di Anna Ferrari 13 Novembre 2015
piatto vegan

Di annunci online ne abbiamo letti tanti. Annunci per stanze in affitto dai prezzi inarrivabili, annunci di pattini del 1800 ancora integri, annunci per computer usati, telefoni, elettrodomestici, auto. Si trovano annunci di ogni tipo in rete (c’è anche chi vende il cane del vicino), ma gli annunci che ognuno di noi ha consultato almeno una volta nella vita sono quelli di lavoro.

Okay, il solo pensiero di dover spulciare inverosimili proposte professionali vi ha infiammato la gastrite, ma niente stress, guardate non è il caso.

Seguitemi piuttosto. Gli annunci di lavoro sono fantasiosi: chi cerca neolaureati con esperienza pluriennale, chi operatrici di call center con bella presenza, saldatori con referenziate capacità di comunicazione: quando ti metti a scartabellare tra gli annunci di lavoro online 9 volte su 10 hai una crisi d’identità.

Prendiamo ad esempio questo annuncio di un ristorante vegano a Milano apparso ieri su Facebook:

“A.A.A cercasi aiuto cuoco: volonteroso, propositivo e appassionato. Molto appassionato. Lo vogliamo vegano e giovane e con la voglia di entrare a far parte del nostro super team. No perditempo. Oppure anche sì, basta che non lo perda qui. Fatevi sotto!”.

Dunque vediamo: si cerca un aiuto cuoco volenteroso propositivo e appassionato (molto appassionato), fin qui tutto bene, sono requisiti che ben si addicono a qualsiasi lavoro.

Lo si cerca vegano e giovane.

Alt. Non ho capito bene. Rileggo.

“Vegano e giovane”.

E nella mente si affollano le domande: perché vegano e maturo non andava bene? Ma soprattutto: si può mettere nelle richieste di un ristorante che il cuoco sia vegano?

A noi è sembrata un’assurdità (lasciando perdere il maschilismo che serpeggia nell’annuncio).

Per quale motivo, precisamente, si pensa che l’onnivoro non possa svolgere un buon lavoro, sebbene nelle cucina di un ristorante vegano?

Che debba cucinare solo crudista e vegano è una richiesta del tutto comprensibile, ma quello che mangia nella sua vita privata cosa c’entra?

Non trovate anche voi che sia una forma di discriminazione, in sintonia con lo spirito del tempo quanto volete, ma sempre discriminazione?

[Cercasi un ritira-panni per levare gli abiti dallo stendino da tre giorni. Richiesti capelli bianchi e soprattutto dita palmate]

commenti (37)

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  1. Avatar Alcool duro ha detto:

    è un trattamento discriminatorio, come tale vietato e sanzionato.

  2. Avatar Salvatore ha detto:

    Il titolo che avete messo è fuorviante: si parla solo di un cuoco, non compre nessun’altra figura nell’annuncio.
    Ma capisco che titolare “Per essere cuochi in un ristorante vegano, bisogna essere vegani?” porterebbe molti onnivori a pensare che in fondo sì, sarebbe in fondo una scelta coerente.

  3. Avatar Ale ha detto:

    beh dai, a mio parere meglio così piuttosto che non essere mai richiamati dopo un colloquio poichè i selezionanti preferivano altri profili, no?

  4. Avatar Ale ha detto:

    e aggiungo: cerco esperto meccanico è discriminatorio per quelli che di meccanica non ne capiscono?

    1. Avatar Orval87 ha detto:

      “Cerco esperto meccanico” è come dire “cerco esperto cuoco”, il “vegano” è un plus ed è una cosa che rientra nelle scelte della sfera personale. Il paragone non c’azzecca.
      Inoltre un cuoco che ha studiato da cuoco sa sicuramente preparare anche dei piatti vegani, pure se a casa sua mangia anche carne e pesce.
      Se poi loro non vogliono un onnivoro in cucina, allora che scrivano anche all’ingresso “ristorante accessibile solo ai vegani”.
      E conoscendo certi vegani, in effetti alcuni sono talmente folli che sapendo che il cuoco a casa sua mangia carne, non vorrebbero andare al ristorante dove lavora.

    2. Avatar Ale ha detto:

      ok pero’ l’esperto meccanico ha scelto personalmente di farsi esprienza nel settore

    3. Avatar Ale ha detto:

      e se cerco esperto meccanico = cerco eperto cuoco, esperto meccanico da pianali ribassati su mezzi categoria X etc= cerco cuoco vegano

  5. Avatar Federico ha detto:

    Onestamente non considero la richiesta particolarmente strana, anzi, da un punto di vista imprenditoriale la ritengo coerente.
    Se dovessi aprire un negozio di fumetti e dovessi assumere un dipendente credo che ne cercherei uno con la passione per i fumetti, e non una persona che ha acquisito esperienza solo in una libreria tradizionale.
    Se dovessi aprire un negozio di vestiti “alternativi” probabilmente cercherei un commesso/commessa che abbia dei gusti, in termini di abbigliamento, in linea con l’attività che andrà a svolgere. E potrei andare avanti all’infinito.
    E’ discriminatorio? Io non credo. Certo avrebbero potuto non scriverlo nell’annuncio e chiederlo in sede di colloquio, ma cosa sarebbe cambiato?

    1. Avatar Ale ha detto:

      sarebbe stato peggio! poichè il candidato si “illudeva” e spendeva dei soli/tempo per partecipare a un colloquio

  6. Avatar rosy ha detto:

    e se avessero solo sottointeso : cuoco (in grado di cucinare) vegano?

  7. Avatar Emanuela ha detto:

    Io quel tipo di cucina lo conosco, e in parte lo pratico. Si tratta di cucina vegana crudista, e richiede un sacco di pazienza, invenzione e perizia per sfornare piatti interessanti con tante limitazioni (e altrettanti strumenti, però) . Mi verrebbe da dire che il pensiero che li ha guidati e’: se non sei vegano, chi te lo fa fare? Invece di crearti un formaggio con anacardi ammollati, frullati e il miso per la fermentazione, ti prendi una robiolina bella e pronta. Invece che mettere in essiccatore per 12 ore, cuoci al forno per mezz’ora e chi se ne frega. Non ti devi alzare la mattina presto per risciacquare amorevolmente i semi in ammollo per la germinazione. Se non sei vegano, avranno pensato, chi te lo fa fare? Ops, io lo faccio, e non sono vegana..

  8. Avatar Gian Luca ha detto:

    Ciao a tutti, sono uno chef. Benché non conforme alle vigenti leggi condivido il tenore dell’annuncio e credo che per la clientela vegana sapere che in cucina ci sia un cuoco vegano sia di maggior tranquillità. Tolto questo qualunque chef con idoneo corso formativo può cucinare Vegano.

    1. Avatar MAurizio ha detto:

      Effettivamente in cucina potrebbe esserci un onnivoro “vendicatore” che spaccia fiorentine per seitan. O che perlomeno qualche scarafaggio nella zuppa ce lo fa finire per dispetto.

    2. Avatar Orval87 ha detto:

      Quindi io, etero, se in un negozio so che c’è un commesso gay non dovrei andarci perchè non mi sento tranquillo? Che logica sarebbe questa?

  9. Avatar abrax ha detto:

    Se io apro un risorante vegano lo faccio per motivi salutistici ed etici. Trovo quindi logico avere collaboratori in sintonia almeno dal punto di vista dell’etico.
    Lo trovo talmente facile da capire che dubitare che chi ha scritto l’articolo con ci sia arrivato.

    1. Avatar abrax ha detto:

      Scusateho scritto dal telefono…. ci riprovo:
      Se io apro un ristorante vegano lo faccio per motivi salutistici ed etici.
      Trovo quindi logico avere collaboratori in sintonia almeno dal punto di vista etico.
      …e lo trovo talmente facile da capire da dubitare che chi ha scritto l’articolo con ci sia arrivato da solo.

  10. Avatar Claudio ha detto:

    Mi piacerebbe vedere le reazioni della setta animalista in caso di un annuncio in cui si cerca cuoco rigorosamente non vegano ne’ vegetariano per un ristorante di carne alla griglia