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	<title>Dissapore &#187; savini</title>
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		<title>Taste of Milano 2011: senza parole (ma anche con)</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Sep 2011 11:41:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mauro_zz</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><strong>Senza parole</strong>:</p>
<p style="text-align: center;"></p>
<p><strong>Con parole</strong>: &#8220;Gradite dell&#8217;acqua?&#8221; &#8220;Piu&#8217; di quella che viene giu&#8217; da sola ?&#8221; Se ne va con una faccia che nasconde a fatica la smorfia e un vaffa  comunque ben chiaro. Non e&#8217; possibile, non&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/primo-piano/taste-of-milano-2011-senza-parole-ma-anche-con/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Senza parole</strong>:</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-39576 aligncenter" title="Davide Oldani visto da Gianluca Biscalchin" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/scansione0001.jpg" alt="" width="214" height="300" /></p>
<p><strong>Con parole</strong>: &#8220;Gradite dell&#8217;acqua?&#8221; &#8220;Piu&#8217; di quella che viene giu&#8217; da sola ?&#8221; Se ne va con una faccia che nasconde a fatica la smorfia e un vaffa  comunque ben chiaro. Non e&#8217; possibile, non riesco proprio a essere  simpatico, neanche quando voglio.<span id="more-39575"></span></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-39580" title="Taste of Milano 2011" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/foto28.jpg" alt="" width="620" height="420" /></p>
<p>Cosi&#8217; e&#8217; andata allo stand  Sanpellegrino mentre si tentava una seduta a scrocco per sgranocchiare  la Koppa dello chef-pasticcere Ernst Knam, al finocchietto, caramellata e con altre due righe di  descrizione. Buona ma senza sfracelli. E il suo dolce &#8220;tris di  cioccolato&#8221; &#8212; buono, classicheggiante, crucco &#8212; sotto un po&#8217; di pioggia ma  neanche tanta.</p>
<p>E&#8217; vero, non c&#8217;e&#8217; niente di gratis a Taste of Milano, ma <em>no free meals</em> e&#8217; un detto vecchio quanto il mondo a Wall Street, e se lo dicono loro.</p>
<p>Entrata: quattro bimbi distruggono i nervi di una volenterosa mamma che  nemmeno cazziando il marito trova conforto. Approvo il coraggio, meno i  bimbi. Ma si sa, sono maleducato, a volte.</p>
<p>Mi sposto. <a title="California Bakery" href="http://www.californiabakery.it/" target="_blank">California Bakery</a> per un caffe&#8217; bollente mentre <em>il diavolo</em> naturalmente in ritardo telefona. E <em>l&#8217;artista</em> sbevazza il caffe&#8217;. Il  trio e&#8217; pronto all&#8217;assalto. Facciamo piani, tracciamo circoli sul libricino di Taste, verghiamo, si, verghiamo, bersagli sul faccione di  uno degli chef , il piu&#8217; pop probabilmente. E vado da <a title="Osaka" href="http://www.milanoosaka.com/ristorante_osaka/Benvenuto.html" target="_blank">Osaka</a> (io) e al  <a title="Il Marchesino" href="http://www.gualtieromarchesi.it/il-marchesino.html" target="_blank">Marchesino</a> (loro) per un risotto allo zafferano apparentemente banale. Invece vince lo chef Canzian a  mani basse, no, non quello dei Pooh. Lo spiedino di melanzane di Osaka  mi ha attirato nel suo foie gras ma qualcosa non ha funzionato e  l&#8217;impanatura e&#8217; pesante. Credo sia sofferenza per la pioggia. Il risotto invece ha l&#8217;onda perfetta, il giallo perfetto, i pistilli perfetti. Lo chef pare anche simpatico mentre smestola nei  piatti. Un piatto vero non lo finirei mai tanta e&#8217; la <em>personalita&#8217; del  retrogusto</em> (ho provato a dire dolcezza, mi hanno guardato malamente) però  m&#8217;inginocchio alla perfezione. Anche se il risotto di <a title="Manna" href="http://www.mannamilano.it/" target="_blank">Manna</a> &#8230;</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-39582" title="Taste of Milano 2011" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/photo133.jpg" alt="" width="620" height="620" /></p>
<p>Si fottano i piani, andiamo a ruota libera. <a title="Park Hyatt" href="http://milan.park.hyatt.com/hyatt/hotels/entertainment/index.jsp;jsessionid=6D6FAB41AE29F1F196DA04DCFBA11704.atg08-prd-atg1" target="_blank">Park Hyatt</a>, una scelta  senza senso la mia. Non la loro. Uovo, bitto, patata e tartufo. Fino a quando non scopro la patata in fondo mi pare sciapo: bestemmia solenne  bestemmia. E&#8217; un ottimo piatto, equilibrato e sostanzioso. Me lo diceva sempre la  nonna che dovevo mangiare sostanzioso per farmi le ossa.  Educazione a tavola, senza noia.</p>
<p>Ci tocca: Davide Oldani. Rifletto. Ripenso. Rifiuto. E poi vado,  naturalmente. Rafano al cucchiaio, acqua di mandorla, caffè amaro,  pomodoro e sedano. Numero 1, ma proprio senza pensarci. Basta il  contrasto acqua/crema caffe&#8217;. Non c&#8217;e&#8217; granche&#8217; da dire fare baciare  lettera testamento. E&#8217; bravo. Stop.</p>
<p>Uff, mi incaponisco: devo trovare qualcosa di meglio. Diametralmente  opposto, nel senso della posizione all&#8217;interno dell&#8217;ippodromo dove si svolge Taste: sua  maesta&#8217; veneta <a title="Nicola Cavallaro" href="http://www.nicolacavallaro.it/" target="_blank">Nick Cavallaro</a> e la sua Altissima Bassa Cucina. Lascio le  signore alle prese con l&#8217;oca in onto con pure&#8217; di patate allo zenzero e  mi distraggo, dov&#8217;e&#8217; il ristorante Joia? Ah eccolo la&#8217;, vedo il profilo  torvo-accattivante di Leeman, sembra un professore di Alta Cucina  Naturale che bacchetta sì, ma solo per educarti. Invece da vicino ha l&#8217;aria di uno che ha capito tutto della vita e la prende con opportuna,  profonda e seria serenita&#8217;. Probabile che poi frusti la brigata ma tanto  io faccio l&#8217;impiegato altrove.</p>
<p>Mi dice buongiorno e provo un brivido di rispetto come quando ritrovai  le chiavi del paradiso, la verginita&#8217; perduta e altro che adesso non  ricordo.</p>
<p>&#8220;Intima relazione&#8221; e&#8217; il nome del piatto, noi due non ci conosciamo: formaggio del  boscasso stagionato nella lavanda, chutney di rape e miele di castagne,  pumpernickel ai semi di finocchio di montagna. Chiudo qui, il mondo puo&#8217;  anche andar avanti e io non e&#8217; che possa scendere ma questa e&#8217; la cima  della montagna. I banali direbbero orgasmo, Bourdain direbbe &#8230; non lo  so, dice tante di quelle str***ate che non saprei cosa potrebbe dire, la  De Filippi e De Niro piangerebbero.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-39583" title="Taste of Milano 2011" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/photo1-121.jpg" alt="" width="620" height="620" /></p>
<p>Relax.</p>
<p>Torno da Nick Cavallaro, chiudo con l&#8217;oca che e&#8217; li&#8217; che combatte con  Oldani per la seconda piazza. Lasciamo che vinca la simpatia dello  chef, quindi Oldani terzo. Poi ammazzo gli ultimi ducati, la moneta interna a Taste, con  crocchette di baccalà mantecato in crosta di mandorle pistacchi e  nocciole con chips di polenta soffiata.</p>
<p>Sarebbe stato meglio  spenderli da Matias Perdomo del Pont de Fer? (<em>shit</em>, l&#8217;abbiamo dimenticato) o da Matteo Torretta del <a title="Savini" href="http://www.savinimilano.it/" target="_blank">Savini</a>?</p>
<p>[<em>Crediti | Illustrazione di Gianluca Biscalchin, immagini di Mauro Z_Z</em>]</p>
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		<title>Il cibo è dappertutto &#124; Settimanali ediscion</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Dec 2010 14:39:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Bernardi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Benvenuti al primo episodio di <em>Il cibo è dappertutto</em>, dal quale saprete che Benedetta Parodi e Fabio Caressa lascerebbero <strong>Cotto e Mangiato</strong> e Sky per un programma insieme, <strong>Carlo Cracco</strong> a Natale e Capodanno sfamerà i 15.000 passengeri di Costa&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/gallery/il-cibo-e-dappertutto-settimanali-ediscion/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Benvenuti al primo episodio di <em>Il cibo è dappertutto</em>, dal quale saprete che Benedetta Parodi e Fabio Caressa lascerebbero <strong>Cotto e Mangiato</strong> e Sky per un programma insieme, <strong>Carlo Cracco</strong> a Natale e Capodanno sfamerà i 15.000 passengeri di Costa Crociere, e che da quando Gian Germano Giuliani ha preso a pugni Emilio Fede, le vendite del suo Amaro Medicinale Giuliani si sono impennate.</p>
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		<title>Tornare a Taste of Milano nonostante tutto</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Sep 2010 13:25:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mauro_zz</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Piove. Saranno contente le tamerici arse, ma le mie impressioni di settembre vanno in mona. Niente rugiada, niente sole, e neppure il cavallo. Piove dunque su <strong>Taste of Milano</strong>. Le previsioni del tempo, <a title="Dissapore" href="http://www.dissapore.com/primo-piano/taste-of-milano-al-sapore-di-kabul-durante-la-guerra/" target="_blank">il bel post di</a>&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/cucina/tornare-a-taste-of-milano-nonostante-tutto/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Piove. Saranno contente le tamerici arse, ma le mie impressioni di settembre vanno in mona. Niente rugiada, niente sole, e neppure il cavallo. Piove dunque su <strong>Taste of Milano</strong>. Le previsioni del tempo, <a title="Dissapore" href="http://www.dissapore.com/primo-piano/taste-of-milano-al-sapore-di-kabul-durante-la-guerra/" target="_blank">il bel post di Suzukimaruti</a>, i commenti informati e le acconciature rifatte l&#8217;avevano quasi spuntata, ma non ho mollato. Dopo il giro di mezzo castello (da cerebrolesi della direzione) entriamo. Ore 8.10pm circa, zero coda, ne abbiamo fatta a sufficienza in macchina. Milano, due gocce d&#8217;acqua e bla bla bla. Ci danno il minisoprabito stile concerto, intasco e faccio il figo con il cappellino sotto la pioggia. Non battente, ma sicura di se&#8217;.</p>
<p>Lascio il gruppo e punto uno stand, un po&#8217; di gente. Skippo al successivo, solo stand commerciali: un po&#8217; vuoti di interesse. Skippo ancora e arrivo in fondo. Ristorante di Oldani, poco prima delle 8.30pm. Avanti.</p>
<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-25824" title="Il D'O di Davide Oldani" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/oldani.jpg" alt="" width="250" height="188" />Ristorante D&#8217;O, chef Davide Oldani:</strong> legume al cucchiaio, stracciatella di bufala e fichi cotti. Ottimo, contrasto come da titolo e fico in spolvero in fila dietro al legume. Qualche dubbio sulla consistenza della stracciatella che forse soffre l&#8217;esterno, ma in ogni caso il piatto sara&#8217; a lungo il vincitore di serata.<br style="clear: both;" /></p>
<p><strong>Alice, chef Viviana Varese</strong>: mousse di cioccolato con cuore di liquirizia, salsa allo zafferano e aceto balsamico. Buono, avrei osato di piu&#8217; sul balsamico, ma il cioccolato &#8220;ruzza alla grande&#8221; e lo zafferano rimane giustamente li&#8217;, senza rompere. Alle 8.31 Alice ha battuto 247 scontrini.<br style="clear: both;" /></p>
<p><strong>Cracco, chef Carlo Cracco:</strong> crema di riso allo zafferano con cioccolato al riso croccante. Buono, un equilibrio spezzato dalla croccantezza del riso, zafferano molto nascosto (credo che questo piatto necessiti di opportuna &#8220;nasata&#8221; non adatta all&#8217;esterno)  e cioccolato che meriterebbe un accento in piu&#8217;. Alle 8.43 Cracco ha staccato 278 scontrini.<br style="clear: both;" /></p>
<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-25825" title="Trussardi alla Scala con Andrea Berton" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/trussardi.jpg" alt="" width="250" height="188" />Trussardi alla Scala, chef Andrea Berton:</strong> raviolo di stinco di vitello, con consomme&#8217; al lemongrass. E&#8217; un po&#8217; che mi incuriosisce questo Berton ma il locale vero mi intimorisce troppo. Qui il raviolo e&#8217; molto buono, e di gusto ruffianamente popolare. Soffre tantissimo perche&#8217; si riesce solo a indovinare il profumo di lemongrass ucciso dalla brezza e dagli odori della pioggia e del parco. Peccato. Inutilmente snob come al solito rifiuto di assaggiare l&#8217;insalata liquida con sfera di baccala&#8217; al nero, e me ne pentiro&#8217;.<br style="clear: both;" /></p>
<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-25830" title="The Park, chef Filippo Gozzoli" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/hyatt.jpg" alt="" width="250" height="188" />The Park Restaurant, chef  Filippo Gozzoli:</strong> rigatoni trafilati al bronzo con carbonara di mare. Oooopps, qui sbaglio qualcosa, io o lo chef <img src='http://www.dissapore.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> . La pasta e&#8217; ovviamente buona, ma la carbonara di mare fa troppo business hotel, oppure diciamo che fa un po&#8217; penne panna e salmone. L&#8217;aneto mi piace un sacco ma con salmone e acquavite, altrimenti uccide tutto il resto.<br style="clear: both;" /></p>
<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-25829" title="Fingers, chef Roberto Okabe" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/fingers.jpg" alt="" width="250" height="188" />Finger&#8217;s, chef Roberto Okabe:</strong> rolls selection four seasons (astici con uova e pesce volante, anguilla e mango, salmon grill &amp; cheese, tempura di gamberi e avocado). Un break importante dai gusti italiani, facile pensare che &#8220;non c&#8217;inzerti niente&#8221; invece ci sta. Da prendere comunque per quello che e&#8217;: un break qualitatoso, soprattutto per gli ignoranti (io) della cucina jappo.<br style="clear: both;" /></p>
<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-25826" title="Ristorante Savini con Matteo Torretta" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/savini.jpg" alt="" width="250" height="188" />Ristorante Savini, chef Matteo Torretta:</strong> brasato al cucchiaio con pure&#8217; affumicato. Spettacolo di tradizione dove la digressione e&#8217; qualche grano di sale grosso a vista. Non vincera&#8217; la mia inutile classifica perche&#8217; la tradizione e&#8217; davvero davvero forte e in generale preferisco i tentativi di innovazione (anche quando pindarici); rivaluto l&#8217;idea di una cena li&#8217;, certo dovrei verificare i prezzi prima. Scontrini alle 9.34: 375.<br style="clear: both;" /></p>
<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-25827" title="Il luogo di Aimo e Nadia Moroni" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/il-luogo.jpg" alt="" width="250" height="188" />Il Luogo Di Aimo e Nadia, chef Aimo Moroni:</strong> dolci ortaggi (tortina di farina di castagne, composta di finocchi e arance, cioccolato rio caribe, crema al bergamotto). Sdilinquano in gruppo per questo dolce che e&#8217; senz&#8217;altro buono, ma servito troppo freddo. Si indovina un coacervo di sapori intriganti ma la temperatura lascia troppo all&#8217;immaginazione. Davvero fuori luogo la gestione del banco, con &#8220;scleri&#8221; ripetuti, ingiustificati e talvolta irritanti per sedie spostate, piatti vuoti lasciati sul bancone e &#8220;facce da attesa&#8221; (solo facce). E&#8217; una fiera, comunque la si voglia chiamare, se la vostra cucina volete farla in un ambiente &#8220;controllato&#8221; continuate pure con il ristorante ed evitate esperienze del genere. E tenetevi le vostre opere d&#8217;arte a casa.<br style="clear: both;" /></p>
<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-25828" title="Ristorante Bianca, chef Omar Allievi" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/bianca.jpg" alt="" width="250" height="188" />Ristorante Bianca, chef Omar Allievi:</strong> parmigiana bianca flan di melanzane, consomme&#8217; di pomodoro e spuma di mozzarella di bufala. Mentre son li&#8217;, satollo di sapori, che negozio la buonuscita mi svirgola l&#8217;idea di provare questo qui, complice anche una certa agilita&#8217; allo stand. Sorpresa, davvero &#8230; sul filo di lana appaia Oldani come top di serata, lasciando anche qualcosa di perfettibile in una quantita&#8217; di spuma riducibile pena il soverchio sul resto. Ottima, anche la cortesia sveglia a contrasto dello stand di fianco (che e&#8217; quello di cui sopra).<br style="clear: both;" /></p>
<p>E poi.</p>
<p>Si !. C&#8217;era la Maserati ma era nera, c&#8217;era anche la Bi Emme Vu (il Caff avrebbe gradito ? <img src='http://www.dissapore.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> ), c&#8217;era l&#8217;edonismo milanese fuori luogo. C&#8217;erano gli stand &#8220;biecamente&#8221; commerciali, ma erano appunto commerciali, non accademici. C&#8217;era la festa del PDL li&#8217; vicino e c&#8217;erano la pioggia e il fango. C&#8217;era il biglietto del babbeo a 50 euro, ma se ti sei fatto &#8230; ehm &#8230; ciulare &#8230; non puoi mica prendertela con l&#8217;organizzazione.</p>
<p>C&#8217;era casino sotto le tende e c&#8217;erano gli ombrelloni che scaricavano acqua anche se eri sotto gli stand. C&#8217;erano tavolini e sedie bagnati.</p>
<p>Poi c&#8217;era il cibo, e quello mi e&#8217; piaciuto. Molto.</p>
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		<title>Identità Golose &#124; Less is more ma il risotto dov&#8217;è?</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Jan 2010 10:03:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>leo</dc:creator>
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<p>Milano &#124; Giro di ricognizione per la 6a edizione di <a title="Identità Golose" href="http://www.identitagolose.it/" target="_blank">Identità Golose</a>, il congresso di cucina anticipato ieri da <a title="Il Giornale" href="http://www.ilgiornale.it/milano/duemila_risotti_milano_lottagono_e_piazza_scala/ristoranti-cucina_italiana-matteo_torretta-savini-berton-trussardi_scala-gualtiero_marchesi-daniel_canzian-gozzoli-filippo_gozzoli-park_hyatt/29-01-2010/articolo-id=417599-page=0-comments=1" target="_blank"><em>Un risotto per Milano</em></a>, evento di beneficenza basato sul<span> risotto</span>&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/primo-piano/identita-golose-less-is-more-ma-il-risotto-dove/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-15091" title="I marchesini dorati di Daniel Canzian, chef del Marchesino di Milano e Riso al salto con zafferano e cozze di Andrea Berton, chef del ristorante Trussardi alla Scala " src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/riso1.gif" alt="I marchesini dorati di Daniel Canzian, chef del Marchesino di Milano e Riso al salto con zafferano e cozze di Andrea Berton, chef del ristorante Trussardi alla Scala " width="599" height="348" /></p>
<p>Milano | Giro di ricognizione per la 6a edizione di <a title="Identità Golose" href="http://www.identitagolose.it/" target="_blank">Identità Golose</a>, il congresso di cucina anticipato ieri da <a title="Il Giornale" href="http://www.ilgiornale.it/milano/duemila_risotti_milano_lottagono_e_piazza_scala/ristoranti-cucina_italiana-matteo_torretta-savini-berton-trussardi_scala-gualtiero_marchesi-daniel_canzian-gozzoli-filippo_gozzoli-park_hyatt/29-01-2010/articolo-id=417599-page=0-comments=1" target="_blank"><em>Un risotto per Milano</em></a>, evento di beneficenza basato sul<span> risotto allo zafferano. Lo hanno servito servito in 4 ristoranti: <em>Il Marchesino</em> di Gualtiero Marchesi (chef Daniele Canzian), <em>The Park</em> dell&#8217;hotel Park Hyatt (chef Filippo Gozzoli), <em>Trussardi alla Scala</em> (chef Andrea Berton), <em>Savini</em> (chef Matteo Torretta). <span id="more-15089"></span>Guardando le foto dei &#8220;Marchesini dorati&#8221; di Canzian e del &#8220;Riso al salto con zafferano e cozze&#8221; di Berton, la domanda sorge spontanea: dov&#8217;è il risotto? Ah, questa cucina innovativa. Uh, questi cuochi sperimentali. Si stava meglio quando si stava peggio, signora mia! Immagini: Federico M.</span></p>
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		<title>Milano, i furbetti del barettino</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Aug 2009 10:28:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Bernardi</dc:creator>
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<p>Per capire se la sciagura del doppio prezzo—uno per i turisti l&#8217;altro per gli italiani—sia prerogativa esclusivamente romana, due giornalisti della redazione milanese di Repubblica, Franco Vanni e Teresa Monestiroli, si sono seduti in tavolini diversi dello stesso bar&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/primo-piano/milano-i-furbetti-del-barettino/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-8216" title="Lo scontrino del Caffè Mercanti" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/1250795488408_011.jpg" alt="Lo scontrino del Caffè Mercanti" width="585" height="400" /></p>
<p>Per capire se la sciagura del doppio prezzo—uno per i turisti l&#8217;altro per gli italiani—sia prerogativa esclusivamente romana, due giornalisti della redazione milanese di Repubblica, Franco Vanni e Teresa Monestiroli, si sono seduti in tavolini diversi dello stesso bar consumando le medesime cose: lei con la piantina di Milano alla mano, una rivista francese e un inglese sicuro; lui con un quotidiano italiano, il casco e l’aria da milanese rimasto in città a lavorare. Volete sapere <a title="Repubblica Milano" href="http://milano.repubblica.it/dettaglio/articolo/1700380" target="_blank">come è andata</a>?</p>
<p><strong>Bar Sì in galleria Vittorio Emanuele</strong> | Viene chiesta una spremuta d&#8217;arancia, pochi minuti dopo arriva un bicchiere d’acqua sporcato con dell’arancia spremuta. Il conto? 10 euro a testa. Soldi, che nel caso della <em>turista</em>, vengono intascati in nero.</p>
<p><strong>Bar del Corso in corso Vittorio Emanuele</strong> | L’ordine dei due giornalisti è un decaffeinato più un bicchiere d’acqua. L’espresso arriva accompagnato da una bottiglietta di mezzo litro non richiesta. La finta turista paga 6,50 euro, il milanese 4 euro.</p>
<p><strong>Caffè di piazza San Carlo in corso Vittorio Emanuele</strong> | Un succo di frutta al tavolo arriva insieme a patatine e olive. il conto è corretto: entrambi 6 euro.</p>
<p><strong>San Babila Caffè in via Montenapoleone</strong> | La<em> straniera</em> paga il succo di frutta 4 euro, il <em>milanese</em> 3. La tassa-straniero è del 30 per cento.</p>
<p><strong>Caffè Mercanti in via Mercanti</strong>. Vengono ordinati un toast e una bottiglietta d’acqua minerale. Una signorina sorridente batte lo scontrino fiscale: la <em>straniera</em> spende il DOPPIO, 10,50 euro contro 5,30.</p>
<p><strong>Gelateria La voglia in via Dante</strong>. Tutti e due spendono 5 euro per una coppa alla crema.</p>
<p><strong>Caffè de Ville in piazza Cadorna</strong> | Il conto per lo <em>straniero</em> è di nuovo salato: un caffè al tavolo 3 euro, mentre il <em>milanese</em> ne paga solo 1,50.</p>
<p><strong>Savini in Galleria Vittorio Emanuele</strong> | Spremuta ottima e conto identico: 10 euro.</p>
<p><strong>Bar Duomo in piazza Duomo</strong> | Un’acqua minerale da 3 euro per entrambi – anche se alla <em>straniera</em> non viene rilasciato lo scontrino.</p>
<p><strong>Bar Brera, di fronte alla Pinacoteca</strong> | Anche qui niente ricevuta per chi viene da lontano, ma almeno il prezzo è lo stesso: 1,60 euro.</p>
<p>Tra spremute d’arancia, caffè, acqua minerale, toast e gelati in 4 locali su 10 la <em>turista</em> ha pagato molto di più, in un paio di casi addirittura il doppio. In altri tre casi, il conto era lo stesso, ma alla <em>straniera</em> non è stato consegnato lo scontrino fiscale.<span> Dunque anche a Milano i bar si prendono gioco del turista, specie se si trovano nelle strade più commerciali. L&#8217;estate delle truffe continua&#8230;<br />
</span></p>
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