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Frantoi Aperti 2015: olio extra vergine re dell’Umbria

È lui il protagonista: quando sfrigola, quando lo facciamo colare a crudo sui pomodori, quando ne imbeviamo il pane facendo la bruschetta. L’olio extravergine di oliva, protagonista dell’evento Frantoi Aperti che inaugura questo weekend la sua 18esima edizione.

Una manifestazione diffusa in tutta l’Umbria, che si terrà quest’anno dal 31 ottobre al 29 novembre, per cinque weekend consecutivi in cui celebrare l’Olio Nuovo.

Ma perché scapicollarsi fino in Umbria, se non siete di quelle parti? Bè, noi di motivi ne vediamo almeno tre.

TRA BORGHI E FRANTOI

frantoi aperti 2015

Il primo è che il cuore dell’evento sarà il frantoio. Non bancarelle come sempre accade in questi casi, ma luoghi veri, luoghi in cui vivere l’esperienza della spremitura delle olive e l’assaggio del nuovo olio in compagnia di chi quell’olio l’ha visto nascere. Si dice, infatti, che il frantoiano sarà lì ad accogliervi, con una buona bruschetta e il fuoco acceso. Un po’ stereotipo da Italia che piace agli americani? Forse, ma convince.

Il secondo motivo è che l’evento sarà diffuso in piccoli borghi immersi tra gli olivi, quelli che con l’olio ci hanno fatto la loro storia. Ci saranno Assisi e Foligno, certo, ma anche Campello sul Clitunno, Castel Ritaldi, Castiglione del Lago, Spello e Gualdo Cattaneo: 15 in tutto.

LABORATORI DI CUCINA E DEGUSTAZIONI

frantoi aperti, umbria

Ovviamente, però, non si tratterà soltanto di entrare in un frantoio e stare a guardare. Ci saranno laboratori, degustazioni, visite guidate, trekking tra gli ulivi, concerti e attività per i più piccoli.

I laboratori di cucina, ad esempio. Regine saranno le ricette della tradizione umbra, a base di erbe spontanee, in abbinamento all’olio nuovo, che saranno raccolte insieme, durante i trekking tra gli ulivi.

A inaugurare sabato 31 ottobre alle ore 11, a Trevi, sarà lo “Show Cooking Re Olio” con Giorgione, Chef di Gambero Rosso Channel.

Belle le lezioni di panificazione e irresistibili le passeggiate a caccia di funghi. Le degustazioni? Una in ogni borgo per ogni giorno dell’evento. A guidarle il Consorzio dell’Olio extravergine di oliva Dop Umbria: ottime mani in cui stare, dunque.

LE CHIAVI PER IL FUTURO

olio extra vergine

Il terzo motivo? No, non ce lo siamo dimenticato. Il terzo motivo è la rassegna d’arte contemporanea #chiaveumbra, mostra itinerante allestita in alcuni luoghi aperti per l’occasione: cascine, chiese campestri, castelli raggiungibili tramite le navette di collegamento.

15 artisti umbri per 15 luoghi solitamente chiusi al pubblico, tra pittura, video, installazioni e scultura. Un modo per riflettere sull’identità del territorio, per scoprirlo, e per contaminare la cultura del cibo con quella dell’arte. E a noi, si sa, le contaminazioni piacciono.

Ci piace, anche, che per una volta ad animare le piazze siano giochi che arrivano dal passato, non soltanto per i più piccoli: giochi popolari, racconti di una volta, caccie al tesoro fra gli ulivi, laboratori di riciclo, concerti di musica tradizionale.

INFORMAZIONI PRATICHE, QUELLE DA SAPERE

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Dunque. Scegliete un weekend in cui partire. Non avete idea di dove dormire, dove mangiare? Sul sito di Frantoi Aperti trovate tutto, compresi dei pacchetti a 89 euro che comprendono camera doppia, prima colazione, cena tipica. Le navette per i frantoi e la mostra d’arte #chiaveumbra partiranno dalle piazze dei Comuni di riferimento dalle 9,30 alle 18,30.

LA CANTINA DI SPELLO

La cantina di Spello

Già che ci siete, poi, approfittatene. Dopotutto, se vi siete scapicollati in Umbria per Frantoi Aperti sarete anche di quelli che non partono se prima non hanno almeno una lista di 15 trattorie umbre in cui andare a mangiare; di quelli che programmano da una vita di andare a Modena non per Modena ma per l’Osteria Francescana.

Quindi, senza indugi, mettete “La cantina di Spello” in cima alla lista.

Troverete il posto ideale dove starsene a mangiare in santa pace sotto le volte di pietra, a lume di candela (di pura cera d’api, badate). Qui è il regno della tradizione familiare: tutta la pasta viene tirata a mano, per intenderci.

Che ne dite di un piatto di gnocchi di patate rosse di Colfiorito al tartufo nero? Preferite la carne? Filetto di chianina dei pascoli della Valnerina, piccione alla griglia o cinghiale in tegame. Non volete esagerare? Siete nel posto sbagliato, ma uno sformatino di patate al tartufo nero accompagnato da insalata di rapunzoli faranno al caso vostro.

Che dite, vi abbiamo convinti a partire?

Lucia Gaiotto Lucia Gaiotto