Starbucks spiegato agli italiani

4. Starbucks in Italia: chi è Antonio Percassi?

Quella di Antonio Percassi, l’uomo che dovrebbe portare Starbucks in Italia, è una lunga serie di successi in quasi quarant’anni di imprenditoria.

Nasce a Clusone (BG) il 9 giugno 1953, sesto figlio di un impresario edile della Val Seriana. Dal 1970 al 1975 gioca a calcio come terzino vestendo la maglia di Atalanta e Cesena, sarà compagno di reparto di Gaetano Scirea prima che passi alla Juventus.

La carriera agonistica si chiude anzitempo quando nel 1976 Percassi conosce Luciano Benetton e decide di aprire un franchising dell’azienda trevigiana. È l’inizio di un’espansione in tutto il territorio nazionale che arriverà fino a cento negozi compresi i marchi Zerododici, Playlife e Sisley.

Nel 1990 acquista l’Atalanta che venderà alla famiglia Ruggeri nel 1994 per poi riacquistarla nel 2010. È attualmente il presidente della società orobica.

Il 1997 è l’anno della nascita del primo house brand del gruppo di famiglia, ovvero Kiko, azienda di cosmetici che ha chiuso il 2014 con ricavi per 432 milioni di euro. Il roster si arricchirà poi con Bullfrog, Womo e Madina.

Parallelamente all’attività di retail, Percassi investe nella realizzazione di centri commerciali. Il primo nasce nel 1998, è l’Orio Center a Orio Al Serio in provincia di Bergamo che conta oggi 201 negozi. Negli anni successivi arriveranno anche il Franciacorta Outlet Village a Rodengo Saiano (BS), il Valdichiana Outlet Village di Foiano di Chiana (AR), il Sicilia Outlet Village di Agira (EN).

La joint venture con il gruppo Inditex di Amancio Ortega, il cui marchio più forte è Zara, rappresenta il turning point definitivo che fa decollare gli affari di Percassi, il quale si occupa dello sviluppo immobiliare dell’azienda spagnola nel territorio italiano. L’accordo siglato nel 2001 conferisce all’imprenditore bergamasco una quota del 49%, ridotta al 20% nel 2004 senza però perdere la gestione degli altri marchi del gruppo (Massimo Dutti, Pull&Bear, Stradivarius, Bershka, Oysho, Zara Home).

Il 2004 è l’anno dell’ingresso in Dmail, azienda di vendite multicanale ed editoria locale, mentre nel 2005 porta in Italia store Nike, Levi’s, Calvin Klein e Guess. Due anni più tardi rileva il 50% della linea di abbigliamento di lusso di Flavio Briatore, la Billionaire Italian Couture.

Nel 2013 l’immobiliare di famiglia Fratelli Percassi si riorganizza e Antonio acquisisce il 100% della Smalg, proprietaria dell’intero ramo retail e degli house brand. Fonda il Gruppo Percassi le cui attività sono gestite da due holding: la Odissea per il fashion retail e e-commerce e la Stilo per l’area immobiliare. Nello stesso anno partecipa alla ricapitalizzazione di Alitalia con 15 milioni di euro e a ottobre acquista il villaggio operaio Crespi d’Adda a Capriate San Gervasio (BG), dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.

L’anno successivo giunge al termine il progetto per la riqualificazione delle Terme di San Pellegrino e raggiunge un accordo per portare in Italia le Galeries Lafayette entro il 2018.

Insieme al Gruppo Westfield sta realizzando il più grande centro commerciale d’Europa a Segrate (MI), il Westfield Milan e a luglio 2015 lancia i primi due punti vendita di Victoria’s Secret a Milano.

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