di Chiara Cajelli 16 Dicembre 2019
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Cosa cavolo mangio oggi? Battuta terribile a parte, in questo articolo parliamo un po’ di questo ortaggio meraviglioso, che ha tante sfaccettature, è un concentrato di salute ed è buono in tutte le salse. Quindi, ecco i tipi di cavolo, le varietà e alcuni suggerimento su come consumarli.

Cavolfiore

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Il cavolfiore è probabilmente la varietà di cavolo più apprezzata e diffusa: d’altronde è un ortaggio dal sapore delicatissimo, di semplice pulizia, resiste a lungo una volta acquistato e può essere accostato a moltissimi condimenti. Avete mai assaggiato la finta pizza di cavolfiore? Oppure, vi suggerisco altri modi per cucinarlo e assaporarlo.

Boom di colore

Il cavolfiore non è solo quello bianco che sembra una nuvola: nei supermercati si trova anche di colore arancione o violetto. Quest’ultimo, il violetto, è conosciuto anche come violetto di Sicilia. Entrambi preservano colore e brillantezza con una cottura breve, magari a vapore.

Cavolo romanesco

Una via di mezzo tra cavolfiore e cavolo, si mangia molto volentieri sia cotto che crudo ed è particolarmente apprezzato in zuppe e minestre: il cavolo romanesco è riconoscibile tra mille per le sue cimette compatte e a punta, ed è apprezzato perché rimane consistente e burroso.

Cavolo cappuccio

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Il cavolo cappuccio è perfetto da consumare crudo e tagliamo finissimo (con mandolina, a mano non ve la cavate più). Chiamato anche ortaggio “del raffreddore”, è apprezzato perché in 100 g contiene molta più vitamina C rispetto all’arancia, che è il frutto collegato maggiormente a tale qualità. Con il cavolo cappuccio potete fare questa bella ricetta all’insegna della convivialità, e quest’altra orientale che è la fine del mondo.

Anche rosso

Anche il cavolo cappuccio viola può essere consumato crudo, ma stufato in padella con un po’ di aceto è la fine del mondo.

Cavolo verza

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Partiamo subito con il suggerimento di una ricetta da fare con il cavolo verza: la zuppa valpellinentze, calorica e sostanziosa. Riconoscete il cavolo verza per le foglie a trama grinzosa e lo spessore importante, molto saporite e che si mantengono brillanti anche dopo cotture prolungate.

Cavolo dell’Etna

Il cavolo trunzu di Acireale (o cavolo dell’Etna) è un cavolo rapa presidio Slow Food. Questo particolare cavolo, di ridotte dimensioni, tendente al violaceo e dalla cui base si diramano lunghe foglie, è coltivato in due momenti dell’anno ovvero in primavera e anche in autunno.

Cavolo nero

Il cavolo nero toscano ha un sapore davvero unico e intenso, è caratterizzato da fglie lunghe e di grandi dimensioni, molto scure rispetto alle altre varietà di cavolo: sono infatti di un verde scuro tendente spesso al blu e al nero. Perfetto in zuppe e stufato in padella, ma anche per delle croccanti e light chips: basterà stendere le foglie su una leccarda, irrorarle con un po’ di olio e farle seccare in forno a 190°C per pochi minuti.

Cavolo cinese o Pak choi

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Il Pak Choi è un cavolo orientale, dalle foglie spesse e carnose che in cottura diventano quasi cremose: è infatti molto saporito ed è ideale nelle zuppe. Il cavolo cinese è presente in molte preparazioni tipiche orientali, tra le quali spiccano i noodles.

Cavolini di Bruxelles

Tra le varietà di varietà di cavolo, i cavolini di Bruxelles sono forse quelli di più ridotte dimensioni. Sono dei piccoli capolavori della natura, dal sapore intensissimo tutto racchiuso in un sol boccone: sono buonissimi sia cotti anche senza alcun condimento, che in ricette anche elaborate e condite (al forno, con la besciamella ad esempio), ma anche crudi in insalata tagliati pazientemente.