario-di-viaggio-ai-tempi-di-twitter/attachment/scaturchio-2/" target="_blank">nel primo Dissapore Day</a>, finisca in buone mani.</p>
<p>[Fonti: Corriere del Mezzogiorno, immagine: <a title="Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/21922696@N02/3306513081/" target="_blank">Flickr/Improbabile</a>]</p>
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		<title>Calo degli zuccheri?</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Dec 2009 10:30:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Bernardi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p style="text-align: center;"></p>
<p>Try a little tenderness. Inciso [Quando nel 2007, accecato dalla visione dello scoop gastrogeografico, il <em>WaPo</em> provò a spostare di 700 chilometri e passa l'invenzione del Tiramisù <a title="Washington Post" href="http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/content/article/2007/07/10/AR2007071000327.html?referrer=emailarticle" target="_blank">attribuendola a tal Carminantonio Iannaccone</a>, campano&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/cucina/calo-degli-zuccheri/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-large wp-image-12278" title="Il Mascarpone artigianale del Caseificio di Rosola di Zocca lavorato a Crema con torta &quot;tipo&quot; Barozzi." src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/bf8dd2a461d45182bf8ef75c68bf995918243e052-523x600.jpg" alt="Il Mascarpone artigianale del Caseificio di Rosola di Zocca lavorato a Crema con torta &quot;tipo&quot; Barozzi." width="471" height="540" /></p>
<p>Try a little tenderness. Inciso [Quando nel 2007, accecato dalla visione dello scoop gastrogeografico, il <em>WaPo</em> provò a spostare di 700 chilometri e passa l'invenzione del Tiramisù <a title="Washington Post" href="http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/content/article/2007/07/10/AR2007071000327.html?referrer=emailarticle" target="_blank">attribuendola a tal Carminantonio Iannaccone</a>, campano emigrato a Baltimora, ancora un po' e a Treviso se lo mangiano. Visto che l'ideatore del dolce—gloria della pasticceria nazionale—<a title="Twitpic/Olivia e Marino" href="http://twitpic.com/sax3u" target="_blank">pare sia stato</a> Roberto Linguanotto, cuoco del ristorante <em>Le Beccherie</em> di Treviso negli anni '50] Fine inciso.<span id="more-12271"></span></p>
<p>Tradizionale o <a title="Google Books" href="http://www.google.it/url?sa=t&amp;source=web&amp;ct=res&amp;cd=9&amp;ved=0CCYQFDAI&amp;url=http%3A%2F%2Fbooks.google.it%2Fbooks%3Fid%3DK8_6e5xLpHIC%26pg%3DPA108%26lpg%3DPA108%26dq%3Dtiramisu%2Bdestrutturato%2Bmaurizio%2Bsantin%26source%3Dbl%26ots%3Df0DXYMjPy3%26sig%3DeP4knBooq3FntSmfqhLy6Fm7TjU%26hl%3Dit%26ei%3DoYQbS4GlMoyemAOg2dzbAw%26sa%3DX%26oi%3Dbook_result%26ct%3Dresult%26resnum%3D9%26ved%3D0CCcQ6AEwCA&amp;ei=oYQbS4GlMoyemAOg2dzbAw&amp;usg=AFQjCNGP2rMGLBIoxmRLOCrYAzalgQsx-w&amp;sig2=9qwKrQNw3l7Zu4TaPPz0Vg" target="_blank">destrutturato</a> secondo la ricetta di Maurizio Santin, contatemi tra le vittime del tiramisù. Ma è da &#8217;stamattina che continuo a svenire guardando questo &#8220;lavorato a Crema con torta &#8216;tipo&#8217; Barozzi&#8221; del mio <a title="frienfeed/Flavio Benassi" href="http://friendfeed.com/u2bear/5df86e6b/il-mascarpone-artigianale-del-caseificio-di" target="_blank">fotografo preferito per i prossimi 5 minuti</a>, Flavio Benassi. Modo migliore di compensare le frustrazioni affettive non l&#8217;ho trovato.</p>
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