di Carlotta Girola 8 Ottobre 2014

Paese che vai, hamburger che trovi. Da anni i geni del marketing in forza a McDonald’s stanno puntando sui panini glocal, quelli che mescolano la presunta supremazia culturale statunitense con ingredienti contestualizzati al territorio.

Me li immagino i cervelloni sovrappeso con la T-shirt stampata di Ronald Mc Donald a discutere di Paesi dall’altra parte del pianeta e buttar giù un business plan che scavi nel cuore di pietra degli europei affamati. Perché questi qui, gli europei, fanno a gara a chi ha prodotti agroalimentari più buoni e diventano assai competitivi uno con l’altro: lo hanno letto su un milione di manuali.

Per far capitolare l’europeo non è più sufficiente la dose quotidiana di machismo alimentare americano che trova il suo simbolo supremo nel Big Mac, i vertici di Mc lo sanno bene. Allora, continuo a immaginare, uno dei cervelloni harvardiani viene spedito in missione in uno dei tanti paeselli europei semisconosciuti, che ne so, il Portogallo.

L’infiltrato fastfoodiano si mescola alla folla locale, non svela la sua identità evitando di chiedere bibite in formato ciclopico, e poi sta lì: osserva i portoghesi.

Poi guarda i format nazionali in tv, compra una guida delle osterie very portoghese, fa la spesa al mercato e si appunta tutto sul suo IPhone6.  Dopo 10 giorni torna alla base e grida “Eureka!” (no, forse dice “fucking ). Il cervellone rimette la sua T-shirt con il pagliaccio inquietante e racconta la sua esperienza agli altri cervelloni.

“Ho trovato il modo di conquistare il Portogallo: si chiama bifana!” (Trattasi di un panino servito ovunque in Portogallo a base di carne di maiale marinata)

L’americano non ha certo scoperto l’America, ma ha trovato il modo di rendere locale l’offerta e di competere sul terreno del prodotto nazional-popolare. Mannaggia, lo sapevo che non era scemo come sembrava all’inizio!

In India, per dire, non va mai contro le regole induiste vendendo burger di carne bovina, né contro quelle dei musulmani con la carne di maiale, la versione locale del famoso Big Mac, chiamata Maharaja Mac, è fatta con la carne di pollo. In Israele fa servire prodotti kosher e per l’Indonesia crea il McRice (un piatto di riso al vapore)

Anche i suoi colleghi non se la sono cavata male. Ecco cos’hanno portato a casa:

English pub burger mcdonald's

dall’Inghilterra: English Pub Burger con 100% di Angus

McIberica

dalla Spagna: Mc Iberica con jamon, manchego e olio EVO.

Gazpacho McDonald's

dalla Spagna di nuovo: uscendo dal seminato del panino per una volta, vi fa venire voglia questo Gazpacho col marchio McDonald’s?

Mac-Flattens, Grecia

dalla Grecia: la versione greca del Big Mac viene appiattita per fare posto all’elemento locale, il pane piatto tipo Pita.

McTurco

dalla Turchia: un non identificato menu nazionale (cercasi traduttori dal turco).

Ciabatta Deluxe

dall’Irlanda: Ciabatta deluxe (?) Ma la ciabatta non è roba nostra? Va bene che è ripiena di carne irlandese, ma questo è un affronto. Il cervellone spedito in Irlanda deve essersi invaghito di una cameriera italiana in loco.

Big Kebab burger

dalla Germania: un hamburger con pane stile Bretzel e un Mc kebab per la comunità turca ormai naturalizzata. Un grande segno di integrazione razziale per il nostro amico americano.

McCurrywurst, Germania

dalla Germania di nuovo: dici wurstel e pensi Germania. Il McCurrywurst teutonico si fa con salsicciotti a pezzetti annegati (è il caso di dirlo) in salsa piccante di pomodoro e polvere di curry.

McDonald's panini svizzeri

dalla Svizzera: poker di formaggi svizzeri negli hamburger, contestualizzato in un progetto di comunicazione basico che ricorda ancora Heidi.

McBaguette

dalla Francia: geniale e attualissimo il Mc Baguette, così i francesi potranno infilarselo sotto l’ascella mentre attraversano la Senna in bici. Un po’ più di nicchia puntare sui formaggi AOP (sono talmente francese-centrici che traducono la DOP!).

croque mcdo, francia

dalla Francia di nuovo: per una volta McDonald’s non esagera con gli ingredienti, merito del classico panino francese, semplice e lineare, a cui s’ispira il Croque McDo farcito con prosciutto e formaggio. 

McItaly

dall’Italia, ovviamente: McItaly, Vivace e Adagio (ideati da Gualtiero Marchesi), Veneto, Calabrese, Lombardo, Tirolese e Dio solo sa quanti altri fake.

State pensando che questo post trasuda luoghi comuni sugli USA ed è ricco di banalità generalizzate sull’americano “cervellone” e un po’ scemo? E perché, loro non hanno fatto lo stesso?

Non hanno mica proposto il Mc alla colatura di alici facendo una certa attenzione al dettaglio, ma piuttosto quello al Parmigiano! Dite che hanno scelto quello proprio per andare a pescare il grande pubblico italico ormai frastornato e succube del Made in Italy?

Ecco, gli americani mi hanno fregato un’altra volta.

[Fotocrediti: viralnova, burgerbusiness, teinteresa, demotix, inutomchan0105, johnrieber, japgar.smugmug, meltyfood, saidaonline]