Unilever ha comprato Grom: tutto ciò che bisogna sapere

6. Presente e futuro di Grom

Le previsioni sul futuro di Grom si sono sprecate, dai food magazine alle testate nazionali, per diversi motivi tutti più o meno plausibili tra di loro. Tra tanti, la fuga di Gromart Spa (società controllante Grom) all’estero, apice di tante italianitàcedute senza particolare dolore.

Federico Grom ha assicurato che il prodotto resterà inalterato, vista la sua fiducia nella qualità e nella filiera agricola di Uniliever. Dimenticando la storia fatta di olio di palma, l’impoverimento dei terreni e tutto il guazzabuglio di problemi che una holding come questa si trascina dietro.

Perchè Grom ha ceduto all’allettante richiamo estero? Perchè sotto la crema ben preparata c’è una macchinazione industriale che non piace a molti: nel 2011 la società ha dovuto ridimensionare il suo franchising fino a vendere il 5% delle azioni ad Illy, altra multinazionale.

Ma ciò non basta: in un mercato come quello italiano, dove fortunatamente sono ancora presenti artigiani del gelato, un franchising con una filiera distruibita tra la produzione centrale nel loro stabilimento piemontese e la mantecatura (che, al momento e per quanto ne sappiamo, è la sola cosa artigianale fatta dal personale che vediamo dietro al bancone) fatta in negozio, non può ritagliarsi un segmento di mercato imponente.

Cosa che invece potrebbe fare con l’ingresso in pompa magna nel mondo della GDO. L’analisi fatta da Dario Ujetto aiuta a comprendere in termini economici quanto il matrimonio sia stato felice per Grom. Al 30 settembre 2014, Grom aveva perso ben 2.4 milioni di euro. Un vero disastro che non vedeva margini di ripresa e risalita, anzi: la frangia di mercato che si era ritagliata poteva soltanto assottigliarsi, non aumentare. A meno che…

…non si entri nella GDO. Siamo letteralmente bombardati da presunte etichette salutiste, biologiche e quant’altro. I supermercati diventano green o presunti tali. Quindi, perchè non introdurre anche questo gelato dall’ex dicitura artigianale? E perchè non affidarsi a chi la fa da maestro in quest’ambito, come Uniliever?

Questo autunno e l’anno a venire potrebbero essere ricordati come l’anno zero della nuova era Grom. In terra estera si preannuncia già battaglia da banco frigo, per consumatori premium, quelli che ritengono che l’alta qualità si possa trovare anche tra i confezionati.

Ma avranno il coraggio di chiamarlo ancora il gelato come una volta?

[Crediti | Link: Dissapore, Guardian, Formiche.net, Eat Piemonte. Immagini: Viola Berlanda, Tiziana Fabi, Getty Archivio]

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  1. Il successo di Grom
  2. Ma chi è Unilever: piccola storia di una società onnipresente
  3. L'accordo
  4. L'importanza di essere Grom
  5. Gelato artigianale vs gelato industriale
  6. Presente e futuro di Grom