20 ristoranti con vista: fermati e respira

Esistono ancora paesaggi da sindrome di Stendhal? Nel nostro Belpaese più che mai, e in questa stagione soprattutto. Posti in cui, un poeta inglese lo diceva molto meglio di me: Stop here, or gently pass…

Sempre in questa stagione (si vocifera che stia arrivando l’estate, la primavera è saltata a piè pari) iniziano i primi pruriti: che dici, proviamo a chiedere un tavolo fuori stasera? Ispirati da un recente articolo di Repubblica, abbiamo elencato 20 ristoranti con vista divisi tra città, mare e montagna per evitare l’effetto vertigine della lista, ma quanti ne mancano all’appello?


Città


Aroma

1. Roma – Aroma. In lizza per la vista più bella del mondo, qualcuno dice che Roma la si comprende meglio mangiando qui che guardando La grande bellezza, il nuovo film di Sorrentino. La cucina aggraziata di Michele Di Iorio fa quel che può, e lo fa bene, per competere con il Colosseo. Ma è gara dura.

Conto medio: 90 euro.

imago, Roma

2. Roma – Imago. Stellato dal 2009, il ristorante Imago dell’Hotel Hassler offre una vista panoramica sulla città eterna. Basta girare a boa su sé stessi per ammirare senza fatica tutta la città, dalla Chiesa di Santa Maria Maggiore a Villa Borghese. Ai fornelli c’è Francesco Apreda, forte delle sue esperienze internazionali, prima a Londra e poi in Giappone, che è ormai una garanzia.

Conto medio: 120 euro.

Borgo San Jacopo

3. Firenze – Borgo San Jacopo. Il terrazzino più esclusivo di Firenze. Solo quattro tavoli, richiestissimi, che offrono uno scorcio impagabile su Ponte Vecchio. E’ questa la punta di diamante di Borgo San Jacopo, ristorante dello storico Hotel Lungarno. Sempre in tema di panorami, non perdetevi un aperitivo dalla terrazza del Continentale, che è proprio “dilàdd’Arno” come direbbero a Firenze.

Conto medio: 80 euro.

Il Comandante

4. Napoli – Il Comandante. Salvatore Bianco, giovane chef del Comandante, si è guadagnato la stella grazie a una cucina elegante, all’impronta della tradizione partenopea. La vista che si gode dalla sala fa il resto: dal decimo piano dell’Hotel Romeo, il Comandante non teme rivali e offre una panoramica a 360° sul golfo di Napoli.

Conto medio: 100 euro.

De Pisis

5. Venezia – De Pisis: Lo chef giapponese Hiraki Masakazu ha portato la cucina di questo ristorante veneziano ai livelli internazionali che merita. Dalla terrazza si gode la vista su tutto Canal Grande, dando le spalle alla Chiesa della Madonna della Salute. Gli interni sono arredati con lo sfarzo studiato della Venezia barocca.

Ma, con tutto il rispetto per la Signora (Venezia) se per una volta considerassimo anche la sua Laguna, potremmo fare un’escursione a Mazzorbo, una delle deliziose isole che punteggiano lo specchio d’acqua di fronte a Venezia. Qui sorge il Venissa, ristorante di proprietà dell’azienda vinicola Bisol di Conegliano, che ha avviato un progetto di recupero dell’isola e della coltivazione di una varietà di uva autoctona: la dorona.

Conto medio De Pisis: 130 euro.

Al Cambio

6. Torino – Del Cambio: Dal dehor di questo ristorante si rimira, letteralmente, la Storia d’Italia, e non un pezzo qualsiasi: Piazza Carignano…cioè, mica per fare troppo la nazionalista, ma qui il Camillo nazionale ha fatto l’Italia Unita. Comunque al momento il Cambio è in restauro, riaprirà ad autunno 2013, tranquilli però: rimarranno sia il tavolo a cui era solito mangiare Cavour che il leggendario vitello tonnato.

Conto medio: 80 euro.


Mare


Grotta Palazzese

7. Polignano a Mare – Grotta Palazzese. La posizione di questo ristorante è davvero unica: una grotta ricavata dall’attività di erosione del mare, che diventa terrazza esclusiva per una cena al lume di candela. Utilizzata già nel ‘700 dai nobili locali per esclusivi ricevimenti, la Grotta Palazzese è ora di proprietà del soprastante albergo, che dispone anche di un’altra sala aperta tutto l’anno (mentre la Grotta, per ovvie ragioni climatiche, è disponibile da maggio a ottobre).

Conto medio: 100 euro.

Balzi Rossi

8. Ventimiglia – Balzi Rossi. Gli arredamenti sono un po’ anni ottanta, però la vista sulla costa ligure che si gode dalla terrazza del Balzi Rossi merita un cena. E poi, stiamo pur sempre parlando di una pietra miliare della ristorazione italiana: L’altro giorno su Repubblica, il giornalista Marco Trabucco la definiva “una delle migliori cucine di pesce della regione”.

Conto medio: 60 euro.

La Posta Vecchia

9. Ladispoli – The Cesar La Posta Vecchia. Metti che negli anni ’60 un miliardario americano si innamorasse dell’Italia. Succedeva abbastanza spesso. E quindi che fa? Compra una villa le cui fondamenta risalgono al II secolo a.C., ovviamente. E ne fà la sua casa la mare. Dagli anni ’80 il cambio di proprietà segna il passaggio all’hospitality e la nascita dell’Hotel La Posta Vecchia e del ristorante The Cesar, che incanta anche grazie alla cucina di Michelino Gioia, lo chef stellato che ha inserito in carta i prodotti dell’orto biologico del resort.

Conto medio: 100 euro.

Il Riccio

10. Anacapri – Il Riccio. Una stella dal 2013, ma soprattutto un’atmosfera d’altri tempi. Il Riccio, con i suoi tavoli azzurro intenso e i complementi bianco candido a picco sulla Grotta Azzurra, riporta alla Capri dei ruggenti anni ’60 e alle sue serate frizzanti e goderecce.

Conto medio: 75 euro.

Relais Blu

11. Massa Lubrense – Relais Blu. Delle gioie che offre la terrazza di questo locale avevamo già parlato. Da qui, quand’è bel tempo, si ammirano nell’ordine: Napoli, Nisida, Procida, Ischia, Capri e Ventotene. Aggiungete una cucina attenta alle materie prime impareggiabili offerte dalla gastronomia partenopea, gli arredamenti minimal (quasi a voler disturbare il meno possibile il panorama) e un servizio impeccabile.

Conto medio: 80 euro.

Il Pellicano

12. Porto Ercole – Il Pellicano. Il ristorante sorge poco distante dalla villa degli anni ’60 costruita dai coniugi americani Graham, chiamata Pellicano in omaggio al loro amore: la scintilla era scoccata, al primo sguardo, al Pelican Point (in California). Attualmente di proprietà dell’imprenditore Roberto Sciò, che ha affidato la cucina allo chef pugliese Antonio Guida, il Pellicano vanta due stelle Michelin e tre forchette del Gambero Rosso.

Conto medio: 150 euro.

Rossellini's

13. Amalfi – Rossellini’s. Dovunque ci si volti, c’è il mare. Dalla Terrazza Belvedere di Palazzo Avino, precedentemente noto come Palazzo Sasso, il panorama seppur ripetitivo (!) non annoia mai. Il ristorante, che aveva raggiunto le due stelle con Pino Lavarra, dal 2013 è in mano a Michele Deleo, campano di Torre del Greco. I nostri migliori auguri.

Conto medio: 90 euro.

Il Faro di Capo d’Orso

14. Salerno – Il Faro di Capo d’Orso. Pio Ferrara, patron di questo ristorante delizioso, riesce nel difficile compito di coniugare la cucina internazionale con gli ingredienti del territorio circostante, come il pesce povero locale. Poi c’è il luogo, che proprio Ferrara descrive così: “un’appendice dove il mare s’ingorga e spumeggia”. E’ il Capo d’Orso, non credo ci siano parole migliori per descriverlo.

Conto medio: 90 euro.

Clandestino

15. Portonovo – Clandestino. Manca poco, davvero poco, al primo giugno. Ossia il giorno in cui riaprirà i battenti Il Clandestino, la celebre capanna blu sulla spiaggia di Portonovo. La struttura aveva subito danni pesanti in seguito ad una frana lo scorso ottobre. Ma il buon Moreno Cedroni, geniale patron della Madonnina del Pescatore di Senigallia, non demorde e ci riprova. All’inventore del susci italiano e della salumeria ittica Anikò va un sentitissimo “in bocca al lupo”.

Conto medio: 90 euro.


Montagna


16. Cortina – Tivoli. La vista da questo ristorante storico di Cortina è indimenticabile: la corona delle Dolomiti si estende davanti a voi, dalle Trofane Tofane alla Corda Croda Rossa, dandovi la sensazione che siano lì a pochi passi. Il menù è attento a quanto di meglio offre il territorio circostante, non è quindi raro che vi facciano capolino i fagioli di Lamon o l’agnello di Alpago.

Conto medio: 120 euro.

Chalet Gerard

17. Selva di Val Gardena – Chalet Gerard. La recente ristrutturazione ha cambiato l’immagine del Chalet Gerard, da baita di montagna a resort di design, senza snaturarne l’atmosfera familiare che l‘ha reso famoso nelle Dolomiti e non solo. La signora Nives cura ancora i piatti con la premura di sempre, il servizio è impeccabile, e anche il Sasso Lungo è ancora lì.

Conto medio: 50 euro.

La Grolla

18. Courmayeur – La Grolla. Dal ’73 a oggi questa baita è diventata una tappa obbligata per gli sciatori delle piste di Courmayeur. La fusione tra cucina valdostana e ligure, terra da cui proviene la signora Lillia, ha consentito al ristorante di superare la stagionalità imposta dalla natura di baita di montagna. Anche perché la vista sul Brenva, la cascata di ghiaccio più alta d’Europa, è eccezionale in tutte le stagioni. Ora la gestione è affidata al figlio Ephrem e alla moglie Elena.

Conto medio: 60 euro.

Locanda Margon

19. Trento – Locanda Margon. Il nome deriva dalla vicina Villa Margon, complesso aristocratico del ‘500, sede di rappresentanza del Gruppo Lunelli, proprietario delle Cantine Ferrari. Per valorizzare il patrimonio vinicolo del Trento Doc attraverso la gastronomia, Locanda Margon propone una duplice versione: ristorante raffinato, il cosiddetto Salotto Gourmet, e la Veranda, per pranzi veloci e di lavoro, entrambi affidati allo chef Gezzi Ghezzi. Una curiosità, nella Veranda si serve il menù 52’: tre portate in 52 minuti a 32 euro.

Conto medio: 100 euro.

Piccolo Lago

20. Verbania – Piccolo Lago. Due stelle Michelin e panoramica sull’eleganza del bacino di Margozzo. Sono i due motivi principali che rendono una cena al Piccolo Lago di Marco Sacco un’esperienza unica. Sono previsti tre menù degustazione e, per i più curiosi, la possibilità di cenare nell’unico tavolo all’interno della cucina a vista.

Conto medio: 120 euro.

[Crediti | Immagini: Food and style company, Witaly, Marieclaire]

Sara Cabrele

22 Maggio 2013

commenti (45)

Accedi / Registrati e lascia un commento

  1. man ha detto:

    Lo chef di Locanda Margon e’ Ghezzi non Gezzi.
    Per quanto mi piaccia la sua cucina, devo dire che come ristorante di montagna in Trentino, Malga Panna ha una locassion molto piu’ spettacolare. Locanda Margon e’ campagna piu’ che montagna…

  2. razmataz ha detto:

    segnalo una vista spettacolare (specialmente al tramonto) al ristorante pretzhof di val di vizze. oltretutto si mangia anche molto bene.

    1. Mari ha detto:

      Scusa ma quale Brenta a Courmayeur? Il Brenta scorre in Trentino e Veneto O_O!
      Da Courmayeur si ammira giustamente il Ghiacciaio della Brenva…

  3. non mi risulta dotato di cuoco famoso, ma la vista che si gusta dal terrazzino del ristorante Belforte a Vernazza (cinque terre) è da lacrima.
    sempre nelle cinque terre, anche se meno chic e interessante dal pdv foodie, segnalo la terrazza del bar della stazione di Monterosso al Mare; il caffè prima del treno delle 6 per tornare a Milano il lunedì mattina bevuto lì ha il suo perchè.

    1. Volevo scrivere io del Belforte.
      Una meraviglia e si mangia pure bene.

  4. Sia per la vista spettacolare che va da Positano fino ai faraglioni di Capri che per la qualità del menu segnalo il ristorante Un Piano nel Cielo a Praiano.
    E da fiorentina bisogna che vi corregga: il Continentale è diquaddarno!

    1. Gran bella vista ma spero abbiano migliorato la cucina che era imbarazzante. Peggior rapporto qualità prezzo della mia vita e conto tra i più alti mai pagati.

    2. Ci sono stata tre settimane fa e a me è piaciuto molto. Per quanto riguarda il conto non ti so dire perchè essendo il mio compleanno non ho pagato io.

    3. La mia visita risale a molto tempo fa ma fu talmente disastrosa dal farmi desistere a tornarci.

  5. Bellissima lista di posti affascinanti e di alta cucina. Sarebbe bello se aveste dei riferimenti anche per le altre Regioni che qui non compaiono.

«