Starbucks spiegato agli italiani

3. Tazza piccola, media, zuccherato, caramellato?

Partiamo dai caffè: in tazza alta avremo un espresso, così come una tazza venti conterrà una tripla dose di caffè. Materie prime selezionate, filiere di proprietà (Torrefazione Italia).

Latte: dal latte semplice, a quello ai sapori più assurdi. Si dice un gran bene del latte vanigliato e di quello al cocco. A breve potremo testarlo.

Frappuccino: il nome per eccellenza di Starbucks, depositato. Una sorta di frappè personalizzabile, declinato in versioni speciali, stagionali e commemorative. Un sexy drink autunnale.

Tutta l’offerta è personalizzabile, per renderla adatta ai propri gusti personali. Altra chiave di successo: far sentire l’individuo capace di scegliere fino in fondo, di essere particolare e unico, pur appartenendo ad una comunità di prestigio.

Reparto food: dalla più classica colazione all’americana, passando per brioche, insalate, yogurt, frutta fino ad arrivare a cena, Starbucks non si fa mancare nulla.

Ancora, basta spulciare un po’ il menu andando oltre le solite scelte per trovare pasti bilanciati. Unico neo: costi decisamente sostanziosi. La sirena ammiccante svuota un po’ le tasche.

Ma gli anni dimostrano che la faccenda ha avuto un peso relativo: da Starbucks puoi avere l’esperienza che vuoi, just add a coffee.

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  1. Il vascello Starbucks in giro per il mondo
  2. Come lo vuoi il caffè? E il latte? E il Frappuccino? Quando il segreto è la qualità
  3. Tazza piccola, media, zuccherato, caramellato?
  4. Starbucks in Italia: chi è Antonio Percassi?
  5. Perché Starbucks non ha ancora aperto in Italia?
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