Culinaria, Roma

Culinaria 2016: futurismo reloaded

COSA: Culinaria

QUANDO: 20-21 febbraio

DOVE: Capitol Club – via Giovanni Sacconi 29, Roma

DA SAPERE: Culinaria arriva alla decima edizione e decide di soffiare sulle candeline con il tema “Uno spettacolo di cucina”. L’ispirazione arriva dal futurismo e si festeggiano, in particolare, gli 85 anni del “Manifesto della cucina futurista” di Filippo Tommaso Marinetti.

Sì, il fondatore del movimento futurista, anche autore de La Cucina Futurista, che abbiamo inserito nella lista dei “10 libri da leggere per scrivere di cibo sapendo di cosa parli“.

L’ingresso costa 10 euro, ma c’è la possibilità di prenotare entro il 19 febbraio un biglietto scontato per entrambi i giorni. Non fatevelo scappare.

Culinaria

SENZA SE E SENZA MA: L’idea di partire dal futurismo, che per definizione credeva nel progresso, nella creazione, nella trasgressione delle norme, ci rende entusiasti.

Soprattutto per le 26 ore di spettacoli culinari e musicali non-stop che renderanno Culinaria un evento da vivere con gli occhi sgranati, da mezzogiorno fino alle due di notte.

Culinaria

Sul palco saliranno Massimo Bottura, per dirne uno; il suo ex sous-chef e compagno d’armi Yoji Tokuyoshi, che ha da poco aperto un ristorante a Milano, l’energica Cristina Bowerman, protagonista della scena romana con Glass Hostaria e Romeo Chef & Bistrot, Gianfranco Pascucci di Pascucci al Porticciolo, Riccardo Camanini del Lido 84, il fenomeno televisivo Chef Rubio, tatuato e re dei social network.

Ognuno di loro avrà 45 minuti per raccontare la propria idea di cucina, parlare delle tendenze creative più recenti e delle nuove frontiere gastronomiche, ovviamente con fornelli e coltelli a portata di mano.

Culinaria è perfetta per chi pensa fuori dagli schemi, per chi inventa manifesti e ne sconsacra altri. Fa per noi, e anche per voi: ci scommettiamo.

ANCHE NO: Che l’evento ci piaccia l’abbiamo già detto e, guardando il programma, ci sorprendiamo perfino a desiderare tante altre Culinaria, il prima possibile.

Magari con qualche new entry in più: non solo protagonisti del cibo, ma anche della musica, della video-arte, della danza. Il tentativo di accostarli c’è già, ed è buono. Ma il buon Marinetti direbbe che si poteva rischiare di più, che si poteva contaminare ancora, che si poteva osare senza timore delle regole. Verso nuovi orizzonti, sempre.

NON ANDATE VIA SENZA: aver fatto una sosta nelle aree Quisimangia e Quisibeve.

Tra le proposte, locali come “Uovo à Pois” o “Solo Crudo”, dove l’alta cucina si unisce i nuovi trend vegan-salutisti.

[Crediti | Link: Culinaria]

Lucia Gaiotto Lucia Gaiotto