4242_1160431574388_1335759761_407803_4257374_nSorpresa oggi al ristorante Don Alfonso di Sant’Agata sui due Golfi, quando il direttore della guida L’espresso, Enzo Vizzari—malgrado le tensioni dei giorni scorsi—si è seduto al tavolo e risoluto ha detto: “Sono qui per mangiare. Mi date da mangiare o devo andare via?”

commenti (137)

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  1. Avatar nadiap ha detto:

    Per tutti i rosiconi-piccoli-fans de ‘La FAMIIGLIAA..’ iaccarino(e qui famiglia va sospirata in stile ‘il padrino’) suggerisco di calmare i bollori con un’iniziativa di protesta coordinata: appena esce la nuova guida de l’Espresso organizzate un bel corteo al grido ‘chi non salta un vizzari e’ e’, per le vie di Napoli, una manifestazione modello ‘cassaintegrati di pomigliano, di quelli che poiche’ sono tirchi e si astengono dal consumare al Don Alfonso sono geneticamente non predisposti ad emozionarsi..(vero Ruocco?). Oppure passate al progrom e via col saccheggio delle librerie partenopee per ripulire la citta dal testo dissacratorio e blasfemo che ha infangato lo spaghetto del DIVINO IACCARINO, e di corsa nottetempo fino a Acerra a sversare le pagine blasfeme nell’incerenitore.. cosi facciamo piazza pulita una volta e per sempre del giudizio maledetto e non rompete piu i cosiddetti..
    Con simpatia e compassione:)

    1. Avatar francesco ha detto:

      Questo post per pochezza è quasi pari alla frase infelice pronunciata dal sig. Vizzari all’ingresso del Don ALfonso : “Sono qui per mangiare. Mi date da mangiare o devo andare via?”.
      Evidentemente è uno stile!

      Quando una confettura è oltre la data di scadenza si possono fare due cose la si mangia la stesso nella quasi certezza che possa far male oppure la si butta comprandone una nuova. Se la similitudine è troppo ardita fatemelo sapere.

      Nadiap la compassione è tutta per chi come lei pensa di essere portatore di una verità assoluta… Si rassegni, al mondo ci sono persone che non la pensano come lei.

  2. Avatar francesco ha detto:

    Inviterei il gruppo editoriale l’espresso a valutare quale danno il sig. Vizzari con questo suo sciagurato atteggiamento gli sta arrecando. Per quella che è la mia personale vicenda leggendo su questo blog, posso dire con certezza che mai più, mi lascerò consigliare nelle mie scelte di un ristorante dalla guida o meglio dalle recensioni del sig. Vizzari. Troppi scheletri nell’armadio, troppi conflitti troppa superficialità come si evince dall’atteggiamento che citando petruccelli : è quello di un “adolescente frustrato che non può sfogare i propri istinti”.

  3. Avatar nadiap ha detto:

    Noo e’ solo che mi fa sorridere il rancore che puo’ maturare nei confronti di un critico gastronomico, davvero surreale. Sembrate gli Emilio Fede della gastronomia santagatese..Io fossi negli Iacca mi imbarazzerei un po’ ad avere una schiera di cotali accesi adulatori cosi’ naif, tanto appassionati quanto qualunquisti e acritici.. siete tutti un po’ davvero surreali! Lei compreso:))
    Sempre con simpatia, e un po’ meno compassione, cosi non mi si offende:))

    1. Avatar nadiap ha detto:

      Scusate il refuso, non VI si offende..

  4. Avatar emanuele barbaresi ha detto:

    Caro Pignataro, non mi sembra che tu abbia dimostrato che il trattamento che le principali guide riservano al Don Alfonso e’ “nel complesso abbastanza omogeneo”. Per la Michelin il ristorante e’ sesto, per il Gambero 26emo, per voi 41emo. Dove vedi questa omogeneneita’ non riesco a capire.
    Detto questo, per me dovrebbe avere tre stelle tutta la vita e il Gambero lo sottostima gravemente. Voi pero’ lo sottostimate ancora piu’ gravemente in senso assoluto e in modo addirittura grottesco in quello relativo, cioe’ se si tiene conto dei locali che gli mettete vicino (cosa che Michein e Gambero in parte non fanno).
    Mi resta una curiosita’. Qual e’ la tua classifica dei ristoranti campani, usando il criterio di valutazione dell’espresso? Non intendo quella ufficiale: la tua personale. Coincide interamente con quella di Vizzari? Puoi parlarne?

  5. Bene, credo di aver detto come la penso in maniera piuttosto approfondita.
    Con alcuni, Barbaresi in testa, lo scambio è proficuo fecondo ed intelligente. Con altre, con altri, il confronto è diventato scontro, turpiloquio, irrisione ed offesa.
    Quindi vi lascio al vostro apocalittico livore, continuerò a dialogare con chi io soggettivamente ritengo sia giusto farlo, ne ho facoltà???
    Ciao

    1. Avatar ugo petruccelli ha detto:

      guarda che se leggi il mio ultimo a Pignataro comprendi il perchè di certe parole.

    2. Non leggere solo quello che gli altri ti rispondono, è quello che tu scrivi agli altri agenerare simili risposte.
      Tu e la Signora Francesca Ruocco siete andati molto sopra le righe, troppo.
      Il mio comunicare con voi si chiude adesso.
      Ciao

    3. Avatar francesco ha detto:

      Lei scrive “La critica se non aprioristica ed argomentata è un servizio al cliente che compra la Guida ma anche un prezioso aiuto per il criticato che ha a disposizione una visione qualificata, terza e gratuita sul proprio operato.”
      Sono perfettamente d’accordo con lei!!!!
      Lei ha avuto modo di capire se quella critica (nello specifico sul Don Alfonso) non sia aprioristica e se sia sufficientemente argomentata? Ha per caso avuto modo di leggere quelle schede tecniche di valutazione che in molti invocano? Ha altri elementi concreti che magari ci possano convincere che quelle critica sia onesta?
      Spero di ricevere risposta….

    4. Io so solo quello che Vizzari e Pignataro ci hanno detto; ossia che gli ispettori della Guida sono andati più volte. Frutto di queste molteplici visite è stata la recensione pubblicata. Quindi secondo me non è aprioristica ed è sufficentemente argomentata.
      Onestamente credo che tutto questo chiedere spiegazioni sia fuorviante. Una Guida non è un ente pubblico, un tribunale, che deve per legge emettere giudizi provati oltre ogni ragionevole dubbio. Una Guida è un’impresa privata che con personale autonomamente scelto immette sul mercato un prodotto che il pubblico può o meno gradire comprandolo e pagandolo.
      Se il prodotto risulta utile e bello viene acquistato anno dopo anno, altrimenti mi freghi una volta ma l’anno successivo col cavolo che la ricompro. La Guida insomma svolge un servizio per i clienti acquirenti e risponde solo a loro della qualità del prodotto offerto.
      I ristoratori, io sono un ristoratore, se vogliono hanno canali propri per farsi conoscere e per dire la propria sul proprio operato, si chiama pubblicità o attività promozionale in genere, una Guida terza è cosa ben diversa, bisognerebbe fosse chiaro.
      Torno a ripetere che non essendo mai stato al Don Alfonso non posso dire se la recensione della Guida sia per me corretta o sbagliata, posso però dire che la pretesa dei Signori Iaccarino di non essere recensiti se non con punteggi di assoluta rilevanza la trovo culturalmente aberrante ed arrogante. Così come la partecipazione attiva alla petizione via sms fino ad ora mai smentita.
      Un’ultima cosa personale. La mia Osteria è aperta da sette anni e da sette anni è recensita con punteggi e giudizi di assoluto rilievo dal Gambero Rosso. L’Espresso mi ha recensito quest’anno per la prima volta ed Osterie d’Italia di Slow Food non ha mai scritto un solo rigo. E’ ovvio che l’essere stato escluso dalla Guida di Slow Food è pesante e secondo me soggettivamente immotivato ma così hanno deciso loro e così mi deve star bene. Certo non sono d’accordo, l’ho scritto e l’ho detto ma mai mi sognerei di aprire o fomentare una polemica aspra e distruttiva su questa esclusione. I loro lettori che mi conoscono e mi frequentano giudicheranno.
      Si, secondo me è anche una questione di stile; se tutti in ogni parte del mondo ti osannano puoi ben tollerare quell’unico dissenziente.
      Ciao

  6. Avatar lorenzo ha detto:

    @ barbaresi

    Scrivi “Come mai il giudizio della guida dell’espresso sul Don Alfonso e’ palesemente assurdo?”

    Trovi che sia la domanda fondamentale. Da quando ho visto i primi attacchi che hai portato a Vizzari ho pensato “ora qualcuno gli farà notare l’incongruenza”. E invece nulla.
    Visto la facilità con cui ti si poteva rispondere ho ormai compreso che probabilmente sono stato uno dei pochi a leggere la guida da te curata e uno dei pochissimi a prenderla sul serio per cui mi assumo io l’onere di farlo io, anche per tranquillizzarti rispetto al fatto che almeno uno abbia letto seriamente quello che avete scritto.
    Non noti l’incongruenza?

    “Tutte, ma proprio tutte, le più importanti guide gastronomiche esaltano la Pergola di Heinz Beck…”
    L’incipit con confessione della tua scheda (firmata a.c.) sarebbe sufficiente per evitarmi l’onere di sfogliare le altre guide ma solo per completezza di post ricordo che parliamo di votazioni pari a 3 stelle per la michelin, 93 per il gambero, 19 per l’Espresso.
    Ora quello che per altri e tri stellato, forchettato, cappellato per voi diventa un assurdo (parole tue) 15.
    Vista la poco elegante usanza di comparare con altri locali aventi lo stesso punteggio che tu stesso pratichi, non volendo essere meno inelegante ricordo che è lo stesso voto di quell’onestissimo ristorante di tradizione che risponde al nome di Arcangelo e anche del ristorante Il Circo di Enrico
    (Pezzotti), appena aperto in quel di Viterbo ai tempi della vostra visita e nel frattempo già chiuso, nonché di Pascucci al Porticciolo.

    A occhio direi che la distanza che separa il tuo giudizio da quello degli altri sul tema La Pergola sia ben maggiore di quella che separa l’Espresso dalle altre guide sull’argomento Don Alfonso. E lo stesso “problema” anche se con discrepanze minori ce lo hai anche con Esposito.

    Credo quindi che la risposta alla domanda iniziale che poni a Vizzari la possa dare tu stesso: Come mai il giudizio della guida Gourmet sulla Pergola è palesemente assurdo?

    Io penso che nessuno dei due giudizi sia definibile tale, entrambi sono legittimi, entrambi sono espressioni di libere valutazioni (fino a prova contraria), entrambi sono il prodotto della soggettività di chi l’ha relati e come tali li prendo. So di avere più affinità con una delle guide del panorama italiano (né la tua, né quella di Vizzari solo per la precisione) e nel caso di opinioni discordanti il voto di quella guida per me vale doppio.
    Almeno fino ad oggi l’ho pensata così e in questo ho trovato anche la ragione d’essere delle varie pubblicazioni, altrimenti ne basterebbe una sola.

    Ma ora tu mi dici che il giudizio discordante di Vizzari deve essere definito assurdo, mentre le vs discordanza rappresentano medaglie al valore nell’esercizio della vostra indipendenza.

    Alla luce di ciò mi toccherà rivedere i miei parametri. 😉

    1. Lorenzo
      Barbaresi è comico ma almeno ci mette la faccia. Come Cambi è pieno di livore ma almeno è preparato.
      Gli altri sono solo nickname, forse anche una sola persona, e dovranno rispondere dei loro turpiloqui e offese dopo l’identificazione della polizia postale.

      Anche io passo e chiudo. Non si può discutere con anonimi. Venite su facebook, e continuiamo.
      Bacioni

    2. Avatar Maurizio Cortese ha detto:

      Caro Luciano, non posso seguirti su facebook perchè non sono iscritto. Come te sono sempre stato contrario all’uso dei nickname sui blog ma se queste sono le regole del gioco credo che l’unico modo per dissentire sia quello di non partecipare senza minacciare improbabili, e consentimi, un pò fuori luogo ritorsioni.
      Sulla vicenda Vizzari/Iaccarino ho già detto la mia credo con cognizione di causa per la profonda conoscenza che ho dei ristoranti della zona e la cosa che più mi meraviglia, conoscendo la tua onestà intellettuale, che tu sia in disaccordo ma, d’ altronde, ti conoscevo solo come grande conoscitore di vini quindi i tuoi errati giudizi sui ristoranti non mi meravigliano :-))
      Detto ciò credo che questa storia abbia stancato un pò tutti e credo sia abbastanza chiaro che questa vicenda non sia nata solo per sterili motivi di punteggi ma per delle ruggini sicuramente precedenti alla famosa intervista di striscia.
      Ora mi farebbe tanto piacere se Dissapore spostasse il tiro altrove, magari, tanto per rimanere nella zona a noi cara, facendo un bel post su qualche altro meritevole ristorante, come ad esempio la Taverna del capitano, di cui nessuno parla e sarebbe il giusto premio per la famiglia Caputo che fanno, loro si, ottima ristorazione.

    3. Avatar emanuele barbaresi ha detto:

      Forse io saro’ comico, non sta a me dirlo. Pieno di livore mi sembra strano, ma se lo dici tu sara’ senz’altro vero. Io invece preferisco non definirti in alcun modo, non avendo il piacere di conoscerti e non essendomi potuto fare un’idea sufficiente di te sulla base dello scambio di un paio di pareri su un blog.
      Mi limito a farti notare che ti ho posto una domanda alla quale non hai risposto, forse perche’ finora non hai avuto ancora il tempo di farlo. Per tua comodita’, comunque, la ripropongo. Eccola:
      Qual e’ la tua classifica dei ristoranti campani, usando il criterio di valutazione dell’espresso? Non intendo quella ufficiale: la tua personale. Coincide interamente con quella di Vizzari? Puoi parlarne?

    4. Fatemi capire, andiamo al nocciolo della questione: qualcuno vi obbliga a comprare la guida dell’espresso/repubblica? Se la risposta e’ si’ direi che dovreste sporgere denuncia alle autorita’ competenti, altrimenti basta solo smettere di comprarla, no?

      Il mondo e’ bello perche’ e’ vario, se tutte le guide si uniformassero basterebbe averne una sola.

      Esiste una cosa che si chiama liberta’ di espressione, e il giornalista Vizzari evidentemente la pratica nel momento in cui redirige la sua guida (assieme ad altri collaboratori, sia chiaro) e da’ un certo voto a Don Alfonso.

      Chi siete voi per *obbligare* i critici a pensarla come voi? E’ possibile avere una opinione dissonante su questo santissimo Don Alfonso? Pare che all’espresso la abbiano. Sono liberi di scriverla? Secondo la legge si’, perche’ secondo voi no?

    5. Chiosa: spero che la mancanza della fotocopia della mia carta di identita’ subito dopo il mio post non faccia cambiare il valore di quello che dico, perche’, sapete, esiste una cosa che si chiama privacy ed e’ alla base della liberta’ di espressione.

      Se i critici della Michelin non fossero anonimi probabilmente qualcuno *scoprirebbe* qualche fantomatico conflitto di interessi sulla base del quale il ristorante X dovrebbe avere due stelle e non una o qualche altra storiella sul perche’ non c’e’ piu’ una stella a qualche altro ristorante.

      Insomma, un po’ quello che sta succedendo qui, si attacca la persona Vizzari per colpa del giudizio della sua guida sul Don Alfonso.

  7. Avatar Maffi&Pagano ha detto:

    Un appuntamento importante a Roma, una amatriciana (Maffi) e un cacio e pepe (Pagano), poi la decisione. “L’indomani si va a Sant’Agata dopo aver cenato al Baby”. Partenza all’alba (erano le 10 ma Pagano lavora poco – dice Maffi – e Maffi forse fa finta di lavorare – dice Pagano) per arrivare in tempo al colle. Don Alfonso va provato altrimenti si rischia di aggiungere parole su parole e di non dare corso nemmeno in parte a quell’idea dei gastrofanatici in giro per la Campania. Una prova sul campo a ruota dei professionisti Pignataro&Vizzari (in rigoroso ordine alfabetico) per cercare di dare forma nella nostra testa ad un voto. La testa ora pensa, dopo una sosta in quel di Viareggio da Romano (cosi’ restiamo sullo stesso punteggio dichiarato). Insomma una tre giorni con aperitivo a Roma, una session a Sant’Agata e la chiusura in Versilia. Ora digeriamo: Pagano con una puntata a Sorbaiano e Maffi panza all’aria, lato piscina e cagnone a fianco.
    A presto per un racconto che speriamo possa essere interessante e definitivo (ma come si permettono questi due??!!);

    Della serie scazzi….di gusto

  8. Avatar emanuele barbaresi ha detto:

    @ lorenzo

    “L’incipit con confessione della tua scheda (firmata a.c.) sarebbe sufficiente per evitarmi l’onere di sfogliare le altre guide ma solo per completezza di post ricordo che parliamo di votazioni pari a 3 stelle per la michelin, 93 per il gambero, 19 per l’Espresso.
    Ora quello che per altri e tri stellato, forchettato, cappellato per voi diventa un assurdo (parole tue) 15.”

    Cosi’ scrivi e cosi’ confermo, senza rinnegare nulla. Certo, il 15 della guida Gourmet 2009 (la stessa che qualcuno qui ha definito “Quattroruote”), alla luce dei giudizi delle altre guide, e’ assurdo. Ma questa e’ la mia opinione, di cui sono convintissimo (come Vizzari sara’ convintissimo della sua sul Don Alfonso, ovviamente). A mio parere e anche per Alberto Cauzzi, l’autore della scheda, la cucina di Heinz Beck e’ incredibilmente sopravvalutata. E’ una cucina che da’ poche emozioni, per usare un eufemismo. Una cucina in molti casi imbarazzante prima ancora dell’assaggio, gia’ alla vista.
    Sono io, siamo noi che non l’abbiamo “capita”? Puo’ darsi. A parte i pareri degli addetti ai lavori, pero’, non ho mai sentito nessuno, in prima persona (e di buoni gourmet ne conosco tanti), essere uscito estasiato dopo un pranzo o una cena alla Pergola. A differenza di quanto accade al Don Alfonso. E ho l’impressione che, se di colpo Beck perdesse buona parte delle sue stelle, cappelli e forchette, nessuno griderebbe allo scandalo. E nessuno preparerebbe petizioni.

    1. Avatar Maffi&Pagano ha detto:

      eccoci qui , Barbaresi. certi suoi voti ci hanno lasciato molto perplessi, ma cio’ non toglie che , nel caso specifico, possa avere ragione. e quindi, raccogliamo il suo invito. noi ci andremo, alla Pergola, settimana prossima. ripetiamo: troppi parlano a vanverone: noi dimostriamo, a nostro gusto s’intende, con i fatti. se ci vuole fare compagnia….

    2. Dai, Barbaresi,
      questa tua risposta fa acqua da tutte le parti !!! ;-))
      Lo dico con ironia, a mo’ di sfottò. Le valutazioni da te portate a tua “discolpa” sono risibili. Ma lo dico con spirito costruttivo, perchè sono a sostegno di quello che penso e che dico. Le valutazioni di una Guida, dei suoi ispettori, del suo curatore non possono far altro che esprimere un parere squisitamente soggettivo. Quel parere, quel giudizio, poi potrà vederci o meno concordi ma mai si potrà scrivere che sia formulato in malafede perchè tutti gli altri scrivono l’esatto contrario.
      Quindi smettiamo di vedere del malanimo dove dovremmo vedere solo opinioni profondamente discordanti. Torniamo a disquisire di ristoranti, piatti, vini, ma facciamolo pensando al nostro interlocutore come una persona degna con la quale condividere opinioni magari diversissime.
      E smettiamo pure di considerarci al di sopra della critica, non ci porta da nessuna parte e ci fa fare pure brutta figura.
      Ciao

    3. Avatar emanuele barbaresi ha detto:

      Infatti non ho mai parlato di malafede, anche perche’ per farlo – ovviamente – dovrei avere delle prove, che non ho.
      Non c’e’ molto altro da aggiungere. L’unica, almeno per chi ha un minimo di preparazione sull’argomento, e’ recarsi a mangiare alla Pergola e il giorno dopo al Don Alfonso. Quindi dare un’occhiata ai voti assegnati alla cucina (per quanto riguarda cantina, servizio e ambiente, non ci sono dubbi: La Pergola e’ uno dei migliori ristoranti italiani) da Gambero Rosso, Michelin e, ancor piu’, Espresso e poi vedere se si e’ d’accordo.
      O se il tutto e’ un po’ discutibile. Anzi, come direbbe Pignataro, comico.

  9. Avatar maffi&pagano ha detto:

    @vignadelmar Chi non deve sentirsi superiore alla critica? I ristoratori o i clienti che siedono a un tavolo pronti a sborsare un po’ di euri e sicuri però di deliziarsi? E casomai sono arrivati a quel tavolo in forza di una critica, di un voto, di una guida????

    @ barbaresi spero che andare prima da Don Alfonso e poi alla Pergola sia la stessa cosa :-)))

    1. Caro Maffi, è evidente che mi riferissi ai Ristoratori ed in particolare agli Iaccarino. Oramai credo di aver scritto numerosi post su quanto consideri deleteria a tutto tondo questa posizione.
      Certo poi da cliente mi aspetto che il giudizio della Guida che mi ha portato a sedermi ai tavoli di un dato ristorante sia aderente alla realtà dei fatti. E’ per questo che molti lettori scelgono una data Guida da comprare, quella che nel tempo si è dimostrata maggiormente affidabile o gli è stata consigliata da chi la giudica affidabile. Solo noi monomaniaci ne compriamo più di una se non tutte !!!
      Ciao

    2. Avatar emanuele barbaresi ha detto:

      Prima o dopo, dopo o prima: non cambia nulla :-)))

  10. Avatar Bruno Ballardini ha detto:

    Due anni fa insieme ad uno staff di professionisti che volevano lanciare un ristorante d’avanguardia, nei nostri giri di benchmarking ci siamo fermati da Don Alfonso. Ebbene, dopo aver visto ben altri (tra cui Il Pescatore a Canneto sull’Oglio e La Francescana a Modena, per citarne solo due di qualità evidentemente superiore a Don Alfonso), ancora ci stupiamo per la fama immeritata del ristorante campano. A parte, dicevo, la cucina che non ci ha minimamente “colpiti”, ci sono due cose che nessun critico dice e non troverete mai sulle guide: l’arredamento del ristorante è PACCHIANO, e siamo rimasti folgorati dal comportamento in sala della padrona di casa che per mettere a loro agio gli ospiti si intratteneva di tavolo in tavolo distribuendo elegantissimi suggerimenti per meglio degustare la loro alta cucina. A noi ha detto: “E mi raccomando! Dovete assolutamente fare la scarpetta!” lasciandoci a bocca aperta.

    1. Avatar ugo petruccelli ha detto:

      Il mondo è bello perchè è vario! Se a lei non è piaciuto, pazienza se ne faranno una ragione, non penso che hanno la presunzione di voler piacere a tutti gli ospiti che varcano la soglia del Don Alfonso. Però le dico che a proposito di benchmarking, mi risulta che in Cina, al Grand Lisboa, uno dei top hotel del mondo per design, all’ Hotel La Mamounia (spesso nelle classifiche dei top 5 del mondo) ed ad Atlantic City in un hotel di proprietà di un grande finanziere americano, ci siano loro. Sono stati scelti proprio per portare la cucina italiana nel mondo. Mi hanno raccontato che questi staff di esperti sono stati in tutti i tre stelle italiani,prima, e poi hanno girato per i due stelle, alla fine la scelta è ricaduta su di loro. Per citarle un altro esempio, di benchmarking sono stati scelti anche sulla Christina Onassis il mega Yacht privato più prestigioso del mondo.
      Penso che nella storia dell’alta cucina italiana, ad oggi, nessun ristorante ha fatto quello che stanno facendo gli iaccarino.MA PER CURIOSITA’ MI DICE DI QUALE RISTORANTE D’AVANGUARDIA SI TRATTAVA? Perchè vede sono stati scelti dai migliori hotel del mondo, dove la selezione dello staff di esperti che mandano in giro è di altissimo, ma dico veramente altissimo livello. SONO CURIOSO DI ESSERE AGGIORNATO!

    2. Avatar ugo petruccelli ha detto:

      ed ancora a proposito di benchmarking, qualche anno fa, ora non ricordo esattamente l’anno, American Express fece un’ indagine di mercato chiedendo ai loro top clients italiani quale fosse il miglior ristorante d’Italia, sa cosa risposero? Mi dispiace deluderla ma i loro top clients italiani risposero il DON ALFONSO, ora visto che lei, mi pare di capire sia una persona dotta, e penso che di statistica ne capisca qualcosa, riferirsi ad un campione di persone così ampio e così specifico vuol dire che quel risultato,statisticamente, è molto probabile che rappresenti la realtà!