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	<title>Dissapore &#187; risotto</title>
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		<title>8 mini ricette per un radicale riciclo degli avanzi di Natale</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Dec 2011 08:56:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa Ceccuzzi</dc:creator>
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<p>Gli avanzi sono &#8220;la parte migliore del Natale&#8221;, dicono tutti. Eppure oggi, intorpidita dalla non stop mangereccia delle ultime ore, non è che guardare gli scampoli di cappelletti o i resti della carne mi esalti. Ad ogni modo. L&#8217;idea&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/cucina/8-mini-ricette-per-un-radicale-riciclo-degli-avanzi-di-natale/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-45427" title="Cucinare con gli avanzi di Natale" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/6538448859_16b3ce5b09_o.jpg" alt="" width="620" height="184" /></p>
<p>Gli avanzi sono &#8220;la parte migliore del Natale&#8221;, dicono tutti. Eppure oggi, intorpidita dalla non stop mangereccia delle ultime ore, non è che guardare gli scampoli di cappelletti o i resti della carne mi esalti. Ad ogni modo. L&#8217;idea di avere in casa chissà ancora per quanto ritagli d&#8217;arrosto e segmenti di bollito, panettoni sbrindellati e torroni frammentati riesce a smuovermi. Quindi niente paura, ci penseranno queste otto (8!) miniricette, tra l&#8217;altro molto personalizzabili, a stimolare il nostro appetito stanco.</p>
<h2 style="text-align: center;">Panettone</h2>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-45428" title="Risotto al panettone" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/risotto-al-panettone.jpg" alt="" width="608" height="403" /></p>
<p><em>1. Risotto al panettone</em>.<br />
L&#8217;abito non fa il monaco&#8230; e tutte le altre storie, sapete no? Mai  fermarsi alle apparenze, il riso dolce ha una lunga tradizione che è il  momento di riproporre.</p>
<p>Ingredienti: 150 gr di riso vialone nano o carnaroli, 25 gr di burro di ottima qualità, 100 gr di parmigiano grattato fresco, 1 libro di brodo vegetale, 1 fetta di panettone da 80 gr, ½ cipolla, olio extra vergine, sale.</p>
<p>Preparazione. Tagliare finemente la cipolla e farla stufare  fino a che non  diventerà trasparente, aggiungere il riso e tostarlo fino a che non  diventa trasparente, poi aggiungere gradualmente il brodo appena il riso inizia ad asciugarsi. Tagliare il panettone a dadini piccolini, aggiungerlo solo alla fine insieme al parmigiano e al burro per la mantecatura. Servire subito con altro parmigiano sopra.</p>
<p><em>2. Turbanti al panettone e reblochon</em>.<br />
Anche il combo formaggi-pani tostati e semidolci non è una novità. Allora perché non usare il più superspeciale di tutti i pani per far risaltare un formaggio che amate appena  riscaldato?</p>
<p>Ingredienti. 4 Fette di panettone spesse 1 cm, 100 gr di reblochon o formaggio simile, composta di arance amare o kumquat.</p>
<p>Preparazione. Disporre le fette di panettone tra due fogli di carta forno e con un  mattarello appiattirle per renderle sottili. Passare le fette in forno  per 5 minuti a 180° in modo che si tostino leggermente. Quando le fette  sono ancora calde avvolgerle intorno ad un bicchiere e legarle subito  con l’erba cipollina in modo che mantengano la forma. Nel frattempo tagliare dei dischi di panettone da mettere come base ai  turbanti e comporre il piatto inserendo dadini di reblochon dentro  il turbante, passare 2 minuti in forno e servire con poca composta di  arance.</p>
<h2 style="text-align: center;">Torrone</h2>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-45429" title="Semifreddo al torrone" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/semifreddo-al-torrone-come-oggetto-avanzato-1.jpg" alt="" width="608" height="403" /></p>
<p><em>3. Semifreddo al torrone</em>. Nel menu del prossimo invito a cena farà un figurone, oppure se il freddo è un deterrente, potete conservarlo in frigo fino ai primi caldi,  quando diventerà un irresistibile dessert.</p>
<p>Ingredienti. 200 gr di torrone bianco, 200 ml di panna fresca, 2 uova, 1 cucchiaio di zucchero, cioccolato e polvere al pistacchio per la decorazione.</p>
<p>Preparazione. Ridurre il torrone in briciole sottili usando un frullatore potente. Montare la panna, montare gli albumi a neve ferma e sbattere vigorosamente i tuorli con lo zucchero. Incorporare con delicatezza la panna alle briciole di torrone, ai tuorli e agli albumi, traferire il composto in stampini (o bicchierini da caffè in plastica da caffè), lasciare una notte nel congelatore. Servire decorando con cioccolato fuso e pistacchio.</p>
<p><em>4. Panna al torroncino</em>. Insolita variazione sul tema della panna montata per addolcire macedonie o farcire muffin e torte.</p>
<p>Ingredienti. 150 gr di cioccolato bianco, 100 ml di panna fresca, 50 gr di torrone bianco.</p>
<p>Preparazione. Tritare il torrone molto finemente. Sciogliere il cioccolato bianco, aggiungerlo alla panna liquida e alla polvere di torrone. Lasciar riposare in frigo almeno un ora, all’occorrenza tirar fuori la crema montarla con le fruste e servire per accompagnare un dessert o della frutta. Provatela anche sul panettone avanzato!</p>
<h2 style="text-align: center;">Carne</h2>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-45430" title="Carne in pasta fillo" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/6538509777_0bb88d79c2_z.jpg" alt="" width="608" height="424" /></p>
<p><em>5. Carne in pasta fillo</em>. Pollo, tacchino o anche arista, la classica carne del pranzo di Natale può servire per farcire orientaleggianti triangoli di pasta fillo.</p>
<p>Ingredienti. 200 gr di pollo tacchino o carne avanzata dal pranzo di Natale, 100 ml di brodo o latte di cocco se lo avete, 1 rotolo di pasta fillo, yogurt greco per accompagnare, curry, olio ev, sale, pepe.</p>
<p>Preparazione. Tagliare la carne a pezzettini e scaldarla in padella con olio, poco brodo o latte di cocco, quando avrà formato una crema aggiungere il curry e aggiustare di sale. Nel frattempo, stendere la pasta fillo e inserire dentro il ripieno realizzando i triangoli, <a title="YouTube" href="http://www.youtube.com/watch?v=LmADTbRgq30" target="_blank">in questo modo</a>. A voi la scelta se friggere i triangoli oppure passarli in forno per una decina di minuti. Accompagnare con yogurt greco condito con sale e pepe. In caso siano avanzate le patate al forno, mettere anche quelle nel ripieno.</p>
<p><em>6. Piccola torta Mussaka</em>.<br />
Una classica mussaka con gli avanzi di carne che, non vi sembri un delitto, prendono il posto del macinato. La mussaka è un piatto ricco, la nostra versione espressa non sarà quella di Tessa Kiros ma ce ne faremo una ragione.</p>
<p>Ingredienti. 400 gr di carne avanzata, 750 ml di polpa di pomodoro (o anche ragù avanzato), 200 gr di besciamella, patate al forno avanzate e (volendo) melanzane, parmigiano, cipolla, olio ev, sale.</p>
<p>Preparazione. Tagliare la cane a pezzettini e passarla in padella con sugo e cipolla tritata finemente, quando il pomodoro si sarà ristretto distribuire la carne sul fondo delle cocotte. Scaldare le patate e se le avete aggiungere le melanzane. Riempire le cocotte con uno strato di patate e parmigiano e finire con la besciamella. Infornare per 20 minuti, spolverando con altro parmigiano la superficie.</p>
<h2 style="text-align: center;">Cappelletti</h2>
<p><em>7. Timballo di cappelletti</em>.<br />
Problemone: sono avanzati i cappelletti superartigianali pagati un occhio o fatti pazientemente a mano dall&#8217;eroica nonna insieme al brodo di cappone. Mosta astuta: ficcarli dentro piccoli timballi per riproporli con nonchalance tra qualche tempo.</p>
<p>Ingredienti. Cappelletti avanzati (per due cocotte), 2 fette di provola, 4 fette di speck, poca besciamella (facoltativa), timo, aceto balsamico.</p>
<p>Preparazione. Ungere dei pirottini, disporre le fette di speck a foderarlo. Riempire le terrine con provola, timo e i cappelletti, chiudere con della besciamella o con un&#8217;altra fetta di provola, ripiegando anche lo speck verso l’interno. Passare in forno caldo 10 minuti, quindi sformare e servire con un goccio di aceto balsamico e spezie per guarnire.</p>
<p><em>8. Spiedini di cappelletti in tempura</em>.<br />
Sfacciatamente fashion altrimenti non li vogliamo. Pertanto: mr. cappelletto m’hai provocato e io ti infilzo nel più iconico degli spiedini, ti passo nella pastella e aggiungo pure la salsa di soia. Tiè.</p>
<p>Ingredienti. 4 cappelletti per spiedino, 2 cucchiai di farina 00, 1 cucchiaio di farina di riso, 1 cucchiaio di semola rimacinata, acqua frizzante ghiacciata qb, sale, olio per friggere, salsa di soia.</p>
<p>Preparazione. Realizzare la tempura con le tre farine mescolate, aggiungere l’acqua fredda quanto basta perché la patina di pastella avvolga il cucchiaio colando lentamente. Infilzare i tortellini nello spiedino e passare nella pastella, velocemente trasferire nell’olio caldo, cuocere da ambo i lati fino a che non è dorato. Scolare su carta assorbente, servire con salsa di soia.</p>
<p>Fin qui le mie 8 miniricette. <strong>Pensate che abbia lasciato fuori qualche idea fondamentale?</strong> Scrivetela nei commenti, aiutatemi a costruire un piccolo archivio del riciclo smart degli avanzi di Natale.</p>
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		<title>Pranzo della Domenica &#124; Il Risotto</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Jan 2010 06:00:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Caffarri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/risotto-agli-asparagi.jpg"></a></p>
<p>Ho scoperto come si faceva il risotto poco prima di prendere la patente. Da noi in camapagna c&#8217;era la minestra con il riso, di solito verdure, più raramente pezzi di carne. Mia madre &#8211; che mi guarderà storto ancor&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/cucina/il-pranzo-della-domenica-il-risotto/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/risotto-agli-asparagi.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-15034" title="risotto agli asparagi" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/risotto-agli-asparagi.jpg" alt="risotto agli asparagi" width="500" height="422" /></a></p>
<p>Ho scoperto come si faceva il risotto poco prima di prendere la patente. Da noi in camapagna c&#8217;era la minestra con il riso, di solito verdure, più raramente pezzi di carne. Mia madre &#8211; che mi guarderà storto ancor oggi dalle verdi praterie &#8211; usava una tecnica da trattato di criminologia: brodo caldo, due cucchiaiate di ragù di quello fatto per la settimana e conservato nel parlettino in <em>frigor</em>, e dentro il riso al bollore. C&#8217;è voluta la maggiore età per rendermi conto che il riso non cresceva dentro i sacchetti verdi della Riseria Rolo, e che <em>Superfino Arborio</em> non era un vendicatore in calzamaglia in lotta contro la peronospera.</p>
<p>Oggi il risotto è oggetto di discussioni tra azzimati agenti di cambio e energici promotori finanziari, tra dottori commercialisti in pausa e notai alla naftalina in piedi davanti al caffè. Pochi i punti universalmente riconosciuti, molte le divaricazioni che le culture locali hanno apportato ai procedimenti. Sono anche molto interessanti gli esperimenti agronomici che hanno portato il riso in Maremma e in Sardegna, con risultati volonterosi e spesso accattivanti. Ecco il <em>busillis</em>.</p>
<ol>
<li><em>Soffritto</em>: pareva scritto nelle tavole della legge, ma oggi qualcuno sta provando ad asciugare lo start-up del risotto, obliterando il classico trito fine di cipolla.</li>
<li><em>Tostatura</em>: un altro caposaldo che solo la cavillosità dei moderni <em>gurmè </em>sta mettendo in dubbio, grazie anche ai risi invecchiati (Acquerello, De Tacchi).</li>
<li><em>Sfumatura</em>: già l&#8217;uso del vino bianco per mitigare la tostatura è discusso. Chi dice che il riso non deve mai smettere di cuocere, chi sostiene che l&#8217;acido e zuccherino rende più rotondo il gusto degli amidi</li>
<li><em>Liquido</em>: per tutti il brodo, di manzo o di gallina. La scuola marchesiana opta per la sola acqua salata, per esaltare allo spasimo gli ingredienti</li>
<li><em>Dado</em>: vade retro</li>
<li><em>Cottura</em>: ci sono sempre le due vecchie scuole mai superate, tutto subito senza rimescolare se non con delicatezza, o rabbocco continuo di piccole quantità di liquido bollente per tirare bene.</li>
<li><em>Dente</em>: dente va al dente, ma c&#8217;è chi lo ama letteramente croccante. Spesso una scorciatoia per evitare il rischio della cottura sul filo del rasoio, più rischiosa.</li>
<li><em>Mantecatura</em>: burro e formaggi i più varii, fuori dal fuoco, ma anche qui si insinua una nuova leva che lo vuole al netto della mantecatura,<em> tel quel</em>.</li>
<li><em>Acrobazie</em>: nel giuoco delle temperature ecco gli ammalianti esperimenti con le ostriche crude, o con i gelati: provare quello di rape rosse o di gorgonzola, per sognare sulle onde della creatività di Bottura o di Bartolini.</li>
<li><em>Varietà</em>: Intramontabili il Vialone Nano e il Carnaroli. Qualcuno caldeggia anche il più raro S.Andrea che però fin troppo ricco di amidi.</li>
</ol>
<p>Il risotto è una preparazione particolarmente amabile per l&#8217;ampiezza degli orizzonti che offre al cuciniere, e per la relativa facilità con cui si ottengono risultati discretamente soddisfacenti. Altra cosa è l&#8217;eccellenza iperurania dei Risotti della Vita, come quello con il <em>fuagrà </em>e foglie di carciofo di Davide Scabin del <a href="http://www.combal.org/index.htm">Combal Zero</a> e quello con la zucca e perline di Picolit di Massimo Bottura all &#8216;<a href="http://www.osteriafrancescana.it/">Osteria Francescana.</a></p>
<p><em>Immagine: risotto asparagi e garganega, occhipiuverdi/flickr</em></p>
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		<title>Da quando abbiamo deciso che mangiare topi è una cosa normale</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Dec 2009 17:17:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>leo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Gino D&#8217;Acampo (no, non lo conosco nemmeno io). Di fronte alla possibilità di migliorare (?) il suo risotto, se n&#8217;è <em>impipato</em> alla grande degli argomenti culturali e religiosi che sconsigliano di <strong>mangiare topi</strong>. Chissenefrega se i Ghanesi lo amano, i&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/primo-piano/da-quando-abbiamo-deciso-che-mangiare-topi-e-una-cosa-normale/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-12497" title="Il cuoco di Torre del Greco Gino D'Acampo " src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/SNN0811TH-280_944097a.jpg" alt="Il cuoco di Torre del Greco Gino D'Acampo " width="280" height="390" />Gino D&#8217;Acampo (no, non lo conosco nemmeno io). Di fronte alla possibilità di migliorare (?) il suo risotto, se n&#8217;è <em>impipato</em> alla grande degli argomenti culturali e religiosi che sconsigliano di <strong>mangiare topi</strong>. Chissenefrega se i Ghanesi lo amano, i cinesi lo fanno saltare in padella, ebrei e musulmani lo proibiscono, e la maggior parte del mondo occidentale è troppo schizzinoso anche solo per pensarci. Lui, <a title="Gino D'Acampo" href="http://www.ginodacampo.com/" target="_blank">Gino D&#8217;Acampo</a>, cuochetto di Torre del Greco, per gli inglesi una delle tante celebrità-decerebrate, l&#8217;ha messo nel risotto. Siccome <a title="La Stampa" href="http://news.google.it/news/url?sa=t&amp;ct2=it%2F0_0_s_0_0_t&amp;usg=AFQjCNFoeCIXLhJhVAkv-DctjKKWRkbNlg&amp;sig2=fNbvO35mIGk4KBuZsy17xw&amp;cid=1326691135&amp;ei=xyUhS7iOA5Sn_gan86atAw&amp;rt=SEARCH&amp;vm=STANDARD&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.lastampa.it%2Fredazione%2FcmsSezioni%2Fspettacoli%2F200912articoli%2F50190girata.asp" target="_blank">è capitato</a> nell&#8217;ultima puntata di un reality (<em>I&#8217;m a Celebrity&#8230; Get me out of Here!</em>, versione britannica dell&#8217;Isola dei Famosi) per un po&#8217; nessuno ci ha creduto veramente. Sapete&#8230; un reality. Ma ora si sono messi in mezzo gli animalisti denunciando lo chef italiano che a febbraio dovrà rispondere di <strong>crudeltà verso gli animali</strong> in un tribunale australiano. Perché in Australia, dove era ambientato lo show, <span id="result_box"><span style="background-color: #ffffff;" title="Killing and eating invertebrates is understood to be acceptable to the authorities in Australia, sources close to the show said; killing and eating animals that have not been bred for food is not acceptable.">uccidere e mangiare invertebrati è permesso, ma uccidere e mangiare animali non destinati alla bisogna è un reato. </span></span></p>
<p><span id="result_box"><span style="background-color: #ffffff;" title="“I saw one of these rats running around.">&#8220;Avevo un coltello, ho visto il topo, </span><span style="background-color: #ffffff;" title="I got a knife, I got its throat, I picked it up.” He skinned it, showed it to his colleagues and then cooked it.">l&#8217;ho preso, scuoiato, e cucinato, risotto al topo, la ricetta migliore che abbia mai cucinato&#8221;.</span></span></p>
<p><span><span style="background-color: #ffffff;" title="I got a knife, I got its throat, I picked it up.” He skinned it, showed it to his colleagues and then cooked it.">Di tutte le domande che uno si fa leggendo questa storia, e ce ne sono molte: se mangiare animali sia etico, se </span></span><span id="result_box"><span style="background-color: #ffffff;" title="Is it really worse to eat a rat than a pig or a chicken or sewage-scoffing seafood?">sia peggio mangiare un topo o un maiale o un pollo o dei frutti di mari tossici, se una qualsivoglia petizione può cancellare definitivamente i reality dalla tivù, ce n&#8217;è una che non fa nessuno, ma che tutti state pensando senza dirlo dall&#8217;inizio di questo post. E allora la faccio io.<br />
</span></span></p>
<p>Ma a voi l&#8217;idea di mangiare un topo non fa maledettamente schifo?</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="510" height="290" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/YwrHviv0rc0&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="510" height="290" src="http://www.youtube.com/v/YwrHviv0rc0&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>5 alle 8. strilli quotidiani</title>
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		<pubDate>Tue, 19 May 2009 05:55:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Bernardi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Stefano Bonilli]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><strong>1.</strong> Burrata &#38; The City &#124; &#8220;It&#8217;s the star of appetizer&#8221; [<a title="New York Post" href="http://www.nypost.com/seven/05172009/entertainment/food/glam_and_cheese_169632.htm" target="_blank">Shivani Vora</a>/New York Post]<br />
<strong>2.</strong> Slow Food, largo ai giovani: <a title="WebWineFood" href="http://webwinefood.corriere.it/2009/05/pace_tra_bonilli_e_petrini.html" target="_blank">arriva</a> Stefano Bonilli. Niente guide per il fondatore del Gambero&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/primo-piano/5-alle-8-strilli-quotidiani-10/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>1.</strong> Burrata &amp; The City | &#8220;It&#8217;s the star of appetizer&#8221; [<a title="New York Post" href="http://www.nypost.com/seven/05172009/entertainment/food/glam_and_cheese_169632.htm" target="_blank">Shivani Vora</a>/New York Post]<br />
<strong>2.</strong> Slow Food, largo ai giovani: <a title="WebWineFood" href="http://webwinefood.corriere.it/2009/05/pace_tra_bonilli_e_petrini.html" target="_blank">arriva</a> Stefano Bonilli. Niente guide per il fondatore del Gambero Rosso, probabile un libro. [Francesco Arrigoni, Web Wine Food]<br />
<strong>3.</strong> La specializzazione paga. Assaggereste il formaggio da latte umano? [<a title="Why Travel To France" href="http://www.whytraveltofrance.com/2007/06/09/human-breast-milk-cheese-made-in-france/" target="_blank">Why Travel to France</a>]<br />
<strong>4.</strong> Giallo Milano 2009 | Il migliore risotto alla milanese è quello di Ulmet, storico ristorante di via Disciplini [<a title="Tommaso Farina" href="http://www.tommasofarina.com/2009/inedicola/1164/ulmet-larcimilanese-sbanca-giallo-milano" target="_blank">Tommaso Farina</a>/Un diario di gusto e piacere]<br />
<strong>5.</strong> Ancora Milano, <em>best of</em> delle gelaterie: <span class="postbody">Mi Sciolgo di via Varchi, </span><span class="postbody">Chocolat di via Boccaccio, Choco Cult di piazza Wagner, </span><span class="postbody">Aloha, di via Vallazze&#8230; [<a title="Il Mangione" href="http://www.ilmangione.it/forum/viewtopic.php?t=9514&amp;sid=9954e9e7b6aecc6e393f4f45645295f9" target="_blank">Il Mangione</a>]</span></p>
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