4242_1160431574388_1335759761_407803_4257374_nSorpresa oggi al ristorante Don Alfonso di Sant’Agata sui due Golfi, quando il direttore della guida L’espresso, Enzo Vizzari—malgrado le tensioni dei giorni scorsi—si è seduto al tavolo e risoluto ha detto: “Sono qui per mangiare. Mi date da mangiare o devo andare via?”

commenti (137)

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  1. Avatar ugo petruccelli ha detto:

    se ha il piacere di avere un contatto personale con vizzari lo usi per chiedergli di pubblicare le schede tecniche di valutazione di tutti i piatti degustati durante i suoi tuor gastronomici dalle quali è saltata fuori la top ten della guida 2009, cosi almeno abbiamo uno strumento concreto sul quale discutere.

  2. Ecco, al di là dei metodi e delle scelte di Vizzari, certi commenti qui dimostrano chiaramente perché un certo giornalismo sta morendo. Meglio parlare bene di tutto e non criticare (anche blandamente) nessuno, così sono tutti contenti…

  3. Avatar francesco ha detto:

    Bene sig. Bernardi questo mi conferma che i suoi rapporti con Vizzari sono ottimi. Non era neppure uscito dal ristorante che gia le aveva mandato questa bella foto e i testi da lui pronunciati non appena seduto al ristorante. Ottimo articolo!. Molto interessante!. Per me sarebbe interessante capire a che titolo è andato al Don Alfonso. Doveva rivedere le schede tecniche fatte per la guida 2009, oppure fare quelle per la guida 2010. No che dico Vizzari le schede probabilmente non le fa, quindi è andato li per mangiare bene.

    A parte gli scherzi, vi chiedo :
    – il sig. Vizzari è andato li per fare una valutazione?
    – con quale serenità più guidicare il Don Alfonso?
    – se avesse dovuto fare recensione non sarebbe stato più opportuno mandare qualcuno dei suoi al suo posto?
    – è andato li per fornire le risposte alle domande che da qualche giorno gli Iaccarino gli porgono?
    – è andato li per intimidirli come ha fatto con Iannone?

    Grazie….

    1. Intimidire Iannone?? Ma per favore! Torniamo con i piedi per terra.

    2. Avatar leonardo ciomei ha detto:

      Mi dispiace deluderla, sig. Francesco, ma la ferale notizia di Vizzari dagli Iaccarino a Bernardi gliel’ho data io e, prima che la sua omonima al femminile, mi scriva che anch’io sono un prezzolato di Dissapore come il grande Caffarri… ebbene sì, da (blando) collaboratore del blog, è mio compito quando leggo una notizia interessante comunicarla subito al mio senior editor, come ho fatto in questo caso.

      In ogni caso la notizia (e la foto) era sul blog di Luciano Pignataro, storico collaboratore e ispettore della Guida Espresso…

    3. Esatto Leonardo. Del resto anche io l’ho segnalata a Max via Facebook e le foto sono quelle, Vizzari non ha inviato nulla a nessuno.

    4. Avatar Riccardo ha detto:

      io avrei inziato con… c’era una volta!

  4. Avatar Buauro ha detto:

    Mi si perdoni l’ironia con cui mi intrometto nella discussione, ma ormai la vicenda stà assumendo sempre più i contorni di una Soap-Opera. Si potrebbe pensare ad un format concorrente ad “un posto al sole”, oppure una trasposizione più nobile in forma di sceneggiata… peccato che il grande Mario Merola ci abbia purtroppo lasciati.

    Lasciando da parte l’ironia sinceramente non capisco il livore contro Vizzari. Tutto sommato anche la guida Michelin pone il Don Alfonso nel “limbo” dei 34 bistellati e non nel firmamento dei tristellati. Trovo emblematico anche il caso dell’assegnazione della terza stella nel 2004 poi persa l’anno successivo. Da semplice appassionato (di recente passione) mi chiedo: allora non si é scatenata un analoga reazione contro la Michelin? Gli Iaccarino potevano chiedere di non comparire piu’ anche in quella guida, che mi sembra molto piu’ propensa ad accettare tali richieste? (Marchesi docet).

    1. Avatar ugo petruccelli ha detto:

      è evidente la sua ignoranza in materia. il don alfonso è stato un tre stelle per ben 7anni. nel 2001 gli hanno tolto la terza stella a sant’agata, ma nel 2004 ne hanno presa una per il baby a roma. e poi vuole mettere sullo stesso piano la michelin con vizzari? nella quida michelin ci sono solo 4 ristoranti prima del don alfonso, in quella dell’espresso 40. mi pare che il paragone non regga!!! il livore contro vizzari è evidentemente scaturito dalla mancanza di uno strumento oggettivo di valutazione dello stesso, che tira le somme come se giocasse a tombola. troppo facile, troppo comodo.

    2. Guardi che lo stesso figlio di Iaccarino commentava che lui, con il Baby, aveva solo una consulenza e che il suo lavoro si svolgeva principalmente a Sant’Agata dei Due Golfi. Per la precisione..detto questo a me sembra che il suo livore raggiunga livelli parossistici

    3. Avatar paola di loreto ha detto:

      L’ennesima occasione sciupata da vizzari. Con la sua visita a sant’agata non ha fatto altro che essere fedele a se stesso e al suo modo di comportarsi poco obiettivo che pone sul piano personale il suo lavoro. Qualcuno dovrebbe spiegargli che il direttore di una guida – lo dice la parola – dovrebbe guidare… lui dove ci vuole guidare? Verso il cattivo gusto?

      • Se striscia ha indagato, vuol dire che c’erano sentori di malcontento nelle cucine italiane e soprattutto fra i consumatori, che non si spiegano perché quello che leggono sulle guide troppo spesso non corrisponde a realtà.

      • I gap tra le valutazione fra le guide non si spiegano. Come può un ristorante al top nel mondo e per la stampa mondiale, giudicato dalle guide italiane con punteggi altissimi, essere così in basso solo nella giuda di vizzari? La risposta è evidente!

      • Sono emersi grazie a questo blog e alle professionalità che vi partecipano parvenze di conflitti d’interesse che coinvolgono vizzari.

      • Pare chiaro che non esiste un metodo di valutazione oggettivo uguale e valido per tutti i ristoranti che vizzari giudica e classifica. LE schede di valutazione sono un punto di partenza essenziale e la loro assenza è gravissima!

      • La spiegazione di vizzari sulla sua soggettività oggettiva è una bella teoria che non trova riscontro nella sua pratica: non tiene conto dei giudizi dei suoi collaboratori. Date un’occhiata alle copie degli articoli di santa di salvo e giacomo dente disponibili su http://www.petizionedonalfonso.com, “IN REPLICA ACONTRO REPLICA DI VIZZARI”.

      LE CHIACCHIERE SENZA I FATTI NON PORTANO A NULLA DI COSTRUTTIVO.

      I motivi come si vede sono tanti. Ovviamente io sono con la famiglia iaccarino, ma rispetto i supporters di vizzari,….ma, oggi, qualcuno parla di vittoria, riempiendosi la bocca di stupidaggini. Il punto da focalizzare è un’altro: se non si cambia radicalmente registro a perdere sarà tutto un sistema.
      Questa vicenda dovrebbe far riflettere. Grazie alla coraggiosa esposizione della famiglia iaccarino si è illuminata una clamorosa falla nel sistema della critica gastronomica., che non può continuare sulla strada dei giudizi personali di persone poco competenti che si fanno scudo dietro la presunta esperienza da buongustai, senza offrire chiari strumenti e metodi oggettivi sui quali si basano i loro giudizi.
      Non si tratta di penalizzare un ristorante, che dimostra ogni giorno sul campo a sant’agata e con le consulenze in locations prestigiose sparse nel mondo, LA SUA ECCELLENZA. Rischiamo di distruggere 40 anni di storia di grande cucina italiana, questa è la cosa grave!

      Dovremmo essere felici che in Italia, dove tutto tace, una famiglia di cosi gran credito, abbia avuto il coraggio di parlare per farci riflettere, per evidenziare le falle del sistema critica gastronomica. I fan club e il gridare a inutili vittorie non portano a nulla di costruttivo. Se vizzari non si sentisse con le spalle al muro non avrebbe avuto questa caduta di stile così puerile e prima di sedersi al tavolo del don alfonso avrebbe risposto alle domande importantissime di noi che seguiamo la vicenda. Se non lo ha fatto è chiaro che non ha risposte concrete ed esaustive da darci. Purtroppo è questa la verità che delude di più e che spingerà me e persone come me a non comprare più la guida dell’espresso. Gli editori se ne faranno una ragione!

      Buon pomeriggio a tutti, paola

  5. Chapeau a Enzo Vizzari, per quest’idea geniale, un pizzico coraggiosa, sicuramente intelligente, che pone fine ad inutili ed esagerate polemiche e ristabilisce i corretti rapporti, la giusta dialettica, tra chi facendo il ristoratore propone piatti ai clienti e chi questi piatti, da esperto gastronomo, giudica, riferendone, secondo soggettivo parere ed expertise, su un giornale o su una guida. Non é stata una sfida quella di Vizzari, ma un modo di dire, smettiamola di litigare e torniamo a comportarci da persone serie, oppure, à la Pappalardo, “Ricominciamo?”

  6. Avatar nadiap ha detto:

    Sputare nel piatto in cui si e’ mangiato a lungo non e’ stato bello… e soprattutto avere sussulti di coscienza nelle notti buie della mannaia mediatica di striscia e’ stato veramente un gesto da codardi e veramente poco lungimirante.. E infatti, morale della favola, piomba in ‘casa Iaccarino’ il non-gradito, e censurato critico… e loro costretti a cucinare per il critico a cui simbolicamente hanno strappato la penna da mano.. geniale.. Ma il problema e’ proprio qui, Don Alfonso non e’ ‘casa Iaccarino’ ma un attivita’ commerciale che si espone alla critica quanto piu’ si fregia di offrire un servizio di standard elevato e ben pagato. Indi, chi mangia per piacere e paga ha il diritto di dire, pensare, criticare.. chi mangia per professione ha non solo il diritto, ma anche il dovere di replica e di critica.

    1. Hai centrato la questione: comunicazione o informazione? La prima trasmette un messaggio, la seconda la decodifica e lo contestualizza.
      L’insofferenza alla informazione è generale, non solo del mondo enogastronomico. Per molti errori commessi da noi giornalisti, è vero, ma soprattutto perché non ci sono più idee o progetti e alla fine si finisce a discutere di porzioni di zuppa e a chi sei tu e chi sono io.

    2. Avatar nadiap ha detto:

      A volte penso a quanto siamo ormai lontani dalla penna leggera e intuitiva di Veronelli.. dalla penna di chi scriveva di persone, di cibo e vini e ne coglieva la valenza simbolica, la sacralita’. oggi invece si visita un ristorante con fare un po’ da ispettori dell’Asl.. Ma proprio in quest’atmosfera grevissima da dicerie dell’untore si rivela chiaramente il grande gesto di Veronelli, lo chapeau, segno di rispetto profondissimo e soprattutto di riconoscenza per la voglia di comunicare attraverso il proprio prodotto, che fosse un vino o una cena. Ma intanto quanti ristoratori oggi meriterebbero un sentito chapeau?

  7. Il Sig. Vizzari ha fatto bene ad andare al DON ALFONSO. Conferma che – indipendentemente da tutto – vuole fare il suo lavoro e approfondire personalmente i Ristoranti top italiani. Il DON ALFONSO ha fatto bene a “dar da mangiare” al Sig. Vizzari, anche loro sono professionisti e sono certo che anche in quest’occasione avranno dato il meglio. Infine penso che per entrambi abbia pesato molto tutto quello che è successo.
    Last but not least, leggendo i commenti sopra, spero vivamente che si passi quanto prima a parlare d’altro.

  8. Avatar emanuele barbaesi ha detto:

    Per rispondere a quanto prima hanno scritto nadiap e Pignataro, non mi sembra che in questo caso il punto sia la dicotomia comunicazione-informazione. Che il Don Alfonso sia un’attivita’ (tratto gli accenti come apostrofi perche’ sono all’estero e ho una tastiera a cui non sono abituato) commerciale che si espone alla critica di chi la frequenta e’ ovvio e penso che nessuno lo possa negare, anche perche’, se lo facesse, la sua opinione sarebbe comunque irrilevante. Che poi chi mangia per professione abbia non solo il diritto, ma anche il dovere, di replica e di critica e’ altrettanto ovvio. Chi sostiene il contrario?
    Il punto e’ un altro, al di la’ delle cortine fumogene, dei tentativi di sviare la discussione e delle trovate da avanspettacolo – francamente abbastanza imbarazzanti – ideate per trasformare questa vicenda in una soap-opera ancora piu’ grottesca di quanto gia’ non sia. Infatti il punto resta: come mai il giudizio della guida dell’espresso sul Don Alfonso e’ palesemente assurdo?
    Mi sembra che continui a essere questa la domanda piu’ interessante, per il momento ancora senza risposta. Perche’ dalla guida dell’espresso penso che per esempio si vorrebbe sapere se, nel 2009, Alajmo e’ meglio di Iaccarino o se Bottura e’ piu’ in forma di Crippa oppure se i piatti di Scabin sono piu’ o meno validi di quelli di Cracco. Possibilmente con commenti circostanziati. Ma se, invece, mette il Relais Blu sullo stesso livello del Don Alfonso, allora significa che c’e’ qualcosa che non va. Perche’ sarebbe come se un critico cinematografico dicesse che i film dei fratelli Vanzina sono pari a quelli di Bunuel, se un critico musicale mettesse i Ricchi e Poveri sullo stesso livello dei Beatles o se un giornalista sportivo sostenensse che Gourcuff vale Kaka’.
    Tutto – compresi eventuali comportamenti fuori dalle righe di alcuni protagonisti della vicenda – nasce dall’insensatezza di questo giudizio.

    1. Io penso che un giudizio, in generale, non sia mai insensato o privo di senso.
      Ha il senso di chi lo ha emesso, esprime cioè un giudizio soggettivo e non potrebbe essere altrimenti. Quel giudizio poi potrà essere più o meno condiviso ma non sarà mai privo di senso.
      Se non ricordo male io e Barbaresi abbiamo discusso sul Ristorante “La Strega” di Palagianello. Lui l’ha stroncata ed io dopo aver letto il suo giudizio ci sono tornato e mi sono trovato come al solito benissimo e l’ho scritto sul forum del Gambero, poi con lui ne abbiamo discusso, ma mai mi ha sfiorato l’idea che la sua fosse una recensione priva di senso.
      Ora cambiando un po’ l’oggetto della nostra discussione, perchè i soggetti interessati a questo caso sono due e non solo uno, cosa pensare di un ristoratore che vorrebbe che il proprio ristorante non venisse giudicato da chi, unico sulla terra, non ne parla sempre e solo benissimo? Io trovo sia una pretesa assurda, figlia di un erroneo considerarsi al di sopra degli altri, di tutti gli altri. Foriero secondo me di possibili errori frutto di una errata concezione/visione delle proprie capacità e della propria professionalità. Il non esser sottoposti a critica potrebbe cioè partorire mostri. La critica se non aprioristica ed argomentata è un servizio al cliente che compra la Guida ma anche un prezioso aiuto per il criticato che ha a disposizione una visione qualificata, terza e gratuita sul proprio operato.
      Ciao

    2. Avatar emanuele barbaresi ha detto:

      Certo che qualsiasi giudizio ha il senso di chi lo ha emesso, esprime cioè un’opinione soggettiva. E poi puo’ essere piu’ o meno condiviso. Verissimo.
      Ma il punto e’ che il giudizio dell’espresso sul Don Alfonso e’ cosi’ apparentemente (almeno questo me lo concederai) insensato da non essere condiviso pressoche’ da nessuno. Da qui il paragone cinematografico-musical-calcistico che ho fatto prima. Nel senso che non occorre essere critici gastronomici e neppure buoni conoscitori della materia per stabilire se e’ meglio il Don Alfonso o il Relais Blu: basterebbe invitare a cena nei due locali la prima persona che passa per strada e poi chiedergli dove ha mangiato meglio. Ho la presunzione di dire che indovinerei la risposta…
      Se non ci credi, tu che per fortuna non sei la prima persona che passa per strada, ma un appassionato di buona cucina, nonche’ – mi dicono – un ottimo ristoratore, fammi un piacere: concediti, quando puoi, una vacanza di qualche giorno a cavallo delle due Costiere. Vai a mangiare al don Alfonso, al Relais Blu, al Quattro Passi e al Pappacarbone di Iannone, tutti locali che, mi sembra, sull’espresso abbiano 16,5 (non ho qui la guida, vado a memoria, ma credo di non sbagliare).
      Poi mi sai dire se il pazzo sono io.

    3. Non sono mai stato in nessuno dei quattro.
      Per farli tutti e quattro mi servirebbe fare un mutuo…non ho una Guida che mi rimborsa….ma in un ragionevole lasso di tempo vorrei farne alcuni, non ora.
      Quando vado in zona sono sicuramente da Gennaro Esposito che senza tanti inutili orpelli ed una carta dei vini intelligentissima e dai ricarichi onestissimi mi fa sempre stare benissimo a prezzi strepitosi. Così come, in forma leggermente minore, a “il Buco” a Sorrento e da “Nonna Rosa” a Vico Equense.
      Però sai anche una cosa ?
      Io di andare al Don Alfonso ed al Pappacarbone al momento non ne ho tanta voglia. Perchè per me mangiare non è un lavoro ma un piacere e normalmente preferisco andare dove ho anche una certa assonanza o almeno penso di poter averla. Con i due succitati adesso non penso di riuscire a legare, ad entrare in immediata e piacevole sintonia, sarei comunque contentissimo di sbagliarmi, credimi.
      Ciao

    4. Avatar francescaruocco ha detto:

      provi prima di dire che non c’è assonanza, signor vignadelmar.
      se non è mai stato a sant’agata non può capirne la magia. se si trova bene da genaro esposito perchè il rapporto qualità – prezzo è più adatto alle sue tasche, vada pure là. l’alta cucina, la meravigliosità gastronomica di ristoranti come il don alfonso non hanno bisogno di tirchieria. lì ci si siede per fare un’esperienza che coinvolge tutti e 5 i sensi, non per contare gli euro che si è speso. lei non è adatto al don alfonso perchè non ha la predisposizione ad emozionarsi. in questo è simile a vizzari, si faccia consigliare da lui una bella trattoria!

      ci faccia sapere…francesca

    5. Mi sono scordato di una cosa, tu sul comportamento degli Iaccarino non hai proprio niente da dire ?
      Molti di quelli che si appassionano a dar contro a determinati giudizi poi su questa pretesa superiorità rispetto all’essere giudicati anche solamente non in maniera eccelsa non scrivono un rigo o la giustificano appunto con il peccato originale/torto subito.
      La mia distanza culturale da questa concezione è siderale, la tua mi sembra molto meno. Vorresti approfondire?
      Ciao

    6. Avatar emanuele barbaresi ha detto:

      La mia distanza culturale dalla teoria che hai espresso e’ uguale alla tua. Nel merito, pero’, credo che Livia Iaccarino, dal suo punto di vista, abbia fatto bene a intervenire come ha fatto, perche’ solo in quel modo – pur con tutte le contraddizioni e tutti i limiti che comporta una partecipazione a una trasmissione come Striscia – poteva riuscire a far puntare i riflettori sullo scandaloso trattamento che l’espresso riserva al suo ristorante. Un ristorante che per molti (e anche per me) e’ fra i migliori del mondo. Se non si tiene conto di questo – un particolare affatto trascurabile – non si puo’ capire.
      Poi, certo, i giudizi devono restare assolutamente liberi e io non condividero’ mai l’opinione di chi chiede di non essere giudicato.

    7. Emanuele, faccia questo gioco se ha tempo e voglia: la classifica solo sul voto di cucina del Gambero. Poi mi dice.
      L’assunto da cui parte, è che cioé solo l’Espresso abbia un atteggiamento punitivo è sbagliata per due motivi.
      Primo, perchè Don Alfonso resta tra i vertici in Italia
      Secondo, perché è in linea con quanto valutato da altre guide (Michelin, Gambero, Veronelli).

      I paragoni sono sempre antipatici e sicuramente non li farò. Ma le consiglio di andare a riprovare il Ralais che ha citato perché sono sicuro che avrà modo di rivedere il suo giudizio un po’ sommario a mio modesto avviso.

      In ogni caso il punto non è il merito della valutazione, ma la libertà di poterlo fare.
      Se poi si parte dal presupposto della malafede allora è inutile proprio discutere perchè non serve più a nessuno. Chiudiamo e andiamocene a mangiare alla Bersagliera, al Bolognese e da Salvini come facevano i nostri nonni.

    8. Avatar emanuele barbaresi ha detto:

      Diamoci pure del tu, prima di tutto perche’ mi risulta che su Internet si faccia cosi’ e poi perche’ siamo colleghi.
      Non mi risulta che sul Gambero (sono all’estero e non ho con me alcuna guida) il Relais Blu, il Quattro Passi e Pappacarbone abbiano un voto di cucina pari a quello del Don Alfonso.
      E non mi risulta neppure che voi collochiate il Don Alfonso ai vertici, visto che davanti ha una quarantina di locali. E non e’ vero neanche che il voto del’espresso sia paragonabile a quello della Michelin, visto che la guida rossa mette davanti al Don Alfonso solo 5 locali, numero lievemente inferiore a 40… Senza contare che non mi risulta che la Michelin dia due stelle al Relais Blu, al Quattro Passi e a Pappacarbone. Da’ due stelle, se ricordo bene, alla Torre del Saracino, a cui voi date come minimo 18 e non 16,5.
      Quindi cerchiamo di essere precisi, per favore.
      Quanto alla liberta’ della valutazione… ci mancherebbe altro! Siete liberissimi di dare qualsiasi giudizio. Semplicemente, almeno nel caso dei ristoranti campani di fascia alta, si tratta di vautazioni nel loro insieme completamente sbagliate. A mio parere, ovvio. E nel caso del Don Alfonso anche del resto del mondo, o quasi.

    9. Bene, allora siamo precisi
      Michelin
      2 stelle
      Don Alfonso, Torre del Saracino, Taverna del Capitano, Olivo Capri Palace, Palazzo Sasso

      Veronelli
      3 stelle
      Oasis, La Caravella, Taverna del Capitano, Don Alfonso, Torre del Saracino

      Espresso
      Tre cappelli: Torre del Saracino 18). Due cappelli: La Caravella 17), Pappacarbone, Quattro Passi, Taverna del Capitano, Don Alfonso, Oasis, Relais Blu (tutti a 16,5)

      Nella cucina il Gambero Piazza Don Alfonso al 26° posto, noi al 41° in Italia.

      Dunque: qual è il problema? Non si può certo dire che noi mortifichiamo Don Alfonso mentre per gli altri sia il primo assoluto.
      Variano i giudizi, per esempio anche gli amici capresi dell’Olivo potrebbero organizzare la loro petizione perché stanno a quota 15,5:-)
      Ma la sostanza dei nomi e del range resta piuttosto simile
      Non è dunque esatto affermare che nei ristoranti di fascia alta campani si tratta di valutazioni nel loro insieme assolutamente sbagliate”.
      A meno non ti riferisci al fatto che l’insieme delle guide italiane non hanno lo stesso tuo punto di vista.

    10. Avatar Riccardo ha detto:

      Pignataro, ma come mai interviene solo adesso?
      ma ha letto gli altri post su cui si discute della vicenda?
      e su dai… diciamo sempre le stesse cose… un minimo di fantasia… creatività… inventiva…

    11. Avatar emanuele barbaresi ha detto:

      Non ho scritto che per gli altri il Don Alfonso e’ il primo assoluto, mentre confermo che voi lo mortificate, come testimonia anche quanto tu hai scritto.
      Infatti le altre due guide di qualche importanza (quella del Veronelli, se permetti, non la considero proprio) non mettono sul livello del Don Alfonso, a differenza di quanto fate voi, tre cucine nettamente inferiori alla sua come quelle di Relais Blu, Quattro Passi e Pappacarbone. Quanto al 26emo posto per il Gambero (ammesso che sia cosi’) non mi sembra che si possa dire che sia uguale, o simile, al 41emo vostro.
      Poi e’ chiaro, le mie valutazioni e quelle dei miei collaboratori sono ben diverse, come si puo’ leggere sulla guida Gourmet 2009 (Don Alfonso 18/20; Torre del saracino, Oasis 16; Taverna del capitano, Quattro Passi, Caravella, Pappacarbone 15; relais Blu 13: i voti hanno pero’ un’ottica internazionale, essendo la pubblicazione incentrata sul confronto tra le migliori cucine italiane e alcune tra le migliori cucine europee, per cui in chiave esclusivamente italiana bisognerebbe aggiungere 1/20 in piu’ a tutti), ma questo e’ un altro discorso, che non mi sembra il caso di affrontare.
      Adesso vi devo lasciare, potro’ eventualmente riprendere a scrivere domenica pomeriggio.

    12. Ecco, appunto. L’insieme delle guide italiane non hanno il tuo rispettabile punto di vista.
      Ma la classifica che citi è quella del 1650? :-))

    13. Avatar francescaruocco ha detto:

      Francamente, Sig. Pignataro sono indignata. Lei ha il coraggio di difendere il punteggio attribuito al don Alfonso dall’Espresso? HA LA FACCIA COME… sono una signora e non lo posso dire, ma quanto vorrei!

      Ha letto la petizione pro Iaccarino sul sito http://www.petizionedonalfonso.com, dove ci sono i motivi per cui gli iaccarino oggi non vogliono farsi più recensire da Vizzari? Li ha letti? Perché, se non lo ha fatto le dico che sta facendo PERDERE TEMPO ALLE PERSONE INTELLIGENTI. La famiglia Iaccarino ha chiesto di non essere più recensita dalla famosa guida per 2 motivi fondamentali:
      1) Non condividono i criteri sui quali la guida fonda i suoi giudizi, in quanto parziali e , ad oggi, abbastanza misteriosi e molto soggettivi.
      2) La credibilità di Vizzari è minata da probabili conflitti di interesse (e Cambi con i suoi interventi ha confermato il tutto).

      Sig. Pignataro, mi scusi, ma forse si è perso qualche pezzo fondamentale della discussione, che è sfociata in una serie di domande alle quali Vizzari, ad oggi, non ha ancora risposto. Domande MOLTO SERIE.

      SENZA UN CHIARIMENTO SU QUESTI PUNTI, PROBABILMENTE, ANCHE LEI, SE FOSSE AL POSTO DEI PROPRIETARI DEL DON ALFONSO, CHIEDEREBBE DI NON ESSERE Più GIUDICATO; VISTO CHE VUOLE FARE IL FIDO SCUDIERO DI VIZZARI PROVI A RISPONDERE LEI ALLE DOMANDE CHE IO E ALTRI FREQUENTATORI DEL BLOG ABBIAMO POSTO!!

      Siccome sembra che abbiate “orecchie da mercante” e commentate e leggete solo quello che vi fa comodo le faccio un sunto:

      1) Esiste un metodo? Anche nei concorsi alle sagre paesane i giudici hanno delle schede di valutazione per i piatti (ES. DESIGN, ESECUZIONE COTTURE, CREATIVITA’, ETC…), esistono anche nel mondo dei vini… Vede io non discuto la soggettività, che è inevitabile e, se in buona fede, si accetta, ma metto l’accento su come “vengono fuori” I NUMERI che si assegnano. volevo semplicemente sapere QUALI SONO I CRITERI usati dai critici dell’espresso: perché, se non c’è un MODELLO UNICO per tutti gli ispettori, mi spiega come fate a formulare un GIUDIZIO OMOGENEO VALIDO E RAPPRESENTATIVO PER TUTTI I RISTORANTI CHE VALUATE, da nord a sud? QUESTO E’ IL PUNTO: dimostrate che avete un METODO OMOGENEO PER TUTTI, ALTRIMENTI, NON SOLO, E’ IN DISCUSSIONE IL PUNTEGGIO DATO AL DON ALFONSO, MA TUTTO IL VOSTRO OPERATO.

      2) perché non risponde sulla questione ROADHOUSE sollevata da Cambi ? Perché L’espresso non recensisce anche McDonald? Visto che che usa la stessa carne di RoadHouse, presente nelle sua guida?

      Queste non mi sembrano domande da poco!!!!
      È inaccettabile che si difendano dei punteggi, che si parli già di guida 2010 prima che vizzari abbia risposto a queste domande.

      Buonanotte, francesca

    14. Avatar paola di loreto ha detto:

      no, è quella del NEW YORK TIMES che, se per permette, è sicuramente più autorevole di quello che pensa e purtroppo scrive enzo vizzari, che vuole portare la gastronomia italiana ai tempi del dopoguerra. Per capire certe sfumature, ci vuole un critico gastronomico con una “visione” un po’ più ampia di quella dimostrata dall’agente della CIA senza emozioni Vizzari!!!

      paola

    15. @Francesca
      A parte la storia della petizione che ha già linkato 400 volte su cui non voglio proprio entrare

      1-Perché ci si rivolge solo all’Espresso quando, come ho dimostrato, la valutazione del complesso delle Gide è abbastanza omogenea?
      2-Quali sono questi conflitti di interesse continuamente agitati e mai spiegati?
      3-Cosa c’entra Roadhouse?
      4-I criteri sono spiegati da anni nelle introduzioni

      @Paola
      Il fatto che si scriva in inglese non costituisce supplemento di autorevolezza.
      Cmq la nostra guida è la più diffusa in Italia dopo la Michelin proprio perché è apprezzata per la serità e la profondità.

    16. Avatar francesca ruocco ha detto:

      Senta lei sta facendo demagogia, il sig. vizzari in persona non è riuscito a difendersi su questi argomenti, vorrebbe farlo lei? se ha risposte ai quesiti posti, bene, risponda, altrimenti taccia. ci fa perdere solo tempo, ma le rispondo lo stesso per cercare di colmare le sue lacune, che pazianza che ci vuole ( eppure noi siamo i consumatori, voi gli esperti, il mondo sottosopra)

      1 Siete la guida meno credibile perchè totalmente autoreferenziale e soggettiva, le vostre valutazioni non hanno elementi minimamente oggettivi. Dite di giudicare solo la cucina ed allora vi si chiede di dimostrare di avete un metodo, almeno simile a quello di un concorso in una sagra paesana….nessuna risposta ancora pervenuta!
      Il gambero dà al don alfonso i tre cappelli- il max del punteggio –
      la guiga michelin 2 stelle con solo 4 ristoranti prima ( voi 40!),
      per la quida bmw sono il primo ristorante d’Italia,
      idem per quattro ruote, E SONO TUTTE GUIDE 2009. si aggiorni se vuole parlare di punteggi.

      2 i suoi punti 2 e 3 sono strettamente correlati e si intrecciano. non ho la forza di spiegarglielo – sa non faccio la maestra alle elementari – vada a legere l’intervento di cambi – esustivo e chiaro – e l’ultimo post di ugo petruccelli.

      3 nell’introduzione alla vostra guida vi parate le spalle scrivendo che giudicate solo la cucina di un ristorante. mi sa che come criterio di valutazione è un pò troppo generico. tagliamo la testa al toro: ci scannerizzi una scheda tecnica di valutazione di un piatto. cosi almeno capiamo… perchè lei e vizzari state girando intorno alla questione da giorni, senza rispondere, sperando in una nostra perdita di mordente, ma noi non ci facciamo incartare e ripetiamo le cose perchè voi fate finta di non leggerle. chi la dura la vince, finchè non risponderà le porrò le stesse domande fino a nausearmi perchè noi consumatori meritiamo e pretendiamo CHIAREZZA!

      buona giornata, francesca

    17. Avatar ugo petruccelli ha detto:

      io al relais blu ci sono andato e, anche se si mangia dignitosamente bene, fa ridere che lei lo paragoni al don alfonso e ci mette su un piatto d’oro la sua incapacità nel paragonare e giudicare. cambi mestiere!
      lo chef del relais è bravo e sa cucinare la carne, ma provi ad assaggiare il pesce…guardi, io più leggo questi commenti più divento rabbioso nel rendermi conto che le nostre guide gastronomiche sono affidate a degli zoticoni come lei, degno adepto del suo maestro vizzari!

      P.S. si vergogni per aver accompagnato vizzari al don alfonso, si vergogni per aver scattato quella foto, si vergogni per averla pubblicata.

    18. Avatar ugo petruccelli ha detto:

      Invece di consigliarmi cure mediche, cerchi di dare risposte SERIE alle questioni sollevate in questo blog. E se striscia ha puntato i riflettori sul vostro sistema, evidentemente ci sono motivi veri, visto che non ci sono mai risposte….i consumatori se le pongono ed ora iniziano a farlo anche chi viene giudicato. Trova anomalo tutto questo? Beh io francamente no!!!

  9. Avatar ugo petruccelli ha detto:

    bravo barbaresi, lei si chesa metere i puntini sulle i e focalizzare le questioni importanti ci fossero più persone come lei, si vivrebbe meglio e con meno polemiche.

    ugo

  10. Il punto, mio caro Max, è che tutto sto casino è un colossale spot per il nostro amato e venerato Don Alfonso.
    Livia è davvero una donna straordinaria.

    1. Avatar ugo petruccelli ha detto:

      C’è una parola bellissima:CREDIBILTA’. Lei e Vizzari non lo siete e per questo che poi viene fuori tutto questo casino!!!
      ci rifletta e non giochi a fare il paladino della libertà di giudicare, che è un diritto sacrosanto, quando c’è trasparenza ed un minimo di obbiettivtà, ma lei ed il suo amico fate di tutto per non esserlo!!!!
      E la prossima volta si sforzi di seguire quello che succede su questo ed altri blog altrimenti non aggiunge nulla alla discussione, mi consenta

    2. Avatar ugo petruccelli ha detto:

      Le insericsco,Sig. Pignataro, pari pari il uno dei testi che la famiglia Iaccarino per spigarle quanto siete POCO CREDIBILI
      ” Nell’ ultima intervista ad Enzo Vizzari a Striscia la notizia, gli abbiamo sentito dire che la cucina del Don Alfonso non è all’altezza di tutto il contesto. Bene, per noi è assolutamente vero il contrario. Di fronte ad una affermazione del genere potremmo stare a discutere 100 anni, perché materia tanto soggettiva. Ora in qualsiasi disputa tra due persone soltanto le terze parti possono dare un contributo utile a chiarire le idee. E noi, non essendo editori e né giornalisti , possiamo solo controbattere con i fatti, poi sarà il lettore a farsi la propria opinione.
      Veniamo alle altre guide italiane nel 2009:
      Miglior ristorante d’Italia per la guida BMW
      Miglior ristorante d’Italia per la guida Quattroruote
      Al Top per la guida del Gambero Rosso
      Nei primissimi posti per la guida Michelin

      La stampa internazionale in questi ultimissimi anni ci ha più volte inseriti nelle classifiche dei 10 migliori ristoranti del mondo, per fare qualche nome:
      NEW YORK TIMES (riportatoper completezza in calce a questo articolo)
      HERALD TRIBUNE
      DELICE

      E poi ci sono i risultati economici, da 10 anni siamo a S.Agata in crescita, anche in questi anni di crisi!

      Ancora, oggi siamo presenti come ristorante in 8 tra le location più prestigiose del Pianeta e ci chiamano per avere i nostri servizi di consulenza i gruppi imprenditoriali più prestigiosi del mondo: non pensiamo che ci chiamino perché siamo simpatici.

      Il pericolo di ogni guida dei ristoranti è la soggettività ed il rischio di diventare uno strumento autoreferenziale, piuttosto che un aiuto a chi deve scegliere dove andare a mangiare. Ecco ora, a nostro modesto parere, la “sua” guida è diventata solo strumento di esercizio di un potere massimamente soggettivo , perché di fatto, per scelta editoriale, dalla valutazione del punteggio di un ristorante è stato eliminato qualsiasi riferimento ad elementi oggettivi.
      Scusateci per questa polemica, ma dopo 40 anni di lavoro abbiamo ritenuto opportuno informare per fare chiarezza e prendere pubblicamente le distanze dall’operato, che non condividiamo affatto, del curatore della Guida i Ristoranti d’Italia, edita dal gruppo l’Espresso”

      ECCO VEDE SIG.PIGNATARO LORO SONO CREDIBILI; PERCHé C’E’ LA STAMPA INTERNAZIONALE e SONO IN CRESCITA in italia ed all’estero. E poi non vi siete mai chiesti perchè nei posti più prestigiosi del mondo chiamano sempre loro per le consulenze, nonostante le giuide non li mettano ai vertici??? Forse l’unica giustificazione a certi punteggio forse si chiama ITALICA INVIDIA?
      Voi non SIETE CREDIBILI PERCHE’ per vendere le votre guide dovete accettare “sponsor” che le acquistano e le mettono in qualche ripostiglio, MA COSA ANCOR PIU’ GRAVE E’ CHE NON STATE CAPENDO DOVE VA IL MERCATO, se da circa 10 anni penalizzate il Don Alfonso e loro continuano a crescere in Italia ed all’estero, dovreste almeno fare autocritica invece di AUTODIFESA.
      In questo Blog ci stiamo ponendo domande importanti, se volete illuminarci parlate almeno dopo aver letto o seguito un po’ tutto altrimenti le persone si annoiano.

    3. Avatar stefano ha detto:

      Se non piace, se non ci si trova d’accordo con i commenti o con i voti, se non si è d’accordo con il metodo, illustrato nelle prime pagine della guida, se se ne preferiscono altre, una guida si può anche non comprare.