Trattoria Mario a Firenze, recensione: nei paradossi più inconfessabili della fiorentinità

La nostra recensione della Trattoria Mario di Firenze: il menu, i prezzi, come si mangia e come si sta, soprattutto, in una delle trattorie più caratteristiche della città.

Trattoria Mario a Firenze, recensione: nei paradossi più inconfessabili della fiorentinità

La missione che mi spinge a testare trattorie su trattorie, essendo a Firenze, mi mette in costante contatto con la fiorentinità. E dato che oggi mi tocca aspettare una mezz’ora prima di entrare nella Trattoria Mario, a due passi dalla piazza del mercato di San Lorenzo, mi sistemo con un paio di amici sotto lo sparuto gruppo di alberelli che ingentilisce un angolo del piazzale e comincio a riflettere a riguardo, anche perché non ho nessuna fretta e del resto mezz’ora comunque la devo far passare.

Trattoria Mario a Firenze

Immersi in un’orda di turisti

La Fiaschetteria Trattoria Mario è poi il posto giusto per innescare tutta una serie di riflessioni sul genius loci fornendone un esempio magistrale, ed è anche uno spaccato di ciò che offre il centro di Firenze a chi la visiti di questi tempi. Diciamo subito che qui si mangia solo a pranzo, dal lunedì al sabato (alert atteggiamento da rendita bottegaia ON – del resto se possono permetterselo buon segno e buon per loro) e che la fila dipende dalla fama della trattoria, la cui vetrofania è invasa di segnalazioni, tanto quanto il locale da orde di turisti – del resto qui ormai parte del paesaggio. I tavoli si condividono, come spesso succede a Firenze, e l’ambiente è rustico quanto tipico: mattonelle bianche, menu attaccato alla parete con lo scotch, finiture in legno che ispirano fiducia così come la cucina a vista e i solidi tavolacci della tradizione contadina toscana.

Ci sediamo dividendo lo spazio del pasto prima con un gruppo di anglofoni e poi con degli orientali, probabilmente cinesi, che se ci fate caso spesso sembrano disgustati dal cibo italiano, dico sul serio: approcciano la ribollita e osservano il piatto con un’espressione di malcelato disprezzo: “Ma che mangiano questi? Eppure ’sta cucina è famosa, bah…” E dico cinesi non per generalizzare o meglio sì, per generalizzare, certo, ma in modo relativo, insomma per dire cinesi-o-di-qualunque-altro-posto-del-sud-est-asiatico-ma-non-giapponesi, che invece sembrano amare i nostri manicaretti (o almeno li affrontano con un rispetto ossequioso).

Sembro essere andato fuori tema, vero? E invece no, perché in un posto tanto centrale di Firenze capita di trovarseli di fianco tutti questi turisti – come mi sta succedendo giusto adesso –, sono parte dell’esperienza e a forza di osservarli arriviamo ad avventurarci in considerazioni pseudo-statistiche. E un posto buono, che merita la messe di segnalazioni esposte in vetrina, viene letteralmente preso d’assalto dai viaggiatori una volta finito sulle guide, come è successo a Mario. Circostanza che, combinata con quella dell’apertura solo a pranzo, lo rende al contrario scomodo alla frequentazione di chi a Firenze ci vive (a pranzo nei giorni lavorativi è difficile avere mezz’ora in più da passare in attesa del proprio turno dopo aver lasciato il nome in lista) mentre è perfetto proprio per un turista, che mezz’ora per mangiare in un’autentica trattoria nel cuore della città può ritagliarlo nell’economia della vacanza.

Quello che vi aspettate, anzi qualcosa in più

E non sbaglia, perché da Mario si mangia bene davvero e la versione della cucina locale che viene proposta è perfettamente centrata e non priva di interessanti detournement. Sapete cosa, non importa che vi descriva uno per uno l’antipasto di salumi, la bistecca, i fagioli all’olio o le patate fritte. E neppure le incursioni in pescheria preferite da un compare che decidendo di risparmiare i mammiferi “per prossimità biologica” ha dichiarato una guerra senza quartiere agli animali del mare (favorito dal venerdì oggi ha potuto aggredire una pasta alla cernia e un bel totano).

Trattoria Mario a Firenze

Lo stesso vale per il vino e la schiacciata all’uva. È tutto come ve lo aspettereste se non un po’ meglio, così come lo è l’ambiente, i cui tocchi di fiorentinità (alquanto kitsch) sono esibiti al punto che non mancano pendenti gigli dorati, coccarde della Viola, ritagli di giornale con antiche imprese calcistiche o addirittura lo Juve Merda esibito sul retro della lavagnetta portatile mostrata fieramente da uno dei gestori del locale.

Il segreto indicibile

Tutto è parte della quotidiana commedia cittadina e il tutto nasconde un indicibile doppio-fondo, come quello incarnato da questa trattoria davvero tipica ma ormai parte del perverso meccanismo che espelle gli abitanti dal centro per donarsi esclusivamente ai forestieri.

Dovete infatti sapere che l’avversione fiorentina per la Juventus nasconde un portato inconfessabile, e in quanto tale metto subito le mani avanti: non perderò tempo a rispondere ai commenti che potrebbero alzarsi indignati in calce a questo articolo non appena lo avrò rivelato. Essendo inconfessabile non mi aspetto che nessuno sia disposto a confessarlo. Ebbene, intanto considerate il fatto che non certo per caso la Juventus è la seconda squadra più tifata a Firenze. Avrà a che fare con l’intrinseca provincialità di questa città, dirà qualcuno, oppure con l’inclinazione da bastian contrario tipica di chi sceglie di tifare contro (e qui tifare contro significa tifare per la Juve). Ma non è questa lectio facilior (non priva di qualche verità) ciò a cui mi riferisco.

Il portato indicibile è quello che vede i fiorentini (per indole ostili a tutto, a partire dai giocatori della loro squadra del cuore) tifare segretamente proprio per la Juve. Ecco la bomba: vivo in una città di inconfessabili cripto-gobbi. Incredibile, dite? Pensate che preferirebbero veder vincere un campionato al Napoli o alla Lazio? Grosso errore, meglio – molto meglio – il sempiterno perpetrarsi dello status quo, dunque (ripeto: per quanto inammissibile in cuor loro lo sanno bene) meglio che continui a vincere la Juve, al netto di tutti gli Juve merda che potrebbe capitarvi di sentir riecheggiare da queste parti. E tutta questa autenticità riservata a chi non potrà coglierla fa di Mario una trattoria pedissequamente fiorentina, affidabilissima e per di più – e conta molto considerata la posizione – dai prezzi vantaggiosi (spiace solo sapere che a un trionfo della Roma o, chessò, dell’Atalanta, preferirebbero l’estensione del dominio bianconero – ma ormai ho imparato ad accettarlo…).

I prezzi, il conto

Eravamo in tre: in due abbiamo diviso un abbondante antipasto, una bistecca e un dolce, mentre il nemico del mare ha preso primo e secondo (entrambi di pesce): 30 euro a testa (forse noi della bistecca ci abbiamo guadagnato qualcosa ma fidatevi: è un conto concorrenziale).

Informazioni

Trattoria Mario
Indirizzo: Via Rosina 2r, Firenze
Sito Web: trattoriamario.com
Orari di apertura: dal lunedì al sabato, dalle 12 alle 15:30
Tipo di cucina: fiorentina
Ambiente: vecchio stile, portato bene
Servizio: preciso

Voto: 3,8/5