
giuseppe: per chi fosse in zona Sassari,
Tommaso Farina: Si può correre pericoli anche
Nomegiuseppe: ciao, dalla Sardegna dove? io
Lorenza: La mia famiglia abita alla Spe
*** ATTENZIONE – POST ALTAMENTE DISEDUCATIVO *** Leggevo ieri The Hairpin, splendido sito al femminile pieno di contributi surreali e genialoidi che trattano tematiche muliebri con toni molto espliciti, e il divertentissimo post dell’editor Helen Rosner, giornalista gastronomica, che racconta la sua prima bikini wax. Come cos’è! La sua prima ceretta laggiù, okay? Ora voi vi chiederete cosa c’entra tutto questo con la gastronomia.
Il fatto è che, per trovare il coraggio di procedere alla ceretta, Helen accetta il consiglio di un’amica di “bere un bicchiere di vino prima”, così da non sentire dolore. Lei decide di attenersi al consiglio, ma ha appuntamento dall’estetista alle 3 del pomeriggio e non sa dove andare a bere qualcosa, quindi entra in un liqueur store e compra del vino in brick.
Per essere precisi, compra del Tavernello.
E dato che non vuole berlo per la strada, entra in un negozio di Benetton e lo beve tutto in un camerino.
(Ehi, ci sono altre marche italiane che producono merci dozzinali in questa storia?) (Oops. Ufficio stampa di Benetton, se state leggendo questa frase sappiate che era solo una battuta. E la vostra collezione P/E è molto carina. Davvero.)
Comunque. Insomma fa la ceretta integrale, soffre come è giusto che sia, riflette sul coraggio che il vino le aveva donato. Il che mi ha fatto pensare: ci sono cose che ho avuto il coraggio di fare soltanto perché avevo bevuto un po’?
In effetti sì.
Quando facevo l’università, per sbarcare il lunario facevo la rassegna stampa cominciando alle 7 del mattino. Alle 10, quando finivamo, io e i miei colleghi eravamo già svegli da almeno 4 ore, e quindi i nostri orari erano tutti sfalsati. In più di un’occasione, c’era capitato di brindare a compleanni/matrimoni/nascite all’ora in cui le persone con vite normali stanno intingendo la brioche nel cappuccino. Una di queste mattine, dopo aver bevuto dello spaventoso Prosecco industriale a temperatura ambiente, annunciai la mia subitanea e irrevocabile volontà di farmi un piercing all’ombelico (ehi, erano i primi anni 2000. Era di moda).
Quindi andai in uno studio di tatuaggi e piercing, nella cui sala d’aspetto scoprii, dalle foto esposte alle pareti, che in realtà un piercing si può fare virtualmente in qualunque parte del corpo umano. Quando venne il mio turno, la signorina mi spiegò la procedura, mentre io annuivo con l’ottuso entusiasmo tipico di chi è ubriaco prima delle 12. Lei disse: “Ti vedo molto rilassata”. Io dissi: “In effetti non sono preoccupata”. Lei disse: “Contrariamente all’opinione comune, il piercing all’ombelico è piuttosto doloroso”. Io dissi: “…”
Fu doloroso. L’alcol fu vagamente di aiuto, direi. È una cosa molto diseducativa da dire, dovrei metterci un disclaimer, credo.
Cari lettori, soprattutto quelli tra voi che sono molto giovani: non fate come me, non vi fate piercing che diventeranno presto desueti bevendo Prosecco per trovare il coraggio. Se lo fate, almeno refrigerate il Prosecco. Anzi: sostituitelo direttamente con dello Champagne (Oops! Se l’ufficio stampa Valdobbiadene DOCG sta leggendo questo post… vabbè).
E inoltre, cari lettori: in quale occasione un bicchiere di vino vi ha dato il coraggio che vi mancava?
[Fonti e Immagine: The Hairpin.com]
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Sara, bel post, spassosissimo !
Ecco, io non so se farei del bene all’umanità raccontando di certe decisioni prese in stile “ideona” del mattino alcoolico…
Grazie per avermi fatto ridere !
Paolo
M’è accaduto l’inverso.
Mi feci convincere ad un aperitivo troppo abbondante subito prima di una lezione di aikido, arte marziale basata principalmente su movimenti torsori e rotatori, degli arti e di tutto il corpo -tipo dervisci- .
Dopo un quarto d’ora di piroette con un sorriso ebete stampato in faccia, sbiancai di botto e fui portato a braccia negli spogliatoi e fatto distendere su una panca. Vaglielo a spiegare, al maestro…
Bellissimo post. La prima e unica volta (e non ce ne saranno mai più!)che ho dovuto parlare davanti a una telecamera ho bevuto, a digiuno, ben due bicchieri di vino. Sono passati alcuni anni. Non so cosa ho detto allora e non lo voglio nemmeno sapere. In certi casi il vino aiuta. Per la ceretta non credo (e poi non così dolorosa come sembra). Per il piercing penso che aiuti a trovare il coraggio di farselo.
di solito la cazzata legata all’abuso di alcol più o meno di qualità è il fidanzarmi più o meno virtualmente con qualcuno. Il problema è che me ne accorgo dopo un bel po’…
Definisci “virtualmente”.
virtualmente= dipende cosa ho bevuto e quanto mi sia piaciuto. Il vino porta al fidanzamento ufficiale, il mojito all’incasinamento fisico
D’accordo al 100% , a secondo della qualità del vino ho fatto anche proposte di matrimonio convinte! noncurante del fatto che in quasi tutti i paesi in cui e’ capitato la bigamia era punita con il carcere!
))
“Se non fossi già sposato la sposerei subito..” (cit.)
il “quasi” lascia intendere che ti è capitato anche nella remota provincia canadese del Saskatchewan?
(considerando che si parla di vino, dubito ti possa riferire a Paesi che applicano la Shari’ah)
Per provarci con una ragazza ovvio.
Al liceo intere mattinate sotto effetto (di alcool o di altro). E vagonate di decisioni stupide prese.
Ricordo in particolare una freddissima giornata di gennaio: con lo scooter ci facemmo in due (senza casco) una decina di km su strade ghiacciate per raggiungere un McDo dove soddisfare una pazzesca voglia di Happy Meal.
Beh, se aprissimo l’argomento “fame chimica” ce ne sarebbero di storie da raccontare…
credo che verrebbero fuori le più grandi schifezze gastronomiche del pianeta
beh, quando con un’amica ci siamo mangiate i wafer al cioccolato, con sopra una fetta di 2/3 millimetri di burro spolverata di dado la fame chimica non c’entrava, e a pensarci bene nemmeno l’alcool….
Sara… Sei fantastica! (O meglio: i tuoi post e i tuoi commenti spesso sono i più stimolanti, divertenti e interessanti)
Io dopo 8 anni di frequentazione più o meno coatta non riesco a non conversare con i suoceri senza l’accompagnamento di un alcolico…Comunque Sara ti stimo, e non solo per l’assordante assenza dell’h nel tuo nome…
Oh Sara, il tuo scritto mi fa pensare a due cose:
1) (sommelier mode on) alla corrispondenza naso bocca: lo leggo e letteralmente sento la tua voce e la tua risata un po’ roca. Scrivi come parli come pensi. Bello.
2) (on topic mode on) ai dentisti dei film western: primo esempio universalmente distribuito al grande pubblico di whiskey come anestetico-analgesico-rilassante.
puro e solo piacere!
In effetti sarebbe stata una buona idea anche per provare la prima volta quella specie di multipinzetta rotante e torturante chiamata Epilady!
Uh, piercing…molti miei amici pankròc – alcuni dei quali nati negli anni 50 quindi troppo prima che diventasse una moda – hanno scoltato qualche bicchiere, poi preso un cubetto di ghiaccio e una quindicina di buchi tra orecchie e naso se li sono fatti da soli (lingue, ombelichi e capezzoli più raramente). Ouch.
mi succedeva davvero spesso di bere 1-2-3-4-5… bicchieri e trovare il coraggio di lasciare che l’auto tornasse a casa da sola
(prima che diventasse poco legale, ovvio)
per curare la mia patologica timidezza mi è capitato spesso….forse troppo spesso…e forse qualche bicchierino/bottiglia di troppo….e spesso con vinaccio terribile!!
la timidezza si cura anche con la focaccia (auto cit.), ma anche il vino non guasta.
Secondo me, a forza di complimenti flirtosi alla Porro, prima o poi verrà il giorno in cui un editor di Intravino vergherà le fatidiche parole:
“giù le mani”.
You have been warned.
PAURONA!
Bellissimo post!
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Più che il coraggio di fare qualcosa, quello non credo mi manchi, un eccesso di vino mi fa fare quello che voglio nel momento esatto in cui lo voglio e con la grazia e l’eleganza tipica dei pachidermi.
provo una certa invidia alcolica…per tutti Voi! Io nonostante il nome e il mestiero sono quasi del tutto astemio (non lapidatemi per favore). l’unica volta che mi sono lasciato coinvolgere in una serata alcolica con una ragazza più grande di me, ho vomitato nel suo letto per tutta la notte…..figura…..quindi ……