di Susanna Danieli 30 Giugno 2019
anatra ungherese

È ufficialmente scoppiata l’estate e si apre la stagione delle vacanze: se preferite le mete culturali al solleone, avrete considerato Budapest. Città elegantissima e dai fasti imperiali, la capitale dell’Ungheria offre un patrimonio artistico molto ricco, ma la gastronomia non è da meno: con questa piccola guida vogliamo farvi conoscere 13 piatti tipici di Budapest, suggerirvi cosa mangiare se è la Capitale che avete scelto per il vostro viaggio.

Se ammirando i monumenti dell’antica Buda o facendo shopping nella moderna Pest vi dovesse venire fame, non abbiate incertezze: che siate da una parte o dall’altra del fiume questa lista vi sarà utile. Leggetela per sapere cosa mangiare a Budapest, tra zuppe sostanziose, piatti unici di carne e dolci paradisiaci.

Meggyleves

Meggyleves

Cosa c’è di meglio della frutta fresca per idratarsi in queste caldissime giornate estive? Una bella meggyleves è proprio quello che ci vuole. Questa zuppa fredda di amarene, preparata con panna acida, spezie, zucchero, limone e farina, instagrammabile quanto i monumenti del centro di Budapest: di colore rosa intenso, viene spesso servita con ciliegie intere che decorano il piatto.

Che bel dessert, direte voi: invece no, stiamo parlando di un hors d’oeuvre. Questo piccolo quadro pop da mangiare a cucchiaiate infatti fa parte del repertorio di zuppe tipico ungherese che non manca mai all’inizio di qualsiasi pasto. Godetevelo dunque come apripista del vostro prossimo pranzo a Budapest.

Gulasch (Gulyás)

Gulasch

 

L’avete riconosciuto? Si tratta del gulasch, riadattamento tedesco del piatto più conosciuto della cucina ungherese. La zuppa del mandriano arriva direttamente dalle vaste praterie dell’Europa centrale, piatto unico e sostanzioso dei pastori che praticavano la transumanza dei bovini. Approda sulle tavole borghesi nel Diciottesimo secolo e arriva fino a noi, trasformato in comfort food invernale da settimana bianca.

Gli ingredienti e le preparazioni di questa zuppa cambiano in continuazione: generalmente a base di manzo, patate e peperoni, a volte è più brodosa, altre più ridotta e ricorda decisamente uno spezzatino. L’unica costante  sembra essere la paprika, spezia dolce o piccante ricavata dal peperone essiccato, che nei secoli  è diventata prodotto autoctono  e che conferisce il caratteristico colore rosso. Un piatto da assaggiare assolutamente durante il vostro soggiorno a Budapest, sfidando il caldo e le regole di termoregolazione interna.

Halászlé

Per gli amici che non gradiscono la carne, state tranquilli, c’è un opzione anche per voi. Chiudiamo il capitolo delle zuppe con l’halászlé, la variante del gulasch a base di pesce d’acqua dolce (carpa, siluro, pesce gatto, luccio, persico), pomodoro, peperoni e, immancabilmente, paprika.

Letteralmente “brodo del pescatore”, questo piatto viene preparato in particolare durante le feste religiose di Natale e Pasqua. Ciò non toglie che possiate gustarlo in ogni momento davanti al panorama scenografico del bel Danubio blu.

Lángos

Lángos

Purtroppo non ci vengono in mente altri termini per descriverla: chiediamo preventivamente scusa ai nostri amici napoletani se ci tocca usare pizza fritta per definire, in sostanza, lo street food più popolare della città.

Il lángos è costituito da un impasto a base di farina, acqua e lievito a cui spesso vengono incorporati yogurt e patate e che originariamente veniva cotto sulla brace (deriva infatti da láng che in ungherese significa fuoco). Oggi viene fritto senza pietà in olio bollente e condito con panna acida e formaggio. Lo trovate in questa e in tantissime altre varianti, comprese quelle dolci, al Mercato Centrale di Budapest. Mangiate responsabilmente e guai a voi se osate chiamarlo pizza!

Csirkepaprikás

Famiglie con bambini al seguito, aprite bene le orecchie: lo csirkepaprikás, ne siamo certi, metterà d’accordo tutti, anche gli irriducibili che in vacanza preferiscono rifugiarsi nei fast food piuttosto che avventurarsi nei meandri oscuri delle cucine locali.

Questa pietanza dal nome impronunciabile altri non è che il pollo alla paprika, succulento piatto unico accompagnato dai galuska, piccoli gnocchetti da intingere nel denso sugo di pomodoro e panna acida. Gli ingredienti ci sono tutti: pollo, pomodoro, pasta, trittico sempreverde dei menu baby che non smettono mai di piacere.

Lecsó

peperoni

Verrebbe da pensare che un innocuo stufato di verdure sia l’alternativa vegetariana che cercavate in questo mare di carne che è la cucina ungherese. Vi consigliamo di fare attenzione e di accertarvi sempre della sua composizione: la ricetta originale del lecsó infatti prevede peperoni, pomodori e cipolle brasati con lardo e pancetta. Insomma, pensavate di mangiare una peperonata e invece vi ritrovate il maiale nel piatto. Siamo certi che in giro per la città ne esistano versioni più leggere e meat-free ma chiedere non costa niente.

Sólet

Se vi capita di fare un giro nella circoscrizione di Erzsébetváros, il quartiere ebraico, non potete esimervi dall’assaggiare il sólet. Variante ungherese dello cholent, tradizionalmente preparato per la festa dello Shabbat, è uno stufato di fagioli, patate, cipolla e orzo e carne (principalmente manzo o pollo). Piatto unico che potremmo benissimo definire “pesante” ma allo stesso tempo “equilibrato”. Il nostro giudizio finale? Severo ma giusto.

Kaksasült e Libasült

anatra

A Budapest i pennuti, pollo in primis, vanno forte. Se avete voglia di provare gusti più decisi, vi consigliamo caldamente di ordinare kaksasült libasült, rispettivamente anatra e oca arrosto. Protagonisti dei pranzi in famiglia, specialmente natalizi, i nostri amici volatili hanno carni grasse e saporite dalla consistenza tenerissima, e vengono generalmente serviti con patate arrosto, crauti al vino rosso e frutta cotta. Un boccone basta a scacciare via l’estate: winter is coming.

Kürtoskalács

Apriamo la rassegna dei dessert con questi “camini dolci da passeggio”. I kürtoskálacs sono i tipici dolci da sagra: a base di pasta lievitata, vengono arrotolati su cilindri di legno e cotti sulla brace oppure fritti. La forma, molto più allungata, ricorda moltissimo quella dei nostri cannoncini, tuttavia qui manca il ripieno (e un po’ ci dispiace, lo ammettiamo): piuttosto i kürtoskálacs vengono ricoperti all’esterno da zucchero, cioccolato o granella. Il top è sbocconcellarli appena fatti e ancora fumanti.

Mákos guba

semi-papavero

Un semplicissimo panino morbido al latte e zucchero, coperto di semi di papavero e cotto in forno. Gli abitanti di Budapest ne vanno pazzi e sono soliti accompagnarlo con miele di acacia o salsa alla vaniglia. A nostro giudizio, la colazione ideale da inzuppo obbligatorio.

Zserbó szelet

Dall’inventiva dello chef francese Émil Gerbeaud, la torta a strati che il vostro corpo non vuole. Ma il vostro cervello sì, quindi vi tocca assaggiare per forza. La zserbó szelet è una fetta alta e burrosa composta da pasta frolla alternata a noci, cioccolato e marmellata di albicocche. Il tutto è ricoperto da una finissima glassa al cioccolato. Per sentirvi meno in colpa, provatela al Café Gerbeaud, l’elegantissima pasticceria in stile rococò fondata nel 1858. Confidiamo che specchi, marmi e cristalli siano una motivo più che sufficiente per distrarvi dall’imminente picco glicemico.

Flódni

Torniamo a occuparci delle influenze ebraiche in cucina con questo dolce da far perdere la testa. Il flódni è una mattonella dolce composta da cinque strati di pasta intervallati da quattro ripieni: mela, noci, semi di papavero e marmellata di prugne. Prepararlo è un’impresa ma anche digerirlo non è una passeggiata.

Pálinka

grappa

A un bel grappino non si dice mai di no. Soprattutto dopo questa abbuffata mitteleuropea, potrebbe servirvi un digestivo. La pálinka è l’acquavite locale ottenuta dalla frutta, di solito prugne, ideale per terminare i pranzi e le cene impegnative di Budapest. A differenza della nostra grappa è meno morbida e decisamente più aspra: a seconda dei gusti potete scegliere tra varianti ottenute da frutti diversi e con stagionature più o meno lunghe. Da buttare giù con un sonoro kedves egeszségedre, l’elaboratissima versione ungherese del nostro “cin cin!”.