Supermercati: chi ha fatto bene, chi meno e come saranno nel 2017

La grande distribuzione sta vivendo momenti di alterne fortune, almeno in Italia.

Se le cose vanno infatti  bene per marchi come Esselunga, Lidl o Eurospin, i gruppi d’oltralpe quali Auchan e Carrefour stanno attraversando momenti poco brillanti,  così come riportato dall’ultimo report di Mediobanca.

Il supermercato che ha ricavato di più per metro quadro 

Esselunga, la creatura di Caprotti, che sicuramente non mancherà di compiacersene dall’attuale “alta” posizione, ha fatto registrare i maggiori ricavi per metro quadro non solo a livello italiano ma anche europeo: i suoi 16.000 euro di ricavi per metro quadro, infatti, sono praticamente il doppio della media italiana.

Coop, ad esempio, ha fatto invece  registrare 6800 euro di ricavi a metro quadro, Carrefour 5000, Auchan 4500 e, a livello europeo, solo Tesco, nel Regno Unito, riesce ad insidiare,  ma da lontano,  il primato di Esselunga, con i suoi 12.000 di ricavi al metro quadro.

Il supermercato che ha messo a segno più utili

Inoltre, dal 2011 al 2015, il fatturato complessivo della grande distribuzione in Italia è salito del 4,5% ma solo Lidl e Eurospin hanno fatto rilevare incrementi a due cifre, nell’ordine del 43 e del 42.9% rispettivamente.

Un risultato ottenuto grazie a un minor costo del lavoro, a una più veloce rotazione del magazzino (16 e 19 giorni rispettivamente), e al pagamento dei fornitori in tempi brevi (62 e 70 giorni rispettivamente, contro gli 83 di Carrefour, i 66 di Esselunga e addirittura i 101 giorni medi di Auchan).

Grazie a questi parametri, Esselunga ha potuto realizzare utili netti, dal 2011 al 2015, per ben 1136 milioni di euro, ma anche Eurospin, Lidl e Coop si sono difesi bene, con 635 milioni, 206 e 109 milioni di utili netti cumulativi.

In rosso, invece, Auchan e Carrefour, che hanno fatto registrare perdite rispettivamente per 559 e 2477 milioni di euro.

Il supermercato con il maggiore costo del lavoro

Se Esselunga, Lidl e Eurspin, quindi, possono godere dei loro eccellenti risultati, non così può dirsi per Auchan e Carrefour.

Carrefour, in particolare, ha fatto rilevare il maggior costo del lavoro per dipendente, rilevato in 43.000 euro annui contro i 40.000 di Esselunga, i 32.000 di Lidl e i 37.000 di Eurospin.

Carrefour taglia il personale

Come se non bastasse, Carrefour ha recentemente annunciato il taglio di 500 esuberi, personale in eccesso in tre dei suoi punti vendita, dei quali due in Piemonte.

Come cambieranno i supermercati nel 2017

Insomma, un panorama composito, quello della grande distribuzione in Italia, che in generale restituisce il quadro di un settore efficiente e produttivo.

Ma i supermercati sono comunque in grado di migliorare le loro prestazioni economiche, soprattutto  con un più efficiente impiego della tecnologia, che li aiuti a essere sempre meno anonimi magazzini di cibo e sempre più spazi confortevoli dove recarsi non solo per la spesa di routine.

In realtà, già lo  stanno facendo, già stanno  affilando le armi per venire incontro alle esigenze dei consumatori e alleviarli da tutto quanto di sgradevole possano  incontrare  quando si recano al supermercato.

Vi anticipiamo come.

Amazon

Tra i momenti meno piacevoli della spesa al supermercato ci sono indubbiamente le file alla cassa. Già oggi, sebbene sia ancora in fase sperimentale, il punto vendita Amazon Go di Seattle è attrezzato per evitare le code improduttive.

I clienti sono liberi di fare la spesa e pagare semplicemente attraverso il loro smartphone. Attraverso le casse non transitano proprio.

Carrefour

Ma, restando in Italia, possiamo pensare a Carrefour, che propone formule innovative come gli spazi “Gourmet”, dove si possono trovare vere tome d’alpeggio, per fare un esempio, come anche la formula Eat&Shop, che integra la ristorazione veloce con la vendita di prodotti come i gelati di Grom o le pizze di Gabriele Bonci.

O ancora Carrefour Express Urban Life, recentemente inaugurato a Milano in zona Brera, area di ristoro e aggregazione dove gustare un caffè o anche del sushi preparato al momento, concedendosi una pausa relax mentre si assapora un pasto sul posto oppure lo si porta a casa in confezioni da asporto.

Conad

Oppure possiamo pensare a Conad, che non solo si ispira al modello di Amazon Go per evitare ai clienti l’incombenza della coda alle casse, ma ha anche inaugurato la seconda edizione del “Viaggio Itinerante”, un esperimento nato per raccontare l’Italia dai mille Comuni e che ha toccato, nell’ultima edizione, 12 città italiane disseminate in tutta la Penisola.

Conad ha anche aperto in soli 8 mesi ben 14 “pet store”, tra cui quello di Genova di cui Dissapore ha già parlato, destinati a diventare 100 nei prossimi tre anni, dove trovare tutto quanto serve agli animali da affezione, puntando a una fidelizzazione del cliente che vanno oltre i concetti di convenienza, offerte e promozioni.

Vegè/Crai/Coralis

Ma possiamo anche menzionare Vegè, la prima catena a sbarcare su Amazon con “Delizie” un suo marchio. Oppure Crai, che sta realizzando una totale e più fruibile ristrutturazione dei propri punti vendita.

E ancora Coralis, che solo lo scorso anno ha lanciato una propria selezione, “Etichétto”, in ottica della promozione del made in Italy.

Coop

E anche Coop si è dimostrata all’avanguardia nell’offerta di servizi ai clienti con il supermercato di Milano “Bicocca Village” dove, grazie a una tecnologia di realtà aumentata, è in grado di offrire in tempo reale tutte le informazioni sulle proprietà organolettiche dei prodotti acquistati.

Simply, marchio Auchan

Particolarmente attenta ai temi sociali è la catena di supermercati Simply, parte del gruppo Auchan, che con il progetto “City” ha dato modo anche ai più anziani di adempiere all’esigenza di fare la spesa, fornendo loro aiuto e assistenza.

Ma ovunque le catene della GDO vanno ampliando la loro offerta di servizi per venire incontro alle esigenze moderne: si va dai punti vendita aperti sette giorni su sette per 24 ore al giorno, a quelli che consegnano la spesa a domicilio in giornata, dalla moltiplicazione delle insegne interne dedicate alla ristorazione alle app dedicate quali Indigo che, tramite un’assistente virtuale, danno consigli in tempo reale su prodotti e offerte personalizzate.

O ancora come Edo, ora sai cosa mangi, l’app che attraverso la semplice scansione del codice a barre, fornirà tutte le informazioni nutrizionali sul prodotto che ci interessa.

Questo è il supermercato del 2017: sempre meno supermercato, sempre più comodo luogo di aggregazione e di relax. Dove, tra le altre cose, poter anche fare la spesa.

[Crediti | Link: Repubblica, Dissapore, GdoWeek]

Cinzia Alfè Cinzia Alfè

27 gennaio 2017

commenti (20)

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  1. ROSGALUS ha detto:

    Questo articolo ci da solo una idea dela situazione reale.
    Una menda grave mi sembra che sia la mancanza di Famila-Selex in questa analisi: un gruppo che ha avviato da alcuni anni una politica di espansione facendo leva sul prezzo e con una concorrenza veramente forte verso altri gruppi.
    Negli ultimi anni le quote di mercato sono mutate. Ecco un altro segnale per vedere lo sviluppo della rete italiana, al di la dei parziali indicatori di bilancio.
    I bilanci, infatti, piu’ che indicazioni prospettiche ci danno il polso delle passate gestioni e della loro bontà.
    Poi ci sono gruppi – citati dalla brava articolista – che PERDONO ( collezionano cioe’ redditi negativi) ma che compensano tali carenze commerciali sul piano delle attività finanziarie.

    Ecco perchè le analisi di bilancio sono relative e prive di quei contenuti quali-quantitativi che danno il senso della reale situazione prima ancora che taluni indicatori finanziari di esercizio.

    1. Sally_Modena ha detto:

      Tra tutti i supermercati che ci sono nella mia zona il Famila è quello con i prezzi più alti, e la qualità soprattutto sui prodotti freschi non è mai stata un granché

    2. Cinzia Alfè Cinzia Alfè ha detto:

      Grazie del commento, Rosgalus,ma questa non voleva essere una vera e propria analisi di bilancio del settore: non è certo questa la sede, e citare inoltre tutti gli attori, con tutti gli indici e i parametri economico-finanziari, sarebbe stato un lavoro che non rientra tra le finalità di questo post, che ha preso in considerazione alcune tra le maggiori realtà italiane, considerate tra le più significative o le più diffuse, senza nessuna pretesa di esaustività. Grazie comunque delle tue osservazioni, ciao.

    3. guido ha detto:

      ma secondo te Famila può fare concorrenza a Esselunga e Coop…
      non è stato inserito giustamente in quanto NON è minimamente paragonabile…

    1. Paolo ha detto:

      Ma quella non è GdO, è una “eccellenza”, poffarre.
      Non crederai che la peron! o la morett! in vendita in quel tempio del gusto siano uguali a quelle della GdO, perdincibacco.

    2. Cinzia Alfè Cinzia Alfè ha detto:

      Eataly si colloca su un segmento di mercato diverso, rispetto alla grande distribuzione. Ciao e grazie.

    3. Andrea ha detto:

      Curioso: si sprecano articoli di paragoni tra caprotti & farinetti, poi a conti fatti quando si parla di ricavi e costi dei dipendenti… puff… non è GDO.

    4. Msimone ha detto:

      Eataly è Gdo a tutti gli effetti ma a livello di fatturato é insignificante rispetto alla esposizione mediatica e poi si rivolge ad un target diverso. Piuttosto bisognerebbe fare una distinzione tra chi come Esselunga non apre a tutti i costi e resta fuori da intere regioni dove sa non avrebbe redditività e chi apre ovunque anche in posti dove ci si cannibalizza i clienti per poi chiudere.

  2. Emiliano ha detto:

    Nella zona dove vivo Lando e Tosano credo non abbiano rivali, in proporzione una spesa costa come al discount ma con prodotti di marca.

  3. Orval87 ha detto:

    Per rispondere al calo dei consumi offriranno più schifezze a buon prezzo, ovvio….e tutti felici e contenti, pensando di fare affari.

  4. Arturo ha detto:

    Come Eataly appartiene a un altro segmento, mettere insieme Lidl, Eurospin ed Esselunga è come sommare le mele con le arance.
    I discount sono discount e i supermercati sono supermercati.

  5. Lorenzo ha detto:

    Voglio solo far notare che il pagamento prolungato dei fornitori difficilmente può essere causa di buoni risultati economici come è scritto nell articolo , solitamente è invece effetto/indice di problemi infatti le catene distributive con maggiori difficoltà sono quelle con giorni maggiori di pagamento, cioè si tenta di portare avanti il più possibile L uscita di cassa verso i propri fornitori.

    nella mia zona cioè Modena il duopolio esselunga cooperative è il protagonista assoluto con poche altre possibilità

    Saluti

  6. pino ha detto:

    Msimone, un appunto: esselunga resta fuori dalle regioni e dalle province in cui non la fanno aprire.

    1. mr ha detto:

      Cioè 18 regioni italiane e mezza? Qualcuno evidentemente crede ancora a questa bufala di Caprotti…

    2. JR ha detto:

      ascolta, esselunga ha aperto con ben 3 negozi a Bologna, regno delle coop. dove non aprono, è semplicemente perché non ci sono quote di mercato, che è sicuramente saturo nel 99% delle città italiane. non perché ci sia un qualche complotto contro esselunga

  7. Mario ha detto:

    Articolo ben fatto.
    Se poi il supermercato diventa luogo di aggregazione e di relax, allora abbiamo grossi problemi, ma grossi grossi. E se andiamo a fare la spesa alle tre del mattino… boh. E se andiamo a comperare quello che è in offerta, invece di quello che ci serve, allora davvero il supermercato diventa il posto più bello e divertente.
    Spero di continuare a divertirmi, ma non al supermercato.
    Ciao

  8. MAurizio ha detto:

    Curioso il dato sui guadagni dei dipendenti. Considerando contributi e prebende varie sembra che mediamente un dipendente di supermercato guadagni dai 1500 ai 2000 euro netti/mese. Considerando che c’e’ una quota di precari/part time non indifferente, vuol dire che i vertici e quelli a tempo indeterminato hanno dei “signori” stipendi (specie in rapporto alla specifica qualifica professionale) ?

  9. Max Q ha detto:

    Mai entrato in una Coop or Eataly , cosi come mai stato a una festa dell’ Unita o comprato Repubblica… Cribbio

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