Insalata di pollo: 5 errori da non fare

Insalata di pollo: 5 errori da non fare quando prepariamo, con un po’ di tecnica e fantasia in più, la ricetta estiva tanto amata

Insalata di pollo: 5 errori da non fare

Allontanate da voi, prego, l’idea deprimente che avete dell’insalata di pollo.

Il petto del pennuto scadente e sfranto tagliato a cubetti tutti uguali, appena conditi di maionese insipida e sbianchita, rallegrati –si fa per dire– da foglie di lattuga appassita e becchime lesso noto come mais in scatola.

Ci sono espressioni che fanno presagire il peggio: “insalata di pollo” è tra queste anche per quanto riguarda il sapore.

Nella maggior parte dei casi talmente standard da non riuscire a cogliere la differenza tra insalate di pollo ordinate al fast food e preparate in casa.

[5 errori da non fare: la serie]

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[Pollo arrosto: 5 errori da non fare]

Ora basta connubi bizzarri e combinazioni di avanzi indigesti, a questo triste destino si possono trovare saporiti rimedi. Anche estetici, il ché non guasta. Girando al largo dagli sbagli più frequenti grazie a questo nuovo episodio della serie: “5 errori da non fare”.

1) Cuocerla e mangiarla? No, l’insalata di pollo è slow

L’insalata di pollo si fa con il pollo freddo, niente storie. Per questo va programmata con un po’ d’anticipo, per dare alla carne la possibilità di raffreddarsi del tutto facendone assestare per bene i succhi.

L’ideale è preparare il pollo il giorno prima di servire l’insalata, per essere certi, nel giorno in cui volete mangiarla, di potervi dedicare solo alla parte più divertente della faccenda: condimento e impiattamento fatti a regola d’arte.

2. Considerare solo il petto di pollo

Certo, il solo petto di pollo cuoce più velocemente, è anche facile da tagliare, a strisce o dadini. Ma provate a cuocere un pollo intero, facendolo arrostire lentamente per due o tre ore: così facendo peraltro, potete utilizzare la carne di altre parti del pollo ben più saporite del petto, come coscia e sovracoscia.

Per chi ama cucinare è un piacere preparare il pollo in casa, ma se non avete voglia o tempo di cuocerne uno intero, rispolverate l’indirizzo di quel buon girarrosto.

3. Spellare e disossare il pollo prima di cuocerlo

Per molti di noi, cuocere il pollo senza pelle, a volte anche disossato, è la norma. Ma la carne di pollo è già magra e delicata, pelle e ossi aiutano non solo a mantenerla umida in cottura, ma anche a donare un extra di gusto.

Per toglierli, ci sarà tempo dopo la cottura, quando il pollo avrà preso tutto il loro sapore.

4. Limitarsi ai soliti dadini!

Se pensate all’insalata di pollo vi vengono in mente i soliti dadini, simili a piccoli cubetti Lego, con il noto e ben poco invitante aspetto ospedaliero.

No, basta! Variate sul tema con altri tagli, formati e consistenze. Per esempio, provate con gli straccetti: strisce sottili lunghe due o tre centimetri che assorbono di più e meglio condimento.

5. Condire tutto in anticipo

Non condite tutta l’insalata di pollo in anticipo. Anzi, conditi i pezzetti di pollo con una base uniforme di olio e sale, portate in tavola ciotole ripiene di ingredienti diversi, di cui i commensali possano servirsi a piacere.

Foglie di lattuga già lavate, verdure fresche o sottaceto, maionese, erbe aromatiche, soprattutto il cetriolo, che garantisce un twist di freschezza in più.

O anche, perfetto per l’insalata di pollo, il miso, condimento della cucina giapponese ricavato dai semi della soia gialla, oppure cereali come orzo o riso, segale, grano saraceno o miglio. Con i rimandi al sapore delle noci il miso è l’accompagnamento ideale per l’insalata di pollo.

Via libera anche a condimenti orientali come il sake o il mirin, una specie di sakè dolce giapponese da cucina, o ancora semi di sesamo tostati. Vedrete: nessuno dei vostri amici dirà più “ecco, la solita insalata di pollo”.