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	<title>Dissapore &#187; rigatoni alla carbonara</title>
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		<title>Quando a fare la recensione del suo ristorante è il cuoco</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 10:54:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Arcangelo Dandini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><span style="font-size: 80%"><em>Finora il racconto è stato un privilegio del critico, ma cosa succede quando un cuoco recensisce il suo ristorante? Abbiamo chiesto ad Arcangelo Dandini di riferire i piatti cucinati per noi di Dissapore. Attenzione parliamo di &#8220;Arcangelo&#8221;, il <strong>migliore ristorante</strong></em></span>&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/mangiare-fuori/quando-a-fare-la-recensione-del-suo-ristorante-e-il-cuoco/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 80%"><em>Finora il racconto è stato un privilegio del critico, ma cosa succede quando un cuoco recensisce il suo ristorante? Abbiamo chiesto ad Arcangelo Dandini di riferire i piatti cucinati per noi di Dissapore. Attenzione parliamo di &#8220;Arcangelo&#8221;, il <strong>migliore ristorante di cucina romana del mondo</strong>.</em></span></p>
<p>Mettevi comodi e rilassati, volendo dirvi che l&#8217;infanzia ha formato lo stile della mia  cucina e il modo in cui faccio la spesa, devo necessariamente passare per un breve racconto. Che è anche il resoconto di una cena che ho servito a quattro gourmet della squadra di <em>Dissapore</em>, capitati nel mio ristorante una sera d&#8217;inverno (parafrasando Italo Calvino). Un racconto che inizia da <em>Fiumé</em>, il cui nome significa animelle, metafora del Tevere simbolo di Roma; dell&#8217;aringa  affumicata, patrimonio prezioso per chi doveva conservare il cibo attraverso l&#8217;affumicatura (fumé/fiumé, scontato francesismo); e del <em>buondì Motta</em>, proprio  lui, attraverso la forma dialettale&#8221; fiju me&#8217;&#8221;( figlio mio), legato alla  colazione e al richiamo di mamma Anna.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-15002" title="Fiumé, un piatto di Arcangelo Dandini" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/IMG_0589comp2.jpg" alt="Fiumé, un piatto di Arcangelo Dandini" width="450" height="307" /><br />
Le animelle di gola di vitello le ho cotte insieme a  un battuto di salvia e rosmarino e un leggero brodo di zafferano. Opulente  animelle che verranno braccate da elementi ostili, amari e aromatici ma che non  cederanno il passo mai, finendo per cedere solo al vostro  palato.</p>
<p>Vi racconto poi del <em>Viaggio d&#8217;inverno a Rocca  Priora</em>, nel quale alcuni  ingredienti legati al territorio come le ramolacce (sorta di broccoletto selvatico) verranno servite  a mo&#8217; di frittata. O del <em>Panunto</em>, micropanino con la <a title="Gustoblog" href="http://www.gustoblog.it/post/3307/la-stringata" target="_blank"> stringata di maiale nero di Bernardino Lombardo</a>; oppure di una stuzzicante insalata &#8220;primo sale&#8221; di pecora, abbinata a pere acciughe e agrodolce. Tornando al <em>Viaggio d&#8217;inverno</em>, per me è una pietanza essenziale, quasi un madeleine. Rievoca le gite a cavallo che durando giorni interi necessitavano  di cibi facilmente trasportabili o eseguibili all&#8217;aperto con l&#8217;immancabile padella di ferro. E&#8217; facile da preparare e senza fronzoli. Bastavano due uova, uno spicchio di pecorino primo sale, una  pera, il guanciale stagionato (oggi sostituito dalla stringata di cui sopra), il pane, una quantità infinitesimale di salsa agrodolce, e le ramolacce che  crescevano e crescono ancora spontanee intorno ai miei amati colli romani. Bastava coglierle e condirle con il grasso del guanciale.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-15004" title="La preparazione della Carbonara di Arcangelo Dandini" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/carbonara_1.jpg" alt="La preparazione della Carbonara di Arcangelo Dandini" width="450" height="450" /><br />
Siamo arrivati alla pasta, e il deja vu si fonde  con la realtà. Ossignore, è arrivato il momento di parlare della cottura. Allora, quando parlo di cottura  della pasta fuoriesce il maniaco che è in me: non accetto compromessi. Per me il dente non e&#8217; un&#8217;indice ma un&#8217;ossessione che rievoca vecchie diatribe familiari (soprattutto con mio padre Stefano). Le discussioni duravano ore, basate su domande del tipo: &#8220;In un piatto di pasta conta più il condimento o la cottura? Il nodo della questione è l&#8217;esecuzione, non a caso la risposta era invariabilmente: &#8220;l&#8217;esecuzione è il risultato&#8221;. Punto.</p>
<p>Ma il grano della pasta, cioè la quintessenza  del sapore, si avverte di più se cuociamo la pasta vicino &#8220;al chiodo&#8221; (dente tenace), ma facendo così, c&#8217;è il rischio che la mantecatura risulti approssimativa, poco equilibrata. Domande, domande, domande che volteggiano nelle  teste dei puristi. Nel tempo ho scoperto che a essere fissati per la cottura della pasta sono davvero in tanti.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-15006" title="Rigatoni di Verrigni alla Carbonara cucinati da Arcangelo Dandini" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/carbonara_3.jpg" alt="Rigatoni di Verrigni alla Carbonara cucinati da Arcangelo Dandini" width="460" height="345" /><br />
Il racconto continua con il piatto più controverso  della cucina italiana: la carbonara. Da me preparata con i rigatoni  <a title="Verrigni" href="http://www.verrigni.com/storia.php" target="_blank">di Verrigni</a>. La storia o meglio, l&#8217;analisi della storia, ci porta alle  antiche origini abruzzesi della &#8220;cacio e ova&#8221;. Ma oggi, a quella ricetta aggiungiamo il guanciale, così lo scenario storica cambia. Cari gastrofanatici, eccoci negli United States of America, ci siamo appena svegliati e Rachel Ray sta  preparando la prima colazione in cucina. A parte gli scherzi, io la   &#8220;cacioeova cor guanciale&#8221;, la preparo sgrassando il guanciale (che gli  americani scambiarono per la loro pancetta/bacon, in quanto il guanciale, come  l&#8217;aringa, si affumicava al dolce fumo dei camini), manteco le uova a freddo  senza albume, aggiungo  il pecorino, un&#8217;inezia di pepe tostato al  momento&#8230; e amen!</p>
<p>Ora mi fermo un secondo e riprendo fiato perché nella famosa sera d&#8217;inverno il  ritmo di lavoro nel mio ristorante è aumentato, sono sull&#8217;uscio della cucina e decido: Rigatoni  di Verrigni alla Matriciana (scritto cosi, con la m). Simbolo della  cucina pastorale, urbanizzato per merito di un cuoco di Amatrice, anche questo  piatto prende spunto, anzi nasce, da una pietanza chiamata &#8220;cacio e unto&#8221; (aridaije cor pecorino). A Roma nella prima meta&#8217; dell&#8217;ottocento vennero  aggiunti il pomodoro e il peperoncino, cioe&#8217; tre, dico 3, sapori, cambiando in  maniera radicale l&#8217;impianto organolettico del piatto.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-15009" title="Il menù del ristorante Arcangelo di Roma" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/IMG_6893ok.jpg" alt="Il menù del ristorante Arcangelo di Roma" width="460" height="495" /><br />
Io preparo la matriciana sempre con l&#8217;adorata sauté di ferro (ritorna la padella), peggior conduttore di  calore a memoria d&#8217;uomo, che al solo contatto con il guanciale lo irretisce e lo  brunisce rendendolo croccante, non molle e incosistente (in questo caso il segreto è il  taglio, ma stavolta <em>nun me la canto</em>). Niente cipolla né tantomeno vino: francescana, asciutta, rigorosa nella sua semplicità, con quel  pizzico di peperoncino per dare vitalità alla dolcezza del pomodoro e  far risaltare la sapidità del pecorino. Siamo arrivati quasi alla fine, dico quasi perché il piatto che sto per raccontarvi  parla dei giorni nostri e dell&#8217;incontro con il &#8220;Michelangelo dei pizzaioli romani&#8221;, Gabriele Bonci. Massimo esperto di lievitazione e cuoco  dalle intuizioni geniali, talvolta vicino al parossismo sperimentale,  ma che davanti all&#8217; aglio rosso si commuove e inizia a balbettare.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-15008" title="Spaghettoni Benedetto Cavalieri all’aglio rosso e parmigiano stravecchio (dedicati a Gabriele Bonci da Arcangelo Dandini)" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/spaghettoni_31.jpg" alt="Spaghettoni Benedetto Cavalieri all’aglio rosso e parmigiano stravecchio (dedicati a Gabriele Bonci da Arcangelo Dandini)" width="460" height="344" /><br />
Ecco, Gabriele è la sintesi tra avanguardia e radici della tradizione. Il piatto che gli ho dedicato è: <em>Spaghettoni di  <a title="Il giornale del cibo" href="http://www.ilgiornaledelcibo.it/tra-frigo-e-dispensa/prodotto.asp?scheda=La+Pasta+Di+Benedetto+Cavaleri&amp;id=240" target="_blank">Benedetto Cavalieri</a>, aglio rosso, parmigiano stravecchio e mosto cotto.</em> Nel quale, gli  spaghetti con il grano di Maglie facilitano la passerella degli altri ingredienti, tutti così nervosi e a tratti esuberanti. La pasta con la cifra del  suo grano, leggasi dolcezza, assume il ruolo di arbitro imparziale tra gli  elementi aromatici, piccanti e sapidi. Come in un molle cuscino dove riposare, gli ingredienti si adagiano e  dormono cullati dal sapore.</p>
<p>Avrei  concluso, rimane il  dessert. L&#8217;<em>Anabasi</em>, sotto forma di torcione di fegato d&#8217;oca e biscotti Plasmon, è una vera regressione all&#8217;età infantile. Ricordi che puntano dritti all&#8217;apice  gustativo, il fegato d&#8217;oca, summa del delirio organolettico e  spiegazione del viaggio, dell&#8217;<em>Anabasi</em>. Sono partito dai biscotti plasmon per approdare al  fegato grasso. E così, cari gourmet, ho concluso. Arcangelo Dandini, Oste in Roma.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-15010" title="I supplì di riso extramenù preparati da Arcangelo Dandini" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/suppli_21.jpg" alt="I supplì di riso extramenù preparati da Arcangelo Dandini" width="460" height="603" /><br />
Immagini di Marco Salzotto e Francesco Arena (<a title="Scatti di gusto" href="http://www.scattidigusto.it/2010/01/14/rigatoni-spaghettoni-e-trippa-alla-maniera-dellarcangelo/" target="_blank">Scatti di Gusto</a>).</p>
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		<title>I 5 piatti di pasta migliori di Roma</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 08:11:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Bernardi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>1 -<em> Tonnarelli cacio e pepe &#124; <a title="Felice al Testaccio" href="http://www.feliceatestaccio.com/" target="_blank">Felice al Testaccio</a></em><em> , via Mastro Giorgio, 29. Tel. 06 574 6800</em>. <span>«Felice è un uomo onesto, bravo e giusto/ e quando morirà / ci sarà in Paradiso</span>&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/cucina/i-5-piatti-di-pasta-migliori-di-roma/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>1 -<em> Tonnarelli cacio e pepe | <a title="Felice al Testaccio" href="http://www.feliceatestaccio.com/" target="_blank">Felice al Testaccio</a></em><em> , via Mastro Giorgio, 29. Tel. 06 574 6800</em>. <span>«Felice è un uomo onesto, bravo e giusto/ e quando morirà / ci sarà in Paradiso un gran trambusto/ Pure gli angeli perderan la brocca/ Cristo lo accoglierà con grande gusto/ Lo abbraccerà con l’acquolina in bocca/ e gli dirà, in mezzo a quel presepe/ “E vai Felì, facce ‘na cacio e pepe!». Roberto Benigni.<br />
</span></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-11368" title="I tonnarelli cacio e pepe di Felice al Testaccio" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/tonnarelli-cacioepepe-felice.JPG" alt="I tonnarelli cacio e pepe di Felice al Testaccio" width="500" height="300" /></p>
<p style="text-align: left;">2 &#8211; <em>Rigatoni alla carbonara | <a title="Quinto Quarto" href="http://www.ilquintoquarto.it/" target="_blank">Quinto Quarto</a>, Via della Farnesina, 13. Tel. 06 333 8768</em>. Spaghetti o rigatoni, alla bisogna. Senza olio. Anche per questo la carbonara è la migliore di Roma (se fossi Filippo Santarelli lo scriverei nell&#8217;insegna della trattoria). Mantecatura con l&#8217;acqua di cottura della pasta: <em>priceless</em>. <a title="Michele Marziani" href="http://www.michelemarziani.org/appuntidiviaggio/articolo.asp?articolo=227" target="_blank">Per saperne di più</a>.</p>
<p style="text-align: left;"><img class="aligncenter size-full wp-image-11371" title="I rigatoni alla Carbonara del ristorante Quinto Quarto di Roma " src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/705369210_88bb24a38c.jpg" alt="I rigatoni alla Carbonara del ristorante Quinto Quarto di Roma " width="500" height="371" /></p>
<p style="text-align: left;">3 &#8211; <em>Bucatini all&#8217;amatriciana | <a title="Il Convivio Troiani" href="http://www.ilconviviotroiani.com/ita/index.html" target="_blank">Il Convivio Troiani</a>, vicolo dei Soldati, 28. Tel. 06 688 05950</em>. L&#8217;ultima volta che sono uscito dal ristorante volevo percuotermi. Ridicolmente costoso. Non l&#8217;ho fatto per una questione di decenza e perché ho mangiato la matriciana della vita. Che è troppo breve per non averne due, l&#8217;altra è de <em>L&#8217;Arcangelo di via GG Belli 59/61</em>.  Fatta con gli spaghetti Cavalieri e il guanciale di Tolfa.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-11372" title="Bucatini all'amatriciana del ristorante Convivio di Roma" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/Schermata-2009-11-16-a-21.54.43.png" alt="Spaghetti all'amatriciana del ristorante Convivio di Roma" width="497" height="332" /></p>
<p style="text-align: left;">4 &#8211; <em>Tortello al rosso d&#8217;uovo con scaglie di tartufo | Trattoria Monti, via di San Vito 13/a. Tel. 06 446 6573</em>. La prima volta che mi sono trovato davanti questo oggetto i miei ormoni facevano festa. Un raviolone con il rosso d&#8217;uovo incastonato nella sfoglia, nascosto da una vigorosa grattata di tartufo nero. Si discute sull&#8217;origine del piatto. Marchigiano come <span style="text-decoration: line-through;">Agata e Romeo</span> Franca Camerucci, proprietaria della trattoria? <a title="Forchettine" href="http://forchettine.blogspot.com/2009/09/trattoria-monti-roma.html" target="_blank">Per saperne di più</a>.</p>
<p style="text-align: left;"><img class="aligncenter size-full wp-image-11373" title="Tortello al rosso d'uovo con scaglie di tartufo della Trattoria Monti di Roma" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/trattoria-monti.png" alt="Tortello al rosso d'uovo con scaglie di tartufo della Trattoria Monti di Roma" width="499" height="374" /></p>
<p style="text-align: left;">5 &#8211; <em>Strozzapreti lardo e pecorino | <a title="Trattoria da Danilo" href="http://www.trattoriadadanilo.it/index.html" target="_blank">Trattoria da Danilo</a>, via Petrarca 13. Tel. 06 772 00111</em>. L&#8217;inverno senza gli strozzapreti al lardo di Colonnata con pecorino di fossa dell&#8217;ex odontotecnico Danilo Valente, è una cosa da morire. Non fatevi idee sbagliate se dico che è un piatto per palati robusti, tutto sommato la cucina di Danilo e sua madre Lina non è nemmeno pesante. <a title="Puntarella rossa" href="http://puntarellarossa.blogspot.com/2009/04/da-danilo-via-petrarca-13-merulana.html" target="_blank">Per saperne di più</a>.</p>
<p style="text-align: left;"><img class="aligncenter size-full wp-image-11374" title="Strozzapreti lardo e pecorino della trattoria Da Danilo di Roma" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/3402300006_147af884f5.jpg" alt="Strozzapreti lardo e pecorino della trattoria Da Danilo di Roma" width="500" height="333" /></p>
<p style="text-align: left;">Immagini: Flickr/Motocchio/Wyninang/The Cooking Photographer/Dobsohn. Ispirazione: <a title="Senza panna" href="http://senzapanna.blogspot.com/2009/11/5-carbonare-5-roma-e-dintorni.html" target="_blank">Senza panna</a>.</p>
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