Starbucks spiegato agli italiani

5. Perché Starbucks non ha ancora aperto in Italia?

Da anni le voci sul definitivo approdo di Starbucks in Italia si rincorrono e vengono puntualmente smentite. Se Percassi riuscirà a portare da noi con successo il brand americano è tutto da vedere, l’unico fatto certo è che fino ad oggi la catena fondata da Howard Schultz ha avuto grandi remore nell’addentrarsi in terra italica. I motivi sono diversi.

Lo scoglio più grande è quello culturale. Gli italiani guardano con diffidenza al caffè americano, il patriottismo ribolle in una tazzina di espresso. A differenza di altre catene americane come McDonald’s e Burger King che hanno portato in Italia una pietanza che non rientrava nella nostra storia culinaria, il panino con l’hamburger, per Starbucks affermarsi in casa di chi ha esportato in tutto il mondo il concetto di caffè espresso è impresa ardua.

Poi c’è la concorrenza. La Federazione Italiana Pubblici Esercizi stima che in Italia vi siano circa 172.000 bar. Un settore saturo in cui il brand americano dovrà crearsi un suo spazio puntando su un target giovane più ricettivo ai trend importati da oltreoceano.

Infine, i prezzi. Qualora dovessero esseri gli stessi dei menu americani, un caffè latte costerebbe in media 2.50 € col tasso di cambio attuale, un Frappuccino da 1.80 € circa a 5 €. Considerando che una tazzina di espresso oscilla tra i 90 centesimi e un euro e un cappuccino è intorno a 1.20 €, si noterà come la forbice sia abbastanza ampia.

  • 5 di 6

Continua

  1. Il vascello Starbucks in giro per il mondo
  2. Come lo vuoi il caffè? E il latte? E il Frappuccino? Quando il segreto è la qualità
  3. Tazza piccola, media, zuccherato, caramellato?
  4. Starbucks in Italia: chi è Antonio Percassi?
  5. Perché Starbucks non ha ancora aperto in Italia?
  6. Starbucks in Italia avrà successo?
Lascia un commento
Starbucks spiegato agli italiani
  • card 5 di 6
CERCA