di Lucia Bargione 8 Ottobre 2015
Scontrini Marino

Le vicende sempre più appassionanti del sindaco di Roma Ignazio Marino si arricchiscono giorno dopo giorno. Il chirurgo, ex parlamentare del pd non è certo nuovo agli scandali, le multe non pagate del novembre 2014, il funerale del capo clan dei Casamonica, il viaggio dello scorso settembre a Filadelfia senza invito del papa.

Insomma, Marino va dove non dovrebbe andare e non va dove dovrebbe. Non contento qualche giorno fa dichiara a Piazzapulita, il programma di La7, che avrebbe pubblicato online tutte le spese di rappresentanza per i suoi due anni e mezzo di mandato. Peccato che le tracce di queste spese appaiano subito confuse, nei ristoranti dove dice di essere andato per una cena di rappresentanza i titolari lo smentiscono, si trattava di cene familiari. Sino alla pubblicazione questa mattina da parte del Corriere della Sera di tutti gli scontrini contestati

Intanto la magistratura allertata da tutte le opposizioni formula diverse ipotesi di reato che vanno dal peculato, al falso, all’abuso d’ufficio.

In questo intrico di vicende ancora da chiarire da parte della magistratura e nella suspance di sapere se Marino pagherà “il conto” di tasca sua o se arriverà a fine serata ancora da sindaco in carica, un punto fermo l’abbiamo trovato:

Marino magna e anche tanto. Beve e con gusto.

Ora, che le cene e le vacanze della prima famiglia di Roma siano state pagate dal sindaco o da noi contribuenti, per Dissapore la domanda è una e una sola: saranno valse la pena dal punto di vista enogastronomico? Chi è Ignazio Marino a tavola?

Spulciando gli scontrini oggi pubblicati dal Corriere scopriamo che:

Ignazio è uno per cui “l’occhio vuole la sua parte” che sia a Roma o in trasferta, Marino mangia in centro città godendo delle bellezze della capitale tra piazza Venezia e Villa Borghese, meglio se con affaccio sullo struscio di via di Tor Millina, meglio ancora se in prossimità di casa sua. Quindi se avete intenzione di fare un enogastromarino tour affrontatelo pure a piedi.

Il Vero Girarrosto Toscano o l’Archimede Sant’Eustachio, dove ama tornare o la Taverna degli Amici sono gli esempi perfetti di trattorie imborghesite al centro di Roma.

Ignazio ama ambienti accoglienti, quasi familiari (che male ci sarà dunque ad andare con la famiglia!), quei posti in cui torni volentieri ordinando il solito piatto per non fare la fatica di scegliere ogni volta. Quei posti in cui l’oste si avvicina per dirti quali sono i prodotti freschi di giornata. Un gourmet un po’ pigro, insomma.

Al Vero Girarrosto, Roma

Al Girarrosto Toscano dove avrebbe addirittura invitato l’ambasciatore del Vietnam, si possono gustare piatti semplici della tradizione toscana e italiana come tagliatelle ai funghi porcini, penne all’arrabbiata, costate, lombate e filetti, sembra insomma si punti soprattutto alla qualità degli ingredienti e meno alla creatività dei piatti.

Archimede sant'eustachio

Lo stesso dicasi dell’Archimede Sant’Eustachio, pochi piatti semplici e tanta qualità, ad esempio scopriamo che Ignazio ama molto la spigola, ma di quell’amore “ti amo, poi ti odio, poi ti amo, poi ti odio, poi …ti odio” dato che ci ha bevuto sopra ben 160 euro di Amarone (buon anima)!

Amarone sulla spigola: quelle horreur!

Sapore di Mare

Il pesce resta comunque un pallino del sindaco che tra i suoi ristoranti preferiti annovera anche Sapore di mare, a guardare la fotogallery sembra una di quelle sale ricevimenti per matrimoni e comunioni, provo a riabilitarlo guardando il menu online ma non è visibile.

Qualora stiate impazzendo dalla voglia di sapere il piatto preferito di Ignazio, le cronache ci riferiscono che qui Marino ha consumato spaghetti all’aragosta (ma lo chef Gino dice che erano astici) e tartare di pesce crudo con operatori della comunità di Sant’Egidio. Vorrà introdurre l’aragosta al cenone di Natale delle mense dei poveri? Nel dubbio ha innaffiato la cena con un vintage Tunina  da 80 euro.

Se ancora non siete paghi di osterie Ignazio annovera tra le tante “la taverna degli amici”: anche in questo caso trovare il menu online è impresa impossibile ma mi fermo superficialmente alle prime tre recensioni di Tripadvisor: “mai mangiato peggio”, “non ci tornerò”, terribile”.

Qui le cronache danno Marino con dei rappresentanti dell’OMS, per fortuna, date le recensioni, il ristoratore smentisce la circostanza ricordandolo solo al tavolo con la moglie.

Infine anche in trasferta Ignazio non si smentisce: trattoria di sostanza e semplicità ma non low cost. Consuma buona carne piemontese ai Tre Galli di Torino, questo il menu: agnolotti, carne cruda , sottofiletto di fassona e vitello tonnato. Perché Ignazio ci tiene ai prodotti regionali a km zero.

Alla fine, qual è la morale dunque? Non c’è alcuna morale. Perché bere l’amarone con la spigola è immorale quanto camuffare le cene di famiglia in spese di rappresentaza.

E poi, ci avesse invitato almeno una volta.

[Crediti | Link: Corriere, Repubblica]