Tra la consigliera regionale pdl Nicole Minetti, esuberante e giunonica imputata nel processo sul caso Ruby e Ferdinando Esposito, magistrato della Procura di Milano (che l’imputata Minetti è tenuto a giudicare) sarebbe amore galeotto, dice oggi il Corriere della Sera. La coppia, se coppia fosse, sarebbe di quelle che fanno notizia come si dice in questi casi, tanto che il PM rischia di finire sotto inchiesta disciplinare. Ma dov’è nato questo amore controverso?

Dunque, Nicole Minetti, ragazzona dalla vita privata alquanto movimentata tra Bunga Bunga, burlesque e processi, a casa sta poco, tra l’altro spadellare non rientra tra i suoi talenti conosciuti. Piuttosto, è una habitué del ristorante Bulgari, tra i più chic di Milano, nella via privata Fratelli Gabba, alle spalle di Via Manzoni. Ci va con le sue amiche, nomi e voci familiari per chi con le intercettazioni del caso Ruby si è voyeristicamente fatto la compilation mp3: Barbara Guerra, Maristhelle Polanco e via olgettinando.

Tra le sue cose preferite, una Birkin di Hermes, borsa da 14.000 euro, e un piatto di sushi potrebbe aver incontrato lì il “suo” magistrato.

Ma è proprio il sushi l’indizio che ci porta altrove.

Per una che si dice “pazza di sushi” il Finger’s Garden in via Keplero, della collaudata coppia formata da Clarence Seedorf (calciatore del Milan) e dallo chef nippo-brasiliano Roberto Okabe, già proprietari del Finger’s di via Emiliani,  è perfetto. Vippume ben assortito, cucina giapponese “creativa”, verde, laghetto con i pesci Koi. Infatti il Corriere oggi conferma.

L’incontro e i successivi appuntamenti hanno creato una certa familiarità tra i due, che oggi risultano iscritti alla stessa palestra, la Downtown di piazza Diaz, all’ombra della Terrazza Martini. 660 euro più 50 di tasse per l’abbonamento semestrale.

Del resto lo sappiamo, e l’ex igienista dentale di Silvio Berlusconi lo ha ripetuto di recente in Tribunale, lei non è tipo da provare imbarazzo o vergogna. Chissà il magistrato.

[Crediti | Link: Corriere Milano, immagine: SkyTg24]

 

commenti (13)

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  1. Avatar esp ha detto:

    Non so dove fossero, ma li vedrei bene, insieme, al ristorante di Regina Coeli

  2. Avatar lanzo ha detto:

    Speriamo che per quella volta si siano dimenticati di mettere il tonno nell “abbattitore”.

  3. Avatar Mauro ha detto:

    perdonate la curiosità e un po d’invidia , ma un PM guadagna così tanto da potersi permettere palestre e ristoranti così cari?

    non pensavo che i dipendenti pubblici guadagnassero così tanto, tranne i top manager

    non sono un conoscitore del diritto, ma che indagante ed indagato flirtino è davvero ridicolo

    PS complimenti a Bernardi per il nuovo format, di prim’acchito mi piace

    1. Avatar paolo ha detto:

      un PM non è un dipendente pubblico come gli altri, appartiene alla classe (casta?) della magistratura i cui stipendi al contrario degli altri dipendenti pubblici, sono top secret.

  4. Ci si arrabbia tanto, giustamente, con i giornalisti quando pubblicano articoli con imprecisioni, ma se il Tomacelli scrive che la Minetti esce col PM “che e’ tenuto a giudicarla”, non si dice niente.

    Il PM in questione si occupa di anti-contraffazione, quindi poco ha a che fare col processo Minetti; si potrebbe anche aggiungere che il ruolo del PM e del magistrato giudicante sono distinti, per quanto non abbiano carriere separate.

  5. Avatar Elvis ha detto:

    Massì, per carità, simpatico articolo se è l’occasione di tornare sul panorama dei sushi-trendy di Milano.
    Un po’ meno se si cade nella consueta pruderie…

  6. Ma la domanda scottante rimane una: questo Finger’s garden è solo fuffa o lo consigliate? Non mi delizierebbe avere la Minetti come vicina di tavola, ma per la delizia delle mie papille sono dispostissima a girarmi dall’altra parte. Finger’s sarà pure fighetto e modaiolo, sarà pure proprietà di un calciatore, ma ricordo un carpaccio-gaspacho geniale e un insieme di prelibatezze. Ci sono tornata, e di nuovo mi sono leccata i baffi. Tanti anni fa (e tanto caro, sì), ma ne serbo un buon ricordo. Io però non appartengo all’intellighentia del così(orribilmente)ddetto “food”: voi che ne dite?