Osterie d’Italia 2016 non vuole essere comprata: voi che fate?

Osterie d’Italia 2016 non vuole essere comprata: voi che fate?

Le devo molto. Mi ha “salvato la vita” quando rischiavo di buttarmi dentro un posto a caso e pregavo di non essere capitata nello sgabuzzino del MasterChef vorreimanonposso. Si parla, ovviamente, della guida Osterie d’Italia di Slow Food, la cui edizione 2016 è uscita nelle scorse settimane e che, nonostante i nostri appelli accorati (ormai datati, ma sempre attuali), segnala tanti arcinoti che si assestano in quella fascia tra “ammazza che prezzi ‘sta osteria” e “ammazza, chiamala osteria!“.

Le garanzie della guida delle chiocciole, sono tre, sempre le stesse da immemore tempo:

1. state certi che in quelle osterie si mangerà bene, l’attendibilità è (secondo la mia esperienza) certa.
2. state certi che 8 volte su 10 andrete ben oltre il fantomatico tetto dei 36 euro.
3. state certissimi che non sarete catapultati in quell’Italia da tovaglie a quadretti bianchi e rossi, perché se non ve ne siete accorti, cari miei, quelle sono le osterie della vecchia generazione. Oggi (già da ieri, veramente) ci sono le osterie-chic. D’altronde lo dicono anche i curatori nell’introduzione.

Osterie d'Italia 2016

Una sicurezza su più fronti, direi.

Gli aggiustamenti rispetto allo scorso anno sono poca cosa: chi sale (il Piemonte batte tutti), chi scende (Toscana, Emilia Romagna e Sardegna, ma poca cosa), chi è sempre sul limite dell’invisibilità (possibile che in Valle d’Aosta nessun oste faccia il suo dovere entro i parametri da chiocciola Slow Food?).

Perché quindi comprare la nuova edizione (al prezzo di un secondo piatto da “osteria”, ossia 18 euro)? Siamo proprio sicuri che valga la pena riaggiornare la propria edizione visto che non si muove una foglia? O almeno niente di sconvolgente? Eppure, lo sapete meglio di me, in tantissimi hanno riscoperto l’ispirazione gastronomica del territorio in questi ultimi anni.

Osterie d'Italia 2016

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E’ che ormai, dopo 26 anni di onorata carriera, la guida regina di Slow Food sembra un po’ girare a vuoto, nominando i soliti arcinoti, facendo l’occhiolino a una fascia di mezza età con sciarponi in lana cotta e babbucce di velluto, per capirci i radical-chic col pallino del buon cibo.

Il che andrebbe anche benone, se non fosse che quelli che si occupano di cucina “di territorio” non sono più solo i bravissimi osti dell’Impero di Sizzano (a volte ritornano, e non è un caso, si chiama paniscia del paradiso). Eh no, ci sono anche un sacco di nuovi, giovani, neo-cultori della cucina locale.

Dove stanno i nuovi, gli emergenti, quelli che contribuiscono a muovere il mercato della ristorazione che, nonostante la crisi, di certo è in evoluzione?

Pare che nessuno (se non L’internet) dia una pacca sulla spalla alla nuova generazione di papali slowfoodari. Così non vedo spazio per un ricambio generazionale, il che mi spinge ad acquistare l’app di Osterie d’Italia più come copertina di Linus, che come “vediamo oggi cosa vado a scovare di nuovo“.

E’ solo una mia fissazione?

Osterie d'Italia 2016

La guida delle chiocciole non rischierà di morire? Di estinguersi piano piano, insieme alle famiglie e ai locali (chiamatele osterie o come vi pare) storici dove, sì, si continua a mangiare bene, ma ci sarebbe pure dell’altro?

E, prima che mi si dica “sì ok, ma fai un nome”, io porto avanti la bandiera da varesotta e dico Osteria di Piazza Litta a Varese.

Intanto, per capire meglio di chi si parla, ecco tutte le chiocciole dell’edizione 2016. In rigoroso ordine di virtuosismi da mangiar lento.

PIEMONTE
1. Osteria dell ’Arco, Alba (Cuneo)
2. Locanda dell ’Olmo, Bosco Marengo (Alessandria)
3. Battaglino, Bra (Cuneo)
4. Boccondivino, Bra (Cuneo)
5. Marsupino, Briaglia (Cuneo)
6. Bianca Lancia dal Baròn, Calamandrana (Asti)
7. Violetta, Calamandrana (Asti)
8. Il Moro, Capriata d’Orba (Alessandria)
9. La Casa nel Bosco, Cassinasco (Asti)
10. Da Marisa al Castello, Castell’Alfero (Asti)
11. Madonna della Neve, Cessole (Asti)
12. La Torre, Cherasco (Cuneo)
13. Locanda dell ’Arco, Cissone (Cuneo)
14. Ristorante del Mercato da Maurizio, Cravanzana (Cuneo)
15. Roma, Cuneo
16. Rosso Rubino, Dronero (Cuneo)
17. La Taverna di Fra Fiusch, Moncalieri (Torino)
18. Cantina dei Cacciatori, Monteu Roero (Cuneo)
19. Osteria Alpino, Paesana (Cuneo)
20. Corona di Ferro, Saluzzo (Cuneo)
21. Osteria della Pace, Sambuco (Cuneo)
22. Meira Garneri, Sampeyre (Cuneo)
23. Del Belbo da Bardon, San Marzano Oliveto (Asti)
24. La Coccinella, Serravalle Langhe (Cuneo)
25. Impero, Sizzano (Novara)
26. Lou Sarvanot, Stroppo (Cuneo)
27. Antiche Sere, Torino
28. Consorzio, Torino

TOSCANA
1. Aiuole, Arcidosso (Grosseto)
2. Il Tirabusciò, Bibbiena (Arezzo)
3. I Diavoletti, Capannori (Lucca)
4. Antica Fattoria del Grottaione, Castel del Piano (Grosseto)
5. La Taverna del Pian delle Mura, Castiglione d’Orcia (Siena)
6. Il Grillo è Buoncantore, Chiusi (Siena)
7. Osteria del Teatro, Cortona (Arezzo)
8. Il Cibreo Trattoria, Firenze
9. Mangiando Mangiando, Greve in Chianti (Firenze)
10. Oste Scuro, Grosseto
11. La Paloma, Isola del Giglio (Grosseto)
12. Il Mecenate, Lucca
13. Hosteria la Vecchia Ròta, Marciano della Chiana (Arezzo)
14. Il Frantoio Montescudaio, Pisa
15. L’Oste Dispensa, Orbetello (Grosseto)
16. Il Pozzo, Pieve Fosciana (Lucca)
17. La Bottegaia, Pistoia
18. Da Bussè, Pontremoli (Massa Carrara)
19. La Tana degli Orsi, Pratovecchio (Arezzo)
20. Le Panzanelle, Radda in Chianti (Siena)
21. Antico Ristoro Le Colombaie, San Miniato (Pistoia)
22. Osteria di San Piero, San Piero a Sieve (Firenze)
23. Da Gagliano, Sorteano (Siena)
24. Bistrot del Mondo Da Bobo all ’Acciaiolo, Scandicci (Firenze)
25. Il Canto del Maggio, Terranuova Bracciolini (Arezzo)
26. La Botte Piena, Torrita di Siena (Siena)
27. Il Conte Matto, Trequanda (Siena)

CAMPANIA
1. La Pignata, Ariano Irpino (Avellino)
2. Valleverde Zi’ Pasqualina, Atripalda (Avellino)
3. Nunzia, Benevento
4. Tre Sorelle, Casal Velino (Salerno)
5. Gli Scacchi, Caserta
6. Al Convento, Cetara (Salerno)
7. La Pergola, Gesualdo (Avellino)
8. Fenesta Verde, Giugliano in Campania (Napoli)
9. Il Focolare, Barano d’Ischia (Napoli)
10. Lo Stuzzichino, Massa Lubrense (Napoli)
11. Di Pietro, Melito Irpino (Avellino)
12. Umberto, Napoli
13. Famiglia Principe 1968 ex Luna Galante, Nocera Superiore (Salerno)
14. Osteria del Gallo e della Volpe, Ospedaletto d’Alpinolo (Avellino)
15. Angiolina, Pisciotta (Salerno)
16. Perbacco, Pisciotta (Salerno)
17. Abraxas, Pozzuoli (Napoli)
18. La Ripa, Rocca San Felice (Avellino)
19. La Locanda della Luna, San Giorgio del Sannio (Benevento)
20. ’E Curti, Sant’Anastasia (Napoli)
21. ’O Romano, Sarno (Salerno)
22. La Piazzetta, Valle dell’Angelo (Salerno)

VENETO
1. Alla Rosa, Adria (Rovigo)
2. Zamboni, Arcugnano (Vicenza)
3. Alle Codole, Canale d’Agordo (Belluno)
4. Pironetomosca, Castelfranco Veneto (Treviso)
5. Isetta, Grancona (Vicenza)
6. Al Ponte, Lusia (Rovigo)
7. Madonnetta, Marostica (Vicenza)
8. Il Sogno, Mirano (Venezia)
9. Da Paeto, Pianiga (Venezia)
10. Arcadia, Porto Tolle (Rovigo)
11. Al Forno, Refrontolo (Treviso)
12. Antica Trattoria da Nicola, San Donà di Piave (Venezia)
13. Antica Trattoria al Bosco, Saonara (Padova)
14. San Siro, Seren del Grappa (Belluno)
15. Dalla Libera, Sernaglia della Battaglia (Treviso)
16. Da Doro, Solagna (Vicenza)
17. La Tavolozza, Torreglia (Padova)
18. Il Basilico, Treviso
19. Locanda Sologna, Vas (Belluno)
20. Ostaria Da Mariano, Venezia
21. Al Bersagliere, Verona

LAZIO
1. Le Delizie di Maria, Arpino (Frosinone)
2. Iotto, Campagnano di Roma (Roma)
3. Lo Stuzzichino, Campodimele (Latina)
4. Osteria del Tempo Perso, Casalvieri (Frosinone)
5. Zarazà, Frascati (Roma)
6. L’Oste della Bon’Ora, Grottaferrata (Roma)
7. La Briciola di Adriana, Grottaferrata (Roma)
8. Taverna Mari, Grottaferrata (Roma)
9. A Casa di Assunta, Ponza (Latina)
10. Sora Maria e Arcangelo, Olevano Romano (Roma)
11. La Polledrara, Paliano (Frosinone)
12. Da Armando al Pantheon, Roma
13. Da Cesare, Roma
14. Grappolo d’Oro, Roma
15. L’Asino d’Oro, Roma
16. Osteria del Borgo, Roma
17. Osteria del Velodromo Vecchio, Roma
18. Borgo Pio, Terracina (Latina)
19. Saint Patrick, Terracina (Latina)
20. Tredici Gradi, Viterbo

SICILIA
1. U Locale, Buccheri (Siracusa)
2. Nangalarruni, Castelbuono (Palermo)
3. Le Lumie, Marsala (Trapani)
4. Da Bernardo, Isole Pelagie (Agrigento)
5. Archi, Milo (Catania)
6. La Rusticana, Modica (Ragusa)
7. La Perla, Naso (Messina)
8. Trattoria del Crocifisso da Baglieri, Noto (Siracusa)
9. Andrea, Palazzolo Acreide (Siracusa)
10. Trattoria del Gallo, Palazzolo Acreide (Siracusa)
11. Ai Cascinari, Palermo
12. Piccolo Napoli, Palermo
13. Da Salvatore, Petralia Soprana (Palermo)
14. Da Luciana, San Pietro Patti (Messina)
15. Al Ritrovo, San Vito Lo Capo (Trapani)
16. Acquarius, Santo Stefano Quisquina (Agrigento)
17. Fratelli Borrello, Sinagra (Messina)
18. Tischi Toschi, Taormina (Messina)

LOMBARDIA
1. Al Ponte, Acquanegra sul Chiese (Mantova)
2. Dispensa Pani e Vini, Adro (Brescia)
3. Le Frise, Artogne (Brescia)
4. Altavilla, Bianzone (Sondrio)
5. Dentella, Bracca (Bergamo)
6. La Madia, Brione (Brescia)
7. La Piana, Carate Brianza (Monza Brianza)
8. Hostaria Viola, Castiglione delle Stiviere (Mantova)
9. Il Gabbiano, Corte de’ Cortesi con Cignone (Cremona)
10. Locanda delle Grazie, Curtatone (Mantova)
11. Caffè la Crepa, Isola Dovarese (Cremona)
12. Mirta, Milano
13. Osteria del Crotto, Morbegno (Sondrio)
14. Burligo, Palazzago (Bergamo)
15. Osteria della Villetta, Palazzolo sull’Oglio (Brescia)
16. Trattoria dell’Alba, Piadena (Cremona)
17. Le Caselle, San Giacomo delle Segnate (Mantova)

EMILIA ROMAGNA
1. Osteria Bottega, Bologna
2. La Lanterna di Diogene, Bomporto (Modena)
3. Campanini, Busseto (Parma)
4. Locanda Mariella, Calestano (Parma)
5. La Baita, Faenza (Ravenna)
6. Entrà, Finale Emilia (Modena)
7. La Campanara, Galeata (Forlì-Cesena)
8. Antica Locanda del Falco, Gazzola (Piacenza)
9. Da Giovanni al Belvedere, Guiglia (Modena)
10. Osteria del Vicolo Nuovo da Rosa e Ambra, Imola (Bologna)
11. Osteria di Rubbiara, Nonantola (Modena)
12. Ai Due Platani, Parma
13. Antichi Sapori, Parma
14. Da Ottavio, Sogliano al Rubicone (Forlì-Cesena)

PUGLIA
1. Antichi Sapori, Andria (Barletta-Andria-Trani)
2. Perbacco, Bari
3. Casale Ferrovia, Carovigno (Brindisi)
4. Cibus, Ceglie Messapica (Brindisi)
5. ’U Vulesce, Cerignola (Foggia)
6. La Cuccagna, Crispiano (Taranto)
7. Cucina Casereccia – Le Zie, Lecce
8. Falsopepe, Massafra (Taranto)
9. Masseria Barbera, Minervino Murge (Barletta-Andria-Trani)
10. L’Antica Locanda, Noci (Bari)
11. Peppe Zullo, Orsara di Puglia (Foggia)
12. La Piazza, Poggiardo (Lecce)
13. La Fossa del Grano, San Severo (Foggia)

FRIULI VENEZIA GIULIA
1. Ai Cacciatori, Cavasso Nuovo (Pordenone)
2. Borgo Poscolle, Cavazzo Carnico (Udine)
3. Borgo Colmello, Farra d’Isonzo (Gorizia)
4. Ai Ciodi, Grado (Gorizia)
5. Ivana & Secondo, Pinzano al Tagliamento (Pordenone)
6. Devetak, Savogna d’Isonzo-Sovodnje ob Soci (Gorizia)
7. Da Afro, Spilimbergo (Pordenone)
8. Sale e Pepe, Stregna-Srednje (Udine)
9. Da Alvise, Sutrio (Udine)
10. Stella d’Oro, Verzegnis (Udine)

LIGURIA
1. Magiargè, Bordighera (Imperia)
2. Da Casetta, Borgio Verezzi (Savona)
3. Armanda, Castelnuovo Magra (La Spezia)
4. A Viassa, Dolceacqua (Imperia)
5. Ostaia da U Santu, Genova
6. La Molinella, Isolabona (Imperia)
7. La Brinca, Ne (Genova)
8. Da Fiorella, Ortonovo (La Spezia)
9. U Giancu, Rapallo (Genova)
10. Gli Amici, Varese Ligure (La Spezia)

ABRUZZO
1. Zenobi, Colonnella (Teramo)
2. Borgo Spoltino, Mosciano Sant’Angelo (Teramo)
3. Sapori di Campagna, Ofena (L’Aquila)
4. Taverna de li Caldora, Pacentro (L’Aquila)
5. Taverna 58, Pescara
6. Font’Artana, Picciano (Pescara)
7. Vecchia Marina, Roseto degli Abruzzi (Teramo)

TRENTINO
1. Maso Cantanghel Trattoria da Lucia, Civezzano (Trento)
2. Locanda delle Tre Chiavi, Isera (Trento)
3. Boivin, Levico Terme (Trento)
4. Osteria Storica Morelli, Pergine Valsugana (Trento)
5. Nerina, Romeno (Trento)
6. Fuciade, Soraga (Trento)

MARCHE
1. Il Giardino degli Ulivi, Castelraimondo (Macerata)
2. Chalet Galileo, Civitanova Marche (Macerata)
3. Agra Mater, Colmurano (Macerata)
4. Da Maria, Fano (Pesaro-Urbino)
5. Ponterosa, Morrovalle (Macerata)
6. Coquus Fornacis, Serra de’ Conti (Ancona)

CALABRIA
1. Pecora Nera, Albi (Catanzaro)
2. L’Aquila d’Oro, Cirò (Crotone)
3. Max, Cirò Marina (Crotone)
4. La Taverna dei Briganti, Crotone
5. Calabrialcubo, Nocera Terinese (Catanzaro)
6. Il Vecchio Castagno, Serrastretta (Catanzaro)

SARDEGNA
1. Sa Piola della Vecchia Trattoria, Cagliari
2. Santa Rughe, Gavoi (Nuoro)
3. Pintadera, Iglesias
4. Su Recreu, Ittiri (Sassari)
5. Il Rifugio, Nuoro
6. Sas Benas, Santu Lussurgiu (Oristano)

ALTO ADIGE
1. Kürbishof, Anterivo-Altrei (Bolzano)
2. Signaterhof, Renon-Ritten (Bolzano)
3. Jägerhof, San Leonardo in Passiria-Sankt Leonhard in Passeier (Bolzano)
4. Lamm Mitterwirt, San Martino in Passiria-Sankt Martin in Passeier (Bolzano)
5. Durnwald, Valle di Casies-Gsies (Bolzano)

BASILICATA
1. Al Becco della Civetta, Castelmezzano (Potenza)
2. Da Peppe, Rotonda (Potenza)
3. La Mangiatoia, Rotondella (Matera)
4. Luna Rossa, Terranova di Pollino (Potenza)

UMBRIA
1. L’Acquario, Castiglione del Lago (Perugia)
2. La Miniera di Galparino, Città di Castello (Perugia)
3. Piermarini, Ferentillo (Terni)
4. Stella, Perugia

MOLISE
1. La Grotta da Concetta, Campobasso
2. Osteria Dentro le Mura, Termoli (Campobasso)

VALLE D’AOSTA
1. La Vrille, Verrayes (Aosta)

CANTON TICINO 
1. Ul Furmighin, Breggia
2. Morchino, Lugano
4. Grotto del Giuvan, Mendrisio

[ Crediti | Foto: Slow Food – Link: Dissapore, Slow Food]