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	<title>Dissapore &#187; sprechi</title>
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		<title>The best of Roberto Formigoni: al Pirellone bis da 571 milioni il ristorante, la gelateria e l&#8217;outlet</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 11:44:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Bernardi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p style="text-align: center;"></p>
<p>Cara Milano, anche se mi hai accolto con quel -11° di cortesia ti parlo come fossi il tuo commercialista. C&#8217;è un estensione illimitata di banalità e modi di pensare che ti riguardano con i quali siamo cresciuti&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/primo-piano/the-best-of-roberto-formigoni-al-pirellone-bis-da-571-milioni-il-ristorante-la-gelateria-e-loutlet/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-47284 aligncenter" title="Pirellone bis" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/Pirellone-bis.jpg" alt="" width="600" height="450" /></p>
<p>Cara Milano, anche se mi hai accolto con quel -11° di cortesia ti parlo come fossi il tuo commercialista. C&#8217;è un estensione illimitata di banalità e modi di pensare che ti riguardano con i quali siamo cresciuti e con cui conviviamo. Milano è brutta, c&#8217;è la nebbia, il traffico, &#8220;che differenza c&#8217;è tra Roma e Milano, a parte il  		fatto che lassù si lavora&#8221;. Posso aggiungerne una? Non è ancora cliché ma presto lo diventerà: <strong>Milano ha perso il senso della realtà</strong>.</p>
<p>Com&#8217;è possibile, vista la temperie, che Roberto Formigoni <a title="Repubblica Milano" href="http://milano.repubblica.it/cronaca/2012/02/07/news/ecco_il_pirellone_bis_costa_570_milioni_formigoni_ha_un_eliporto_e_la_foresteria-29455877/" target="_blank">spenda 571,4 milioni di euro</a> per il Pirellone bis, sede della giunta regionale? In tempi di mastini del Fisco che aggrediscono la città è logico farsi un eliporto per gli spostamenti in  elicottero? O un ufficio di due piani con foresteria collegati da una scala interna?</p>
<p>Ma la fascinazione dei milanesi operosi per il loro presidente ingoia senza batter ciglio 11.200 euro per il tavolo &#8220;direzionale&#8221; e 20.000 per i tappeti &#8220;fabbricati a mano&#8221;? Per  non parlare degli sprechi nella vecchia sede della Regione, il grattacielo Pirelli.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-47285" title="Ristorante Terraferma" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/212143097-dd948081-83b5-435d-8cd3-9095ab794eff.jpg" alt="" width="600" height="399" /></p>
<p>E veniamo alle cose nostre. La mobilia di buvette e cucine costa 64mila euro. Il primo servizio di ristorazione di Palazzo Lombardia (confidenzialmente Pirellone bis) si chiama Terraferma, un <a title="Repubblica Milano" href="http://milano.repubblica.it/cronaca/2011/06/20/foto/pirellone_bis_apre_il_primo_ristorante-17986354/1/" target="_blank">ristorante da 150 posti</a> riservato ai dipendenti della Regione, che nelle parole di Formigoni: &#8220;era giusto avessero all&#8217;interno del palazzo un punto di riferimento per il pranzo quotidiano&#8221;.</p>
<p>Poi, il supremo sgarbo al senso comune, la prova tangibile che esiste la sindrome del faraone tipica degli amministratori che vogliono  lasciare un segno del loro passaggio, pagato con i soldi  pubblici.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-47286" title="La gelateria del Pirellone bis" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/150852276-aee0a432-6bf3-4856-8f11-171f44b53db2.jpg" alt="" width="600" height="400" /></p>
<p>Come annunciava ieri un meraviglioso taglio basso di Repubblica Milano: la <a title="Repubblica Milano" href="http://milano.repubblica.it/cronaca/2011/07/04/foto/pirellone_bis_dopo_il_ristorante_arrivano_un_outlet_e_la_gelateria-18640915/1/" target="_blank">gelateria frutteria</a>. Appena inaugurata. Nel palazzo della Regione.</p>
<p>P.S. E c&#8217;è pure l&#8217;outlet.</p>
<p>[Crediti | <em>Link e immagini: Repubblica Milano</em>]</p>
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		<title>Qual è la verità nella guerra del pane sprecato?</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Jan 2010 14:12:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Tomacelli</dc:creator>
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<p>Ormai i comuni italiani fanno a gara a chi ne butta più. Come un detonatore <a title="Corriere" href="http://www.corriere.it/cronache/10_gennaio_03/pane_buttato_9daa83c8-f842-11de-bb47-00144f02aabe.shtml" target="_blank">l&#8217;articolo del Corriere</a> sul <strong>pane sprecato</strong> ha fatto crollare l&#8217;argine della decenza. La discussione si è accesa coinvolgendo le alte sfere&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/primo-piano/qual-e-la-verita-nella-guerra-del-pane-sprecato/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-13857" title="Egypt FAO" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/pane.jpg" alt="Egypt FAO" width="450" height="293" /></p>
<p>Ormai i comuni italiani fanno a gara a chi ne butta più. Come un detonatore <a title="Corriere" href="http://www.corriere.it/cronache/10_gennaio_03/pane_buttato_9daa83c8-f842-11de-bb47-00144f02aabe.shtml" target="_blank">l&#8217;articolo del Corriere</a> sul <strong>pane sprecato</strong> ha fatto crollare l&#8217;argine della decenza. La discussione si è accesa coinvolgendo le alte sfere vaticane. Di cosa stiamo parlando? Rispondiamo ricostruendo i fatti. Tutto inizia lo scorso luglio quando in Inghilterra esce un piccolo libro: “Waste: Uncovering the Global Food Scandal“. L&#8217;autore è un giovanotto inglese Tristram Stuart che ha scoperto una verità tremenda: nel mondo si spreca metà del cibo prodotto. <em>Dissapore</em> riprende quelle terribili immagini <a href="http://www.dissapore.com/primo-piano/non-si-butta-via-niente/" target="_blank">facendone un post</a> molto discusso, ricordate?</p>
<p>Qualche mese più tardi, l&#8217;onda lunga del libro arriva sulla stampa di tutto il mondo, Italia compresa. Si comincia a dibattere, ecco finalmente titoloni e inchieste. Fino all&#8217;articolo dell&#8217;altro giorno sul <em>Corriere</em>, una bomba piazzata sotto il nostro sedere di consumatori. Tra i primi a usare parole di condanna il presidente della conferenza episcopale <a href="http://www.corriere.it/cronache/10_gennaio_05/bagnasco-spreco-pane-scandaloso_10130444-fa14-11de-ad79-00144f02aabe.shtml" target="_blank">Monsignor Bagnasco</a>: &#8220;Questo spreco enorme del pane è scandaloso&#8221;. Non passa un giorno che la lista dei rei confessi si infoltisce, in prima fila tra gli sprecono ci sono Brescia e la <a href="http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/GdM_dallapuglia_NOTIZIA_01.php?IDNotizia=298542&amp;IDCategoria=1" target="_blank">Puglia</a>. Nel frattempo, si ribellano panificatori e fornai, indicati da tutti come i veri colpevoli. Intervengono le associazioni di categoria sollevando dubbi sul pezzo del Corriere, accusato di aver drogato i dati.</p>
<p>Luca Vecchiato, presidente della <em>Federpanificatori</em> <a href="http://www.fornaioamico.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=932:lo-spreco-inventato&amp;catid=23:primo-piano&amp;Itemid=12" target="_blank">dice senza mezzi termini</a> che &#8220;lo spreco è inventato&#8221;. E smentisce il quotidiano milanese pubblicando dati diversi sul sito dell&#8217;associazione. &#8220;Se le cifre del <em>Corriere</em> fossero reali, l&#8217;Italia getterebbe nella spazzatura 24.000 tonnellate di pane al mese&#8221;. Dove sta la verità? Nel sacchetto della spazzatura, ovvio. In entrambi i casi sono numeri forniti dai panifici che non tengono conto della quantità di cibo che finisce nella spazzatura dei milanesi, pane compreso. E nessuno si preoccupa di capire perchè il pane viene buttato via con tanta facilità. Qualche giorno fa <a title="Dissapore" href="http://www.dissapore.com/primo-piano/getta-oggi-il-nostro-pane-quotidiano-milano/" target="_blank">abbiamo avanzato un&#8217;ipotesi</a>, il pane di Milano fa schifo, diventa duro come pietra poche ore dopo essere uscito dal forno.</p>
<p>Non tutti i lettori erano d&#8217;accordo, ma secondo Giuseppe Barile è proprio questo il problema che accorcia la vita del pane italiano. Chi è Barile? È il Presidente del Consorzio Pane DOP di Altamura, uno che di croste e molliche ne ha masticate. Ecco cosa ha detto alla Gazzetta del Mezzoggiorno.</p>
<p><strong>D.: Come è possibile che il pane venga buttato?</strong><br />
R.: «Di sicuro non avviene per il vero pane di Altamura, quello Dop».<br />
<strong>D.: Perché ne è così sicuro?</strong><br />
R.:«Semplice, perché il vero pane di Altamura si conserva fresco e buono anche per una settimana, quindi non è possibile sprecarlo».<br />
<strong>D.: A che cosa è dovuta questa caratteristica?</strong><br />
R.: «Al lievito madre utilizzato: garantisce la fermentazione batterico-lattica e quindi una lunga conservazione. Il pane &#8220;normale&#8221; viene invece fatto con il lievito di birra a fermentazione alcolica. Il risultato è che un panino fatto la mattina, al pomeriggio è già duro e non si vende».<br />
<strong>D.: Perché non usano tutti il lievito madre?</strong><br />
R.: «Perché ci vogliono non meno di sei ore per far lievitare e cuocere il pane di Altamura. Un panino in un’ora e mezza è già pronto. E’ una bella differenza di tempi e costi».</p>
<p>Una lezione e un&#8217;accusa a noi che mangiamo in fretta con gli occhi e il palato chiusi. Che vogliamo il pane a poco perché non diamo più valore al cibo. Eppure, al di là delle parole di Bagnasco, non c&#8217;è cosa più sacra del pane.</p>
<p>Riguardatevi la breve intervista al nostro eroe Tristram Stuart, il trentenne integralista ecologico (<em>freegan</em>) che per anni si è nutrito del cibo scartato dai supermercati, e che nei giorni scorsi ha presentato in Italia il suo libro.</p>
<p>Una ventina in tutto i presenti. Molti milioni gli assenti.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="510" height="290" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/R1dWT7ahxhg&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="510" height="290" src="http://www.youtube.com/v/R1dWT7ahxhg&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Getta oggi il nostro pane quotidiano&#8230; Milano</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Jan 2010 13:28:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Tomacelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>I fornai meneghini dovrebbero smetterla di dar sempre la colpa a qualcun altro. Dovrebbero assumersi le loro responsabilità visto che ogni giorno a Milano <a href="http://www.corriere.it/cronache/10_gennaio_03/pane_buttato_9daa83c8-f842-11de-bb47-00144f02aabe.shtml" target="_blank">finiscono nei rifiuti</a> <strong>180 quintali di pane</strong>. Invece danno la colpa a noi clienti.&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/primo-piano/getta-oggi-il-nostro-pane-quotidiano-milano/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-13662" title="michettaCartello" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/michettaCartello.png" alt="michettaCartello" width="228" height="250" />I fornai meneghini dovrebbero smetterla di dar sempre la colpa a qualcun altro. Dovrebbero assumersi le loro responsabilità visto che ogni giorno a Milano <a href="http://www.corriere.it/cronache/10_gennaio_03/pane_buttato_9daa83c8-f842-11de-bb47-00144f02aabe.shtml" target="_blank">finiscono nei rifiuti</a> <strong>180 quintali di pane</strong>. Invece danno la colpa a noi clienti. Dovrebbero dire “sì, per molte ragioni, la prima delle quali è che non sappiamo fare di meglio, il nostro è un pane di m***a venduto a peso d&#8217;oro&#8221;. Invece cosa dice Stefano Fugazza, capo panificatore dell&#8217;<em>Unione Artigiani</em> di Milano? &#8220;Se non hai sempre l’assortimento completo e caldo, perdi clienti – con questo modo di lavorare l’invenduto aumenta a dismisura e in media resta sugli scaffali il 10% per cento del pane prodotto&#8221;.</p>
<p>Naturalmente, nemmeno una parola sulla qualità e sul prezzo del pane. Siccome però qualcuno si è preso il disturbo di spiegare la differenza che passa tra il pane buono e il <em>sottoprodotto</em> venduto nei forni milanesi, che almeno Fugazza facesse il piacere di leggerlo. Possiamo chiamare pane una michetta che nelle <a href="http://www.02blog.it/post/832/che-milano-sarebbe-senza-michetta" target="_blank">prime ore del pomeriggio</a> è già secca e dura, praticamente immangiabile?</p>
<p>Una categoria dalla faccia di bronzo quella dei fornai. <a title="Il Sole24Ore" href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Economia%20e%20Lavoro/2008/06/antitrust-unione%20panificatori%20roma%20.shtml?uuid=5bf7401c-3c62-11dd-bc5b-00000e251029&amp;DocRulesView=Libero" target="_blank">Multati</a> dall&#8217;Antitrust a Roma per aver concordato il prezzo del pane, epperò fustigatori dei consumi . &#8220;Il nostro pane a fine serata non interessa più nessuno. Lo abbiamo proposto persino ai canili&#8221;.</p>
<p>Sarebbe meglio se lasciassero perdere la lussuosa farina di riso tornando a fare il pane con quella di grano. Sarebbe meglio se la smettessero di farci pagare anche il costo dello spreco. Soprattutto, sarebbe meglio se dopo le 6 del pomeriggio diminuissero i prezzi. Vogliamo scommettere che le michette andrebbero via come il pane?</p>
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		<title>Tristram Stuart, gli sprechi e la grande mela</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Dec 2009 17:14:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Tomacelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Com&#8217;è che fa? Ah sì, non vorrei dire io l&#8217;avevo detto ma&#8230;<a title="Dissapore" href="http://www.dissapore.com/primo-piano/non-si-butta-via-niente/" target="_blank"> io l&#8217;avevo detto</a> che Tristram Stuart, 32 anni, autore di <a title="Ibs" href="http://www.ibs.it/code/9788861593794/stuart-tristram/sprechi-cibo-che.html" target="_blank"><em>Sprechi</em></a>, l&#8217;integralista ecologico (<em>freegan</em>) che per anni si è nutrito del cibo&#8230; <a href="http://www.dissapore.com/primo-piano/tristram-stuart-gli-sprechi-e-la-grande-mela/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-12941" title="apples" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/apples.jpg" alt="apples" width="125" height="125" />Com&#8217;è che fa? Ah sì, non vorrei dire io l&#8217;avevo detto ma&#8230;<a title="Dissapore" href="http://www.dissapore.com/primo-piano/non-si-butta-via-niente/" target="_blank"> io l&#8217;avevo detto</a> che Tristram Stuart, 32 anni, autore di <a title="Ibs" href="http://www.ibs.it/code/9788861593794/stuart-tristram/sprechi-cibo-che.html" target="_blank"><em>Sprechi</em></a>, l&#8217;integralista ecologico (<em>freegan</em>) che per anni si è nutrito del cibo scartato dai supermercati, ci aveva visto giusto. Ieri sera a Londra <a title="Il secolo XI" href="http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/p/mondo/2009/12/16/AMsmk2CD-pranzo_recuperati_trafalgar.shtml" target="_blank">è stato l&#8217;eroe</a> di <em>Feeding the 5000</em>, megatavolata di piatti cucinati solo con <em>cibo recuperato</em>. Ma adesso è il mondo che vuole spezzare le reni allo spreco. New York per dire, ogni giorno getta nella spazzatura 100 tonnellate di cibo. Gli ecologisti di <a href="http://www.cityharvest.org/" target="_blank">City Harvest</a>, che recuperano cibo per i poveri da supermercati e fast food, <a href="http://www.treehugger.com/files/2009/12/new-york-subway-train-filled-with-apples-is-empltied-onto-platform-illustrates-food-waste-video.php" target="_blank">hanno girato</a> questo video prodigioso, pochi secondi da guardare tassativamente.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="510" height="290" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/2V5fKX_U3qY&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="510" height="290" src="http://www.youtube.com/v/2V5fKX_U3qY&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object><br />
<span id="more-12938"></span><br />
Da notare che tra i collaboratori di City Harvest ci sono una trentina di chef pluristellati della città, tra i quali Alain Ducasse, Eric Ripert del ristorante <em>Le Bernardin</em>, e Marco Maccioni di <em>Le Cirque</em>. Ora che guardando il video avete capito quante sono 100 tonnellate di cibo, chiedetevi perchè, <a title="Banco Alimentare" href="http://www.bancoalimentare.org/" target="_blank">Banco Alimentare</a> a parte, in Italia non esistono iniziative simili. Forse i nostri ristoranti non sprecano?</p>
<p>E agli chef, possiamo chiedere una comparata in meno alla tv, e più impegno per chi sta peggio?</p>
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		<title>Non si butta via niente</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Jul 2009 06:24:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Tomacelli</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-6839" title="immagine-5" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/immagine-5.png" alt="immagine-5" width="511" height="511" />La spesa al supermarket mi uccide a colpi di noia. Sono tra quelli che, dopo la terza corsia, russano alla grande e si schiantano contro il banco frutta: se mi incrociate, occhio! Ma esiste un modo più divertente per fare la spesa scansando la trimurti coda-commesse-bancomat? Si che c&#8217;è, basta andare nel retro e <em>ravanare</em> tra sacchi d&#8217;immondizia zeppi di delizie <em>aggratis!</em></p>
<p><span id="more-6838"></span></p>
<p>Mentre voi chiamate la neuro io, lista alla mano, comincio la mia spesa dal pane: guarda quante belle fette di pane in cassetta! Sono proprio fortunato: questo ipermercato butta via la prima e l&#8217;ultima fetta per avere panini tutti uguali, fanno 13.000 fette di pane al giorno. A me ne bastano una decina in tutto.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-6843" title="immagine-61" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/immagine-61.png" alt="immagine-61" width="524" height="331" /></p>
<p>Adesso tocca al pesce, chiuso in un bustone che peserà tonnellate! Sono gli scarti dell&#8217;industria ittica, tanto buon pesce di modesto valore commerciale ma molto nutriente, specie se fatto &#8220;a zuppa&#8221;, mmhh che buono!</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-6844" title="immagine-71" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/immagine-71.png" alt="immagine-71" width="400" height="258" /></p>
<p>Per contorno ci vorrebbero delle belle verdurine, magari bio&#8230;vediamo&#8230;terzo bustone e zac&#8230;zucchine e pomodori  ancora freschi e poi patate in quantità buttate via perché appena macchiate: un vero delitto! Tolta la macchiolina finiranno fritte in padella ma ci vorrebbe dell&#8217;olio e poi ketchup e maionese che ai bambini piace tanto: dove trovarli?<br />
<img class="aligncenter size-full wp-image-6846" title="immagine-81" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/immagine-81.png" alt="immagine-81" width="344" height="258" />Facile. Nel reparto &#8220;appena scaduti&#8221;, quarto bustone a destra, insieme a biscotti, creme e confezioni di carne. Tutta roba costosissima degna di un gourmet come me! Se credono di fermarmi spruzzando sopra un po&#8217; di vernice, si sbagliano di grosso. Non lascerò marcire cibo ancora buono, perdio!</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-6847" title="immagine-9" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/immagine-9.png" alt="immagine-9" width="592" height="223" /></p>
<p>Reparto frutta, adesso: i sacchetti neri traboccano di banane fuori mercato perché troppo diritte e arance gettate via per controllare i prezzi: troppa produzione incide sul valore. Dal magazzino all&#8217;immondizia, e da lì nel mio sacchetto della spesa!<br />
<img class="aligncenter size-full wp-image-6848" title="immagine-10" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/immagine-10.png" alt="immagine-10" width="452" height="331" />Io per oggi ho finito la spesa, se volete cominciate voi, tanto ce n&#8217;è per tutti. Non ci credete?</p>
<p>Con il cibo prodotto ogni anno nel mondo, si potrebbero sfamare 12 miliardi di persone, il doppio della popolazione mondiale, mentre un miliardo di persone muore silenziosamente di fame. È questo il vero delirio: l&#8217;uomo inquina, avvelena, sfrutta e distrugge risorse che finiranno sprecate in un sacco d&#8217;immondizia. Le <a href="http://www.guardian.co.uk/environment/gallery/2009/jul/19/food-waste" target="_blank">tremende immagini</a> che abbiamo scelto, sono tratte dal libro di Tristram Stuart &#8220;<span><em><a href="http://www.liber-ate.org/" target="_blank">Waste: Uncovering the Global Food Scandal</a></em><em>&#8220;</em></span>. Tristram è un simpatico ragazzo che, negli anni difficili dell&#8217;università, si è cibato a costo zero grazie agli scarti di supermercati e negozi. Orgogliosamente si dichiara <a href="http://www.guardian.co.uk/environment/2009/jul/19/freegan-environment-food" target="_blank">Freegan</a>, uno che vive dei rifiuti della società dei consumi. È sua l&#8217;ultima foto e, se proprio non vi va di seguirlo in questa &#8220;missione&#8221;, pensate a lui la prossima volta che spingerete il carrello: e rimanete svegli, mi raccomando!</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-6850" title="immagine-14" src="http://www.dissapore.com/wp-content/uploads/immagine-14.png" alt="immagine-14" width="412" height="312" /></p>
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