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E tre! Il plenipotenziario dell’associazione italiana sommelier di Roma, Franco Ricci, ne ha 









ma le sopracciglia del tipo sono finte?
Ma si deve per forza commentare???
chiaro
Potrei dire cose volgari…
ricci ha in progetto l’introduzione di un patentino per esperti di vino, sommelier da far tornare sui banchi di scuola compresi. gli annunci degli ultimi mesi vanno tutti in questa direzione.
Di Ricci ricordo un discorso fantastico qualche settimana fa a una degustazione sui vini lombardi, molto simile alle parole citate nel post. Solo che, dopo averci detto l’importanza di conoscere e bere il vino, ci ha tenuto per 30 minuti coi calici vuoti (i sommelier non potevano versare) per un’interminabile e pallosissima consegna di attestati ai produttori. E’ un mito, non si discute…
P.S.
Ma i corsi adesso costano ‘solo’ 1.600? Ero rimasto più sui 2.500, dev’esse’ la crisi…
che bel trio !! chi mi presta un lanciafiamme !!
)))
Immagino (sic!) che Vespa e Mentana abbiano fatto i tre anni di corso e che lo abbiano pagato (da noi in provincia i tre anno costano effettivamente sui 1600 euro, non so se a Roma si può optare per valigette e attrezzature più fèscion).
Dico questo perchè ricordo una lista di due, tre pagine buone di Sommeliers ad honorem sulla rivista AIS: mi chiedo se anche questo è fare cultura del vino, se non si sia cercato troppo l’effetto traino di volti noti, spesso solo indirettamente legati al mondo del vino, e infine se, stando a quanto riferisce Aldo Fiordelli, lo sforzo “a carico dei privati” non finirebbe col ricadere sui semplici sommeliers, in una infinita sequela di esami, e costi relativi, anche post diploma (degustatore, relatore, patentino di conoscitore e chissà quant’altro). Alla fine, temo, diventare sommelier dopo tre livelli e spesso due o tre anni solari, non costituirebbe una grande attrattiva.