Noma, ristorante, copehagen, rene redzepi

Con quante graziose scuse giustifichiamo i nostri abbagli, a chi non succede di sbagliare in fondo, capita a chi fa e altri accomodanti alibi. Però, se ti chiami Rene Redzepi, se sei cioè il più aristocratico degli aristochef, e il tuo ristorante di Copenhagen, dove un menù d’assaggio costa circa 200 euro a persona, è da tre anni il migliore del mondo nelle classifiche che contano, è normale che siano tutti, come dire, meno disposti a perdonare.

Infatti s’avanza come uno tsunami su tutti i media planetari la notizia che 63 persone, a metà febbraio, dopo aver amabilmente pasteggiato in quell’ombelico del mondo gourmet che è il Noma, si sono sentite male a causa del famigerato norovirus, o virus di Norwalk, ferocemente responsabile di crampi intestinali, diarrea e vomito quando contratto da acqua o da cibo contaminato.

Nei giorni scorsi, i funzionari del Fødevarestyrelsen, che pur somigliando a una parolaccia è il Dipartimento dell’Alimentazione danese, hanno ispezionato il ristorante riscontrando, e qui ci vuole il virgolettato “alcuni problemi d’igiene” (ma come, problemi di igiene nel migliore ristorante del mondo?)

Nel rapporto l’agenzia sanitaria ha scritto che “si è ammalato anche parte del personale venuto a contatto con il cibo”, e la diffusione del virus è stata così violenta perchè le cucine del Noma non sono state disinfettate a tempo debito. Per finire, e questa sembra davvero una bizzarria, si è scoperto che nei rubinetti usato dal personale per lavarsi le mani non c’era l’acqua calda. Errori che manco Giggi lo Zozzo, francamente.

Scarna finora la replica del Noma: “la questione ci tocca profondamente, siamo davvero dispiaciuti”, ha detto in un comunicato stampa Peter Kreiner, direttore del locale. “Stiamo ancora cercando di trovare la fonte dell’infezione: probabilmente è stata introdotta nel locale da un dipendente influenzato”.

Per chi ha buona memoria, a marzo del 2009, il Norovirus aveva quasi messo in ginocchio il ristorante di un altro tra i più celebrati chef-star del pianeta, il britannico Heston Blumenthal. Il Fat Duck, 150 sterline a persona, era rimansto chiuso per 15 giorni dopo che 40 persone, colpite dal virus, avevano accusato diarrea e vomito. Allora si scoprì che la causa erano le ostriche e le vongole veraci usate per i piatti “Sound of the Sea” (Suono del mare) e “Oysters, Passionfruit Jelly and Lavender”, depurate in acque contaminate da liquami.

Errare è umano…

[Crediti| Link: Corriere, Dissapore]

commenti (78)

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    1. “Cameriere c’è una mosca che galleggia nel brodo !”
      “Non si preoccupi, non la mettiamo in conto, è offerta dallo chef “

  1. Non è più il Noma di qualche anno fa , l’ultima volta che ci sono stato ho chiesto lo smacchiatore al cameriere e mi ha portato il Vape-spray. Santa Brunilde.

    1. Avatar emilio bazzocchi ha detto:

      …non era Vape ma zabaione spray da spruzzare sulle formiche….

  2. Avatar roger deloop ha detto:

    da Corriere.it: “Il locale – dove un menù d’assaggio costa circa 200 euro a persona – fa piatti della cucina tradizionale nordica: «fiordo norvegese», «brodo ristretto di legno di betulla al vapore, finferli e nocciole fresche», «pellicola di latte con erba, fiori e aromi».”
    Cucina tradizionale, come no?…

    1. Avatar Rryl ha detto:

      Leggendo le “informazioni” fornite dal Corriere della Sera mi sovviene un pensiero alla testa: ‘ma l’articolista che ha fatto l’articolo, ha dato una lettura al sito dell’esercizio in questione o s’è documentato un minimo (sarei stata disposta a scusare anche l’uso di Wikipedia) dedicata alla cucina danese?’

    2. @mauro
      considerando che questo post (su un sito “specialistico”) e’ un copia,incolla&sposta-qualche-frase di quello del Corriere…

    3. Infatti il mondo è pieno di ristoranti danesi, svedesi (polpette, torte al cioccolato), inglesi..

  3. e dire che non puoi neanche usare il vecchio trucco della mosca nel piatto per non pagare il conto, cribbio.

    1. Avatar Cate ha detto:

      Farò del mio meglio, tu però attento alle supposizioni!

  4. non ci voleva un genio a capire che in quel posto ti danno da mangiare rumenta, per dirla alla ligure……voi da bravi enogastrofighetti snob ci siete cascati come polli.

    1. Bravo, hai perfettamente ragione: si sono certamente bevuti il cervello tutti quegli idioti che hanno speso centinaia di euro per mangiare in questo letamaio.

      Suggerisciceli tu i migliori posti per mangiare a Copenaghen, siamo tutt’orecchi.

    2. Posti migliori per mangiare a Copenaghen? Qualsiasi, fuori dalla Danimarca. C’è del marcio, in Danimarca!

    3. non credo sia fondamentale nella vita mangiare in danimarca per noi italiani. si mangia abbastanza bene qui senza andare da uno pseudo chef che cucina larve e insetti solo per stupire e fare soldi. i risultati sono questi. adesso può chiudere. quindi? chi ha ragione? chi va fino la e spende centinaia di euro per mangiare quella roba, o chi lo evita come la peste? visti i risultati direi chi lo evita.

    4. Avatar mafi ha detto:

      Hai ragione.
      In effetti col senno di poi abbiamo tutti ragione 😉

  5. Avatar Mau ha detto:

    Boh, io sono convinto che la giusta misura sta sempre nel mezzo. Né locali da 200 euro a crozza (testa) né tantomeno i ristoranti all you can eat a 12 euro.
    Semplice ed efficace.