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	<title>Dissapore &#187; Roma</title>
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		<title>Nuove forme di evasione fiscale: diciamo ciao al &#8220;PreConto&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 06:48:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Bernardi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p style="text-align: center;"></p>
<p>La vicenda del &#8220;<strong>PreConto</strong>&#8221; servito a un cliente del ristorante Angelina di Testaccio, a Roma, è un&#8217;incredibile, banale, trita infilata di clichés, un&#8217;espressione  del peggior &#8220;i ristoratori sono tutti evasori&#8221;-pensiero. Un neointollerante dello scontrino mancato che analizzasse&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/primo-piano/nuove-forme-di-evasione-fiscale-diciamo-ciao-al-preconto/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-46956 aligncenter" title="Ricevuta non fiscale" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/Ricevuta-non-fiscale.jpg" alt="" width="620" height="388" /></p>
<p>La vicenda del &#8220;<strong>PreConto</strong>&#8221; servito a un cliente del ristorante Angelina di Testaccio, a Roma, è un&#8217;incredibile, banale, trita infilata di clichés, un&#8217;espressione  del peggior &#8220;i ristoratori sono tutti evasori&#8221;-pensiero. Un neointollerante dello scontrino mancato che analizzasse il caso concluderebbe  soddisfatto che &#8211; stringi stringi &#8211; i gestori di bar e ristoranti sono istintivamente evasori. Non è così, ovviamente, i più sono seri e rigorosi.</p>
<p>Ma torniamo a Testaccio. La scena è quella che uno studioso di guide gastronomiche o recensioni di TripAdvisor conosce a menadito. Il bel ristorante, i tavoli pieni, il personale solerte, l&#8217;inevitabile: &#8220;c&#8217;è da aspettare un quarto d&#8217;ora&#8221;. Poi finalmente il tavolo e la cena. Dopodiché, tra sazietà da guanciale e riflessi che la bottiglia di Cesanese offusca piacevolmente, le difese si abbassano. Una battuta, un sorriso e <em>volemose bene</em>, in fondo per buona parte delle nostre vite abbiamo seriamente cercato di non essere str**zi.</p>
<p>Così, l&#8217;interpretazione che i ristoratori danno della ricevuta fiscale diventa elastica. Alla domanda: &#8220;scusi mi porta il conto?&#8221;, segue <a title="Puntarella Rossa" href="http://www.puntarellarossa.it/2012/01/31/il-preconto-di-angelina-a-testaccio/" target="_blank">presentazione di un biglietto di carta</a>. Del tutto simile a quello che dovrebbe se non fosse per la curiosa espressione: &#8220;PreConto&#8221;. Del tipo: il cliente che va ora, lo stanaevasori, vuole il pezzo di carta? Io glielo do. Ma è un &#8220;PreConto&#8221;, un vero <em>pezzo di carta</em> senza valore fiscale. Fatta la legge trovato l&#8217;inganno.</p>
<p>Qualcuno si arrabbia, e per spiegare come sia possibile essere tanto impuniti <a title="Il Fatto Quotidiano" href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/20/scontrino-party/185212/" target="_blank">scomoda la legge</a>.</p>
<blockquote><p>&#8220;Per dire: la sospensione della licenza, per un  minimo di tre giorni,  scatta solo dopo tre mancate emissioni di  scontrini o di ricevute  nell’arco di cinque anni. Tre controlli della  Guardia di Finanza allo  stesso ristorante sono un’enormità,  viste le forze in campo&#8221;.</p></blockquote>
<p>Ma io penso ancora al &#8220;PreConto&#8221;. E mi viene in mente Totò. <strong>Chissà se vi è mai capitato</strong>, dico il &#8220;PreConto&#8221; non Totò.</p>
<p>[Crediti | <em>Link: Puntarella Rossa, Il Fatto Quotidiano, immagine: Puntarella Rossa</em>]</p>
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		<title>Festeggiamo l&#8217;anno del Drago con la top five dei piatti cinesi</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 14:10:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenza Fumelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
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<p>Al quinto posto ci metto gli involtini primavera. Sì lo so, molti di voi li posizionerebbero più in alto nella classifica, io però con la verza (o cavolo cinese) ho avuto sempre un rapporto conflittuale. Al quarto il gelato&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/primo-piano/festeggiamo-lanno-del-drago-con-la-top-five-dei-piatti-cinesi/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-46610" title="Noodle cinesi" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/DSC_0764.jpg" alt="" width="620" height="416" /></p>
<p>Al quinto posto ci metto gli involtini primavera. Sì lo so, molti di voi li posizionerebbero più in alto nella classifica, io però con la verza (o cavolo cinese) ho avuto sempre un rapporto conflittuale. Al quarto il gelato fritto. Al terzo i ravioli al vapore di carne, ne mangerei come non ci fosse un domani. Il secondo posto spetta al maiale croccante e il primo, senza tentennamenti, agli straordinari spaghetti fritti. I più intuitivi di voi avranno già capito, <strong>oggi è il Capodanno cinese</strong> e in onore dell&#8217;altra metà del mondo, questa è la top five dei cino-piatti preferiti.</p>
<p>La mia conoscenza della gastronomia orientale è praticamente ferma alla terza media, anno nel quale la mia compagna di classe, Emanuela, organizzò un pranzo speciale per il suo compleanno. Con 15.000£ mangiammo fino a scoppiare, emozionate per la prima uscita<em> parents  free</em>, divertiti dal centro tavola roteante e intimoriti dalla vigorosa signora dagli occhi a mandorla e l&#8217;accento buffo. Da allora ho continuato a frequentare ristoranti cinesi, di tanto in tanto. Mi confortava l’idea che ovunque mi trovassi potevo ordinare più o meno gli stessi piatti che avevano più o meno lo stesso sapore.</p>
<p>Una svolta che mi tratterrei dal definire definitiva è avvenuta quando, con le colleghe di lavoro, siamo capitate al <a title="Green T" href="http://www.green-tea.it/green-it.php" target="_blank">Green T</a> (via Piè di Marmo 28), noto ristorante romano dove si mangia cucina cinese di alto livello. Pietanze complesse, ben presentate e materie prime ricercate. Solo che dalle 15.000£ a 50€ il passo è stato breve.</p>
<p>Ad ampliare la mia conoscenza di pietanze e cultura cinese ci ha pensato la deliziosa famiglia di Shanghai presso la quale ho prestato servizio per circa un anno come barman al cocktail bar Caffè San Lorenzo di Roma. Proprio in occasione di un Capodanno cinese, correva l’anno della Tigre, organizzammo un pranzo dello staff tra noi caucasici e loro orientali. Oltre all&#8217;ottima anatra alla pechinese e alle teste di pesce risucchiate con superba enfasi, non dimenticherò mai l&#8217;agghiacciante esperienza con le lingue d&#8217;anatra in agrodolce. La mia prima e ultima volta con le estremità biforcute del simpatico uccello acquatico. Per riprendermi, ho dovuto bere 15 shots di amaro Lucano.</p>
<p>La mia relazione gastronomica con l’Est del mondo si ferma qui. Per celebrare <a title="Corriere.it" href="http://www.corriere.it/gallery/esteri/01-2012/drago/01/comincia-anno-drago_88a4fc68-45b3-11e1-9389-b1111b488a17.shtml#1" target="_blank">l’anno del Drago</a> ho decisamente bisogno del vostro aiuto: siete profondi conoscitori del cibo orientale? E qual è la vostra Top Five delle pietanze cinesi? Grazie anticipatamente, anzi, Xie Xie.</p>
<p>[Crediti | <em>Immagine: When East meets West</em>]</p>
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		<title>Didascalizzami questa: &#8220;Bersani, una lager? E poi ci lamentiamo del 28%&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 15:30:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Tomacelli</dc:creator>
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<p>Se dite com’è triste Venezia non avete mai provato una birra solitaria a Campo de Fiori. E siccome il confine tra essere il nostro caro segretario e essere una barzelletta è sottilissimo, questa foto presa da <a title="Twitter" href="https://twitter.com/#%21/lucasappino/status/160061560902008832"&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/primo-piano/didascalizzami-questa-bersani-una-lager-e-poi-ci-lamentiamo-del-28/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-46537" title="Pier Luigi Bersani" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/114303255-93a672b8-de0f-4d4a-8dee-1c53b2487ed7.jpg" alt="" width="620" height="463" /></p>
<p>Se dite com’è triste Venezia non avete mai provato una birra solitaria a Campo de Fiori. E siccome il confine tra essere il nostro caro segretario e essere una barzelletta è sottilissimo, questa foto presa da <a title="Twitter" href="https://twitter.com/#%21/lucasappino/status/160061560902008832" target="_blank">Luca Sappino</a>, consigliere municipale di Sinistra e Libertà, in un pub di Campo de’ Fiori a Roma (quale?, facile dài) facciamo finta di non averla vista.<span id="more-46536"></span></p>
<p>Il commento di Dissapore è: &#8220;Una lager? E poi ci lamentiamo del 28%&#8221;, ma voi potete fare meglio, lo sento, e allora sotto con le didascalie (&#8220;Siam mica qui a far scaldare la birra&#8221;, non vale).</p>
<p>[Crediti | <em>Link: Twitter, immagine: Luca Sappino</em>]</p>
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		<title>Guida gourmet a uso di Attilio Befera per futuri blitz della Guardia di Finanza</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Jan 2012 11:37:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leonardo Romanelli</dc:creator>
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<p>Non solo piccole località amene, metà noblesse oblige metà cinepanettone, nel mirino della Guardia di Finanza, che ieri, dopo Cortina e Portofino, ha <em>napalmizzato</em> <a title="Corriere Roma" href="http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/12_gennaio_14/finanza-fisco-controlli-roma-1902861789983.shtml" target="_blank">il centro storico di Roma</a> per contrastare l&#8217;evasione fiscale. Risultato: quasi&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/primo-piano/guida-gourmet-a-uso-di-attilio-befera-per-futuri-blitz-della-guardia-di-finanza/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-46296" title="Guardia di finanza" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/guardia-finanza-110615101142_big.jpg" alt="" width="620" height="465" /></p>
<p>Non solo piccole località amene, metà noblesse oblige metà cinepanettone, nel mirino della Guardia di Finanza, che ieri, dopo Cortina e Portofino, ha <em>napalmizzato</em> <a title="Corriere Roma" href="http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/12_gennaio_14/finanza-fisco-controlli-roma-1902861789983.shtml" target="_blank">il centro storico di Roma</a> per contrastare l&#8217;evasione fiscale. Risultato: quasi il 50% delle violazioni. 190 mancate emissione di scontrini e ricevute fiscali su 405 controlli  e 500 mila sequestri di prodotti contraffatti.</p>
<p>E siccome Attilio Befera, il direttore dell&#8217;Agenzia delle Entrate, ha annunciato nuovi blitz tra grandi città e minuscoli sfarzi, ci siamo permessi di compilare una breve guida gourmet per le prossime operazioni.</p>
<p>FORTE DEI MARMI.<br />
Località di culto per ostentatori compiaciuti nel caldo estivo ma ricca di sfoggio anche d&#8217;inverno, da quando il russo è la lingua più diffusa ha fatto registrare una tendenza inversa rispetto alla media nazionale, qui per bere e mangiare si spende di più. Punti di interesse:</p>
<p><strong>Lorenzo</strong>. Evitato dai toscani se non amici degli amici, per i milanesi è ormai un’istituzione. Prezzi da infarto, discriminazioni vistose tra nuovi clienti e abituali, pesce squisito, servizio che si adegua al livello di <em>cummenderia</em>, o casalingo o iperprofessionale. Carta degli champagne solo per esperti di paradisi fiscali.<br />
<strong>Bistrot.</strong><br />
Si vagheggia di una mancia principesca lasciata dal magnate Roman Abramovich sulla tavola brulicante di aragoste e frutti di mare come nemmmeno la barriera corallina. Ciò detto, e aggiunta una doverosa postilla sui camerieri bilingue &#8211;italiano e russo, appunto&#8211; il pesce è una favola e lo chef niente male. Inoltre, con il campionario di varia umanità sfoggiante seduto ai tavoli, il divertimento è assicurato.</p>
<p>VENEZIA<br />
Non c&#8217;è niente da fare, malgrado la quotidiana invasione di turisti, resta una mecca dell&#8217;ostentazione dove, capitalisti di lungo corso o parvenu del Porshe Cayenne, prima o poi passano tutti.</p>
<p><strong>Caffè Quadri</strong>.<br />
Appena nato è già una stella: merito della famiglia Alajmo, che ha trasferito allo staff <em>resident</em> usi e abitudini della casa madre, “Le Calandre”. Premiato da tutte le guide, è l&#8217;eccezione alla regola che nei siti iperturistici si mangia necessariamente male. A patto di essere in pole position nel riccometro nazionale.<br />
<strong>Harry&#8217;s Bar.</strong><br />
Ci ha molto bevuto, e forse mangiato, Hemingway, a proposito di bella gente. Del resto, l&#8217;attrattiva principale non è certo la cucina, semplice e costosa, ma come si dice negli spot delle carte di credito: esibire toilette a la page e sorseggiare Bellini, meglio se servito personalmente da Arrigo Cipriani, non ha prezzo.</p>
<p>TAORMINA.<br />
La stazione balneare meno siciliana dell&#8217;isola, si addice per ordine, pulizia e reddito pro-capite a vacanzieri in confidenza con i cantoni svizzeri. La saltuaria presenza di osannate rockstar britanniche, insieme alla granita di mandorle con la brioscia, è un benefit ulteriore.</p>
<p><strong>Hotel San Pietro Il Giardino degli Ulivi</strong>.<br />
Buen retiro invernale di facoltosi fortunati è indice di ricchezza più di una Maserati o di un raffinato fuoribordo. Non che la cucina si caratterizzi per inventiva, stile o personalità, ma qui esserci e ostentare sono una cosa sola.<br />
<strong>La Capinera</strong>.<br />
La meta del milionario con ricadute gourmet, il posto dov&#8217;è passato e continua a passare il futuro della cucina siciliana rappresentato da ingegnosi chef di belle speranze. Il livello dei piatti è in grado di ammorbidire ogni resistenza, inclusa quella delle Fiamme Gialle.</p>
<p>COURMAYER.<br />
Sfiorato dal blitz di Cortina, è un ritrovo per milionari già noto ai finanzieri, specie quelli costretti dalla temperie a organizzare in casa il veglione di Capodanno. Mentre a Courmayer c&#8217;era la Rai con annesso carrozzone di famosi e quasi, indice di spese incontrollate con potabile mancata emissione di scontrini e ricevute fiscali.</p>
<p><strong>La Taverna del Pillier</strong>.<br />
Da stalla a mangiatoia dove la presenza di cummenda milanesi e giovani accompagnatrici non è poi così episodica, offre ancora la possibilità di mangiare specialità montanare.<br />
<strong>Locanda Belvedere</strong>.<br />
Ci viene, quando è in zona, Daniela Santanché. Basta?</p>
<p>ALTO ADIGE.<br />
Poche balle, è arrivato il momento di esibire meno. In questi giorni di fine inverno sono stati avvistati stormi di Cayenne che vagavano alla ricerca di località discrete e meno associabili a 740 mascherati. I sindaci del posto apprezzano, i commercianti, pure.</p>
<p><strong>Henri Chenot Merano</strong>.<br />
Dove non cerchereste mai un milionario in vena di splendori? In un centro per il dimagrimento, è chiaro. Resta da capire, se digiunano ora, quanto si sono strafogati prima.<br />
<strong>Hotel Rosa Alpina Badia</strong>.<br />
Vale lo stesso discorso fatto per la Capinera di Taormina. Secondo i calcoli di Befera, una certa percentuale di evasione si annida anche tra i gourmet più facoltosi. Gastrofighetti di nome e di fatto. Molti di loro, in fuga dal rischioso glamour delle località più in vista, si rifugiano nel ristorante di questo albergo, che ha cucina curata e ottima scelta degli ingredienti.</p>
<p>[Crediti | <em>Link: Corriere Roma, immagine: Lettera43</em>]</p>
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		<title>L&#8217;altra faccia della casta: prezzi normali alla buvette della Camera</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 17:28:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Cagnetti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p></p>
<p>Andrea Sarubbi (&#8220;deputato Pd, marito di Solen, papà di Mattia e di Assia, figlio di Nino e di Pierina, fratello di Vanja&#8221;, come si autodefinisce) è l&#8217;iconoclasta della politica, da quando è sbarcato su Twitter ha dimostrato che un&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/primo-piano/laltra-faccia-della-casta-prezzi-normali-alla-buvette-della-camera/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-46159" title="Uno scontrino della Camera dei deputati" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/Ai4tD0xCQAAlFEI.jpg" alt="" width="497" height="513" /></p>
<p>Andrea Sarubbi (&#8220;deputato Pd, marito di Solen, papà di Mattia e di Assia, figlio di Nino e di Pierina, fratello di Vanja&#8221;, come si autodefinisce) è l&#8217;iconoclasta della politica, da quando è sbarcato su Twitter ha dimostrato che un altro Parlamento è possibile, oltre a fornirci con #opencamera un punto di vista privilegiato su ciò che accade a Montecitorio.</p>
<p>In questi giorni, contrassegnati nei bar romani dallo &#8220;<a title="Corriere Roma" href="http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/12_gennaio_11/caro-caffe-dopo-buvette-roma-1902814440537.shtml" target="_blank">sfondamento della quota 1 euro</a>&#8221; per la tazzina di caffè (ma a Trieste stanno peggio, 1,20 euro, per non dire di Milano, 1,50 euro), a politica sta impazzando sia qui su Dissapore che <a title="Intravino" href="http://www.intravino.com/primo-piano/con-i-soldi-che-risparmio-al-ristorante-del-senato-mi-ci-compro-lo-champagne-alle-maldive/" target="_blank">sul cugino Intravino</a>, e non ne possiamo più. Proviamo a chiudere il discorso con questo <a title="Twitter" href="https://twitter.com/#!/andreasarubbi/status/157112580727521280/photo/1" target="_blank">suo twit di oggi</a>.</p>
<p>Buvette di Montecitorio: panino, spremuta e caffè 6 euro. Fa notizia perché non fa notizia.</p>
<p>[Crediti | <em>Link: Corriere Roma, Intravino, Twitter</em>]</p>
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		<title>Senatori only: Pasto completo a 20 euro. E&#8217; Sapore di Mare, non il film, il ristorante</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 08:56:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Tomacelli</dc:creator>
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<p>A voi riuscirrebbe? Andrebbe a buon fine il tentativo di spuntare un prezzo del genere? Dubito che presentandovi come lettori di Dissapore al ristorante <strong>Sapore di Mare</strong>, due passi dal Senato, riuscireste a strappare sconti tipo questi: tre antipasti&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/primo-piano/senatori-only-pasto-completo-a-20-euro-e-sapore-di-mare-non-il-film-il-ristorante/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-46102" title="Ristorante Sapore di Mare" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/Ristorante-Sapore-di-Mare.jpg" alt="" width="622" height="455" /></p>
<p>A voi riuscirrebbe? Andrebbe a buon fine il tentativo di spuntare un prezzo del genere? Dubito che presentandovi come lettori di Dissapore al ristorante <strong>Sapore di Mare</strong>, due passi dal Senato, riuscireste a strappare sconti tipo questi: tre antipasti caldi e un primo a base di pesce, vino, acqua e caffè: <strong>tutto a 20 euro</strong>. Non così i senatori in fuga dal ristorante di Palazzo Madama, dove i recenti aumenti hanno fatto lievitare il costo di un pranzo completo, oh poveri, loro che hanno l&#8217;indennità più alta d&#8217;Europa, fino 30 euro. Ecco <a title="Repubblica.it" href="http://www.repubblica.it/politica/2012/01/11/news/ristorante_senatori-27904701/?ref=HREC1-2" target="_blank">il testo della mail</a> che nei giorni scorsi il senatore Carrara (eletto col Pdl) ha inviato alla casella di posta elettronica dei  colleghi.</p>
<blockquote><p>&#8220;Cari, sperando di fare cosa gradita, mi sono permesso di richiedere ad alcuni ristoranti vicino al Senato delle convenzioni da tenere in considerazione in alternativa al nostro ristorante. Questa di seguito è molto interessante&#8221;.</p>
<p>&#8220;Tre antipasti tra questi sotto elencati: involtino di melanzana con gamberi radicchio e basilico, pesce spada panato grigliato, dentice gratinato, bruschetta seppe e cicoria o bruschette verza e mazzancolle o bruschette con calamaretti, soutè di cozze&#8221;.</p>
<p>&#8220;Tre primi di questi elencati: risotto alla crema di scampi, orecchiette con ricciola pachino olive e basilico, paccheri allo scorfano, bambolotti alla pescatora, pennette pomodorino pachino gamberi pecorino e basilico&#8221;. E infine: &#8220;Vino, acqua, caffè&#8221;. Tutto, come da oggetto della mail, a 20 euro.</p></blockquote>
<p>Tutti voi già lo sapevate, che questo non è il migliore dei mondi possibili. Che i politici italiani sono esattamente come i film che guardiamo, figli anche di quello che, non sarete così ingenui da pensare al caso, si chiama proprio come il ristorante. <a title="Sapore di Mare " href="http://www.saporedimarearoma.it/" target="_blank">Sapore di Mare</a> è il paese reale.</p>
<p>Ciò detto, la fuga dal ristorante del Senato verso più parsimoniosi lidi ci divide, lo sento, in due opposti schieramenti.</p>
<p><strong>1. Moralisti come se non ci fosse un domani</strong>. Se non la diciamo come andrebbe detta è solo perché il senso del ridicolo ce lo impedisce.</p>
<p><strong>2. Contabili dotati di spirito pratico</strong>. Nel clima di generali ristrettezze un uso più assennato dei soldi che i politici guadagnano non è per niente disprezzabile.</p>
<p>E voi?</p>
<p>[Crediti | <em>Link: Repubblica.it, Sapore di Mare</em>]</p>
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		<title>2012 &#124; 10 previsioni che certamente si avvereranno. O forse no</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Jan 2012 15:31:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Cagnetti</dc:creator>
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<p>Il 2012 è appena iniziato, non c&#8217;è verso di convincersi a un approccio più razionale, pur sforniti di proverbiale sfera di cristallo stiamo tutti facendo previsioni. Peraltro l&#8217;anno scorso noi qui ce la siamo cavata piuttosto bene, <a href="http://www.dissapore.com/cucina/3-cibi-inessenziali-che-vivranno-i-loro-15-minuti-warholiani-nel-2011/"&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/mangiare-fuori/2012-10-previsioni-che-certamente-si-avvereranno-o-forse-no/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-45796" title="Sfera di cristallo" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/Photo15.jpg" alt="" width="600" height="525" /></p>
<p>Il 2012 è appena iniziato, non c&#8217;è verso di convincersi a un approccio più razionale, pur sforniti di proverbiale sfera di cristallo stiamo tutti facendo previsioni. Peraltro l&#8217;anno scorso noi qui ce la siamo cavata piuttosto bene, <a href="http://www.dissapore.com/cucina/3-cibi-inessenziali-che-vivranno-i-loro-15-minuti-warholiani-nel-2011/" target="_blank">centrando</a> un paio dei 3 cibi sintetizzabili come ossessioni del 2011 (fortunatamente, per ora, nulla fa pensare a un prepotente ritorno del tufu). Stanchi di vedere associato il nuovo anno a profezie precolombiane, rilanciamo con 10 previsioni per il 2012.</p>
<hr size="1" /><strong>1. Il pesce sostenibile</strong>. Dopo &#8220;Il dilemma dell&#8217;onnivoro&#8221; e &#8220;Se niente importa&#8221;, il manifesto di gastrosostenibilità del 2012 sarà <a title="Bol.it" href="http://www.bol.it/remainders/Allarme-pesce.-risorsa/Charles-Clover/ea978887928697/" target="_blank">Allarme pesce</a> di Charles Clover, uscito nel 2005 ma prossimo al ripescaggio collettivo. Ci stancheremo di tonno e baccalà, ameremo il sugarello e il manfrone, saporiti e a buon mercato, i <em>sexy ugly</em> che piacciono alla gente che piace. Senza dimenticare il pesce bandiera, simbolo della riscossa ittiosostenibile. I più fanatici manderanno a memoria l&#8217;elenco delle <a title="Lucn" href="http://www.iucn.org/about/work/programmes/marine/marine_resources/marine_publications/?7299/Overview-of-the-Conservation-Status-of-the-Marine-Fishes-of-the-Mediterranean-Sea" target="_blank">specie minacciate</a> e vorranno vederle solo in mare. Premi di visibilità e karma positivo per i ristoratori che abbracceranno questa tendenza.</p>
<hr size="1" /><strong>2. Rivoluzione delle materie prime</strong>. I menu stellati sono tuttora prigionieri di regole non scritte. Non riescono a prescindere da foie gras, tartufo bianco, tonno, piccione. Se contiamo i cibi cari ai nostri cuochi più blasonati troviamo molte ripetizioni, laddove la tavolozza culinaria è estremamente più ampia. Il grande chef deve stupire partendo dalla materia prima, rifuggendo la noia, dando lustro a ingredienti trascurati non per valore, ma per moda e ignoranza. Ingredienti che sono là fuori e spesso permettono di ridurre il <em>food cost</em>.</p>
<hr size="1" /><strong>3. Spontaneo è bello</strong>. Un sentire che attraversa a 360 gradi il mondo del cibo e del vino. Ingredienti selvaggi, carni di animali allevati allo stato brado, erbe spontanee, fermentazioni ottenute con lieviti indigeni (sia per il vino che per la birra). Una fuga dall&#8217;omologazione, la voglia di sapori meno scontati.</p>
<hr size="1" /><strong>4. Una tendenza del cavolo</strong>. Gli americani sono impazziti per il cavolo nero: è nelle insalate, nelle patatine e nelle creazioni più hip. In Toscana è da sempre fondamento della cucina tradizionale, una tendenza salutare, saporita e che ci costa poco abbracciare: state certi che accadrà.</p>
<hr size="1" /><strong>5. Panini gourmet</strong>. Se n&#8217;è accorta anche Repubblica, <a href="http://www.dissapore.com/primo-piano/lo-sdoganamento-finale-repubblica-si-accorge-del-panino-gourmet/" target="_blank">ne abbiamo già parlato</a>. Posti come Tricolore a Roma e &#8216;Ino a Firenze spopolano e sono solo i battistrada. Nel 2012 l&#8217;ascesa del panino gourmet sarà ancora più contagiosa, avvicinando il pubblico alla cucina contemporanea e la cucina contemporanea al pubblico. Un vantaggio per entrambe le parti.</p>
<hr size="1" /><strong>6. Birra sempre più protagonista</strong>. Un trend che continua e si evolve: se pub e beershop hanno una densità prossima alla saturazione, le birre artigianali continueranno a conquistare le più grandi tavole d&#8217;Italia. Più peculiari sono il crescente interesse all&#8217;abbinamento con il cibo e più che altro l&#8217;uso della birra come ingrediente in cucina e in pasticceria, prossimo a dilagare. Nota a margine: secondo il nostro Marco Pion <a title="Tyrser" href="http://www.tyrser.com/2011/12/30/previsioni-per-il-2012.htm" target="_blank">lo stile dell&#8217;anno</a> sarà il Barley Wine, e chi sono in fondo io per contraddirlo?</p>
<hr size="1" /><strong>7. Novità romane</strong>. In primavera, l&#8217;apertura di Eataly all&#8217;Air Terminal Ostiense farà così tanto rumore che a stento si parlerà d&#8217;altro. Eppure ce ne sono altre cose di cui parlare, dal raddoppio di Roscioli in zona Prati al rinnovo del sodalizio fra Antonello Colonna e il tordo matto Adriano Baldassarre nello splendido <a title="Anotnello Colonna Resort" href="http://www.antonellocolonnaresort.it/home.htm" target="_blank">Vallefredda Resort</a>. Senza contare i locali che nasceranno sulla scia del successo del <a href="http://www.dissapore.com/mangiare-fuori/un-grande-classico-di-tutte-le-sfide-tra-i-caffe-piu-belli-di-roma-caffe-propaganda-vs-settembrini/" target="_blank">Caffè Propaganda e di Settembrini</a>. Prenotare da Pascucci al Porticciolo diverrà un&#8217;impresa, complici le folle di stranieri in arrivo all&#8217;aeroporto di Fiumicino (tempo di percorrenza stimato: dai 3 ai 5 minuti) con la madre di tutte le guide sottobraccio.</p>
<hr size="1" /><strong>8. Novità milanesi</strong>. Mentre <a href="http://www.dissapore.com/primo-piano/seguiteci-dentro-the-cube-a-fine-lavori-possiamo-esprimere-un-giudizio/" target="_blank">The Cube</a> continua a far parlare di sé, i <em>foodies</em> milanesi <a href="http://www.dissapore.com/primo-piano/caro-amico-ti-scrivo-da-nicola-cavallaro-ai-lettori-di-dissapore/" target="_blank">attendono notizie</a> dallo chef Nicola Cavallaro. Della sua prossima apertura si parlerà, e tanto. Nell&#8217;attesa della stella Michelin al <a title="Manna Milano" href="http://www.mannamilano.it/" target="_blank">Manna</a> (con un indirizzo che più 2012 non si può: Piazzale del Governo Provvisorio), mentre <a title="Trussardi alla Scala" href="http://www.trussardiallascala.com/" target="_blank">Trussardi</a> e <a href="http://www.unicorestaurant.it/entrance.html" target="_blank">Unico</a> aspettaranno ancora per poter superare e raggiungere Cracco nel firmamento culinario meneghino, almeno stando alla <em>Rossa</em>. In ogni caso, la sensazione è che a Milano ci sia ancora parecchio spazio per nuove iniziative che non riusciamo a prevedere.</p>
<hr size="1" /><strong>9. Michelin 2013</strong>. Dopo la gioia del tardivo terzo <em>macaron</em> all&#8217;<a title="Osteria Francescana" href="http://www.dissapore.com/primo-piano/3-stelle-michelin-chi-e-massimo-bottura-lo-chef-italiano-migliore-di-sempre/" target="_blank">Osteria Francescana</a>, la prima edizione post-calendario Maya della guida Michelin potrebbe regalarci altre gioie. In pole position per il massimo riconoscimento pare esserci <a href="http://www.villacrespi.it/" target="_blank">Villa Crespi</a>, cui non manca nulla per essere considerato uno dei migliori ristoranti nazionali. Più difficile che il medesimo traguardo venga raggiunto da qualcun altro, incluso chi lo meriterebbe (qualcuno ha detto Gennarino Esposito?). Continueremo a dire che la guida Michelin non è poi così importante, utilizzandola al tempo stesso come misura aurea della ristorazione.</p>
<hr size="1" /><strong>10. Cucina in TV: le tendenze</strong>. MasterChef ha cambiato <a title="Daily Mail" href="http://www.dailymail.co.uk/femail/article-2080196/MasterChefs-John-Torode-Gregg-Wallace-worlds-biggest-food-show.html" target="_blank">per sempre</a> il volto della cucina in TV: ora vogliamo più contenuti, più tecnica, più gente che cucina davvero e meno showcooking. Se questo avviene con la formula del talent, oggi più che mai gradita al pubblico, tanto meglio. Facile pronosticare altri record di ascolto per la stagione numero due, nonché la comparsa di tentativi di imitazione. Per il resto, dietro l&#8217;inossidabile Clerici appare esserci spazio: la Parodi resta la Parodi ma il cambio di rete ha ridimensionato i suoi ascolti, Tessa Gelisio, che pure ci piace assai, stenta a coinvolgere il pubblico come chi l&#8217;ha preceduta a Cotto e Mangiato. La cucina, insomma, furoreggia sul piccolo schermo, ma è ancora terra di conquista, lontana dalla saturazione.</p>
<p>[Crediti | <em>Link: Dissapore, Bol.it, Lucn, Tyrser, Antonello Colonna resort, The Cube, Trussardi, Unico, Osteria Francescana, Villa Crespi, Daily Mail. Immagine: Kerryred</em>]</p>
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		<title>Dove avete mangiato inappellabilmente meglio nel 2011?</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Dec 2011 08:58:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Bernardi</dc:creator>
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<p>Noi che mangiamo fuori con ostinazione abbiamo numerose occasioni per sentirci stupidi. Stupidi per il compiacimento infantile legato agli elenchi dei posti migliori, alla possibilità di compilarli e condividerli <span style="text-decoration: line-through;">in quel che oggi passa per vita sociale</span>,&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/mangiare-fuori/dove-avete-mangiato-inappellabilmente-meglio-nel-2011/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-45604" title="Sentenze" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/sentenza-copia.jpg" alt="" width="620" height="349" /></p>
<p>Noi che mangiamo fuori con ostinazione abbiamo numerose occasioni per sentirci stupidi. Stupidi per il compiacimento infantile legato agli elenchi dei posti migliori, alla possibilità di compilarli e condividerli <span style="text-decoration: line-through;">in quel che oggi passa per vita sociale</span>, nei blog, su Twitter o Facebook. Quale migliore circostanza del fine-anno per <strong>elencare i posti</strong> dove abbiamo<strong> inappellabilmente mangiato meglio</strong> nel 2011? Sprofondando così, ma con trepidazione, nel cretinismo più completo.</p>
<p>Inizio io. Ognuno ha <strong>tre nomi</strong> da spendere, okay?</p>
<p>&#8211; Nel 2011 ho fatto la molto raccomandabile esperienza di mangiare la linguina alla colatura di alici del ristorante <a title="Acquapazza" href="http://www.acquapazza.it/#" target="_blank">Acquapazza</a> di Cetara. Ricordo distintamente i miei sospiri di riconoscenza. (Ho anche fatto shopping al negozietto di <a title="Delfino Battista" href="http://www.delfinobattistasrl.it/home.htm" target="_blank">Delfino Battista</a>, piccolo laboratorio di conserve alimentari lì vicino).<br />
&#8211; Il risotto di go mangiato Da Romano sull’isola di Burano, in Veneto, è una meraviglia per diversi motivi. Favolosamente  bianco, ha un sapore delicatissimo, io solo so quanto mi merito la  miniera per non aver chiesto che riso usano, perché dopotutto è  quello che prevale su tutto.<br />
&#8211; Per le mangiatoie di lusso dico il menù Memoria dello chef <a title="Salvatore Tassa" href="http://www.salvatoretassa.it/Copertina.aspx" target="_blank">Salvatore Tassa</a> alle Colline Ciociare di Acuto (FR). Mia personale scelta anche per il titolo di chef dell&#8217;anno.<br />
&#8211; Chiedo scusa ma aggiungo il Concerto di limoni, dolce che esibisce ormai un repertorio  di citazioni, e che resta quello che era, del tutto immune al cambio  generazionale tra Alfonso ed Ernesto Iaccarino al ristorante <a title="Don Alfonso" href="http://www.donalfonso.com/it/" target="_blank">Don Alfonso</a> di Sant&#8217;Agata tra i due Golfi (NA).</p>
<p>Per rendere più intelletualmente stimolante lo stupidario del &#8220;Mi voleva Raspelli, lista di fine anno del critico mancato&#8221; allego le scelte di una parte dello staff di Dissapore.</p>
<p>&#8211; <strong>Fabio Cagnetti</strong>. Il cannolicchio e l&#8217;anguilla di Massimo Bottura dell&#8217;<a title="Osteria Francescana" href="http://www.osteriafrancescana.it/bottura31ita.html" target="_blank">Osteria Francescana</a>, per citare gli highlights, restano scolpiti nelle papille come comandamenti della cucina contemporanea sulle tavole della legge.<br />
&#8211; <strong>Silvia Fratini</strong>. Per me, <a title="Pascucci" href="http://www.pascuccialporticciolo.com/porticciolo/" target="_blank">Pascucci al Porticciolo</a>. Tra le tante godurie, i  gamberi rossi al sale, profumi di erbe bruciate ed agrumi sono stati  una vertigine ancora prima di assaggiarli, tanto era avvolgente il  profumo.<br />
&#8211; <strong>Antonio Tomacelli</strong>. ‎<a title="00100" href="http://www.00100pizza.com/" target="_blank">00100</a> a Roma Testaccio. Il tripizzino con il sugo  della trippa che ti impiastra la faccia togliendo le rughe, e quello con  la lingua in salsa verde, che preferisco a una notte di sesso (non  intenso).<br />
&#8211; <strong>Jacopo Cossater</strong>. La cena dell&#8217;anno per idee, realizzazione, gusto (e certo, ambiente) l&#8217;ho fatta a <a title="El Molin" href="http://www.elmolin.info/" target="_blank">El Molin</a>, Cavalese, Trento. Alessandro Gilmozzi, oggi in forma più che mai, trasporta le papille in un sottobosco di licheni, funghi, germogli e affumicature.<br />
&#8211; <strong>Giorgia Cannarella</strong>. Io e le mie giovani e ignoranti papille gustative quest&#8217;anno abbiamo incontrato il Menu Sensazioni di Bottura &#8211; non credo di poter aggiungere nient&#8217;altro senza finire in pietosi sbrodolamenti.<br />
&#8211; <strong>Andrea Soban</strong>. Cena ad aprile alle <a href="http://www.antichecontrade.it/" target="_blank">Antiche Contrade</a> a Cuneo, chef Luigi Taglienti, poi è migrato da Berton a Trussardi alla scala. Piatto migliore: linguine con pescato fresco al ristorante da Enrico ad Hout Bay (Sudafrica). Carne migliore: ristorante argentino <a title="Gaucho" href="http://www.gauchorestaurants.co.uk/" target="_blank">Gaucho</a>, Charlotte street a Londra. Street food: mercato della boqueria a Barcellona, il regno del jamon.<br />
&#8211; <strong>Carmelita Cianci</strong>. <a title="Une visite" href="http://unevisite.wordpress.com/2011/06/13/le-baratin/" target="_blank">Le baratin</a>, bistrot parigino.<br />
&#8211; <strong>Andrea Gori</strong>. <a title="Il Palagio" href="http://www.fourseasons.com/it/florence/dining/il_palagio/" target="_blank">Il Palagio</a>, hotel Four Seasons a Firenze, chef Vito Mollica. Cena monstre con solo sauternes da bere.<br />
&#8211;<strong> Andrea Frascoli</strong>. La Locanda delle due Suocere, Novara. Io sono difficile e strano, ma non ho mangiato di meglio nel 2011: tagliatelle fatte a mano con castagne e porcini, petto di pollo in crosta di mandorle e il classicissimo gelato fiordilatte con fragole all&#8217;aceto balsamico.</p>
<p>Bene, ora tocca a voi. Cercasi <strong>candidati seri</strong> al titolo di posto dove avete mangiato inappellabilmente meglio nel 2011.</p>
<p>[Crediti | <em>Immagine: iStockphoto</em>]</p>
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		<title>Lo sdoganamento finale: Repubblica si accorge del Panino Gourmet</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Dec 2011 15:10:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ricbrig</dc:creator>
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<p>E&#8217; un problema generazionale. Il panino ha smesso i panni da pausa pranzo aggiustata alla meglio degli anni &#8216;80 per trasformarsi in capriccio del mondo gourmet. Dai foodblogger ai grandi chef, nessuno è immune dalla voglia di tentare la&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/primo-piano/lo-sdoganamento-finale-repubblica-si-accorge-del-panino-gourmet/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-45222" title="Il panino dello chef Enrico Crippa con tratufo, pancetta, aringhe e pane alle nocciole" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/1-copia3.jpg" alt="" width="620" height="412" /></p>
<p>E&#8217; un problema generazionale. Il panino ha smesso i panni da pausa pranzo aggiustata alla meglio degli anni &#8216;80 per trasformarsi in capriccio del mondo gourmet. Dai foodblogger ai grandi chef, nessuno è immune dalla voglia di tentare la rivoluzione del genere, timbrando col prorio nome un succulento medaglione di carne cotto alla perfezione, avvolto da salse, formaggio, bacon, verdure, e infine pane croccante. La trasformazione del panino non è sfuggita ai quotidiani nazionali, talmente cruciale che ieri, in pieno periodo di panettoni e torroni, Repubblica.it <a title="Repubblica.it" href="http://www.repubblica.it/cronaca/2011/12/21/news/panini_da_chef-26964844/?ref=HRESS-1" target="_blank">invitava i lettori a mandare foto</a>. Soggetto? Proprio lui, il panino: gourmet, bio, da tutti i giorni che sia.</p>
<p>La moda del panino raffinato corre parallela a quella dello “street food” e spesso le due strade si intersecano. Oltremanica e oltre-oceano, il panino e’ spesso identificato con l’iconico hamburger e con il fast (qualche volta “junk”) food.</p>
<p><strong>&#8211;</strong> Nel 2004, Ferran Adria’, lo chef più famoso del mondo, apre <em>Fast Good</em> a Madrid per dimostrare che è un uomo del popolo e sa scendere sulla Terra a preparare un hamburger o un tramezzino. E senza sifone!</p>
<p><strong>&#8211;</strong> Nel 2007, l&#8217;aristochef britannico Heston Blumenthal dedica all’hamburger <a title="Vimeo" href="http://vimeo.com/28030554" target="_blank">una puntata</a> del suo show: “Alla ricerca della perfezione”. La ricetta, oggetto di una prova di Masterchef Australia 2011, ha richiesto 3 ore di preparazione (inclusive di patatine fritte milkshake). Cade l’aggettivo &#8220;Fast&#8221;.</p>
<p>&#8211; Nel 2011, il titolo di Masterchef UK e’ andato a Tim Anderson che, per la finale, prepara 3 tipi di mini-burger. Anderson e’ il piu’ sincero di tutti, a lui Burger King piace e <a title="Guardian" href="http://www.guardian.co.uk/tv-and-radio/2011/may/02/tim-anderson-masterchefs-burger-king" target="_blank">non fa nulla per nasconderlo</a>. E’ lo sdoganamento finale.</p>
<p>In Italia il panino non e’ solo hamburger, che, anzi, diventa popolare solo negli anni 80 (quando era &#8220;troppo giusto&#8221; andare al <em>Mac</em>). Tuttavia, a giudicare dalle prime foto dei lettori di Repubblica e’ proprio l’hamburger a farla da padrone. Mi sarei aspettato piu’ fantasia. Dove sono i tramezzini, nessuno che abbraccia la moda del <em>wrap</em>?</p>
<p>Abbiamo tutti almeno due o tre tipi di panino cui ci sentiamo legati. Io, restando in Italia, mi divido tra il <strong>tramezzino con coppa di toro</strong> della Cantina Do Mori di Venezia, e il <strong>panino con la porchetta</strong> (rigorosamente nella rosetta) degli <em>zozzoni</em> di Roma. E’ da Lo zozzone che il panino diventa street food (enfasi su street) all&#8217;ennesima. C&#8217;è stato perfino Anthony Bourdain, il divo della cucina americana, come documenta l&#8217;episodio del suo nuovo programma “The Layover” <a title="Travel Channell" href="http://www.travelchannel.com/tv-shows/the-layover/episodes/rome-2" target="_blank">girato a Roma</a> , dove compare, tra l’altro, uno straripante Gabriele Bonci, il &#8220;Michelangelo della pizza romana&#8221; (© Vanity Fair versione americana).</p>
<p>A ben guardare, pertanto, i quotidiani italiani scoprono tardi la “rivoluzione copernicana” del panino, captata dalla blogosfera eoni fa. E’ servito forse  il celebre Gualtiero Marchesi, con i suoi scrausi panini per McDonald&#8217;s, perché l’eco e poco altro, arrivasse al grande pubblico.</p>
<p>A dirla tutta, anche l’idea di mandare foto dei panini non é nuova. Il foodblog Cavoletto di Bruxelles <a title="Cavoletto di Bruxelles" href="http://www.cavolettodibruxelles.it/wp-content/uploads/2011/10/voglia-di-panini.pdf" target="_blank">ha raccolto 85 ricette di panini proposti da lettori</a> ben prima del suo “Libro del Cavolo”, e BBQ4all.it, indirizzo obbligato per gli amanti del barbecue, quest’anno ha organizzato un <a title="Bbq4all" href="http://bbq4all.it/blog/news/best-burger-photo-contest-%7C-ecco-i-vincitori.html" target="_blank">concorso fotografico per hamburger</a>.</p>
<p>Di questa “rivoluzione” abbiamo capito alcune cose.</p>
<p>1) Il panino d’autore non e’ troppo per vegetariani, a fare moda è un forte orientamento carnivoro. Ci sono delle eccezioni, ma sembra poco probabile che qualcosa chiamato &#8220;veggie burger&#8221; riesca a imporsi, dobbiamo ammetterlo. Tuttavia confesso che, da buon onnivoro, qualche tendenza vegetariana potrebbe sfuggirmi.</p>
<p>2) La seconda lezione è che il riscatto del panino, una volta tanto, passa per gli uomini. Con qualche eccezione (la dea domestica Nigella Lawson ci prova con i suoi <a title="Nigella" href="http://www.nigella.com/recipes/view/sexy-burgers-684" target="_blank">sexy burger</a>).</p>
<p>Sarà il panino, nel 2012, a salvarci dai macaron e dalla definitiva invasione delle cupcake decorate? A fine anno è sempre il momento di essere ottimisti.</p>
<p>[Crediti |<em> </em><em>Link:</em> <em>Repubblica.it, Vimeo, Guardian, Travel Channel, Cavoletto, Bbq4All, Nigella. Immagine: </em><em></em><em>Francesco Vignali</em>, <em>Paninodautore.it</em>]</p>
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		<title>Roma &#124; Aromaticus: tutti pazzi per l&#8217;erbetta</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Dec 2011 18:45:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenza Fumelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p style="text-align: center;"></p>
<p>Prendete uno chef di Livorno con esperienza decennale in cucine di alto livello come il <a href="http://www.ilconviviotroiani.com/">Convivio Troiani</a> o <a href="http://www.acquolinahostaria.it/" target="_blank">L&#8217;Acquolina</a>, già chef della super birreria <a href="http://www.baladin.it/">Open Baladin</a> di Roma. Aggiungete una sommelier di talento&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/mangiare-fuori/roma-aromaticus-tutti-pazzi-per-lerbetta/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-44465" title="Aromaticus" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/Foto-11.jpg" alt="" width="640" height="480" /></p>
<p>Prendete uno chef di Livorno con esperienza decennale in cucine di alto livello come il <a href="http://www.ilconviviotroiani.com/">Convivio Troiani</a> o <a href="http://www.acquolinahostaria.it/" target="_blank">L&#8217;Acquolina</a>, già chef della super birreria <a href="http://www.baladin.it/">Open Baladin</a> di Roma. Aggiungete una sommelier di talento vista a servizio di grandi cuochi come <a href="http://www.morenocedroni.it/" target="_blank">Moreno Cedroni</a>, <a href="http://www.antonellocolonna.it/">Antonello Colonna</a> o lo stesso Angelo Troiani, e mischiate bene. Cosa otterrete? La risposta non è affatto semplice. La risposta è <a href="http://www.aromaticus.it" target="_blank">Aromaticus</a>.</p>
<p>In breve: l&#8217;ambizioso negozio/progetto di Luca De Marco e Francesca Lombardi interamente dedicato a erbe aromatiche, germogli, crescioni, alghe e fiori eduli, nasce dalla volontà di valorizzare e divulgare la conoscenza di questo universo ormai parallelo alla cucina più accurata e di invogliare curiosi e appassionati ad ampliare la propria <em>tavolozza gust&#8217;olfattiva</em> con aromi sempre nuovi e particolari. Bello, no?</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-large wp-image-44466" title="Aromaticus" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/Foto-2-699x525.jpg" alt="" width="699" height="525" /></p>
<p>Io ci sono capitata per caso, dieci giorni dopo l&#8217;apertura di fine Novembre. Il negozio si affaccia su via Urbana al civico 134, nel cuore della Capitale, e irrompe sui sanpietrini di Rione Monti con un inaspettato raggio color smeraldo. Entrando, sulla sinistra, una vetrata illuminata esibisce un numero considerevole di piantine verdissime, perfettamente curate. L&#8217;effetto calamita è immediato: pochi secondi ed eccomi appiccicata col muso ad un centimetro dal vetro a sbirciare curiosa tra una varietà piuttosto notevole di piante aromatiche.</p>
<p>Ce ne sono più di sessanta specie, numero destinato a crescere vertiginosamente, tra cui: aneto, cerfoglio, coriandolo, dragoncello, origano bretone, lemon grass, stevia, erba pepe, timo citriodora, peperoncino habanero, cedrina, menta-basilico e salvia ananas. E i crescioni, come daikon rosso e verde, mostarda rossa e verde, borragine, thaon, salicornia, rock chives (erba aglina), foglie ostrica, germogli di <span style="text-decoration: line-through;">fonocchio</span> finocchio, rafano, cavolo rosso, barbabietola, ravanello e via così.</p>
<p>Da Aromaticus non si va solo per conoscere e comprare ingredienti altrimenti difficili da reperire,  si va anche per imparare (per esempio come coltivare in casa), per regalare attrezzi da giardinaggio, oggetti, sementi, sali, pepi, zuccheri e peperoncini provenienti da tutto il mondo, e <strong>perfino per pranzare.</strong> Gli spericolati e giovani proprietari hanno infatti predisposto un piccolo menù di gastronomia take away (ma c&#8217;è anche la possibilità di sedute all&#8217;interno del locale) con una scelta interessante di insalate, tartare di fassona, carpacci, baccalà, e quel che passa il mercato del giorno a prezzi che variano dai 6 agli 8€, circa.</p>
<p style="text-align: left;"><img class="aligncenter size-large wp-image-44468" title="Aromaticus" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/Foto-3-699x525.jpg" alt="" width="699" height="525" /></p>
<p>E&#8217; senza dubbio uno dei posti più originali che abbia mai visto e mi convince l&#8217;idea di un negozio dove approfondire per poi sperimentare, soprattutto in un campo così ostico per cittadini delle grandi metropoli tipo me. Se siete a Roma vi consiglio una visita,  se conoscete locali simili, prego segnalare.</p>
<p>Aromaticus &#8211; Via Urbana 134, Roma | info@aromaticus.it</p>
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