di Prisca Sacchetti 16 Luglio 2010

Fabio Picchi a Firenze è semplicemente “il Picchi”. Per i fiorentini è una celebrità, per il resto d’Italia è il cuoco simpatico e un po’ guascone che appare durante il programma Eat Parade su Raidue. Dal 1979 il Picchi lo trovate nel suo ristorante il Cibreo che, col passare degli anni, si è trasformato da semplice osteria a luogo di culto per turisti in cerca di emozioni forti. Ai ricchi americani il Picchi dispensa con facilità fiorentine alla brace e sorrisoni da playboy stagionato: insomma, per chi passa da Firenze, una tappa obbligata.

Da qualche anno il vulcanico ristoratore si è regalato una curiosa dependance, il Teatro del Sale, a sort of ristorante con annesso palcoscenico sul quale si esibiscono attori e musicisti, mentre il Picchi smazza piatti di trippa e salsiccia con i fagioli. Di recente però su quel palco sarebbe andato in scena uno strano spettacolo che potremmo intitolare “il Picchi maltratta un uomo sulla sedia a rotelle disabile “. Cosa è successo al Teatro del Sale di tanto sgradevole? Vediamo di spiegarlo in poche parole, tenendo presente che la storia è ancora tutta da verificare: qualche giorno fa è apparsa su Facebook una nota che descrive e denuncia quanto accaduto durante una serata dal Picchi.

A scriverla è la figlia che, con la famiglia (5 in tutto), prenota un tavolo al Teatro. “Nessun problema per i disabili” dice il personale del ristorante “Ci pensiamo noi” e la famiglia si prepara per una succulenta cena a base di funghi e polpette. Arrivati al ristorante le prime difficoltà. Si fa la fila per prendere i piatti e il padre dopo un po’ non ce la fa più. La figlia chiede il servizio al tavolo almeno per il papà, ma gli viene negato. “Potete portare voi i piatti” dicono i camerieri ma quando la madre chiede una seconda porzione di funghi il Picchi sgarbato risponde “Signora io per tradizione non servo le persone due volte!”.

Il resto della serata è anche peggio: alla famiglia passa la fame e in più devono sorbirsi l’amaro finale recitato dal Picchi, che avrebbe urlato al pubblico (perchè tutti potessero sentire) la seguente frase:  “la prossima volta che qualcuno di voi si lamenta perché mi permetto di servire dei miei amici mi metto ad urlare, la signora che ho servito è una mia cara amica GIORNALISTA americana”. Insomma, per il “rosso” Picchi non tutti i clienti sarebbero uguali e la differenza di trattamento c’è e si vede. La questione sollevata su Facebook è stata ripresa dal Corriere Fiorentino e, pare, continuerà nelle aule di un Tribunale. Noi, per sicurezza, abbiamo chiesto una smentita al ristoratore fiorentino ma, nell’attesa di una risposta, vi chiediamo: è così difficile per un disabile essere gastrofanatico nell’Italia del 2010?