di Massimo Bernardi 28 Settembre 2010

Ieri eravamo a Milano per la presentazione della Guida Identità Golose 2011. L’abbiamo radiografata attraverso 13 domande, le risposte toccano a voi.

Domanda n.1 | Perché lo chef Massimo Bottura deve soffrire così? Nel 90% delle foto che lo ritraggono sembra trovare la vita noiosa e deprimente.
Domanda n.2 | Perché del risto Alice di Milano il “nostro” Stefano Caffarri scrive: “stuzzichini pallidi, appetizer con la crema di parmigiano solo nelle intenzioni, insalata di mare con due gocce di limone: peccato che il limone sia un’alluvione”, mentre la guida Identità Golose 2011 premia Viviana Varese (la chef) come cuoca dell’anno?
Domanda n.3 | Smettiamo di giustificare la presenza di Eleonora Cozzella (L’Espresso Food&Wine) con spiegazioni intricate tipo “migliore giornalista internet”. Non basta dire che è di una fighezza superiore che trascende qualsiasi premio del cavolo?
Domanda n.4 | Viali del tramonto. Come mai Oliviero Toscani il genio, il creativo, persona dall’incomparabile senso artistico e sempre all’avanguardia, è finito a scrivere racconti per una guida ai ristoranti? Oltre a essere molto ingrassato, voglio dire?
Domada n.5 | Perché certi chef sentono la necessità di presenziare a ogni singolo evento anche quando sono fuori dalla lista dei premiati? Non dovrebbero rimanere un po’ più nei loro ristoranti?
Domanda n.6 | Chi è e cosa fa (proprio nel senso di mestiere) il popolo degli eventi di cucina? Basta con i volti anonimi, i presenzialisti dei rendez-vous gastronomici meritano l’identikit.
Domanda n.7 | Abbiamo già detto che Eleonora Cozzella è…?
Domanda n. 8 | Trovate che la cordialità tra cuochi, spesso ostentata negli eventi pubblici, sia autentica? O appena possono se ne dicono di tutti i colori?
Domanda n.9 | Barba di una settimana e cache-col esistenziale, qualcuno ci spiega perché gli chef italiani non vogliono vincere la cempions lig della fighezza? Bisogna fare come Inaki Aizpitarte, chef-celebrità del bistrot Chateaubriand di Parigi.
Domanda n.10 | – Qualcuno ci spiega a cosa serve l’impronta digitale dei premiati? Come fossimo bambini di 5 anni, voglio dire.
Domanda n.11 | Non sarebbe il caso che ai valorosi chef giapponesi, oltre ai segreti della cucina italiana, insegnassimo come si abbinano gli indumenti?  Tipo che righe e pois anche no.
Domanda n.12 |  E che ne dite di affidarli a Valerio Centofanti del risto L’Angolo di Abruzzo di Carsoli, uno dei pochissimi a iscriversi al campionato del tasso di fighezza?
Domanda n.13 | Okay, ma alla fine di tutto, pensate di comprarvela la Guida Identità Golose 2011 o skippate?

[Immagini: Franca Formenti]