di Giorgia Cannarella 11 Luglio 2013
tortellini, bologna

Svegliata con l’ineffabile malumore della mattina presto, prima che un caffè ti rimetta al mondo, ho subito pensato al borlengo: alzi la mano chi l’ha sentito nominare. Nessuno, è così?

Se lo street food piace perché offre un po’ di respiro dallo sciurame che affligge l’alta cucina, il borlengo è uno un cibo di strada la cui provenienza si perde nell’appennino modenese, che per semplificare potrei paragonare a una crêpe cotta su piastre di ferro e farcita con la cunza, un battuto di lardo, aglio e rosmarino.

Ora invece dico zuppa imperiale, allora, cosa dovrebbe venirvi in mente? Uno tra i migliori primi piatti della mia città: pastella fatta con uova, parmigiano, farina e noce moscata, cotta in forno, tagliata a dadi e servita in brodo di carne.

Potrei andare avanti per ore. Magari descrivendo i profumi meravigliosi del friggione mentre cuoce sul fuoco, accalorandomi per la misura aurea della tagliatella (6-7 millimetri di larghezza da cruda, 8 quando cotta e servita in tavola come da atto notarile depositato il 16 aprile 1972), pontificando sulla corretta glassatura dello zuccherino montanaro, o l’incomparabile goduria della cotoletta alla bolognese cotta nel brodo di cappone.

Perché sono nata e vivo a Bologna (se qualcuno non se n’è accorto) o meglio, in un ameno paesino del limitrofo Appennino.

Ma fossi nata a Palermo oppure a Torino, Pescara, Savona potrei ugualmente elencare una quantità incredibile di specialità locali: ricette, piatti esclusivi, prodotti tipici, tradizioni da difendere.

La cosa che non manca a ogni singolo chilometro delle nostre strade è un secolare patrimonio gastronomico, e noi italiani andiamo famosi per le infinite discussioni sul cibo di cui siamo capaci, dalla provenienza del piatto a chi vanta il primato della ricetta originale.

Attenzione adesso: vi propongo di animare questa calda giornata di luglio rispondendo alla seguente domanda:

cosa si mangia nella vostra città che nelle altre non?

Se dobbiamo geolocalizzare però facciamolo bene, servono precisione da geografo e le specialità per cui la vostra zona è prima in classifica, famose o mai sentite prima.

Andiamo.