È iniziato Top Chef Italia 2

Di talent culinari non ne abbiamo mai abbastanza.

Dopo Bake Off e aspettando Masterchef, ieri sera alle 21. 15 su Nove è ripartito Top Chef Italia, la sfida ai fornelli che non coinvolge orde di timorosi cuochi amatoriali bensì veri e propri professionisti del settore, cuochi dotati di mestiere ed esperienza che si esibiscono sotto lo sguardo severo dei tre implacabili giudici.

I quali, come nella scorsa edizione, sono Annie Féolde, anima di Enoteca Pinchiorri di Firenze (3 stelle Michelin), Giuliano Baldessari del ristorante Aqua Crua (una stella Michelin) e Mauro Colagreco, chef del Mirazur di Mentone, arrivato fino al quarto posto della World’s 50 best Restaurants (due stelle Michelin). Nell’edizione corrente non sarà presente invece Moreno Cedroni, quarto giudice dello scorso anno.

Com’è andato finora Top Chef Italia.

Com’è Manna, il ristorante di Matteo Fronduti, che ha vinto Top Chef Italia.

Sono invece 16 i cuochi professionisti che nei 10 episodi previsti si batteranno per il titolo di Top Chef italiano, e il vincitore vedrà premiato il proprio talento con 50.000 euro in gettoni d’oro, riconoscimento che lo scorso anno è andato a Matteo Fronduti.

Ma se il grande pubblico che ama i fornelli in TV conosce ormai benissimo nomi e volti dei giudici, molto meno noti sono quelli dei sedici sfidanti, che riassumiamo brevemente per familiarizzare con il nuovo talent.

TOP CHEF ITALIA 2017: I CONCORRENTI

Andrea Astolfi – “la cucina è la mia droga” dice il giovane –solo 20 anni– aiuto cuoco di Verbania, iscritto alla scuola alberghiera di Spoleto eoggi assistente dei docenti della scuola di cucina Boscolo “Etoile Academy di Tuscania (VT). Che si dice disposto a tutto per arrivare.

Andrea Fugnanesi –  proviene dalle valli aostane Andrea Fugnanesi, dove è “demi chef de partie” al Nira Montana di La Thuile (AO), con lo chef Paolo Bertholier. Il sogno nel cassetto è di aprire un winebar con la sua compagna, sommellier professionista.

Bonetta Dall’Oglio – “voglio portare la mia Sicilia nel mondo”, dice Benedetta Dall’Oglio, cinquantenne di Palermo con particolare attaccamento alla sua terra e un forte interesse per agricoltura, ambiente, biodiversità e grani antichi della sua amata isola.

Una passione enorme, quest’ultima, che l’ha condotta proprio nei giorni scorsi a polemizzare contro Dario Bressanini, il chimico gastronomo più famoso del web, al grido di “Non ci si può permettere di far fare degli articoli a Dario Bressanini per denigrare il grano antico!”; grani “antichi” che, come spesso argomenta il noto divulgatore, lo sarebbero soltanto nel nome. Ad ogni modo, se l’intento era quello di far parlare di sé, per ora Bonetta ci è riuscita.

Cinzia Fumagalli – dall’insegnamento in un istituto alberghiero a Top Chef, Cinzia Fumagalli, 50 anni, di Lecco, ha deciso con il talent di dare una svolta alla sua vita. E’ stata membro della Federazione italiana cuochi e dell’Associazione cuochi professionali italiani e ora vorrebbe aprire un locale tutto suo. Un bel caratterino che le ha fatto infilare, a soli 14 anni, un forchettone nel braccio di un collega che le aveva fatto delle avances troppo esplicite.

Cristian Orsini – dopo l’incontro con l’esperta nutrizionista Chiara Manzi, Orsini, dopo aver lavorato anni nel ristorante di famiglia, viene folgorato dalla scienza della nutrizione, professione che ora svolge come consulente seguendo diversi progetti in Italia e all’estero.

Fabiana Scarica – viene anche lei, come l’Antonino nazionale, da Vico Equense, dove è chef del suo ristorante Villa Chiara. Dopo essersi iscritta all’Alma e aver lavorato alla Torre del Saracino e al ristorante Don Alfonso, propone nel suo ristorante di “una cucina amorevole come quella delle mamme”. Anche il nome del locale, infatti, prende il nome della figlia.

Federica Atzeri – il sogno è di avere un food truck con cui girare il mondo, per poi tornare nella sua Sardegna e aprire l’immancabile ristorante. Dopo la scuola alberghiera e l’accademia dello chef Roperto Petza, Federica è ora aiuto cuoco al Lucitta di Arbatax (NU), con la chef Clelia Bandini.

Francesco Germani – viene da Milano Francesco Germani, dove è chef presso La Maniera di Carlo. Laureato in scienze motorie, ha dedicato il nome del locale al padre scomparso, e si presenta dicendo che “il punto forte della mia cucina sono io”. Vanta inoltre collaborazioni con Pietro Leemann e Enrico Bartolini.

Giuseppe Cannillo – duplice attività per Cannillo, che si divide con il suo mestiere di cuoco tra Milano e Varese. Proveniente da Corato, ama definirsi “cuoco” e non chef e, dopo una serie di vicissitudini che lo hanno portato a chiudere il suo ristorante, afferma che “la cucina è la mia luce in fondo al tunnel”.

Luca Natalini – già finalista d iS. Pellegrino Young Chef 2018, Natalini ha iniziato come lavapiatti per poi diplomarsi nel 2012 all’ALMA di Gualtiero Marchesi. Proveniente da una famiglia di artisti, ha avuto esperienze di cucina soprattutto in Russia dove lavora come chef per la catena Good Restaurants.

Majda Nabaoui – influenze esotiche per la chef di origini marocchine ma di stanza a Modena sin dall’età di 10 anni. Dopo le esperienze da Bottura e Ducasse si è poi trasferita a Parigi e in Iran, coltivando la sua passione per la pasticceria. Attualmente presta la propria opera in uno noto ristorante francese.

Marco Failla – viene da Ragusa, o meglio da Vittoria Marco Failla, dove è chef presso il resort Villa San Bartolo. Dopo aver perso la mamma a 13 anni è nata la passione per la cucina, e a 21 anni è già capo-partita in un ristorante a 5 stelle.

Massimo Biale –51 anni, capo nucleo addestramento vettovagliamento dell’Aeronautica militare, il maresciallo aeronautico nonché chef Massimo Biale oltre al volo coltiva da sempre la passione per la cucina, che lo ha portato a partecipare con successo anche ad alcuni concorsi. Il suo motto in cucina? Ordine, regole e gerarchia, ovviamente. Semplici e fondamentali regole troppo spesso disattese a favore di una creatività facilona e di bassa lega.

Matteo Puccio – doppia occupazione per Matteo Puccio, che è chef di Ai Fusion Kitchen di Terni ma anche insegnante alla scuola del Gambero Rosso. Dopo gli studi, poi interrotti, di giurisprudenza e psicologia, gira il mondo sulle navi in qualità di chef di Relais Chateau, e da quella esperienza ricava l’idea di una cucina multietnica e dalle molteplici influenze.

Michele Elia – viene da Trani Michele Elia, dove è chef presso Il diavoletto epicureo. In passato ha lavorato da Don Alfonso 1890 e poi a Dublino in un ristorante 5 stelle. “Non mi piacciono le cose troppo schematiche”, dice Elia, che opta per una cucina più divertente e colorata.

Victoire Goulubi – in Congo, da dove proviene, cucinava per i suoi 19 fratelli. Arrivata in Italia a 20 anni, ora, a 36, Victoire è executive chef presso l’hotel Mirtillo Rosso di Alagna (VC), ed è considerata una delle migliori chef emergenti, tanto che la sua cucina è descritta da Bottura come “bio-diversamente contaminata”.

[Crediti | Link e immagini: TvBlog]

Cinzia Alfè Cinzia Alfè

8 settembre 2017

commenti (4)

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  1. L’anno scorso mi era piaciuto abbastanza Topchef . Meno teatrino , sia da parte dei concorrenti che dei cuochi , e piu ‘ cucina rispetto a quella buffonata che e ‘ Masterchef .
    Se solo smettessero l’ insopportabile refrain grazie SCIE’F , si SCIE’F , va bene SCIE’F . Sono tutti SCIE’F laddentro , e che diamine . Lo sanno anche i sassi .
    Anche se un dubbio su un concorrente permane . Una specie di cinghiale che saltava , sudava , cadeva , sudava , si tagliava , ricascava , sudava , piangeva , sudava , imprecava , si arruffianava , sudava , sbatteva una pagnotta come un forsennato sul tavolo , si inginocchiava verso la Mecca , ringraziava , pastrocchiava qualcosa , sudava e vinceva il ballottaggio per rimanere in ina cucina che uno cosi’ non dovrebbe vedere neanche con in telescopio spaziale 😉

  2. Peccato che nel montaggio del programma si siano perse quasi tutte le descrizioni dei vari piatti… spesso “promossi” o “bocciati” dopo la sola inquadratura di primissimo piano… la descrizione sotto al nome che appare non è intelligibile a meno di leggere e non vedere il piatto… si potrebbe ovviare…

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