di Elisa Erriu 7 Febbraio 2021
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Esiste una storia di un maxi giro di contrabbando di carni dall’Argentina, che risale alla fine degli anni Novanta e vede coinvolto anche il vescovo Balestrero: oggi, a distanza di anni, lui e il fratello, entrambi indagati, chiedono il patteggiamento per la condanna di riciclaggio internazionale.

Ettore Balestrero, 52 anni, è l’alto prelato genovese, nominato nel 2019 nunzio apostolico nella Repubblica del Congo. Insieme al fratello Guido, 61 anni, immobiliarista, sono risultati indagati nell’ambito di un’inchiesta su un giro di capitali provento di truffa e rientrati in Italia attraverso una complessa rete di società offshore disseminate tra i Caraibi e la Svizzera.

Secondo gli ultimi aggiornamenti, i pm hanno posto come condizione la confisca dei 7 milioni di euro sequestrati al sacerdote e ai familiari e, secondo indiscrezioni, si accingono anche ad archiviare l’accusa di evasione fiscale. Infatti i fratelli Balestrero avrebbero chiesto ai propri legali di “concordare” la condanna con la Procura per l’accusa di riciclaggio internazionale, proponendo il patteggiamento.

Ora al giudice spetta l’ultima parola, che dovrà esaminare questa richiesta. Ettore Balestrero, ora ambasciatore della santa sede, aveva svolto la sua missione anche in Colombia, proprio quando padre Gerolamo, l’indiziato principale, aveva gestito il contrabbando di carni dall’Argentina alla fine degli anni Novanta.

[ Fonte: ANSA ]